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Redazione

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Cucina d’amore e libertà. L’eros e l’arte di volersi bene, Francesco Cavallo.

Cucina d’amore e libertà

L’arte nel piatto che è seduzione e anche cura di sé, piacere della preparazione prima, dell’occhio poi, del palato infine e molto altro.

La cucina, che sia d’amore o di libertà, lenta, seduttiva o rapida, narcisistica è comunque un’arte che non ha confini.

Non almeno per l’autore di Cucina d’amore e libertà. L’eros e l’arte di volersi bene, Francesco Cavallo. Fiorentino, studia giurisprudenza, letteratura e lingue straniere appassionandosi ai linguaggi del mondo.
Lavora da sempre nell’Hospitality business, si occupa della propria azienda, collabora a progetti in Italia ed all’estero ed insegna Hospitality Marketing and Management. Insegna marketing del travel business ed è nel comitato Italia di “Les Collectionneurs” del quale fa parte l’Hotel boutique Cellai, in centro a Firenze.

La filosofia di un hotel di charme e non di lusso è la stessa del libro: luoghi e oggetti da collezione, su misura, unici, preziosi per il loro gusto, vissuto.

Così l’hotel, un percorso tra tanti salotti e salottini, si snoda tra oggetti e mobili unici perché acquistati in giro per il mondo, qualcosa di attuale, alcuni pezzi vintage e altri di antiquariato.

Alle pareti invece foto e quadri contemporanei perché una volta al mese Francesco allestisce una mostra che racconti il mondo, in particolare la città e le città come quelle vuote soggetto della prossima esposizione. Anche il libro, prima prova letteraria dell’autore, è prima di tutto un oggetto, anche di arredo, di regalo, bello da vedere.

Edito da Mandragora, casa editrice molto legata all’arte, racconta attraverso una serie di originali ricette l’intensa relazione che intercorre tra Eros e Cibo, ed è corredato da 31 tavole a colori realizzate da Susanna Spelta, illustratrice e fashion designer professionista, raffinata e spiritosa insieme.

La veste del libro, copertina rosa fragola con tanto di frutto della fragola a rilievo, l’uso dei colori pop, riscopre il gusto della carta e propone il libro non solo da leggere, ma appunto oggetto artistico.

Cosa racconta? Attraverso la forma della ricetta, rigorosamente per due, le passioni dell’autore, letteratura, lingue, arte e viaggi ma soprattutto gli incontri con le persone, a volte fatti solo di sguardi; come alcuni dei piatti presentati mai cucinati.

A partire dai Preliminari, dedicati alla preparazione di manicaretti e salse come antipasti, il volume affronta poi altre due sezioni:

La prima audacia, riservata ai primi piatti, e Il piatto forte, che propone invece i secondi tra cui “Gli anelli di Mompracem”, da servire, dice l’autore, con “sguardo intenso e piratesco” raccontando agli ospiti “di quando giocavate alla morra nelle buie taverne di Labuan”.

A rendere eccitante un piatto, sostiene Francesco Cavallo, non è infatti solo la chimica e l’accostamento dei suoi ingredienti, quanto l’atmosfera che si crea durante la sua preparazione.

La cucina può richiamare odori, sensazioni tattili, suoni e immagini di luoghi vicini e legati alla nostra tradizione culinaria, oppure esotici, provenienti da paesi lontani, visitati nel passato ma il cui ricordo rivive improvvisamente in un sapore. Le mille associazioni sono in grado di creare un clima di attesa ed eccitazione.

Le ricette proposte nel libro diventano così un pretesto per raccontare storie di luoghi pittoreschi, dai boulevard parigini, ai barrios spagnoli, dai vicoli di Napoli, al Bazar di Damasco.

Sophie Moreau

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON a cura di ELISA VOLTA: Maggio: mese delle rose…e delle spose

elisa volta

Rinviamo ad altri futuri articoli la lunga e complessa fase di preparazione (presentazioni ed annunci alle rispettive famiglie, suddivisione dei compiti/conti, invio delle partecipazioni, lista nozze, scelta dell’abito, della location, del menù, delle decorazioni, ecc.), perché trovandoci ormai nel mese di maggio, il tempo è scaduto.

Siamo al grande giorno!
Gli invitati stanno arrivando.

Se è stato previsto un piccolo ricevimento per accogliere i parenti e gli amici prima della cerimonia, i convenuti si ritroveranno nelle due rispettive case dei genitori degli sposi.

Nel caso di seconde nozze o di conviventi, il ritrovo sarà quello delle residenze dei futuri sposi o della casa comune. L’alternativa potrebbe però anche essere il ritrovo direttamente sul luogo della celebrazione.
Alle giovani spose, che uscendo dalla casa dei genitori prenderanno posto sull’auto accompagnate da papà, mi preme dare un consiglio. Nella frenesia di controllare gli ultimi dettagli, nell’assicurarsi che tutti gli invitati siano in auto e abbiano ricevuto le indicazioni corrette (e non parlo dei fiocchi da legare agli specchietti.

Questi mai!) per recarsi nel luogo prestabilito, ricordate di non dimenticare la mamma!
Impossibile?

Purtroppo no. In uno slancio di sincerità verso di voi, cari lettori, confesserò che anni fa, la mamma “dimenticata”, di cui sopra, fu la mia!
Ecco perché è importante stabilire in anticipo come saranno composte le auto che formeranno il corteo nuziale.
Una volta raggiunta la chiesa o il municipio, gli invitati dello sposo (che sarà il primo a raggiungere la sede), prenderanno posto dietro di lui, cioè a destra, mentre quelli della sposa, che arriverà successivamente, a sinistra.
La giovane sposa verrà condotta verso il futuro marito dal padre, che le offrirà il braccio sinistro.
Sia nel caso di cerimonia religiosa che civile, il momento è solenne e richiede il dovuto rispetto.

Se è stato ingaggiato un fotografo professionista, gli invitati dovrebbero astenersi dall’aggirarsi per la chiesa o la sala del municipio come paparazzi a caccia della migliore inquadratura per video o foto.
Naturalmente il silenzio è d’obbligo.
Al termine della cerimonia, dopo le firme e le fotografie di rito, gli sposi si accingeranno ad uscire dalla chiesa o municipio.
Questa volta la neo sposa sarà al braccio destro del marito. I militari che si sposano in divisa, offriranno invece alla neo moglie, il braccio sinistro, per poter compiere il saluto militare ai colleghi schierati sul sagrato.

Gli sposi, nell’uscire, apriranno il corteo seguiti dagli eventuali paggetti e damigelle, dal padre di lei con la madre di lui, padre di lui con la madre di lei, testimoni, sorelle, fratelli, nonni, zii, primi cugini, secondi cugini e amici.
Il corteo delle automobili si avvierà a questo punto, verso il luogo del ricevimento e del pranzo o cena, in modo ordinato e senza strombazzamenti.

Raggiunta la destinazione, gli ospiti verranno solitamente accolti con un aperitivo “in piedi”, la formula può essere molto gradita dai giovani, meno dai nonni e dai prozii afflitti da artrite, che saranno felici di trovare alcuni tavolini con sedia sparpagliati qua e là.
Dopo l’aperitivo e talvolta l’antipasto a buffet, gli ospiti prenderanno posto ai tavoli loro assegnati.
La disposizione a tavola sarà stata accuratamente studiata dagli sposi, insieme all’eventuale organizzatrice/organizzatore dell’evento, tenendo conto del grado di parentela (più i parenti sono prossimi, più saranno vicini agli sposi), di amicizia e di importanza.

La composizione dei tavoli tenderà a riunire membri delle due famiglie, allo scopo di farli conoscere, ma terrà anche conto
delle caratteristiche di ciascuno, per formare gruppi di persone legate da comuni interessi, per i quali sarà possibile intrattenere piacevoli conversazioni.

Nei posti a sedere sarà sempre prevista l’alternanza uomo – donna.

