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Attualità

“Ginger’s word” Marilyn o Norma?

Ginger's word
Ginger's word

La nostra Ginger Inside parlerebbe ore con Marilyn Monroe ,in realtà, per essere precisi con Norma Jeane Backer, la donna e non la “femme fatale” che hanno costruito su di lei i film interpretati e le numerose copertine dei giornali.

Una cosa è la Marilyn Monroe che si muoveva sul set, un’altra la ragazza bionda che cercava di vivere una vita normale lontano dai riflettori.

Le chiederebbe di raccontarle delle sue evidenti fragilità camuffate tra le sue splendide curve, del suo rapporto perennemente tormentano con gli uomini che ha avuto ove è passata da moglie maltrattata ad amante rinnegata; vorrebbe sapere dove trovava la forza di ingerire numerosi psicofarmaci per poi andare sul set e vestirsi dei panni che l’hanno resa celebre, anzi un mito.

E’ convinta che lei sia la più degna rappresentazione della dicotomia tra essere e apparire.

Si narra che una volta lo scrittore Truman Capote la sorprese a guardarsi allo specchio e quando le chiese cosa stesse facendo, lei rispose “La guardo”.

Incredibilmente l’attrice poteva camminare indisturbata per New York senza che nessuno la riconoscesse, poi improvvisamente cambiava atteggiamento, passo, sguardo ed allora ecco che tutti la fermavano per chiederle un autografo.

Lei era solita ammettere sorridendo : “Avevo voglia di essere un attimo Marilyn Monroe”.

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