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Sandra Baggio: una vita dedicata al bello…

Sandra Baggio

Abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla maglio a Sandra Baggio , indossatrice, insegnante di portamento , coreografa, beauty advisor , make up artist ….

Ma lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte  alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Ho iniziato quando avevo 17 anni, ero alle supeiori e frequentavo il 3 anno di ragioneria. .

Un giorno la parrucchiera della mia adorata mamma, mi chiese di fare una sfilata .

Ero timidissima  perfino la mia ombra mi faceva paura, affrontare una sfilata non rientrava minimamente nei miei pensieri.

La mamma, che di certo in qualità di complimenti si è sempre classificata al primo posto, insistette così tanto dicendomi

” E muoviti cosi ti sbrani e soprattutto impari a camminare meglio”….. che sfida … e così affrontai la mia prima passerella, non sapendo nemmeno come dovevo mettere i piedi o meglio ancora dove nascondere le mani.

Ricordo benissimo un particolare, che per tutto il tragitto della passerella mi sono sempre morsa le labbra….semplicemente mi chiedevo perchè mi trovavo li e volevo sparire in un attimo.

La timidezza aveva preso il sopravvento.

Il tuo primo servizio fotografico?

Avevo sempre 17 anni e mi notò una pellicceria della zona.

La tua prima sfilata?

A 17 anni e non sapevo cosa volesse dire “passerella”

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o una telecamera ?

Visto il mio carattere molto leonesco, quindi restia a restare in gabbia, adoro la telecamera perchè sono libera molto più libera di esprimere me stessa 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda negli ultimi anni ha dimostrato profondi cambiamenti orientando l’interesse verso il web, con la grande crescita dell’e-commerce adottando iniziative per pubblicizzare il proprio brand utilizzando Twitter, Facebook, Youtube, Instagram o Linkedin e queste nuove figure lavorative di influencer o blogger.

Ai miei tempi si girava con il composit e ci si andava a presentare personalmente nelle aziende.

Oggi si viene contattati direttamente per mail o messaggi tramite i social. Il tuo biglietto da visita è il social. 

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Fondamentalmente nessuna, cambia giusto la posizione delle mani o dei piedi o meglio dello sguardo. 

L’eleganza, simpatia ed empatia che tu sia uomo o donna la devi trasmettere a chi ti guarda.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Per diventare “modella” non devi studiare, ma devi applicare tanta intelligenza e adattabilità a qualsiasi situazione.

Si sa anche e soprattutto la bellezza ci vuole, ma a quella provvede madre natura.

Ci vuole il buon senso e tanta educazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Come dicevo precedentemente la bellezza ed il talento sono l 50% ma come in tutti i lavori il percorso si chiude se mancano alcune caratteristiche.

Tra capi che non possono mancare in un guardaroba di una donna ?

Tailleur nero pantalone, decolletè nero e camicia bianca…vai ovunque e se vuoi aggiungiamo un paio di jeans

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Lo ricorderò fino a che porto memoria.

Durante una sfilata, appena entrata in pedana non mi accorsi di essere arrivata in fondo alla passerella e cascai come giù una mela cotta dall’albero.

Mi ritrovai a terra coperta dal cappotto e non capendo nulla dov’ero finita.

Solo le risate del pubblico e allo stesso tempo preoccupate mi fecero tornare in piedi e continuare come non fosse successo nulla la sfilata.

Ora che ci penso rido e poi rido ancora, ma non è stato di certo cosi .

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Potessi vorrei farmi una chiacchierata con Coco Chanel.

Ha una storia incredibile, una donna che ha sofferto molto ma ha saputo rialzarsi varie volta.

Oserei dire un esempio di vita.

Se avete 10 minuti leggetevi la storia di questa grande Donna.  

Cos’è per te la moda ?

E’ stata la mia  maestra e insegnante delle scuole elementari, medie, superiori e mettiamoci pure l’università…

Basta? 

Quando sei entrata nel mondo dell’estetica e perché?

Con l’età si matura e si cerca sempre di più un lavoro a te affine ma soprattutto cercare di fare ciò che realmente ti piace.

Gìà da piccola mi piacevano i cosmetici con contenuti green.

La mia passione l’ho poi tradotta nel lavoro.

Mi informo e mi perfeziono quotidianamente (nel frattempo sono anche diventata una make up artist).

Questo lavoro mi porta a chiudere il cerchio lavorativo…. moda, cosmetici, trucchi ….. What else?… Sono felice così, una felicità raggiunta a continui sacrifici ma rifarei tutto daccapo.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Detergente viso/corpo, deodorante, crema idratante viso, latte detergente, crema corpo,  mascara, fondotinta e terra

Mi racconti il mondo del fashion system pregi e difetti…

Anche il settore della moda ha inevitabilmente seguito il mondo digitale portando vantaggi e svantaggi…
Le esigenze di questo dinamico e frenetico mercato ha creato  “nuove figure professionali” con competenze sempre più specializzate legate al Fashion System.
Il cliente finale sempre più fruitore con il mondo digitale, rispetto il passato, ha moltissimi vantaggi: dalle innumerevoli proposte, alle svariate possibilità di acquisto per tutte le tasche ed età  24h su 24…

Per alcune aziende o figure professionali del settore che non sono in grado di adeguarsi alla rapidità e tipologia del nuovo marketing, purtroppo hanno notevoli svantaggi in quanto i tempi di realizzazione e proposta spesso hanno difficoltà nel sincronizzarsi con le nuove esigenze di mercato.

