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JESS il ragazzo di via Padova

jess

In questi giorni di Novembre, la città di Milano in Lockdown si apre alla lettura con il suo storico evento BookCity; grazie al progetto di promozione “Tu e il tuo libro preferito” ideato da Perimetro ho avuto modo di farmi ritrarre dal fotografo Marco Onofri con il mio libro preferito JESS il ragazzo di via Padova, Vita avventurosa di Jess il bandito edito dalla casa editrice Le Milieu di Arnaldo Gesmundo (ovvero Jess) e Matteo Speroni che ho avuto il piacere d’intervistare per l’occasione. Jess é un libro che mi ha voluto donare la strada, stavo camminando per le vie di Milano un po’ affranta dalla morte di un amico, un genio letterario Andrea G Pinketts, con lo sguardo perso e abbassato vengo attratta da un libro appoggiato in una panchina lo raccolgo, lo scruto e pensando che sarebbe stato un libro gradito ad Andrea lo porto via con me.

Era solito incontrare Andrea G Pinketts al caffè artistico Le Trottoir a Milano dove assistevamo ai suoi preziosi interventi e presentazioni di libri di genere di svariati autori; con orgoglio posso affermare di essermi formata culturalmente a Le Trottoir tra le chiacchiere della gente, Pinketts e Philippe Daverio entrambi pilastri e membri del movimento Lezioni d’Indisciplina.

Quando ho letto la storia di Jess che narra le vicissitudini di Arnaldo Gesmundo che fú un bandito Milanese della nota banda di Via Osoppo che compí il colpo del secolo senza utilizzo di armi da fuoco, una rapina a tutti gli effetti con la simulazione vocale di un mitra “ta ta ta ta”, mi sono emozionata ho ricondotto il tutto al senso dell’amicizia e al valore delle lezioni d’indisciplina.

Matteo Speroni

La storia della banda di via Osoppo rimane tutt’ora un operazione estemporanea irripetibile, un grande bluff, una performance artistica, un sogno realizzato che portò per un inconveniente i suoi fautori a dover attraversare l’incubo delle carceri. Arnaldo Gesmundo si racconta tra i ricordi della Ligera nel dopoguerra in una Milano piena d’atmosfera, nelle stesse vie che mi hanno portato al libro, arricchito dagli interventi storici di Matteo Speroni che c’introduce dettagliatamente alla realtà dei fatti rendendo così ancor più intrigante lo stile della narrazione. 

Paola Fiorido

La foto in copertina di Paola Fiorido fa parte del progetto fotografico :

“Tu e il tuo libro preferito” a cura di @bookcitymilano e @perimetro__fotografie di @marconofri

#ioeilmiolibropreferito #BCMPerimetro #BCM2020 #ilibricisalveranno #laletturaintornoBookcity,

dall’ 11 al 15 Novembrebookcitymilano.it

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Raimondo Rossi: l’idea Industria Arte e Musica mi piace !

Raimondo Rossi

Raimondo Rossi, Fotografo, Modello, Blogger, Influencer, ma soprattutto, il Made in Italy che piace al Mondo!

Ha aderito da subito alla campagna Industria per l’Arte, e per la Musica promossa da Gpi Group e Duetti Packaging, Aziende Leader nella fornitura di impianti e macchinari per la movimentazione del packaging, che in un momento così difficile, causa Covid , hanno deciso di dare spazio a settori che soffrono più di altri,

Se ci credi mettici la faccia , e così è stato ,

Ray Morrison è l’alter ego di Raimondo Rossi, da sempre vicino e protagonista di questi mondi, e a lui, primo ad aderire alla campagna ,abbiamo fatto qualche domanda per comprendere il suo si per questa iniziativa.

Cos’è per te la musica?

Una forma d’arte che permette ai compositori di creare melodie di grandissimo valore, perché attivano così forti emozioni in tutti noi.

Cos’è per te l’arte?

Una forma di espressione della profonda sensibilità di una persona. Non importa se la condivide con noi in pittura o fotografia, o qualsiasi forma lui voglia. Importa che la condivida con noi.

