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Arte

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“Lia Pascaniuc” il logo è più che la firma d’artista è un’opera d’arte.

Lia Pascaniuc

La L di Lia e la P di Pascaniuc si incontrano e intrecciano insieme fino a formare spontaneamente il simbolo dell’infinito: la totalità che nasce dall’incontro di due metà perfettamente speculari e che attraverso un flusso energetico creano equilibrio e armonia.

La filosofia artistica di Lia Pascaniuc rispecchia perfettamente tutto il simbolismo legato all’infinito, perché è una costante ricerca di equilibrio energetico e bellezza attraverso il movimento e la mutazione della natura.

L’ambiente naturale, in continua lenta mutazione è sempre diverso, ma sempre armonico.

Si adatta e cambia, reagisce con energia alle influenze esterne, trovando soluzioni perfette ed esteticamente uniche.

Ogni forma artistica delle visual artist nasce con la stessa motivazione della natura: creare l’artwork perfetto, secondo uno schema di equilibri naturali, ma in costante mutazione, seguendo il flusso energetico spontaneo delle cose.

C’è in ogni opera una sapiente fusione tra l’elemento naturale (pesci, legno, farfalle, luce, metallo) e la visione artistica di Lia Pascaniuc che si intrecciano e creano un artwork che racconta con il linguaggio delle tecnologie moderne la sua filosofia.

Il logo rappresenta quindi molto più della firma dell’artista: è esso stesso un’opera d’arte.

Il ricco simbolismo dell’infinito viene personalizzato dalla visione filosofica di Lia Pascaniuc, che lo ha trasformato in un’opera d’arte: la più rappresentativa di se stessa.

Firma e ricerca di un simbolo

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ArteAttualitàModa

Forte dei Marmi: 8/9/10 Luglio all’Alpemare DSV Carpets presenta GREEN ICELAND RUG realizzato dall’artista LIA PASCANIUC in collaborazione con la presentazione della nuova collezione Safira Milano.

LIA PASCANIUC

In collaborazione con la presentazione della nuova collezione Safira Milano SS22,,,

ArtCarpets dove l’arte ed il design incontra le preziose trame dell’azienda storica italiana DSV Di Sarno al Trunk Show – Bagno Alpemare.

Tappeto annodato a mano in India, vello in lana (New Zealand ) e seta pura (Cina), trama ed ordito in cotone, con nodo tibetano100 line (ossia 100 nodi in un pollice quadro) Il calore naturale e la rarità del geyser, presente in natura solo in sette Paesi del mondo, rappresentati nei caldi e accoglienti tessuti che intrecciati “disegnano” preziosi tappeti.

Lia Pascaniuc ci ricorda lo spettacolare fenomeno islandese attraverso questo art-carpet, espressione di accoglienza familiare.

Il contrasto “freddo-caldo” raccontato da Lia Pascaniuc attraverso le preziose trame di un tappeto d’arte.

L’artista porta all’interno delle case l’antitesi di Madre Natura, che scalda con i geyser ciò che ha creato freddo.

L’equilibrio tra necessità e soddisfazione viene espresso artisticamente in un oggetto prezioso e confortevole.

Trunk Show – Bagno Alpemare

Viale Italico 69, Forte dei Marmi Venerdì 8 Luglio dalle ore 9:30 alle ore 21:00

Sabato 9 Luglio dalle ore 9:30 alle ore 19:30

Domenica 10 Luglio dalle ore 9:30 alle ore 21:00

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ArteAttualitàDesign

Marielle Stella:”U Mungibeddu”Arte Contemporanea e moda, il connubio perfetto.

Marielle Stella

Tutto parte da un viaggio, dal viaggio che congiungeva  di culture, due nazioni, da una città a 80 km da Parigi, il treno, doveva arrivare in Sicilia.

Marielle era piccola e per lei quello era il viaggio delle meraviglie, perché nelle lunghe ore in treno poteva vedere il mare, e una volta arrivata sulla punta dello stivale, l’Etna in lontananza, al di la dello stretto era il segnale che mancava poco all’a meta…

Questo breve racconto ci porta alle origini della creazione di “U Mungibeddu” una creazione che ha visto 3 eccellenze italiane collaborare insieme : Marielle Stella Designer internazionale, l’artista Pino Labarbera e il Cappellificio Cervo 1897 Biella.