Con la diffusione delle famiglie allargate, con genitori degli sposi al secondo o talvolta terzo matrimonio, si tende oramai ad evitare il classico tavolo degli sposi con i membri delle rispettive famiglie, optando per una più semplice soluzione: tavolo degli sposi da due.

È oramai una consuetudine protrarre la festa a lungo, arrivando talvolta a fare anche la cena, pur essendosi sposati al mattino, o fare mattina, nel caso di cerimonia pomeridiana.
Se sono gli sposi a desiderarlo, va bene, in caso contrario, gli invitati, consci dell’impegno, anche emotivo che la coppia ha sostenuto nell’arco della giornata, dovrebbero lasciare i novelli sposi prima del loro svenimento per stanchezza e prima che l’euforia e l’alto tasso alcolemico abbiano raggiunto il punto di non ritorno.

Nei giorni seguenti sarebbe imbarazzante rivedersi sui video con cravatte legate sulla fronte impegnati in performance di dubbio gusto con sfondo di caviglie gonfie di zie e nonne, in bella mostra sulle sedie.
Anche i bambini in piena fase Rem sotto i tavoli non sono opportuni.

Per loro, il consiglio è di prevedere un’animazione, nell’arco della giornata, con personale qualificato che si prenda cura di loro e poi ad un orario consono, portarli a casa.
Il ricordo di chi si avvia verso casa, non deve essere quello di aver appena abbandonato, sfiniti, un
campo di battaglia, ma quello di aver avuto l’onore di condividere la gioia preziosa di un nuovo inizio e di averlo fatto con consapevolezza, rispetto ed eleganza.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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ArteFood & Beverage

La pittrice Veneta Sandra Menoia espone anche al Carpe Diem di San Donà

sandra menoia

È una personale dedicata all’energia quella di Sandra Menoia ospitata dal “Carpe diem” di corso Trentin.

Se qualcuno storce ancora il naso quando un artista decide di esporre in luoghi definiti “unconventional “  ricordo subito che in questo momento oltre a questa mostra Sandra Menoia  sta esponendo a Venezia in una collettiva patrocinata dalla Fondazione Modigliani, a Forte dei Marmi nella collettiva Wow a Villa Bertelli a cura di Alessio Musella Editore d’arte e Developer internazionale che da qualche mese la sta seguendo direttamente pianificando insieme all’artista come e dove esporre, e sperimentando nuove tecniche  ,  presente alla Biennale della Murgia in Puglia e in fine sempre in una collettiva ad Alicante Spagna. Frammenti dell’io a cura di Maria Marchese e il critico Valeriano Venneri.

In questo caso Sandra Menoia ha scelto di esporre  sei quadri di grandi dimensioni:

un trittico intitolato “Odissea nello spazio” (1,80×1,20 metri),

un dittico dal titolo “Schizofrenia” (1,10×2 metri) e

un’opera singola “Oltre la finestra”.

La sua pittura astratta è contraddistinta da un innato istinto e una forte energia

Quando parliamo di astrattismo  può sembrare che non esistano regole sulla tela,  ma invece è sempre presente un equilibrio intimo tra colori e pennellate che l’artista utilizza per comunicare.

Sandra Menoia  realizza le sue opere  con colori acrilici, impressi con sapiente maestria su tela con la spatola, questa tecnica permette una miscela unica tra  incisività, spessore e delicatezza

Il sodalizio artistico ha portato Menoia a collaborare con la Fondazione “Mazzoleni di Alzano Lombardo (Bergamo), che si occupa di promuovere l’arte e l’eccellenza italiana nel mondo, con grande attenzione per l’aspetto sociale, sostenendo numerose associazioni umanitarie.

Tra le curiosità lo scorso anno le opere “Odissea nello spazio” e “Schizofrenia” erano state esposte all’Arte-terminal di San Basilio a Venezia

L’esposizione al “Carpe diem è visitabile fino ai primi di luglio.