Cosa pensi di questo connubio creato da un Binomio inaspettato industria e arte, industria e musica?

Credo sia un ottimo binomio. La forza dell’industria può aiutare la visibilità dell’arte, la forza dell’arte può far arrivare i messaggi dell’industria più direttamente al cuore dell’utente.

Hai mai scattato per la musica?

Si ho dedicato un intero lavoro video e foto alle note del pianoforte e alle loro possibilità di attivare ricordi o emozioni, come i tessuti o gli abiti che fanno sempre parte di noi, come una musica in sottofondo.

Secondo te una foto quando diventa arte?

Quando l’immagine finale contiene allo stesso tempo la realtà ritratta e un mondo immaginario, che solo quell’autore può creare con quella realtà a disposizione.

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RIFF Awards – Rome Independent Film Festival,

RIFF Awards – Rome Independent Film Festival

Cos’è :

Il RIFF Awards – Rome Independent Film Festival, è un festival internazionale di cinema indipendente che ha come obiettivo principale quello di promuovere opere contemporanee prodotte nell’anno corrente. Il festival, si svolge a Roma nel mese di Novembre per 7 giorni e presenta circa 100 opere in assoluta anteprima italiana e mondiale suddivise in 13 sezioni nazionali e internazionali: opere prime e seconde di lungometraggio, documentari, cortometraggi, film sperimentali e animazioni, soggetti e sceneggiature contraddistinte per l’originalità e l’innovazione dei contenuti e delle tecniche utilizzate.

Una giuria Internazionale composta da esperti del settore valuterà le opere in concorso assegnando al termine della kermesse premi per un valore totale di 20 mila euro.

Motore…Azione in Italia!
Le opere cinematografiche e audiovisive realizzate nel territorio Italiano da produttori indipendenti, saranno presentate in una particolare sezione all’interno del RIFF dedicata a quelle opere che investono e promuovono il nostro territorio e che permettono la conoscenza del patrimonio culturale e ambientale sviluppando la crescita della competitività territoriale.

Valorizzazione della diversità e promozione dello scambio interculturale attraverso l’istituzione di un’intera giornata dedicata alla cinematografia LGBTQ che ha previsto il coinvolgimento delle principali associazioni di categoria e di personaggi illustri, e la previsione di proiezioni e incontri mirati a far conoscere e sensibilizzare il pubblico sulla situazione sociopolitica e culturale di alcuni Paesi del mondo.

Particolare attenzione al gender. Valorizzazione del cinema femminile: da sempre attento nel dare risalto al lavoro femminile in ambito cinematografico, tentando di coprire tutti i ruoli dell’industria cinematografica, il RIFF riceve diverse opere da professioniste donne nell’ambito della produzione, distribuzione, regia ecc.

L’audiovisivo come strumento didattico. L’uso delle tecniche cinematografiche nella formazione è un modo per accelerare e facilitare la comprensione, per sensibilizzare, per comunicare e condividere le emozioni, per veicolare l’evoluzione ed il cambiamento, per trasmettere la cultura. Per questo motivo è stato previsto il coinvolgimento: di istituti scolastici presenti sul territorio attraverso proiezioni e masterclass gratuite e agevolazioni rivolte a docenti e studenti; di alcune delle principali associazioni nazionali e internazionali per l’approfondimento di tematiche sociali e d’attualità di primo piano.

Tutte le grafiche delle locandine RIFF Awards – Rome Independent Film Festival , dalla prima edizione sono state realizzate da Nerina Fernandez

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Recycling World

Recycling World

I centri urbani in assenza di socialità assomigliano a delle scatolette di latta vuote: le pareti sporche hanno trattenuto soltanto oleosi residui di inquinamento, arroventandosi con il calore dell’estate mentre si apprestano a soffocarci nel freddo invernale. Noi superstiti, intrappolati, ci contagiamo, protestiamo come bambini feriti e se proviamo a scappare, il pericolo della lamiera tagliente è sempre in agguato.