L’approccio che l’artista calabrese ha quando descrive con i suoi pennelli l’Etna non è  per niente contemplativo, caratteristica che lo contraddistingua è il contrasto tra i colori forti ed essenziali, evocativi e simbolici  che rendono il vulcano quasi un entità divinatoria davanti alla quale l’osservatore deve accostarsi con timore e rispetto. 

Sono proprio quei tratti quasi primitivi  che appaiono sopiti che invece vengono stravolti dall’incisivo segno del colore rosso che sgorga direttamente e senza ostacoli dalle viscere della terra…

Questa stessa potenza Marielle è stata in grado di trasferirla in “U Mungibeddu”.

Il Risultato del connubio tra moda e arte ha sempre rappresentato un tributo importante per la creatività in tutte le sue forme e anche questa realizzazione racconta di una perfetta miscelanza tra la tradizione, la cultura e l’impeccabile sartorialità italiana.

Dobbiamo fare un salto temporale di qualche anno, e tornare  agli  anni Trenta, per parlare del sodalizio delle due arti , Moda e Design  grazie alla collaborazione tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí.

E’ stata proprio Elsa Schiaparelli  che sin da subito è stata in grado di  tradurre  l’arte in moda, ma è con Salvador Dalí che trova la sua massima espressione. Il primo capo iconico frutto del connubio tra moda e arte è stato l’Abito Aragosta 

“U Mungibeddu”

La base del mosaico è un capello in lana riciclata (feltro) quindi ecosostenibile come il resto dei materiali utilizzati considerando la malattia che da anno accompagna la Deisgner italofrancese (MCS sensibilità chimica multipla)

Marielle Stella da anni convive con questa patologia che porta il nostro organismo a non tollerare un certo ambiente chimico o una certa classe di sostanze.

Smalti di vari colori fatti di proposito, senza sostanze tossiche e dannose (piombo, arsenico ecc.)​

Argilla con polvere di metallo arrugginito.

Collante: Malta

La peculiarità dell’opera è l’effetto giorno e notte grazie agli smalti fosforescenti.

Marielle ha lavorato molto sul cappello di base per trasformalo in una base rigida perfetta per posizionare i tasselli scelti del mosaico.

Un perfetto connubio tra l’Arte musiva l’arte pittorica e la Moda.

Marielle Stella Classe 1967 nata in Francia a Chartres dove ha vissuto per 20 anni per poi trasferirsi in Sicilia, nel paese di origine dei suoi genitori.
Marielle ha sempre avuto la passione per l’Arte e il restauro e una manualità unica.

Non a caso fFin da piccola i suoi luoghi preferiti erano, infatti, il falegname, il ferramenta e il calzolaio.

Chiudiamo l’articolo con la visione notturna di “U Mungibeddu”


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ArteAttualità

Sandra Menoia: Talento e perseveranza nell’Universo Arte premiano sempre.

Sandra Menoia

Molti, forse troppi, sono gli artisti che in questo periodo hanno trovato un muro creativo di fronte alle difficoltà dovute al Covid e non solo:


Wl-Magazine ha scelto di raccontare gli ultimi dieci mesi della Pittrice Sandra Menoia, che decisamente contro tendenza , sono stati fitti di impegni e di soddisfazioni, ma non certo per grazia ricevuta, il suo successo è legato ad una pianificazione precisa relativamente a eventi e mostre alle quali partecipare , scelte artistiche nuove, e collaborazioni “Un-conventional “ con aziende non ufficialmente legate al mondo dell’arte, e professionisti del settore accuratamente selezionati.
Sandra Menoia ha iniziato da giovanissima a dipingere olio su tela paesaggi, nature morte, ma ha capito presto che questo stile non le apparteneva, a quel tempo non considerava nemmeno l’arte astratta, adorava l’impressionismo.
Ha un talento naturale che la porta ad utilizzare il colore in modo personale e passionale, attraverso strumenti e tecniche affinate nel tempo.


Settembre 2021 nasce sotto il segno di Venezia, nella collettiva Venice StArt organizzata da Mario Mazzoleni espone 5 opere ,una delle quali nei successivi mesi, “Bellezza Imperfetta” è entrata a far parte di un importante collezione privata.

