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Dubai: Sartoria Rossi, detail and tradition make the difference.

Sartoria Rossi

Dal 1979, Sartoria Rossi rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per l’eleganza maschile, portando l’eccellenza del saper fare toscano nel panorama internazionale.

Fondata a Marciano della Chiana, l’azienda ha scelto di mantenere l’intera produzione in Italia, affidando la creazione di ogni capo a una squadra di maestri sarti che custodiscono i segreti della tradizione artigianale. Questa dedizione alla qualità si traduce in abiti dalla fattura impeccabile, realizzati esclusivamente con i tessuti più nobili provenienti dai lanifici più prestigiosi del Paese.

​Il vero valore aggiunto di Sartoria Rossi risiede nella capacità di coniugare il prestigio del passato con le esigenze dell’uomo contemporaneo.

Attraverso il servizio Su Misura, il cliente viene accompagnato in un percorso di personalizzazione totale, dove ogni cucitura, asola e scelta di taglio concorre a definire un’immagine unica e distintiva.

Che si tratti di un abito da cerimonia per un’occasione solenne o di un capo per il business quotidiano, l’obiettivo resta sempre la ricerca della perfezione estetica unita a un comfort senza pari.

​Distribuite unicamente attraverso una rete di boutique monomarca, le collezioni Sartoria Rossi offrono un’esperienza d’acquisto intima e professionale.

Qui, l’atmosfera dell’atelier si fonde con la modernità del design, permettendo a chiunque varchi la soglia di respirare l’autentica cultura sartoriale italiana.

Scegliere Sartoria Rossi significa dunque abbracciare una filosofia del vestire che celebra il dettaglio, la materia prima e una raffinatezza senza tempo, pensata per chi non accetta compromessi tra stile e sostanza.

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English Version

Since 1979, Sartoria Rossi has been a cornerstone of masculine elegance, bringing the excellence of Tuscan craftsmanship to the international stage. Founded in Marciano della Chiana, the company has chosen to keep its entire production in Italy, entrusting the creation of every garment to a team of master tailors who preserve the secrets of traditional artistry.

This dedication to quality results in impeccably crafted suits, made exclusively from the finest fabrics sourced from the country’s most prestigious textile mills.

​The true added value of Sartoria Rossi lies in its ability to blend the prestige of the past with the needs of the contemporary man.

Through the Made-to-Measure service, clients are guided through a journey of total personalization, where every seam, buttonhole, and cut contributes to defining a unique and distinctive image. Whether it is a ceremonial suit for a solemn occasion or a piece for daily business, the goal remains a constant pursuit of aesthetic perfection combined with unparalleled comfort.

​Distributed solely through a network of flagship boutiques, Sartoria Rossi collections offer an intimate and professional shopping experience. Here, the atmosphere of the atelier merges with modern design, allowing anyone who crosses the threshold to breathe in authentic Italian tailoring culture.

Choosing Sartoria Rossi means embracing a philosophy of dressing that celebrates detail, raw materials, and a timeless refinement, designed for those who refuse to compromise between style and substance

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eccellenze italianeMusica

Deejay Pico: L’Energia del Groove e l’Anima del Ritmo in un Viaggio Sonoro Senza Confini.

Il percorso artistico di Deejay Pico si snoda attraverso una ricerca sonora incessante che trasforma ogni performance in un’esperienza immersiva dove il ritmo diventa il linguaggio universale per connettere la pista e l’artista in un solo battito vitale.
Con una presenza scenica magnetica e una tecnica affinata tra i club più vibranti e le produzioni in studio più ricercate Deejay Pico non si limita a selezionare tracce ma costruisce veri e propri viaggi narrativi capaci di catturare l’energia del momento e restituirla potenziata attraverso drop esplosivi e atmosfere cariche di groove.
Ogni suo set è il risultato di un equilibrio perfetto tra innovazione digitale e calore analogico studiato per chi vive la musica non solo come intrattenimento ma come una scarica di adrenalina pura che scorre sottopelle fino alle prime luci dell’alba.


Seguendo il suo profilo si ha un accesso privilegiato al dietro le quinte di una carriera in costante ascesa tra sessioni di produzione notturne anteprime di remix esclusivi e i preparativi per i tour che lo vedono protagonista sui palchi più prestigiosi della scena contemporanea.


Deejay Pico rappresenta oggi un punto di riferimento per chi cerca una selezione musicale mai banale dove la qualità del suono si fonde con la capacità rara di leggere la folla e guidarla in una danza collettiva senza sosta trasformando ogni serata in un evento unico impresso nella memoria di chi ha scelto di alzare il volume e lasciarsi trasportare dalla sua visione sonora.

