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Ivan Damiano Rota, una vita in punta di penna!

Ivan Damiano Rota

Giornalista di altri tempi, per esperienza, e preparazione,

Scrive da sempre per diverse testate, conosce personalmente vizi e virtù del Jet set, amante e esperto di Cinema, abbiamo fatto qualche domanda a Ivan Damiano Rota per conoscerlo meglio :

Quando hai deciso che scrivere sarebbe stato parte integrante della tua vita?

Da bambino. Sono sempre stato appassionato di cinema e sin da piccolo tenevo dei quaderni in cui recensivo i film che vedevo

Cos’è per te il giornalismo?

Per me é la vita. É il colorare anche le vite degli altri. Mi sento di dire che occorre sempre verificare quello che si scrive. Oggi purtroppo con internet ognuno scrive senza assicurarsi della veridicità dei fatti. 

Quale di questi settori è il più difficile da affrontare per scrivere? Cronaca, gossip,politica, cultura, spettacolo?

Anche se puó sembrare strano, il gossip é quello piú difficile soprattutto perché bisogna andare leggeri con i pettegolezzi inventati. Oggi purtroppo vince chi la spara più grossa. 

Hai scritto in diverse occasioni per la tv, che approccio è necessario quando si entra in questo mondo ?

Ho partecipato a innumerevoli programmi sia come autore sia come opinionista.

Bisogna peró avere quel pelo sullo stomaco che a me manca, ma preferisco essere come sono. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Ero in un programma di Piero Chiambretti e dovevo portare in passerella un gigantesco alano che purtroppo sì é spaventato e si é buttato sul pubblico. 

Se potessi incontrare un personaggio del passato , quale e di cosa parleresti?

Vorrei incontrare Luchino Visconti, il mio mito e parlare con lui dei suoi film. E poi Marcello Mastroianni e parlare del suo stile unico, controllato, mai urlato. I giovani di oggi dovrebbero rivedere i loro film

Quanto è importante aver studiato per fare il giornalista ?

Secondo me ci nasci. Le scuole servono forse dal punto di vista tecnico. Così come per gli attori. Il talento é nel sangue.

Grazie Ivan

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AttualitàLibri

Contro Storia dell’arte contemporanea del Maestro Xante Battaglia

xante battaglia

Contro Storia dell’arte contemporanea il nuovo libro sul pensiero del Maestro Xante Battaglia esposto dal critico d’arte Giosuè Allegrini, pubblicato dalla casa editrice Campanotto.

Contro Storia dell’arte contemporanea, un titolo incisivo per un libro che si introduce nella storia, come un nuovo motto; contro storia del tempo presente, e di tutte le storie che ci hanno raccontato. Xante Battaglia, un nome che risuona per la storia, da precursore, da contestatore che si oppone allo spietato sistema dei consumi e delle speculazioni dei mercati che riguardano anche l’arte contemporanea…

Acquistabile clikkando qui

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AttualitàIntervisteLibri

Alessandro Barbero a “Voci della Storia”, festival storico letterario.

Alessandro Barbero

Prosegue il viaggio di “Voci della Storia”, dopo Nicolai Lilin, ospite del festival è  stato Alessandro Barbero, storico e scrittore, autore tra i tanti di “Costantino. Il vincitore”, “ Romanzo russo” e “Gli occhi di Venezia”.


Come in precedenza, data l’emergenza sanitaria in corso, la serata del 27 ottobre ha avuto luogo in diretta da libreria “Un mondo di Libri”, Seregno.
Sotto i riflettori “Dante”, ultima opera del già citato accademico.
A introdurre l’evento Eva Musci, affiancata da Franco Cardini, saggista e anch’egli storico, il quale ne ha condotto l’intervista.

Ne sorge un dialogo, il cui protagonista è Dante Alighieri, sommo poeta e padre della lingua italiana, uomo dalla mente lungimirante, ma pur sempre figlio della propria epoca.

Lo spessore delle personalità chiamate in causa, ha condotto ad ampliare il discorso rispetto al tema centrale.
Presentando Alessandro Barbero, Cardini afferma: “Alessandro Barbero ci ha abituato a grossi libri, debbo dire, fra parentesi, che il Barbero romanziere, mi piace, mi convince. Parliamo di “Dante”, paradossale. “Dante” è il primo grosso libro che Barbero ha dedicato al medioevo. La domanda è: che effetto ti fa?”

