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Intervista a Ettore Monaco dal Backstage dei concerti al Merchandising

Ettore Monaco

In periodo di Covid abbiamo spesso ricordato le problematiche legati agli spettacoli live, Abbiamo intervistato Ettore Monaco, esperto del backstage legato ai concerti, oggi partner e responsabile promozione per un’azienda che si occupa di merchandising.

Il tuo primo contatto con la musica?

Il mio primo contatto con il mondo della musica è avvenuto quasi per caso come per tutti gli addetti al settore tramite in cooperativa che fornisce addetti alla movimentazione di materiale su ruote (i facchini) da lì è partito tutto da facchino sono poi stato promosso nel tempo fino a diventare responsabile di palco 

Quante persone lavorano dietro ad uno spettacolo live?

In un concerto posso arrivare a lavorare anche 300 persone a vario titolo tra tecnici personale di produzione e facchini 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

C’è ne sono tanti ma uno in particolare lo ricordo con il sorriso eravamo a San Pietroburgo per un tour mondiale e il portiere dell’albergo mi scambio per l’artista è ci mettemmo un po’ per convincerlo che non era la stanza il problema ma che io non fossi l’artista ma i più divertenti sono legati al periodo dove avevo come direttore di produzione Francesco Vurro oltre ad essere un bravissimo professionista anche un amico divertentissimo. 

Che rapporto avete con gli artisti?

Come tutte le persone ci sono artisti che sono più propensi ad avere rapporti umani ed altri a fare i datori di lavoro quindi come in tutte le cose dosi amicizia e lavoro assecondo di chi hai davanti 

Cosa succederà secondo te nel post covid nel settore live?

In teoria dopo questa pandemia il vero problema sta nel fatto che molti tecnici si sono dovuti reinventare per sopravvive e quindi alla ripartenza dovrebbe e dico dovrebbe mancare la professionalità ma staremo a vedere 

Hai maturato esperienza notevole nei rapporti con le case discografiche, quanto è difficile gestirli?

Il rapporto con le case discografiche si basa su degli equilibri molto labili come in tutte le multinazionali avvolte si è in grado di farsi rispettare altre devi accettare la (sconfitta)

Quando hai deciso di iniziare a collaborare con Solo Stile?

Ho conosciuto Alessandro Fantasia alla Universal Music stava presentando un suo progetto per uno degli artisti che segue lui è iniziata così prima una conoscenza poi una amicizia e in seguito la collaborazione su alcuni progetti in comune 

Da poco avete aperto una sezione dedicata all’arte?

Conobbi Alessio Musella Editore di www.exiturbanmagazine.it un mensile cartaceo che parla di Arte, Musica e Fotografia e Founder del Blog www.artandinvestments.com

e appassionato d’arte ad una presentazione in una galleria d’arte ci fu immediata sintonia, e a distanza di tempo, lo ricontattai proponendo una collaborazione con Solo Stile , sono sempre stato convinto che come per le grandi aziende i co branding possano funzionare anche per l’arte , e così prese forma l’idea di avvicinare i ragazzi più giovani anche al mondo dell’arte non solo alla musica.

Art & Brand nasce proprio su questa base dare la possibilità di ampliare il pubblico di riferimento per l’artista, coinvolgendo maggiormente i giovani, riportando le opere d’arte sull’indumento più indossato le

“T-Shirt”.

Ho creato la connection tra Alessandro Fantasia, Solo Stile e Alessio Musella Editore di www.exiturbanmagazine.it e founder di www.artandinvestments.com, e ci siamo messi subito al lavoro.

Ognuno di noi ha un suo ruolo, ci siamo divisi marketing, produzione e promozione.

Cosi è nato www.artandbrand.it

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#SAVETHEDATE Lunedí 22 Marzo (07:00 – 09:00) nella prossima puntata di #suonalasveglia su Radio88Italia

Donatella izzo

#SAVETHEDATE Lunedí 22 Marzo (07:00 – 09:00) nella prossima puntata di #suonalasveglia su Radio88Italia si tratterá un tema molto importante!