Contemporaneamente l’enorme sviluppo dell’offerta non solo non ha intaccato le nicchie che basano le loro produzioni sull’ altissima capacità creativa, ma le ha ancor di più elevate.
Per fortuna alcuni brand sono riusciti a salvare il patrimonio  dell’ artigianalita’ che  per curare la massima qualita‘, l’attenzione ai dettagli, avere l’unicità delle realizzazioni ha bisogno dei tempi giusti per produrre  (termine sconosciuto nel Fasshion System).

Davvero interessante chiacchierata, grazie Sandra per averci dedicato il tuo tempo

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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AttualitàMusica

“Ginger’s Words”: Maneskin, Fenomeno vero o falso?

Maneskin

Che i Maneskin siano diventati un fenomeno mondiale, che facciano quotidianamente notizia e che abbiano raggiunto obiettivi che probabilmente neanche loro si auspicavano fino a un paio di anni fa, ormai è cosa conclamata e a comprovarlo sono i numeri di Spotify con gli oltre 30Mln di ascolti mensili.

Quella di cui visto parlando è una rapidissima ascesa iniziata soprattutto dopo il Festival di Sanremo quando la band romana ha alzato, tra le lacrime del loro mascara colato, l’ambito premio della Kermesse canora.

E poi?

E poi di lì non hanno più smesso di suonare, divenendo un vero e proprio fenomeno internazionale  grazie anche alla successiva vittoria all’Eurovision songs contest che li ha presentati su un palcoscenico spinto all’ennesima potenza, fuori dai confini nazionali , condito anche da un piccolo “drugs gate” sollevato dai nostri “cugini Francesi”, che proprio non hanno ancora imparato a perdere, e repentinamente sbugiardato dal front man Damiano il quale era stato preso in causa.

Gli si spalanca cosi la strada verso il successo prima Europeo , poi in UK dove cavalcano tutte le classifiche delle single chart con “I wanna be your slave” (sfido chiunque ad asserire che non abbia canticchiato almeno 1 volta l’intro della canzone), ed infine negli USA dove addirittura il famigerato magazine Rolling Stone si è occupato della band romana apprezzandone il talento musicale.

Tutto questo va detto è cosa non da poco considerando che il pubblico internazionale è abituato a collegare le nostre sonorità più a quelle pop (vedi Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Tiziano Ferro) o ancora quelle operistiche e melodiche, più che ad un rock band che canta in perfetto inglese e si butta tra la folla ai concerti.

Ma allora una domanda sorge spontanea,

I Maneskin (termine Danese che in Italiano significa “chiaro di luna”) entreranno di diritto nella storia del rock, trovando un posticino tra altre band del calibro dei Nirvana, U2, Pearl Jeam ecc o sono solo un fenomeno passeggero?

Sicuramente hanno tutte le carte in regola per far parlare di sé, fashion , carismatici, open mind, bella voce, ottime strategie di marketing ,un manager nuovo di zecca che è andato a sostituire quello un po’ più “datato” prontamente scaricato dopo la vittoria l’Eurovision song contest e non in ultimo un seguito mediatico da 5Mln di followers con i quali condividono pedissequamente tutta la loro giornata.

Rimanendo però in tema di provocazione e trasgressione, elementi fondamentali per il gruppo under 30, potrei citarvi innumerevoli episodi a loro collegati volti a destare scalpore; Vic che canta a seno (s)coperto da una x fatta di scotch a Vienna (accidenti che scandalo! roba da far rabbrividire il valzer Austriaco) il bacio omosessuale tra Damiano e Thomas il chitarrista mentre inneggiano alla libertà sessuale proprio sul palco Polacco notoriamente un Paese ultra conservatore (sarà stato un caso scegliere di farlo lì, io non credo) e ancora recentemente il lancio del nuovo singolo “Mamma mia” utilizzando una foto del front man che lo ritrae completamente nudo e si chiede

 “Perché fa così caldo”?

Ora lasciatemelo dire, la loro trasgressione fa un po’ tenerezza considerando che può attecchire su di un pubblico di teenager , target su cui è stata perfettamente calibrata, e che giustamente si esalta se Damiano si sfiora le parti intime quando canta sul palco “Zitti e buoni”.

Pertanto ad oggi mi sento di porvi una domanda

”Perché quando i Maneskin da perfetti anonimi, cantavano per le strade di Via del Corso a Roma dove esprimevano solo il loro innegabile talento musicale, è stato necessario crearci sopra dei veri e propri personaggi?

Probabilmente perché a volte il talento non basta e bisogna rispondere anche ai diktat che il mercato richiede, cercare di far parlare di se passando dai social network ai tavolini di un bar dove delle over 40 apprezzano la nuance di ombretto di Damiano e ci fanno anche qualche pensierino libidinoso.