Spesso ho scritto libri perché avevo voglia di fare qualcosa che mi portasse al di fuori del mestiere, siamo medievisti, ma vogliamo fare anche altre cose. Ho scritto grossi libri, che erano grossi perché mi sono divertito tanto a scriverli e hanno strappato una fetta importante della mia vita.  Aggiungerei che fra noi medievisti, corre l’idea, forse sbagliata, che se impariamo a fare i medievisti, possiamo occuparci anche di altri periodi. “Dante” è un libro scritto con l’intento di parlare al grande pubblico, parlando di ciò di cui ci occupiamo di mestiere, scritto inoltre tentando di far vedere che Dante è un genio, che ha scritto cose che vanno, sì al di là del suo tempo, ma rimane pur sempre immerso nel medioevo, nei modi di ragionare, nei pregiudizi, nelle grandi questioni intellettuali e nei vizi del frangente di riferimento”.

Entrando nello specifico: “Su Dante si potrà parlare in eterno. Il prossimo anno ricorrono i 700 anni dalla morte. Egli ambienta la vicenda in un momento preciso “Nel mezzo del cammin di nostra vita”,  vi sono inoltre indizi che mettono in evidenza che tutto è puro sogno.
Siamo nel periodo in cui Bonifacio VIII lancia il Giubileo, quando Dante stava per compiere i 35 anni.
Il poeta afferma di avere fatto questo sogno nella primavera del 1300, nell’ istante in cui si perde in un bosco scuro : “mi ritrovai per una selva oscura/ché la dritta via era smarrita”.
In quei mesi, difatti,  era al vertice della sua carriera politica, e vi è un nesso tra la Commedia che tutto il mondo conosce e gli intrighi della politica fiorentina”.

In merito al rapporto tra Dante e Firenze, chi ha preso parola è stato Cardini. “Dante è un fazioso, un uomo di parte, questo emerge anche dalla sua opera.
La Firenze nel quale vive e muore è tutto tranne che una Firenze dantofila, era considerato quasi un personaggio pessimo.
Dante possiede una passione prorompente che deriva dall’appartenere alla parte sconfitta, di essere uno sconfitto, un esule
”.

Quelli riportati sono solo alcuni stralci di circa 50 minuti, nel quale il settore cultura ha brillato di una luce immensa.
Condotta in modo estremamente semplice e genuino, nonostante i termini tecnici  frequentemente utilizzati, ho  avuto modo di assistere a un dibattito in grado di rapire anche i meno interessati alla materia.

Per visionare la diretta: https://www.facebook.com/VociDellaStoria

Direzione Artistica
Eva Musci
Antonio Zappa

A cura di Mara Cozzoli

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AttualitàInterviste

Sammy Varin, “nato in Radio”

Sammy Varin

Una delle voci più ascoltate su Radio Padania Libera (RPL), ,giornalista pubblicista dal 1999, irriverente, simpatico e diretto, a volte ,forse, anche troppo , abbiamo fatto qualche domanda a Sammy Varin per conoscerlo meglio:

Tuo primo contatto Con la radio?

Posso dire di essere nato con la radio.. Accesa!

Cos e per te la radio? 

Quella del “baracchino” che mio padre Piero, uno dei primissimi CB italiani mi ha insegnato a smanettare fin dai primi vagiti.

Poi sono passato ad usare la vecchia cinepresa super 8,e a sonorizzare i film utilizzando le uniche fonti audio che allora esistevano: registratore e giradischi.

Da lì ad attaccarci anche in piccolo mixer auto costruito e un trasmettitore da mezzo watt la strada è stata breve: nel 1977 a soli 11 anni, ero in onda con Radio Music 2000, dalla mia cameretta di casa facendo dediche e richieste musicali ai vicini!

Credi sia necessario studiare per lavorare in radio e e questione di talento e predisposizione?

La radio è passione per la comunicazione e come ogni passione bisogna coltivarla, almeno studiando dizione e recitazione come ho fatto anche io al Centro Teatro Attivo di Milano.

Cosa pensi dell informazione?

