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Redazione

Musica

Roma : 2 Ottobre Concerto Internazionale in onore di Giovanni Paolo II presso la Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo.

Dominika Zamara

Si svolgerà il due ottobre alle ore 20:00 presso la Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, Via del Corso, 437, 00186 Roma RM, Italia il Concerto Internazionale in onore di Giovanni Paolo II.

Con solisti: il soprano Dominika Zamara (PL/IT), il soprano Lenny Lorenzani (IT), il direttore d’orchestra Maestro Jason Tramm (USA) e compositore il Maestro David Boldrini (IT), il tutto accompagnato dalla Estrorchestra.

Il programma vedrà in contrapposizione due opere, lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736) a la “Missa Brevis” di David Boldrini (verrà eseguita per la prima volta nella versione per orchestra il Maestro David Boldrini curerà la stesura dedicandola esplicitamente alle due interpreti Dominika Zamara e Laenny Lorenzani). 

L’evento si pone l’obbiettivo di edificare un ponte tra tre Paesi: Italia, Polonia e USA, il tutto nel segno di San Giovanni Paolo II, personaggio emblematico della Città Eterna e del mondo intero. Inoltre saranno presenti vari ospiti tra cui: l’attrice Angelica Loredana Anton e la poetessa Melinda Micelli, che daranno il loro contributo. Il concerto è aperto a tutti i cittadini romani e gli ospiti della città con ingresso gratuito.

Si ringrazia per il patrocinio: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, l’Ambasciata Polacca presso Santa Sede, Tota Pulchra, Italian Opera Florence, Accademia La Sponda.

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salute

In/Forma a cura della Dott. Giulia Rubetti: IPERCOLESTEROLEMIA, STATINE E RISO ROSSO FERMENTATO. SIAMO SICURI CHE SIA LA SCELTA OTTIMALE ?

Giulia Rubetti

Sicuramente la parola “Ipercolesterolemia” non è nuova alle nostre orecchie. Il colesterolo alto  è una problematica molto diffusa nella popolazione. 

Avanzando con l’ età, l’ arrivo della menopausa per le donne,  uno stile di vita sedentario e una dieta sbilanciata, sono le cause principali di livelli di LDL (in gergo “Colesterolo cattivo”)  superiore a 100 mg/dl .

Per difendersi dal rischio di patologie cardiovascolari, vengono spesse prescritte le statine, farmaci che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue inibendone la sintesi.

Purtroppo però queste statine non sono da tutti ben tollerate e in linea generale consigliabili solo quando una dieta, anche molto restrittiva prescritta da uno specialista della nutrizione, non funziona.

Gli effetti collaterali delle statine infatti non sono da considerarsi del tutto innocui. Molte persone accusano dolori muscolari, crampi e/o parametri epatici alterati, in primis le transaminasi.

Tutti effetti reversibili nel momento in cui il farmaco viene sospeso o viene ridotto il dosaggio. In alternativa si provano integratori a base di riso rosso fermentato, il quale contiene statine di origine naturale.

Spesso sono più tollerate ma sono comunque da assumere sotto controllo medico, poichè sono comunque statine. 

Il consiglio che mi sento di dare è dunque quello di provare prima una dieta a ridotto contenuto di colesterolo prescritta da uno specialista.

Anche arrivando quasi ad azzerarne l’ introito se necessario. Se non bastasse, aggiungere alla dieta integratori di fibre solubili da assumere prima del pasto e/o steroli di origine vegetale.

Non dimenticarsi che l’ attività fisica, soprattutto aerobica come la corsa e una camminata sostenuta, sono di aiuto per alzare invece i livelli di HDL, in gergo “Colesterolo buono”.

Solo dopo aver provato queste opzioni e non aver ottenuto il risultato sperato, si valuterà con il medico la strada del farmaco.

Comprensibile che questo percorso non è sicuramente la strada più semplice e facile, ma la migliore per la vostra salute. 

A livello dietetico, bisogna ricordarsi che il colesterolo è solo nei cibi di origine animale.

Via libera a legumi, verdure, frutta e cereali. 

Tra i cibi più comuni sotto i riflettori invece ci sono i latticini, carne e salumi, grassi idrogenati, brodi di carne e pesce, gamberi.

Dott. Giulia Rubetti.

