close

Redazione

Moda

Phil Gervasoni, il re delle tendenze.

Phil Gervasoni

Abbiamo intervistato Phil Gervasoni, uno dei professionisti Italiani più richiesto quando parliamo di Tendenze.

Conosciamolo meglio attraverso le risposte alle nostre domande:

Primo incontro con la moda ?

Da subito credo, perche’ appena ho avuto la capacita’ di pormi domande mi sono chiesto come mai alcune persone vestivano e si muovevano in un modo piuttosto che in un altro.

Da li l incontro con l irrazionalita’ piuttosto che con la moda….

Come mai alcuni vestivano e avevano un portamento regale ed erano poco influenti nella societa’ e altri vestiti da pagliacci erano invece ai vertici?

Dovevo scoprirlo….e ancora oggi non ho una risposta…..

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Credo di si se si vuole entrare nel mondo delle etichette,

No se si vuole essere liberi di esprimersi.

La medicina insegna.

Se vuoi essere un chirurgo devi imparare le migliori tecniche per eseguire delle operazioni importanti.

Se vuoi essere un bravo psicologo si, devi studiare la materia, ma la tua propensione all’analisi di chi hai davanti e’ un fattore extra libri.

Perché non esistono più le TOP ?

Perche’ sono tutte filtrate sui social o in giro fino a tardi la sera.

Ai tempi d’oro, della vera Milano da bere, le top non uscivano a fare ore piccole perche il giorno dopo erano sul set a fare shooting

Il viso e lo sguardo era la massima espressione nella foto.

Oggi e’ il sorriso, si quello verticale, ad essere seguito ergo un clone dopo l altro, anzi un c.lo dopo l altro.

Niente di che…..banali….

cos’è per te lo stile ?

Il sesto senso Umano.

Puoi averlo senza avere un euro e vestiti modaioli e viceversa puoi agghindarti da uovo di Pasqua e risultare ridicolo come da migliore tradizione di pagliacci da circo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

In Russia, una sera mi trovavo ad una festa super esclusiva in una sala privata di un Casino’ molto importante della capitale. Seduto di fianco ad una celebrita’ molto conosciuta, forse la piu’ famosa del paese ( ma non lo sapevo),  aspettavo il mia cara amica Gisella , personal shopper n 1 ai tempi, espertissima ed introdotta nella movida Moscovita e anche utilissima per farmi da traduttrice visto che la mia conoscenza della lingua Russa ai tempi era pari a zero.

La cele b si dimostrava molto gentile, abbozzando un inglese molto elementare e io rispondevo, sempre in inglese per gentilezza. Vodka dopo Vodka eravamo diventati fratello e sorella. Quando arrivo’ Gisella le prese un colpo a vedermi di fianco ad una persona cosi importante….ma prima che dicesse qualcosa mi alzai in piedi dicendo : ECCO LA MIA AMICA GIELLA, GIS TI PRESENTO LA MIA CARA AMICA…..AMICA……… e chiesi in Inglese Whats your name dear once again i don t remember?

GELO TOTALE. E Fine della Fratellanza. Si era offesa quasi l ‘avessi pugnalata.

Era imperdonabile il fatto che non la conoscessi da quanto era famosa.

Per fortuna la Vodka mi costrinse a lasciare la festa prima della fine. E forse mi sono pure salvato la vita…..ah ah ah ah

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Tutto e niente. Importanti per far conoscere i trend ma inutili se questi ultimi si riducono a 4 balletti in loop.

Tutti vogliono essere giudici e scegliere le sorti di altri senza sapere che sono gia schiavi di un sistema che li controlla. Per me sono puro divertimento e ammetto di divertirmi. Se dovessero un giorno diventare il mio Capo allora Addio, tornerei sul mio pianeta FOLLIA.

Che cos’è per te la moda?

Un labirinto che porta a due uscite  Leader o Follower.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Nostradamus, per sapere in anticipo ogni tendenza del futuro.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Come sempre la solita fine con due porte : Zerbini servi dei grandi nomi e gruppi mondiali  e audaci combattenti che portano avanti idee, tendenze, battaglie .

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna^

Una giacca rosa per un uomo e un tacco 12 aggressivo per una donna.

