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L’Esercito Italiano al Pitti Uomo

L'Esercito Italiano

Il brand “Esercito Sportswear” presenta la collezione upcycling primavera/estate 2022 alla 100esima edizione dell’evento dedicato alla modaRoma, 2 luglio 2021. Il 30 giugno 2021 il brand “Esercito Sportswear” ha inaugurato il suo stand, per la prima volta, all’evento Pitti Uomo presso gli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze.

Il passo di corsa e le note dei bersaglieri della fanfara della Brigata Garibaldi hanno dato ufficialmente il via all’evento in Piazza della Signoria, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti, del Sindaco di Firenze – Dario Nardella e di Claudio Marenzi – presidente di Pitti Immagine.

Nei tre giorni in cui buyer, brand ed esperti del settore hanno avuto l’occasione di conoscere e conoscersi scoprendo in anteprima le tendenze per il prossimo anno, il brand Esercito ha presentato la collezione primavera estate 2022, pienamente in linea con la recente svolta green della Forza Armata e con gli intendimenti degli organizzatori del Pitti Uomo che hanno voluto caratterizzare la kermesse come un interessante mix tra reale, digitale e sostenibilità.

L’attenzione che la moda sta riservando al mondo green e al riciclo conferma che etica, sostenibilità e business possono e devono convivere.

Per questa ragione la collezione proposta dell’Esercito Sportswear è quasi interamente frutto di una sapiente trasformazione di capi ed equipaggiamenti militari non più idonei al servizio. E’ cosi quindi che paracadute in materiale sintetico diventano giacche performanti dall’elevata resistenza, mentre coperte, opportunamente trattate, e altri materiali destinati ad essere accantonati, si trasformano in cappotti, acquisendo un elevato valore rispetto all’originale.

Materiali che altrimenti non avrebbero goduto di una seconda vita, ma che in questo caso creano un profondo legame fondato su valori e su ideali comuni, diffondendo un messaggio positivo per le nuove generazioni.

Ma non solo, ciascun capo sarà unico perché riporterà al vissuto degli uomini e donne con le stellette: a titolo di esempio, ciascun capo realizzato con il tessuto dei paracadute, verrà consegnato completo del libretto matricolare originale che riporta tutti gli impieghi operativi, nazionali ed internazionali, in cui è stato utilizzato.

Questo è il risultato di un lavoro appassionato e appassionante svolto dalla società Officina Italia s.r.l. e dai titolari d’impresa, Patrizio e Lanfranco VILLA, in sinergia con l’Esercito, che hanno saputo creare e connotare le collezioni rendendole di forte appeal. E’ importante sottolineare che molti particolari sono frutto di elaborazioni stilistiche ispirate da progetti attivati con importanti istituti di formazione stilistica come lo IED, l’Istituto Europeo del Design, con la partecipazione di professionisti della moda affermati e di giovani studenti.

Il progetto dell’abbigliamento Esercito è nato nel 2018 con la stipula di un accordo di licenza per l’utilizzo commerciale dei marchi della Forza Armata tra la Società Difesa Servizi S.p.A e l’azienda Officina Italia s.r.l. di Bergamo. E’ un progetto giovane ma solido che, soprattutto nell’ultimo anno e nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende nazionali, ha registrato risultati molto soddisfacenti soprattutto sui canali commerciali on line.

I capi di abbigliamento sono commercializzati, infatti, sul portale e-commerce esercitosportswear.it, oltre che presso alcuni punti vendita in Bellinzago Lombardo (La Corte Lombarda), Carvico (Factory Outlet), Orio al Serio (Oriocenter), Stezzano (Le Due Torri) e Vicolungo (Outlet Vicolungo).

Il marchio “Esercito” che accompagna ciascun capo, identifica inequivocabilmente la Forza Armata, nella sua semplicità è stilisticamente coerente e d’impatto. Ideato e registrato nel 2015 ha sostituito il logo “EI Esercito” stilizzato nel 1985: si compone della stella a 5 punte che è volta a rappresentare i valori caratterizzanti dei soldati italiani quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato per la comunità nazionale e dalla scritta “Esercito”, un simbolo rassicurante soprattutto nell’attuale contesto, che rappresenta un’Istituzione sana e coesa, al servizio dei cittadini, sempre pronta ad intervenire in ogni tipo di scenario.“Esercito Sportswear” è il marchio commerciale dell’Esercito Italiano per la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento e accessori, prodotti da Officina Italia s.r.l., su licenza esclusiva concessa da Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa.