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EventiMusica

Milano “Venerdì 23 settembre ore 17:00 il Recital del Pianista Andrea Bacchetti con la partecipazione eccezionale del Soprano Dominica Zamara.

Dominica Zamara

Presso la prestigiosa Villa Litta di Viale Affori 21 a Milano le Serate Musicali e l’Associazione culturale Opera Symphony Orchestra offriranno alla cittadinanza un concerto di musica classica con repertorio da Bach a Debussy in chiave recital del pianista Andrea Bacchetti con la partecipazione straordinaria del Soprano polacco Dominika Zamara..

Informazioni e prenotazioni a eventi2018g@libero.it

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: “Calzature Maschili”.

ELISA VOLTA

Come anticipato nella rubrica di agosto, in questo nostro appuntamento parleremo di calzature maschili.

L’uomo di oggi pone attenzione al proprio abbigliamento, e quindi anche agli accessori, al pari delle donne.

La scarpiera maschile sta iniziando ad occupare spazi della cabina armadio sempre più dilatati, con buona pace delle signore che in taluni casi possono uscire dalla competizione addirittura perdenti.

Quali sono i modelli che, al di là di mode e preferenze, proprio non possono mancare nella cabina armadio all’uomo che, conoscendo le regole del dress code, vuole essere impeccabile in ogni circostanza?

Un paio di Oxford (chiamate anche o Balmoral) sono d’obbligo.

Le scarpe in pelle liscia con allacciatura, di colore nero, sono l’unico modello ammesso per l’abbigliamento da cerimonia e da sera.

Nella versione in vernice nera sono d’obbligo con il frac e utilizzate anche con lo smoking (ammesse anche in pelle nera).

Altra stringata è la scarpa modello Derby.

Si tratta di una variante meno rigorosa della precedente che presenta delle decorazioni costituite da piccoli fori, sulla punta e sui lati.

Rispetto alla Oxford avvolge meno la caviglia, lasciando intravedere maggiormente il calzino e l’allacciatura è aperta nella parte inferiore.

È adatta ad un abbigliamento formale (non da cerimonia), ma anche smart casual o business dress.

È spesso indossata nella versione marrone castagna o cognac, solo di giorno.

Per l’abbigliamento casual invece, ideali sono le Loafer e i mocassini: scarpe non stringate, che possono essere con tomaia liscia, decorata, ricamata (oggi molto di moda), con nappine (Tassel Loafer), o con la caratteristica linguetta di pelle (Penny Loafer).

Una variante un po’ più formale del mocassino, è la Monk strap a una o due fibbie, molto apprezzata da chi ama un abbigliamento professionale ma non formale.

E infine le scarpe riservate al solo tempo libero: Sneakers, scarponcini scamosciati con suola in para, per le occasioni informali e la campagna e  boat shoes, le calzature in pelle con la tipica suola in gomma bianca adatta a non lasciare segni neanche sulle superfici più delicate.

Proprio queste ultime, dopo la metà degli anni trenta, furono adottate dai rampolli dei college americani più prestigiosi e delle università della Ivy League nei loro preppy look, in sostituzione delle penny loafers, per le occasioni meno formali.

Scarpa abbinata all’outfit e outfit adatto al contesto: ecco i due semplici passaggi per essere impeccabili in ogni occasione.

Se la variabile è rappresentata dal modello, che cambia in base all’outfit e all’occasione, la costante necessaria è la cura della calzatura.

Le scarpe necessitano di manutenzione: vanno pulite, lucidate, riposte nella scarpiera con le forme e risuolate periodicamente.

Lo studio accurato del look sarebbe immediatamente vanificato dalla camminata su tacchi consumati come un pezzo di parmigiano passato sulla grattugia.

Le suole si consumano e spesso anche in modo differente (il tacco della scarpa destra di chi passa tante ore al volante, è molto più rovinato del sinistro), questo causa una postura lievemente sbilanciata decisamente poco elegante.

Come amo ripetere spesso, sono i dettagli a fare la differenza, e le calzature, soprattutto in un uomo, sono in grado di lanciare inequivocabili segnali di stile o compromettere irrimediabilmente anche l’outfit più ricercato.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Attualità

Il Carnevale di Viareggio fuori dai giochi…. è Barbara Paci a scoprirlo…

barbara paci

Barbara Paci, dirigente nazionale del dipartimento cultura e innovazione di Fratelli d’Italia e consigliere comunale di Viareggio, commenta l’inaspettata esclusione da parte del Ministero della Cultura della manifestazione Carnevale di Viareggio dalla lista dei Comitati Nazionali per le celebrazioni dei suoi 150 anni, non essendone stata riscontrata l’eccezionale rilevanza storica.