Grazie Phil, alla prossima

Leggi Ancora
Musicaspettacolo

SHINE IN VENICE ospite della quarta puntata Omar Pedrini dalla location di TERRAZZA IN PARADISO

SHINE IN VENICE

Venerdì 15 ottobre, è andata in onda la nuova puntata del format “SHINE IN VENICE”, il progetto culturale audiovisivo di NUMA ECHOS, disponibile in esclusiva su OLZE TV al link www.Olzemusic.com/olzetv. Ospite  Omar Pedrini.

ConShine In Venice”, OlzeMusic presenta una serie di appuntamenti che raccontano da vicino la musica d’autore, attraverso una serie TV che è il perfetto connubio tra realtà musicali eclettiche e il contesto culturale veneziano che diventa cornice ideale, sia per la sua storia, sia per le meravigliose location.

Conduttrice del format è l’artista poliedrica NUMA ECHOS, che in questa quarta puntata ospiterà Omar Pedrini che si esibirà nella location di Terrazza in Paradiso.

Dopo i primi episodi con Gianluca De Rubertis, In.Visible e il Re del Pick-Up una nuova puntata di “SHINE IN VENICE” sarà disponibile su Olze TV ogni 15 del mese e molti saranno gli artisti italiani coinvolti: musicisti di spicco che si racconteranno e si esibiranno in locali storici del capoluogo veneto, dando la possibilità non solo agli artisti di tornare a suonare live dopo tanto tempo, ma anche alle location di tornare ad accendere le luci sui loro palchi.

Differenti anche le realtà locali coinvolte, tra le quali “Radio Vanessa”, “La Botega dell’Heléna – secondhand & artigianato” e “Palmira Creazioni” che cureranno gli outfits di Numa Echos.

Leggi Ancora
AttualitàbeautyModa

Sandra Baggio: una vita dedicata al bello…

Sandra Baggio

Abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla maglio a Sandra Baggio , indossatrice, insegnante di portamento , coreografa, beauty advisor , make up artist ….

Ma lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte  alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Ho iniziato quando avevo 17 anni, ero alle supeiori e frequentavo il 3 anno di ragioneria. .

Un giorno la parrucchiera della mia adorata mamma, mi chiese di fare una sfilata .

Ero timidissima  perfino la mia ombra mi faceva paura, affrontare una sfilata non rientrava minimamente nei miei pensieri.

La mamma, che di certo in qualità di complimenti si è sempre classificata al primo posto, insistette così tanto dicendomi

” E muoviti cosi ti sbrani e soprattutto impari a camminare meglio”….. che sfida … e così affrontai la mia prima passerella, non sapendo nemmeno come dovevo mettere i piedi o meglio ancora dove nascondere le mani.

Ricordo benissimo un particolare, che per tutto il tragitto della passerella mi sono sempre morsa le labbra….semplicemente mi chiedevo perchè mi trovavo li e volevo sparire in un attimo.

La timidezza aveva preso il sopravvento.

Il tuo primo servizio fotografico?

Avevo sempre 17 anni e mi notò una pellicceria della zona.

La tua prima sfilata?

A 17 anni e non sapevo cosa volesse dire “passerella”

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o una telecamera ?

Visto il mio carattere molto leonesco, quindi restia a restare in gabbia, adoro la telecamera perchè sono libera molto più libera di esprimere me stessa 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda negli ultimi anni ha dimostrato profondi cambiamenti orientando l’interesse verso il web, con la grande crescita dell’e-commerce adottando iniziative per pubblicizzare il proprio brand utilizzando Twitter, Facebook, Youtube, Instagram o Linkedin e queste nuove figure lavorative di influencer o blogger.

Ai miei tempi si girava con il composit e ci si andava a presentare personalmente nelle aziende.

Oggi si viene contattati direttamente per mail o messaggi tramite i social. Il tuo biglietto da visita è il social. 

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Fondamentalmente nessuna, cambia giusto la posizione delle mani o dei piedi o meglio dello sguardo. 

L’eleganza, simpatia ed empatia che tu sia uomo o donna la devi trasmettere a chi ti guarda.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Per diventare “modella” non devi studiare, ma devi applicare tanta intelligenza e adattabilità a qualsiasi situazione.

Si sa anche e soprattutto la bellezza ci vuole, ma a quella provvede madre natura.

Ci vuole il buon senso e tanta educazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Come dicevo precedentemente la bellezza ed il talento sono l 50% ma come in tutti i lavori il percorso si chiude se mancano alcune caratteristiche.

Tra capi che non possono mancare in un guardaroba di una donna ?