Comunicato segnalato da Paola Fiorido

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Attualitàeconomia

Socialworld.agency l’agenzia di marketing a 6 figure che sta rivoluzionando le attività commerciali di tutta Italia.

Socialworld.agency

Fondata da Emanuele Grossi questa agenzia sta stravolgendo il business di tantissimi imprenditori che stanno iniziando a sfruttare i social e il web per portare clienti alle loro attività commerciali.

Strutturata da un team di professionisti, l’agenzia si sta facendo spazio tra i colossi del mercato italiano e sta crescendo molto rapidamente.

Emanuele Grossi ha creato questa agenzia di marketing con il solo scopo di aiutare liberi professionisti, attività locali, grandi aziende e tutti coloro che vogliono ottimizzare la propria immagine online, ad aumentare la percezione che hanno le persone del loro business e farlo crescere sfruttando i social network e il web.

Ritiene che in questo momento ci sono attività che si stanno adeguando al cambiamento e purtroppo ci sono attività che lo stanno respingendo e avranno vita corta’.

Il fondatore di Socialworld.agency oltre ad essere un giovane intraprendete imprenditore è anche un atleta professionista, che si allena a tempo pieno con l’obiettivo di vestire di nuovo la maglia azzurra.‘’

Lo sport per lui è stata una palestra di vita e ha forgiato il suo carattere imprenditoriale .

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Attualità

25 Giugno VENICE FAKTORY SHOW ospita Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti Founder di Atlan66,

VENICE FAKTORY SHOW

Sempre in onda ogni venerdì dalle 16 alle 18,

il Venice Faktory Show, radio di Avanguardia sulle frequenze di radio Vanessa  Venerdi 18 Giugno 2021 lieti ospitare

Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti Founder di Atlan66, perite forensi espertissime, e detective informatiche . Hanno scoperto dei casi giudiziari importanti tra cui quello di Alexander Boettcher.

Atlan66 nasce nel marzo del 2000 con l’obiettivo di integrare creatività, professionalità e tecnologia e restituire “output” fortemente caratterizzati dalla competenza e dalla qualità per quanto riguarda la fornitura di prodotti/servizi ICT, web, multimediali, della progettazione e del design.

In studio come sempre a condurre i due artisti Federica Palmarin e Alvise Guadagnino.

il podcast sempre riascoltabile  dal sito di Radio Vanessa www.radiovanessa.it

CONDUTTORI

Federica Palmarin

Veneziana di nascita , cresciuta tra l’ Italia e Mauritius, nell’Oceano Indiano, e questo non è un dettaglio trascurabile, perchè la curiosità e la creatività che traspaiono dal suo lavoro raccontano di un DNA legato al Viaggio, alla conoscenza di culture, persone, anime del Mondo. 

Anticonformista per antonomasia, amante del bello nella sua più ampia accezione, le sue passioni spaziano tra Fotografia e Arte

Alvise Guadagnino.

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AttualitàFood & Beverage

Milano : iniziamo la giornata con gli autentici sapori della Sicilia, I Compari Sicily for Life.

I Compari Sicily for Life

Nonostante la location sia a pochi passi dal centro di Milano, appare immediatamente chiaro che se hai deciso di fare colazione in questo angolo di Sicilia, come minimo dare una sferzata alla giornata con la granita: panna e “brioscia” è d’obbligo.

Per i siciliani si tratta, tutt’oggi, di un vero e proprio rito, un momento di relazioni sociali. Un po’ come il caffè per tantissima gente

Viene preparata seguendo meticolosamente le tradizioni siciliane.

Grazie allo “zucchero d’uva” la panna ha una consistenza perfetta, e il gusto non è troppo dolce, ma ovviamente le alternative non mancano: cannoli, cassata, cornetti e paste di mandorle. 

E anche una semplice spremuta ha i colori e i sapori della terra d’origine che ha dato il via a questo angolo di sapori a Milano. la SICILIA dove lo straordinario microclima dell’isola , permette di coltivare le arance rosse, un frutto unico al mondo per colore, gusto e proprietà salutari.

Ogni singola portata è rigorosamente fatto in casa.

Chiudiamo questa pillola gastronomica con la pietanza che in molti danno per scontata , ma che qui è una vera e propria opera d’arte:

Il “Pane d’Autore” che si può assaggiare con farina di Perciasacchi con mandorle autoctone siciliane e olive Tonda Iblea, oppure con pomodorino secco e capperi di Salina.