“Sono amareggiata nel constatare che una manifestazione culturale e di forte attrattiva turistica, fondamentale per la nostra città, con una storia di 150 anni e riconosciuta a livello internazionale, non sia stata inclusa nella lista dei Comitati Nazionali di nuova istituzione.

E’ un fatto gravissimo, potevamo essere inclusi nel calendario degli eventi culturali di celebrazione nazionale promossi ufficialmente dal Ministero della Cultura, beneficiando anche del sostegno promozionale e accedere ai fondi che il ministero stesso destina alle celebrazioni dei Centenari.

Viareggio ne è stata categoricamente esclusa nonostante le promesse propagandistiche dell’amministrazione e della stessa Fondazione Carnevale.

E’ appena di fine agosto, l’annuncio da parte della presidente della Fondazione Carnevale della creazione di questo comitato nazionale, che si confermava essere sotto l’ala del ministero della cultura e che avrebbe dovuto coinvolgere in un progetto condiviso la provincia, la regione e ovviamente il comune di Viareggio. Così non è stato.

In un delicato anno di celebrazioni, tanto pubblicizzato da questa amministrazione, come quello del 150esimo, traguardo importantissimo per la tradizione popolare rappresentata dal nostro Carnevale in Italia e nel mondo, arriva questo primo smacco da un ministero sotto la guida della Sinistra in una regione guidata dal PD.

Un Comitato Nazionale creato appositamente per i 150 anni del Carnevale di Viareggio che non è riescito a farsi finanziare. Non solo questo progetto è stato ingenuamente proposto nonostante non sia ne un centenario ne un bicentenario, come specificato molto bene nelle indicazioni del MIC, ma anche per l’incapacità di raccontarlo mettendone in evidenza la rilevanza storico – culturale e sociale a livello nazionale.

Ancora una volta chi parla di Cultura e di Economia della Cultura ne ignora le norme ed il percorso corretto da intraprendere per progettare un evento di tale portata, destinato ad interfacciarsi con il MIC e le sue precise indicazioni.

Un evento, ripeto, di alto profilo sociale e culturale, nonché economico visto l’indotto che produce per il nostro territorio. Un’occasione perduta che parla di incompetenza nel settore, di mancanza e incapacità di dialogo tra comitato, comune e Ministero.

L’esclusione viene spiegata in maniera molto precisa all’interno della relazione presentata la scorsa settimana al presidente della camera dei deputati con oggetto “ Consulta dei Comitati Nazionali e delle Edizioni Nazionali. “. Dopo la copiosa lista dei Comitati Nazionali che hanno ottenuto un finanziamento da parte del MIC si può leggere: “ Si riportano, inoltre, le motivazioni espresse dalla Consulta nei casi (n. 😎in cui non ha ritenuto di procedere all’istituzione dei seguenti Comitati Nazionali per i quali non è stata riscontrata l’eccezionale rilevanza storica:

“Ai fini dell’istituzione dei Comitati nazionali sono ammessi alla valutazione esclusivamente eventi di cui ricorra, all’interno del triennio di celebrazioni, il primo o i successivi centenari della nascita o della morte del personaggio ovvero dell’accadimento storico, fatti salvi i casi di eccezionale rilevanza storico-culturale e sociale”, la Consulta decide di non ammettere alla valutazione le istanze dirette a celebrare eventi di cui non ricorra il primo o i successivi centenari, non riscontrando casi di eccezionale rilevanza storica”.

Dove il primo risulta essere proprio il Comitato nazionale per le celebrazioni dei 150 anni del Carnevale di Viareggio.

il ministero metteva a disposizione in totale circa 2 milioni di euro, di cui, con un progetto adeguato, il carnevale di Viareggio ne avrebbe in parte beneficiato.

Molte lacune in questo approccio frettoloso di annunci di grandiose celebrazioni, le quali necessitano ovviamente di cospicue risorse: i percorsi da intraprendere potevano essere altri, puntando le luci sulla storicizzazione dell’evento che poteva servire alla Fondazione Carnevale per accedere a determinati bandi ad hoc del ministero della cultura, probabilmente più adatti a questo anniversario.

