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Dafne Apollonio , un talento Italiano prestato alla moda …

Dafne Apollonio

Il mondo della moda e delle passerelle spesso riserva sorprese inaspettate , Dafne, una mente matematica, una eccellente violinista e una modella sulla rampa di lancio, l’ennesima riprova che contenuto, talento e immagine possono coesistere con il sorriso e portando ottimi risultati.

Conosciamola meglio lasciando a lei il piacere di raccontarsi rispondendo alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Avevo quasi 15 anni quando ho partecipato al mio primo concorso di miss.

Casualmente, passando da una via del centro della città dove abito, mia mamma ha visto un manifesto che pubblicizzava un concorso che si chiamava “la notte delle miss” e ha deciso di iscrivermi.

Ovviamente non avevo mai messo un paio di tacchi in vita mia ma……..me la sono cavata

😂

Il tuo primo servizio fotografico?

Sempre a 15 anni, per il mio compleanno, mia mamma mi ha regalato un servizio fotografico, è stato elettrizzante ed emozionante, fatto insieme a lei indossando abiti casual ed eleganti.

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata nel 2015 a Varenna, sul lago di Como, per un negozio di abiti da sposa. Ricordo la grande emozione di sfilare davanti ad un pubblico numeroso e nel contempo il terrore di camminare con i tacchi su un ciottolato in discesa, fortunatamente tutto è filato liscio.

Preferisci stare davanti ad un obbiettivo o una telecamera ?

Non ho particolari preferenze per quanto riguarda l’obiettivo di una macchina fotografica o di una telecamera .

Forse una leggera propensione per la macchina fotografica in quanto fin da piccola mia mamma mi faceva tantissime foto, dunque mi trovo a mio agio davanti all’obiettivo, risultando (così mi dicono i fotografi) molto naturale.

Il mondo del fashion system pregi e difetti?

Il mondo del fashion è sicuramente un mondo particolare, nel quale si possono incontrare moltissime persone di ogni estrazione, ci si può confrontare con altre colture sempre nel massimo rispetto gli uni degli altri, di contro il tutto ruota attorno a canoni e stereotipi  che non sempre sono facilmente raggiungibili e comprensibili.

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Con l’avvento dei social la moda ha sicuramente subito una mutazione nell’essere valorizzata e pubblicizzata.

Molte ragazze hanno potuto così avvicinarsi a questo mondo, candidandosi nei vari eventi che via via venivano creati sui social, social che hanno avuto un ruolo importantissimo soprattutto durante il brutto periodo del covid, permettendo, anche a questo settore, di mantenere i contatti put non potendo uscire di casa.

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Personalmente ritengo che le due figure abbiano un ruolo ben definito all’interno del pianeta Moda anche se negli ultimi anni questa differenza è venuta meno in passerella.

Trovo eccessivo il volere sfruttare la figura maschile con abiti da donna per fare audience.

La figura femminile è stata storicamente associata alla seduzione e quella maschile alla virilità, oggi questi ruoli sono molto equivoci.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Ritengo che sia importantissimo, si possono avere delle doti innate, ma se non si coltivano in maniera seria, come ad esempio il portamento, le pose durante un servizio fotografico ecc., rimarranno sempre doti innate ma inconsistenti.

Una modella professionista deve essere in grado di fare fronte a qualsiasi inconveniente possa capitare in un evento o sfilata e deve dare vita all’abito che indossa, e questo lo si può fare solo con il duro lavoro.

Il talento e la bellezza possono bastare?

Come dicevo prima, il talento può essere innato e si può essere una bella ragazza ma senza lo studio e l’ esperienza non si può pensare che siano sufficienti per poter affermarsi nel modo della moda.

Tra capi che non possono mancare in un guarda roba di una donna ?

