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-Forte dei Marmi- “Villa Bertelli”: Cultura, Arte, Spettacolo e Sociale, un fiore all’occhiello per la Versilia.

Villa Bertelli

L’Amministrazione Comunale di Forte dei Marmi e in primis il Sindaco Bruno Murzi all’inizio del loro mandato , 5 anni fa hanno puntato molto su Villa Bertelli, e i risultati ottenuti gli hanno dato ragione.

In questi 5 anni sono stati conseguiti ottimi risultati in termini di qualità dell’offerta culturale e visibilità della stessa Villa grazie all’impegno del Team del comitato della Fondazione Villa Bertelli, formato in primis dal Presidente Ermindo Tucci, l’Amministratore Delegato Davide Belli e la consigliera Annalisa Buselli, oltre a tutti i collaboratori che giornalmente danno il loro contributo  con passione e professionalità alla buona riuscita delle attività svolte all’interno della Villa.

La mission di Villa Bertelli è sempre stata  promuovere le atti­vità culturali, dello spettacolo, della comunicazione, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della comunità locale, an­che sostenendo l’agevolazione della produzione culturale in­novativa, dello sviluppo del turismo culturale soprattutto  attraverso la valorizzazione del territorio .

Villa Bertelli  ha puntato molto su l’attività di intrattenimento estivo  posizionandosi fin da subito  nell’agenda dei grandi eventi estivi della Versilia, grazie ai concerti all’aperto e importanti mostre temporanee all’interno dei propri spazi, espositivi articolati su due piani che consentono di ospitare tranquillamente due mostre distinte in contemporanea.

In questi anni si sono fatte molte importanti mostre d’arte, sia “personali” che collettive, ospitando i migliori artisti del momento e ricordando artisti importanti per il  territorio, ultima in ordine temporale Andy Warhol e la New pop visitabile fino al 29 Maggio 2022, che è stata inaugurata coraggiosamente a fine Gennaio, mese solitamente inusuale per la Versilia, e che si è dimostrata un’ottima scelta considerato l’eccellente risposta di pubblico e critica, mostra gratuita per i residenti e per tutti gli Under 18, e di grande interesse per molte scuole che nel pieno rispetto delle normative Covid, hanno portato decine di classi a visitare la Mostra .

L’arte ancora una volta ha dimostrato di poter essere un veicolo potente per far muovere le persone essendo di fatto uno dei motori strategici per far conoscere il patrimonio artistico e culturale italiano, aiuta a creare occasioni di incontro e confronto.

Queste attività hanno contribuito attivamente alla creazione di un’importante  rete di relazioni internazionali che in collaborazione con il Comune hanno  veicolato al meglio il nome di Forte dei Marmi nel mondo.

Anche la sala convegni, che in questi ultimi anni è stata adeguatamente attrezzata, denominata Giardino d’Inverno è un altro punto di forza al servizio della comunità.

Tanto è vero che molti sono stati i corsi e convegni organizzati che hanno chiamato in causa diversi settori ed eccellenze italiane e non solo senza dimenticare l’utilizzo per incontri pubblici con la cittadinanza.

Oggi Villa Bertelli è diventata un Vanto per i cittadini  e un punto di riferimento importante per tutta la Versilia quando si parla di Sociale, cultura e spettacolo.

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Lollo Caffè official partner del Giro d’Italia.

Lollo Caffè

Sostenere lo sport e la vita sana.

È con questo obiettivo che Lollo Caffè, azienda caratterizzata da una forte responsabilità sociale, ha scelto di essere tra i partner ufficiali del Giro d’Italia 2022.

«Sono un appassionato di sport e il Giro d’Italia è una manifestazione storica che dà lustro alla nostra nazione ed è doveroso per le aziende del territorio sostenere questa iniziativa importante – afferma Ciro Lollo, AD Dical s.r.l, azienda produttrice Lollo Caffè –. Siamo tra i partner ufficiali dell’iniziativa.