Clikka qui per le indicazioni stradali

Una breve considerazione sui vari spazi espositivi disponibili per gli artisti, musei, gallerie , luoghi istituzionali, ma quando parliamo di visibilità e riconoscibilità delle opere , una buon ristornate può garantire , come in questo caso, il passaggio giornaliero di oltre 150 persone, numeri di tutto rispetto se paragonati a certe gallerie nelle quali tolto il vernissage iniziale, faticano ad entrare 10 persone al giorno….

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ModaMusicaSenza categoria

“GTWO”al Salone Margherita è stata presentata la collezione F/W 2022-2023 del brand di Geolier, disegnata dal creative director Raffaele Morlando.

GTWO

Geolier, artista rap multiplatino, ha presentato la collezione F/W 2022-2023 del suo brand GTWO al Salone Margherita, luogo storico e prestigioso della città di Napoli, con una sfilata show curata nella direzione artistica da Alessio Menna. La nascita del brand, con il CEO e Founder Gaetano Palumbo (fratello di Geolier) e il creative director Raffaele Morlando e la scelta della location confermano che l’hip hop è un mondo in cui ci sono musica, arte, creatività e un modo di vestire che riflettono uno stile di vita ben preciso, nel rispetto del movimento artistico e culturale nato nel quartiere newyorkese del Bronx a partire dagli anni settanta del XX secolo.

«GTWO è un nuovo passo in un cammino che ho iniziato in questa mia vita artistica e, come ogni passo, l’ho compiuto insieme alla famiglia – racconta Geolier –. La mia famiglia è sangue, come Gaetano, mio fratello, il primo a credere in questo progetto e a volerlo, ma è anche un legame forte con chi mi è vicino da sempre nella costruzione della mia carriera e sono tutti fratelli di vita. GTWO è un racconto. Per quelli che come me, come noi, nascono in periferia niente è facile ma, al tempo stesso, niente è impossibile!

Ci vuole amore, passione, impegno e le cose accadono, soprattutto quando le fai con rispetto e professionalità. Siamo tutti molto giovani. GTWO avrà lunga vita non solo per il modo in cui nasce ma anche perché vuole rendere più forte il legame tra me e i ragazzi e le ragazze che mi ascoltano, che sono parte fondamentale del mio successo e che da oggi possono anche indossare la mia stessa giubba college, i miei stessi pantaloni.

Possono essere sempre più parte della mia vita, che è meravigliosa anche grazie a loro».

In questo nuovo progetto c’è tanto di Gaetano Palumbo. «L’idea di partenza è stata quella di voler creare un nuovo concetto dì streetwear capace di affascinare e conquistare chiunque – racconta Gaetano –. Uno streetwear che racconta una storia e che, proprio come il rap, dice la verità.

Non è un’operazione commerciale e speculativa, non è questo il senso di GTWO.

Mi piace pensare di dar vita a una rivoluzione e di diffondere un’immagine che crei amozioni. Emozioni vere, pure e forti, come quelle che stiamo provando noi della squadra GTWO, un progetto impegnativo ma vincente. È solo l’inizio di una nuova storia».

A disegnare la collezione, il creative director GTWO Raffaele Morlando, che ha proposto pantaloni tuta e pantaloni cargo, giubbe modello college americano, shirt manica lunga e corta, polo, felpe con e senza cappuccio, a cui, con scritte e disegni, ha affidato tanti messaggi.

Ci sono graffiti colorati, c’è l’icona di un uomo con la mascherina, per non dimenticare l’epoca Covid, e c’è la maschera da saldatore che lega il presente e il futuro di Geolier, ormai artista che scala le vette della classifiche nazionali, colleziona oro e platino e si afferma tra i rap più forti della scena, al suo passato da saldatore con la maschera che compare sui capi disegnati. Spazio anche alla pelle con trench, camice, pantaloni e guanti.