Si tratta dell’incessante lotta contro la violenza sulle donne. Un tema che sta molto a cuore all’artista Donatella Izzo, e sul quale cerca di sensibilizzare tramite l’Arte Contemporanea, in particolare con il progetto fotografico (NO)portraits.

Per scoprirne di più non vi resta che sintonizzarvi! Un grazie infinito a Amanda Fagiani ❤️📻🎙

D.I.

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Giovanni Gastel visto da Ivan Damiano Rota e Francesco Butteri

giovanni gastel

Giovanni Gastel, per gli amici Gió: in pochi hanno scritto del suo essere trasversale, una dote rara. In pochi sanno che non si faceva problemi a scegliere: passava dai film di Xavier Dolan alla presentazione dei libri della sua adorata Marchesa del Secco d’Aragona in un mondo che si trincera dietro a barriere culturali.

Del resto, lo zio, il grande Luchino Visconti, andava al Piper a Roma ad applaudire Patty Pravo. E ancora Gastel é stato amico per la pelle di Mara Venier che lo adorava come un fratello. Il grande fotografo amava inoltre la musica francese e ultimamente aveva due hit: “Les Fillesd’aujoud’hui” di Joyce Jonathan e Vianney e “Le Temps est bon” di Bon Entendeur con Ìsabelle Pierre, guarda caso colonna sonora di un film di Xavier Dolan. La sua malinconia sempre stemperata da un sorriso ha conquistato tutti unita a una semplicitá di chi é un vero artista.

Nobile lo era anche di sangue e proprio questo gli conferiva una nobiltà d’animo che lo portava a trattare tutti nello stesso modo gentile e confidenziale.

Le persone si trovavano spiazzate nel vedere tanta semplicitá in uno dei fotografi più tributati al mondo. Scattava in un attimo, non come quelli che per far pesare l’importanza delle loro foto ci tengono giorni. Regalava un ritratto a tutti gli amici che lo volevano. Lo lasciamo ricordando un’altra canzone che amava tanto ovvero “Non andare via” cantata guarda caso da Patty Pravo, la cantante preferita dallo zio Luchino Visconti.

Caio Giò, gia manchi

Ivan Damiano Rota & Francesco Butteri

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ZooArtRevolution un progetto firmato dall’artista Simone D’Auria

Simone D’Auria

A quanto pare l’artista scimpanzé limbani con quasi un milione di Follower, non ha avuto bisogno del MicroChip impiantato di Elon Musk, a Scoprirlo l’artista Simone D’Auria

, che con il suo progetto zooArtrevolution, ha ideato con la collaborazione della fondazione Zoological Wildlife di Miami in Florida, una fusione tra le sue sculture d’arte ed alcune specie animali, in estinzione ,immortalando lui stesso con degli scatti unici fotografici, gli animali che interagivano con le sue sculture.

Il progetto è destinato all’acquisto di fotografie uniche il cui ricavato andrà devoluto per intero alla stessa fondazione impegnata da anni al recupero e alla salvaguardia di specie animali in estinzione.

Per seguirli e supportarli i link: @zvfmiami @limbanizvf @iosonosimonedauria

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ArteAttualitàInterviste

Silvia Ricchelli e l’amore per il Restauro.

silvia Ricchelli

Una professione che affascina, ma che sembra stia svanendo, è il “Restauratore”, colori, tecniche, passione, abbiamo intervistato Silvia Ricchelli per scoprire insieme come vive oggi chi permette al passato di affacciarsi nuovamente al presente.

Il tuo primo contatto con il mondo del restauro ?

sentimentalmente parlando il mio primo contatto con il mondo del restauro è avvenuto un pomeriggio a casa davanti alla televisione. 
Trasmettevano uno speciale sulla Cappella Sistina e sul restauro del Giudizio Universale.

Rimasi a bocca aperta, mi sembrava incredibile. La figura del restauratore mi sembrava paragonabile a quel di un mago ed è stato amore a prima vista!

Il vero incontro “fisico” invece è avvenuto durante il primo anno di università.

Esattamente nel 2005 presso gli Istituti Santa Paola di Mantova. 
Ho scelto questa scuola durante una visita informativa. Rimasi affascinata dalla gigantesca sala di restauro, ospitava numerose pale d’altare del Seicento  e antichi dipinti più piccoli.
Mi sembrava un mondo assolutamente elegante e magico, misterioso, complicato. non ho avuto nessun dubbio.