Nel mio guardaroba sicuramente non mancano mai un paio di scarpe col tacco, un tubino nero, qualcosa di colorato e vivace ed un paio di occhiali da sole.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto divertente è stato ad un concordo di miss, a premiazione avvenuta, essendo arrivata seconda, i giurati si sono alzati e sono venuti da me oltre che per congratularsi, per dirmi che erano stupiti del verdetto in quanto tutti loro mi avevano votato ma ciò nonostante ero arrivata seconda, misteri delle votazioni… Ops

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Essendo diplomata come perito chimico, mi piacerebbe parlare con Marie Curie, ( la madre della Fisica Moderna) donna eccezionale che ha dovuto lottare per diventare una grande fisica/chimica, le chiederei delle sue ricerche, le difficoltà incontrate e le soluzioni adottate.

Cos’è per te la moda ?

La moda è un’espressione di arte che può trasmettere forti emozioni, è l’incontro di mondi diversi che vivono in armonia, è la creazione di una mente, lo/la stilista, ed il dare vita a questa creazione da parte di una modella o un modello.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Nel beauty di una donna non dovrebbe mai mancare un mascara, di cui ne faccio ampio uso, un profumo e un rossetto.

A tutte le ragazze mi sento di dire che non sempre quello che luccica è oro e che non bisogna soffermarsi solo a ciò che i media ci vogliono far vedere o credere.

In questo lavoro ci vogliono dedizione e passione e tantissimo impegno e  sacrificio perché fare la modella è un lavoro molto faticoso.
L’importante è sapere accettare la propria fisicità rispettando se stesse senza farsi “ingannare” da certi standard che vengono proposti ai giorni d’oggi soprattutto sui social.

Grazie Dafne per la piacevole chiacchierata e il tempo a noi dedicato

Ecco il suo Instagram Clikka

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Grande successo per SEA VISION Fashion & Talents, Special Guest Nino Lettieri.

SEA VISION Fashion & Talents

L’IIS Enzo Ferrari di Castellammare di Stabia, per celebrare un anno di lavoro e di impegno, ha dato vita alla suggestiva serata SEA VISION Fashion&Talents. Tenutosi nella splendida location dello Yacht Club Marina di Stabia, e nato dall’idea della Dirigente scolastica Dott.ssa Giovanna Izzo, l’evento ha avuto uno straordinario successo di pubblico e critica, ed è stato in grado di testimoniare che quando la scuola è in comunità con le famiglie e il territorio, i sogni si trasformano in progetti e i progetti in realtà.

Nella serata SEA VISION Fashion&Talents, condotto da Iolanda Pomposelli, e a cura dall’agenzia WELOVO, è stata presentata la collezione “Ocean’s green”, realizzata attraverso il lavoro dei docenti dell’indirizzo Industria ed artigianato per il Made in Italy e la creatività di Luisa Casillo della Sartoria Mattia, che ha saputo guidare con maestria gli studenti, rappresentando un punto di arrivo per la loro progettualità professionale. Un lodevole esempio di sinergia e collaborazione.

L’evento dedicato al lavoro e alle competenze legate al mondo del fashion e della comunicazione è stato impreziosito dalla presenza di un ospite d’eccezione, lo stilista due volte Premio Europeo Oscar della Moda, Nino Lettieri, recentemente nominato Esperto di Moda per il Museo della Moda di Napoli. Durante la serata, il couturier Lettieri ha presentato due sue meravigliose creazioni della collezione di Kaftans Luxury Spring/Summer 2022, indossate dalle studentesse dell’Istituto Ferrari. La collezione di kaftani, ispirata da un quadro dell’artista iraniano Dayan Nazari, nasce dal progetto di una linea di pret-à-porter distribuita in Italia ed Europa. Multicolor le sete stampate. Chiffon, georgette e satin, bordate con volants, nei colori del nero, pervinca, giallo e bianco. 

La collection Kaftans Luxury di Nino Lettieri è stata presentata a Cuba l’aprile scorso, dove ha ricevuto molteplici consensi da tutto il Sud America. Sul palco, Nino Lettieri ha dichiarato: “Sono davvero colpito dalle creazioni degli studenti dell’Istituto Enzo Ferrari. I capi d’abbigliamento realizzati sono bellissimi e di gran gusto. Ottima la scelta dei tessuti e dei colori. Non mi aspettavo tanta bravura e abilità in ragazzi così giovani. Ho già individuato dei nuovi talenti che mi piacerebbe seguissero uno stage presso il mio atelier”.