Saremo nei villaggi di partenza e faremo assaggiare a tutti gli appassionati della gara ciclistica il nostro caffè».

Ciro Lollo si sofferma non solo sull’importanza della manifestazione ma anche sull’importanza del network tra aziende del territorio a supporto dell’iniziativa. «In Italia le aziende importanti e sane sono tante e quando ci sono eventi come il Giro d’Italia è fondamentale creare una rete e sostenerli.

Non è solo una questione di visibilità in un ambito prestigioso.

È un dovere morale che noi imprenditori dobbiamo sentire nell’ottica del sostegno e della realizzazione dell’evento».

«Lo sport ha la capacità di unire un popolo e soprattutto di far appassionare i giovani a una vita sana, di diffondere valori sani.

Oggi il messaggio di unione e bellezza che arriva dal mondo sportivo è più importante che mai». Conclude Lollo.

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Il Gruppo Casillo sceglie Camilla Buzzi Communications come partner per la gestione di ufficio stampa, public relations, digital PR & events.

camilla buzzi comunications

Camilla Buzzi Communications, creata da Camilla Buzzi, che lavora nel campo delle PR da ormai venticinque anni nel settore della comunicazione integrata e crossmediale.

Nella sua carriera vanta il lancio di numerose collezioni nel mondo fashion del kids come Roberto Cavalli Angels e Devils, Elisabetta Franchi La mia Bambina, Simonetta, Fendi, Philosophy di Lorenzo Serafini Kids, Alberta Ferretti Junior.

Nel panorama beauty, si occupa da oltre 10 anni della gestione dell’ufficio corporate, prodotto ed eventi della Ludovico Martelli.

In questa nuova collaborazione si occuperà dell’ufficio stampa e public relations del Gruppo Casillo, realtà imprenditoriale fondata dai fratelli Michele e Vincenzo, e giunta ormai alla seconda generazione, si occupa della produzione di linee di abbigliamento kids e junior che accompagnano l’evoluzione estetica delle nuove generazioni da 0 a 16 anni.

L’azienda segue da anni diversi property brands: To be Too, Y-Clù e Briince ed altri licesing brands: Jeckerson Junior, Manila Grace Girl, Lotto Sport, Franklin & Marshall, Met Jeans, Kaos Girl e Refrigiwear.

Il DNA che contraddistingue l’azienda sono tenacia, passione, attenzione ai desideri ed alle esigenze dei più piccoli che poi altro non sono che  le componenti salienti dell’anima dei diversi brand.

La voglia di realizzare un grande sogno è tangibile con motivazione, entusiasmo e un’ampia attitudine al cambiamento.

È una compagnia solida e compatta, caratterizzata da una strategia commerciale di estrema competitività fondata su tre elementi cardine: risorse altamente qualificate, solide strutture commerciali ed efficienti reti distributive.

La loro personale chiave strategica è l’orientamento al cliente in tutte le attività, per adattare la proposta moda ai loro desideri.

Il loro successo si trova principalmente nelle proposte moda cucite ad hoc dal loro personale team stilistico, ideando modelli che corrispondano realmente ai desideri dei clienti.

L’innovazione e la ricerca su stoffe e materiali nuovi è sempre mirata alla cura dei dettagli e particolari.

Il Gruppo Casillo, forte di una consolidata esperienza nel canale wholesale ha come obbiettivo offrire al mercato un contenitore che abbia la varietà del Multibrand e la forza del Retail.

Le aperture di vari corner e flagship store diretti nelle principali città italiane, sono una delle fonti principali per lo sviluppo del progetto a medio lungo termine, perché portare l’azienda direttamente al cliente è un obbiettivo di crescita.

Un’azienda che guarda al futuro, creata e gestita da professionisti e imprenditrici di successo ha scelto di affidarsi all’esperienza consolidata di Camilla Buzzi Communications

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Attualitàeccellenze italiane

Arriva il Monopoly dedicato a Forte dei Marmi da un idea di Michael Rothling.