Non sarà che questi 20enni sotto i lori meravigliosi outfit di pelle a marchio Etro, sotto sotto nascondano le tipiche fragilità legate alla loro età che  prima o poi il mercato musicale cinicamente  rimpiazzerà con un titolo su di un giornale “I nuovi Maneskin”?

Personalmente credo proprio di sì.

Ginger Inside

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AttualitàMusica

Da Marzia Bi a Siphra.

Siphra

Abbiamo fatto qualche domanda a Marzia Beretta, precedentemente Marzia Bi, ,oggi ha scelto un nuovo nome Siphra e sta per uscire con un nuovo singolo.

Cantante dal timbro vocale molto particolare e personale, Insieme al Maestro Vince Tempera ha progettato e realizzato un album sulle canzoni di BURT BACHARACH, riscoprendo i testi italiani che furono scritti, allora, per il maestro americano.

Il tuo primo incontro con la musica?

il mio primo approccio con la musica è iniziato alle età di 8 anni, per scherzo per gioco

Ad un concorso canoro dove sono arrivata prima … spronata poi dalla mamma e papà ho iniziato a studiare canto …

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Chiaramente iniziando a studiare e cantare capii che la musica mi dava emozione, che faceva parte della mia vita …

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo con il sorrido più di un aneddoto…i miei concorsi canori , i pianti dei miei genitori , i loro sguardi , le paure che potessi sbagliare sul palco

gli applausi i loro consigli .

Quanto conta la comunicazione?

La comunicazione con il pubblico è importantissimo, il pubblico ti deve sentire, lo devi emozionare, tenere vivo… a tal punto da averlo conquistato …

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Il rapporto che ho con il pubblico è vero , sincero , nn porto nessuna maschera , amo essere me stessa …

A Volte timida a volte debole a volte forte e coraggiosa … dimostrare anche le mie debolezze mi ha sempre portato ad avere un pubblico caloroso …

Cos’è per te la musica ?

Per me è vita , è Unione ..

La vita senza musica sarebbe un errore ..dove finiscono le parole inizia la musica !  

Per me la musica è il mio tutto .

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perché ?

Un artista che avrei voluto e che vorrei interagire è Mina ..un artista che stimo che adoro , di grande carattere e personalità.. che amo da quando sono piccola per la sua grande padronanza vocale che invidio …

Come è cambiato il mondo della discografia?

La discografia o industria discografia direi che è cambiata in modo sostanziale e a questo cambiamento gioco forza si sono adeguate gli artisti .i parametri sono cambiati radicalmente oggi passa attraverso i social media che sono immediati per testare l efficacia di un prodotto discografico .sicuramente è un argomento che meriterebbe una risposta molto più ampia .

Grazie per il tempo a noi dedicato.

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Attualitàcultura

Un breve cenno su “I Cavalieri di Malta”.

I Cavalieri di Malta

Nato come ordine cavalleresco durante le crociate,, per molti oggi appare leggendario e avvolto nel mistero, ma , l’Ordine di Malta è un’associazione che, seguendo con zelo le proprie origini, mantiene una funzione militare e svolge servizi di assistenza rivolti ai bisognosi e alla cittadinanza in diverse aree del mondo.

Partiamo dal dire che l’immagine eroica dei cavalieri di Malta è associata spesso erroneamente all’ordine dei templari. anche se in effetti un legame patrimoniale ed economico li ha legati: nel 1314 l’ordine dei Templari fu sciolto e gran parte delle sue proprietà fu conferita agli Ospedalieri, antesignani dei Cavalieri di Malta come stiamo per raccontare.

La nascita dell´«Ordine di S. Giovanni» o «Sacra Religione Gerosolimitana», meglio conosciuti come Cavalieri di Malta, risale al 1050, quando un frate ebbe concessa dal califfo d´Egitto l´autorizzazione a costruire a Gerusalemme una chiesa, un convento e un ospedale nel quale assistere i fedeli e i pellegrini in Terra Santa.

Una croce bianca ottagona è il loro simbolo (le otto punte simboleggiavano le otto beatitudini del “Discorso della Montagna” di Gesù).

In seguito alla prima crociata nacque l’Ordine che fu successivamente ufficializzato nel 1113 e i suoi membri erano chiamati gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Proprio questo  titolo originario, fin dalla fine dell’XI secolo,  spiega anche quale fosse il suo compito iniziale: quello di seguire le Crociate, a partire da Gerusalemme, organizzando ospedali.

I membri dell’Ordine erano religiosi e cavalieri. Militari, perché cavalieri armati di spada. Religiosi, perché facevano voti di castità, povertà e obbedienza».

In realtà  arrivarono a Malta nel 1530 dopo essere  inizialmente  stati stanziali a Gerusalemme , per poi recarsi a Rodi.

Dopo il loro arrivo nell’isola assunsero l’odierno nome di Cavalieri di Malta.  

Qui rimasero fino al  1798, quando vennero espulsi da Napoleone e furono costretti a rifugiarsi in Russia.

