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PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE XVI EDIZIONE, 15 e16 giugno | STAZIONE MARITTIMA DI SALERNO, 17 giugno | SALONE GENOVESI CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO.

PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE

Una tre giorni dedicata all’innovazione con tavole rotonde e la presentazione dei progetti valutati da una giuria di esperti. Il Premio Best Practices per l’innovazione, giunto alla XVI edizione e nato su proposta del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, torna alla Stazione Marittima di Salerno, il 15 e 16 giugno e il 17 giugno nel Salone Genovesi della Camera di Commercio di Salerno. L’iniziativa è organizzata da Confindustria Salerno in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, Sviluppo Campania e con i main partner Terna e Banca di Credito Popolare.

Culmine dell’edizione sarà la premiazione del 16 giugno – a partire dalle 16:00 con gli interventi dell’assessore della Regione Campania alla Ricerca, Innovazione e Startup Valeria Fascione e Danilo Iervolino, Presidente US Salernitana 1919 e Founder Università Telematica Pegaso – e del 17 giugno alle ore 16:00 con i talk di Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno, Andrea Prete, Presidente Unioncamere e Vincenzo Boccia, Presidente LUISS sul tema Le Organizzazioni ad alto capitale umano moderati da Alex Giordano, Docente di Marketing e Trasformazione Digitale Università Federico II Napoli.

Tante le presenze istituzionali, accademiche, imprenditoriali e legate al mondo dell’innovazione che parteciperanno al Premio Best Practices per l’Innovazione 2022 (in ordine cronologico di agenda): Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno; Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno; Vincenzo Loia, Rettore Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Gallo, Vice presidente Vicario Camera di Commercio di Salerno; Francesco Serravalle, Presidente Servizi Innovativi Confindustria Salerno; Marco Pietrucci, Head Of Innovation Terna; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud; Domenico Credendino, Presidente Fondazione Carisal; Antonia Autuori, Presidente Fondazione della Comunità Salernitana; Carlo Crudele, Vice Presidente Banca Campania Centro; Antonino Del Gatto, CCO Banca di Credito Popolare; Pierluigi Rippa, Responsabile START CUP Campania “Mario Raffa”; Luigi Mazza, People & Corporate Relations Director ITALIACAMP; Marco Gambardella, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Salerno; Andrea Marangione, Vice Presidente Giovani Imprenditori Confindustria; Alessandra Bechi Vice Direttore AIFI, Erika Mancuso, Laboratorio Valorizzazione delle Risorse nei Sistemi Produttivi e Territoriali – Enea; Antonio Pietrosanto, Delegato alla Terza Missione Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Rinaldi, CEO Isolkappa; Lina Piccolo, Presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Salerno; Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria Confindustria; Salvatore Mirante, Responsabile Banca Sella Campania; Marco Bitetti, Head of Terna Academy; Stefano Azzalin, CEO dPixel; Edoardo Imperiale, Direttore Campania DIH; Antonio Palumbo, Chief Consumer, Business & Medium Market Office TIM; Paolo Landoni Politecnico di Torino. Tutte personalità di spicco in diversi settori d’azione che conferiscono prestigio e contenuti interessanti al Premio Best Practices per l’Innovazione e che parteciperanno a dibattiti e tavole rotonde: “Il ruolo degli ecosistemi per l’innovazione sociale”, “Le organizzazioni ad alto capitale umano”, “Green tech: la rivoluzione verde è cominciata”, “Futuro digitale. Le sfide per le imprese”.

Creatività e contaminazione sono le parole chiave del Premio Best Practices, che promuove la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità in Italia, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle progettualità migliori tra imprese, spin off e start up. Il Premio diventa, quindi, occasione di incontro tra domanda e offerta di innovazione e favorisce sinergie che, negli anni, hanno costruito un ecosistema che ha dato vita a tante nuove idee e a tante nuove iniziative imprenditoriali. In questa XVI edizione, tutta in presenza, ritorna anche l’Hackathon promosso da Terna, facilitato da Rete Mediterranea per l’Innovazione, insieme agli studenti di alcune scuole secondarie e Università di Salerno, con l’obiettivo di favorire soluzioni innovative a problemi reali. Gli studenti universitari saranno coinvolti anche nella sezione Idea Generation, finalizzata a sviluppare soluzioni innovative su tematiche d’impresa e organizzata in collaborazione con l’Ateneo di Salerno e i team X-labs della Luiss Guido Carli.

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Attualitàeconomia

NOTABLE: INVESTIRE NELLE PERSONE.

NOTABLE

Grazie alle recenti innovazioni dei settori Fintech e delle criptovalute, è attualmente possibile investire in praticamente qualsiasi tipo di asset. Notable permetterà di investire nelle persone.

La tokenizzazione crescenteConcetti come la tokenizzazione di proprietà immobiliari, l’equity crowdfunding e la DeFi non erano neanche immaginabili 20 anni fa, ma ad oggi sono una realtà che muove miliardi di dollari ogni anno in volume di scambio.Il successo di questi trend dimostra che alle persone piace investire; sia per scopo puramente speculativo, che per supportare una causa in cui credono.

E sebbene ad oggi si possa investire facilmente in qualsiasi tipo di asset (dall’immobiliare ai beni di lusso), vi è ancora un asset quasi completamente inesplorato: le persone e la loro “popolarità”.