Monopoly dedicato a Forte dei Marmi

Per il Monopoly dedicato a Forte dei Marmi è già tempo di corsa alle prenotazioni. L’idea nasce dal giovane imprenditore Michael Rothling,
Fin da subito ha destato curiosità, chi non ha mai giocato ad uno dei più famosi giochi da tavola come il Monopoly?

Le modalità rimangono invariate, la caratteristica è proprio la sostituzione dei nomi sulle caselle del gioco con i luoghi iconici di Forte dei Marmi.Il circuito di gioco made in Versilia, come noto, può contare sulla partecipazione di hotel a 5 stelle, boutique esclusive, attività commerciali e stabilimenti balneari oltre che a location che appartengono alla tradizione cittadina, come il pontile, il Fortino. «Il nuovo Monopoly un giorno a Forte dei Marmi avrà anche e soprattutto finalità benefiche, infatti, parte del ricavato sarà devoluto a Croce Verde e Misericordia.
Il lancio del prodotto – in edizione rigorosamente limitata ed esclusiva – è previsto a giugno, ma, come conferma Michael Rothling, stiamo andando velocemente verso il sold out.

Sempre in concomitanza con il vernissage dell’appuntamento organizzeremo una grande festa in linea con la visibilità internazionale di Forte dei Marmi». Monopoly che costa 70 euro con ognuno dei 26 sponsor – “proprietari” delle singole caselle del circuito – che avrà a disposizione 100 confezioni, quindi i numeri per questa prima edizione saranno solo 2600.È possibile prenotare la propria scatola del gioco presso: Caffè Giardino, Farmacia Di Ciolo, tabaccheria da Conchino, Forniture Nardini, ristorante Filippo e gastronomia Biagi.


Anche Villa Bertelli è presente nel tappeto del gioco del Monopoly Forte dei MarmiLa Villa entrerà con immagine e logo fra i luoghi più caratteristici del paese .Il Monopoli cittadino ha il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi e l’ingresso di Villa Bertelli è stato siglato dal presidente del Comitato Ermindo Tucci e il vicepresidente della Dimian Michael George Rothling società con sede a Hong Kong e con licenza della versione fortemarmina del marchio

Siete pronti ad acquistare il locale storico, un hotel stellato o investire in uno stabilimento balneare ?

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Versilia: Il Ristorante Filippo raddoppia: dopo Pietrasanta apre a Forte dei Marmi, conosciamo meglio il “colpevole”, Filippo Felice Di Bartola.

Filippo Felice Di Bartola

Negli ultimi anni , causa covid, la ristorazione  è stato senza dubbio il settore, insieme al turismo maggiormente colpito.

Proprio in un periodo così nero, Filippo Felice Di Bartola , già titolare dell’omonimo Ristorante a Pietrasanta , città d’arte per eccellenza, decisamente contro corrente ha deciso di aprire anche a Forte dei Marmi.

Spirito imprenditoriale, esperienza da vendere sul campo, cortesia e professionalità sono da sempre le caratteristiche che lo contraddistinguono , abbiamo deciso di intervistarlo per conoscerlo meglio, lasciando a lui il compito di raccontarsi rispondendo alle nostre domande.

Primo incontro con la ristorazione?

Il mio desiderio da studente era fare il giornalista …ma fu mia zia Betta che aveva uno stabilimento balneare a forte dei marmi a farmi letteralmente innamorare di questo mestiere facendomi fare le stagioni da quando avevo più o meno 16 anni.

Quindi mi son fatto qualche anno di gavetta e dopo il liceo classico ho deciso che la mia laurea sarebbe stata riuscire ad aprire un piccolo ristorante per conto mio.

Cosi ho fatto nel 2008 e posso solo ringraziare tutti i maestri coi quali ho avuto l’onore di collaborare e a cui devo tra parte della mia formazione, soprattutto hanno alimentato in me la passione per l’ospitalità e più in generale far star bene gli altri. Perché al ristorante si va per stare bene, non solo per cibarsi.