Cosa sia successo da fine agosto a metà settembre non è dato saperlo; l’unica certezza è un febbraio non più tanto lontano, dove, con ogni probabilità, toccherà di nuovo ai cittadini di Viareggio o ai toscani contribuire per poter celebrare il nostro Carnevale in modo adeguato, questa straordinaria tradizione popolare di cui andiamo giustamente fieri.”

Barbara Paci

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EventiFood & Beverage

Anantara di Palazzo Naiadi, ecco la nuova stagione! Birthday Party di Maria Rosito, ricomincia il sogno…

Maria Rosito

Un evento nell’evento. Un nuovo inizio per dare continuità a una storia che da anni regala emozioni a romani e turisti.

Sulla terrazza del celebre ristorante Tazio, nella suggestiva location dell’hotel Anantara Palazzo Naiadi, si è svolta la festa di compleanno dell’Executive Manager Maria Rosito: un party in grandissimo stile, dove la gioia ha sposato l’eleganza, la dance ha incontrato l’alta cucina e le candeline spente hanno fatto da cornice al rilancio della stagione autunno/inverno della ristorazione gestita da Niko Sinisgalli (il compleanno di Maria è stato l’8 settembre, ma la data della festa è stata posposta a sabato 17 settembre, che è vicina alla data che quest’anno segna la chiusura della terrazza Posh, il 30 settembre). L’evento che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone tra amici, volti noti della tv, attori e politici è stato un vero e proprio happenig di settembre.

Infatti, il panoramico rooftop con vista sulla Roma storica di Piazza della Repubblica ha una vista da far strizzare l’occhio. La location invernale di Tazio invece presto inaugurerà il cambio stagione con un nuovo look. Al “Disco Birthday Party” di Maria Rosito sono intervenuti 2 Dj, uno ufficiale di Redbull Cristian Marras a bordo piscina e l’altro dj Brando nella sala grande. Gli invitati in un look trendy chic si sono intrattenuti fino a notte inoltrata deliziati anche dal menu dei piatti più gettonati del ristorante Tazio. Un menu a base di pesce, ma che richiama anche alla tradizione lucana di Maria con la famosa pasta Don Mario, un piatto registrato da lei.

E proprio per il piatto forte dello chef Niko Sinisgalli, il piatto che ha portato il suo nome all’estero, c’è da sottolineare una novità assoluta. L’avvio della commercializzazione della scatola delle meraviglie: tutti gli ingredienti per fare a casa un piatto da oscar (Il sugo è già pronto. Basta cuocere la pasta

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poesia

PAROLE E ANIMA A CURA DI MARIA GRAZIA LAMERA: “Estate”.

MARIA GRAZIA LAMERA

Così finisce, non soddisfatta, forse troppo distratta.

Ma se ne va: senza infamia, senza lode, capricciosa, spesso ripetitiva e litigiosa, di certo noiosa, nessuno la smuove: semplicemente viziata, ritornerà non amata.

Con altre aspettative o le solite noiose invettive.

Umida e sudata, alla fine dai più detestata, benchè così anelata.

Come tante sciocche, inutili giornate, finalmente se ne va l’estate!

MARIA GRAZIA LAMERA

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Attualitàsalute

Giulia Rubetti, professione? Nutrizionista!

Giulia Rubetti

Intervistiamo volentieri la Dott.ssa Giulia Rubetti, Nutrizionista , per farci raccontare la sua professione. che assicuriamo, non è così scontato conoscere.

Che studi hai fatto ?

Ho preso la prima  laurea in biotecnologie a indirizzo medico nel 2012 e successivamente mi sono specializzata in nutrizione umana presso l’ università degli studi di Milano. In tutti e due i percorsi ho scelto di fare la tesi sperimentale.

La prima tesi riguardava un progetto di ricerca su cellule tumorali; l’ altra  è stata centrata su un protocollo ospedaliero disegnato da me inerente l’ obesità e il sovrappeso in età pediatrica.

Mi racconti il tuo percorso formativo come nutrizionista

Da sempre convinta che l’ educazione alimentare e quindi il mangiare sano siano una componente fondamentale per la prevenzione di molte patologie, ho sempre avuto un’ impronta volta all’ aspetto salutistico, soprattutto vedendo quanto stà aumentando l’ ossessione per il corpo a livello estetico. 