«Il valore di GTWO è profondamente radicato nell’unione tra la cultura di strada e i valori della moda – racconta Raffaele Morlando –. L’obiettivo è quello di trasmettere a chi parte da zero che la strada è il più grande trampolino di lancio per il successo. GTWO è un senso di appartenenza più che un brand di abbigliamento, rappresentiamo il riscatto per chi viene dal niente. La collezione F/W 2022-2023 ripercorre l’inizio della storia di Geolier: in fabbrica, sui banchi da lavoro, dove una mano di Emanuele era ricoperta dai calli della fatica, mentre l’altra era destinata a riscrivere la storia. I codici di abiti streetwear sono rivisitati e ricercati nel linguaggio visivo contemporaneo di GTWO, attingendo al concetto di immaginazione e creatività come la più pura forma di evasione, enfatizzando l’emblematico stile di riscatto idilliaco che si intreccia in armonia con la mia vision».

La regia della sfilata è stata affidata a Massimiliano Costabile; l’organizzazione dell’evento, a Giuseppe Ferrara, Stefano Margarita, Danilo Ruggiano e Raffaele Verde. I modelli sono stati truccati dallo staff della make up artist Ortensia Tropeano.

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spettacolo

Isabella Orsini vince il David di Donatello con “Freaks Out”.

Isabella Orsini

Isabella Orsini si conferma la regina della produzione cinematografica

Dopo tanti film e fiction di successo, all’apice della sua carriera d’attrice, dieci anni fa rinunciò a firmare diversi contratti allettanti per sposare in Belgio il principe Edouard Lamoral de Ligne de La Trémoille.

Da allora, però, Isabella Orsini, a differenza di molte sue colleghe, non ha mai abbandonato il mondo dello spettacolo

«Con la mia casa di produzione GapBusters sto realizzando numerosi progetti.

Poco tempo fa Isabella diceva:”

Prossimamente, per esempio, uscirà il film The Sound of Philadelphiacon Matthias Schoenaerts ma anche la fiction Mirage.

Con i suoi due soci ha intenzione di realizzare una ventina di film, tutti di qualità.

Produrrà anche in Italia e, se troverà il ruolo giusto, tornerà anche a recitare.

E da allora Isabella é andata avanti diventando la più grande delle produttrici arrivando oggi a vincere il David di Donatello con “Freaks Out”.

Isabella Orsini ha il desiderio di  produrre ancora molti film e portare i soldi belgi per molti progetti in Italia .

Ama la sua nazione .

Felice di aver  vinto il secondo David di Donatello in 2 anni!

L’anno scorso con Il Primo Re di Matteo Rovere.

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EventiMusica

GRETA LAMAY IN APERTURA DEL CONCERTO DI DANILO SACCO.

GRETA LAMAY

Sabato 7 maggio, Danilo Kakuen Sacco, ex leader dei Nomadi, terrà il suo concerto “Restart tour” al Teatro Ruggero Ruggeri di Guastalla (Reggio Emilia) e sarà proprio la giovane cantautrice Greta Lamay ad aprire le danze alla serata. Dalle ore 20:30 la vedremo in un pre-live con brani della musica italiana ed internazionale ed ovviamente anche suoi inediti estratti dal suo ultimo album dal titolo “Questa sono io” in distribuzione digitale e fisica.

Un altro grande traguardo per la giovane, che si è guadagnata questo posto importante dopo essere stata ascoltata dal grande Danilo, grazie anche all’occhio critico di Paolo Montanari, altro grande artista che si esibirà con la sua band durante il concerto e che ha sempre creduto nel talento e nella grande passione di Greta sin dalla prima apparizione della giovane negli studi di “Reggio Emilia Radio Web” in un programma condotto proprio da quest’ultimo.

Una grande occasione che soddisferà sicuramente le aspettative del pubblico che ormai è impaziente di conoscere un’artista emergente in un concerto di così grande impatto.

Ma il suo percorso non finisce qui, oltre ad aprire il concerto di un artista di così grande calibro, Greta ha già ricominciato da inizio aprile ad esibirsi per le nuove tappe del suo tour già iniziato la scorsa estate e che ha di recente visto un successo strepitoso a Calvenzano (BG).