Questa fotografia di un mondo moderno, che vive in uno stato di solitudine condivisa da un tempo indefinito, si sta ripercuotendo sulla moda con conseguenze irreparabili. E’ un dato di fatto che privare le persone delle cosiddette occasioni d’uso che aprono a possibilità infinite di acquisto di abiti, scarpe e accessori, abbia portato irrimediabilmente ad una brusca frenata dei consumi in questo settore che, a dispetto di qualsiasi revenge buying, non tornerà mai ai livelli Pre Covid, ma si stabilizzerà solo entro i prossimi cinque anni.

Se da un lato molti marchi sono corsi ai ripari saturando il mai abbastanza esplorato universo del loungewear, dove rientrano tute, maglioni di cachemire, vestaglie, pantofole e calzini antiscivolo, in un mix tra abbigliamento sportivo e tenuta da casa, per quello che definirei il nostro smart living, altri stanno definendo un nuovo concetto di vintage.

Tutto parte dall’approccio sostenibile verso questo mondo ormai saturo, per cui produrre nuovi prodotti non fa altro che inquinare maggiormente ed aggiungere l’invenduto di domani a quello di ieri. Ecco allora che gli abiti usati diventano il punto cardine di un’economia circolare che si rigenera costantemente grazie a collaborazioni per rivendere, affittare, riparare, dare nuova vita a ciò che già possediamo.
Le strategie di mercato innovative sono la base del successo di Selfridges, il primo department store al mondo che rese l’acquisto una vera e propria esperienza e non un mero gesto di routine, quando aprì a Londra nel 1909. Oggi l’azienda ha inaugurato il Project Earth che si impegna a cambiare radicalmente il modo di fare shopping entro il 2025, con una serie di nuovi modelli di business di cui il resale è parte integrante nel dare l’impulso definitivo alla svolta sostenibile. In un sistema che funziona parallelamente online ed in store, non solo si possono acquistare o affittare abbigliamento ed accessori pre-loved, ma anche mettere in vendita i propri, o semplicemente farli riparare da esperti artigiani.

The RealReal è negli Stati Uniti ciò che Vestiaire Collective è in Europa: la piattaforma più importante dove acquistare o vendere capi di lusso pre owned. Con diciassette milioni di utenti ed un fatturato che promette di arrivare a 64 milioni di dollari entro il 2025, TRR ha stretto una partnership con Gucci, aprendo uno speciale e-shop rifornito con articoli di mittenti e da merce portata direttamente dalla casa fiorentina. Ancora una volta, la via della sostenibilità è segnata da un albero che The Real Real pianterà per ogni articolo Gucci acquistato o venduto, attraverso One Tree Planted, un’organizzazione no profit che si occupa di rimboschimento globale.

Immaginare un capo di abbigliamento che sia più duraturo dei jeans è impossibile tanto quanto trovarne uno che sia meno sostenibile: per produrne un solo paio occorrono circa 9500 litri d’acqua, utilizzati per immergere la stoffa in 15 vasche di tintura all’interno delle quali i pantaloni acquistano il loro caratteristico colore. Aggiungete grandi quantità di additivi chimici e scarti di lavorazione, quindi moltiplicate per i 2 miliardi di jeans prodotti ogni anno nel mondo e solo allora capirete perchè anche Levi’s vi suggerisca qualsiasi alternativa possibile al buttare via il denim che già possedete.
Repaire Reimagine Recycle è il leit motiv della campagna sostenibile del marchio californiano, che mette a disposizione un tailor shop interattivo in cui non solo si possono aggiustare i jeans usati, ma anche costumizzarli o modificarne il modello, fino a creare interamente oggetti nuovi. Infine, se proprio volete sbarazzarvene, portate i vostri vecchi jeans, di qualsiasi marchio o non marchio siano, in uno degli store Levi’s e penseranno loro a come riciclarli…

Ancora una volta il mercato globale è pronto ad accogliere la domanda di una clientela che sta modificando le proprie esigenze e dirottando i propri interessi in quelli che già si definiscono nuovi trend…I classici senza tempo sembrano essere più appropriati per il clima attuale d’incertezza e smarrimento, oltre a rappresentare investimenti intelligenti a discapito della logomania e delle statement bags.
Ecco allora che il capo vintage acquista valore nel racchiudere in sè il passato con l’eredità di una storia da raccontare, l’unico seme di qualità perchè germogli un futuro green.