Quante volte vi è capitato di pensare “adoro quell’artista, lo trovo davvero talentuoso e mi chiedo come mai ad oggi così poche persone lo seguano.

Sono convinto che nel giro di qualche anno diventerà una star di fama mondiale!” e avevate ragione?

E se ci fosse un modo per “investire” di fatto in quella persona, supportandolo finanziariamente e traendone un profitto nel caso abbiate “scommesso” sul giusto artista?

Notable nasce proprio per questo: gettare le basi, grazie ai benefici della tecnologia blockchain e in particolar modo degli NFT (Non-Fungible Tokens), di un nuovo mercato basato sulla popolarità e l’influenza delle persone.

Come funziona NotableSarà un marketplace NFT, ovvero un sito dove è possibile creare, vendere e scambiare Non- Fungible Tokens, focalizzato però su un particolare tipo di asset che noi chiamiamo “experience NFT” (eNFT).

Si tratta di token legati ad un’esperienza (fisica o digitale); un classico esempio potrebbe essere quello di un NFT che dia diritto al possessore di riscattare una cena con il proprio artista preferito.

L’utente, una volta acquistato il token, potrà ovviamente riscattare l’esperienza che vi sta dietro, ma il caso d’uso che più ci affascina è quello dell’investimento di medio-lungo termine. Infatti, il possessore di un eNFT sarà libero di non vivere mai la propria esperienza e conservare il token sulla piattaforma o nel proprio wallet personale.

Se dopo un certo periodo di tempo la popolarità dell’artista dovesse crescere, con molta probabilità i suoi NFT in circolazione aumenteranno di valore, e l’acquirente potrà rivenderli per un profitto.

Dall’altro lato, Notable darà ai creators non solo un nuovo strumento per connettersi maggiormente alla propria fanbase, ma anche un’ulteriore fonte di ricavi ricorrenti.

Una caratteristica peculiare degli NFT è infatti la royalty su ogni scambio dell’asset stesso: il creator quindi non guadagnerà solo al momento del lancio sul mercato, ma per ogni futura transazione tra utenti avrà diritto ad una percentuale del ricavato.

Non è difficile immaginare che per token con un significativo valore di scambio, questa fonte di reddito può facilmente superare in breve tempo il ricavo fatto nell’asta o nel lancio iniziale.
Il progetto

Lo scorso dicembre si è svolto il lancio del progetto, che dopo tre round di investimento si è concluso con la IDO (Initial Decentralised Offer) e la contestuale quotazione su PancakeSwap del loro utility token, NBL. Il progetto è attualmente in fase di sviluppo ed il rilascio della piattaforma è previsto, come da Roadmap, per il secondo trimestre del 2022.

Dal punto di vista tecnico, il progetto ed il token sono attualmente integrati con la Binance Smart Chain, anche se nel piano di quest’anno sono previste le integrazioni con altre principali chain, tra cui Ethereum e Solana.Già numerosi creators (oltre 50) si sono dimostrati interessati a creare NFT esperienziali non appena la piattaforma sarà rilasciata, spinti dalle potenzialità (sia economiche che di immagine) che il mondo degli NFT possono fornire.

Pur trattandosi di una società con base a Dubai, uno dei poli globali di interesse per il mondo delle criptovalute, il team fondatore è italianissimo ed è composto da:•

Luca De Zordo, CEO

Giacomo Voltolina, CTO

Riccardo Caneve, COO

Nicu Bosca, CMO

Riccardo Barcolari, CPO

Tutti ragazzi che, nonostante la giovane età, possono già vantare oltre 6 anni di esperienza nel settore e diversi progetti avviati in Italia e all’estero.

Nonostante i soli 3 mesi di vita del progetto, Notable può già vantare partnerships e collaborazioni di spessore sia nel settore crypto (BakerySwap e PolkaEx) che con influencer conosciuti nel panorama italiano e non solo.

Pochi giorni fa è stata rilasciata anche la versione integrale della loro intervista con il famoso imprenditore Marco Montemagno.

Di seguito tutti i canali ufficiali dove è possibile rimanere aggiornati sul progetto:

Sito web

Twitter: 

Instagram

Telegram

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Attualitàeconomia

Valerio Barsanti founder di Multycashflow S.r.l

Valerio Barsanti

Giovane , intraprendente, e esperto di finanza , conosciamo meglio Valerio Barsanti founder  di Multycashflow S.r.l

Che studi hai fatto?

Ho iniziato i miei studi nell’istituto ipsseoa di Fiuggi all’alberghiero, una volta finiti ed iniziato a lavorare all’interno di vari ristoranti ed alberghi sentivo che quello non era il mio posto, quindi decisi di lasciare quel lavoro e dedicarmi agli studi di economia e finanza.

Quando hai deciso di creare Multycashflow S.r.l. e perchè?

Da piccolo non ho mai avuto una situazione agiata economicamente parlando, mio padre lavorava alle poste e mia madre impiegata al comune, all’età di 3 anni i miei genitori divorziarono ed io rimasi con mia madre fino a poco tempo fa quando purtroppo è venuta a mancare.

Ho sempre avuto un sogno nella vita, essere libero finanziariamente e farci diventare anche le persone attorno a me.