Ho capito in quel momento che io volevo e dovevo imparare queste magie (le considero tuttora magie). 

Quando hai capito che il restauro  sarebbe diventato da passione a professione?

Il mio percorso è stato appunto frequentare gli Istituti Santa Paola con indirizzo restauro di dipinti du tela, tavola, sculture lignee e catalogazione di beni culturali.

Concluso il mio percorso e dopo aver lavorato tre anni presso un laboratorio di restauro, nel 2011 decido di aprire un mio laboratorio, DomusArte.

Come arrivano a te i committenti? 

Dopo qualche anno di rodaggio, posso dire di essere riuscita ad avere una mia rete di clienti fedeli e soddisfatti. I committenti di restauri o di dipinti arrivano da me in primis con il classico passaparola, dalla pubblicità tramite le mie pagine Facebook e Instagram è dalla “semplice” fortuna di avere una vetrina.

Preferisici lavorare con il pubblico o con il privato ?

Se proprio devo scegliere, preferisco lavorare con i privati. Si ha semplicemente un contatto più ravvicinato e trovo che la comunicazione sia più veloce e limpida. 

il tuo primo restauro?

il mio primo restauro indipendente lo ricordo molto molto bene. 
si trattava di un dipinto del Seicento, raffigurava una Madonna nella classica iconografica, viso dolce e manto azzurro. Il restauro comprendeva una pulitura della pellicola pittorica ed un protettivo finale. In teoria un restauro conservativo senza troppi colpi di scena.

Durante la pulitura, nello specifico della zona ai piedi della Madonna, mi accorgo di un notevole strato di ridipintura (e le ridipinture sono molto spesso subdole e insidiose). La analizzo e lentamente continuo con la pulitura, più la ridipintura sparisce più appare una forma che a poco a poco diventa una figura; un uomo per l’esattezza.

Un piccolo uomo ai piedi di Maria.

Accanto a lui altri tre e poco distante quattro suore.

Probabilmente i committenti del dipinto in origine. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Più che un aneddoto ricordo parecchi momenti che mi fanno sorridere, ad esempio una frase che disse la mia insegnante di restauro:” salvatevi il mio numero ragazze perché un giorno, quando sarete alle prese con restauri impossibili, il mio numero vi servirà”
Effettivamente è vero, ogni volta che ho qualche dubbio scatta il messaggino o la telefonata alla prof! 

Se potessi incontrare un artista del passato , chi e cosa gli chiederesti?

Bella domanda. Difficilissima direi. 
Impossibile scegliere un solo grande artista del passato. Come si fa?!? 
Probabilmente mi limiterei ad osservarlo, ad osservare le sue mani, le sue espressioni nei confronti dell’opera. 
La sua passione e la sua energia..la scelta dei pennelli, delle sfumature, solo allora forse potrei permettermi di fargli una delle duecentomila domande che probabilmente e quasi sicuramente avrei! 

Quanto conta la comunicazione ?

La comunicazione è TUTTO. Fondamentale. 
Mai dare per scontato. Comunicare e’ alla base di ogni cosa: Ti permette di confrontarti, di capire un possibile successo o di intuire che probabilmente il successo avverrà in un altro momento. 

Cos’è per te l’arte?

L’arte, non vorrei essere scontata ma è la mia quotidianità, il mio mondo, la mia energia, la mia vita. 
E’ un ingrediente fondamentale della mia felicità e del mio benessere.
Accessibile a chiunque senza chiedere nulla in cambio. 

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Alessandro “Fanta” il Binomio Grafico pubblicitario/ Writer diventa professione a ritmo di Hip Hop.

alessandro fanta

Una piacevole chiacchierata con chi è riuscito ad integrare le sue passioni e trasformarle in un attività imprenditoriale di successo..

Il tempo di un caffè con Alessandro Founder di “SOLO STILE

Iniziamo con una domanda semplice , che formazione hai avuto ?

Beh la mia formazione è quella di perito elettrico.

Ma quella vera, è di voler arrivare a prendersi una determinata cosa e farla sua a tutti costi… arriva dalla strada.