Inevitabilmente questo accadimento minò il potere e l’influenza dell’Ordine e alcuni cavalieri si spostarono in Italia.

Nel 1803 a Roma  l’Ordine venne “rifondato” e rinominato Sovrano Militare Ordine di Malta.

Oggi l’Ordine dei Cavalieri di Malta è presente in più di 120 Paesi, del mondo, nato per seguire le Crociate organizzando ospedali, oggi è riconosciuto come uno Stato, ha targhe automobilistiche proprie e perfino un posto di «osservatore» alle Nazioni Unite e ovviamente, riconosciuto dalla Chiesa Cattolica, anche se alcuni gruppi si definiscono protestanti.

La maggior parte dei membri del Sovrano Militare Ordine di Malta, che possono essere sia dame che cavalieri, si occupa  principalmente di assistenza ospedaliera e soccorso ai bisognosi e in caso di emergenze, anche se in realtà l’Ordine non ha del tutto abbandonato le sue velleità militari. In Italia è presente una branca dal nome di Corpo Militare dell’ACISMOM che è parte dell’Esercito Italiano.

Nell’Ordine di Malta, si entra «solo su cooptazione».

E anche se gran parte dei facenti parte sono «nobili e aristocratici» oggi i  membri devono rispondere a requisiti di moralità e di religiosità e ufficialmente, non devono più  dar prova di avere origini nobili.

In Italia, l’Ordine, chiamato Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta, è suddiviso nel Gran Priorato di Roma, il Gran Priorato di Napoli e Sicilia e il Gran Priorato di Lombardia e Venezia.

Chiudiamo questo breve articolo con una curiosità:

Essendo riconosciuto come Stato, le autorità dei Cavalieri dispongono di targhe proprie: la sigla finale è “XA”».

Articolo scritto in collaborazione con Prosperitas.info

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Adelaide Stallone del “Clan Bassotti”.

Clan Bassotti

Abbiamo fatto qualche domanda a Adelaide Stallone a proposito del suo allevamento “clan dei Bassotti” per scoprire insieme a lei le caratteristiche caratteriali e non di questo simpatico amico a 4 zampe .

Quando hai deciso di allevare bassotti?

Giuseppe ( mio marito ) ed io abbiamo deciso circa 10 anni fa , un pomeriggio d’estate dopo un’amatoriale di esposizione canina di allevare . avevamo preso un Arlecchino cioccolato pelo corto ed era sempre l’attrazione di tutti .

E tutti ci chiedevano un cucciolo uguale .

Da la è partita la gioia di poter regalare gioia ad altre persone . È nata un po’ così per caso , che con l’avanzare del tempo si è  trasformata in passione e amore per i bassotti e per la razza .
• le caratteristiche del bassotto sono quelle , e da la non si scappa !!!
Testardi , è tutto suo e quello che tuo e loro 

Che carattere hanno?
Sono cani molto testardi se si mettono in testa una cosa difficilmente li persuadi .
Molto attenti a tutto , di un’intelligenza fuori dal normale e ti precedono in ogni cosa che vuoi fare .
Sono cani buffi se li guardi visto la loro struttura , uno pensa guarda quel piccoletto la …
Ma non è per nulla così , loro non vedono la differenza di grandezza ne di altezza tra loro e un’ altro cane . Loro sono si sentono dei  Dobermann hanno un coraggio immenso , sono forti e non hanno paura di nessuno e di nulla !!
Poi c’è quell’eccezione che è completamente l’opposto !! Hahah
E il cane da caccia per eccellenza.. se trovano una pista .. si salvi chi può , se ti scappa prega Dio che ti torna indietro !!

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?
La cosa più simpatica è quando sono cuccioli .. quando imparano a camminare a corre con quelle zampette piccine e corte .. li vedi saltellare tipo delle molle dei canguretti o s’inciampano con le loro stesse zampette , sono uno spasso .

Ti strappano sempre un sorriso …

Quando qualcuno vi contatta per acquistare un cucciolo, quali sono le caratteristiche fondamentali richieste per procedere ?
Quando ci contattano per info o per un acquisto , chiedo sempre se hanno il “ tempo da dedicargli “.e se sono convinti di prendersi un cocciutello in casa … 

Non è per tutti il bassotto !!
Bisogna avere tempo per potergli dedicare il tempo necessario affinché non combinano marachelle a casa .
Sono cani da caccia e hanno bisogno di sfogarsi di fare il giusto movimento .

Ma credo che è una regola che si abbina ad ogni cane e razza che si voglia prendere .

Ma la cosa più importante è che bisogna essere più testardi di loro , anche se alla fine l’hanno vinta sempre  !! 

Cosa pensi dell’abbigliamento per cani?
Si , se lo necessità . Il pelo corto soffre un po’ di più il freddo che le altre due razze .  dico sempre però , l’importante non togliere la dignità al cane !!
I vestiti frù frù le lasciamo alle bambole !!