Intorno al 2015 Feci degli investimenti molto grandi a livello finanziario con alcune aziende, dando fondo a tutti i miei risparmi, per dedicarmi alla “vita da investitore” (a mio avviso, non avendo esperienza nè praticità con l’argomento, valutavo l’unica strada per raggiungere il mio sogno all’epoca) dopo un anno e mezzo triplicai il capitale e poco dopo persi completamente tutto a causa di una truffa subita dalle aziende alle quali mi ero affidato.

Guadagnavo 500 euro al mese e vivevo in una casa molto grande di proprietà di mia nonna da solo, perchè mia madre era in ospedale a causa di due tumori scoperti poco prima, avevo delle spese molto alte e quasi non riuscivo a mantenermi, Subita questa perdita economica di tutto quello che avevo risparmiato in anni, sono andato in preda allo sconforto, quasi depressione, cercai l’aiuto di alcune figure professionali o aziende che mi potessero tutelare dagli investimenti dannosi ma non trovai nulla, chiedi ad amici, parenti, cercai su internet ma niente, in quel momento avevo due strade davanti, o il suicidio o ricominciare partendo dallo studio e tutelarmi da solo grazie ad esso.

Iniziai a studiare alcuni libri di economia che mi regalarono poco prima e piano piano mi resi conto di come funzionano i soldi e di come venivano mossi dall’economia e dalle persone, continuando a studiare sia con i libri che su internet, mi resi conto di due notizie agghiaccianti,  la prima è che l’italia è tra gli ultimi posti per l’educazione finanziaria, gli italiano da dati istat non sanno minimamente come tutelarsi e come generare soldi, la seconda è che in quegli anni l’indice di mortalità era aumentato, cercai di capire il perchè di queste morti e purtroppo scoprii che quegli investimenti con alcune aziende che feci tempo prima non fecero piangere soltanto me, ma anche molte famiglie e molti imprenditori italiani, dove invece che rialzarsi hanno scelto di suicidarsi avendo investito più di quello che potevano permettersi.

questa notizia mi fece venire i brividi, ma anche una gran voglia di dire BASTA! per questo motivo iniziai a studiare ancora più attentamente per creare un progetto ancora inesistente che potesse unire la semplicità di apprendimento e l’informazione necessaria alla tutela finanziaria ed al generare abbondanza nelle persone, da qui nasce il progetto di Multycashflow, l’azienda che insegna l’educazione e la tutela finanziaria in maniera semplice, avvalendoci di esperti psicologi, consulenti Cripto e consulenti finanziari pluri premiati, ad oggi ormai abbiamo reso molte persone libere e protette finanziariamente che hanno fatto delle testimonianze sui nostri canali social.

Qual è l’ostacolo principale che riscontri nel far comprendere perché è necessario investire?

Purtroppo l’Italia essendo tra gli ultimi posti per l’educazione finanziaria, molte persone non percepiscono l’urgenza di formarsi sull’amministrazione strategica delle proprie finanze, puntano al guadagno immediato piuttosto che costruirsi, strategicamente, la propria indipendenza economica.

Investire non è strettamente necessario ma caldamente consigliato sotto la guida di un esperto nel settore.

Possiamo iniziare anche solamente mettendo da parte 100/200 euro al mese per ritrovarci a fine anno con 1200/2400 euro in più, la difficoltà maggiore è capire che il risparmio equivale al guadagno sotto alcuni punti di vista, sono sempre dei soldi in più che ci ritroviamo a fine mese/ fine anno, non è esso stesso un guadagno? Ma cosa fare con questi soldi risparmiati? è qui il vero dilemma,

Per chi è alle prime armi basterebbe capire che la tutela viene prima del guadagno, si possono investire anche piccole somme di denaro mensilmente, come in un piano d’accumulo al 5% annuo utilizzando l’interesse composto per contrastare l’inflazione che avanza inesorabilmente e per trarne vantaggio economico.

Pensiamo a generare grandi somme di denaro non capendo che, se siamo a digiuno di educazione finanziaria, anche pochi euro risparmiati ogni giorno possono generare un effetto valanga a lungo termine.

Qual è la domanda che ti fanno più spesso?

Vorrei arrotondare lo stipendio, come posso guadagnare di più?

Che differenza c’è tra il cliente italiano e quello estero quando parliamo di educazione alla finanza?

Sicuramente il cliente italiano è più facile da guidare verso la corretta gestione patrimoniale essendo a digiuno di queste competenze ed essendo per cultura un creativo, impara molto più facilmente rispetto ad un cliente estero.

Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso

Quando inizialmente decidemmo di aprire questo progetto, non eravamo “esperti” imprenditori nè tantomeno esperti formatori, ci mettemmo semplicemente in gioco con le competenze ed esperienze che avevamo, provammo a creare un azienda, inizialmente eravamo 3 soci e 17 collaboratori, quindi eravamo molto “fomentati” dall’idea di costruire una grandissima azienda, una multinazionale, ci credevamo talmente tanto che siamo rimasti 3 anni con la convinzione che, senza né pubblicità e ne eventi da lì a breve ci saremmo quotati in borsa 🙂 purtroppo o per fortuna facemmo i conti con la realtà che, se volevamo quel risultato, ci saremmo dovuti impegnare di più e avremmo dovuto fare azioni differenti, alcuni andarono via e altri rimasero, fatto sta che ad oggi migliorando processi aziendali, inserendo valori ed esperti psicologi e consulenti, abbiamo capito a nostre spese che, crederci non basta, bisogna anche fare azione 🙂

morale della favola: da solo vai lontano ma insieme alle persone giuste vai molto più lontano, molto più velocemente.