La collezione Ocean’s green per l’eventoSEA VISION Fashion&Talents sboccia dal desiderio di trasportare le persone nell’incantata e misteriosa atmosfera sottomarina e, al tempo stesso, indurre a riflettere sullo stato di salute delle acque del pianeta. L’oceano e le sue acque sono diventati, così, fonte d’impulso e hanno illuminato la creatività della progettazione degli abiti realizzati, indossati dalle stesse allieve dell’Istituto Superiore Enzo Ferrari. Si è immaginato l’oceano incostante e metamorfico, quale luogo di libertà, rifugio, fuga, quintessenza dell’instabilità, che con il suo perenne movimento e la sua vastità può dividere, isolare, intimorire, ma anche mutare, unire e diventare ponte tra terre diverse.

Il colore protagonista è stato il blu, con le sue sfumature irresistibili che vanno dal blu oltremare all’azzurro, dal celeste al turchese, fino ad arrivare al blu acquamarina.

Abiti con volant e linee fluttuanti a rievocare l’andamento delle onde del mare, arricchiti da dettagli plissettati come le squame dei pesci. Una selezione di tessuti perlati come la luna sul mare. Ed ancora costumi, parei, accessori. Il tutto tra paillettes, pietre, conchiglie, reti da pesca e coralli.

Sulla catwalk le opere sartoriali realizzate dagli studenti dell’indirizzo Industria ed artigianato per il Made in Italy hanno incantato il pubblico. Ben tredici le sfilateOcean Swimming Blue, Ocean Blazing Sun, Ocean Deep Sea, Ocean Sea Surf Blue And White, Ocean Smal Lights, Ocean Algae, Ocean Sea Strawberry, Ocean Shade of Green Ocean’s Green, Ocean Brilliant’s Star, Ocean Blue Electric Waves, Ocean Sand of the Shoreline, Ocean Eccentric Red Coral, Ocean Deep Blue Seabed.

Questa serata ha rappresentato una grande opportunità, per ognuno degli allievi, di confrontarsi realmente e fattivamente con il mondo del lavoro. Una spinta per dare sempre di più e affrontare nuove sfide.

Una notte magica all’insegna della moda, dell’estro e della raffinatezza, in grado di far vivere a tutti i suoi ospiti momenti unici di condivisione e bellezza.

Al Sea Vision fashion&talents trionfa, quindi, la creatività degli studenti dell’Istituto Enzo Ferrari. Nuovi talentuosi stilisti del terzo millennio che daranno certamente lustro all’Italia, riportando in auge il brand Made in Italy e l’handmade.

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Arezzo: la sesta edizione del DandyDays un successo per tutta la città. 

DandyDays

il 4 e il 5 giugno si è tenuta la 6° I DandyDays – Maestri d’eleganza per le vie del centro , una manifestazione che abbinata alla meravigliosa Fiera Antiquaria nella cornice storica di Arezzo, trasforma per un week la città Toscana il centro del Dandy style d’Europa.

Questa due giorni è dedicata a uomini e donne amanti dello stile e dell’eleganza con uno spiccato senso di creatività, ironici e eclettici che con la loro presenza ,  trasformano le strade del centro storico in un progetto ogni volta nuovo e sorprendente”.


Ancora una volta i  protagonisti  sono stati gentiluomini e stilose dandy lady arrivate da tutta Europa Italia e anche dall’estero.

Tra i presenti il Gran cerimoniere – Stefano Agnoloni, maestro di stile e buone maniere.

Niccolò Cesari brand ambassador internazionale , Mr JP , ambasciatore dell’artigianato italiano, fashion designer e referente nazionale per la Federazione Unimpresa moda uomo e donna Triveneto e Umberto Uliva gentleman e modello di successo, presente anche la scrittrice Elisa Volta esperte di Bon Ton.

Sabato 4 alle 10  è statoil “Club del Saracino” di Arezzo a fare  il suo ingresso al Prato accompagnato dalle splendide auto d’epoca per “lanciare” il primo Benefit “Rally automobilistico della moda”: una mostra statica di veicoli storici in sosta sino alle 23.30

Presenti anche gazebi espositivi e una piccola rappresentanza del Golf club Casentino.