Quando consigli l’intervento di un educatore cinofilo ?
Per fortuna , fino ad oggi ho avuto cani molto equilibrati e sereni ( il lavoro di un allevatore è anche questo , cercare linee di sangue con si, caratteristiche vicino allo standard di razza , ma anche caratteri equilibrati sereni  ) in 10 anni ho avuto una o due richieste dell’intervento di un educatore , più che altro  chi era nelle prime armi affinché si approcciassero da subito correttamente con il cucciolo .
L’importante è trovare un educatore professionale che abbia veramente esperienza nel campo cinofilo .

Secondo te partecipare ai concorsi per i cani è stressante?
Dipende !!!
Ricordiamoci che le esposizioni sono per piacere personale , il cane lo fa per farti un piacere  .

L’importante è che quando si va in Expo lo si fa facendoli  divertire ,il cane lo deve prendere come un gioco ..
come ogni cosa ci vuole una giusta dose , più che stressante può essere stancante ..
Non facendolo tutti i week end può essere anche una scusa per uscire da casa divertirsi e fine giornata si rientra a casa .
Se la cosa poi diventa diciamo un impegno settimanale credo che la si , possa essere stressante per un cane .

Quando parliamo di bassotti quante tipologie ci sono intese come manto e dimensioni?
Nella razza bassotto ci sono in totale 9 razze .
E già non l’avreste mai pensato vero ?
Sono suddivisi così ;
3 tipologie di taglie
Standard – Nano – Kaninchen
Come viene attribuita  la taglia ?
La taglia di un bassotto viene misurata dalla circonferenza toracica , che si fa in una esposizione da un esperto giudice ENCI ( ente nazionale cinofila italiana ) dove il cane verrà sottoposto al controllo per Verificarne l’esclusione di difetti eliminatori. Tra le quali
Dentatura corretta e completa , testicoli ai maschi , ed eventuali nodi alla coda dopodiché
Ci sarà là misurazione con un metro adatto dove verrà detto in quale delle tre taglie corrisponderà il bassotto .

Standard :è da 35cm femmine
37cm maschio fino a 45/47cm

Nano : da 30cm femmine
32cm maschio fino ai 36/37cm

Kaninchen : 30 cm femmine 32 cm maschio

La conferma di taglia è obbligatoria se si vuole mettere in riproduzione il cane o fare il campionato italiano di bellezza .
Questo requisito della conferma di taglia è tichiesta solo nella razza bassotto ..

Poi ci sono le 3 tipologie di pelo
Pelo corto / liscio
Pelo duro / ispido
Pelo lungo
Con vari colori che ci sono in tutte le 3 tipologie di pelo
Nero focato
Fulvo / rosso/ foglia secca
Cioccolato
Cioccolato Arlecchino
Silver Arlecchino
È solo nel pelo duro c’è in più il color  cinghiale .
E per finire dico ;
Ci sono i cani e poi ci sono i BASSOTTI !!!

Grazie per la divertente ed esaustiva intervista ,

Per info
349 274 2877

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Attualitàspettacolo

15/16/17 Ottobre -in scena al Teatro comunale di Ferrara Claudio Abbado : Paradiso XXXIII di e con Elio Germano e Teho Teardo.

Teatro comunale di Ferrara Claudio Abbado

La “commedia” dell’uomo, sospesa fra ambizione del divino e perdizione diabolica – così come è stata portata in scena nelle altre due produzioni di questa Trilogia, Dante Metànoia di e con Sergei Polunin e Faust rapsodia di Luca Micheletti – forse può trovare soluzione solo nella poesia, abbagliante, del Paradiso.

L’ultima parte della terza cantica, quella che mise Dante di fronte al paradosso di dire l’indicibile e comunicare l’ineffabile, si fa spettacolo:

Elio Germano e Teho Teardo sono la voce e la musica che ci avvicinano al mistero e ci accompagnano al cospetto dell’immensità, attraversando il Canto XXXIII parola per parola, ogni verso esaltato da immagini ed effetti speciali, “con la voglia di arricchire la materia con aspetti visivi e sonori che non siano solo la parafrasi del testo – ha dichiarato Germano – e che accentuino i contenuti in modo appariscente, condivisibile e circolare. Partendo con energia dalla fine della Commedia”.

Testo a cura di Sara Gautier

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AttualitàculturaLibriSenza categoria

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo di Elisa Volta.

Elisa Volta

“Oggi ha senso parlare di galateo?

In una delle epoche meno educate della storia, assolutamente sì!

Il galateo andrebbe interpretato come una sorta di grammatica del comportamento, una traccia da seguire per creare  buoni rapporti, certo lasciando ad ognuno di noi  la licenza “poetica”, di poter prendere spunto e tracciare il nostro percorso…

In un mondo che appare sempre più privo di regole e di etica qualche riflessione sull’importanza del termine rispetto andrebbe in effetti fatta.

Questa è la sintesi estrema di un libro come il galateo che, generazione dopo generazione , non abbandona il suo ruolo di guida al comportamento..

L’autrice, Elisa Volta , collezionista di galatei, compone un libretto pieno di spunti veloci e diretti  invitando anche i più giovani ad avere un primo contatto con le “buone maniere”, ma adatto, allo stesso tempo, a lettori di ogni età, alla ricerca di un nuovo linguaggio che avvicini, invece di allontanare.