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English Version

Deejay Pico’s artistic journey unfolds through a relentless exploration of sound, transforming every performance into an immersive experience where rhythm becomes the universal language connecting the dance floor and the artist in a single, vital beat.
With a magnetic stage presence and a technique honed in the most vibrant clubs and the most sophisticated studio productions, Deejay Pico doesn’t simply select tracks; he constructs authentic narrative journeys capable of capturing the energy of the moment and reinforcing it through explosive drops and groove-filled atmospheres.


Each of his sets is the result of a perfect balance between digital innovation and analog warmth, designed for those who experience music not just as entertainment but as a rush of pure adrenaline that flows under the skin until the break of dawn.
Following his profile provides privileged access to a behind-the-scenes look at a constantly evolving career, from late-night production sessions to exclusive remix previews and preparations for tours that see him perform on the most prestigious stages of the contemporary music scene.


Deejay Pico is now a reference point for those seeking a never-ending musical selection, where the quality of the sound blends with the rare ability to read the crowd and lead them in a non-stop collective dance, transforming every evening into a unique event etched in the memory of those who choose to turn up the volume and let themselves be transported by his sonic vision.

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Attualitàbeautyeccellenze italianeLusso

Il mondo di Rossella Catapano Gioielli.


​Il marchio è diventato un punto di riferimento nella gioielleria contemporanea italiana, grazie a un’estetica che mescola il lusso dell’oro 18kt e dei diamanti con un design giocoso, simbolico e profondamente comunicativo.

​Partenopea nel DNA con un background d’eccellenza, Rossella si è formata all’Istituto Marangoni di Milano e ha lavorato per oltre otto anni nello staff di Gianni Versace.

Questa esperienza nell’alta moda ha influenzato il suo approccio al gioiello, che lei non considera un semplice accessorio, ma un vero e proprio “veicolo di tenerezza” e uno stato d’animo da indossare.

​I suoi gioielli sono famosi per essere emozionali e narrativi.
Le forme traggono ispirazione dal quotidiano e dal mondo dell’infanzia:
​Icone ricorrenti: Cuori, stelle, fulmini, gelati, lucchetti e manette.

Molti pezzi (come i celebri bracciali Handcuff) possono essere personalizzati con nomi, date o parole significative, rendendoli unici.

La produzione spazia dall’Oro 18Kt (con diamanti e pietre preziose) per la linea Fine Jewellery, all’Argento 925 per la linea più accessibile e trendy.

​Il brand ha una forte vocazione internazionale (molto apprezzato anche a Dubai)
La vendita avviene principalmente tramite l’e-commerce ufficiale e gioiellerie selezionate

www.rossellacatapano.com

The world of Rossella Catapano Gioielli:
​The brand has become a benchmark in contemporary Italian jewelry, thanks to an aesthetic that blends the luxury of 18kt gold and diamonds with playful, symbolic, and deeply communicative design.

​Neapolitan by nature with a background of excellence, Rossella trained at the Istituto Marangoni in Milan and worked for over eight years on the staff of Gianni Versace.

This experience in high fashion has influenced her approach to jewelry, which she considers not just a simple accessory, but a true “vehicle of tenderness” and a wearable state of mind.

Her jewelry is known for its emotional and narrative nature.
The shapes draw inspiration from everyday life and childhood:

Recurring icons: Hearts, stars, lightning bolts, ice cream, padlocks, and handcuffs.

Many pieces (such as the famous Handcuff bracelets) can be personalized with names, dates, or meaningful words, making them unique.

The production ranges from 18K gold (with diamonds and precious stones) for the Fine Jewelry line to 925 silver for the more accessible and trendy line.

The brand has a strong international presence (also highly regarded in Dubai).
Sales are mainly through the official e-commerce site and selected jewelry stores.

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Arteculturaeccellenze italianeModaSenza categoria

DUBAI: Saints Studio e Angelo Accardi, quando la moda dialoga con l’arte.

Il connubio tra Saints Studio e l’artista Angelo Accardi a Dubai rappresenta l’incontro perfetto tra streetwear d’avanguardia e arte contemporanea internazionale.

Le serate d’arte organizzate da Eden Gallery hanno celebrato il legame profondo tra il brand e l’universo artistico di Accardi.
Il brand non si limita a vestire, ma diventa parte integrante delle installazioni e della visione “pop-surrealista” dell’artista

Saints Studio è un brand italiano di fashion design che trasforma la moda in un’indagine antropologica e culturale.
​Si distingue per uno stile eclettico che fonde simbologia, folklore e psiche, creando capi dal forte impatto visivo.