Alle 11 all’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo c’è stato  il taglio del nastro in presenza delle autorità cittadine, dove artigiani e commercianti hanno esposto  capi di abbigliamento e accessori unici.

Dopo il  brunch di benvenuto i Dandy e le loro signore sono stati protagonisti di una passeggiata per le vie del centro storico con la guida turistica Debora Bresciani, alla scoperta della città.

Non poteva mancare il  consueto appuntamento con Francesco Maria Rossi sulla  terrazza della Fraternita dei Laici per una tavola rotonda “Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”.

Dopo aver premiato  l’auto storica più bella   arriva il momento della cena di Gala  curata dal ristorante “Logge Vasari” nel giardino di Casa Thevenin, arricchita dalla presenza dell’Associazione italiana sommelier (Ais Toscana), dall’associazione nazionale assaggiatori grappa e acquaviti (Anag Toscana) e la Compagnia toscana sigari (Cts)

Mattatrice della serata ancora una volta la  show girl Valentina Marconi e ospite d’onore la cantante elvetica  Sonia Mazza

Domenica sono scesi in campo amici a 4 zampe  con il primo “Dog exhibition show” al Prato di Arezzo, l’esposizione nazionale canina di bellezza organizzata dai responsabili dell’Arci Caccia Toscana

Molte sono state le situazioni che hanno coinvolto i Dandy anche in questa sesta edizione  e molte ancora saranno quelle che li attendono nella settima edizione che si preannuncia ancora più internazionale


Non è un caso che da sempre  questa manifestazione vada in scena   collateralmente alla Fiera Antiquaria  più famosa del bel paese , perché fin dalla prima edizione  questo binomio di è dimostrato vincente in termini di visibilità e pubblico .

Il Comune e la Provincia di Arezzo non mancano mai nel patrocinare questo incontro e la collaborazione della Fondazione Arezzo Intour aiuta ancora di più a trasformare un evento glamour miscelandolo con arte e cultura.

Tutte le attività  della due giorni dedicata ai Dandy hanno uno scopo benefico: i fondi raccolti vengono donati all’istituto “Casa Thevenin” di Arezzo – che accoglie bambini con problemi familiari e difficoltà scolastiche e ragazze madri in situazioni di disagio – per l’acquisto di un nuovo pulmino e questo è stato fortemente voluto da subito da Alessio Ginestrini e Stefania Severi da sempre attenti al bisogno della comunità-

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EventiModa

Se “sei” Dandy vai ad Arezzo  Sabato 4 e domenica 5 giugno la sesta edizione del raduno italiano dedicato all’eleganza torna ad animare la Fiera Antiquaria.

DANDYdays - Maestri d'eleganza per le vie del centro

AREZZO – “Il culto della differenza nell’epoca dell’uniforme”, per citare Roger Kempf, torna ad Arezzo: il 4 e il 5 giugno difatti è in programma il 6° DandyDays (il Raduno Dandy Italiano), l’evento collaterale della Fiera Antiquaria realizzato col patrocinio del Comune e della Provincia di Arezzo e la collaborazione della Fondazione Arezzo Intour. I DandyDays – Maestri d’eleganza per le vie del centro hanno uno scopo benefico: i fondi raccolti verranno donati all’istituto “Casa Thevenin” di Arezzo – che accoglie bambini con problemi familiari e difficoltà scolastiche e ragazze madri in situazioni di disagio – per l’acquisto di un nuovo pulmino.

“Casa Thevenin è lieta di collaborare all’organizzazione dei DandyDays, una manifestazione che abbinata alla meravigliosa Fiera Antiquaria nella cornice storica di Arezzo, rende questa città ancora più glamour”, commenta Sandro Sarri, il direttore dell’istituto aretino. “I dandy – prosegue – restano amici del Thevenin: non possiamo quindi che ringraziare i patron dell’evento, tutti i galantuomini che parteciperanno, le aziende amiche che contribuiscono alla buona riuscita del raduno e augurarci una due giorni davvero speciale”.