Non a caso Tommaso Cannata che insieme a Antonio Longhi ha fondato I Compari Sicily for Life  , è stato nominato il miglior fornaio di Sicilia nel 2016 ed è l’unico fornaio dell’associazione CHIC – Charming Italian Chef.

Il pane è dunque il vero  biglietto da visita dove la materia prima di qualità è lavorata dall’esperienza di quattro generazioni.

Tommaso, infatti, ha una storia familiare che va avanti nel tempo, tramandata da padre in figlio.

A Messina l’attività di famiglia è la Boutique del Pane.

Uno spazio esterno di oltre 100 metri quadrati, rende la location perfetta per eventi selezionati che possono essere feste private ma anche eventi aziendali oppure degustazioni mirate.

Una curiosità

La Granita siciliana pare sia arrivata sull’isola grazie alla dominazione araba diventando nel corso dei secoli un vero e proprio simbolo per la Sicilia.

Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23 tranne il lunedi

Corso indipendenza 5 , Angolo via Ciro Menotti

  • 02 738 0400
  • 349 380 3888

20129 Milano MI

Italia

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Attualitàeconomia

Conosciamo meglio Giulio Garsia, Private Banker.

prosperitas.info

Quando parliamo di Private Banker , sono ancora molte le persone che guardano con curiosità e sospetto questo professionista, che, oltre ad essere un consulente personale in ambito economico/finanziario, è anche e soprattutto un assistente nella scelta delle migliori soluzioni finalizzate alla valorizzazione del patrimonio del cliente,

Abbiamo deciso di intervistare Giulio Garsia, cercando dalle sue risposte di poter meglio spiegare cosa si cela dietro ad un “PRIVATE BANKER “ di successo.

Che formazione hai avuto?
Finito il liceo mi sono iscritto alla facoltà di Economia della L.U.I.S.S. a Roma dove mi sono laureato con lode alla fine degli anni 80 .

Dopo sono entrato in banca dove sono stato prima un analista finanziario: visitavo regolarmente le società quotate a Milano per scrivere report destinati ai gestori di portafogli azionari e poi sono diventato uno di loro.
Dopo qualche anno passato in “prima linea”, in contatto quotidiano con i principali broker internazionali, ho cambiato ruolo e sono diventato un consulente.

Ora il mio contatto quotidiano è con i clienti cui devo spiegare cosa succede sui mercati, quali prodotti scegliere in base alle loro esigenze e come non rimanere vittime delle loro emozioni di fronte alle oscillazioni dei mercati.

Cos’è un private banker?

Il ruolo di un private banker, oltre a quanto appena detto, è proteggere il patrimonio dei propri clienti coordinandosi con gli altri professionisti che lo seguono per tutta la vita o soltanto in alcuni particolari momenti. Deve cercare di trasferire le proprie competenze ai suoi clienti senza timore di essere escluso perché tanto sarà sempre lui che dovrà dedicare il tempo necessario.

Un buon consulente si accerterà che il proprio cliente abbia tutte le coperture assicurative di cui ha bisogno, che non faccia errori nel trasmettere il proprio patrimonio alle generazioni successive, che sappia distinguere i vari prodotti finanziari sapendo come usarli ( ci sono regole banali che spesso non vengono spiegate col risultato che un investimento è abbandonato a se stesso ).

Un ruolo che può essere ricoperto da posizioni differenti come funzionario di banca o come consulente finanziario.

Il secondo è un professionista, iscritto ad un albo e sottoposto ad un’attività di vigilanza, che, pur avendo un rapporto di collaborazione con una banca, agisce come un imprenditore che deve sempre rispondere ai propri clienti all’interno di una relazione che non è destinata ad essere interrotta da trasferimenti ad altro incarico o in altra sede.

Quella del consulente è una professione relativamente nuova in Italia. Spesso il cliente non sa cosa aspettarsi , non sa che può andare molto oltre quello che trova in uno sportello bancario.

Non sa che può farsi affiancare da qualcuno che cercherà di seguire lui e la sua famiglia nel corso degli anni.

Cosa si aspetta il cliente dalla tua consulenza?
Questa è forse la domanda più difficile.

Per rispondere un consulente è costretto a chiedersi se seleziona i propri clienti in base a qualche parametro oggettivo o, peggio, soggettivo. Il cliente tipo, alla fine, è quello di cui riesci a conquistare la fiducia .

Quello che si autodefinisce strano nel momento in cui rifiuta di controllare quello che gli dici mentre tu insisti perché lo faccia !
Un processo che può essere più o meno lungo.