L’uso iconico di bandane, denim laserato e mix di tessuti pregiati (come seta e jersey).

Ogni collezione è concepita come un racconto che unisce il mito alla cultura di strada (dal “Joga Bonito” brasiliano al denim vintage).

Dai capi “One of a Kind” alle collaborazioni internazionali , il brand punta su un lusso consapevole e distintivo.
​Un laboratorio creativo campano che veste chi cerca originalità e profondità culturale, lontano dal fast fashion.

​Il brand promuove un concetto di moda più consapevole e rilassata.
Attraverso i loro canali social e il sito ufficiale, invitano la propria community a un “2026 lento”, celebrando un lusso che non ha fretta e che valorizza la qualità e il significato di ogni singolo pezzo nel guardaroba.

​Saints Studio non è solo una casa di moda, ma un ponte tra l’arte e il vestire, pensato per chi cerca capi che abbiano un’anima, una profondità culturale e un design che non teme di essere fuori dagli schemi convenzionali.

www.saintsstudio.it

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Attualitàeccellenze italianeLusso

Dubai: Francesco Merighi tra imprenditoria e Glamour.


In un contesto dove il business internazionale incontra il lifestyle del Golfo, la figura di Chicco (Francesco) Merighi si è imposta a Dubai come sinonimo di networking d’élite e innovazione tech-sportiva.
​Le sue “serate” non sono semplici party, ma eventi curati dove la comunità imprenditoriale italiana e internazionale si ritrova per scambiare visioni tra un cocktail e l’altro.

​Chicco predilige luoghi che riflettano l’anima della “Nuova Dubai”: un mix di lusso moderno e tradizione mediorientale.

​Il vero cuore delle serate di Chicco Merighi è la lista degli invitati.
Non si tratta di eventi aperti al pubblico, ma di raduni di “top player”:

Grazie alla sua storia con Goal.com e alla partnership con Fabio Capello, non è raro incontrare importanti ex calciatori dirigenti sportivi.

Le sue serate sono il punto di riferimento per i “nuovi expat” di successo: professionisti che hanno portato il gusto e il saper fare italiano negli Emirati.

​Il segreto del successo di queste serate risiede nella filosofia che Merighi ha esportato da Londra a Dubai:

Niente presentazioni noiose.

Il business si fa in modo organico, spesso davanti a un tramonto sul mare o in una lounge riservata.

Anche se il contesto è internazionale, il gusto per il dettaglio, la scelta del cibo e l’accoglienza riflettono sempre le radici italiane dell’imprenditore.

​Le serate di Chicco Merighi dimostrano come la città non sia solo cemento e centri commerciali, ma un luogo dove relazioni umane di alto livello possono generare startup milionarie.

Merighi suggerisce spesso di non fermarsi ai soliti posti turistici, invitando i suoi ospiti a scoprire il lato “genuino” di Dubai, come i tramonti o le notti nel deserto, che spesso diventano il prologo o il post-serata dei suoi eventi ufficiali.
Francesco Merighi e’ diventato un punto di riferimento importantea Dubai in una merropoli raccontata attraverso molti stereotipi, Chicco ha dimostrato come la sostanza Vince sull’apparemza.

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eccellenze italianeFood & Beverage

Cioccolato e vino, un amore insolito che si rinnova nel tempo. Al Vinitaly il Fervolato, figlio di Noalya e Marco Caprai.

Marco Caprai

Presentato un prodotto unico al mondo il primo cioccolato fermentato con il mosto in questo caso il Sagrantino di Marco Caprai. All’origine l’amicizia tra Alessio Tessieri, titolare di Noalya il cioccolato Coltivato, Azienda di Ponsacco in provincia di Pisa, e Marco Caprai dell’omonima azienda vinicola umbra.

Una passione comune per i prodotti della terra e la scommessa di rilanciare qualcosa che rischiava l’estinzione, la varietà di cacao criollo quello usato nella fattispecie “Criollo di Merida” comunemente chiamato Criollo Merideño e il vitigno autoctono Sagrantino, ma che condividono altresì basse rese che li rendono poco appetibili per i contadini.

Osservando le caratteristiche del cioccolato e del vino e notando molti punti in comune è nata la curiosità da parte dei due produttori di unire la fermentazione che con molta dedizione e sperimentazione, nonché investimenti, ha portato alla nascita del Fervolato, neologismo da ‘fervere’, ricordando l’energia della fermentazione.

La fermentazione iniziale del cioccolato viene fermata e riprende spontaneamente a contatto con la fermentazione in atto delle uve che diventa così un processo elevato al cubo.