Tailleur nero pantalone, decolletè nero e camicia bianca…vai ovunque e se vuoi aggiungiamo un paio di jeans

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Lo ricorderò fino a che porto memoria.

Durante una sfilata, appena entrata in pedana non mi accorsi di essere arrivata in fondo alla passerella e cascai come giù una mela cotta dall’albero.

Mi ritrovai a terra coperta dal cappotto e non capendo nulla dov’ero finita.

Solo le risate del pubblico e allo stesso tempo preoccupate mi fecero tornare in piedi e continuare come non fosse successo nulla la sfilata.

Ora che ci penso rido e poi rido ancora, ma non è stato di certo cosi .

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Potessi vorrei farmi una chiacchierata con Coco Chanel.

Ha una storia incredibile, una donna che ha sofferto molto ma ha saputo rialzarsi varie volta.

Oserei dire un esempio di vita.

Se avete 10 minuti leggetevi la storia di questa grande Donna.  

Cos’è per te la moda ?

E’ stata la mia  maestra e insegnante delle scuole elementari, medie, superiori e mettiamoci pure l’università…

Basta? 

Quando sei entrata nel mondo dell’estetica e perché?

Con l’età si matura e si cerca sempre di più un lavoro a te affine ma soprattutto cercare di fare ciò che realmente ti piace.

Gìà da piccola mi piacevano i cosmetici con contenuti green.

La mia passione l’ho poi tradotta nel lavoro.

Mi informo e mi perfeziono quotidianamente (nel frattempo sono anche diventata una make up artist).

Questo lavoro mi porta a chiudere il cerchio lavorativo…. moda, cosmetici, trucchi ….. What else?… Sono felice così, una felicità raggiunta a continui sacrifici ma rifarei tutto daccapo.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Detergente viso/corpo, deodorante, crema idratante viso, latte detergente, crema corpo,  mascara, fondotinta e terra

Mi racconti il mondo del fashion system pregi e difetti…

Anche il settore della moda ha inevitabilmente seguito il mondo digitale portando vantaggi e svantaggi…
Le esigenze di questo dinamico e frenetico mercato ha creato  “nuove figure professionali” con competenze sempre più specializzate legate al Fashion System.
Il cliente finale sempre più fruitore con il mondo digitale, rispetto il passato, ha moltissimi vantaggi: dalle innumerevoli proposte, alle svariate possibilità di acquisto per tutte le tasche ed età  24h su 24…

Per alcune aziende o figure professionali del settore che non sono in grado di adeguarsi alla rapidità e tipologia del nuovo marketing, purtroppo hanno notevoli svantaggi in quanto i tempi di realizzazione e proposta spesso hanno difficoltà nel sincronizzarsi con le nuove esigenze di mercato.

Contemporaneamente l’enorme sviluppo dell’offerta non solo non ha intaccato le nicchie che basano le loro produzioni sull’ altissima capacità creativa, ma le ha ancor di più elevate.
Per fortuna alcuni brand sono riusciti a salvare il patrimonio  dell’ artigianalita’ che  per curare la massima qualita‘, l’attenzione ai dettagli, avere l’unicità delle realizzazioni ha bisogno dei tempi giusti per produrre  (termine sconosciuto nel Fasshion System).

Davvero interessante chiacchierata, grazie Sandra per averci dedicato il tuo tempo

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
Food & Beverage

-Milano-Frigo Café Milano.

Frigo Café Milano

Un bar informale e friendly, coloratissimo e fresh, che unisce i colori dei bar in stile 50’s con l’attitudine social della Digital Generation.

Da FRIGO puoi mangiare e bere lungo tutto l’arco della giornata, dalla prima colazione a dopo cena.

Propone uno street food che punta sulla qualità delle materie prime e insieme sull’originalità dell’offerta.

Dal mattino alla sera, puoi gustare donuts, cookies, deliziose cheesecakes, oppure provare i tacos gourmet di carne, pesce o veggie, originali sandwich, salads variegate, ribs, nuggets, nachos e molto altro.

L’aperitivo, che nei giorni di venerdì e sabato si protrae fino alle 23:30, si basa su alcuni signature cocktail – come il richiestissimo Margarita alla violetta, fiore all’occhiello dei nostri bartender – oltre ai drink tradizionali e birre selezionate.

MUSIC & EVENTS FRIGO ospita i migliori selector della città e strizza l’occhio alla classica cultura pop, indie e rock’n’roll.