 Oltre alla tesi e ricerche effettuate durante l’ università , ho partecipato e tutt’ ora seguo corsi e congressi in cui si discute di alimentazione e la connessione con le varie patologie.

In particolare ho sempre prestato più dedizione ai disturbi gastrointestinali,  intolleranze, problematiche metaboliche (es. diabete, ipercolesterolemia, steatosi epatica … ), disturbi del peso e del comportamento alimentare. 

Visito in libera professione dal 2017 pazienti di tutte le età che non siano in fase di allattamento. 

Quando una persona deve rivolgersi a un nutrizionista ?

Imparare a mangiare bene è tutto di guadagnato. Fosse per me, bisognerebbe inserire l’ educazione alimentare come materia scolastica.

Il nutrimento è fondamentale per la nostra salute. Basti pensare a cosa succede se si fa un pieno di benzina a un’ automobile che va a diesel.

Mangiare in modo scorretto per lungo tempo, avrà sicuramente delle ripercussioni negative sul nostro organismo. Sicuramente l’ affiancamento di un nutrizionista comunque, diventa fondamentale quando si ha una patologia come il diabete, un’ intolleranza agli zuccheri, la steatosi epatica (comunemente “Fegato grasso”), ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità, deficit della massa muscolare, problematiche renali, reflusso gastroesofageo e altri ancora .

La lista sarebbe davvero lunga.

Ma in soldoni la risposta sarebbe “Tutti”, per il semplice fatto che tutti mangiamo. La prima causa di morte in Italia è per problematica cardiovascolare.

L’ alimentazione gioca un ruolo di prevenzione e cura fondamentale. 

Cosa si può  aspettare un paziente dalla prima visita con te ?

Il mio obiettivo è ascoltare le problematiche della persona e capire con una serie di domande come si può svolgere un percorso personalizzato volto a migliorare lo stato di benessere della persona stessa. Spesso i pazienti arrivano preoccupati e imbarazzati.

Dopo circa 2 minuti iniziano ad aprirsi, raccontarsi e insieme si costruisce un percorso per risolvere l’ eventuale problematica e si costruisce insieme un piano nutrizionale sano che rispetti innanzitutto le abitudine e i gusti della persona. Il paziente deve percepire lo specialista come un complice,  una risorsa dal quale trarre beneficio.

E’ mio compito metterli  a proprio agio  e farli star bene.

Chiedo sempre delle analisi del sangue per valutare lo stato di salute della persona e poter effettuare un piano che tenga assolutamente dei parametri dell’ organismo.

Quali sono gli errori più comuni nell’ alimentazione italiana ?

In primis è la non presenza della verdura in tutti i pasti, pranzo e cena.

E’ fondamentale e la  frutta, la quale ha anche zuccheri, non la sostituisce. Ricordiamoci che le patate e i legumi non sono da considerarsi verdura.

Spesso viene fatto anche questo errore. 

Troppo diffusa l’ abitudine di utilizzare quotidianamente o quasi, cibi industriali pieni di sale o zuccheri: patatine, succhi di frutta, merendine, bibite, sostituti del pane ricchi di grassi e sale, affettati, pesci in scatola .

Mi ricordi un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Un bimbo dopo una visita si mise a sgridare la cuoca della mensa scolastica poiche’ era solita servire il bis a chi lo chiedeva, compreso lui.

Nessun richiamo della mamma fu efficace finche’ non intervenne in modo deciso Filippo, che tirò le orecchie al personale dicendo “La dottoressa ha detto che così in realtà non ci fate del bene”.

Da quel giorno furono seguite le regole e tutti i ragazzi della scuola nè ebbero beneficio.

Quali sono le domande più frequenti di chi si rivolge a te ?

Generalmente le persone che vedo vengono spontaneamente per perder alcuni chili di troppo e/o indirizzati dal medico per problemi epatici di ipercolesterolemia e diabete. 

Ho osservato negli ultimi periodi un forte incremento di persone che si rivolgono a me per problematiche gastrointestinali. I pazienti chiedono un aiuto per risolvere difficoltà digestive e di gonfiore addominale che causano disagi nella vita quotidiana.