“L’avventura artistica dei DandyDays – spiegano Alessio Ginestrini e Stefania Severi, i due ideatori dell’evento – è nata di getto durante il ‘Pitti Uomo’ di Firenze di qualche anno fa. La nostra due giorni è dedicata a uomini e donne amanti dello stile e dell’eleganza con uno spiccato senso di creatività. La scintilla che ci accende le menti e gli animi estrosi trasforma le strade del centro storico in un progetto ogni volta nuovo e sorprendente”.

“I DandyDays tornano ad animare l’Antiquaria con il loro tocco di stravagante eleganza che bene si combina con la manifestazione – dichiara l’assessore al turismo del Comune di Arezzo e presidente della fondazione Arezzo Intour, Simone Chierici –. L’evento poi, dedicato alle auto storiche, contribuirà ad arricchire ulteriormente la Fiera offrendo ai visitatori l’occasione per ammirare da vicino auto leggendarie. Grazie ai DandyDays, l’Antiquaria di giugno si preannuncia quindi particolarmente vivace, di certo ancora più attrattiva per i turisti che vorranno venire ad Arezzo”.

I testimonial
Attesi gentiluomini e stilose dandy lady da tutta Italia e anche dall’estero. Testimonial della manifestazione – in qualità di gran cerimoniere – Stefano Agnoloni, maestro di stile e buone maniere.

E, ancora, Niccolò Cesari brand ambassador e creativo digitale, Mr JP alias Jean Pierre Xausa, ambasciatore dell’artigianato italiano, fashion designer e referente nazionale per la Federazione Unimpresa moda uomo e donna Triveneto e Umberto Uliva gentleman e modello di successo.

Il programma

La “due giorni”, come in passato, si preannuncia densa di eventi e di appuntamenti: si parte sabato 4 giugno alle 10 il “Club del Saracino” di Arezzo farà il suo ingresso al Prato accompagnato da leggendarie auto d’epoca per “lanciare” il primo Benefit “Rally automobilistico della moda”: una mostra statica di veicoli storici in sosta sino alle 23.30 (le iscrizioni all’evento di auto moto d’epoca saranno devolute interamente a Casa Thevenin). Il Prato, alle 10.30, ospiterà una colazione con gazebi espositivi e una piccola rappresentanza del Golf club Casentino protagonista di una performance gratuita all’insegna di sport e salute. Appuntamento alle 11 all’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo per il taglio del nastro in presenza delle autorità cittadine, dove artigiani e commercianti si danno appuntamento per un’esposizione di capi di abbigliamento e accessori artigianali unici.

A mezzogiorno tutti al brunch di benvenuto privato nel chiostro del Comune, dove sarà possibile ammirare i colori della Giostra del Saracino mentre alle 14.30 si avvierà la passeggiata guidata dei dandy e delle loro signore per le vie del centro storico con la guida turistica Debora Bresciani, alla scoperta della città. Francesco Maria Rossi invece aspetta gli “gentili ospiti” nella terrazza della Fraternita dei Laici per una tavola rotonda, in programma alle 16, dal titolo “Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”.

Alle 18.30 si torna al Prato: i dandy si “vestiranno” da giudici per premiare la più bella auto storica in mostra. Non mancherà poi la cena di gala a scopo benefico curata dal ristorante “Logge Vasari” nel giardino di Casa Thevenin, arricchita dalla presenza dell’Associazione italiana sommelier (Ais Toscana), dall’associazione nazionale assaggiatori grappa e acquaviti (Anag Toscana) e la Compagnia toscana sigari (Cts) che per l’occasione presenterà la sua produzione di sigari italiani di alta qualità realizzati secondo la tradizione della tabacchicoltura toscana della Valtiberina. La serata – che partirà alle 21 e che sarà presentata dallo show girl Valentina Marconi – sarà accompagnata dal tappeto sonoro di Sonia Mazza e da una selezione di brani tratti dal suo primo LP, “Amore straniero”.