Tante date estive sono già in programmazione nel calendario di Greta Lamay, e non solo, molti grandi progetti sono in arrivo. Se siete curiosi di sentirla, una sbirciatina sui suoi social vi mostrerà una lunga lista di appuntamenti oltre che a un sacco di canzoni settimanalmente prodotte e pubblicate!

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cultura

Libreria Cardano: “I MERCOLEDÌ DI VIA CARDANO” a cura di Maria Marchese.

Libreria Cardano,

Un sottosuolo, odoroso di antichità romane, scorre silenzioso e inebria le mura della LIBRERIA CARDANO…

Saranno, forse, quei solenni aneliti a richiamare un cenacolo, che rende grazie e al buon vino e alla cultura tutta?

Siamo nella città di Pavia e questo spazio esiste dal 1984.

Nel tempo, esso ha saputo affiancare, allo sfoglío del velo cartaceo, il tip tap, danzato, dalle dita, sulla tastiera del computer. Giammai, però, garbo e accoglienza hanno abbandonato quelle mura: Fausto Pellegrin, l’eclettico proprietario, riceve e intrattiene, amichevolmente, chiunque, ivi, giunga.

La dimora pavese custodisce tre grembi, che digradano uno nell’altro e, come accade “corteggiando” una matrioska, ci si sorprende, via via che quest’ultima si rivela al ciglio. Fausto Pellegrin, per primo, ha ammannito quel femmineo desco di ogni bene.

La “prima dama” è ammantata da scaffali, dove le voci “libro d’arte e d’autore” fanno da leitmotiv:

danzano, tra le severità lignee, dalle monografie ai cataloghi delle mostre, come gli Electa o gli Skira, sino a pregevoli volumi, legati ad un’editoria più artigianale, interamente composti a mano.

E ancora, elargiscono sublimi passi preziosità cartacee antiche e raffinate, libri di architettura e letteratura, alcuni, addirittura, costituiscono vere rarità…

La seconda, invece, è devota ospite di piccole mostre d’arte, esposizioni di sculture o di inusuali monili.

La terza, infine, alimenta un facinoroso laboratorio editoriale: lo studio grafico Cardano progetta, qui, manifesti, brochure, inviti, volumi… le pagine stampate raccontano umori e vicende del territorio, oppure suggellano sinergie, tra le competenze storico-artistiche di professori, che, spesso, insegnano presso l’università della città.

Musica jazz, talvolta, seduce l’aria, mentre il cibo accompagna profondi scambi conoscitivi e intellettuali, creando convivialità.

12 anni fa, circa, Giuseppe Stafforini e il prof. Bobbio Pallavicini propongono a Fausto Pellegrin degli incontri, con tematica e cadenza quindicinale: in quel momento, nascono “I MERCOLEDÌ DI VIA CARDANO” .

Questi episodi hanno lo scopo di coltivare la necessarietà del rapporto umano, di creare una memoria lungimirante e poliglotta, che alligna le proprie radici nelle conoscenze personali, sociali, nell’emozione, nel ricordo e nell’auspicabile e sognante divinazione, che, come insegna E. Bloch, diventa genera mater.

“… eravamo tre amici al bar, che volevano cambiare il mondo, si può fare molto pure in tre, qui non serve mica essere in tanti… tra un bicchier di whisky ed un caffè, tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi però… “ Gino Paoli

Questi sono alcuni versi del Maestro Gino Paoli, che raccontano di riunioni semplici e familiari, ma fondamentali, in cui si parla di individui, solidarietà, speranze…

Nel brano “QUATTRO AMICI AL BAR” , lui, però, rimane solo; al contrario, “I MERCOLEDÌ DI VIA CARDANO” , da oltre dieci anni, sono diventati un appuntamento imperdibile e, con l’avvento della pandemia, grazie ai social, hanno potuto allargare la cerchia degli ospiti.

Parlando, poi, al telefono, con Fausto Pellegrin, ci siamo trovati concordi nell’identificare la “leggerezza” , quale indispensabile motore per addivenire ad una maturazione esistenziale profonda: levità non è sinonimo di superficialità, bensì di poesia umana.