È importante sottolineare che non si tratta di un’infusione o della creazione di un cioccolato al vino ma di una genesi assolutamente originale. L’eredità genetica che il vino trasmette al cioccolato non è solo nei sentori ma nella capacità di evolvere nel tempo che è straordinaria ed è un’esperienza sensoriale nuova.

Abbiamo infatti avuto l’occasione di assaggiare il Fervolato due mesi fa nelle tre tipologie, rispettivamente prodotte in acciaio, anfora e rovere e quest’ultimo ci ha regalato una speziatura significativa e una decisa avvolgenza mentre l’anfora appariva più ‘fredda’.

È impressionante come passato il tempo l’anfora ci restituisca la complessità dell’incontro e del territorio mentre il legno comincia a prevalere e a far uscire la dolcezza.

Aspettiamo prossimamente di riassaggiare il cioccolato in acciaio che donando freschezza conserva un’ originarietà maggiore ma potrebbe arrivare una sorpresa. Inoltre con una tendenza sempre più spiccata dei vini ad essere gastronomici, sperimentare nuovi cibi e creare potenziali abbinamenti creativi – e il cioccolato viene considerato dai Sommelier quasi una negazione – apre scenari interessanti anche sotto il profilo economico oltre che sensoriale.

Quest’ultimo aspetto d’altronde risponde all’orientamento dell’aspetto della narrazione che è sempre più importante nel consumo a tavola.

A cura di Giada Luni

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eccellenze italianeFood & Beverage

Al Vinitaly Marchesi Frescobaldi festeggia 10 anni di Alìe.

Alìe Frescobaldi

Dieci anni del Vino Rosé Alìe, una data festeggiata con enfasi da Marchesi Frescobaldi all’edizione 2024 del Vinitaly perché sono le prime dieci vendemmie della Tenuta Ammiraglia, acquisita nel 2011, nella terra del Morellino di Scansano, in piena Maremma dove si sente forte la vicinanza del mare, a soli quindici chilometri. L’importanza di questo prodotto, sottolineano in azienda, sta nel fatto che Frescobaldi è stato un pioniere di quello che poi sarebbe diventato un trend.

Ancora un decennio fa infatti si parlava soprattutto di ‘rosato’. In questo caso il blend stesso è una scommessa, il matrimonio tra il vitigno internazionale Syrah e il toscano Vermentino, suggerimento indovinato dell’enologo Niccolò D’Afflitto, non a caso con una lunga esperienza francese, che consente tra l’altro l’ottenimento di un colore rosa tenue, delicato come la ninfa del mare alla quale allude, grazie alla presenza del vitigno locale che funge da stabilizzatore del colore. La veste del vino e del prodotto sposano il racconto mitologico di una terra toscana insolita nella percezione.

La bottiglia ricorda quelle francesi e l’icona è un ramo di corallo con una serie di bicchieri dedicati con un testo in serigrafia che si muove sul calice come un’onda raccontando versi ispirati alla figura mitologica con un testo elaborato all’interno dell’azienda.

Il mare non è solo un’evocazione narrativa quanto una componente essenziale del gusto ben oltre la sapidità che conferisce al vino. Il clima mitigato dalle acque del Tirreno consente alle uve una maturazione graduale che conferisce un assetto polifenolico con questo colore cipriato, che si conserva nel tempo diventando metafora della conservazione della storia e della tradizione che incontra la voglia di sperimentare e di dar libero spazio alla creatività.

Al gusto la freschezza con sentori di botaniche e una nota spiccata di pesca, della quale si sente la buccia, si intreccia alla mineralità del terroir in un vino che fa solo acciaio, pronto da bere, già sul mercato da settembre.

A cura di Giada Luni

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eccellenze italianeFood & BeverageSenza categoria

L’Antica Farmacia di Palaia, la contemporaneità dei sapori antichi.

L’Antica Farmacia di Palaia

Nel cuore del Borgo pisano di Palaia, dove una passeggiata nella storia ci porta dagli Etruschi alle rotte medioevali dei costruttori di cattedrali, l’antica farmacia del paese, in pieno centro è diventata un’osteria di grande qualità che ha scelto di concentrarsi sui sapori di terra, riscoprire antiche ricette, non le solite, reinventando il gusto della presentazione senza stravolgere la tradizione.

È nel 2012 che nasce il Ristorante Antica Farmacia, proprio sulla via principale che attraversa il paese, un locale piccolo, storico, che tanto tempo prima aveva ospitato una caratteristica e suggestiva farmacia di paese.