A volte passa da incomprensioni, da momenti in cui ti chiedi perché non sei ancora riuscito ad ottenere la disponibilità ad un confronto.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Sono molti gli episodi che ricordo con piacere legati principalmente alla nascita o al consolidamento di un rapporto di fiducia con i miei clienti.

C’è stato un importante imprenditore che dopo aver pazientemente ascoltato le mie proposte mi ha confessato di cercare soltanto il modo per vivere un’emozione. Un altro che mi ha raccontato come mi abbia scelto perché al primo incontro mi sono presentato senza niente, nessun grafico, nessun depliant, nessun contratto nella valigetta, se non la voglia di ascoltarlo. In pratica l’ho conquistato violando quasi tutte le regole del manuale del perfetto consulente.

Spesso capita che qualcuno finalmente si convinca a fare un controllo con la propria banca ponendo alcune domande in base ai miei suggerimenti ed inizi a raccontarmi cose di cui all’inizio preferiva non parlare.

Può capitare di scoprire che un affermato chirurgo ignori la differenza tra un’azione ed un’obbligazione realizzando così quanto ci sia bisogno di diffondere elementi base di educazione finanziaria.

Se poi vogliamo andare indietro nel tempo ricordo le visite ad alcuni stabilimenti industriali fatti quando ero un’analista finanziario, i report che scrivevo e le cose che riferivo oralmente ( potevano esserci delle differenze… , anzi c’erano quasi sempre ! ).

Sei sempre stato promotore di eventi legati all’arte, consiglieresti ai tuoi clienti di esplorare questo mondo come investimento?

L’arte può senz’altro far parte di un progetto di diversificazione che non deve limitarsi ai diversi settori geografici e/o merceologici dei mercati finanziari .

Naturalmente deve essere avvicinata nella consapevolezza che i tempi di un eventuale disinvestimento possono essere più vicini a quelli del mercato immobiliare che non a quelli dei mercati finanziari.

Investire in un opera d’arte può essere semplicemente un desiderio ed il ruolo del consulente diventa, come dire, accessorio come quando il cliente decide di comprare una macchina nuova o di fare un viaggio : assicurarsi che possa permetterselo ed eventualmente fornirgli dei contatti perché possa orientarsi !

Prosperitas, il sito che uso per presentarmi, ha sempre cercato di affiancarsi al mondo dell’arte: le newsletter che iniziano con un quadro famoso e le conferenze sponsorizzate ne sono una testimonianza.

La collaborazione con un affermato team di esperti rappresenta un inevitabile passo avanti .

Chi vuole avrà la possibilità di iniziare un percorso nel mondo dell’arte con un piccolo investimento mediante una guida per capire prima di tutto quali sono le dinamiche delle quotazioni e solo successivamente si procederà alla scelta dell’artista o dell’opera sulla quale investire.

Qualora abbia già maturato delle esperienze potrà avere un’occasione per un confronto e/o per una valutazione di opere già acquisite magari per via ereditaria.

Non vendiamo nulla, consigliamo, spieghiamo e lasciamo, come sempre , la decisione finale al cliente.

Grazie per l’esaustiva intervista e la spontaneità delle risposte .

www.prosperitas.info

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AttualitàEventispettacolo

Al Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” è andata in scena il 15 Giugno “Norma”, per la regia di Maria Cristina Osti

Claudio Abbado

La lirica torna a teatro con un’opera affascinante, che ha regalato emozioni che non si possono spiegare a parole… ma ci pensa il linguaggio del cuore.

Norma di Vincenzo Bellini, su libretto di Felice Romani, è andata in scena martedì 15 giugno al Teatro Comunale di FerraraClaudio Abbado”, per la regia di Maria Cristina Osti.

Una produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara in coproduzione con Associazione Parma e OperArt APS e Fondazione Teatro “G. Borgatti” di Cento.

Oltre a Renata Campanella e Fabio Armiliato nei panni rispettivamente di Norma e Pollione, Yulia Merkudinova è Adalgisa, Alberto Bianchi Lanzoni è Oroveso, e poi Vittoria Brugnolo (Clotilde), Stefano Colucci (Flavio), Diana Rivaroli e Francesco Ferri (Due Fanciulli), Daniela Patroncini e Paolo Garbini (Mimi). Gli attori sono di Operiamo e Casa della Musica e delle Arti. Le scene sono a cura di Alessandro Ramin, le luci a cura di Marco Cazzola.

Direttore di scena è Kaori Suzuki. Lo spettacolo vedrà la presenza anche dell’Orchestra Città di Ferrara, che suonerà dal vivo. Direttore d’orchestra è Lorenzo Bizzarri, con il Coro “G. Verdi” di Ferrara diretto da Mirko Banzato.