Intendiamoci, Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo non vuole essere una lettura troppo seriosa o accademica, piuttosto una sorta di confezione di “pillole” da tenere in borsa, pronta ad ogni occasione, che possano aiutarci a ritrovare con ik sorriso il piacere di condividere spazi e momenti insieme agli altri..

Una riscrittura dei principi basilari del galateo, adattati al nostro presente tecnologico e frettoloso..

E ricordate , anche quando pensate di sapere tutto, parafrasando il grande Totò “ Nessuno nasce imparato”.

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In realtà sono 2 i libri scritti da Elisa Volta che trattano i temi del Bon Ton, citiamo in questa breve presentazione anche “Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi in cui l’autrice ha selezionato con cura una raccolta di aforismi su stile ed eleganza provenienti da voci autorevoli del passato e del presente.

Seguendo il pensiero di poeti, filosofi, scrittori, stilisti, attori e giornalisti, personaggi appartenenti ai luoghi e alle epoche più diversi,

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ArteAttualitàEventi

Parma, Il 23 ottobre 2021, dalle ore 18:30 LA GALLERIA ART&CO inaugura la MOSTRA DI ANTONIO LONGO.

ANTONIO LONGO

Il 23 ottobre 2021, dalle ore 18:30, presso la galleria d’arte ART&CO di Parma in borgo Palmia 4/B, verrà inaugurata la mostra dell’artista Antonio Longo.

L’esposizione, visitabile dal 23 ottobre al 20 novembre 2021, ospita oltre venti opere tra le più rappresentative dello straordinario artista cuneese. Il maestro Longo, è celebre per i suoi décollages su tela, i cui soggetti sono personaggi iconici che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo oppure indimenticabili volti del mondo cinematografico e fumettistico. 

Durante la serata sarà presentato il libro d’arte monografico di Antonio Longo, a cura di Alice Pezzali e Serena Baccaglini – edito da Silvana Editoriale – che contiene una vasta selezione dell’ultima produzione dell’artista.

Grazie ad ART&CO e ai galleristi Simone Viola e Tiziano Giurin, l’artista Piemontese giunge nel suggestivo borgo di Parma per permettere ai visitatori e collezionisti di immergersi negli aspetti più affascinanti della sua creatività.

Orari galleria:

Dal lunedì al venerdì: 10:30 – 13:00 / 15:00-19:00

Sabato: 10:30 – 13:00

Possibilità di visite su appuntamento.

Ingresso gratuito

Foto opere Antonio Longo: Samuel Alexander Acevedo

Press Office 

Iolanda Pomposelli

For You Communication

Phone: +39 347 8759960

E-mail: pressoffice@foryoucommunication.com

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AttualitàMusica

Sonia Mazza, la voce, la musica…

sonia mazza

Una passione travagliata , quella di Sonia Mazza per la musica, ma proprio per questo merita di essere raccontata,

Lasciamo che sia lei a farlo attraverso le risposte alle nostre domande:

Il tuo primo incontro con la musica ?

La musica a sempre fatto parte della mia vita. La mia mamma cantava in chiesa e dirigeva una corale.

Quindi io, da bambina, ho sempre sentito la mamma cantare e la musica in casa e in famiglia.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Dopo un episodio difficile di salute e problemi nella mia vita privata, ho voluto farmi un regalo, una canzone. 

Ho chiesto ad un artista svizzero, che avevo intervistato per la radio, di scrivermi una melodia. Io ho scritto le parole, ed è nato il brano “Feel like“, con un clip fatto come un cortometraggio, dove si vede che io mi alleno per un combattimento di boxe. 

C’è un significato per ogni immagine di questo clip. 

Ha avuto un bel successo, con piu di 70 000 visualizzazione.

Ho potuto aiutare diverse associazioni ed è questo che mi ha dato la motivazione per iniziare una carriera musicale.

Ho capito la potenza della musica, che può portare messaggi di speranza, e che puoi arrivare nel cuore della gente, basta essere sinceri.  

Come è cambiato il mondo della discografia?

L’era digitale ha trasformato l’industria musicale.

Il business è cambiato, perché un artista non può più contare sulle vendite fisiche della sua musica, ma su i suoi concerti. L’industria ha dovuto reinventarsi. I produttori si sono affidati a format di concorsi, talent show per avere artisti che non avranno bisogno di promozione, perché quando escono dal talent show, sono già seguiti. idem per il singolo, sarà già un successo prima di essere pubblicato.

Quello che penso sia importante dire, soprattutto ai giovani artisti, è di non confondere e di non perdere la fiducia. L’industria è una cosa, la musica un’altra.

Il loro talento non dovrebbe essere messo in discussione, se non rientra nel format di questo business.

Mantieni la tua fiducia e continua a cantare e a fare la tua musica. 

Quanto conta la comunicazione?

E essenziale, fondamentale.

Soprattutto adesso con i social.

Si deve comunicare velocemente, di maniera efficace e attirare l’attenzione perché ci sono migliaia di persone, di foto, di eventi, di musica.