Quando hai deciso di diventare imprenditore ?

Imprenditore è un sostantivo che spesso non mi sento cucito addosso perché la mia mentalità e il mio modo di leggere questo lavoro subisce per il 50% il fatto che ho fatto il dipendente fino a 32 anni per cui mi ritengo un collaboratore della mia azienda a tutti gli effetti con qualche responsabilità in più.

E credo che sia anche il modo più giusto di vivere questo lavoro in mezzo ai miei ragazzi.

Poi certamente fare impresa è un qualcosa che faccio e a cui penso ogni qualvolta non sto nella mia attività .

Girando paesi, incontrando persone e confrontandosi arrivano le idee più stimolanti e talvolta più azzardate che cerco di realizzare nei modi e nei tempi possibili.

Un aneddoto che ti ricordi con il sorriso!

Sono onesto, ogni sera strappo un sorriso a un cliente e una battuta che poi ci accompagna tutta la sera .

Però ti dico questa : l’estate scorsa un mio caro cliente è riuscito da una mia frase pronunciata mentre prendevo l’ordine al tavolo a costruirci ( a mia totale insaputa)  un racconto che ha poi pubblicato e da cui è nato il libro “pizza pentagonale “ ( di Giampiero Gelmi ) che ha filippo come protagonista.

Puoi immaginarti il mio stupore e la mia sorpresa.

Più importante l’estetica o il gusto?

Le due cose camminano di pari passo e spesso vanno a braccetto un po come due fidanzati. 

Che rapporto hai con i clienti?

Un rapporto sempre molto franco e schietto.

Non amo molto entrare in eccesso di confidenza ma bensì mantenere sempre una corretta distanza che lasci intorno a ciascuno quell’alone di curiosità che è in molte situazioni l’ingrediente che li fa tornare e abituare al mio locale. Cosi si crea l’atmosfera.

Quale cliente da più soddisfazione  ?

Quelli che ( in apparenza ) non si vogliono far conquistare perché magari più diffidenti per svariate ragioni.

Quanto conta la creatività in cucina?

La creatività è alla base di tutti i lavori che si basano sul dare emozioni. Non bisogna eccedere in stucchevoli preparazioni ma rimanere ancorati alla semplicità che , se la sai interpretare , è una grande fonte di creatività.

Quanto conta il prodotto in cucina?

Fondamentale .

Ma un ristorante è un alchimia di ingredienti dove tutto deve contaminarsi. Il prodotto da solo non basta a garantire la riuscita di una cena.

Come scegli il personale?

Spesso è stato l’istinto a guidarmi .

Oggi non è facile selezionare il personale perché sono cambiate le condizioni e la pandemia ha rivoluzionato il settore.  

Senza dubbio alla base educazione e passione per il nostro mestiere.

Ma un’indagine sul personale e sulle gravi carenze dei nostri ragazzi che cercano di entrare nel mondo del lavoro  e spesso anche di molti che fanno il mio mestiere  meriterebbero un’intervista a parte.

Se si vuole competere con gli altri paese serve che il paese faccia un salto di qualità : da entrambe le parti.

Che differenza trovi tra Pietrasanta e Forte dei Marmi da ristoratore ?

Beh le due offerte non mi creano affatto concorrenza ma anzi, l’uno alza la domanda dell’altro.

Spesso il solito cliente passa da un ristorante all’altro anche dal pranzo alla cena.

Pietrasanta da spunti più creativi vista la grande proposta culturale che offre la città, forte dei marmi racconta un angolo di villeggiatura nella parte più verde della Versilia.

Tre motivi per venire a mangiare nei tuoi ristoranti?

Casa, casa , casa.

Chiudiamo con una domanda fuori dagli schemi:

Che rapporto hai con il mondo dell’arte ?