Selezioni mai banali, in linea con la filosofia pOp di FRIGO.

I migliori local djs della città e protagonisti della nightlife milanese si alternano nella coloratissima location di viale Tunisia 3 con appuntamenti ogni venerdì e sabato.

ART GALLERY FRIGO ospita piccoli vernissage, installazioni e mostre di artisti emergenti, illustratori e street artists che popolano ogni mese le pareti colorate del bar, trasformandolo in un vero e proprio hub creativo, dove guardare, mostrare e respirare arte.

Frigo è aperto dal martedì al sabato (chiusura domenica e lunedì).

Aperitivo tutti i giorni a partire dalle ore 18:00.

Frigo Mini Hub Café –

Viale Tunisia 3, Milano –

02.29531467

social IG: @frigomilano |

FB: Frigo Café Milano |

G: Frigo Café Milano

Leggi Ancora
AttualitàMusica

“Ginger’s Words”: Maneskin, Fenomeno vero o falso?

Maneskin

Che i Maneskin siano diventati un fenomeno mondiale, che facciano quotidianamente notizia e che abbiano raggiunto obiettivi che probabilmente neanche loro si auspicavano fino a un paio di anni fa, ormai è cosa conclamata e a comprovarlo sono i numeri di Spotify con gli oltre 30Mln di ascolti mensili.

Quella di cui visto parlando è una rapidissima ascesa iniziata soprattutto dopo il Festival di Sanremo quando la band romana ha alzato, tra le lacrime del loro mascara colato, l’ambito premio della Kermesse canora.

E poi?

E poi di lì non hanno più smesso di suonare, divenendo un vero e proprio fenomeno internazionale  grazie anche alla successiva vittoria all’Eurovision songs contest che li ha presentati su un palcoscenico spinto all’ennesima potenza, fuori dai confini nazionali , condito anche da un piccolo “drugs gate” sollevato dai nostri “cugini Francesi”, che proprio non hanno ancora imparato a perdere, e repentinamente sbugiardato dal front man Damiano il quale era stato preso in causa.

Gli si spalanca cosi la strada verso il successo prima Europeo , poi in UK dove cavalcano tutte le classifiche delle single chart con “I wanna be your slave” (sfido chiunque ad asserire che non abbia canticchiato almeno 1 volta l’intro della canzone), ed infine negli USA dove addirittura il famigerato magazine Rolling Stone si è occupato della band romana apprezzandone il talento musicale.

Tutto questo va detto è cosa non da poco considerando che il pubblico internazionale è abituato a collegare le nostre sonorità più a quelle pop (vedi Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro) o ancora quelle operistiche e melodiche, più che ad un rock band che canta in perfetto inglese e si butta tra la folla ai concerti.

Ma allora una domanda sorge spontanea,

I Maneskin (termine Danese che in Italiano significa “chiaro di luna”) entreranno di diritto nella storia del rock, trovando un posticino tra altre band del calibro dei Nirvana, U2, Pearl Jeam ecc o sono solo un fenomeno passeggero?

Sicuramente hanno tutte le carte in regola per far parlare di sé, fashion , carismatici, open mind, bella voce, ottime strategie di marketing ,un manager nuovo di zecca che è andato a sostituire quello un po’ più “datato” prontamente scaricato dopo la vittoria l’Eurovision song contest e non in ultimo un seguito mediatico da 5Mln di followers con i quali condividono pedissequamente tutta la loro giornata.

Rimanendo però in tema di provocazione e trasgressione, elementi fondamentali per il gruppo under 30, potrei citarvi innumerevoli episodi a loro collegati volti a destare scalpore; Vic che canta a seno (s)coperto da una x fatta di scotch a Vienna (accidenti che scandalo! roba da far rabbrividire il valzer Austriaco) il bacio omosessuale tra Damiano e Thomas il chitarrista mentre inneggiano alla libertà sessuale proprio sul palco Polacco notoriamente un Paese ultra conservatore (sarà stato un caso scegliere di farlo lì, io non credo) e ancora recentemente il lancio del nuovo singolo “Mamma mia” utilizzando una foto del front man che lo ritrae completamente nudo e si chiede

 “Perché fa così caldo”?

Ora lasciatemelo dire, la loro trasgressione fa un po’ tenerezza considerando che può attecchire su di un pubblico di teenager , target su cui è stata perfettamente calibrata, e che giustamente si esalta se Damiano si sfiora le parti intime quando canta sul palco “Zitti e buoni”.