Guarda Spotify, come fai a uscirne fuori se non hai una buona comunicazione?

Adesso non basta solo fare musica, devi essere comunity manager, fotografo, giornalista, esperto in marketing, devi sapere fare tutto, o avere tanti soldi  ahah 

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Io sono un personaggio pubblico già con la radio e in molti mi hanno seguito con la musica,.

Sono sempre stata molto disponibile, ascolto, rispondo e se posso aiutare lo faccio. 

Quanto è importante il Live per un cantante ?

Artisticamente è il momento più bello perché incontri il pubblico.

Condividi l’energia, l’emozione, l’amore.

Sono momenti unici che ti riempiono di amore e di gioia.

E poi anche finanziariamente , come dicevo prima, è essenziale.  

Cos’è per te la musica ?

Per me la musica è amore.

Puoi passare tanti messaggi, tante emozioni.

Se tu sei sincero quando fai la tua musica, se ci metti il cuore, puoi vibrare e condividere con il pubblico.

Quando ascolti una musica, non puoi rimanere indifferente.

Ti può ricordare delle vacanze, un flirt, una delusione.

La musica ha questo potere, farti vivere e rivivere emozioni.

Farti piangere, ridere, ballare, è universale. 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perchè?

Prince era un genio, avrei tanto voluto intervistarlo.

Ma anche Franck Sinatra “The Voice” o il re di tutti i tempi Mickael Jackson.

Si sa quanto è difficile fare carriera, allora quando si raggiunge una posizione iconica, come questi artisti, si impone il rispetto.

C’è un’enorme quantità di lavoro fatto da queste persone, una meticolosità, un’attenzione ai dettagli, una professionalità.

Mi sarebbe interessato saperne di più su come organizzano il loro lavoro, la loro vita, la loro gestione delle emozioni. 

Grazie Sonia per il tempo a noi dedicato.

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Annalisa Macina, non solo Web…

Annalisa Macina

Il Mondo del web è popolato da diverse professionalità, Wl Magazine ha scelto di conoscere meglio Annalisa Macina, Modella, influencer, testimonial, lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande:

Cos’è per te la moda?

Oggi si può parlare di moda non solo nel campo dell’abbigliamento ma un pò in ogni ambito della nostra vita, dall’alimentazione all’arredamento, dalle discipline sportive (oggi è di grande tendenza il Paddle anni fa era il Pilates) ai generi musicali (oggi c’è la Trap music ieri c’era il reggaeton).

Essendo noi per definizione una società di massa ci troviamo a seguire tutti gli stessi dettami con lo scopo di sentirci più fashion o semplicemente più “adeguati” alla società in cui viviamo.

Per quanto mi riguarda questo concetto non mi apparterrà mai, nel caso dell’abbigliamento indosso sempre ciò che desidero spaziando tra vari stili diversi che mantengono la mia identità e non quella che le passerelle richiedono.

Pertanto, la moda andrebbe presa e vissuta come espressione di sè.

Il tuo primo contatto con la moda?

Il mio primo contatto con la moda è stato senza dubbio l’armadio di mia madre.

Da bambina rimanevo sempre estremamente affascinata  da questa esplosione di colori e di tessuti che traboccavano dal suo armadio, tutto in stile rigorosamente anni ’70.

A questo periodo fece seguito subito la moda degli anni ’80 dove era di grande tendenza il culto l’eccesso, l’opulenza,dove si vedevano  in tv i primi videoclip e si andava a scuola in total look Madonna.

Per quanto mi riguarda il decano più di tendenza mai vissuto.

3 Capi che non possono mancare nel guardaroba di una donna?

Premesso che ridurre a soli 3 capi “must have” il guardaroba di una donna è un impresa davvero ardua ma dovendo scegliere senza ombra di dubbio terrei una camicia bianca che rappresenta il capo versatile per eccellenza, puoi abbinarlo con una longuette o con un pantalone e dei decolletè vertiginosi ed hai svoltato la serata.

Un tubino classico da arricchire con accessori vistosi o mantenere sul low profile se dobbiamo recarci ad una cena di lavoro;.

Ed infine il jeans che credo sia l’unico capo impossibile non trovare in un armadio, lo indossa la donna slim più che una curvy, ha infiniti tipi di lavaggi e vestibilità, sa soddisfare esigenza ed ogni occasione e poi è un evergreen, meglio di così.

Quali sono i prodotti che non possono mancare nel beauty di una donna?

La borsa di una donna, o anche un beauty, per quanto mi riguarda dovrebbe avere un pozzo senza fondo proprio perchè quotidianamente porto con me tante di quelle cose in virtù del “perché non si sa mai”.

Ciò che scegliamo di avere sempre con noi credo sia un concetto molto personale perché scegliamo sulla base delle nostre esigenze; dovendo consigliare direi sicuramente un gloss (o un rossetto nude) , il mascara, un elastico per i capelli, una crema super idratante ed un campioncino del nostro profumo preferito.

Scelgo cose che si prendono cura e valorizzano il mio viso e che soprattutto sono il nostro biglietto da visita,la prima cosa che noti quando incontri qualcuno.

Alla fine poi, ci sarà sempre qualcosa che rovistando nella borsa ci arrabbieremo di non aver portato con noi, siamo donne, siamo fatte così.

Se potessi parlare con un grande del passato chi e di cosa?

Dei grandi del passato parlerei per ore con Marilyn Monroe ,per la precisione con Norma Jeane Backer, scelgo la donna e non la “femme fatale” che hanno costruito su di lei i film interpretati e le numerose copertine dei giornali.

Le chiederei di raccontarmi delle sue evidenti fragilità camuffate tra le sue splendide curve, del suo rapporto perennemente tormentano con gli uomini che ha avuto ove è passata da moglie maltrattata ad amante rinnegata; vorrei sapere dove trovava la forza di ingerire numerosi psicofarmaci per poi andare sul set e vestirsi dei panni che l’hanno resa celebre, anzi un mito.

Credo che lei sia la più degna rappresentazione della dicotomia tra essere e apparire.

Il tuo primo servizio fotografico?

Difficile dimenticare il mio primo servizio fotografico, avevo 19 anni (un po’ tardi per iniziare a fare la modella) ma mio padre era molto geloso di me e non gradiva questo tipo di esposizione, una volta diventata maggiorenne mi contattò subito un fotografo per un catalogo in lingerie, lì per lì ero reticente, essere per la prima volta semi nuda davanti l’obiettivo non mi convinceva ma il fotografo insistesse dicendomi che vedeva in me molta espressività e capacità, difatti così è stato e da allora non mi sono più fermata.

Preferisci stare davanti un obiettivo o una telecamera ?

Credo che l’obiettivo della macchina fotografica riesca a farmi esprimere al meglio in quanto con un istantanea cattura molte sfaccettature di me, che non sono date solo dal vestito che indosso ma anche dall’intensità espressiva che provo a dare.

La telecamera invece a parer mio necessità di continuità, c’è una scaletta o comunque un programma da seguire e non la sentirei mia.

Come concili la vita privata con una tua continua esposizione ai commenti sui social ?

Bella domanda, tocca un tasto un po’ostico, nel senso che quando ricevi quotidianamente proposte e commenti di ogni tipo sui social c’è bisogno di avere accanto un uomo davvero con le spalle larghe o comunque che non sia per natura geloso. Comprendere che faccia tutto parte “del gioco” è fondamentale per avere un rapporto sereno e non dover scegliere tra lavoro e sentimenti.

Il talento e la bellezza possono bastare?

Si tratta in entrambi i casi di doni che ci ritroviamo ma che non ci siamo conquistati, e possono bastare ma solo se sfruttate al massimo nel percorso del raggiungimento del nostro obiettivo personale o di squadra.

Quante volte abbiamo sentito dire, aveva molto talento ma non l’ha saputo sfruttare, mi viene da pensare anche a grandi artisti che per scelte di vita sbagliate anche buttato via carriere o peggio ancora la propria vita.

Non in ultimo io ci metterei quel pizzico di fortuna che quando c’è è sempre meglio.

Come è cambiato il lavoro con l’avvento dei social?

Ormai una qualunque piccola o media impresa deve promuovere i propri prodotti e servizi con i nuovi strumenti digitali ,l’importanza di essere presenti sul mercato attraverso le reti sociali è una prerogativa imprescindibile per poter arrivare in contatto con milioni di persone in tutto il mondo. Il focus è farsi trovare prima che scelgano qualcun altro.

Non di minore importanza è divenuta anche la selezione di un candidato  da parte dei recruiter aziendali sui profili social del potenziale candidato (in termini di post, video,foto)  tutto questo  al fine di reperire il maggior numero di notizie (anche personali) e capire se possa essere in linea o meno con le esigenze aziendali.

Tutto ciò è divenuto pura realtà anche se un po’ scomoda.

Quando sei entrata nel mondo dei social e perché?

Era il 2011 quando mi iscrissi per la prima volta ad un social network ,Facebook, lo feci per curare i miei rapporti interpersonali, restare in contatto con amici di vecchia data, passare il tempo nei momenti di relax , per spiare il mio fidanzato, insomma era un mezzo comodo per 1000 usi.

All’epoca ero completamente a digiuno di tutte le varie strategie di marketing che vi erano dietro e che oggi utilizzo con molta dimestichezza soprattutto su Instagram (social di cui 5 anni fa dicevo no io mai !!)

Ma poi ti rendi conto che quando lavori con la tua immagine non puoi non esserci, personalmente non condivido tutto con i miei follower , cerco sicuramente il contatto, l’interazione ma sempre nei limiti della mia privacy, ad esempio non troverete mai una mia foto col mio fidanzato (anche perchè ha il livello di socievolezza di un orso).

Ho costruito una gallery dove ci sono alcuni dei miei lavori, non mi piace lasciare nulla al caso, non mi faccio selfie o stories  in ogni dove perché bisogna stare sul pezzo, preferisco curare il dettaglio, ed un occhio attento e di qualità la differenza la sa riconoscere.

Grazie Annalisa per la piacevole ed esaustiva chiacchierata

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