Dal Settembre 2021 al 10 Gennaio 2022 espone alla PRIMA BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA MURGIA -AMBIENTE – MEMORIA – FUTURO

Da Novembre a Dicembre partecipa a Venezia alla collettiva al femminile sull’astrattismo “Il Mondo Invisibile” organizzata da “LO SPAZIO SV – CENTRO ESPOSITIVO SAN VIDAL”

La sua decisione di far dialogare il suo astrattismo con immagini iconografiche legate al mondo dell’arte a 360 gradi la porta a creare senza il timore di rispettare l’immagine retrostante, che alla fine del quadro, sarà riconoscibile da dettagli non coperti , ma impregnata della creatività e dalla miscelanza dei colori dell’artista veneta..
Attraverso i suoi gesti , il suo danzare con i colori sulla tela Sandra Menoia riesce a trasportare l’arte “che fu” dal passato al nostro tempo.


Crea così 3 versioni della Marylin di Warhol …una delle quali è entrata a far parte, anche lei , di un’importante collezione privata il dipinto è A.W.M. 3
Dal Febbraio a Maggio è presente alla mostra Wow collettiva d’arte a Villa Bertelli a Forte dei Marmi a cura di Alessio Musella
Da gennaio ad Aprile è stata presente ad Alicante in Spagna alla collettiva “Frammenti dell’Io” a cura di Maria Marchese e Valeriano Venneri

Maggio la ritrova ancora a Venezia in una collettiva patrocinata dalla Fondazione Amedeo Modigliani.
Giugno è il momento della Svizzera ad Ascona dove sta tutt’ora esponendo nella Collettiva Renaissance a cura della Fondazione Mazzoleni.


Ora parliamo delle collaborazioni di cui abbiamo accennato in precedenza “un-conventional”.
Il Trascorso da Manager di Sandra Menoia l’ha sicuramente aiutata ad aprirsi verso opportunità che, per snobbismo, molti artisti non amano prendere in considerazione :


Ha esposto con successo in diversi Locali che le hanno dedicato intere pareti e ha realizzato in partnership con Macino Food and counseling una confezione d’artista.
L’ opera ” PIANETA NEVOSO” è stata scelta affinchè potesse trasformarsi in un meraviglioso contenitore all’interno del quale sono stati inseriti diversi prodotti eno-gastronomici scelti tra le eccellenze italiane.


Insomma , se il talento c’è, la voglia di sperimentare anche e la creatività va a braccetto con l’essere imprenditori di se stessi, tutto può accadere.

Tanti sono i progetti dell’artista Veneta in cantiere anche per i prossimi mesi ….

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ArteEventi

Grande successo di pubblico per Settima edizione della Collectors Night tenutasi a Pietrasanta sabato 4 giugno.

collectors Night

Anche questa edizione, anticipata di un mese rispetto alle sei precedenti ,ha riscontrato un successo di pubblico.

Questa settima edizione ha fatto registrare dati straordinari per numero di visitatori, oltre che interesse nei media nazionali e internazionali.

La kermesse che a visto coinvolte le dieci gallerie Barbara Paci Galleria D’arte, Futura Art Gallery, Accesso Galleria Pietrasanta, Galleria Deodato Arte, Galleria Giovanni Bonelli & LIS10 Gallery, Galleria Poggiali, Galleria Susanna Orlando Pietrasanta, Marcorossi artecontemporanea, Paola Raffo Arte ContemporaneaGalleria Tartarelli Laura CONTEMPORARY ART tutte iscritte ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, ha raggiunto l’obiettivo auspicato: sensibilizzare all’arte fasce di mercato  sempre più numerose e diversificate di cittadini e turisti, valorizzare oltremodo Pietrasanta come centro d’arte contemporanea, posizionandola ancora una volta  tra le grandi mete del contemporaneo. 

Le scelte artistiche messe in campo hanno guidato in diversi mondi  i visitatori  che hanno così potuto spaziare dalle proposte legate al continente africano  grazie alla Galleria Giovanni Bonelli in collaborazione con Lis 10 da sempre attenti alle realtà del continente nero,

Mr Brainwash tra i più quotati e famosi street artist al mondo proposto da Galleria Deodato Arte,

il muro delle meraviglie “Wonderwall” per il quale la Gallerista Susanna Orlando ha selezionato decine di artisti in un susseguirsi di opere che hanno rapito la curiosità dei visitatori,

lo scultore Massimiliano Pelletti proposto da Barbara Paci , che per l’occasione ha esposto opere in diversi materiali sempre accuratamente scelti dall’artista, che hanno spaziato tra il classico e il tribale, 

Accesso Gallery che da sempre segue lo spirito anglosassone dei galleristi che li porta costantemente alla ricerca di nuovi talenti in giro per l’Europa, 