Ma per fare radio, devi pure essere disposto ad ASCOLTARE: questo è per me lo spartiacque dall’attuale comunicazione nei media.

 Esiste il political correct?

Sanno tutti parlare, pochi hanno la voglia, il tempo(e il coraggio) di sentire il parere della gente senza manipolare gli interventi. E senza fare quel vero e proprio “lavaggio del cervello” che ti ritrovi su certi canali che si spacciano per radio generaliste, facendoti sentire in colpa se il tuo parere non è allineato al “pensiero unico”!

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo con affetto l’incontro con Gerry Scotti in uno studio di registrazione di Milano, per uno spot sullo storico “Riso Scotti” in cui io lo annunciavo trionfante con voce da deejay. Oppure lo sbarco in RAI con un programma musicale su Isoradio: la sede di Corso Sempione è monumento alla storia della comunicazione: ogni passo vedi un volto o una voce nota, ogni studio è un viaggio nel tempo.

Se potessi incontrare un personaggio del passato legato al tuo mondo chi è cosa chiederesti? 

È proprio nel tempo che avrei voluto essere tra i primi ad inaugurare le prime trasmissioni radio, tanti anni fa. Creando, inventando ciò che oggi è ormai scontato.

Grazie Sammy

Sammy Varin e Kabobo a “La Zanzara” 2014

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AttualitàLibri

“Le luci spente della città”, di Andrea Lux Ferre.

Andrea Lux Ferre.

Vita, visioni e fatti alla ricerca del piacere, modalità di annullamento della sofferenza.

Il confronto con una realtà folle che corre veloce come un’auto sull’asfalto diretta in luoghi di perdizione, aspirazioni e speranze si spengono insieme alla musica.

Una carriera geniale interrotta dal vuoto esistenziale.

Il desiderio irrealizzabile di chiamare Dio per chiedere aiuto, allo stesso tempo chiamare la morte senza essere ascoltato.

I viaggi della mente si consumano nella notte mentre il protagonista esplora il buio dentro di sé.

Il ritorno rappresenta l’unica salvezza, nel cammino all’inferno dove i sogni muoiono come un vampiro al sorgere del sole.

Biografia:

Eclettico e visionario, scrive i suoi testi nel sottosuolo delle città, nelle gallerie, sui vagoni delle metropolitane.

Pubblica le sue opere nelle antologie Poeti Italiani Contemporanei Poeti nel Terzo Millennio, partecipa a premi letterari vincendoli.

Nel 2012, collabora con Andrea G. Pinketts nella realizzazione del libro Capacità Nascoste, nel 2015 pubblica Veleni autobiografia in versi e nel 2016, dopo numerose attività in qualità di volontario nel sociale, pubblica Milano Avvelenata collaborando ancora con Andrea G. Pinketts che scrive la quarta di copertina.

Oltre all’attività di ghostwriter, crea e trasforma testi teatrali, sceneggiature, romanzi e racconti sul consumismo e il disagio della società moderna.

Per Ulteriori richieste ed informazioni:

rechosrecords@hotmail.com

Le luci spente della città”,  collana “Magnolia, Narrativa” per Il Seme Bianco Editore IBSN 9788833611600.
Link: http://www.ilsemebianco.it/collana/magnolia/le-luci-spente-della-citta/
Disponibile in tutti gli stores:
La Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/libri/andrea-lux-ferre/luci-spente-citta/9788833611600

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ArteAttualitàLusso

Rossella Novarini, direttrice generale de “Il Ponte Casa d’Aste”

Rossella Novarini

Rossella Novarini cresce all’interno di una famiglia che le trasmette, fin da giovanissima, una grande passione per l’arte, la cultura e l’ambiente. E’ proprio durante l’infanzia trascorsa nella campagna emiliana infatti, che sviluppa quella che diverrà un’acuta sensibilità verso il mondo animale e naturale.

Terminati gli studi universitari, individua con grande lungimiranza nel mondo delle aste il settore nella quale crescere professionalmente e negli anni ’80 entra a far parte del piccolo gruppo di persone che allora costituivano Il Ponte Casa d’Aste.