Elisabetta Baou Madingou

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Ivan Damiano Rota, una vita in punta di penna!

Ivan Damiano Rota

Giornalista di altri tempi, per esperienza, e preparazione,

Scrive da sempre per diverse testate, conosce personalmente vizi e virtù del Jet set, amante e esperto di Cinema, abbiamo fatto qualche domanda a Ivan Damiano Rota per conoscerlo meglio :

Quando hai deciso che scrivere sarebbe stato parte integrante della tua vita?

Da bambino. Sono sempre stato appassionato di cinema e sin da piccolo tenevo dei quaderni in cui recensivo i film che vedevo

Cos’è per te il giornalismo?

Per me é la vita. É il colorare anche le vite degli altri. Mi sento di dire che occorre sempre verificare quello che si scrive. Oggi purtroppo con internet ognuno scrive senza assicurarsi della veridicità dei fatti. 

Quale di questi settori è il più difficile da affrontare per scrivere? Cronaca, gossip,politica, cultura, spettacolo?

Anche se puó sembrare strano, il gossip é quello piú difficile soprattutto perché bisogna andare leggeri con i pettegolezzi inventati. Oggi purtroppo vince chi la spara più grossa. 

Hai scritto in diverse occasioni per la tv, che approccio è necessario quando si entra in questo mondo ?

Ho partecipato a innumerevoli programmi sia come autore sia come opinionista.

Bisogna peró avere quel pelo sullo stomaco che a me manca, ma preferisco essere come sono. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Ero in un programma di Piero Chiambretti e dovevo portare in passerella un gigantesco alano che purtroppo sì é spaventato e si é buttato sul pubblico. 

Se potessi incontrare un personaggio del passato , quale e di cosa parleresti?

Vorrei incontrare Luchino Visconti, il mio mito e parlare con lui dei suoi film. E poi Marcello Mastroianni e parlare del suo stile unico, controllato, mai urlato. I giovani di oggi dovrebbero rivedere i loro film

Quanto è importante aver studiato per fare il giornalista ?

Secondo me ci nasci. Le scuole servono forse dal punto di vista tecnico. Così come per gli attori. Il talento é nel sangue.

Grazie Ivan

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Contro Storia dell’arte contemporanea del Maestro Xante Battaglia

xante battaglia

Contro Storia dell’arte contemporanea il nuovo libro sul pensiero del Maestro Xante Battaglia esposto dal critico d’arte Giosuè Allegrini, pubblicato dalla casa editrice Campanotto.

Contro Storia dell’arte contemporanea, un titolo incisivo per un libro che si introduce nella storia, come un nuovo motto; contro storia del tempo presente, e di tutte le storie che ci hanno raccontato. Xante Battaglia, un nome che risuona per la storia, da precursore, da contestatore che si oppone allo spietato sistema dei consumi e delle speculazioni dei mercati che riguardano anche l’arte contemporanea…

Acquistabile clikkando qui

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Alessandro Barbero a “Voci della Storia”, festival storico letterario.

Alessandro Barbero

Prosegue il viaggio di “Voci della Storia”, dopo Nicolai Lilin, ospite del festival è  stato Alessandro Barbero, storico e scrittore, autore tra i tanti di “Costantino. Il vincitore”, “ Romanzo russo” e “Gli occhi di Venezia”.


Come in precedenza, data l’emergenza sanitaria in corso, la serata del 27 ottobre ha avuto luogo in diretta da libreria “Un mondo di Libri”, Seregno.
Sotto i riflettori “Dante”, ultima opera del già citato accademico.
A introdurre l’evento Eva Musci, affiancata da Franco Cardini, saggista e anch’egli storico, il quale ne ha condotto l’intervista.