Marcorossi arte contemporanea che ha presentato Marco Marchelli, artista di Ovada che nella sperimentazione e l’arte del ridare vita a materiali  e oggetti trova il fulcro della sua  creatività, 

Galleria Poggiali  che ha proposto 3 artisti molti differente tra loro che seguono e supportano da tempo, presentando i nuovi lavori in particolare del duo Goldschmired & Chiari,

Paola Raffo Arte contemporanea e la sua oculata selezione di 4 artisti tra i quali  molto apprezzato  è stato la proiezione del documentario “Into the Night: Portraits of Life and Death” della regista candidata al Premio Oscar Helen Whitney,

Laura Tartarelli che ha presentato il giovane artista Martin Lucchini e la sua innovativa arte legata ad un filo…

e non poteva mancare la proposta legata alle NFT  protagonista di Futura Art Gallery .

Proprio le differenti scelte delle singole gallerie hanno determinato il successo di questa edizione 

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ArteLibri

“MENTE OCCHI CUORE” dell’artista Gigro visto da Giusy De Iacovo.

MENTE OCCHI CUORE

“Affonda i tuoi artigli tra i sottili strati dell’anima… tu che ancora rubi respiro”.

È con questa espressione di pensiero che Giuseppina Irene Groccia in arte GiGro, spalanca le porte come autrice alla narrazione artistica.

Un meraviglioso affresco, dove ingloba immagini e parole, connubio perfetto, nato dalla necessità di rielaborare le cose del suo mondo, con uno sguardo nuovo e profondo. Il titolo esplicativo del libro “Mente Occhi Cuore” racchiude in sé, l’essenza di una straordinaria evoluzione artistica, raccontata fluidamente, attraverso una navigazione che parte proprio dalla Mente ed arriva al Cuore.

L’irrefrenabile artista GiGro, con bravura, delicatezza e professionismo, mette in dialogo immagini e parole, riflettendo l’interiorità spirituale dell’essere umano, travolto dal bisogno di mettere a nudo la propria anima.

Le sue opere sono  “luoghi” dell’interiorità, del vissuto, una sorta di trasfigurazione della realtà in grado di suscitare emozioni a coloro che le contemplano e ne traggono linfa vitale per l’anima.

L’autrice consente di addentrarci nella profondità del suo mondo artistico, in modo nuovo originale, elegante e creativo, per mostrare la sua arte. Tutto studiato nei minimi particolari, anche il “lettering narrativo”, non è affatto casuale, ma trova spazio e prende forma adeguandosi alle sagome delle immagini, nonché ai colori dei dipinti.

La copertina in B/N realizzata con scritta in trasparenza, contestualizza la comprensione interna. Il tutto racchiuso in un fuori formato lucido, elegante, stampato in dodicesimi, adatto per libri di fotografie o cataloghi di mostre.

È una finestra aperta sul cosmo artistico, il suo. Straordinariamente popolato da figure evanescenti, quasi sempre in cima ai suoi schemi rappresentativi. Il libro  proietta il lettore verso un racconto fluente, saggiamente realizzato da pensieri ed immagini che si susseguono e sostengono a vicenda, mettendo a fuoco sentimenti e reminiscenze di vita vissuta, scandagliando nelle profondità più recondite della sua anima.

Concludo consigliandone la lettura, e proseguo con i versi che l’artista GiGro usa nel concedersi ai suoi lettori. “Esiste un posto dove l’indistinto tratteggio dei ricordi ci regala un tempo in cui perdersi”.

Giusy De Iacovo

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Arte

1,2,3… “DALÌCE” – SILVER PLACHESI a cura di Maria Marchese

SILVER PLACHESI

Il 2 giugno 2022, si inaugura DALÌCE” , la mostra personale di Silver Plachesi, a cura di Maria Marchese.

In un attimo, il tempo di uno scoccar di dita, l’artista bergamasco ritaglia lo spazio per una fuga, tanto fantastica quanto necessaria, dalla terra del senso; libera, indi, un suolo artistico inusuale, laddove l’arte viene celebrata come esperienza polisemantica.

L’autore si siede, oggi, affianco a Salvador Dalì, per rivivere, con un nuovo sguardo, le colorate vicende di “Alice in Wonderland” …

Nel 1865, Luis Carroll, alias Charles Lutwidge Dogson, fascina l’universo dell’infanzia e quello adulto, raccontando il curioso viaggio di una fanciulla, addentro il susseguirsi di assurde “stanze erratiche” , pullulanti di figure antropomorfe, di dialoghi espressi nel contesto di un pentagramma idiomatico apolide e fuori del comune, di contesti spaziali privi di ogni fermo riferimento….