Oggi è un piccolo salotto gastronomico, molto curato con passione dal titolare e chef, Juri Zanobini, che qualche anno fa acquista anche l’immobile e corona il suo sogno coltivato fin da bambino. In questo ambiente, rustico-elegante che si snoda in due sale, un grande caminetto, caratterizza l’antica costruzione, che d’inverno, nelle fredde serate palaiesi, accompagna la cena con il piacevole scoppiettare della legna e il tepore del fuoco. La ristrutturazione ha mantenuto il gusto storico del luogo, curando la tavola in modo semplice e raffinato con un bel tovagliato, bicchieri di qualità, poggia posate design, tutto sui toni neutri riposanti.

Solo 20 coperti per curare il cliente con un’attenzione su misura che vede un gruppo affiatato come un’orchestra confrontarsi senza dimenticare di suonare il proprio assolo: accanto allo chef il suo secondo, compagno di scuola, Adriano Civitillo e in sala a dirigere il locale Giulia Parente, sua compagna anche nella vita e Sommelier AIS.

Non i soliti noti della tradizione locale con un’attenzione alla qualità dei sapori, ai prodotti a chilometro zero, alla tecnica delle preparazioni e un impiattamento ben costruito senza troppa estrosità con una carta di vini che si sta strutturando tra proposte locali, anche molto vicine, e qualche ricerca sfiziosa. Come ha raccontato Juri, “Ci siamo attaccati alla tradizione, evitando il provincialismo pensando che tutte le strade portano a casa”.

La nostra passeggiata di gusto inizia con un’entrée di tre assaggi: sfera di parmigiano in gel di cipolla, miniburger con lampredotto, panna acida e wasabi e una spuma di cotechino soffiata con acciughe e sedano; per proseguire con una tartare molto delicata servita con un’insalata di patate, una giardiniera e cialda di mais; per continuare con un midollo accompagnato da una croccantezza saporita che lo veste e dialoga con la sua morbidezza, mostarda di zucca, senape, finocchi e cipolle in giardiniera. Tra i primi abbiamo scelto degli gnocchi di farina di castagne con crema di zucca gialla, limone e porri, dove gli ingredienti a tendenza dolce di stagione sposano la freschezza dell’agrume in un ottimo bilanciamento. Si prosegue con un Rollé di galletto e fois gras, crema di patate, spinacini freschi e crema pasticcera salata, il tutto completato da una crocchetta che gioca sulla consistenza diversa.

Per finire il Ricordo di una crostata di mele con crema chantilly, crumble croccante, granella di nocciola, gel di mela, mela e cannella e cioccolato bianco.

Chi è Juri Zanobini

Un giovane, innamorato del suo lavoro, conclusi gli studi all’Istituto Alberghiero Matteotti di Pisa, prende sempre più sul serio la sua passione e dopo una serie di esperienze lavorative in ristoranti e hotel della Toscana, decide di fare il grande salto, diventando titolare di un ristorante e sceglie il fascinoso borgo medievale di Palaia come sede del suo locale, acquistando quella che era stata realmente l’Antica Farmacia del borgo. Territorio, freschezza degli ingredienti, la tradizione a fare da base e tanta fantasia, tecnica e continui confronti, per reinterpretare i piatti che dalla cucina arrivano sulla tavola. Dopo alcuni anni di esperienze e impegni nell’accogliere e servire un cliente, arrivano i risultati sperati e più che meritati, come responsabile di sala e della gestione dei vini, dell’Antica Farmacia. Grazie anche a brevi stage fatti presso importanti strutture, anche stellate, dalle quali ha cercato di assimilare i segreti e le virtù dell’accoglienza.

Con l’A.I.S., sta completando il percorso che le porterà il titolo di Sommelier Professionista e tanto per non rimanere indietro, sta iniziando a muovere i primi passi per approfondire la conoscenza con le produzioni più pregiate di oli extravergini d’Italia. Frequenta con successo l’IPSAR Matteotti Pisa, e subito dopo, si sposta in terra natia, la Campania, iniziando a lavorare in rinomati locali. Si specializza nella cucina di mare, ma non disdegna imparare i segreti della pasticceria, approfondendo anche questa bellissima arte, poi, ancora, altri ingaggi in Toscana, in altri ristoranti e alberghi.

Con l’Antica Farmacia, tralascia il pesce e inizia un bellissimo lavoro rivolto alle carni e alle verdure, continuando però a realizzare piccoli gioielli dolci, sua seconda passione.