Libreria Cardano,

via Cardano 48/52,  27100 Pavia

Tel. 335 7095287

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Attualitàeconomia

NOTABLE: INVESTIRE NELLE PERSONE.

NOTABLE

Grazie alle recenti innovazioni dei settori Fintech e delle criptovalute, è attualmente possibile investire in praticamente qualsiasi tipo di asset. Notable permetterà di investire nelle persone.

La tokenizzazione crescenteConcetti come la tokenizzazione di proprietà immobiliari, l’equity crowdfunding e la DeFi non erano neanche immaginabili 20 anni fa, ma ad oggi sono una realtà che muove miliardi di dollari ogni anno in volume di scambio.Il successo di questi trend dimostra che alle persone piace investire; sia per scopo puramente speculativo, che per supportare una causa in cui credono.

E sebbene ad oggi si possa investire facilmente in qualsiasi tipo di asset (dall’immobiliare ai beni di lusso), vi è ancora un asset quasi completamente inesplorato: le persone e la loro “popolarità”.

Quante volte vi è capitato di pensare “adoro quell’artista, lo trovo davvero talentuoso e mi chiedo come mai ad oggi così poche persone lo seguano.

Sono convinto che nel giro di qualche anno diventerà una star di fama mondiale!” e avevate ragione?

E se ci fosse un modo per “investire” di fatto in quella persona, supportandolo finanziariamente e traendone un profitto nel caso abbiate “scommesso” sul giusto artista?

Notable nasce proprio per questo: gettare le basi, grazie ai benefici della tecnologia blockchain e in particolar modo degli NFT (Non-Fungible Tokens), di un nuovo mercato basato sulla popolarità e l’influenza delle persone.

Come funziona NotableSarà un marketplace NFT, ovvero un sito dove è possibile creare, vendere e scambiare Non- Fungible Tokens, focalizzato però su un particolare tipo di asset che noi chiamiamo “experience NFT” (eNFT).

Si tratta di token legati ad un’esperienza (fisica o digitale); un classico esempio potrebbe essere quello di un NFT che dia diritto al possessore di riscattare una cena con il proprio artista preferito.

L’utente, una volta acquistato il token, potrà ovviamente riscattare l’esperienza che vi sta dietro, ma il caso d’uso che più ci affascina è quello dell’investimento di medio-lungo termine. Infatti, il possessore di un eNFT sarà libero di non vivere mai la propria esperienza e conservare il token sulla piattaforma o nel proprio wallet personale.

Se dopo un certo periodo di tempo la popolarità dell’artista dovesse crescere, con molta probabilità i suoi NFT in circolazione aumenteranno di valore, e l’acquirente potrà rivenderli per un profitto.

Dall’altro lato, Notable darà ai creators non solo un nuovo strumento per connettersi maggiormente alla propria fanbase, ma anche un’ulteriore fonte di ricavi ricorrenti.

Una caratteristica peculiare degli NFT è infatti la royalty su ogni scambio dell’asset stesso: il creator quindi non guadagnerà solo al momento del lancio sul mercato, ma per ogni futura transazione tra utenti avrà diritto ad una percentuale del ricavato.

Non è difficile immaginare che per token con un significativo valore di scambio, questa fonte di reddito può facilmente superare in breve tempo il ricavo fatto nell’asta o nel lancio iniziale.
Il progetto

Lo scorso dicembre si è svolto il lancio del progetto, che dopo tre round di investimento si è concluso con la IDO (Initial Decentralised Offer) e la contestuale quotazione su PancakeSwap del loro utility token, NBL. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo ed il rilascio della piattaforma è previsto, come da Roadmap, per il secondo trimestre del 2022.

Dal punto di vista tecnico, il progetto ed il token sono attualmente integrati con la Binance Smart Chain, anche se nel piano di quest’anno sono previste le integrazioni con altre principali chain, tra cui Ethereum e Solana.Già numerosi creators (oltre 50) si sono dimostrati interessati a creare NFT esperienziali non appena la piattaforma sarà rilasciata, spinti dalle potenzialità (sia economiche che di immagine) che il mondo degli NFT possono fornire.