Dopo un lungo periodo di formazione, in cui entra a diretto contatto con gli innumerevoli aspetti del mestiere, matura quelle competenze sul campo che la porteranno nel 2012 a schierarsi in prima linea nella gestione dell’azienda in veste di Direttore Generale. Leader in Italia nel settore, la casa d’aste milanese vanta oggi uno staff di oltre 60 professionisti, 20 dipartimenti e due sedi operative.

A Milano ha la possibilità di entrare in contatto con varie associazioni animaliste ed inizia a impegnarsi concretamente al sostegno di iniziative coinvolte nella realizzazione di rifugi e cure per gli animali, nella difesa dei loro diritti e nel riconoscimento del loro essere creature senzienti e sensibili.

I numerosi impegni professionali dovuti al suo ruolo di rilievo, non la allontanano dalla volontà di condividere anche a livello aziendale questa visione, attraverso una graduale conversione al “plastic-free”, diversi messaggi rivolti all’ecosostenibilità, ed inoltre, il rifiuto di mettere in asta, soprattutto nel campo del fashion-vintage, capi di pellicceria o prodotti con animali selvatici.

Press Contact

Paola Colombo | paola.colombo@ponteonline.com | +39 02 86314 69

Elisabetta Rastelli | elisabetta.rastelli@ponteonline.com | +39 02 86314 13

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AttualitàMusica

Il Made in Veneto tra Industria & Musica: i primi a rispondere alla chiamata sono stati Numa Echos e Sigis Vinylism

gpi group

La creatività e voglia di fare squadra italiana non ha eguali, i titolari di due aziende Venete,  Il presidente Angelo Pivato e i soci Maurizio Trento e Marco Pavani della GPI Group e l’Amministratore delegato Paolo Pivato e i soci  Elisabetta Migliorini e Fabio Moretti per la Duetti Packaging, hanno scelto insieme al responsabile Marketing Alessio Musella, di collaborare con Artisti musicali per rendere più  piacevole  la visione dei video relativi ai macchinari , che vengono inviati World wide per mostrare qualità e funzionamento delle macchine prodotte .

Partendo dalla constatazione di fatto che oggi, causa Covid, più di altri settori , il mondo dello spettacolo sta subendo un grosso trauma ,l’idea vincente è stata il voler tendere una mano alla Musica in particolare, per aiutare a veicolare i brani scelti e concordati con gli Artisti, in maniera decisamente inaspettata e trasversale,

I primi due Artisti scelti  che hanno aderito all’iniziativa sono Numa Echos poliartista, che si muove fra musica e poesia , fotografia d’arte e pittura, il suo  spirito alternativo , eccessivo e contro tendenza la contraddistingue da sempre .

Ho scelto di aderire a questo progetto poiché penso che sia forte la connessione tra l’arte e la cultura e che esse rappresentino le basi sulle quali fondare un’economia.

Acid Streams ′′ di Numa Echos Rechos Records & Promotion

Penso che il settore musicale stia soffrendo particolarmente in questo periodo e che si debba agire concretamente affinché la musica venga considerata un bene primario e ci si focalizzi sulle sinergie tra le esigenze collettive. Penso che la comunicazione sia il mezzo più efficace per diffondere la cultura e che la trasversalità della comunicazione stessa permetta un accesso più diretto ed immediato all’informazione.

Numa Echos

E Matteo Antonio Vaccari Sigismondi, in arte Sigis Vinylism, inizia la sua carriera artistica nei primi anni ’90 come dj professionista raffinandosi poi in sound designer/producer.

“Non sdegno l’idea che la mia musica possa essere utilizzata per veicolare messaggi aziendali, credo che sia un’opportunità interessante per far arrivare le mie sonorità ad pubblico eterogeneo. In questo momento la musica sul mercato è tantissima e direi molta di un livello qualitativo altissimo, bisogna saperla cercare e nn avere pregiudizi di sorta.

S.I.G.I.S. di Sigis Vinylism

L’idea di veicolare vari messaggi o declinazioni artistiche nella comunicazione credo sia basilare, oggi riuscire ad avere più di 30 secondi di attenzione è molto difficile e in qualche modo bisogna mantenere il costante interesse del fruitore finale.

Sigis Vinylism

L’iniziativa è aperta a tutti i gruppi o cantanti che abbiamo voglia di collaborare, per informazioni queste sono le mail di riferimento

mkt@gpindustries.eu

mkt@duettipackaging.com

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