Sicuramente in questo caso la domanda è: “Cosa devo e non devo mangiare per stare meglio?”.

Da qui, a seconda della problematica, si sviluppa un percorso volto  a risolvere o migliorare le condizioni del paziente. Quasi sempre  inevitabili  esami ematici o strumentali e quindi la collaborazione con il medico in questi casi, al fine di effettuare una corretta indagine.

Cosa non funziona nel sistema sanitario in Italia quando parliamo di nutrizione ?

Alcune patologie sono risolvibili con l’ alimentazione, non per forza con la cura farmacologica che tra l’ altro non va’ a eliminare il problema ma lo tiene solo sotto controllo.

Basti pensare al reflusso gastrico dovuto magari a un’ intolleranza al lattosio mai diagnosticata o a una lieve ipertensione che risponde in modo positivo a una dieta a ridotto contenuto di sodio. Vedo spesso pazienti diabetici che non sanno che le patate e il riso bianco sono quasi pari allo zucchero . 

Vorrei una sanità in cui medici e nutrizionisti possano lavorare insieme.

Vorrei vedere i nutrizionisti per i reparti delle cliniche. Vorrei che l’ educazione alimentare fosse alla portata di tutti e che ci fosse una buona campagna su quanto una sana alimentazione sia la base per la prevenzione di tante malattie.

Ci guadagneremmo tutti.

In cosa consiste una dieta drastica ?

Una dieta drastica è una dieta che non soddisfa o soddisfa al limite i fabbisogni nutrizionali dell’ organismo.

E’ un regime alimentare che ha ridotto drasticamente il contenuto di calorie. Spesso le diete drastiche vanno a ridurre se non quasi a eliminare il contenuto di zuccheri e grassi.

Queste diete vengono prescritte in pochi casi, generalmente per grandi obesi o persone in dialisi , ma in questo caso si vanno a ridurre le proteine . 

Generalmente le diete drastiche vengono associate ai fai da te tipici del pre-vacanza al mare o a un matrimonio per perdere peso velocissimamente. 

Regimi molto ristretti sono anche quelli che adottano le perone che soffrono di un disturbo alimentare come l’ anoressia, in cui il contenuto di calorie e carboidrati è sotto controllo maniacale.

Esiste un falso mito più comune che andrebbe sfatato in ambito nutrizionale ?

Sicuramente che per dimagrire non bisogna magiare un tipo di alimento o che in generale, si deve “Chiudere la bocca” per perdere peso.

Spero invece che ormai il  detto “Carne fa sangue” alludendo al fatto che chi non magia carne ha delle carenze sia seppellito. 

Cosa ti piace del tuo lavoro ?

Poter essere di aiuto. La cosa più bella e gratificante è ricevere il “Grazie” delle persone quando si sentono meglio e bene rispetto a prima. Il mio goal è migliorare la condizione di salute-benessere di chi ho davanti.

In molti confondono le varie figure: dietologo, dietista, nutrizionista. Puoi fare chiarezza a riguardo ?

Si certo. Il dietologo è un medico specializzato dietologia. Il dietista e il nutrizionista sono figure molto simili.

La figura del dietista appartiene alla classe di laurea triennale delle professioni sanitarie.

Questo fa si che il dietista può lavorare in una struttura ospedaliera convenzionata. Il titolo di nutrizionista si ottiene con una specializzazione (laurea magistrale).

Generalmente sono biologi o dietisti che prendono questo percorso.

Per un percorso nutrizionale volto al benessere generale consiglio di rivolgersi a un nutrizionista, sia dietista che biologo. 

Grazie per il tempo a noi dedicato

La foto di copertina è stata scattata al Grand Hotel Imperiale di Forte dei Marmi una delle strutture in cui la Dott.ssa Giulia Rubetti fa consulenza.

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EventiFood & BeverageSenza categoria

Trastevere: “I segreti in un Calice”, giorno 20 Settembre dalle ore 20.