Grazie per il tempo a noi dedicato

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Attualitàeconomia

L’Amministrazione Murzi a Forte Dei Marmi mette a disposizione Buoni spesa per aiutare le famiglie.

Bruno Murzi

Avviso pubblico per assegnazione di buoni spesa per aiutare le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza covid. Domande fino al 5 Aprile

Quando parliamo di Forte dei Marmi , troppo spesso ci dimentichiamo che “La perla della Versilia”, conta poco più di 7000 residenti, che non per forza fanno rima con il  lusso e lo sfarzo dei personaggi legati ai periodi vacanzieri.

Ci sono famiglie che, come in tutta Italia  stanno subendo pesantemente le ripercussioni di due anni di Covid, e adesso i rincari dovuti alla situazione odierna.

Il compito di una buona amministrazione non è solo quello di gestire al meglio i periodi più floridi, ma bensì di tutelare i propri cittadini nel momento del bisogno.

Ed è proprio per questo che il Comune di Forte dei Marmi ha pubblicato un avviso pubblico per l’assegnazione di buoni spesa per aiutare i cittadini in difficoltà.

I soggetti in possesso delle condizioni e dei requisiti delineati potranno presentare domanda per ottenere un buono spesa per il proprio nucleo familiare fino al 5 Aprile 2022.

I benefici saranno erogati sino ad esaurimento delle risorse disponibili.

I Buoni Spesa sono destinati a famiglie e a persone singole che abbiano i seguenti requisiti: residenza nel Comune di Forte dei Marmi , alla data di presentazione della domanda, cittadinanza italiana o di uno stato facente parte dell’UE o di un altro Stato (extra UE) in regola ai sensi degli artt. 4 e 5 del D.Lgs. n. 286/1998 e ss.mm.ii. e permesso di soggiorno valido; trovarsi in situazione di difficoltà dovuta agli effetti economici-sociali derivanti dall’epidemia COVID-19, possedere un ISEE ORDINARIO non superiore a 12.000 ,00 euro, possedere un patrimonio mobiliare alla data del 31/12/2021 non superiore a euro 6.000,00 complessivo per ogni nucleo familiare beneficiario.

 Per ogni nucleo familiare è possibile presentare un’unica domanda di ammissione ai buoni spesa e dovranno essere utilizzati entro il 30 Giugno 2022 presso gli esercenti aderenti all’iniziativa.

I voucher/buoni spesa possono essere utilizzati per l’acquisto di generi alimentari , di prodotti per l’infanzia e beni di prima necessità per l’igiene della persona e della casa, mentre non possono essere utilizzati per l’acquisto di bevande di qualsiasi gradazione alcolica e di tutti gli altri prodotti non destinati agli usi alimentari o di prima necessità (ad es: prodotti di bellezza, vestiario, giornali e riviste, elettrodomestici, telefoni, ricariche telefoniche, prodotti di cartoleria,oggettistica, etc.).

La compilazione della Domanda per l’assegnazione del buono deve avvenire mediante l’utilizzo dell’apposito modulo da far pervenire nel termine sopraindicato all’Ufficio Protocollo del Comune tramite consegna diretta negli orari di apertura (da lunedì a sabato dalle 9 alle 12,30) o tramite pec all’indirizzo : protocollo.comunefdm@postacert.toscana.it.

Per eventuali informazioni rivolgersi al numero: 0584-280229

Il Sindaco Bruno Murzi e l’assessora Simona Seveso

 “Come Amministrazione, abbiamo deciso di assegnare ulteriori Buoni Spesa ai nostri cittadini per dare loro un ulteriore sostegno economico- hanno dichiarato il Sindaco Bruno Murzi e l’Assessore al sociale Simona Seveso– Gli stop dovuti alla pandemia sono stati molti, speriamo quindi in questo modo di poter andare incontro alle esigenze delle famiglie che ne sono state maggiormente colpite.”

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Attualitàeconomia

Breve guida alla crisi Ucraina a cura di Giulio Garsia Financial Advisor Parte I

Giulio Garsia

La Russia, contrariamente alla maggior parte delle analisi ,che immaginavano che tutto potesse concludersi come nel 2014: annessione di una piccola porzione di territorio, ha invaso l’intero territorio ucraino.

Per chi ha poco tempo: Putin, in buona misura a sorpresa, ha invaso l’intera Ucraina basandosi su una propria lettura della Storia che non considera altro che una svista la creazione di uno Stato indipendente di oltre 40 milioni di abitanti nel 1991. La comunità occidentale ha dichiarato espressamente di non avere in mente un intervento militare (Kiev non appartiene
alla NATO
per quanto, volendo, esiste il memorandum di Budapest del 1994 con cui USA e UK garantivano
l’integrità territoriale dell’Ucraina che, in cambio, cedette a Mosca la parte di arsenale nucleare che il Cremlino aveva sul suo territorio) sta, però reagendo con sanzioni mai viste prima che hanno fatto crollare il rublo e chiudere la Borsa di Mosca. L’energia, con l’eccezione del blocco del North Stream2, è stata lasciata fuori per non mettere a rischio l’approvvigionamento di molti Stati europei.