Ne sorge un dialogo, il cui protagonista è Dante Alighieri, sommo poeta e padre della lingua italiana, uomo dalla mente lungimirante, ma pur sempre figlio della propria epoca.

Lo spessore delle personalità chiamate in causa, ha condotto ad ampliare il discorso rispetto al tema centrale.
Presentando Alessandro Barbero, Cardini afferma: “Alessandro Barbero ci ha abituato a grossi libri, debbo dire, fra parentesi, che il Barbero romanziere, mi piace, mi convince. Parliamo di “Dante”, paradossale. “Dante” è il primo grosso libro che Barbero ha dedicato al medioevo. La domanda è: che effetto ti fa?”

Spesso ho scritto libri perché avevo voglia di fare qualcosa che mi portasse al di fuori del mestiere, siamo medievisti, ma vogliamo fare anche altre cose. Ho scritto grossi libri, che erano grossi perché mi sono divertito tanto a scriverli e hanno strappato una fetta importante della mia vita.  Aggiungerei che fra noi medievisti, corre l’idea, forse sbagliata, che se impariamo a fare i medievisti, possiamo occuparci anche di altri periodi. “Dante” è un libro scritto con l’intento di parlare al grande pubblico, parlando di ciò di cui ci occupiamo di mestiere, scritto inoltre tentando di far vedere che Dante è un genio, che ha scritto cose che vanno, sì al di là del suo tempo, ma rimane pur sempre immerso nel medioevo, nei modi di ragionare, nei pregiudizi, nelle grandi questioni intellettuali e nei vizi del frangente di riferimento”.

Entrando nello specifico: “Su Dante si potrà parlare in eterno. Il prossimo anno ricorrono i 700 anni dalla morte. Egli ambienta la vicenda in un momento preciso “Nel mezzo del cammin di nostra vita”,  vi sono inoltre indizi che mettono in evidenza che tutto è puro sogno.
Siamo nel periodo in cui Bonifacio VIII lancia il Giubileo, quando Dante stava per compiere i 35 anni.
Il poeta afferma di avere fatto questo sogno nella primavera del 1300, nell’ istante in cui si perde in un bosco scuro : “mi ritrovai per una selva oscura/ché la dritta via era smarrita”.
In quei mesi, difatti,  era al vertice della sua carriera politica, e vi è un nesso tra la Commedia che tutto il mondo conosce e gli intrighi della politica fiorentina”.

In merito al rapporto tra Dante e Firenze, chi ha preso parola è stato Cardini. “Dante è un fazioso, un uomo di parte, questo emerge anche dalla sua opera.
La Firenze nel quale vive e muore è tutto tranne che una Firenze dantofila, era considerato quasi un personaggio pessimo.
Dante possiede una passione prorompente che deriva dall’appartenere alla parte sconfitta, di essere uno sconfitto, un esule
”.

Quelli riportati sono solo alcuni stralci di circa 50 minuti, nel quale il settore cultura ha brillato di una luce immensa.
Condotta in modo estremamente semplice e genuino, nonostante i termini tecnici  frequentemente utilizzati, ho  avuto modo di assistere a un dibattito in grado di rapire anche i meno interessati alla materia.

Per visionare la diretta: https://www.facebook.com/VociDellaStoria

Direzione Artistica
Eva Musci
Antonio Zappa

A cura di Mara Cozzoli

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Sammy Varin, “nato in Radio”

Sammy Varin

Una delle voci più ascoltate su Radio Padania Libera (RPL), ,giornalista pubblicista dal 1999, irriverente, simpatico e diretto, a volte ,forse, anche troppo , abbiamo fatto qualche domanda a Sammy Varin per conoscerlo meglio:

Tuo primo contatto Con la radio?

Posso dire di essere nato con la radio.. Accesa!

Cos e per te la radio? 

Quella del “baracchino” che mio padre Piero, uno dei primissimi CB italiani mi ha insegnato a smanettare fin dai primi vagiti.

Poi sono passato ad usare la vecchia cinepresa super 8,e a sonorizzare i film utilizzando le uniche fonti audio che allora esistevano: registratore e giradischi.