I segreti in un Calice

Iniziano nuovamente i percorsi de “I segreti in un Calice”, giorno 20 Settembre dalle ore 20, con “La Sicilia tra Profumi e Parole” nella storica location a Trastevere di Bacco a Piazza Giovanni della Malva lo chef Andy Luotto ai fornelli darà vita ad uno show cooking con prelibatezze siciliane, Luca Valdemone racconterà sussurrando le sue poesie improntate sulla storia del vino e del cibo siciliano,

Roberta Marchese Ragona racconterà il vino con i suoi segreti: il catarratto di Gaetano Di Carlo ” Lu ” della di Corleone vicino Palermo e dell’azienda e il Nero D’Avola della cantina Marabino al Sud della Sicilia nella zona di Pachino

Un incontro di profumi di cibo e sentori di vino in una delle piazze storiche di Roma, Trastevere

Vi aspettiamo …. Tra Profumi e Parole

Per prenotazioni 3666672133

3899484851

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EventiMusica

CONCERTO “IL TEOREMA DELLE COSE SEMPLICI”: LUNGOTEVERE AMMALIATO Ospiti e passanti rapiti dalle note di Resiliente.

CONCERTO “IL TEOREMA DELLE COSE SEMPLICI”

A Roma, l’evento musicale “Il Teorema delle cose semplici”, fa scrosciarefragorosi applausi non solo da parte dagli ospiti del Lian Club, ma anche dal pubblico di romani e turisti presenti sui ponti e sulle rive del Lungotevere. Il cantautore Resiliente incanta i passanti che, rapiti dalle sue note, rallentano pian piano il passo, per poi fermarsi… e lasciarsi trasportare.

L’imperturbabile scorrere delle acque sul letto del fiume si attenua, abbandonandosi al dolce cullare diemozionanti melodie, colonne sonore delicate e imperiture di Alessandro Michisanti, in arte Resiliente. Un’eterna Roma sempre più affascinante e un Tevere ancor più suggestivo avvolti in un pentagramma di seducenti vibrazioni che fermano tempo e spazio.

Il progetto artistico Il Teorema delle cose semplici del musicista Resiliente nasce durante i giorni d’isolamento del lockdown. Giornate scandite, con vigore e forza, dal tempo che scorre sempre uguale e da momentipermeati di dubbi, paure e… speranze.

Due anni e mezzo fa l’uscita del primo brano Un mondo che non c’era (regia e animazioni di Michele Chessa). Una riflessione sul mondo atteso e immaginato dopo la pandemia, attraverso la quale l’artista si chiede quanto questa esperienza così forte, può rappresentare un’occasione per rinascere oppure un ennesimo motivo per sprofondare e guardare a un futuro senza luce (https://www.youtube.com/watch?v=TpcetJlyXmg).

Da quel brano in poi si susseguono due anni importanti per la nuova fase artistica di Resiliente. Sono giorni intensi, momenti ricchi di riflessioni, attimi di pensieri profondi, trasformazioni e, soprattutto, di scrittura. Compone venti brani totalmente nuovi, arrangiati e prodotti nel suo studio. Resiliente esce da quei vecchi schemi compositivi, seppur importanti per la sua crescita artistica, che avevano contrassegnato gli anni come autore per diversi artisti interpreti.

Fondamentalmente a me piace scrivere. Mi è sempre piaciuto. Questo mi fa sentire libero e autentico.

Resiliente si sente libero di creare e mettere in parole e musica quello che prova. Nel tempo ha capito, sulla propria pelle, quanto la musica abbia avuto nella sua vita un grande potere trasformativo e quanto sia oggi per lui un mezzo per plasmare soprattutto il dolore e le macerazioni interiori. La musica lo rapisce e, allo stesso tempo, gli restituisce l’appagamento della piena sintonia con se stesso e l’Universo.

La presentazione del progetto artistico Il Teorema delle cose semplici è la giusta conclusione di un percorso cadenzato come autore, compositore, arrangiatore e producer. Il pezzo mancante che trova la sua naturale collocazione in un puzzle costruito con dedizione e rinnovata pacificazione interiore. È la finalizzazione naturale di una narrazione musicale iniziata tra le paure e le umane fragilità d’inizio pandemia, la voglia di acquisire più autenticità e di scrivere musica e parole con candida spontaneità. Unitamente sboccia il desiderio di condivisione delle note che scaturiscono dal cuore e dall’anima, senza sovrastrutture e inutili orpelli.

Brani che inducono a riflettere, a guardarsi dentro… e mirare al futuro.