Io sono classe 81,

Ho vissuto gli anni 90 , i più belli , quelli dove frequentavo il “MURETTO” a Milano ( punto di ritrovo per tutti gli appassionati del genere hip hop ) tutti i giorni sempre lì a fianco di , b-boy & b-girl , breakers , mc, dj ,writers , tutto bellissimo , anche se dall’esterno siamo sempre stati visti male, con pantaloni larghi , maglie larghe , bandane , cappellini all’indietro, ma ora è il genere più seguito nel mondo e soprattutto in Italia, vuol dire che le battaglie fatte negli anni sono servite a qualcosa.

Io fin da piccolo andavo matto per il disegno, e nel tempo grazie a questa cultura chiamata hip hop sono presto diventato un Writers, e negli anni un grafico pubblicitario.  

Da dove nasce l’idea di creare SOLO STILE ?

L’idea di ”Solo Stile” nasce nel 2010 poi sviluppata e operativa nel 2012.

Ti racconto un aneddoto, un giorno nel dicembre 2011 entro in un negozio a Milano in Viale Monza, porto una mia bandana da stampare, mi fa pagare troppo (eravamo conoscenti con amicizie in comune) esco arrabbiato vado a casa dalla mia compagna e gli dico, tra 1 mese apriamo la nostra attività. Avresti dovuto vedere la sua faccia, a bocca aperta esclamando “èh?” … ancora oggi quando ci penso mi fa sorridere un sacco.

Il giorno dopo vado al lavoro, chiedo di non rinnovarmi il contratto, praticamente mi sono “licenziato” e da lì a un mese abbiamo aperto la ditta.

Cosi sono entrato nel mondo del merchandise, avendo già amici nel mondo artistico, sia cantanti che writers ho cominciato con loro e poi nel tempo siamo cresciuti.

Non smetterò mai di ringraziare Dr.Felix ormai scomparso , sempre nel mio cuore per avermi dato mille consigli e la carica giusta .

Che rapporto hai con i Writer oggi?

Con i writer ci vado abbastanza d’accordo, ancora ogni tanto quando mi chiama qualche amico vado con loro a dipingere, mi diverte molto rincontrare quelli della vecchia guardia alle JAM che si tengono a Milano, è più una scusa per passare del tempo in amicizia. Molti writers vengono da noi per creare la loro linea d’abbigliamento e merchandise per i loro eventi.

Con Prosa Bang e Poms, gli organizzatori dell’URBAN GIANTS a Milano ci si sente spesso, noi come Solo Stile siamo sponsor dell’evento e ci occupiamo di realizzare tutto il loro merchandising.

URBAN GIANTS è forse l’unico evento in grado di radunare in Italia oltre 200 writers da tutto il mondo.

Dialogare con il mondo della musica non è sempre semplice o sbaglio ?

Con il mondo della musica si potrebbe aprire un discorso lunghissimo, ho spesso contatti con artisti direttamente, oppure con i loro manager e le etichette discografiche più conosciute.

Parte degli Artisti del mondo hip hop ho avuto la fortuna di conoscerli da ragazzino e vederli diventare famosi negli anni, e quindi di collaborarci anche oggi.

Spesso hai contatti con l’universo “Musica”, quali sono le richieste più frequenti che ricevi?

Le richieste più frequenti sono di realizzare e stampare le loro idee le loro grafiche su maglie, felpe cappellini e molto altro ancora, ci occupiamo anche della gestione di magazzino, spedizioni ecc…

Quanto conta la creatività nel tuo lavoro?

La creatività conta molto ,  è la base del mio lavoro , e non ti nego che serve anche essere un pò pazzerelli !

Alessandro “FANTA”

Ci piace chiudere questa intervista focalizzandoci sul soprannome “FANTA“, da fantasia, perchè la creatività e i sogni , possono trasformarsi in realtà, se supportati da impegno , dedizione e talento.

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Il tratto di MarlaVonDuta trasforma Beatrice Gigli in una PAPER DOLL.

beatrice gigli

Marla Von Duta Illustratrice

Voleva essere un cactus ma alla fine è diventata un’illustratrice.