L’artista spagnolo, invece, negli anni ’30, iniziò a realizzare delle tele, la cui protagonista si chiamava Caroline. La rappresentava con il volto chino e una veste bianca… con fattezze quasi spettrali. La motivazione è che, all’età di 10 anni, apprese della morte per meningite di una nipote della sorella della nonna: ciò lo traumatizzò. Nel tempo, però, il soggetto della tela evolve: l’autore la esprime, in ultimo, mentre salta alla corda.

Poi le cambia il nome: da Caroline a Alice. Alice diventa l’effige dell’innocenza bambina, dell’adolescenziale femminilità in un eterno Eden, meritevole unicamente di vivere leggerezza e gioia.

Nel 1969, alfine, sintetizza il surreale viaggio di Carroll e questo suo cambiamento, traducendoli in una eliografia e 12 mirabili litografie.

“Chi sei?  chiese il gatto ad Alice

“Davvero non te lo saprei dire, ora. So dirti chi fossi, quando mi sono levata questa mattina, ma d’allora credo di essere stata cambiata parecchie volte.”

          Alice in wonderland-Alice e il gatto

Silver Plachesi forgia, alfine, una preziosa chiave, per rileggere le folli vicende di questo favoloso convivio: ammannisce, sul desco di Cappella Marchi, un tempo votata al culto sacro, la sacralità dell’essere umano e della sua maturazione.

Dispone, in tal senso, un profondo confronto, tra le sue creature, che sorprendono, così, il ciglio e altresì la mente, coinvolgendo l’osservatore nella sfera della riflessione.

Chi sarà Alice, il 2 Giugno?

Chiunque varchi quell’aleph…

Borges figura quest’ultimo, nel suo racconto, come “il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli”.

Silver Plachesi esce, quindi, dalla “cornice di senso” e giunge alla concretezza eteroglossa del “non luogo” .

Giunti a “DALÌCE” , quindi, ci accoglierà un Salvador Dalì dandy, la cui spalla è carezzata da una gallina.

Essa rappresenta la maternità, mentre l’uovo, soggetto tra i suoi prediletti, involve l’ossimoro molle/duro e simboleggia anche il grembo, in cui l’individuo ha modo di crescere, nutrito e protetto, per affacciarsi a nuova vita.

Molteplici sono le opere di Dalì, che coinvolgono “nucleo” , da “Il grande masturbatore” , a “Geopolitico che osserva la nascita dell’uomo nuovo” , a “Leda atomica” , a “La metamorfosi di Narciso” .

Peraltro, in una nota foto, l’artista spagnolo accompagna la sua personalità autocentrata con un Gallo, effigie di potere. Lo scultore bergamasco chiama a ruolo, in “DALÌCE” , quest’ultimo, per rammemorare e l’imperio e il risveglio, in una nuova alba conoscitiva.

              “Per quanto tempo è per sempre?

                    “A volte, solo un secondo”

     Alice in wonderland – Alice e Bianconiglio

Una diade di orologi fa compagnia al Dalì di Silver Plachesi: uno fisico, nel taschino, e uno liquefatto, accanto alla gallina. Prende corpo, allora, la verità di un tempo alternativo: un diastema sperimentativo diverso comporta, infatti, l’incedere di istanti diaconici rispetto alle lancette di un comune dispositivo.

Non poteva mancare, quindi, il “Bianconiglio ” , che, succube di un’ora amplificata, deve disbrigare i propri impegni sociali, tra cui presenziare al cospetto dei regnanti, durante il “rito del tè di ogni ora” .

“È sempre l’ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze”

                        Alice in wonderland

Due preziose Sedute, realizzate da Silver Plachesi, poeteranno questo cerimoniale, necessario momento di confronto.

                         “Tagliategli la testa”

                              Regina di cuori

A questo appuntamento sempiterno, Alice incontrerà re, regina e Carte soldato.

Dalì, come Plachesi, come Leonardo Sciascia, ne “Le favole della dittatura” , raddolciscono, con una fanciullina narrazione, l’amara pozione imposta dalla dittatura e dalla guerra.