Rilevante in Norma, per la regista Maria Cristina Osti, è la metamorfosi femminile nell’opera.

 “Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma” spiega Maria Cristina Osti. “La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità.

Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio, perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione. Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato” prosegue la regista. Per Osti “è il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale”.

SIMBOLOGIA DELLA METAMORFOSI FEMMINILE NELL’OPERA

Note di regia di Maria Cristina Osti

Nel settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri l’opera belliniana rievoca in sé la Commedia dantesca, permettendo ad ognuno di riconoscere l’umanità che circonda entrambe le opere. L’inferno è vivo, umano, tangibile, violento e passionale così come il mondo che troviamo in Norma. Questo è stato lo spunto per gli elementi scenografici narrativi: un grande albero rievoca la metamorfosi dei suicidi che avendo rifiutato il loro corpo, sono costretti ad essere una inferiore forma di vita (vermo reo che l’mondo fora): risale dagli inferi, caratterizzata dalle sue tre facce, una corporeità prorompente con grandi ali scure tali da inglobare il bene quale ribaltamento di tutti i valori. Vedremo il signore d’inganni, Loki, il non demonio cristiano, dio della grande astuzia e della distruzione pronto per un gioco seduttivo del male nei confronti di Norma, sino ad indurla a non riuscire a porre freni ai suoi istinti entro il limite prefissato dalla ragione.

La libertà individuale, che sta nella capacità di scegliere tra le diverse strade, ha come conseguenza una assunzione di responsabilità. Nulla è casuale come la bufera finale dettata dalla scelta della morte come ultimo sacrificio perseguendo quella libertà di cuore che vince ogni ragione.

Il conflitto interiore di Norma è per lei un Purgatorio: disposta a sacrificare il bene più prezioso, i figli, per punire la fellonia di Pollione e il suo peccato. Altro fondamentale simbolo è la Luna, lo strumento cosmico che segna il cammino del “viator” ed è profondamente legata al ciclo della nascita, della morte, della fertilità femminile, dell’io nascosto, dell’esoterico, dell’eterno ritorno. La scelta di Norma induce la Luna, saggezza celata, a coprirsi per lo sdegno. Nella veglia nascosta sui suoi figli, la Luna, simbolo di ambivalenza (vita e morte), rimane regina madre, sacerdotessa, pronta al suo inizio passivo; è colei che detta i segni del cielo avvolgendo tutte le facce di Norma.

E’ il trionfo del femminile: generosità, rinuncia, sorellanza, riscatto, sacrificio sublimato nella catarsi paradisiaca finale.

a Cura di Sara Gautier

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AttualitàFood & BeverageLusso

Ecco il cielo di Roma, riapre la Terrazza Posh firmata Niko Sinisgalli

la Terrazza Posh

Ecco il cielo di Roma, ecco l’estate.

Ritorna il sole, riapre la Terrazza Posh.

Buon gusto, vita e felicità ricominciano dalla cima delle mura del monumentale Palazzo Naiadi di Piazza della Repubblica.

E l’Hotel Anantara si riprende tutta la scena.

Lo fa grazie alle linee di una piscina “infinita” e surreale, incastrata in un groviglio di tetti e di storia. Lo fa grazie ai suoi ampi spazi, aperti e vasti, in cui sognare si fa un po’ più facile.

Lo fa grazie al tocco da maestro dello Chef Niko Sinisgalli.

Cascate di pesce freschissimo, inarrivabile crudo, tra trionfi di ostriche, di gamberi rossi e con un “cin” di Champagne.

Con il tramonto e la storia a occuparsi del resto.

Ma anche cotto e fritto, ad esempio in kataifi (oramai autentica “firma” di Niko) o in cartoccio, direttamente dalle mani dei pescatori di Campagna Amica.

Garanzia di qualità, di freschezza e di bellezza: tra apertivi, cene ed eventi, più che un ritorno, un vero e proprio sogno.

Scintillante, ma mai eccessivamente sfarzoso, pure in termini di costi.

Viceversa leggero, rilassato, sorridente, vero e vivo.

Un sogno che può essere solo e soltanto Roma, tra le ricette di Sinisgalli e gli occhi di sua moglie Maria Rosito.

Abili e amabili padroni di casa, nella nuova casa del cielo, del sole e del buono.