Piu che con l’arte in generale ho un legame con gli artisti: entrambi siamo degli artigiani che realizzano qualcosa che nasce dalla mente e dal cuore.

Da sempre collaboro a Pietrasanta con artisti giovani e meno giovani attraverso i quali ho fatto conoscere la mia cucina e il mio modo di raccontarla.

Sono entrati nel mio ristorante artigiani del marmo , scultori e pittori e qualcuno ahimè ci ha lasciato: Novello Finotti, Heppe de Han, Girolamo Ciulla, Fernando Botero, Igor Mitoraj, Gianni Manganelli, Tano Pisano, Fabrizio Dusi, Andrea Collesano….

Ma le loro opere che vediamo in giro per il mondo li fanno essere sempre con noi.

La magia che si crea quando hai un artista al tavolo è unica e ogni volta sempre diversa.

E non si sa mai che qualcuno di loro, tra un bicchier di vino e una polpetta non abbia creato qualcosa su una tovaglietta di carta che …conserverai con straordinaria accortezza appesa su qualche parete di casa o del ristorante.

Grazie Filippo per la piacevolissima chiacchierata .

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La Villa di Melazzano, RACCONTATA DA GIANLUCA SANSONE FOUNDER WWW.CHINEURDECHATEAUX.COM

La Villa di Melazzano

Dall’alto della vallata giungo sino all’ingresso ed ecco subito quel bel cancello che ad un magico sentiero leggermente in salita apre la vista.
Intravedo già i meravigliosi alberi secolari ed il fascino della villa, Lisa si presenta a me con quel suo fare armonioso e sereno.
Non appena esco dall’auto un particolare senso di poesia mi avvolge, questa splendida villa domina la valle, e fu costruita sulle antiche mura del castello.
Da li a poco avrò il piacere di ammirare il paesaggio anche dalla inebriante vista che le finestre nelle varie stanze regalano,
ma ecco che Lisa mi accompagna dapprima nel grande salone per poi mostrarmi le altre stanze che al piano terra riempiono la villa.

Mi racconta subito del bisnonno Giuseppe, proprio colui che vinse importanti premi per quell’elisir di lunga vita conosciuto nel mondo intero, persino una medaglia d’oro nel 1911 all’esposizione internazionale di Torino porta alla famiglia
Anichini la conferma di quel retaggio del Chianti presente sin dal 1427.
Trascorrere il tempo a Villa di Melazzano è come essere in una favola e le parole di Lisa corrono dolci nella mia mente come all’ascolto di una poesia.
Che magia in quei ricordi: il pianoforte che la nonna suonava melodiosamente, il tempo delle vendemmie, le gustose ricotte del pastore, e l’immenso senso di libertà che qui regnava.

Che magico privilegio che ho nel compiere, come Chineur de Châteaux, questo fantastico compito di narrare i ricordi e le emozioni dei proprietari di questi appassionanti luoghi.
Ecco che inizia allora il nostro viaggio all’interno della Villa, stanza dopo stanza, decoro dopo decoro, un’opera intera di grande poesia.
Gli antichi affreschi, il cassettonato dipinto di quell’affascinate rosa, i fantastici decori del camino in marmo, e la dolcezza di una culla dell’ottocento.
Attraversare le porte costituite dalle massicce mura dentro la villa mi immerge deliziosamente in un lontano passato, sino ad addirittura quello dell’anno mille.


Anche solo lo sguardo passa oggi oltre l’antica feritoia che fa viaggiare subito la mia immaginazione di quando un tempo proteggeva gli abitanti del castello.
Ma ben oltre la meraviglia portano invece le piccole finestre sulla vallata che nelle affascinanti stanze fanno vivere in pieno la favola di questa fantastica villa.
E tra misteri e leggende Lisa continua ad accompagnarmi nella visita che dopo le stanze si porta sino alla cappella e poi alle cantine.
Ma ecco che un piccolo balcone al piano terra riempie di gioia l’animo romantico, perché protetta da una ringhiera d’altri tempi con quella sua doppia scalinata in esterno.
Giunge allora a noi oggi il dovere di far risplendere questa villa pronta a mostrare a chiunque la visiti la voglia di vivere una poesia di altri tempi.