                         “So quel che pensi”

Superior stabat lupus: e agnello lo vide nello specchio torbido dell’acqua. Lasciò di bere, e  stette a fissare quella terribile immagine specchiata. “Questa volta non ho tempo da perdere” disse il lupo: “Ed ho contro di te un argomento ben più valido dell’antico: so quel che pensi e non provare a negarlo”. E d’un balzo gli fu sopra a lacerarlo.

Le favole della dittatura, 1960-Leonardo Sciascia

L’intellettuale siciliano, Fedro e Orwell adottano un linguaggio scarno, seppur adatto ai bambini, offrendo, al lettore, una visione asciutta e irreversibile dello stato delle cose.

Alice rise:  “È inutile che ci provi, disse; non si può credere a una cosa impossibile.

“Oserei dire che non ti sei allenata molto-ribatté la Regina. Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A vote riuscivo anche a credere a sei cose impossibili prima di colazione. “

        Alice in wonderland – La regina e Alice

Le illustrazioni di Salvador Dalì sono, invece, il policromo, geniale e positivo alfabeto di una composizione, in cui “joie de vivre”, insegnamento e genialità confondono le carte in tavola. Così, anche lo scultore di Bergamo ravviva sopiti detriti, memoria di un passato, in cui la legge del “necessario” ne aveva declinato l’esistenza, per, poi, annichilirla, riammantandoli di una giocosa, pregiata e fruttuosa veste. In Dalìce, Silver Plachesi polverizza anche la disputa tra velocità e lentezza, facendole coesistere nell’ “abbraccio” tra il fantasmagorico Turbovolatile, la Tartaruga e la Lumaca.

Polverizza, invero, anche la querelle tra condizione adulta e verde età, levità e pesantezza, che vedono Alice crescere e rimpicciolire in continuazione, liberando, tra le trame e gli orditi di quest’avventura artistica, la presenza dell’ Elefante e dell’Ape.

“Il modo di ragionare degli animali è terribile” disse tra sé. “Ci sarebbe da diventar pazzi!”

            Alice in wonderland – Alice

Silver Plachesi poserà, alle pareti di quest’esperienza estetica inconscia, Libellule e Coccinelle, celebrando tanto la leggerezza, come condizione “sine qua non” per amare la follia, quale  stato che allontana dalla banalità per regalare una cifra distintiva di spessore e peculiare, quanto il pensiero felice e beneaugurante.

C’è un’altra artista, che omaggia Alice, elogiando, con Essa, la follia: è la giapponese Yayoi Kusama. L’autrice immila il pois, la sua ossessione, in immagini che conservano alcuni riferimenti fortemente caratteristici dei personaggi, enfatizzandone le azioni con colori psichedelici.

Yayoi Kusama, ultraottantenne, affetta da disturbi ossessivo compulsivi e di percezione della realtà, vive, per scelta, da anni, in un manicomio in Giappone

L’opera, editata e presentata nel 2013, è particolarmente articolata, come, del resto “Dalìce” : in entrambi i casi, è presente una stratificazione di fondo sottile, che consente di approfondire una conoscenza di sé e dell’altro, in cui la parola “normalità” non è più contestualizzabile.

“Ultimamente erano successe tante di quelle cose strane che Alice aveva cominciato a credere che di impossibile non ci fosse quasi più nulla.”

              Alice in wonderland – Alice

Silver Plachesi omaggia l’arte e la società con uno spaccato esperienziale, in cui, sedersi al tavolo per un te, è diletto per l’occhio, la mente e l’anima.

L’autore ribalta zolle di terra ormai rassegnate e immobili, evocando pensieri pronti per gemmazioni inconsuete.  

 L’esperienza espositiva è stata curata dalla poetessa e curatrice comasca Maria Marchese, in collaborazione con Lorenzo Belli.

Media Partners dell’evento saranno EXIT URBAN MAGAZINE e Art&Investments, dell’editor Alessio Musella, Oubliette Magazine, il blog personale “Ilrapinososcrivere” e “Maria Marchese scrittrice”, di Maria Marchese.

La mostra sarà inaugurata il 2 giugno 2022, alle ore 18. 00, e sarà visitabile fino 22 giugno, presso Cappella Marchi, nella Chiesa delle Madonna del Carmine, Via G. Lombardi 38,  nella città di Seravezza (LU).

Gli orari saranno i seguenti:

9.30-12.30/ 16.00-19.00

Venerdì, Sabato e domenica.

Gli altri giorni su appuntamento.