Il suo lavoro si ispira a vecchi film, costumi e acconciature d’epoca, mitologia e fiabe.

Ama mescolare elementi del passato con quelli contemporanei, per creare nuove storie.

Ama definirsi così:

“Sono quella timida coi capelli rossi, gli occhiali grossi, vestita come vostra nonna”.

E’ toccato anche a Beatrice Gigli, esperta di marketing e comunicazione e Founder

www.beatricegiglicommunication.com diventare una “Paper Doll” di Marla Von Duta

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Roberto Di Costanzo al Salotto Blu di Odradek, 1 febbraio 2021- 20 febbraio 2021

Roberto Di Costanzo

A diciotto anni dalla sua ultima esposizione nella storica libreria romana Odradek di Via dei Banchi Vecchi 57, Roberto Di Costanzo prende parte al nuovo progetto espositivo “Gli artisti del Salotto Blu di Odradek”.

La libreria ospiterà dal prossimo Lunedì 1 Febbraio, per tre settimane,le opere dell’illustratore e ritrattista Roberto Di Costanzo, vero e proprio virtuoso del disegno ad inchiostro di china.

Allievo del premio oscar Piero Tosi, scoperto in Francia dal genio creativo di Pierre Cardin, attualmente promosso dalla madrina del suo atelier Anna Fendi, presenta una collezione di opere visionarie e nostalgiche che narrano una Roma “felliniana” e barocca, insolita al grande pubblico.

L’esposizione, che comprende circa venti disegni ad inchiostro di china e tecniche miste del disegno, vanta la presenza di cinque opere inedite tratte dal suo ultimo libro illustrato “Roma. Viaggio segreto con Eros”, edito da Edizioni Efesto.

Le opere invitano ad un percorso grafico e didascalico della città di Roma, rievocato attraverso gli occhi del maestro Federico Fellini e del felino Eros, in un ensemble ideale di scorci, vedute, prospettive ardite e capricci architettonici, che conducono lo spettatore in una visione fantastica ma pur sempre attuale della Città Eterna.

La passione per il disegno dell’architettura nasce dopo gli studi di Scenografia e Costume presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nel quale l’artista ha acquisito abilità tecniche e stilistiche nel disegno progettuale scenografico e nella bozzettistica per il cinema.

La Libreria Odradek con il suo nuovo progetto espositivo crea un “ponte artistico” tra le sue attività e quelle del vicino atelier dell’artista Roberto Di Costanzo, sito in Via Giulia 111, nel quale propone corsi di disegno dal vivo, disegno del nudo, pittura ad olio, attualizzando e rinnovando l’interesse internazionale per l’arte figurativa in forte crescita.

L’esposizione sarà visitabile fino a tutto il 20 febbraio dalle ore 09.00 alle ore 20.00 presso la Libreria Odradek di Via dei Banchi Vecchi 57 (domenica esclusa).

Breve Biografia:

Roberto Di Costanzo. Illustratore, ritrattista, pittore. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume, scenografia e arredamento per il cinema sotto la guida del suo mentore, il Maestro costumista Piero Tosi. Comincia quindi a lavorare come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere tra cui Azimut e Editions Nomades. Dopo molte mostre collettive e personali in Italia, presenta le sue opere all’Espace Pierre Cardin su invito dello stesso Pierre Cardin. I suoi lavori vengono poi esposti alla Casa dell’Architettura di Roma, all’Institut Français – Centre Saint-Louis e alla 71esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Nel 2019 ha inaugurato il suo atelier in Via Giulia 111, nel cuore di Roma, dove propone corsi di disegno, mostre ed eventi culturali; l’atelier vanta come madrina dello spazio Anna Fendi, già estimatrice e collezionista delle opere del maestro.

A dicembre 2020 ha presentato il suo settimo libro illustrato “Roma. Viaggio segreto con Eros”, edizioni Efesto.