La Russia ha visto, comunque aumentare le proprie entrate come si può capire da un banale calcolo fatto considerando il calo dei volumi esportati (ha fatto passare nei gasdotti circa il 20% in meno del gas) e l’andamento dei prezzi ( cresciuti di 4 o 5 volte).

Le cause dell’aumento del prezzo del gas sono contingenti (scarso apporto dell’eolico) e strutturali ( meccanismo di formazione del prezzo che da qualche anno passa in parte dalla Borsa di Amsterdam e calo degli investimenti in ricerca e sviluppo).

Le soluzioni per far fronte alla mancanza di gas russo (in primo luogo gas liquefatto proveniente principalmente dagli USA). Il rischio di stagflazione: secondo qualche economista le materie prime continueranno ad aumentare portando inflazione e costringendo le autorità monetarie ad aumentare i tassi in un momento in cui l’economia avrebbe ancora bisogno di aiuti.

Altri, forse con un eccessivo ottimismo nell’immediato, ricordano che le Borse hanno sempre superato momenti di crisi e parlano già di opportunità di acquisto.

La posizione cinese:
Mosca è il primo partner commerciale di Kiev , ma nel medio lungo periodo spera di consolidare un’alleanza
con la Russia che, visto il suo peso economico: ha un PIL equivalente a quello spagnolo ed una crisi demografica in atto, sarebbe un partner assolutamente non alla pari.

Nelle ultime ore ha mostrato preoccupazioni per la stabilità mondiale su cui conta per la propria crescita.

La guerra cibernetica. L’esclave russa di Kaliningrad..

Giulio Garsia

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Arteeconomia

Come e perchè assicurare “il sistema Arte” a cura di Giulio Garsia, Founder www.prosperitas.info.

Giulio Garsia

Opere d’arte e polizze assicurative: ecco come funzionano

Il mondo dell’arte è un settore particolare. Il valore delle opere e degli oggetti d’arte è in genere piuttosto elevato.

Partiamo con il dire che le principali compagnie assicurative hanno polizze pensate appositamente per le collezioni d’arte, in grado di tutelarle da rischi.

Non serve possedere opere milionarie nel proprio salotto, ma sono comunque molte le persone che conservano pezzi d’arte dal valore importante per le quali una comune assicurazione casa spesso non è sufficiente.

Per questo motivo esistono polizze assicurative dedicate. in qualche caso si può anche ricorrere ad una comune polizza contro il furto ma bisogna ricordarsi di controllare la capienza accordata ai quadri.

In genere il massimale della polizza ha poi dei limiti interni relativi alle diverse tipologie di beni.

Questo particolare settore assicurativo non si limita a prendere in considerazione chi lavora all’interno di musei e gallerie d’arte, ma si espande gli organizzatori di eventi, ai restauratori e i collezionisti che dovrebbero tutelare se stessi e le opere con cui entrano in contatto.

Un’opera d’arte può essere persa durante uno spostamento o potrebbe subire dei danni da parte di terzi o perché no, anche per nostra stessa colpa.

Una delle soluzioni migliori nel settore delle assicurazioni per opere e oggetti d’arte sono senza dubbio le all risk, che tutelano da ogni tipo di evenienza e situazione che possono arrecare danno a beni .

Quindi quando parliamo di opere d’arte l’assicurazione funziona in modo simile alle altre polizze, vengono stabiliti franchigie e massimali, basandosi sul valore dell’opera (o delle opere) in oggetto.
Di norma a stabilire il valore del bene dovrebbe essere un esperto storico dell’arte basandosi su documentazioni e ricerche di mercato..

Solitamente queste formule garantiscono una copertura a 360 gradi da tutti i rischi,

Quindi quando parliamo di opere d’arte l’assicurazione funziona in modo simile alle altre polizze, vengono stabiliti franchigie e massimali, basandosi sul valore dell’opera (o delle opere) in oggetto.

Quando si effettua una mostra esiste la possibilità di stipulare le cosiddette chiodo a chiodo che prevedono di proteggere le opere da quando partono dalla loro dimora abituale a quando vi ritornano,. in alternativa il viaggio può essere tralasciato e si assicurano le opere solo durante la loro esposizione.

Va anche ricordato che una polizza assicurativa per un’esposizione non prevede che le opere siano in vendita.

Una galleria dovrà usare un contratto diverso.

Di norma a stabilire il valore del bene dovrebbe essere un esperto storico dell’arte basandosi su documentazioni e ricerche di mercato.

Ovviamente possono sottoscrivere una polizza per le opere d’arte sia soggetti privati che enti pubblici, fondazioni, gallerie, commercianti o musei.

Un consiglio: come per tutte le altre assicurazioni è buona norma richiedere diversi preventivi per stabilire in modo semplice quale sia la migliore offerta per le proprie necessità.

E ricordate che ,maggiori saranno le tutele derivanti da sistemi di sicurezza e minore sarà il costo da sostenere. In caso di furto ci saranno verifiche circa la messa in opera dei meccanismi di protezione

Potrebbero esser presenti clausole che non proteggano da un furto con destrezza.