CONTATTI:

Alessio Musella: editor e art curator

mailto:exiturbanmagazine@gmail.com

3510176661

Art curator : Maria Marchese

Mary.up74@gmail.com – 348 8959814

Art curator: Lorenzo Belli

mailto:info@openartproject.it  – 3939797947/

375 568 6211 

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ArteFoto del Giorno

Un’altro quadro della pittrice Sandra Menoia entra a far parte di una collezione privata.

Sandra Menoia

La capacità dell’astrattista veneta nel creare dittici che anche separati sono in grado di raccontarsi è fondamentale, ama dipingere grandi tele,e per questo ama dividerle, ma senza far loro perdere poetica e personalità.

In questa occasione il dittico si è diviso….

Dittico
Titolo :”Bellezza Imperfetta”
Tecnica : Acrilico su tela

Anno: 2021
Dimensione : 200 x 220
Sandra Menoia

La collezionista in questione è l’Avv. Roberta Nesto Founder  nel 1997 dello Studio Legale che con il tempo si è evoluto in un network di professionisti individuali che collaborano stabilmente in team e, grazie alle differenti aree di interesse e alle diverse esperienze maturate, è in grado di offrire ai privati e all’impresa assistenza e consulenza qualificate nei principali settori del diritto civile, in materia di diritto penale e in diritto amministrativo, tutto questo oggi è lo STUDIO LEGALE RIUNITO AVV. NESTO.

Roberta Nesto politicamente parlando ha messo la sua esperienza di avvocato civilista e penalista ad animare una passione politica al servizio del cittadino , infatti è Sindaco di  Cavallino Treporti, la prima donna sindaco della costa veneta e è stata Consigliere Provinciale della Provincia di Venezia, membro della Commissione Pari Opportunità e responsabile dello sportello della provincia di Venezia per il contrasto alla violenza di genere.

“In fretta, come se qualcosa l’avesse richiamata là, si volse verso il cavalletto. Eccolo ‐ il suo quadro. Sì, con tutti i verdi e gli azzurri, le linee verticali e diagonali… guardò la tela; era una macchia confusa. Con improvvisa intensità, come se per un istante lo vedesse con chiarezza, tracciò una linea al centro. Era finito; era completo. Sì, pensò, posando il pennello con estrema fatica, ho avuto la mia visione.

VIRGINIA WOOLF

Ha fame, Sandra Menoia: vuole nutrirsi di vita, di vive e concrete visioni… 

Sandra Menoia si laurea in lettere moderne e si dedica, poi, tra le altre cose, al giornalismo; risolve, quindi, la propria personalità, esprimendola attraverso forme di comunicazione attuali e efficaci. 

Le combinazioni alfabetiche e il nero verso della carta patinata limitano, invero, irrequietezza e curiosità: “colori” del suo temperamento, questi, che gemmano allora sulle tele.

Maria Marchese

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ArteEventi

Mercoledì 25 maggio a Milano al Trottoir à la Darsena vernissage della mostra “The colors of soul – I colori dell’anima” di Milena Quercioli.

Milena Quercioli

Un percorso tra street-art, moda e design in cerca dei colori delle emozioni

E’ una Milena Quercioli emozionata quella che torna ad esporre nella sua Milano (a Le Trottoir à la Darsena, in Piazza XXIV maggio 1, mercoledì 25 maggio ore 19) con l’esposizione “The colors of soul – i colori dell’anima” (in allegato la locandina), una mostra letteralmente multi-color e multi-forme grazie al mix espositivo che vedrà esposti dipinti, ma anche creazioni moda della linea #milenafashionart e un’opera unica esclusiva di Art design realizzata in collaborazione con gli architetti dell’atelier design Lab. “Perché – dice l’artista – per me l’arte è creare magia, bellezza, amore e speranza seguendo ogni formula creativa.

Il mio desiderio è scuotere le anime per riflettere, sognare, dimenticare, reagire, ricordare, gioire, in una parola, vivere! E l’arte è il mio strumento”.

Di lei dicono: Milena Quercioli conosce bene la tecnica della pittura; utilizza i colori per trasfondere la sua visione del mondo interiore in scene fantastiche, ma con tematiche attuali materializzando sulle tele fervidamente il suo racconto visivo… Il suo segno è forte meditato e deciso mirato a cogliere l’apparenza della vita e in questo senso l’immagine così riconoscibile la immette per stile nel filone di una pittura di figurazione…

Un’artista determinata che ha la gioia di vivere e di condividere con gli altri la pienezza dell’anima, un carattere felice e generoso. La sua arte le assomiglia, una pittura che ricorda la street-art, eseguita in “maiuscolo”, semplice come la gioia, diretta come l’entusiasmo, solare come l’artista… Il suo percorso artistico è animato da un vivo intuito per tutto ciò che impressiona la sua anima, una partecipazione commemorativa per ciò che accade nella contemporaneità, un’attenzione a rifletterla nel suo pensiero, nella sua memoria per poi restituirla nei suoi lavori con assoluta sincerità.