L’ottima sinergia con l’amico e anche compagno di scuola Juri, lo rende un elemento indispensabile per portare avanti un lavoro impegnativo e articolato, come quello messo in atto all’Antica Farmacia. Il territorio delle colline pisane nel quale si trova immerso il borgo di Palaia, si presenta come una vera e propria miniera a cielo aperto in quanto ad approvvigionamento di prodotti cosiddetti a Km “0”, termine spesso usato con troppa facilità, ma che in questo caso si adatta perfettamente all’Antica Far -macia, che quotidianamente, viene rifornita con i migliori prodotti, coltivati o allevati dalle tante aziende agricole disseminate nei comuni adiacenti Palaia. Verdure, animali da cortile, carne bovina selezionata e certificata, salumi, formaggi, e altre delizie di rinomati artigiani del gusto.

I piatti si ispirano alla tradizione ma sono frutto di piacevoli rivisitazioni, prestando sempre gran -di attenzioni al mantenimento organolettico di ciascun prodotto, che deve arrivare nel piatto, integro di tutte le sue migliori caratteristiche alimentari. Senza dimenticare il pane, i grissini e la pasta, che vengono realizzati personalmente dagli chef, utilizzando le migliori farine e il lievito madre.

Naturalezza, grande amore per la materia prima e tecnica. Tutti i prodotti presenti, devono raccontare il territorio, rappresentando appieno la nostra filosofia di cucina.

A cura di Giada Luni

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eccellenze italianeFood & Beverage

Mimi alla Ferrovia, festeggia i suoi 80 anni. Raccontato dalle più prestigiose guide enogastronomiche italiane ed estere e dal The New York Times.

Mimi alla Ferrovia

Al taglio del nastro dell’exhibition “80 e li mostra. La storia, 1943/2023”, con cui si apre l’anno celebrativo, che sarà caratterizzato da otto eventi culturali e enogastronomici, uno per ogni decade

Icona della cultura gastronomica napoletana nel mondo, punto di riferimento delle star nazionali e internazionali che arrivano in città, realtà pluripremiata – persino con il Leone d’oro nell’ambito del Gran Premio Internazionale di Venezia – e iscritta nel registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale (dov’è presente come prima e unica attività nel settore della ristorazione), Mimì alla Ferrovia, raccontato dalle più prestigiose guide enogastronomiche italiane ed estere epersino dal The New York Times, festeggia i suoi 80 anni. Una celebrazione importante, sostenuta dalle istituzioni con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli e con la presenza dell’assessore regionale al Turismo Felice Casucci e del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi al taglio del nastro dell’exhibition “80 e li mostra. La storia, 1943/2023”, con cui si apre l’anno celebrativo, che sarà caratterizzato da otto eventi culturali e enogastronomici, uno per ogni decade.

La nascita e la crescita di Mimì alla Ferrovia, un sogno a cui ha lavorato con grande passione Emilio Giugliano, insieme a sua moglie Ida, sono state raccontate dai protagonisti di questa storia di successo, i cugini Michele senior e Michele junior Giugliano (seconda generazione di Mimì), lo chef Salvatore Giugliano e la responsabilemarketing e comunicazione Ida Giugliano (figli dei due Michele e terza generazione di Mimì). Con loro, il giornalista Luciano Pignataro.

L’inaugurazione di Mimì alla Ferrovia è datata autunno 1943. E in quel momento Emilio non è più solo nella realizzazione del suo sogno. C’è Ida, il grande amore della sua vita. Nell’ottobre 1943 sistemano l’insegna “Ristorante Mimì alla Ferrovia” e fanno lavorare nel ristorante il nipote Michele, un ragazzino di 11 anni, che inizia lavando i piatti in piedi su una cassetta della frutta per arrivare al lavabo e provvedendo ogni giorno all’accensione del forno a carbone. Negli anni Sessanta, a Michele ormai adulto, si affianca il figlio di Emilio, Michele, quindicenne che viene impiegato tra sala e cucina. I due Michele diventano i protagonisti della seconda generazione nella storia di Mimì. Accanto a loro c’è Ida, che senza il suo Emilio, è presente al ristorante dalla mattina presto a ora di pranzo.

Dietro e dentro il successo di Mimì alla Ferrovia ci sono anche Gerardina e Flora, rispettivamente mogli di Michele senior e Michele junior, che hanno sempre sostenuto i loro mariti, riconoscendone il grande sacrificio.

C’è ogni singola persona dello staff di sala e cucina, che diventa famiglia e figura indispensabile (oggi come nel corso degli 80 anni di storia).

C’è Emilio, figlio di Michele junior, che si occupa dell’amministrazione; c’è Ida, che sin da bambina vive questa grande magia, stringendo un legame molto forte con la nonna di cui le viene dato il nome; e c’è Salvatore, il primo chef della famiglia Giugliano, che è dietro l’ideazione, la progettazione, l’elaborazione e la realizzazione dei piatti, andando personalmente ai mercati del Borgo Sant’Antonio Abate e Porta Nolana per la scelta delle materie prime. Ad affiancare Salvatore in cucina c’è la cugina Daniela Emilio. Completa la squadra, la pastry chef Carolina De Caprariis.