Effettuato cioè bypassando i sistemi di sicurezza previsti.

Dimenticavo : al fine di tutelare davvero la propria collezione, è fondamentale avere sempre tutta la documentazione aggiornata delle proprie opere, immancabile il certificato di autenticità, ma anche quelli legati alla provenienza e i passaggi di proprietà.

Giulio Garsia

www.prosperitas.info

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Attualitàeconomia

www.multycashflow.com

multy cash flow

La gestione economica è la base per costruire un grande patrimonio, il punto di partenza, la prima abilità chiave da conquistare se vuoi raggiungere un’indipendenza economica e una libertà finanziaria.

Se tu avessi un’azienda, un negozio o un ristorante, potresti mai durare più di un paio di mesi senza avere la minima idea di quanto spendi, quanto guadagni e quanto ti serve per andare avanti?

Imparare il budgeting o la capacità di gestione economico-finanziaria, possono conferirti molteplici vantaggi, fra cui la costruzione di una base patrimoniale e finanziaria più forte e sicura di quella attuale.

Nulla è complicato, basta avere voglia di ascoltare , e fare domande…

Per informazioni , senza impegno scrivere a info@multycashflow.com

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ORO; a cura di Giulio Garsia Private Banker Founder www.prosperitas.info

Giulio Garsia

Da sempre è il metallo associato al benessere, bene rifugio, ambito , temuto , ma qual è la reale situazione che stiamo vivendo :

Lo abbiamo chiesto a Giulio Garsia  Private Banker Founder www.prosperitas.info

Da 6.000 anni, da quando ne è iniziata l’estrazione, l’umanità ha fiducia nell’oro. Al mondo ne esistono 201.000 tonnellate (above ground)  e ne vengono estratte mediamente 3.000 ogni anno,  quasi due terzi delle miniere sono in superfice. 

Ne sono state già individuate circa 56.000  ancora da scavare.

I primi 5 produttori sono Cina, Russia, Australia, USA e Canada altre miniere sono in Africa ed in America Latina.

L’offerta è costituita dalle miniere per il 72% e per il 28% dal riciclo.

La domanda annuale proviene per poco più del 50% dalla gioielleria, con Cina ed India che fanno la parte del leone (nel 1990 rappresentavano un quarto della domanda ora sono al 50%), per circa un terzo da lingotti e monete (in particolare dalle banche centrali dei paesi emergenti e dal mercato degli ETF) e poi dall’industria che usa il metallo giallo per la tecnologia e per la medicina.

Circa un terzo dell’oro in superfice, 70.000 tonnellate, è sotto forma di lingotti e monete di cui 30.000 costituiscono il cosiddetto oro ufficiale quello, cioè, detenuto dalle banche centrali e dai governi.

Per avere un termine di paragone si pensi che di acciaio se ne producono 140 milioni di tonnellate ogni mese.

La sua caratteristica più importante, oltre quella di essere utilizzato per i gioielli e, più di recente nell’industria, è quella di riserva di valore.

Le prime monete conosciute furono coniate in Lidia (Turchia) nel 550 a.C. ed erano di una lega di oro e argento, sono state usate come mezzo di pagamento fino all’introduzione della carta moneta, poi abbiamo avuto il Gold Standard e l’accordo di Bretton Woods prima di arrivare alla realtà attuale.

Il passaggio dall’oro alla carta è legato anche al fatto che improvvise variazioni nella disponibilità del metallo giallo determinavano inflazione o deflazione. 

Quando, ad esempio, arrivò l’oro delle Americhe portato da Spagna e Portogallo ci furono fenomeni inflattivi.

Altro elemento che ha portato alla graduale sostituzione delle monete, nel 1861 in Italia le banconote erano circa il 10% della circolazione monetaria, è stato la consapevolezza che all’aumentare degli scambi dovesse aumentare anche la circolazione monetaria per non causare deflazione (quel fenomeno per cui i prezzi diminuiscono che è più insidioso dell’inflazione).

Al Gold Standard si arrivò, nella seconda metà dell’800, senza un vero accordo ma per una sorta di plagio tra le varie nazioni.

C’è stata anche una fase in cui  pure l’argento ha concorso ad essere una riserva di valore fino a quando il progresso tecnologico ne accelerò la produzione facendogli perdere valore e dando così il via al Gold Standard. In quel regime ogni valuta aveva una quotazione rispetto all’oro e la carta moneta poteva essere convertita su richiesta.

Ad un certo punto quest’ultima caratteristica divenne insostenibile e, poco a poco, le diverse banche centrali si sciolsero da tale impegno. Italia, Svizzera, Francia, Polonia e Paesi Bassi, il cosiddetto blocco dell’oro, furono le ultime nazioni ad abbandonare la parità a costo di un discreto calo delle riserve auree nazionali.

Su quelle di via Nazionale torniamo più avanti. Il nuovo sistema monetario nasce, questa volta con un accordo formale, a Bretton Woods, una località vicina a Boston, nel 1944.

L’accordo limitava soltanto al dollaro l’obbligo della convertibilità in oro mentre le altre valute, a quel punto circolanti solo come banconote, erano tenute ad un cambio fisso col biglietto verde.