WWW.CHINEURDECHATEAUX.COM

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eccellenze italianeModa

“Ginger’s Word” incontra Marco Giannetti : la moda passa, una camicia su misura resta!

Marco Giannetti.

La camicia rappresenta un vero e proprio biglietto da visita per gli uomini, per questo è importante che essa sia scelta ed indossata in maniera impeccabile.

Inutile dire che acquistare una camicia pre-confezionata e pensare che essa calzi a pennello è veramente molto difficile.

Molto più probabile che abbia le maniche di una lunghezza sbagliata, i polsini ed il colletto troppo  larghi o stretti e così via.  Indossare una camicia in questo modo non è né comodo né elegante, resta un qualcosa fine a se stesso, un mero acquisto finalizzato all’uso che se ne farà a seconda delle occasioni.

Ecco perché vivere l’esperienza di vedere nascere su di sé un capo di abbigliamento  è un qualcosa di unico nel suo genere.

Un po’ come avviene per la cravatta, la camicia rivela il carattere di chi la indossa, ne conferisce un fascino distintivo proprio grazie alla personalizzazione, insomma è un capo che non può e non deve mancare nel guardaroba di un uomo.

Ma attenti a non ridurre il tutto ad un concetto di stile esclusivamente maschile, il medesimo discorso vale per i capi di vestiario femminili dove la camicia su misura rappresenta  un vero è proprio “must have”. Ispirata al modello classico maschile, nasce come simbolo dell’emancipazione femminile, e segna il progresso e l’entrata delle donne nel mondo del lavoro.

Siamo partiti da Coco Chanel, la stilista che per prima ha saputo interpretare il cambiamento avvenuto nel’900,presentando una nuova linea bianca dal taglio e dalle linee rivisitate rispetto a quella maschile.

Fino ad arrivare ad oggi, dove di camicie da donna c’è ne sono davvero per tutti i gusti ed esigenze.

Nonostante però la vasta scelta e volendo  per me il meglio ,troppo facile sarebbe stato acquistarne una in un qualsiasi luxury store di Via Condotti, io cercavo un esperienza differente che lasciasse in me e nel mio armadio traccia di essa.

Ed è qui che, per merito del mio editore Alessio Musella è arrivata la svolta!

Difatti grazie ad una sua idea, ovvero quella di arricchire il mio book fotografico con una camicia fatta su misura, mi ha creato dapprima un contatto che in seguito sarebbe diventato un vero e proprio connubio con il  miglior “artigiano delle camicie” su piazza e all’estero, Marco Giannetti.

La sua fama di grande professionista del settore, l’ho riscontrata sin dalle prime battute intercorse durante il nostro primo incontro.

Nella sua meravigliosa bottega (che ahimè con l’avanzare della tecnologia sono cosa davvero rara da ritrovare) mi ha subito trasmesso un concetto fondamentale ovvero, fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene ma anche entrare nella mente di colui/lei  che la porterà, facendolo così  sentire bene e a proprio agio.

Ha inoltre aggiunto che, prendere le misure non significa solo prendere un centimetro e segnare, ma far incontrare la sua preparazione tecnica ed artistica con i miei desideri, difatti  così è stato.

All’inizio c’è stato il confronto sulla tipologia di capo da realizzare (e qui torniamo  allo studio del soggetto che si ha di fronte).

Lui si trovava davanti  una donna sicuramente dalla forte personalità, formosa, appariscente ,a volte eccessiva ma decisamente molto femminile.

Quale poteva essere dunque uno stile in linea con il suo essere ma che si discostasse per una volta da tutto ciò che eravamo abituati a vedere dalle sue” immagini social”?