“80 E LI MOSTRA. LA STORIA, 1943/2023” E GLI EVENTI CELEBRATIVI

A cura di Ida e Salvatore Giugliano, la permanente “80 e li mostra. La storia, 1943/2023” propone, negli spazi di Mimì alla Ferrovia, 80 Fotografie, riconoscimenti e preziosi cimeli. Viene ripercorsa, con un racconto per immagini, la vita della famiglia Giugliano, la sua storia coronata di sogni e di successi, i personaggi illustri che hanno varcato la soglia del celebre ristorante Mimì. Tempio consacrato della cucina partenopea, luogo iconico che, attraverso il riconoscimento del marchio storico, si proietta verso un futuro infinito per il tramite di Ida e Sasà, che oggi rappresentano la terza generazione. Sapientemente guidati dai rispettivi genitori,

Michele senior e Michele junior, cugini omonimi, che di quel visionario e intraprendente Emilio hanno saputo custodire, preservare e tramandare quella felice intuizione, che dal 1943 oggi, tutti, conoscono con il nome di Mimì alla Ferrovia. Alla realizzazione della mostra hanno lavoratoil team di Emmemedia Agency; l’architetto Pietro Belli, che ha curato il layout; il team di Pio della Volpe(allestimento); il fotografo Roberto della Noce(ottimizzazione materiale fotografico di archivio)-

Con la mostra si apre l’anno celebrativo, nel corso del quale saranno proposti otto eventi, uno per ogni decade. Saranno presentati il docufilm con la colonna sonora di Davide “Tropico” Petrella; il catalogo “80 e li mostra. La storia, 1943/2023”, pubblicato da Iemme Edizioni; ilmerchandising celebrativo “Mimì 80”; il lancio del vino “Mimì 80”; la doggy bag “Mimì 80”, una box per la sostenibilità e l’antispreco e anche per godere della cucina di Mimì a casa. Ci sarà il Premio Mimì assegnato agli allievi della scuola di cucina dell’associazione “Monelli tra i fornelli Onlus”, nata da un’idea del cuoco Luca Pipolo e del pasticciere Ciro Ferrantino, che lavora con i ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Nisida. Per la chiusura dell’anno, in programma, una grande festa “Amici di Mimì” con chef stellati ai fornelli.

PERSONE E PERSONAGGI CELEBRI

La storia di Mimì alla Ferrovia è stata costruita nel rispetto della volontà di Emilio di

“offrire a chiunque entri i sapori migliori che si possano mettere in un piatto e  l’accoglienza più calda che si possa lasciare nell’animo”, come si legge in una lettera lasciata ai posteri. A questa volontà si uniscono le doti di grande intrattenitore con un un talento naturale nell’accoglienzagli ospiti di Michele senior. La vera forza di Mimì sono ilegami di amicizia che la famiglia Giugliano riesce a instaurare; sono i ragazzi che tornano raccontando di esserci stati per la prima volta con il nonno o con il papàda bambini; sono le persone che vivono all’estero e ogni volta che tornano a Napoli pranzano e cenano da Mimì, perchè respirano l’aria familiare di casa.

Questo grande amore, questa grande passione, il grande senso di famiglia e di accoglienza, la cura per il cibo e il buon vino (Lettere e Gragnano, portati da Emilio, sin dal primo momento, dalle sue terre) rendono Mimì alla Ferrovia un luogo unico, che viene scoperto e amato da grandi personaggi del mondo dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, della politica. Impossibile nominarli tutti, ma volendo fare una carrellata sugli 80 anni di Mimì alla Ferrovia, ecco tra i clienti abituali Diego Armando Maradona, il primo presidente della repubblica italiana Enrico De Nicola, Gianni Agnelli, Totò (che quasi dopo ogni spettacolo cena da Mimì), Eduardo e Peppino De Filippo e poi, in ordine sparso, Federico Fellini, Luciano De Crescenzo, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Thomas Harris, Luca Cordero di Montezemolo, Lapo e John Elkann, Edwige Fenech,Enzo Biagi, Michael Schumacher, Jean Todt,Giancarlo Fisichella, Christian De Sica, Giancarlo Giannini, Lucio Dalla, Peppino Di Capri, Gianni Morandi, Pooh, Paolo Villaggio, Sabrina Ferilli,Mamhood, Laura Pausini, Yul Brynner, Bud Spencer,Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi, SilvioBerlusconi, Bono Vox, Robert De Niro, Sting, Tony Servillo, Cesare Cremonini, Malika Ayane, Sergio Castellitto, Bon Jovi, Coez, Cancultta, Kate Perry, Ken Follett.