Da lì ad attaccarci anche in piccolo mixer auto costruito e un trasmettitore da mezzo watt la strada è stata breve: nel 1977 a soli 11 anni, ero in onda con Radio Music 2000, dalla mia cameretta di casa facendo dediche e richieste musicali ai vicini!

Credi sia necessario studiare per lavorare in radio e e questione di talento e predisposizione?

La radio è passione per la comunicazione e come ogni passione bisogna coltivarla, almeno studiando dizione e recitazione come ho fatto anche io al Centro Teatro Attivo di Milano.

Cosa pensi dell informazione?

Ma per fare radio, devi pure essere disposto ad ASCOLTARE: questo è per me lo spartiacque dall’attuale comunicazione nei media.

 Esiste il political correct?

Sanno tutti parlare, pochi hanno la voglia, il tempo(e il coraggio) di sentire il parere della gente senza manipolare gli interventi. E senza fare quel vero e proprio “lavaggio del cervello” che ti ritrovi su certi canali che si spacciano per radio generaliste, facendoti sentire in colpa se il tuo parere non è allineato al “pensiero unico”!

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo con affetto l’incontro con Gerry Scotti in uno studio di registrazione di Milano, per uno spot sullo storico “Riso Scotti” in cui io lo annunciavo trionfante con voce da deejay. Oppure lo sbarco in RAI con un programma musicale su Isoradio: la sede di Corso Sempione è monumento alla storia della comunicazione: ogni passo vedi un volto o una voce nota, ogni studio è un viaggio nel tempo.

Se potessi incontrare un personaggio del passato legato al tuo mondo chi è cosa chiederesti? 

È proprio nel tempo che avrei voluto essere tra i primi ad inaugurare le prime trasmissioni radio, tanti anni fa. Creando, inventando ciò che oggi è ormai scontato.

Grazie Sammy

Sammy Varin e Kabobo a “La Zanzara” 2014

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AttualitàLibri

“Le luci spente della città”, di Andrea Lux Ferre.

Andrea Lux Ferre.

Vita, visioni e fatti alla ricerca del piacere, modalità di annullamento della sofferenza.

Il confronto con una realtà folle che corre veloce come un’auto sull’asfalto diretta in luoghi di perdizione, aspirazioni e speranze si spengono insieme alla musica.

Una carriera geniale interrotta dal vuoto esistenziale.

Il desiderio irrealizzabile di chiamare Dio per chiedere aiuto, allo stesso tempo chiamare la morte senza essere ascoltato.

I viaggi della mente si consumano nella notte mentre il protagonista esplora il buio dentro di sé.

Il ritorno rappresenta l’unica salvezza, nel cammino all’inferno dove i sogni muoiono come un vampiro al sorgere del sole.

Biografia:

Eclettico e visionario, scrive i suoi testi nel sottosuolo delle città, nelle gallerie, sui vagoni delle metropolitane.

Pubblica le sue opere nelle antologie Poeti Italiani Contemporanei Poeti nel Terzo Millennio, partecipa a premi letterari vincendoli.

Nel 2012, collabora con Andrea G. Pinketts nella realizzazione del libro Capacità Nascoste, nel 2015 pubblica Veleni autobiografia in versi e nel 2016, dopo numerose attività in qualità di volontario nel sociale, pubblica Milano Avvelenata collaborando ancora con Andrea G. Pinketts che scrive la quarta di copertina.

Oltre all’attività di ghostwriter, crea e trasforma testi teatrali, sceneggiature, romanzi e racconti sul consumismo e il disagio della società moderna.

Per Ulteriori richieste ed informazioni:

rechosrecords@hotmail.com

Le luci spente della città”,  collana “Magnolia, Narrativa” per Il Seme Bianco Editore IBSN 9788833611600.
Link: http://www.ilsemebianco.it/collana/magnolia/le-luci-spente-della-citta/
Disponibile in tutti gli stores:
La Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/libri/andrea-lux-ferre/luci-spente-citta/9788833611600

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