La camicia ominile of course !!

Grazie al suo sapere mi sono immersa , in un meraviglioso mondo fatto di svariati elementi di cui conoscevo solo una basica esistenza, tessuti, colletti, polsini , asole , bottoni, e nella scelta di ognuno di essi ritrovavo il personale tocco dell’artigiano. Siamo partiti con la scelta del tessuto, e Marco senza indugio mi ha proposto un cotone e raso nero marcato “ Ferno Royal-Canclini “praticamente  il top di gamma sul mercato.

Abbiamo proseguito con la scelta dei dettagli , che si sà sono quelli che poi  fanno la differenza; dei  bottoni in madre perla trocast , con un unico differente dagli altri di colore rosso posto al centro dell’abbottonatura (perché a noi il rosso piace tanto e lo volevamo un po’ in ogni dove) il collo di classica linea Italiana, il polsino di sua personalissima creazione che ha chiamato “Middle way” proprio perche si presenta con un lato stondato ed uno quadrato, ed infine l’elemento distintivo di una camicia ominile , voi penserete giustamente alle iniziali del nome e cognome così come fan tutti , corretto ma questa per noi sarebbe stata una scelta troppo banale e Ginger di banale non ha e non doveva  avere niente quindi, senza pensarci troppo ci siamo trovati d’accordo sul fatto che l’iniziale sarebbe stata la G cucita sul polsino destro, bene in vista e di colore rosso !!

Nel corso dei successivi incontri prova, nulla sfuggiva al suo occhio attento, fino al fatidico giorno in cui mi è stato detto “La tua camicia è pronta” ed è li che mi sono sentita davvero felice e trepidante al solo pensiero di poter avere finalmente ciò che avevo desiderato tanto.

Nel momento in cui l’ho indossata non smettevo di guardarmi allo specchio da tutte le angolazioni possibili e immaginabili, e da qualsiasi prospettiva la guardassi era perfetta  ed era tutta mia, talmente mia che la sentivo addosso come una seconda pelle.

Sebbene però  fossi davvero entusiasta del prodotto finale, più mi guardavo e più riflettevo sul fatto che mancasse un qualcosa, si ma cosa?

La cravatta signori, ovviamente  la cravatta!!!

E credetemi quando vi dico che la sintonia che si era creata tra “cliente e maestro”, nel voler vedere il prodotto finito completo  nel suo insieme di qualità e stile ,che è intercorso un attimo tra il momento in cui ho espresso il mio desiderio a Marco, e quello in cui me la sono ritrovata al collo perfettamente annodata !!

Alla fine di questa meravigliosa esperienza  (che sicuramente non sarà l’unica) ho appreso quanta preparazione ,dedizione e passione ci metta Marco Giannetti nella realizzazione di una camicia su misura che, se pur rappresentando un capo unico del mio armadio, rimarrà per sempre anche un po’ sua.

Ginger inside

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Il confine labile tra arte e artigianato Storie a Palazzo Gondi, il Salotto degli Artigiani.

il Salotto degli Artigiani

Recentemente abbiamo visitato “Il Salotto degli Artigiani”, esposizione di manufatti d’arte artigiana a Palazzo Gondi, edificio storico del centro fiorentino, vicino a Palazzo della Signoria, organizzato da Eleonora Lucifero.

Un primo appuntamento per mostrare esperienze da Firenze e dall’Italia.

L’occasione è stata preziosa anche per visitare il piano nobile e i suoi saloni di uno dei palazzi più belli di città, costruito dal 1490 da Giuliano da Sangallo per la famiglia Gondi, attualmente privato.

La manifestazione ha visto le botteghe e i marchi artigianali con un estro artistico provenienti da alcune regioni d’Italia e tra questi ci sono Folkloore e Altelier Francesca Bicchi da Milano, Domitilla Gucci con le sue borse, Larissa Pucci con i suoi foulard, Margherita B da Roma con il suo pregiato cashmere, Tulsi con i suoi scialli decorati a mano, gli incredibili arredi disegnati e creati da Maurizio Talerma, C’est la V da Milano, Ceramiche d’Este, i maestri argentieri e orafi di Gilda Re, e le colorate creazioni di Vincenzo Spanò, oltre alle cinture di Eleonora Lucifero.