Pur trattandosi di una società con base a Dubai, uno dei poli globali di interesse per il mondo delle criptovalute, il team fondatore è italianissimo ed è composto da:•

Luca De Zordo, CEO

Giacomo Voltolina, CTO

Riccardo Caneve, COO

Nicu Bosca, CMO

Riccardo Barcolari, CPO

Tutti ragazzi che, nonostante la giovane età, possono già vantare oltre 6 anni di esperienza nel settore e diversi progetti avviati in Italia e all’estero.

Nonostante i soli 3 mesi di vita del progetto, Notable può già vantare partnerships e collaborazioni di spessore sia nel settore crypto (BakerySwap e PolkaEx) che con influencer conosciuti nel panorama italiano e non solo.

Pochi giorni fa è stata rilasciata anche la versione integrale della loro intervista con il famoso imprenditore Marco Montemagno.

Di seguito tutti i canali ufficiali dove è possibile rimanere aggiornati sul progetto:

Sito web

Twitter: 

Instagram

Telegram

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AttualitàLibri

“Urbex, la bellezza dell’abbandono” di Veronica Mondini.

Urbex, la bellezza dell’abbandono

Complice anche la pandemia, molti italiani stanno riscoprendo modi alternativi di fare turismo, a caccia delle bellezze più o meno nascoste d’Italia.

URBEX è’ l’abbreviazione di “urban exploration”, ossia  “esplorazione urbana”. 

Ci si muove alla scoperta di luoghi abbandonati, dimenticati o in rovina, sconosciuti ai più.

Come ospedali, vecchie ville abbandonati, parchi divertimento, fabbriche, rifugi sotterranei.

L’obiettivo?

Documentare, condividere, valorizzare e anche sensibilizzare al recupero di questi posti lasciati a se stessi, ma ricchi di storia e di fascino.

Urbex: significato

A seconda dei luoghi visitati, l’Urbex viene definita anche “speleologia urbana” o “arrampicata urbana”: piace molto agli appassionati di fotografia, agli sportivi e ai… coraggiosi, che si muovono come Indiana Jones contemporanei attraverso palazzi abbandonati, sistemi urbani di drenaggio delle acque, tunnel e passaggi sotterranei, solo per fare qualche esempio.

Gli  “urban explorer” hanno solo finalità di osservazione silenziosa e rispettosa, all’insegna del buon senso e della sicurezza.

La loro attività, attentamente documentata sui social, ha anche un importante risvolto politico-sociale: dando visibilità a questi luoghi urbani abbandonati a se stessi si cerca di evitare un completo decadimento, sperando che nascano raccolte fondi e progetti di recupero.

E con queste prerogative che nasce il libro di Veronica Mondini Urbex La bellezza nell’abbandono, amante della fotografia, coraggiosa e “unsul” modella, racconta luoghi, atmosfere e passioni attraverso i suoi scatti e il suo corpo…

“Sono centinaia gli spazi in abbandono; ognuno rappresenta una ferita dei nostri tempi sempre più complessa da curare, ma molti sono i luoghi che meritano una seconda vita,

Questo libro vuole tramandare la memoria di questi luoghi, attraverso  la conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di storie, racconti ed emozioni nascoste su territori ancora da raccontare

L’autrice ci guida con maestria alla scoperta di questo mondo attraverso immagini suggestive, descrizioni accattivanti e scatti “mozzafiato” in cui la sua bellezza, o a volte la sua ironia, si incuneano alla perfezione negli scenari di abbandono.

Per acquistare il libro clikka QUI

Un libro da collezione per chi ama il bello in tutte le sue sfaccettature.

Una curiosità: 

“Ufficialmente” l’Urbex è nato il 3 novembre 1793, quando Philibert Aspairt, “esploratore” delle Catacombe di Parigì, morì nei cunicoli in cui si era smarrito (venne ritrovato ben undici anni dopo).

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