Tra le sue ultime mostre personali ricordiamo:

2020   “A Rebours – Controcorrente” Roberto Di Costanzo Atelier (Roma, Italia)

2019   “Carnet de voyage Roma – Milano – Parigi” Roberto Di Costanzo Atelier (Roma, Italia)

2019   “Arcadia – Storie di trionfi a corte” SpazioCima (Roma, Italia)

2018   “Discours d’Amour” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2018    “Rome rencontre Paris” presso Galerie de la Sablière (Parigi, Francia)

2018    “Tributo a Milano” presso Galleria Maiocchi15 (Milano, Italia)

2017    “Doppio Senso” con il maestro Ettore Greco presso SpazioCima (Roma, Italia)

2017    “Tributo a Roma” presso Teatro Sala Umberto (Roma, Italia)

2017    “Human Landscape” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2017    “La mia isola” presso le Terrazze di Eolo (Stromboli, Italia)

2017    “Gatsby in Rome” presso Gatsby Cafe (Roma, Italia)

2017    “Roma Amor” presso P&G Events Via Margutta (Roma, Italia)

Libreria Odradek

Storica libreria romana, sorge nel cuore del centro storico della capitale. Sin dalla sua nascita, la libreria indipendente Odradek è stata parte integrante ed attiva del circuito delle librerie romane alternative, proponendo da sempre volumi insoliti, fuori dai circuiti commerciali convenzionali, e realizzando un indirizzo culturale originale ed importante. Sorge nei locali che furono della vecchia associazione Italia-Urss, di cui conserva alcuni volumi, introvabili altrove, di letteratura e scienza in lingua russa originale.

Odradek è straordinaria e incredibile come l’essere immaginario di Franz Kafka. La chiamiamo per nome come fosse una persona, una di quelle che combatte sempre in prima linea per un ideale. E’ rappresentativa di un quartiere e profondamente radicata sul territorio.

La libreria è centro di attività culturali alternative, come si conviene al suo nome, ultima tra tutte quella dedicata agli artisti del Salotto blù di Odradek. Nell’ultima sala della libreria è stato allestito un divano e una poltrona blu per ospitare autori e artisti che in pochi minuti si esibiscono con una performance o vengono intervistati in diretta streaming, per permettere di mantenere un legame con i lettori che frequentano Odradek e che a causa della pandemia non hanno più potuto assistere a presentazioni dal vivo.

Segnalato da www.stefaniavaghicomunicazione.com

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Mario Vespasiani & Mara as Muse hanno aderito all’iniziativa “IO CI SONO”.

io ci sono

Mario Vespasiani e la sua Musa, Mara hanno aderito alla campagna IO CI SONO” L’Industria per l’Arte e per la Musica, nasce per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

I’iniziativa Io ci sono, partita nel mese di novembre 2020, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

La campagna ha l’intento di sostenere l’Arte in tutte le sue declinazioni, in un modo nuovo e trasversale, attraverso le divulgazioni di opere, immagini, canzoni. Una propaganda che segue percorsi inusuali rispetto alla comunicazione tradizionale di questi settori.

“Quante più persone ascoltano un brano, osservano una creazione o interagiscono con un’idea, più aumentano le possibilità di ampliarne il pubblico di riferimento”.

Sculture, opere e fotografie, rubano lo sguardo e fanno sobbalzare il cuore. La musica irrompe nel nostro corpo restituendo armonia all’anima. Mondi diversi e complementari.

E l’Arte, in ogni sua forma, rappresenta il linguaggio universale che unisce le persone di ogni angolo del mondo.

“La prima regola per far sì che il cambiamento avvenga, è mettere il proprio volto a favore di qualcosa in cui si crede”.

Ecco le risposte alle 3 semplici domande che sono state poste all’artista e alla sua Musa:

Mario Vespasiani
Che cosa è per te la musica?

La musica è il ritmo fondamentale dell’umano, che già prima di venire al mondo si manifesta con colpi e battiti. Ci circonda come l’aria perché è parte di noi, che percorriamo la via dei canti, degli incontri, degli sguardi che si incrociano e fanno aumentare le nostre pulsazioni in maniera incontrollata. E’ musica l’armonia dei colori che impiego sulla tela, l’architettura delle cattedrali gotiche, il tratto scoppiettante del falò all’aperto il nove dicembre. La musica racchiude ricordi, ma è soprattutto una guida verso le zone celesti, dove perfino i pianeti risuonano nel loro moto ciclopico. La musica è nell’arte un continuo richiamo ad insistere, a provarci, a fare meglio. Un ritmo delicato o forsennato, che ci dice come siamo in quel momento e che poi svanisce, mentre l’arte rimane eterna.