Nella nuova casa della felicità.
Tutti i giorni a partire dalle 11:00
Telefono: 06/48938061
Email: info@nikosinisgalli.com

MARIA ROSITO
Food & Beverage Manager

Anantara Palazzo Naiadi Rome Hotel Ristorante Tazio – Chef Niko Sinisgalli
Piazza della Repubblica 48, 00185 Roma, ITALY 
T: +39 06 489 38
E: info@nikosinisgalli.com 
W:anantara.com/palazzo-naiadi-rome 
www.nikosinisgalli.com
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Attualità

PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE XV EDIZIONE, RE-START INNOVATION 2021, 16 e 17 giugno | STAZIONE MARITTIMA DI SALERNO

Premio Best Practices

Dopo la scorsa edizione completamente digitale, a causa della pandemia da Covid-19, il Premio Best Practices per l’innovazione, giunto alla XV edizione e nato su proposta del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, torna in presenza mercoledì 16 e giovedì 17 giugno, alla Stazione Marittima di Salerno. L’iniziativa è organizzata da Confindustria Salerno, in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno.

«Questa edizione del Premio Best Practices per l’innovazione è molto importante. È il simbolo della ripartenza – dichiara Antonio Ferraioli, Presidente di Confindustria Salerno –.

È un’opportunità concreta per il paese e dà una prospettiva di carattere imprenditoriale a tanti giovani impegnati nel settore dell’innovazione tecnologica.

Questa VX edizione, per il prestigio dei partner che la sostengono e per il numero di progetti arrivati, ha riscosso un successo superiore».

Giuseppe Gallo

«La Camera di Commercio di Salerno ha supportato questa iniziativa sin dall’inizio – dichiara Giuseppe Gallo, Vice Presidente della Camera di Commercio –. Il Premio Best Practices per l’innovazione è una piattaforma importante, che mette insieme richieste e offerte per l’innovazione tecnologica. Oggi, solo un’impresa su quattro è adeguatamente strutturata per poter far fronte a tutte le innovazioni tecnologiche che il mercato richiede. La Camera di Commercio ha istituito i PID (Punti Informatici Digitali), dove vengono accolte tutte le richieste delle imprese della provincia di Salerno che vogliono avere informazioni e procedere nel senso dell’innovazione tecnologica, settore in cui abbiamo deciso di investire 2 milioni di euro».

Una due giorni in cui aziende, start up, spin off e organizzazioni avranno l’opportunità di presentare i loro progetti per le categorie “Tecnologie abilitanti 4.0 applicate al settore e filiera turistico/beni culturali” (innovazioni tecnologiche 4.0), “Digitalizzazione” (innovazioni di processo) e “Agrotech” (innovazioni di settore) a una giuria composta da esperti, imprenditori, policy marker, investitori, accademici e rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione.

«Quest’anno abbiamo ricevuto 98 progetti, di cui ne abbiamo selezionati 70. I progetti sono arrivati da tutta Italia, anche dalla Valle d’Aosta e questo dà la dimensione del carattere nazionale che sta assumendo –

Francesco Serravalle

dichiara Francesco Serravalle, Presidente Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno e coordinatore del Premio Best Practices per l’Innovazione –. I cluster di innovazione sono tre, innovazioni tecnologiche 4.0, digitalizzazione (innovazioni di processo) e “Agrotech” (innovazioni di settore). E, per le innovazioni tecnologiche 4.0 si punta sul turismo, considerate la situazione economica e la crisi e considerate anche e soprattutto le opportunità che abbiamo sui nostri territori. La crisi viene letta, quindi, come opportunità. Elemento fondamentale di questa edizione è quello di far capire sempre di più a tutti gli attori dell’innovazione che la parola chiave è la collaborazione. È stato quindi concesso spazio a chi presenta progetti in collaborazione con altri soggetti, attraverso uno scambio di risorse umane, finanziarie e strategiche. Siamo riusciti a creare un ecosistema grazie a partner storici e nuovi che affiancano e sostengono l’iniziativa: Banca di Credito Popolare, Banca Sella, Tim, Unicredit, Banca Campania Centro, Isolkappa, Enea e Sider Pagani. Grazie alla Camera di Commercio di Salerno, lo scorso anno siamo riusciti a dare un premio in denaro ai vincitori, per un totale di 15.000 euro. Il messaggio che vogliamo lanciare: crediamo nelle idee, nelle start up, nei giovani. Diamo opportunità per le nuove generazioni».

Creatività e contaminazione sono le parole chiave della kermesse, che promuove la cultura dell’innovazione e dell’imprenditoria in Italia, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle progettualità e che, nel tempo, ha dato vita a tante nuove idee e iniziative imprenditoriali, partendo da Salerno e raggiungendo il resto d’Italia. 