Pertanto ad oggi mi sento di porvi una domanda

”Perché quando i Maneskin da perfetti anonimi, cantavano per le strade di Via del Corso a Roma dove esprimevano solo il loro innegabile talento musicale, è stato necessario crearci sopra dei veri e propri personaggi?

Probabilmente perché a volte il talento non basta e bisogna rispondere anche ai diktat che il mercato richiede, cercare di far parlare di se passando dai social network ai tavolini di un bar dove delle over 40 apprezzano la nuance di ombretto di Damiano e ci fanno anche qualche pensierino libidinoso.

Non sarà che questi 20enni sotto i lori meravigliosi outfit di pelle a marchio Etro, sotto sotto nascondano le tipiche fragilità legate alla loro età che  prima o poi il mercato musicale cinicamente  rimpiazzerà con un titolo su di un giornale “I nuovi Maneskin”?

Personalmente credo proprio di sì.

Ginger Inside

Leggi Ancora
AttualitàMusica

Da Marzia Bi a Siphra.

Siphra

Abbiamo fatto qualche domanda a Marzia Beretta, precedentemente Marzia Bi, ,oggi ha scelto un nuovo nome Siphra e sta per uscire con un nuovo singolo.

Cantante dal timbro vocale molto particolare e personale, Insieme al Maestro Vince Tempera ha progettato e realizzato un album sulle canzoni di BURT BACHARACH, riscoprendo i testi italiani che furono scritti, allora, per il maestro americano.

Il tuo primo incontro con la musica?

il mio primo approccio con la musica è iniziato alle età di 8 anni, per scherzo per gioco

Ad un concorso canoro dove sono arrivata prima … spronata poi dalla mamma e papà ho iniziato a studiare canto …

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Chiaramente iniziando a studiare e cantare capii che la musica mi dava emozione, che faceva parte della mia vita …

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo con il sorrido più di un aneddoto…i miei concorsi canori , i pianti dei miei genitori , i loro sguardi , le paure che potessi sbagliare sul palco

gli applausi i loro consigli .

Quanto conta la comunicazione?

La comunicazione con il pubblico è importantissimo, il pubblico ti deve sentire, lo devi emozionare, tenere vivo… a tal punto da averlo conquistato …

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Il rapporto che ho con il pubblico è vero , sincero , nn porto nessuna maschera , amo essere me stessa …

A Volte timida a volte debole a volte forte e coraggiosa … dimostrare anche le mie debolezze mi ha sempre portato ad avere un pubblico caloroso …

Cos’è per te la musica ?

Per me è vita , è Unione ..

La vita senza musica sarebbe un errore ..dove finiscono le parole inizia la musica !  

Per me la musica è il mio tutto .

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perché ?

Un artista che avrei voluto e che vorrei interagire è Mina ..un artista che stimo che adoro , di grande carattere e personalità.. che amo da quando sono piccola per la sua grande padronanza vocale che invidio …

Come è cambiato il mondo della discografia?

La discografia o industria discografia direi che è cambiata in modo sostanziale e a questo cambiamento gioco forza si sono adeguate gli artisti .i parametri sono cambiati radicalmente oggi passa attraverso i social media che sono immediati per testare l efficacia di un prodotto discografico .sicuramente è un argomento che meriterebbe una risposta molto più ampia .

Grazie per il tempo a noi dedicato.

Leggi Ancora
Attualitàcultura

Un breve cenno su “I Cavalieri di Malta”.

I Cavalieri di Malta

Nato come ordine cavalleresco durante le crociate,, per molti oggi appare leggendario e avvolto nel mistero, ma , l’Ordine di Malta è un’associazione che, seguendo con zelo le proprie origini, mantiene una funzione militare e svolge servizi di assistenza rivolti ai bisognosi e alla cittadinanza in diverse aree del mondo.

Partiamo dal dire che l’immagine eroica dei cavalieri di Malta è associata spesso erroneamente all’ordine dei templari. anche se in effetti un legame patrimoniale ed economico li ha legati: nel 1314 l’ordine dei Templari fu sciolto e gran parte delle sue proprietà fu conferita agli Ospedalieri, antesignani dei Cavalieri di Malta come stiamo per raccontare.