Milena Quercioli infatti per molti non è solo l’artista del colore, Milena è l’artista del cuore per la sensibilità che dimostra nelle sue opere e nell’impegno nel sociale che le riconoscono associazioni come Bon’t Worry Onlus, Aires Accademia Innovazione Rigenerazione Sociale Europea, Fipi Federazione Italiana Proprietà Intellettuale e Art investments & Exit Urban Magazine partner dell’esposizione.

“The colors of soul – i colori dell’anima” è una mostra che promette a chi verrà a vederla di passare dalle tenebre alla luce, dalla disperazione alla felicità, dall’angoscia alla serenità, dal nero al colore per poi sorprendesi a ritrovare il sorriso nel cuore.

Il vernissage – in programma alle ore 19, mercoledì 25 maggio a le Trottoir à la Darsena – è aperto al pubblico. I giornalisti sono invitati a partecipare.

Le Trottoir à la Darsena

Sito in uno dei Dazi di Piazza XXIV Maggio 1 a Milano, Le Trottoir è il locale dove, citando le parole del rimpianto re del noir Andrea G.Pinketts, “cultura e divertimento sono coniugati alla perfezione” e dove artisti, creativi e intellettuali da sempre trovano casa.

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ArteFood & Beverage

La pittrice Veneta Sandra Menoia espone anche al Carpe Diem di San Donà

sandra menoia

È una personale dedicata all’energia quella di Sandra Menoia ospitata dal “Carpe diem” di corso Trentin.

Se qualcuno storce ancora il naso quando un artista decide di esporre in luoghi definiti “unconventional “  ricordo subito che in questo momento oltre a questa mostra Sandra Menoia  sta esponendo a Venezia in una collettiva patrocinata dalla Fondazione Modigliani, a Forte dei Marmi nella collettiva Wow a Villa Bertelli a cura di Alessio Musella Editore d’arte e Developer internazionale che da qualche mese la sta seguendo direttamente pianificando insieme all’artista come e dove esporre, e sperimentando nuove tecniche  ,  presente alla Biennale della Murgia in Puglia e in fine sempre in una collettiva ad Alicante Spagna. Frammenti dell’io a cura di Maria Marchese e il critico Valeriano Venneri.

In questo caso Sandra Menoia ha scelto di esporre  sei quadri di grandi dimensioni:

un trittico intitolato “Odissea nello spazio” (1,80×1,20 metri),

un dittico dal titolo “Schizofrenia” (1,10×2 metri) e

un’opera singola “Oltre la finestra”.

La sua pittura astratta è contraddistinta da un innato istinto e una forte energia

Quando parliamo di astrattismo  può sembrare che non esistano regole sulla tela,  ma invece è sempre presente un equilibrio intimo tra colori e pennellate che l’artista utilizza per comunicare.

Sandra Menoia  realizza le sue opere  con colori acrilici, impressi con sapiente maestria su tela con la spatola, questa tecnica permette una miscela unica tra  incisività, spessore e delicatezza

Il sodalizio artistico ha portato Menoia a collaborare con la Fondazione “Mazzoleni di Alzano Lombardo (Bergamo), che si occupa di promuovere l’arte e l’eccellenza italiana nel mondo, con grande attenzione per l’aspetto sociale, sostenendo numerose associazioni umanitarie.

Tra le curiosità lo scorso anno le opere “Odissea nello spazio” e “Schizofrenia” erano state esposte all’Arte-terminal di San Basilio a Venezia

L’esposizione al “Carpe diem è visitabile fino ai primi di luglio.

Clikka qui per le indicazioni stradali

Una breve considerazione sui vari spazi espositivi disponibili per gli artisti, musei, gallerie , luoghi istituzionali, ma quando parliamo di visibilità e riconoscibilità delle opere , una buon ristornate può garantire , come in questo caso, il passaggio giornaliero di oltre 150 persone, numeri di tutto rispetto se paragonati a certe gallerie nelle quali tolto il vernissage iniziale, faticano ad entrare 10 persone al giorno….

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