Secondo Manfred Spitzer, psichiatra, neuroscienziato e scrittore tedesco, viviamo nell’abbondanza di relazioni virtuali che spesso sostituiscono le relazioni sociali, portandoci ad essere “connessi e isolati, giudicati da chi nemmeno ci conosce, spinti a somigliare a un avatar ideale, nel disperato desiderio di piacere”.

E’ questa la solitudine del terzo millennio?
La pandemia non ha certo giovato e i social network sono diventati ancora più uno spazio nel quale rifugiarsi per sentirsi meno isolati, dove è stato possibile continuare a viaggiare, comunicare, conoscere e abbracciare, seppur virtualmente.
Sui social tutti un po’ mentiamo, perché creiamo la versione migliore di noi.
Sono tuttavia un palcoscenico, sul quale, in quanto creature del XXI secolo, siamo chiamate a recitare la nostra parte.
I social network non hanno bisogno di regole: i loro punti di forza sono la leggerezza, l’anarchia, la libertà.



Chi invece ha bisogno di regole, o almeno di una traccia, di qualche consiglio di comportamento sono gli utenti.
Se Instagram è il regno dell’immagine per eccellenza, dove l’egotismo è imperante, Facebook è il contenitore di sfoghi, polemiche e litigi feroci – trovo alquanto divertente che proprio tra gli “amici di Facebook” ci siano spesso gli scambi più ingiuriosi – forse l’amicizia è un’altra cosa?
Tik Tok e Twich, sono il regno dei più giovani, o almeno dovrebbero esserlo!

Ma capita sempre più spesso di imbattersi in nonni (con la vana illusione di non possederla, ma l’età è quella!) che si dimenano in improbabili esibizioni.
Non dimentichiamo mai che ogni notizia o immagine data alla rete, può diffondersi con estrema rapidità uscendo dal nostro controllo.
Anche se il rispetto dell’etichetta virtuale non è imposto da nessuna legge, la sua mancanza può avere conseguenze gravi.
E’ invece perseguito il cyberbullismo, vero e proprio reato.
Un comportamento saggio ed educato sarebbe quello di evitare di pubblicare foto o video di chi non appare in ottima forma o peggio viene ritratto in un momento imbarazzante.
La cronaca ci insegna che tali azioni possono avere ripercussioni e compromettere la vita sociale, familiare o professionale della persona in questione.

Attenzione alle fotografie dei bambini: è assolutamente da evitare la pubblicazione di scatti di bambini senza l’autorizzazione dei genitori.
E’ invece una scelta personale se pubblicare o meno quella dei propri figli. Ciascun genitore agirà secondo coscienza, consapevole dei pericoli della rete.
Quando si posta un’immagine o una fotografia di qualcun altro, è cortese chiederne il permesso, o perlomeno citarne la proprietà. Si tratta di copyright.
Evitiamo l’utilizzo esagerato di filtri.

Quando la nostra immagine si allontana troppo da quella che appare riflessa sullo specchio…allora abbiamo esagerato!
E’ sconsigliato mettere il proprio cuore a nudo per evitare di incorrere in spiacevoli delusioni, ma anche nascondersi dietro falsi profili o pseudonimi magari per criticare, giudicare e spesso insultare.
La buona educazione ed il buonsenso, imporrebbero di presentarsi sempre con il proprio nome e la propria faccia, assumendosi di conseguenza la responsabilità delle proprie azioni.
Commenti: pur partendo dal presupposto che ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero, evitiamo di farlo in maniera sgarbata o peggio offensiva, con tanto di insulti o attacchi personali.
Cerchiamo di moderare i toni favorendo un civile scambio di idee, oppure alle provocazioni rispondiamo con l’indifferenza che può rivelarsi un’arma vincente.
Per concludere “in pillole”:

- Taggare il giusto e solo le persone che sono coinvolte in qualche modo in ciò che stiamo pubblicando e che gradiscono essere menzionate o pubblicizzate.
- Moderare l’uso dello stampatello maiuscolo, scrivere con questo carattere equivale a urlare.
- Evitare di inondare con giochini, applicazioni, e catene di Sant’Antonio chi ha poco tempo e nessuna voglia di trascorrerlo in questo modo.
- Non comprare followers, ma essere autentici anche se in un mondo virtuale…

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton





