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Cucina d’amore e libertà. L’eros e l’arte di volersi bene, Francesco Cavallo.

Cucina d’amore e libertà

L’arte nel piatto che è seduzione e anche cura di sé, piacere della preparazione prima, dell’occhio poi, del palato infine e molto altro.

La cucina, che sia d’amore o di libertà, lenta, seduttiva o rapida, narcisistica è comunque un’arte che non ha confini.

Non almeno per l’autore di Cucina d’amore e libertà. L’eros e l’arte di volersi bene, Francesco Cavallo. Fiorentino, studia giurisprudenza, letteratura e lingue straniere appassionandosi ai linguaggi del mondo.
Lavora da sempre nell’Hospitality business, si occupa della propria azienda, collabora a progetti in Italia ed all’estero ed insegna Hospitality Marketing and Management. Insegna marketing del travel business ed è nel comitato Italia di “Les Collectionneurs” del quale fa parte l’Hotel boutique Cellai, in centro a Firenze.

La filosofia di un hotel di charme e non di lusso è la stessa del libro: luoghi e oggetti da collezione, su misura, unici, preziosi per il loro gusto, vissuto.

Così l’hotel, un percorso tra tanti salotti e salottini, si snoda tra oggetti e mobili unici perché acquistati in giro per il mondo, qualcosa di attuale, alcuni pezzi vintage e altri di antiquariato.

Alle pareti invece foto e quadri contemporanei perché una volta al mese Francesco allestisce una mostra che racconti il mondo, in particolare la città e le città come quelle vuote soggetto della prossima esposizione. Anche il libro, prima prova letteraria dell’autore, è prima di tutto un oggetto, anche di arredo, di regalo, bello da vedere.

Edito da Mandragora, casa editrice molto legata all’arte, racconta attraverso una serie di originali ricette l’intensa relazione che intercorre tra Eros e Cibo, ed è corredato da 31 tavole a colori realizzate da Susanna Spelta, illustratrice e fashion designer professionista, raffinata e spiritosa insieme.

La veste del libro, copertina rosa fragola con tanto di frutto della fragola a rilievo, l’uso dei colori pop, riscopre il gusto della carta e propone il libro non solo da leggere, ma appunto oggetto artistico.

Cosa racconta? Attraverso la forma della ricetta, rigorosamente per due, le passioni dell’autore, letteratura, lingue, arte e viaggi ma soprattutto gli incontri con le persone, a volte fatti solo di sguardi; come alcuni dei piatti presentati mai cucinati.

A partire dai Preliminari, dedicati alla preparazione di manicaretti e salse come antipasti, il volume affronta poi altre due sezioni:

La prima audacia, riservata ai primi piatti, e Il piatto forte, che propone invece i secondi tra cui “Gli anelli di Mompracem”, da servire, dice l’autore, con “sguardo intenso e piratesco” raccontando agli ospiti “di quando giocavate alla morra nelle buie taverne di Labuan”.

A rendere eccitante un piatto, sostiene Francesco Cavallo, non è infatti solo la chimica e l’accostamento dei suoi ingredienti, quanto l’atmosfera che si crea durante la sua preparazione.

La cucina può richiamare odori, sensazioni tattili, suoni e immagini di luoghi vicini e legati alla nostra tradizione culinaria, oppure esotici, provenienti da paesi lontani, visitati nel passato ma il cui ricordo rivive improvvisamente in un sapore. Le mille associazioni sono in grado di creare un clima di attesa ed eccitazione.

Le ricette proposte nel libro diventano così un pretesto per raccontare storie di luoghi pittoreschi, dai boulevard parigini, ai barrios spagnoli, dai vicoli di Napoli, al Bazar di Damasco.

Sophie Moreau

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Attualitàeconomia

NOTABLE: INVESTIRE NELLE PERSONE.

NOTABLE

Grazie alle recenti innovazioni dei settori Fintech e delle criptovalute, è attualmente possibile investire in praticamente qualsiasi tipo di asset. Notable permetterà di investire nelle persone.

La tokenizzazione crescenteConcetti come la tokenizzazione di proprietà immobiliari, l’equity crowdfunding e la DeFi non erano neanche immaginabili 20 anni fa, ma ad oggi sono una realtà che muove miliardi di dollari ogni anno in volume di scambio.Il successo di questi trend dimostra che alle persone piace investire; sia per scopo puramente speculativo, che per supportare una causa in cui credono.

E sebbene ad oggi si possa investire facilmente in qualsiasi tipo di asset (dall’immobiliare ai beni di lusso), vi è ancora un asset quasi completamente inesplorato: le persone e la loro “popolarità”.

Quante volte vi è capitato di pensare “adoro quell’artista, lo trovo davvero talentuoso e mi chiedo come mai ad oggi così poche persone lo seguano.

Sono convinto che nel giro di qualche anno diventerà una star di fama mondiale!” e avevate ragione?

E se ci fosse un modo per “investire” di fatto in quella persona, supportandolo finanziariamente e traendone un profitto nel caso abbiate “scommesso” sul giusto artista?

Notable nasce proprio per questo: gettare le basi, grazie ai benefici della tecnologia blockchain e in particolar modo degli NFT (Non-Fungible Tokens), di un nuovo mercato basato sulla popolarità e l’influenza delle persone.

Come funziona NotableSarà un marketplace NFT, ovvero un sito dove è possibile creare, vendere e scambiare Non- Fungible Tokens, focalizzato però su un particolare tipo di asset che noi chiamiamo “experience NFT” (eNFT).

Si tratta di token legati ad un’esperienza (fisica o digitale); un classico esempio potrebbe essere quello di un NFT che dia diritto al possessore di riscattare una cena con il proprio artista preferito.

L’utente, una volta acquistato il token, potrà ovviamente riscattare l’esperienza che vi sta dietro, ma il caso d’uso che più ci affascina è quello dell’investimento di medio-lungo termine. Infatti, il possessore di un eNFT sarà libero di non vivere mai la propria esperienza e conservare il token sulla piattaforma o nel proprio wallet personale.

Se dopo un certo periodo di tempo la popolarità dell’artista dovesse crescere, con molta probabilità i suoi NFT in circolazione aumenteranno di valore, e l’acquirente potrà rivenderli per un profitto.

Dall’altro lato, Notable darà ai creators non solo un nuovo strumento per connettersi maggiormente alla propria fanbase, ma anche un’ulteriore fonte di ricavi ricorrenti.

Una caratteristica peculiare degli NFT è infatti la royalty su ogni scambio dell’asset stesso: il creator quindi non guadagnerà solo al momento del lancio sul mercato, ma per ogni futura transazione tra utenti avrà diritto ad una percentuale del ricavato.

Non è difficile immaginare che per token con un significativo valore di scambio, questa fonte di reddito può facilmente superare in breve tempo il ricavo fatto nell’asta o nel lancio iniziale.
Il progetto

Lo scorso dicembre si è svolto il lancio del progetto, che dopo tre round di investimento si è concluso con la IDO (Initial Decentralised Offer) e la contestuale quotazione su PancakeSwap del loro utility token, NBL. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo ed il rilascio della piattaforma è previsto, come da Roadmap, per il secondo trimestre del 2022.

Dal punto di vista tecnico, il progetto ed il token sono attualmente integrati con la Binance Smart Chain, anche se nel piano di quest’anno sono previste le integrazioni con altre principali chain, tra cui Ethereum e Solana.Già numerosi creators (oltre 50) si sono dimostrati interessati a creare NFT esperienziali non appena la piattaforma sarà rilasciata, spinti dalle potenzialità (sia economiche che di immagine) che il mondo degli NFT possono fornire.

Pur trattandosi di una società con base a Dubai, uno dei poli globali di interesse per il mondo delle criptovalute, il team fondatore è italianissimo ed è composto da:•

Luca De Zordo, CEO

Giacomo Voltolina, CTO

Riccardo Caneve, COO

Nicu Bosca, CMO

Riccardo Barcolari, CPO

Tutti ragazzi che, nonostante la giovane età, possono già vantare oltre 6 anni di esperienza nel settore e diversi progetti avviati in Italia e all’estero.

Nonostante i soli 3 mesi di vita del progetto, Notable può già vantare partnerships e collaborazioni di spessore sia nel settore crypto (BakerySwap e PolkaEx) che con influencer conosciuti nel panorama italiano e non solo.

Pochi giorni fa è stata rilasciata anche la versione integrale della loro intervista con il famoso imprenditore Marco Montemagno.

Di seguito tutti i canali ufficiali dove è possibile rimanere aggiornati sul progetto:

Sito web

Twitter: 

Instagram

Telegram

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AttualitàLibri

“Urbex, la bellezza dell’abbandono” di Veronica Mondini.

Urbex, la bellezza dell’abbandono

Complice anche la pandemia, molti italiani stanno riscoprendo modi alternativi di fare turismo, a caccia delle bellezze più o meno nascoste d’Italia.

URBEX è’ l’abbreviazione di “urban exploration”, ossia  “esplorazione urbana”. 

Ci si muove alla scoperta di luoghi abbandonati, dimenticati o in rovina, sconosciuti ai più.

Come ospedali, vecchie ville abbandonati, parchi divertimento, fabbriche, rifugi sotterranei.

L’obiettivo?

Documentare, condividere, valorizzare e anche sensibilizzare al recupero di questi posti lasciati a se stessi, ma ricchi di storia e di fascino.

Urbex: significato

A seconda dei luoghi visitati, l’Urbex viene definita anche “speleologia urbana” o “arrampicata urbana”: piace molto agli appassionati di fotografia, agli sportivi e ai… coraggiosi, che si muovono come Indiana Jones contemporanei attraverso palazzi abbandonati, sistemi urbani di drenaggio delle acque, tunnel e passaggi sotterranei, solo per fare qualche esempio.

Gli  “urban explorer” hanno solo finalità di osservazione silenziosa e rispettosa, all’insegna del buon senso e della sicurezza.

La loro attività, attentamente documentata sui social, ha anche un importante risvolto politico-sociale: dando visibilità a questi luoghi urbani abbandonati a se stessi si cerca di evitare un completo decadimento, sperando che nascano raccolte fondi e progetti di recupero.

E con queste prerogative che nasce il libro di Veronica Mondini Urbex La bellezza nell’abbandono, amante della fotografia, coraggiosa e “unsul” modella, racconta luoghi, atmosfere e passioni attraverso i suoi scatti e il suo corpo…

“Sono centinaia gli spazi in abbandono; ognuno rappresenta una ferita dei nostri tempi sempre più complessa da curare, ma molti sono i luoghi che meritano una seconda vita,

Questo libro vuole tramandare la memoria di questi luoghi, attraverso  la conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di storie, racconti ed emozioni nascoste su territori ancora da raccontare

L’autrice ci guida con maestria alla scoperta di questo mondo attraverso immagini suggestive, descrizioni accattivanti e scatti “mozzafiato” in cui la sua bellezza, o a volte la sua ironia, si incuneano alla perfezione negli scenari di abbandono.

Per acquistare il libro clikka QUI

Un libro da collezione per chi ama il bello in tutte le sue sfaccettature.

Una curiosità: 

“Ufficialmente” l’Urbex è nato il 3 novembre 1793, quando Philibert Aspairt, “esploratore” delle Catacombe di Parigì, morì nei cunicoli in cui si era smarrito (venne ritrovato ben undici anni dopo).

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-Forte dei Marmi- “Villa Bertelli”: Cultura, Arte, Spettacolo e Sociale, un fiore all’occhiello per la Versilia.

Villa Bertelli

L’Amministrazione Comunale di Forte dei Marmi e in primis il Sindaco Bruno Murzi all’inizio del loro mandato , 5 anni fa hanno puntato molto su Villa Bertelli, e i risultati ottenuti gli hanno dato ragione.

In questi 5 anni sono stati conseguiti ottimi risultati in termini di qualità dell’offerta culturale e visibilità della stessa Villa grazie all’impegno del Team del comitato della Fondazione Villa Bertelli, formato in primis dal Presidente Ermindo Tucci, l’Amministratore Delegato Davide Belli e la consigliera Annalisa Buselli, oltre a tutti i collaboratori che giornalmente danno il loro contributo  con passione e professionalità alla buona riuscita delle attività svolte all’interno della Villa.

La mission di Villa Bertelli è sempre stata  promuovere le atti­vità culturali, dello spettacolo, della comunicazione, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo della comunità locale, an­che sostenendo l’agevolazione della produzione culturale in­novativa, dello sviluppo del turismo culturale soprattutto  attraverso la valorizzazione del territorio .

Villa Bertelli  ha puntato molto su l’attività di intrattenimento estivo  posizionandosi fin da subito  nell’agenda dei grandi eventi estivi della Versilia, grazie ai concerti all’aperto e importanti mostre temporanee all’interno dei propri spazi, espositivi articolati su due piani che consentono di ospitare tranquillamente due mostre distinte in contemporanea.

In questi anni si sono fatte molte importanti mostre d’arte, sia “personali” che collettive, ospitando i migliori artisti del momento e ricordando artisti importanti per il  territorio, ultima in ordine temporale Andy Warhol e la New pop visitabile fino al 29 Maggio 2022, che è stata inaugurata coraggiosamente a fine Gennaio, mese solitamente inusuale per la Versilia, e che si è dimostrata un’ottima scelta considerato l’eccellente risposta di pubblico e critica, mostra gratuita per i residenti e per tutti gli Under 18, e di grande interesse per molte scuole che nel pieno rispetto delle normative Covid, hanno portato decine di classi a visitare la Mostra .

L’arte ancora una volta ha dimostrato di poter essere un veicolo potente per far muovere le persone essendo di fatto uno dei motori strategici per far conoscere il patrimonio artistico e culturale italiano, aiuta a creare occasioni di incontro e confronto.

Queste attività hanno contribuito attivamente alla creazione di un’importante  rete di relazioni internazionali che in collaborazione con il Comune hanno  veicolato al meglio il nome di Forte dei Marmi nel mondo.

Anche la sala convegni, che in questi ultimi anni è stata adeguatamente attrezzata, denominata Giardino d’Inverno è un altro punto di forza al servizio della comunità.

Tanto è vero che molti sono stati i corsi e convegni organizzati che hanno chiamato in causa diversi settori ed eccellenze italiane e non solo senza dimenticare l’utilizzo per incontri pubblici con la cittadinanza.

Oggi Villa Bertelli è diventata un Vanto per i cittadini  e un punto di riferimento importante per tutta la Versilia quando si parla di Sociale, cultura e spettacolo.

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AttualitàFood & Beverage

-Forte dei Marmi-Spiaggia comunale Bar/ristorante alle Boe visto da V.

alle Boe

Il posticino è il bar della spiaggia comunale di Forte dei Marmi, accanto al bagno Piero.
È tutto all’aperto, molto semplice, arredato con allegre sedie e tavoli di legno colorato.


Vanta un’adorabile terrazzina posta su una duna che regala una meravigliosa vista mare.
Aperto a pranzo e per l’aperitivo.
Testato il pranzo, piatti semplici mare, terra e vegetariano, principalmente piatti freddi, ma anche pinsa e qualche primo caldo.
Troppo ridotta la scelta dei vini alla carta.


È ciò che ci si aspetta da un bar da spiaggia?
Diciamo che si va in buona compagnia puoi dimenticare la bradipa lentezza del servizio e i prezzi non proprio popolari, in virtù della splendida vista e della gentilezza del personale.


Da tornarci anche solo per vedere le arzille e simpatiche giovanotte che giocano a burraco tutto il pomeriggio

V.

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Attualità

Antonino D’Anna, ecclettismo nel DNA.

Antonino D'Anna

Come si arriva ad avere una trasmissione radiofonica?

Sicuramente la proprietà lessicale, un buon tono di voce, e la curiosità sono alla base di un buon conduttore, ma quando parliamo di Antonino D’anna, tutto appare riduttivo.

Scopriamo perchè attraverso le sue risposte alle nostre domande :

Tuo primo contatto con la radio?

Da ascoltatore praticamente sempre. In casa al mattino la radio è sempre stata accesa, sintonizzata su Radio2. Sono cresciuto con programmi come Il Buongiorno di Radio2 con Ida Guglielmotti, Fabio, Fiamma e la trave nell’occhio con i “famosetti” come si chiamavano allora Fabio Visca e Fiamma Satta; Il Ruggito del Coniglio, i quiz con Ermanno Anfossi o anche Michele Mirabella e Toni Garrani.

Oltre al classico Tutto il calcio minuto per minuto: ho ancora qua accanto a me, mentre scrivo, la radiolina tascabile da cui lo ascoltavamo con i miei amici negli anni ‘90.

E poi da bambino, in Sicilia, dal balcone del sesto piano del palazzo di mia zia Santina: sotto c’erano dei campetti di calco dove giocava mio cugino.

A volte, quando andava a giocare, da sopra facevo la radiocronaca.

Il contatto col microfono è stato una sera di oltre 30 anni fa, un carnevale dei bambini: venni intervistato dal conduttore di una radio locale di Vibo Valentia, la mia città.

Ma a quel tempo non pensavo certo che un giorno sarei finito a parlare su una radio importante e nazionale come Radio Libertà. Figuriamoci!

Cos’è per te la radio?

La radio è la vita.

Nasciamo con la radio incorporata perché i bambini, nel ventre materno, percepiscono i suoni bassi. La visione viene dopo la nascita, è una cosa di cui in fondo si può fare per certi versi a meno.

Ma della parola no: la radio è apparentemente cieca ma ci vede benissimo e quando il microfono ti guarda e tu lo guardi capisci che c’è l’Italia in attesa (e ti prende un attimo di salutare strizza).

Si aspetta di sentire qualcosa per cui valga la pena darti il suo tempo, perché tu esisti nella misura in cui gli ascoltatori ci mettono le orecchie (o ti vedono, visto che siamo ormai in epoca di radiovisione).

Devi valere il loro tempo ed essere grato per questo.

Se non hai questa gratitudine, prima di tutto, se non provi una gioia sconsiderata all’idea che quel microfono ti aspetta e hai tante cose da raccontare, fai altro.

Ma non fare la radio.

Credi sia necessario studiare per lavorare in radio ed è questione di talento e predisposizione?

Se mi parli di corsi, io sono un autodidatta.

Mi sono messo a fare i podcast su Speaker nel 2017: un amico sacerdote, don Daniel Balditarra, negli anni ‘70 aveva fatto radio in Argentina.

E aveva aperto un suo canale, Radiolibrosonline, nel quale trasmette ancora oggi in diretta e parla di cultura e buone letture. Un programma prezioso, aggiungerei.

Avevo fatto l’autore per Radio Laghi, la radio della Diocesi di Mantova che oggi non esiste più, attorno al 2010.

Poi, dopo aver avuto il cancro nel 2016, nell’inverno di quell’anno cominciai a dirmi che beh, visto che mi toccava stare in casa, fosse tempo di fare qualcosa accanto alla carta stampata che facevo e faccio su ItaliaOggi.

Così ho inaugurato questo programma, Aria Fritta, nel quale parlavo di Vaticano, fatti nostri e varia umanità.

Poi un bel giorno di gennaio 2020 mi arriva una mail da Giulio Cainarca, il direttore di Radio Libertà che allora si chiamava ancora Radio Padania Libera: si presenta, mi dice che legge le mie cose nella sua Rassegna Stampa in onda la mattina alle 7.30, vado a incontrarlo.

Facciamo alcune trasmissioni assieme, alle quali vengo invitato: gli faccio sentire i podcast fatti su Speaker, lui mi assegna una fascia di 25 minuti il lunedì sera. Il 6 aprile 2020 comincia il mio cammino in radio proprio con Aria Fritta, il 7 settembre parte Zoom che oggi è alla seconda stagione ed è il programma del drive time di RL. Posso solo essergli grato per tutto questo.

Ho fatto questa lunga premessa per dirti che bisogna partire con una cultura di base, specie per il tipo di radio per il quale lavori.

Se sei in una radio nella quale si parla di politica e attualità devi conoscere quantomeno un po’ di diritto e tenerti informato con fonti qualificate su quello che accade.

Devi leggere, soprattutto devi essere curioso: se non sei curioso non trovi spunti e non trovi niente da raccontare ai tuoi ascoltatori.

Perché le dirette sono sempre una sorpresa e per tanti motivi potresti per esempio poter fare una puntata da solo perché gli ospiti ti hanno mollato per un motivo o per un altro.

A maggior ragione se hai una buona cultura generale, sai usare la Rete, hai qualcosa di tuo dentro che vuoi sputare fuori, puoi fare la radio. Il resto è studiare, leggere, ascoltare quello che fanno gli altri.

Soprattutto, se ho un problema o un dubbio i colleghi hanno più esperienza di me e per fortuna in questa radio ci si aiuta sempre e ci si confronta. Ti fanno lezione senza aver l’aria di farti lezione: come posso dire di fare radio davanti a gente che ha 30-40 anni di microfono sulle spalle?

Cosa pensi dell’informazione? Esiste il politically correct?

L’informazione italiana, insegna il mio maestro Pierluigi Magnaschi che è il direttore di ItaliaOggi, è in crisi.

Perché, molto semplicemente, non ha più i suoi ingredienti: facce e storie.

Le fonti d’informazione si sono moltiplicate, la gente viene bombardata da tutte le parti ed è più la fuffa che il resto.

Di giornalisti capaci e preparati, in grado di offrire un’informazione che distingue tra palle e verità (o possibile verità, come diceva Enzo Biagi), ce ne vorrebbero orde. Invece la categoria insegue l’idea di essere tutti personaggi, ma l’idea di consumare le suole e portare facce e storie… zero. Vedo spesso solipsismi deliranti e desolanti, in cui l’ego del collega supera la notizia.

E poi ci meravigliamo se la gente crede ai siti complottisti.

Per quanto riguarda il politicallly correct: esiste ed è un cancro che sta mangiando l’Occidente, non solo il giornalismo.

Noi non siamo politically correct, diciamo la nostra con cortesia ma argomentando il nostro pensiero.

Poi sai: c’è quello che ti batte le mani e quello che ti dice “sei mainstream”. Non possiamo piacere a tutti: pazienza.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Uno in particolare non ce l’ho, anche perché di cose da ridere dentro e fuori onda ce ne sarebbero e tante e mi parrebbe di far torto a qualcuno dei protagonisti.

Diciamo che invece attorno al programma si è coagulata una comunità. Ascoltatori divenuti veri e propri co-conduttori che interagiscono col programma e con me (e a volte scappa qualche siparietto).

Ognuno con la sua particolarità: Pino il Portoghese che ha una sua visione internazionale,

Lisetta che fa analisi politiche impeccabili, l’Immenso Manzoni che chiama dalle Canarie e racconta le sue avventure quando faceva il tassinaro a Milano; Marco da Mantova che parla dei poteri forti o Mauro da Reggio Emilia che è biologo. Fino a Mimmo che è napoletano e rappresenta la voce da sud del Garigliano.

E il misterioso Anonimo Siciliano, che chiama dall’Isola ma non dice mai chi sia. Pone sempre domande sull’economia molto interessanti.

Se potessi incontrare un personaggio del passato legato al tuo mondo chi e cosa chiederesti?

Mi piacerebbe parlare con Giorgio VI o Winston Churchill: uno era balbuziente, l’altro è la Storia in persona.

Avrei voluto sapere da loro come combattere con l’occhio rosso del microfono che ti guarda e dice: “Sei in onda, fammi vedere che cosa sai fare”. Specie Giorgio VI: il padre di Elisabetta II ha dovuto guidare un Paese in guerra con la sua balbuzie.

E per me il film Il discorso del re, in cui Giorgio VI è interpretato da Colin Firth.

È uno dei film da vedere se vuoi fare radio.

Gli altri sono, per me, Good Morning Vietnam; I cento passi; Radiofreccia; Lavorare con lentezza.

Chiudiamo questa intervista parlando di altre 2 tue passioni: Le auto e la scrittura. A te la parola.

Quanto spazio ho?

Ah no, è finito. In realtà non amo guidare, preferisco – se possibile – viaggiare in treno.

Per me guidare dev’essere come bere un buon vino: un piacere.

Non sono un forzato del volante, per fortuna, e non sono il meridionale col complesso della chiocciola che ovunque vada deve farlo in automobile.

La mia passione si chiama Alfa Romeo che è la Casa del cuore da sempre e alla quale ho dedicato un bimestrale,

Il Garage de L’Alfista.

Quanto alla scrittura, penso che mi abbia salvato più volte nel corso della mia esistenza.

Un foglio bianco di carta può essere un lavoro, una seduta psicanalitica, uno sfogo. In perfetta, solitaria nudità dell’anima a volte condivisibile con chi vuoi bene.

Del resto, si dice, non sei mai fregato quando hai ancora una storia da raccontare e qualcuno che l’ascolti, no?

Ed ecco che il circolo tra la scrittura e la radio si compie: sempre di parole si tratta, meglio se sostenute da qualche appunto scritto.

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Attualità

“NOI SIAMO ALITALIA Storia di un paese che non sa più volare”.

NOI SIAMO ALITALIA

Dedicato a Francesco Fasolo, nel 75esimo anniversario della nascita di AZ, la première del film che racconta le ragioni della chiusura della compagnia di bandiera.

Il 5 maggio alle ore 19:00, al Teatro Palladium di Roma, l’anteprima del docufilm “NOI SIAMO ALITALIA – Storia di un paese che non sa più volare”, ideato da Alessandro Tartaglia Polcini e diretto da Filippo Soldi, dedicato alla memoria del pilota trentottenne Francesco Fasolo, lanciatosi nel vuoto per non aver retto al peso della perdita del lavoro. Fasolo, 38 anni, era uno dei 1322 dipendenti licenziati lo scorso gennaio da Air Italy.

Con il sostegno e il patrocinio del Comune di Fiumicino, il documentario, prodotto dall’Associazione Culturale Ticto, da Alessandro Tartaglia Polcini, con la collaborazione di Own Air, non vuole essere un “J’accuse”, bensì intende sollevare dubbi, sollecitare riflessioni, riportando i fatti nella loro realtà, ponendo agli occhi degli spettatori punti di vista differenti, attraverso le dichiarazioni dei protagonisti di questa articolata, drammatica vertenza.

La data dell’anteprima non è casuale. Alitalia nasce proprio in questo giorno di 75 anni fa, con il volo inaugurale Torino/Roma.

Alitalia, che ha rappresentato uno dei maggiori asset del Paese, non esiste più.

Questo film documentario, che si attesta come indipendente, è il terzo capitolo di un complesso di tre opere cinematografiche denominato “Trilogia del lavoro”: “Tutti giù per aria – L’aereo di carta” del 2009 per la regia di Francesco Cordio (sulla vertenza Alitalia del 2008) e “Suicidio Italia – Storie di estrema dignità” per la regia di Filippo Soldi del 2012 (sui suicidi di imprenditori causati dalla crisi del 2012), vincitore del Globo d’Oro come migliore documentario nel 2013.

Soggetto e sceneggiatura del docufilm “NOI SIAMO ALITALIA – Storia di un paese che non sa più volare”, che verte sulle ragioni della definitiva chiusura della compagnia di bandiera Alitalia e della nascita di ITA Airways e di tutto quanto comporta in termini di indotto nel territorio nazionale, sono di Filippo Soldi, Maria Teresa Venditti, Annamaria Sorbo, Alessandro Tartaglia Polcini. Musiche di Alessandro Michisanti.

Nella complessa storia si avvicendano gli interventi del giornalista de Il Sole 24 Ore Gianni Dragoni e di Fabrizio Tomaselli, tra i fondatori del sindacalismo di base nel trasporto aereo, i quali, come il Virgilio dantesco, ci conducono nei gironi dell’infernale e travagliata vertenza.

Saranno loro a illuminarci riguardo alle vicende, le ingerenze politiche, le verità sapientemente e volutamente celate per anni, chiarendo aspetti che hanno determinato lo smantellamento di Alitalia.

L’opera, con questo assunto, non genera giudizi, ma riporta le reali circostanze che hanno causato il più grande licenziamento di massa mai avvenuto nella storia della Repubblica: 11.000 lavoratori.

Sinossi (logline)

Quattro giovani autori, incaricati da una casa di produzione cinematografica, devono scrivere una docu-fiction sulla chiusura di Alitalia. Nessuno di loro, però, è in grado di capire niente delle sue complesse questioni aziendali ed economiche che hanno condotto a questo risultato.

Chiedono, quindi, di incontrare esperti che possano fargli da guida.

Scoprono una realtà che ha avuto un impatto devastante sulla vita delle persone e sull’intero paese.

Ma ce ne siamo davvero accorti?  

Proiezione della première:

Teatro Palladium di Roma

5 maggio 2022 – ore 19:00 (accreditamento dalle ore 18:30)

Link per l’acquisto dei biglietti

Iolanda Pomposelli

For You Communication

Ufficio Stampa

Phone: +39 347 8759960 

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Attualitàeccellenze italiane

Il Gruppo Casillo sceglie Camilla Buzzi Communications come partner per la gestione di ufficio stampa, public relations, digital PR & events.

camilla buzzi comunications

Camilla Buzzi Communications, creata da Camilla Buzzi, che lavora nel campo delle PR da ormai venticinque anni nel settore della comunicazione integrata e crossmediale.

Nella sua carriera vanta il lancio di numerose collezioni nel mondo fashion del kids come Roberto Cavalli Angels e Devils, Elisabetta Franchi La mia Bambina, Simonetta, Fendi, Philosophy di Lorenzo Serafini Kids, Alberta Ferretti Junior.

Nel panorama beauty, si occupa da oltre 10 anni della gestione dell’ufficio corporate, prodotto ed eventi della Ludovico Martelli.

In questa nuova collaborazione si occuperà dell’ufficio stampa e public relations del Gruppo Casillo, realtà imprenditoriale fondata dai fratelli Michele e Vincenzo, e giunta ormai alla seconda generazione, si occupa della produzione di linee di abbigliamento kids e junior che accompagnano l’evoluzione estetica delle nuove generazioni da 0 a 16 anni.

L’azienda segue da anni diversi property brands: To be Too, Y-Clù e Briince ed altri licesing brands: Jeckerson Junior, Manila Grace Girl, Lotto Sport, Franklin & Marshall, Met Jeans, Kaos Girl e Refrigiwear.

Il DNA che contraddistingue l’azienda sono tenacia, passione, attenzione ai desideri ed alle esigenze dei più piccoli che poi altro non sono che  le componenti salienti dell’anima dei diversi brand.

La voglia di realizzare un grande sogno è tangibile con motivazione, entusiasmo e un’ampia attitudine al cambiamento.

È una compagnia solida e compatta, caratterizzata da una strategia commerciale di estrema competitività fondata su tre elementi cardine: risorse altamente qualificate, solide strutture commerciali ed efficienti reti distributive.

La loro personale chiave strategica è l’orientamento al cliente in tutte le attività, per adattare la proposta moda ai loro desideri.

Il loro successo si trova principalmente nelle proposte moda cucite ad hoc dal loro personale team stilistico, ideando modelli che corrispondano realmente ai desideri dei clienti.

L’innovazione e la ricerca su stoffe e materiali nuovi è sempre mirata alla cura dei dettagli e particolari.

Il Gruppo Casillo, forte di una consolidata esperienza nel canale wholesale ha come obbiettivo offrire al mercato un contenitore che abbia la varietà del Multibrand e la forza del Retail.

Le aperture di vari corner e flagship store diretti nelle principali città italiane, sono una delle fonti principali per lo sviluppo del progetto a medio lungo termine, perché portare l’azienda direttamente al cliente è un obbiettivo di crescita.

Un’azienda che guarda al futuro, creata e gestita da professionisti e imprenditrici di successo ha scelto di affidarsi all’esperienza consolidata di Camilla Buzzi Communications

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Attualitàcultura

GIOSTRA CAVALLERESCA DI SULMONA

GIOSTRA CAVALLERESCA DI SULMONA

Torna in una veste rinnovata il tradizionale evento di Sulmona che esce dai confini regionali e assume caratteristiche nazionali e internazionali

La Giostra Cavalleresca di Sulmona ritorna dopo due anni di fermo con un’edizione in cui la tradizione incontra la contemporaneità. Tante le novità che conferiscono all’evento una veste rinnovata.

Restano la Festa dei Fuochi (23 e 24 aprile) e la Cordesca (1 e 2 giugno); si aggiungono una mostra d’arte pittorica e un cartellone di appuntamenti culturali, che accompagneranno cittadini e turisti fino alla gara che si svolgerà il 30 e 31 luglio, preceduta dal corteo in costume guidato dalla Regina.

Il Palio sarà disegnato da un artista di fama internazionale e per l’edizione 2022 è Giordano Floreancig.

Confermata la Grande Fiera Storica (dal 28 luglio al 7 agosto) e la Giostra Cavalleresca Europea e dei Borghi più belli d’Italia (6 e 7 agosto)

Il nuovo progetto è stato presentato in conferenza stampa alla presenza di Gianfranco Di Piero, Sindaco di Sulmona; Domenico Taglieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila; Maurizio Walter Vittorio Antonini Commissario Reggente Associazione Giostra Storica di Sulmona; Enzo Testa Vice Commissario Reggente Associazione Giostra Storica di Sulmona.

«La Giostra è entrata nel tessuto connettivo della città di Sulmona e rappresenta un grande patrimonio di mobilizzazione civile – dice Gianfranco Di Piero, Sindaco di Sulmona -.

La Giostra è Sulmona e Sulmona è la Giostra.

C’è grande attesa nella città perché questa dovrà essere un’edizione particolare, quella della ripartenza.

Anche i Borghi e i Sestieri, nella loro competizione, hanno determinato il venire fuori di risorse utili a tanti aspetti che riguardano la città, non solo nell’ambito della Giostra.

Intensificando le attività e gli eventi culturali si va nella direzione giusta.

Va ripreso il canale dei gemellaggi e bisogna portare avanti progetti più ampi e internazionali attraverso la Giostra Europea.

Vogliamo andare avanti in questa direzione e vogliamo dire grazie al popolo della Giostra».

«Questa edizione dovrà segnare la rinascita della nostra città. Abbiamo voluto investire decisamente sulla comunicazione, rivolgendoci a professionisti del settore che ci aiuteranno a veicolare la nostra manifestazione su tutto il territorio nazionale – spiega il Commissario Reggente dell’Associazione Giostra Cavalleresca di Sulmona Maurizio Antonini –.

L’obiettivo è quello di crescere in qualità e quantità, affiancando alle nostre due Giostre, quella di Sulmona e quella Europea e dei Borghi più belli d’Italia, manifestazioni culturali e ludiche che vedranno coinvolti personaggi di primo piano nell’ambito della cultura e dello spettacolo.

Così è stato quando si è trattato di individuare l’artista che dovrà realizzare il palio della prossima edizione quella, si spera, che segnerà la fine della pandemia».

«Io sono convinto che abbiamo un sindaco molto sensibile e con il quale possiamo fare un percorso importante – dice Domenico Taglieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila -.

È fondamentale risolvere il problema della sede, in un palazzo storico della città, dove collocare anche il Museo della Giostra in cui esporre i costumi e l’archivio fotografico. Stiamo intraprendendo una strada nuova e importante anche con la vicinanza dell ‘Amministrazione Comunale.

La Giostra fa parte della città e le sedi devono essere luoghi in cui la cultura viene portata avanti giorno dopo giorno».

Rinnovata anche l’immagine e la veste grafica della Giostra Cavalleresca di Sulmona, con un progetto di comunicazione visiva di grande impatto, ideato e realizzato da Beatrice Gigli e dal suo staff, a cui sono state affidate anche il management degli eventi culturali, l’ufficio stampa e le media relations, le Relazioni Pubbliche con i brand.

La manifestazione assume, così, un carattere davvero nazionale e internazionale, sia con gli ospiti che arriveranno per gli appuntamenti culturali e ludici, sia con una importante rete di Partner che hanno accettato l’invito a diventare sostenitori e veicolo della Giostra Cavalleresca di Sulmona, portandola fuori dai confini regionali.

Tra loro,

E. Marinella, Floïd, Galleria Erra, Proraso, Rogiosi Editore, Rummo, San Pellegrino e Acqua Panna.

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Attualitàeconomia

Valerio Barsanti founder di Multycashflow S.r.l

Valerio Barsanti

Giovane , intraprendente, e esperto di finanza , conosciamo meglio Valerio Barsanti founder  di Multycashflow S.r.l

Che studi hai fatto?

Ho iniziato i miei studi nell’istituto ipsseoa di Fiuggi all’alberghiero, una volta finiti ed iniziato a lavorare all’interno di vari ristoranti ed alberghi sentivo che quello non era il mio posto, quindi decisi di lasciare quel lavoro e dedicarmi agli studi di economia e finanza.

Quando hai deciso di creare Multycashflow S.r.l. e perchè?

Da piccolo non ho mai avuto una situazione agiata economicamente parlando, mio padre lavorava alle poste e mia madre impiegata al comune, all’età di 3 anni i miei genitori divorziarono ed io rimasi con mia madre fino a poco tempo fa quando purtroppo è venuta a mancare.

Ho sempre avuto un sogno nella vita, essere libero finanziariamente e farci diventare anche le persone attorno a me.

Intorno al 2015 Feci degli investimenti molto grandi a livello finanziario con alcune aziende, dando fondo a tutti i miei risparmi, per dedicarmi alla “vita da investitore” (a mio avviso, non avendo esperienza nè praticità con l’argomento, valutavo l’unica strada per raggiungere il mio sogno all’epoca) dopo un anno e mezzo triplicai il capitale e poco dopo persi completamente tutto a causa di una truffa subita dalle aziende alle quali mi ero affidato.

Guadagnavo 500 euro al mese e vivevo in una casa molto grande di proprietà di mia nonna da solo, perchè mia madre era in ospedale a causa di due tumori scoperti poco prima, avevo delle spese molto alte e quasi non riuscivo a mantenermi, Subita questa perdita economica di tutto quello che avevo risparmiato in anni, sono andato in preda allo sconforto, quasi depressione, cercai l’aiuto di alcune figure professionali o aziende che mi potessero tutelare dagli investimenti dannosi ma non trovai nulla, chiedi ad amici, parenti, cercai su internet ma niente, in quel momento avevo due strade davanti, o il suicidio o ricominciare partendo dallo studio e tutelarmi da solo grazie ad esso.

Iniziai a studiare alcuni libri di economia che mi regalarono poco prima e piano piano mi resi conto di come funzionano i soldi e di come venivano mossi dall’economia e dalle persone, continuando a studiare sia con i libri che su internet, mi resi conto di due notizie agghiaccianti,  la prima è che l’italia è tra gli ultimi posti per l’educazione finanziaria, gli italiano da dati istat non sanno minimamente come tutelarsi e come generare soldi, la seconda è che in quegli anni l’indice di mortalità era aumentato, cercai di capire il perchè di queste morti e purtroppo scoprii che quegli investimenti con alcune aziende che feci tempo prima non fecero piangere soltanto me, ma anche molte famiglie e molti imprenditori italiani, dove invece che rialzarsi hanno scelto di suicidarsi avendo investito più di quello che potevano permettersi.

questa notizia mi fece venire i brividi, ma anche una gran voglia di dire BASTA! per questo motivo iniziai a studiare ancora più attentamente per creare un progetto ancora inesistente che potesse unire la semplicità di apprendimento e l’informazione necessaria alla tutela finanziaria ed al generare abbondanza nelle persone, da qui nasce il progetto di Multycashflow, l’azienda che insegna l’educazione e la tutela finanziaria in maniera semplice, avvalendoci di esperti psicologi, consulenti Cripto e consulenti finanziari pluri premiati, ad oggi ormai abbiamo reso molte persone libere e protette finanziariamente che hanno fatto delle testimonianze sui nostri canali social.

Qual è l’ostacolo principale che riscontri nel far comprendere perché è necessario investire?

Purtroppo l’Italia essendo tra gli ultimi posti per l’educazione finanziaria, molte persone non percepiscono l’urgenza di formarsi sull’amministrazione strategica delle proprie finanze, puntano al guadagno immediato piuttosto che costruirsi, strategicamente, la propria indipendenza economica.

Investire non è strettamente necessario ma caldamente consigliato sotto la guida di un esperto nel settore.

Possiamo iniziare anche solamente mettendo da parte 100/200 euro al mese per ritrovarci a fine anno con 1200/2400 euro in più, la difficoltà maggiore è capire che il risparmio equivale al guadagno sotto alcuni punti di vista, sono sempre dei soldi in più che ci ritroviamo a fine mese/ fine anno, non è esso stesso un guadagno? Ma cosa fare con questi soldi risparmiati? è qui il vero dilemma,

Per chi è alle prime armi basterebbe capire che la tutela viene prima del guadagno, si possono investire anche piccole somme di denaro mensilmente, come in un piano d’accumulo al 5% annuo utilizzando l’interesse composto per contrastare l’inflazione che avanza inesorabilmente e per trarne vantaggio economico.

Pensiamo a generare grandi somme di denaro non capendo che, se siamo a digiuno di educazione finanziaria, anche pochi euro risparmiati ogni giorno possono generare un effetto valanga a lungo termine.

Qual è la domanda che ti fanno più spesso?

Vorrei arrotondare lo stipendio, come posso guadagnare di più?

Che differenza c’è tra il cliente italiano e quello estero quando parliamo di educazione alla finanza?

Sicuramente il cliente italiano è più facile da guidare verso la corretta gestione patrimoniale essendo a digiuno di queste competenze ed essendo per cultura un creativo, impara molto più facilmente rispetto ad un cliente estero.

Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso

Quando inizialmente decidemmo di aprire questo progetto, non eravamo “esperti” imprenditori nè tantomeno esperti formatori, ci mettemmo semplicemente in gioco con le competenze ed esperienze che avevamo, provammo a creare un azienda, inizialmente eravamo 3 soci e 17 collaboratori, quindi eravamo molto “fomentati” dall’idea di costruire una grandissima azienda, una multinazionale, ci credevamo talmente tanto che siamo rimasti 3 anni con la convinzione che, senza né pubblicità e ne eventi da lì a breve ci saremmo quotati in borsa 🙂 purtroppo o per fortuna facemmo i conti con la realtà che, se volevamo quel risultato, ci saremmo dovuti impegnare di più e avremmo dovuto fare azioni differenti, alcuni andarono via e altri rimasero, fatto sta che ad oggi migliorando processi aziendali, inserendo valori ed esperti psicologi e consulenti, abbiamo capito a nostre spese che, crederci non basta, bisogna anche fare azione 🙂

morale della favola: da solo vai lontano ma insieme alle persone giuste vai molto più lontano, molto più velocemente.

Grazie per il tempo a noi dedicato

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