La nascita dell´«Ordine di S. Giovanni» o «Sacra Religione Gerosolimitana», meglio conosciuti come Cavalieri di Malta, risale al 1050, quando un frate ebbe concessa dal califfo d´Egitto l´autorizzazione a costruire a Gerusalemme una chiesa, un convento e un ospedale nel quale assistere i fedeli e i pellegrini in Terra Santa.

Una croce bianca ottagona è il loro simbolo (le otto punte simboleggiavano le otto beatitudini del “Discorso della Montagna” di Gesù).

In seguito alla prima crociata nacque l’Ordine che fu successivamente ufficializzato nel 1113 e i suoi membri erano chiamati gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Proprio questo  titolo originario, fin dalla fine dell’XI secolo,  spiega anche quale fosse il suo compito iniziale: quello di seguire le Crociate, a partire da Gerusalemme, organizzando ospedali.

I membri dell’Ordine erano religiosi e cavalieri. Militari, perché cavalieri armati di spada. Religiosi, perché facevano voti di castità, povertà e obbedienza».

In realtà  arrivarono a Malta nel 1530 dopo essere  inizialmente  stati stanziali a Gerusalemme , per poi recarsi a Rodi.

Dopo il loro arrivo nell’isola assunsero l’odierno nome di Cavalieri di Malta.  

Qui rimasero fino al  1798, quando vennero espulsi da Napoleone e furono costretti a rifugiarsi in Russia.

Inevitabilmente questo accadimento minò il potere e l’influenza dell’Ordine e alcuni cavalieri si spostarono in Italia.

Nel 1803 a Roma  l’Ordine venne “rifondato” e rinominato Sovrano Militare Ordine di Malta.

Oggi l’Ordine dei Cavalieri di Malta è presente in più di 120 Paesi, del mondo, nato per seguire le Crociate organizzando ospedali, oggi è riconosciuto come uno Stato, ha targhe automobilistiche proprie e perfino un posto di «osservatore» alle Nazioni Unite e ovviamente, riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, anche se alcuni gruppi si definiscono protestanti.

La maggior parte dei membri del Sovrano Militare Ordine di Malta, che possono essere sia dame che cavalieri, si occupa  principalmente di assistenza ospedaliera e soccorso ai bisognosi e in caso di emergenze, anche se in realtà l’Ordine non ha del tutto abbandonato le sue velleità militari. In Italia è presente una branca dal nome di Corpo Militare dell’ACISMOM che è parte dell’Esercito Italiano.

Nell’Ordine di Malta, si entra «solo su cooptazione».

E anche se gran parte dei facenti parte sono «nobili e aristocratici» oggi i  membri devono rispondere a requisiti di moralità e di religiosità e ufficialmente, non devono più  dar prova di avere origini nobili.

In Italia, l’Ordine, chiamato Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, è suddiviso nel Gran Priorato di Roma, il Gran Priorato di Napoli e Sicilia e il Gran Priorato di Lombardia e Venezia.

Chiudiamo questo breve articolo con una curiosità:

Essendo riconosciuto come Stato, le autorità dei Cavalieri dispongono di targhe proprie: la sigla finale è “XA”».

Articolo scritto in collaborazione con Prosperitas.info

Leggi Ancora
eccellenze italianeMusica

Villa Bossi raccontata da Gianluca Sansone Founder www.chineurdechateaux.com

Villa Bossi

Gianluca Sansone, fondatore di “Chineur de Châteaux”,  visita dimore antiche in Italia e trascorre il suo tempo ad ascoltare i ricordi e le emozioni dei loro proprietari” raccogliendo la storia, i ricordi e le emozioni per tramandarle in modo elegante ed esclusivo

Oggi ci parla di Villa Bossi


“La dimora della quale desidero parlarvi oggi è un luogo fantastico intriso di poesia e di musica, si tratta di Villa Bossi, un luogo dove è possibile fare un tuffo nella storia intera della musica.

All’interno di Villa Bossi si respira un’aria speciale di eleganza e di cultura, quella stessa aria che ha respirato anche il soprano Gina Cigna, uno dei maggiori interpreti della Turandot nel 900.

Villa Bossi è una culla per tutti coloro che adorano la musica, gli strumenti, ed ancor più gli strumenti storici a tastiera e ad arco che in villa le abili mani riproducono e restaurano.

Per oltre 4 secoli l’antica famiglia Bossi l’ha abitata, sin dalla famosa vendita del sale, destinata a coloro che risalivano dal lago e percorrevano il grande viale dei Pioppi.