Dal 2006 al 2019, il Premio Best Practices per l’innovazione ha registrato numeri importanti: 800 progetti presentati, 10.000 presenze, 60.000 visualizzazioni YouTube, 216.000 visitatori unici al sito web, 140 ore di diretta streaming. A questi numeri si aggiungono due missioni in Silicon Valley.

Anche la XIV edizione, per quanto digitale, è riuscita a mantenere alta l’attenzione sul tema dell’innovazione, con 107 progetti in gara, 10.000 visualizzazioni video/diretta Facebook, oltre 50 tra sponsor e partner, oltre 200 visitatori unici sulla piattaforma e 3 tavole rotonde.

Beatrice Gigli

founder e chief manager

M. +39 333.2174835 

Beatrice Gigli Communication 

Relazioni Pubbliche | Comunicazione e Media Relations | Partnership Picking | Eventi

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Attualitàeccellenze italianeInterviste

Intervista a Nicoletta Sartore Direttore Operativo di “ELITE Cycling”

elite cycling

Quando parliamo di  Elite  Cycling difficile utilizzare il singolare, tanta è l’ abitudine che il fondatore, Amerigo Sartore e i figli hanno trasmesso al team a lavorare in gruppo, dando la giusta importanza ad ogni singolo componente, grazie a tutti i tasselli è stato possibile comporre il puzzle di questa realtà Veneta divenuta eccellenza italiana nel Mondo.

Abbiamo fatto qualche domanda a Nicoletta Sartore, Direttore Operativo dell’azienda  lasciando a lei il compito di raccontare l’’Azienda di Famiglia.

L’amore per il ciclismo da dove nasce?

Mio padre era sempre stato affascinato da questo sport, fatto di fatica e coraggio, imprese eroiche e grande passione. 

Fu lui a scegliere quella che probabilmente è la più intensa fotografia di tutti i tempi legata al Mondo del ciclismo,

Coppi e Bartali nell’atto del passaggio della borraccia ( chi a chi , ancora oggi non è stato possibile saperlo, e forse è meglio così ), che oramai appartiene all’immaginario collettivo degli italiani e degli appassionati del settore: un solo scatto è in grado di raccontare mille storie condensando sofferenza, passione ed il dolore, mettendo in risalto i veri valori dello sport, solidarietà, rispetto e lealtà.

La tecnologia nel settore in cui  ELITE è un’eccellenza è fondamentale per rimanere ai vertici mondiali e competitivi , quanto conta rimanere aggiornati e innovativi?

L’innovazione e’ fondamentale, l’azienda e’ nata 42 anni fa con una vocazione commerciale e marketing ma dopo alcuni anni il focus e’ stato portato alla ricerca ed innovazione.

Ogni anno usciamo con 5/6 nuovi prodotti, siamo in 60 in azienda e 20 collaboratori lavorano nell’area tecnica. 

Quanto è importante il peso di ogni singolo componente nel ciclismo?

E’ molto importante per i nostri clienti che praticano l’attività ciclistica in ambito agonistico, soprattutto nell’affrontare le salite.

Per questo abbiamo sviluppato molti prodotti dove una delle caratteristiche principali, oltre alle prestazioni ottimali, e’ anche la leggerezza. Abbiamo realizzato portaborracce in carbonio made in Italy e borracce con un peso del 40% in meno rispetto alle normali borracce di plastica.

Che importanza ha il design nel vostro settore ?

Anche questo e’ una componente importante, si sta bene quando si e’ circondati da cose belle.

Per questo nei nostri prodotti curiamo l’aspetto tecnologico e funzionale ed anche il design, in modo tale che l’utilizzo sia appagante, perchè si sta bene con una bella esperienza d’uso ed anche un bel prodotto con cui circondarsi.

Come scegliete i testimonial ?

Non abbiamo veri e propri testimonial, ma collaboriamo con molte squadre professionistiche.

La collaborazione con loro e’ molto importante, il loro utilizzo dei nostri prodotti ad altissimi livelli ci permette di testarli e sviluppare assieme a loro miglioramenti continui.

Il nostro obiettivo e’ che i ns veri testimonial siano i ns clienti, contenti dei prodotti che pensiamo per loro e del servizio che gli offriamo.

AMBASSADOR ELITE CYCLING

Ci racconti la mission dell’ELITE?

Vogliamo migliorare continuamente il modo di praticare il ciclismo, perchè sempre più persone possano avvicinarsi a questo sport e per dare prodotti sempre più performanti ai nostri fidati clienti.