Il concerto, articolato nell’esecuzione di quattordici brani (tra quelli già pubblicati negli ultimi due anni e mezzo e altri totalmente inediti), è stato volutamente costruito con sonorità semplici e una band minimale. Il titolo del concerto, infatti, Il Teorema delle cose semplici, non a caso, nei brani rispecchia la naturalità e l’immediatezza dei temi trattati sui quali c’è ben poco da teorizzare: dall’accettazione del dolore e della propria distruttività come passaggio trasformativo ed evolutivo, descritti nel pezzo di apertura Un passo indietro, alle consapevolezze rispetto le proprie responsabilità verso il mondo che ci ospita, rappresentati nella melodia L’era glaciale. In Fai pace (https://www.youtube.com/watch?v=jyCcDkb-EDo), per la regia di Valerio Ciucci, troviamo l’impegno necessario per lasciare andare le vecchie identità, i condizionamenti e saper accettare con gratitudine la propria storia personale. Nella canzone Prima di uscire (regia e animazioni di Alessio Galassetti) è delineato il delicato rapporto tra madre e figlio e alla relazione di quest’ultimo con il mondo materno ancor prima di venire al mondo. Questo brano ha visto la collaborazione di Federica Michisanti al contrabbasso, tra i maggiori talenti emergenti del jazz italiano, e di Federica Quaranta al violino elettrico, elemento dell’Orchestra Sinfonica del Festival di Sanremo (https://www.youtube.com/watch?v=p3S2_cC_j6A).

Brani costruiti sui temi della ricerca della propria identità personale, come in Camaleonte e Disco volante, oppure argomenti, cari all’autore, ancor più introspettivi, che vanno in profondità come nella traccia A chi rimane, una riflessione sull’eredità esistenziale da lasciare alle future generazioni, a Capriole, un piccolo fiore sonoro sul tema delle trasformazioni che la vita ci chiede necessariamente di fare ogni giorno: piccoli passi per potersi accettare, evolvere ed essere persone migliori. Sapersi fidare e affidare con fiducia alla vita.

Una menzione particolare a Una Farfalla Blu, brano scritto in onore della memoria della madre, incentrato sul tema della “nuova relazione” che necessariamente viene a stabilirsi con le persone più care dal momento in cui lasciano questo mondo. Il brano è eseguito solamente con chitarra acustica e voce senza l’ausilio della band (https://www.youtube.com/watch?v=R_4Q-Xb3nQ0), regia e animazioni di Giovanni Ricco.

La scelta della location non è casuale. Il Lian Club “galleggia” su un fiume che ha visto scorrere tra le sue acque storie millenarie. La sua terrazza sul Tevere – riservata a un numero contenuto di persone – circondata dalle bellezze incastonate di Roma, rappresenta per Michisanti il luogo ideale per presentare, senza troppo rumore, il progetto personale Il Teorema delle cose semplici.

I premi

Tra i riconoscimenti più significativi di Alessandro Michisanti come autore per interpreti,ricordiamo il Premio AFI 2012 al Festival di Sanremo e il Best European Music Trend 2018 al Kenga Magjike (Tirana). Per le colonne sonore di opere cinematografiche, nel 2016, è vincitore del Merit Award all’Awareness Film Festival di Los Angeles e del Best Documentary all’International Film Festival di Pune (https://www.youtube.com/watch?v=poHrSodbTDc) per il docufilm Chloe a journey through life (regia di Simona Mondello – produzione Raya Visual Art).

Citiamo anche l’ultimo recente lavoro per il cinema: Noi Siamo Alitalia – Storia di un paese che non sa più volare, prodotto da Alessandro Tartaglia Polcini, regia di Filippo Soldi

Le Buone Intenzioni

Ad accompagnare Resiliente nella magica notte romana sulle rive del Tevere, gli amici di sempre, la band de Le Buone Intenzioni, composta da Pietro Quatrini (batteria e percussioni), Valerio Ciucci (basso elettrico) e Ivo Antonio Gabrielli(piano e tastiere).

Un concerto indimenticabile le cui note echeggiano ancora tra i maestosi platani mentre le parole, all’unisono, tuttora ondeggiano con le acque del fiume.

Instagram: resiliente.official e alessandromichisanti

Facebook: Resiliente e Alessandro Michisanti

Youtube: Resiliente Official

Sito web: www.alessandromichisanti.it

Ph. Credits: Melania Stricchiolo

Iolanda Pomposelli

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