Oggi la Villa è divenuta la dimora della famiglia Bizzi, la cui vita è dedicata alla musica ed all’arte, riscoprendo e valorizzando lo splendido concerto dei meravigliosi affreschi risalenti fino al 1500.

La villa si manifesta con il suo splendore sin dall’arrivo in quel meraviglioso viale immerso nella natura della collina Mirabella, dal quale si giunge poi al settecentesco giardino italiano.

Vittorio viene ad accogliermi proprio all’ingresso di quel fantastico giardino, e con quel suo piacevole atteggiamento ricco di fierezza ed umiltà allo stesso tempo mi dice:

“oggi siamo i proprietari di questa splendida villa, ma ne siamo ospiti e custodi, e pertanto abbiamo una responsabilità”.

Quanti ricordi e momenti magici, quanti musicisti e concerti, da quelli aperti al pubblico a quelli privati, proprio come uno “a sorpresa”, di cui Vittorio mi racconta, quando Olga giunse sin dall’Olanda per festeggiare il compleanno del padre Guido.

Ma questo è solo l’inizio perché queste righe costituiscono poco più di un titolo di quello che è poi il grande concerto di ricordi e di emozioni che solo visitando la villa si potrà ascoltare.”

Gianluca Sansone

Leggi Ancora
animaliAttualità

Adelaide Stallone del “Clan Bassotti”.

Clan Bassotti

Abbiamo fatto qualche domanda a Adelaide Stallone a proposito del suo allevamento “clan dei Bassotti” per scoprire insieme a lei le caratteristiche caratteriali e non di questo simpatico amico a 4 zampe .

Quando hai deciso di allevare bassotti?

Giuseppe ( mio marito ) ed io abbiamo deciso circa 10 anni fa , un pomeriggio d’estate dopo un’amatoriale di esposizione canina di allevare . avevamo preso un Arlecchino cioccolato pelo corto ed era sempre l’attrazione di tutti .

E tutti ci chiedevano un cucciolo uguale .

Da la è partita la gioia di poter regalare gioia ad altre persone . È nata un po’ così per caso , che con l’avanzare del tempo si è  trasformata in passione e amore per i bassotti e per la razza .
• le caratteristiche del bassotto sono quelle , e da la non si scappa !!!
Testardi , è tutto suo e quello che tuo e loro 

Che carattere hanno?
Sono cani molto testardi se si mettono in testa una cosa difficilmente li persuadi .
Molto attenti a tutto , di un’intelligenza fuori dal normale e ti precedono in ogni cosa che vuoi fare .
Sono cani buffi se li guardi visto la loro struttura , uno pensa guarda quel piccoletto la …
Ma non è per nulla così , loro non vedono la differenza di grandezza ne di altezza tra loro e un’ altro cane . Loro sono si sentono dei  Dobermann hanno un coraggio immenso , sono forti e non hanno paura di nessuno e di nulla !!
Poi c’è quell’eccezione che è completamente l’opposto !! Hahah
E il cane da caccia per eccellenza.. se trovano una pista .. si salvi chi può , se ti scappa prega Dio che ti torna indietro !!

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?
La cosa più simpatica è quando sono cuccioli .. quando imparano a camminare a corre con quelle zampette piccine e corte .. li vedi saltellare tipo delle molle dei canguretti o s’inciampano con le loro stesse zampette , sono uno spasso .

Ti strappano sempre un sorriso …

Quando qualcuno vi contatta per acquistare un cucciolo, quali sono le caratteristiche fondamentali richieste per procedere ?
Quando ci contattano per info o per un acquisto , chiedo sempre se hanno il “ tempo da dedicargli “.e se sono convinti di prendersi un cocciutello in casa … 

Non è per tutti il bassotto !!
Bisogna avere tempo per potergli dedicare il tempo necessario affinché non combinano marachelle a casa .
Sono cani da caccia e hanno bisogno di sfogarsi di fare il giusto movimento .

Ma credo che è una regola che si abbina ad ogni cane e razza che si voglia prendere .

Ma la cosa più importante è che bisogna essere più testardi di loro , anche se alla fine l’hanno vinta sempre  !! 

Cosa pensi dell’abbigliamento per cani?
Si , se lo necessità . Il pelo corto soffre un po’ di più il freddo che le altre due razze .  dico sempre però , l’importante non togliere la dignità al cane !!
I vestiti frù frù le lasciamo alle bambole !!