Una delle immagini storiche che entrando in azienda rimane impressa è la fotografia che ritrae Coppi e Bartali nel passarsi la borraccia, ancora oggi ,non si ha la certezza di chi l’abbia passata a chi , quanto conta il codice etico in Azienda?

E’ importantissimo, il rispetto per i nostri clienti e per i nostri collaboratori e’ essenziale per noi. 

Il nostro e’ un ambiente competitivo ma sano, anche fra concorrenti, ci si sfida come nel ciclismo, per arrivare per primi, ma con grande rispetto per tutti.

Quanto è importante il team per Elite ?

Fondamentale, Elite non sarebbe quella che e’ se non ci fossero i collaboratori che ci sono, siamo una grande squadra. Investiamo molto sulla formazione dei collaboratori, per far sviluppare i loro talenti e permettere loro di esprimersi al meglio le loro capacità. 

Se potessi incontrare un grande legato al mondo del ciclismo del passato , chi sceglieresti e cosa gli chiederesti ?

E’ troppo banale se dico Coppi e Bartali ? Mi piacerebbe farmi raccontare la loro rivalità e collaborazione, com’era per loro affrontare assieme le loro grandi sfide.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Mi rende sempre molto orgogliosa quando vedo con quale passione i nostri collaboratori inseguono  i nostri obiettivi, come sentono loro l’azienda e come danno il massimo per ottenere i migliori risultati. Gli esempi sono molti e li si possono vedere sempre, da quando andiamo assieme in fiera e tutti si mettono al lavoro, dall’allestimento all’accoglienza dei clienti sino allo smontaggio dello stand, tutti assieme senza risparmiarsi,  solo perchè nn e’ quello il loro ruolo.

Sino a quando accogliamo i ns clienti in azienda, tutti si danno da fare per far sentire il cliente a suo agio e per mostrargli cosa fanno loro in azienda e quale contributo danno alla nostra realtà.

Il Fiore all’occhiello di Elite Clycling

FUORIPISTA

Adriano Design ha progettato per l’Azienda Veneta una bici iconica che combina bellezza scultorea e architettonica con funzionalità straordinarie, consentendo sessioni di allenamento che ricreano fedelmente una vera gara su strada in bici.

“Come un gruppo sportivo ci alleniamo, selezioniamo i nostri obiettivi stagionali, decidiamo le tattiche, lanciamo i nostri campioni per raggiungere i traguardi più prestigiosi”

Amerigo Sartore

Fondatore di Elite Cycling

Grazie per la tua disponibilità e il tempo che ci hai dedicato

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“Rockonti”, il nuovo libro di Massimo Bonelli.

rockonti

Dopo La vera fiaba di EmJay

EmJay ( Michael Jackson ) viveva sul pianeta Pop, un pianeta felice, senza problemi, con tanta bellezza, dove gli abitanti fabbricavano colori da unire in fantastici arcobaleni e note musicali per creare melodie e fare meravigliosi concerti….

Massimo Bonelli esce con un nuovo libro: Ventiquattro racconti fatti di musica e sogno:

“ROCKONTI”

Ha collaborato con centinaia di artisti e con loro ha vissuto momenti straordinari, avventure, successi e insuccessi.

Forse molti di loro sono meno interessanti di quanto appaiano effettivamente; così, a volte, ha colorato la loro vita con un po’ di fantasia e, siccome lo dichiara, nessuno lo può smentire.

Ma qual è la realtà e quale la finzione?

Da lui, che per 18 anni è stato ai vertici della discografia mondiale non lo saprete mai.

Preferisce sognare e farvi sognare.»

Tra i protagonisti del libro: Bob Dylan, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Pink Floyd, David Bowie, Limahl, Grace Slick, Joan Baez, Tom Morello, Grateful Dead, John Lennon, Jimi Hendrix, The Who, Pearl Jam, Lawrence Ferlinghetti, Queen – ma anche molti dei luoghi del rock: Woodstock, Ventura Highway, Londra, l’Hunky Dory, Monterey, San Francisco, New York, Milano e… Babbo Natale!

Dopo aver lavorato per quasi quarant’anni a fianco di rockstar e musicisti di livello internazionale ha organizzato mostre di pittura, di fotografia e di memorabilia delle icone del rock

Ha raccontato la sua vita in mezzo agli artisti in programmi radiofonici, blog, conferenze e ovunque ce ne fosse l’opportunità, confondendo realtà e fantasia, come da lui sempre dichiarato.

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