Un dollaro valeva 625 lire. Un’oncia di oro (poco più di 30 grammi) valeva 35 dollari. 

Poi nel 1968 iniziò a crescere quando la banca centrale americana, che si era impegnata a vendere oro a 35 dollari a chiunque, non ce la fece più a mantenere la promessa.

Nel 1971 cessò la convertibilità ed il valore dell’oro, da quel momento, viene fissato dall’incontro tra domanda ed offerta che avviene, principalmente, a Londra.

Oggi il prezzo è oltre 50 volte quello del 1970. L’oro della Banca d’Italia, considerato un identico ammontare, è passato da un valore di 11 miliardi di Euro ad uno intorno ai 120.

Al momento, e dal 1998 anno in cui ha ceduto 141 tonnellate di metallo giallo alla BCE, la nostra banca centrale ne ha circa 2450.

Solo 4 sotto forma di monete per il resto sono lingotti. Si tratta della quarta riserva al mondo dopo quella della FED, della Bundesbank e del FMI.

Fisicamente non tutto si trova a Roma: poco più del 40% è a New York, due quote, ognuna di circa il 6%, sono in Inghilterra ed in Svizzera.

Le ragioni della suddivisione derivano principalmente dai luoghi in cui è stato acquistato: spostare tali quantità è difficile e costoso.

Nel caveau della Riserva Federale di New York è detenuto l’oro di molte nazioni compreso il 37% di quello tedesco.

Fino a pochi anni fa quasi tutto l’oro tedesco era all’estero perché, quando esisteva ancora la Germania orientale, si riteneva pericoloso tenerlo vicino al nemico. Persino quando, nel 1974, abbiamo dovuto dare dell’oro in pegno alla Germania a garanzia di un prestito il metallo fisicamente non si è spostato da Roma a riprova delle difficoltà logistiche.

Le banche centrali non possono vendere l’oro contenuto nei loro forzieri se non in minima parte e annunciandolo al sistema con largo anticipo.

Nel 1999 il governo inglese decise di cedere una parte delle riserve auree facendo precipitare il prezzo. In quello stesso anno fu raggiunto un accordo, già rinnovato 4 volte, per evitare episodi simili.

Il significato di avere riserve auree per uno Stato, oltre che essere legato ad oggettive difficoltà di venderlo, è quello di mantenere la fiducia dei mercati; un residuo, se si vuole, di quando le banconote erano convertibili ed un oggettivo strumento di garanzia se si dovessero ripetere situazioni come quella in cui si è trovata l’Italia nel 1974 dopo la prima crisi petrolifera.

Per quanto ovvio vale la pena ricordare che il nostro debito pubblico è di circa 2.600 miliardi, ben poco potrebbe fare la vendita dell’oro della banca centrale! Come sappiamo oltre all’oro esistono altri metalli preziosi, quelli più oggetto d’investimento sono l’argento ed il platino.

Di quest’ultimo ne vengono estratte 250 tonnellate all’anno di cui 27 in Russia ed il resto in Sud Africa. Viene usato in medicina per i pacemaker e nell’industria aeronautica per la sua resistenza alle alte temperature.

In gioielleria solitamente si usa l’oro a 18 carati ossia puro al 75% e fuso con altri metalli (in genere argento e bronzo); quello da tesaurizzazione è a 24 carati ossia puro al 100%. Il valore dell’oro aumenta in momenti di incertezza economica, data la sua caratteristica di bene rifugio, ed è correlato inversamente all’andamento dei tassi di interesse.

Se questi aumentano, ovviamente in condizioni di economia stabile, il metallo giallo cala perché non è remunerato ed ha dei costi di deposito.  Sale anche quando scende il dollaro perché chi non ha usa il biglietto verde come valuta base trova più conveniente acquistarlo.

Anche in condizioni di economia florida può salire spinto dagli acquisti di gioielli, di tecnologia e dalla voglia di risparmio che qualcuno indirizza verso l’oro.

Sulle dinamiche della sua quotazione torneremo più avanti commentando gli scenari proposti dal World Gold Council, un’ associazione tra i principali produttori di oro, possiamo, comunque anticipare che trae beneficio dall’essere sia un bene di consumo sia un bene rifugio.

In molti fanno un parallelo tra l’oro ed il bitcoin, la più nota tra le numerose criptovalute esistenti, con riferimento alla fiducia di cui hanno bisogno per “esistere”.

Chi , come dire, crede più nell’oro ricorda che  è in circolazione da millenni mentre il bitcoin deve ancora essere messo alla prova.

Più in dettaglio si fa presente che l’oro, come abbiamo già ricordato, ha una doppia natura : è anche un bene di consumo e non soltanto un investimento. La quantità di metallo giallo esistente è limitata come abbiamo visto all’inizio.

A questa osservazione qualcuno risponde dicendo che anche il bitcoin è limitato dall’algoritmo del suo fondatore, un personaggio giapponese il cui nome, per quanto se ne sa, potrebbe essere falso, in 21 milioni di unita da creare, in linea di massima, entro il 2040.

Altri fanno notare che la cosa potrebbe essere rimessa in discussione e comunque il bitcoin è solo una delle migliaia di criptovalute esistenti ( l’elenco è disponibile su CoinMarketCap.com). Si fa poi notare che l’estrazione del bitcoin, il cosiddetto mining che consiste nello scatenare una grossa capacità di calcolo da parte di numerosi computer, è concentrata in poche mani.