Che cosa è per te l’arte?

L’arte sono io” mi piacerebbe dirti, se non suonasse da megalomane. Sono figlio del mio tempo e lo vivo in completa immersione, per cercare di trasmettere una testimonianza diretta e questo vuol dire andare oltre la mera descrizione dei fatti per cogliere qualcosa di essenziale, che forse c’è e non vediamo o addirittura deve ancora avvenire, ma se ne percepiscono i segnali. Credo in un’arte dalla capacità profetica e se infatti uno leggesse i titoli delle mie mostre, riuscirebbe anche a decodificare meglio i tempi e magari ad avvistare qualcosa che arriva da lontano. Arte è dunque vita, piena percezione dei propri sensi e capacità di incrociarli, fino a sentire con gli occhi, vedere con le mani, toccare e annusare col gusto.


Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Oggi tutti si ritengono artisti, quindi l’artista vero sembra ritirarsi spontaneamente da un mondo rumoroso e prepotente, che fa la voce grossa dei numeri, delle vendite, dei like, dei seguaci. Dunque bisogna distinguere bene prima di parlare di connubio affinché ognuno non depredi l’altro invece che esaltarlo. Sono richieste sensibilità e onestà nel capire ciò che si potrà fare da quello che invece è meglio rivedere. Non bisogna produrre in vista del successo, come se si stesse confezionando un qualcosa che, in vista dei precedenti risultati, sappiamo già che già piacerà. Immagino le future collaborazioni come sfide multiple, dove ciascun sapere calcherà quella terra di nessuno, che da solo non avrebbe potuto raggiungere. Allora saranno ci saranno conquiste eccitanti e ognuno arricchirà la propria narrazione, la propria formamentis.

Mara as Muse
Che cosa è per te la musica?

Nel mondo dei suoni c’è la musica, c’è il rumore, c’è il silenzio che è forse una sonorità sconosciuta, proveniente dalla profondità dell’anima più che dalla natura, che invece è laboriosa nei suoi movimenti, nella sua evoluzione perfetta, o almeno diretta, con la sua andatura millenaria, verso la perfezione.

E’ musica il respiro di chi mi dorme a fianco, con le sue pause e le inspirazioni, che immagino respirare me, che sono da sempre la sua musa. Questo ritmo non è scontato perché la nostra vita non è meno fragile di quella di una farfalla e l’aver trovato nel mondo, qualcuno che completa il mio sguardo, ha del miracoloso, perché lo rende reale. Di fronte non ho il vuoto ma qualcuno che mi riflette, risuono, dunque esisto. Quel sussulto del cuore me lo conferma. Poi ci sono le canzoni, le colonne sonore che ci hanno accompagnato, quelle realizzate da altri e che sentiamo parte della nostra vita, ma che comunque sono relative, perché col tempo cambiano sapore e nella velocità attuale sono ancor più destinate a durare meno. Dunque la vera musica non è quella che ascoltiamo in casa, in giro o in macchina, ma è quella che si allinea al nostro stato d’animo, spesso non la sappiamo cantare o ricordare, ma quando affiora ci rendiamo conto che siamo dentro un flusso in cui tutto entra in risonanza.


Che cosa è per te l’arte?

Come direbbe Mario per noi è la vita. Perché abbiamo scelto di fare della nostra vita un’opera d’arte. Di non essere tra i fortunati consumatori del presente, ma tra i creatori di una visione che ogni giorno dà i suoi effetti, le sue forme. L’arte è l’espressione più alta dell’uomo e non è solo talento, gusto e maestria, è anche ambizione, coraggio di osare e perfino fallire. Per questo l’arte o è totale o non è arte, o ci si dedica completamente o è decorazione. Conosco personalmente l’impegno, i progetti, lo studio, perfino la fede che c’è dietro la realizzazione di ogni singola opera d’arte, è questo ha del miracoloso. Perchè si può creare solo se si ha una grande fiducia nell’uomo, nelle idee e perfino nelle prossime generazioni che la vedranno dato che se non possiedi questa fiducia, non pianti neanche un albero.

Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Credo che tutto ciò che porti al confronto non può che far bene ad entrambi, ma senza confondere i ruoli, perché ogni interprete ha le sue conoscenze e le sue competenze. Il mondo in questi mesi è cambiato profondamente, ma se abbiamo imparato la lezione, che fa della prossimità e dell’empatia il nuovo codice di un’umanità più matura e responsabile, allora assisteremo ad entusiasmanti collaborazioni.

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ArteAttualità

Dove sono “Le Vele” di Turcato donate alla Città di Viareggio?

le vele di turcato

Barbara Paci, capogruppo del gruppo misto a Viareggio, ha ritrovato le “ vele” di Turcato all’interno di un ala di villa Borbone, lasciate a se stesse, piene di polvere ed in uno stato di abbandono preoccupante.

Le ha trovate in pessime condizioni non riposte come un’opera d’arte di quel valore, sia artistico che economico richiederebbe.

Le “ vele”, o meglio, le Oceaniche di Giulio Turcato devono essere assolutamente restaurate al più presto e ricollocate in piazza Puccini, nel luogo dove l’artista le voleva donandole alla Città di Viareggio.

Barbara Paci,da storica dell’arte e tecnico in questo settore specifico non riesce ad immaginare il perché dover lasciare un’opera così importante che è stata donata alla città di Viareggio in questo stato di totale abbandono e noncuranza.

Ormai è passato diverso tempo da quando è stata inaugurata la nuova piazza Puccini, dove questa particolare scultura mobile era stata posizionata, dopo varie ipotesi sulla collocazione.

Una scultura monumentale che l’artista Giulio Turcato ha voluto donare nel 1990 alla città di Viareggio, luogo dove ha deciso di vivere gli ultimi anni della sua vita e dove ha voluto essere sepolto.

Delle forme che richiamano le tavole da surf, i colori dell’estate e, grazie ai suoi piedistalli mobili, potevano ruotare a seconda del vento.

La migliore collocazione secondo Turcato doveva essere di fronte al mare o in piazza Puccini, dove furono collocate.

La spesa per installare questa grande opera non fu poca, circa 50 milioni di lire dati dalla banca Toscana per poter vedere le Oceaniche oscillare così come avrebbe voluto il maestro, ma si sa il tempo ed il salmastro corrodono tutto e questa scultura non è rimasta immune al passare inesorabile del tempo.

Quando la prima amministrazione Del Ghingaro decise di ristrutturare piazza Puccini fece rimuovere tutte le Oceaniche e il giorno dell’inaugurazione non vennero ripristinate, nonostante i lunghi tempi per ottenere i permessi e fare i lavori, circa un anno, che ha comportato la chiusura della piazza.

Alle varie polemiche, siamo a fine dicembre 2019, il sindaco Giorgio Del Ghingaro risposte con questa frase “ La verità è sempre banale, a volte perfino scontata e ovvia:

Le famose “ Vele” di Turcato sono state tolte dalla nuova Piazza Puccini perchè i piedistalli avevano bisogno di manutenzione, erano corrosi e il vento poteva rendere pericolosa l’opera d’arte.

Saranno sistemati, con tutti i crismi del caso e il tutto riprenderà nuova vita in un luogo più visibile, in maniera da farne risaltare ancora di più la colorata bellezza.”

La stessa motivazione che ha riconfermato nel luglio 2020, ma sono passati in totale due anni e non è stato ancora fatto niente.

Di questa risposta ne fummo tutti contenti, ma allora perché Barbara Paci ha  ritrovato queste sculture in un magazzino e non al centro di restauro a Firenze?

Quanto tempo ci vuole per ristrutturare dei piedistalli? O meglio cambiarli?

Non mi sembra che si stia dimostrando una grande lungimiranza sulla cultura e sui simboli che stanno a cuore alla città da parte di questa amministrazione dalla quale non vorremmo un altro spot elettorale come risposta, ma una risposta reale sulle tempistiche effettive e sul prossimo collocamento di questa opera, che Barba Paci ricorda,

è stata donata da uno dei più apprezzati artisti del ‘900 alla città di Viareggio.”

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