Quando consigli l’intervento di un educatore cinofilo ?
Per fortuna , fino ad oggi ho avuto cani molto equilibrati e sereni ( il lavoro di un allevatore è anche questo , cercare linee di sangue con si, caratteristiche vicino allo standard di razza , ma anche caratteri equilibrati sereni  ) in 10 anni ho avuto una o due richieste dell’intervento di un educatore , più che altro  chi era nelle prime armi affinché si approcciassero da subito correttamente con il cucciolo .
L’importante è trovare un educatore professionale che abbia veramente esperienza nel campo cinofilo .

Secondo te partecipare ai concorsi per i cani è stressante?
Dipende !!!
Ricordiamoci che le esposizioni sono per piacere personale , il cane lo fa per farti un piacere  .

L’importante è che quando si va in Expo lo si fa facendoli  divertire ,il cane lo deve prendere come un gioco ..
come ogni cosa ci vuole una giusta dose , più che stressante può essere stancante ..
Non facendolo tutti i week end può essere anche una scusa per uscire da casa divertirsi e fine giornata si rientra a casa .
Se la cosa poi diventa diciamo un impegno settimanale credo che la si , possa essere stressante per un cane .

Quando parliamo di bassotti quante tipologie ci sono intese come manto e dimensioni?
Nella razza bassotto ci sono in totale 9 razze .
E già non l’avreste mai pensato vero ?
Sono suddivisi così ;
3 tipologie di taglie
Standard – Nano – Kaninchen
Come viene attribuita  la taglia ?
La taglia di un bassotto viene misurata dalla circonferenza toracica , che si fa in una esposizione da un esperto giudice ENCI ( ente nazionale cinofila italiana ) dove il cane verrà sottoposto al controllo per Verificarne l’esclusione di difetti eliminatori. Tra le quali
Dentatura corretta e completa , testicoli ai maschi , ed eventuali nodi alla coda dopodiché
Ci sarà là misurazione con un metro adatto dove verrà detto in quale delle tre taglie corrisponderà il bassotto .

Standard :è da 35cm femmine
37cm maschio fino a 45/47cm

Nano : da 30cm femmine
32cm maschio fino ai 36/37cm

Kaninchen : 30 cm femmine 32 cm maschio

La conferma di taglia è obbligatoria se si vuole mettere in riproduzione il cane o fare il campionato italiano di bellezza .
Questo requisito della conferma di taglia è tichiesta solo nella razza bassotto ..

Poi ci sono le 3 tipologie di pelo
Pelo corto / liscio
Pelo duro / ispido
Pelo lungo
Con vari colori che ci sono in tutte le 3 tipologie di pelo
Nero focato
Fulvo / rosso/ foglia secca
Cioccolato
Cioccolato Arlecchino
Silver Arlecchino
È solo nel pelo duro c’è in più il color  cinghiale .
E per finire dico ;
Ci sono i cani e poi ci sono i BASSOTTI !!!

Grazie per la divertente ed esaustiva intervista ,

Per info
349 274 2877

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

Leggi Ancora
Attualitàspettacolo

15/16/17 Ottobre -in scena al Teatro comunale di Ferrara Claudio Abbado : Paradiso XXXIII di e con Elio Germano e Teho Teardo.

Teatro comunale di Ferrara Claudio Abbado

La “commedia” dell’uomo, sospesa fra ambizione del divino e perdizione diabolica – così come è stata portata in scena nelle altre due produzioni di questa Trilogia, Dante Metànoia di e con Sergei Polunin e Faust rapsodia di Luca Micheletti – forse può trovare soluzione solo nella poesia, abbagliante, del Paradiso.

L’ultima parte della terza cantica, quella che mise Dante di fronte al paradosso di dire l’indicibile e comunicare l’ineffabile, si fa spettacolo:

Elio Germano e Teho Teardo sono la voce e la musica che ci avvicinano al mistero e ci accompagnano al cospetto dell’immensità, attraversando il Canto XXXIII parola per parola, ogni verso esaltato da immagini ed effetti speciali, “con la voglia di arricchire la materia con aspetti visivi e sonori che non siano solo la parafrasi del testo – ha dichiarato Germano – e che accentuino i contenuti in modo appariscente, condivisibile e circolare. Partendo con energia dalla fine della Commedia”.

Testo a cura di Sara Gautier

Leggi Ancora
1 2 3 30
Page 1 of 30