Una passeggiata nella bellezza, grazie anche a una terrazza che si affaccia di sguincio su Palazzo della Signoria dove siamo andati a curiosare per raccogliere delle storie come quella di Alessandra Zaltieri e Maurizio Telerma, amici, che presentano un allestimento comune dove scialli e borse della prima si appoggiano sulle creazioni d’arredo del secondo.

Durante la manifestazione c’è stato un momento di attenzione sociale proponendo la vendita dei cioccolatini di Airc, l’Associazione per la Ricerca sul Cancro con delegazione attivissima e importante in Firenze e Toscana.

A cura di Ilaria Guidantoni

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eccellenze italianeFood & Beverage

-Torino- Martedi 30 Novembre un Trio di Chef d’eccezione per una serata speciale al Cloud9.

Cloud9

Il Cloud9  ospita  una serata speciale nella quale i Protagonisti saranno  i due soci CHIC Charming italian Chef Marco Sacco del Ristorante Piccolo Lago di Mergozzo 2 stelle Michelin e Christian Balzo Resident Chef del Ristorante stellato Piano35 di Torino insieme al giovane e talentuoso Resident Chef Cloud 9 Alessandro Braga.

CHIC Charming Italian Chef è un’associazione nazionale che raccoglie un centinaio di grandi professionisti della ristorazione che propongono una cucina creativa, nel rispetto delle materie prime di cui è ricco il nostro Paese.

Il costo della serata è di 90€ bevande incluse: abbinamento con vini e cocktail di Roberto Palestini

Cloud9, a Villa Sassi ,, una location unica nel suo genere, una delle ville più importanti della città , un luogo storico che profuma di Italia, ma appena varchi la soglia del locale , vieni catapultato nelle atmosfere che ricordano inevitabilmente i migliori club  di Manhattan.

Per informazioni e prenotazioni

Telefono: 328 18 30 574

Mail: booking@cloud9villasassi.com

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Attualitàeccellenze italianeEventi

-La Centralità dell’uomo nell’impresa tra tradizione e innovazione – 19 Novembre 2021 ore 18.00 – Kilometro Rosso

Ferretti Industrial Services Srl

Ferretti Industrial Services Srl, in occasione del suo decimo anniversario, incontra i propri stakeholders nell’innovativa cornice di Kilometro Rosso rimarcando la centralità dell’uomo nel mondo dell’impresa ripercorrendo una storia imprenditoriale familiare iniziata oltre un secolo fa, nel 1903.

Sarà l’occasione per enfatizzare il ruolo della “persona” nell’azienda, nel mondo del lavoro; l’uomo quale testimonianza di una tradizione all’interno dell’azienda ed al tempo stesso fonte di continua innovazione.

Passato presente e futuro che si fondono costituendo un “fil rouge” che unisce il mondo del “fare” ed il mondo dell’”arte”.

L’uomo in azienda viene così reinterpretato passando da una visione di stampo economico, quale “fattore della produzione”, ad un’interpretazione in cui l’uomo diviene “risorsa imprescindibile” di un percorso di vita, intrapreso in seno all’azienda coadiuvando la figura dell’imprenditore nell’affrontare le sfide quotidiane.

L’evento si concentra sulla presentazione dell’opera pittorica “work in progress” realizzata dall’artista bergamasco Manuel Bonfanti; il curatore Alessio Musella approfondirà con l’artista le linee che uniscono il mondo dell’arte al mondo del fare impresa.

Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo accompagnato musicalmente dal “Trio Conservatorio Gaetano Donizetti”.

Evento coordinato dalla Fondazione Mazzoleni

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