I PIATTI ICONICI

Il peperone ‘mbuttunato di Mimì alla Ferrovia è leggenda. A sua maestà il peperone ‘mbuttunato, si uniscono altri piatti molto amati dagli ospiti: taco bao con genovese e mayo alle alici di cetara; alici ripiene, provola, zucchine alla scapece e mayo al wasabi; ziti, lardo mantecato, pomodori gialli, datterini confit e pecorino; polpo verace scottato, scarola e salsa kimchi; pastiera napoletana.

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eccellenze italianeviaggi

Oasi Dynamo ospita Wilderness: l’esperienza umana nella natura selvaggia, un weekend esperienziale dedicato a scrittura e natura con soggiorno esclusivo nei lodge della riserva naturale Sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023.

Oasi Dynamo

San Marcello Piteglio, Pistoia

Sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023 Oasi Dynamo, l’incontaminata riserva naturale di oltre 1000 ettari che sovrasta l’Appennino Pistoiese, affiliata al WWF, ospiterà Wilderness: l’esperienza umana nella natura selvaggia, un weekend dedicato alla scrittura di wilderness, che prevede workshop, lezioni esperienziali e un soggiorno esclusivo nei lodge della riserva, per immergersi nell’atmosfera suggestiva dei boschi, dimenticare la città e ascoltare le emozioni e le sensazioni che solo la natura sa offrire.

La wilderness, la natura nel suo stato primordiale, è priva di qualsiasi elemento di antropizzazione: un ambiente di cui l’uomo, da tempo, difficilmente riesce a sentirsi parte e dal quale si è sempre più allontanato.

Accompagnati dalle guide ambientali dell’oasi, i partecipanti del weekend potranno vivere per due giorni a stretto contatto con esso, allenando le percezioni uniche che derivano dal completo abbandonarsi alla natura. Impareranno ad ascoltarla e a trovare le giuste parole per descriverla, apprenderanno i fondamenti della composizione del nature essay, un genere che coniuga scrittura scientifica e narrativa, in forma di diario. Acquisiranno, infine, le tecniche dello storytelling, circondati da un’atmosfera dal sapore antico.

Il fine settimana costituisce la parte in presenza di “Scrivere di Natura”, il primo ed unico corso in Italia interamente dedicato al nature writing, organizzato da Kressida editore, che si svolgerà dal 3 ottobre al 28 novembre 2023. Composto da sette moduli, tra lezioni online e l’esperienza presso Oasi Dynamo, si propone di insegnare a narrare la bellezza autentica dei paesaggi e la relazione che lega l’uomo e l’ambiente naturale. Giunto ormai con grande successo alla sua terza edizione, il corso è anche un viaggio appassionante alla scoperta di luoghi e linguaggi dell’ecologia.

“Scrivere di Natura” vi permetterà infatti di affrontare anche grandi temi quali i cambiamenti climatici, l’importanza della biodiversità e il rispetto della vita animale e vegetale, nonché di cimentarvi, con l’aiuto delle docenti Anna Stella Dolcetti, esperta in ecologia, biodiversità e valorizzazione del patrimonio ambientale e Mariaclara Menenti Savelli, editore Kressida, nella narrativa e nell’ecopoesia.

Previsti anche laboratori di lettura, sulle orme di autori indimenticabili che alla natura hanno dedicato le loro più celebri opere: Henry David Thoreau, che dopo due anni trascorsi in una capanna sulle sponde del lago Walden, in Massachussets, scrisse il libro che lo rese famoso, Walden ovvero Vita nei boschi, ritenuto uno dei primi romanzi ecologici; Rachel Carson, l’autrice di Primavera Silenziosa, manifesto antesignano del movimento ambientalista, e ancora Gary Snyder, Arne Naess e John Muir.

Insomma, se natura e scrittura sono le vostre passioni e desiderate apprendere tecniche e strumenti nuovi per trasformare le emozioni in parole, non vi resta che iscrivervi.

Sino al 15 settembre 2023 è anche possibile partecipare al bando per l’assegnazione di una borsa di studio a copertura totale della partecipazione al corso. Per tutte le informazioni sul corso e sul bando potete contattare Kressida editore tramite l’apposito form, sul sito www.kressidaeditore.com,

oppure scrivere all’indirizzo mail corsi@kressidaeditore.com.

a cura di Giada Luni

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