Ancora più concentrata risulta la proprietà dei bitcoin : il 2% dei  possessori ne detiene il 95% del totale. Infine si punta l’attenzione sul fatto che le criptovalute non hanno una correlazione negativa con i mercati azionari : non hanno il potere di diversificare e proteggere un portafoglio ed hanno una volatilità maggiore rispetto all’oro.

Nel mese di agosto l’oro è arrivato ad un massimo storico superando i 2.000 dollari , attualmente è intorno a 1.800 dollari l’oncia. Il WGC  presenta cinque scenari per ognuno dei quali immagina un possibile andamento delle quotazioni ripresa graduale, ripresa ritardata, crisi finanziaria, rapida uscita da crisi sanitaria ed economica, riaccendersi della pandemia. In tutti gli scenari, che dobbiamo sempre ricordare sono fatti per essere cambiati e a volte, come in questo caso, possano essere elaborati con un qualche conflitto di interessi, l’oro è visto in crescita nel 2021.

Sono disponibili su www.gold.org per visionarli basta registrarsi al sito. In estrema sintesi l’oro viene considerato adatto a contrastare l’inflazione, qualcuno sostiene che sia da considerare, magari insieme al bitcoin, un anticipatore della crescita dell’inflazione ( sui libri di testo si trova scritto  che questa funzione è affidata al tasso di remunerazione a lungo termine richiesto dai titoli di Stato, ma le operazioni di acquisto delle banche centrali, il QE, hanno ormai  bloccato questo meccanismo) .

Trova modo di incrementare le proprie quotazioni anche quando l’economia cresce in virtù degli acquisti in gioielli. In caso di crisi diventa un bene rifugio insieme ai titoli decennali statunitensi.

Giulio Garsia

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Ezio Stellato, fondatore di Factory Tax: «Serve una pubblica amministrazione a misura del contribuente»

Ezio Stellato

Ezio Stellato, esperto in materia fiscale e tributaria, fondatore di Factory Tax, interviene su una situazione post pandemica che sta mettendo sempre più in ginocchio l’economia italiana con le sue imprese e i suoi liberi professionisti

«È un vero e proprio controsenso, per non dire una caccia alle streghe: da un lato l’Europa mette a disposizione i fondi da impiegare a favore dell’adozione di strumenti di politica attiva e ammortizzatori sociali a sostegno dei contribuenti e, dall’altro, lo Stato italiano prova a fare cassa con le somme dovute a titolo di credito di imposta, sebbene gli stessi uffici della Pubblica Amministrazione non siano ancora edotti sui protocolli di attuazione e di accertamento. Un vero e proprio circolo vizioso, che grava sempre di più sul contribuente»

Ezio Stellato, esperto in materia tributaria e fiscale, fondatore di Factory Tax, con sede a Napoli, Sorrento, Roma e Milano, si sofferma sull’ingarbugliata situazione post pandemica, che sta mettendo sempre più in ginocchio l’economia italiana, con le sue imprese e i suoi liberi professionisti.

«Non si possono prevedere meccanismi così artificiosi, senza definire dei corsi di formazione mirati nei confronti dei funzionari dell’Agenzia delle entrate, che permettano di conoscere e sapere come poter operare sull’analisi dei crediti di imposta, ad oggi definita esclusivamente da circolari vaghe e approssimative e sfornita anche di moduli per la richiesta di fruizione del credito per l’innovazione tecnologica 4.0 – prosegue Stellato –

Affinché la riforma fiscale possa risultare davvero efficace è necessario riformare gli strumenti a disposizione dell’amministrazione del Fisco per creare una comunicazione uniforme e chiara con il contribuente.

Occorre anche intervenire sulle attività di controllo, alleggerendole, con l’obiettivo di rendere più proficua la dialettica tra contribuente e agenzia delle entrate. Serve una pubblica amministrazione a misura del contribuente».

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Socialworld.agency l’agenzia di marketing a 6 figure che sta rivoluzionando le attività commerciali di tutta Italia.

Socialworld.agency

Fondata da Emanuele Grossi questa agenzia sta stravolgendo il business di tantissimi imprenditori che stanno iniziando a sfruttare i social e il web per portare clienti alle loro attività commerciali.

Strutturata da un team di professionisti, l’agenzia si sta facendo spazio tra i colossi del mercato italiano e sta crescendo molto rapidamente.

Emanuele Grossi ha creato questa agenzia di marketing con il solo scopo di aiutare liberi professionisti, attività locali, grandi aziende e tutti coloro che vogliono ottimizzare la propria immagine online, ad aumentare la percezione che hanno le persone del loro business e farlo crescere sfruttando i social network e il web.

Ritiene che in questo momento ci sono attività che si stanno adeguando al cambiamento e purtroppo ci sono attività che lo stanno respingendo e avranno vita corta’.

Il fondatore di Socialworld.agency oltre ad essere un giovane intraprendete imprenditore è anche un atleta professionista, che si allena a tempo pieno con l’obiettivo di vestire di nuovo la maglia azzurra.‘’

Lo sport per lui è stata una palestra di vita e ha forgiato il suo carattere imprenditoriale .

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