Domenica 5 giugno si apriranno gli occhi alle 10 nell’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo dove artigiani e commercianti si danno appuntamento per un’esposizione di capi di abbigliamento e accessori artigianali unici con ingresso libero. Mezzora prima (dalle 9.30 in poi) una delle novità del 2022: il primo “Dog exhibition show” al Prato di Arezzo, l’esposizione nazionale canina di bellezza organizzata dai responsabili dell’Arci Caccia Toscana all’interno del ricco cartellone di eventi dei DandyDays, aperta a tutte le razze di cani iscritti all’anagrafe canina con o senza certificato di pedigree, cani non di razza e giovani presentatori. Anche per questo evento le iscrizioni saranno devolute in beneficienza all’istituto Casa Thevenin. Alle 11,30 la seconda passeggiata di tutti i dandy e le dandy lady alla scoperta della Fortezza Medicea che si chiuderà alle ore 13 nel Chiostro del Comune di Arezzo per un autentico brunch dal sapore toscano.

La visita ai musei della città e alle bancarelle della Fiera antiquaria è in agenda alle 15, in attesa del gran finale: alle 18 ritrovo all’Atrio d’Onore della Provincia per i saluti e l’arrivederci alla prossima edizione dei DandyDays.


La tavola rotonda
Arezzo, Terrazza di Fraternita in Piazza Grande

Sabato 4 giugno – ore 16
“Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”
Moderatore: Francesco Maria Rossi

Chi è un dandy? Fondamentalmente è qualcuno che promuove eleganza ed equilibrio estetico, ricerca il bello e le belle maniere, vuole salvare il mondo dalle brutture e dallo scempio: egli fa del vestire e dell’apparire – il suo “outfit” – un modo di essere e relazionarsi con gli altri e la società, un modo di affrontare anche problemi seri e molto attuali.

La tavola rotonda Dandy Days di quest’anno affronterà come sempre temi legati alla contemporaneità. L’anno scorso abbiamo parlato di sostenibilità ambientale, di “dandy green” fra consumismo e decrescita felice, virtualità e materia. Quest’anno alziamo il tiro e parliamo del rapporto eterno e complesso fra dandy e potere, libertà individuale e appartenenza collettiva. Dalla Reggenza inglese (1811-1820, periodo in cui nasce il dandismo ufficiale) e sino ad oggi ogni vero dandy ha mantenuto col potere un atteggiamento vigile, critico, difficile, a volte contraddittorio.

Che si parli in grande di democrazie, monarchie, o persino dittature della “globalizzazione fredda”, ma anche di un assessore alla cultura del nostro Belpaese o del consigliere regionale di turno, l’approccio dandistico può davvero portare una ventata d’aria nuova e freschissima. La domanda retorica è perentoria: “Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”.

Dandy Days crede che su tutti questi temi fondamentali il dandismo contemporaneo abbia da dire (e da fare) qualcosa di importante, con grande senso di responsabilità e consapevolezza.

Se è vero che l’odierna società di massa ha negato la naturalezza e la spontaneità, frammentando la realtà in mille rivoli, se è vero che il consumo ha vinto sulla politica e sulla religione, pervadendo anche le aree più intime del genere umano, allora il dandy, nella sua continua ricerca di unità attraverso mezzi etici ed estetici, nel suo individualismo colmo di senso della responsabilità personale, nella sua ricerca utopistica di eleganza e sincerità stilistica a 360 gradi, può davvero dare un contributo per salvare la bellezza del mondo, ovvero l’essenza stessa della nostra vita (la cosiddetta “vita vera”) e il senso di giustizia, equità e libertà.

Una tavola rotonda – quella coordinata dal giornalista Francesco Maria Rossi nella giornata di sabato 4 giugno 2022, ore 16, presso la Terrazza di Fraternita in Piazza Grande ad Arezzo – ricca di ospiti importanti e dalla forte personalità, per un dibattito caleidoscopico e appassionato.

Naturalmente si parlerà di tante altre cose: della bellezza come eleganza, del rapporto con gli animali domestici e degli status symbol che hanno valore per i dandy. Dell’apparire, dell’essere e del fare, della contemporaneità, naturalmente dell’amore…

Il futuro appartiene ai dandy: se Oscar Wilde ne era fortemente convinto, noi non possiamo che confermarlo con entusiasmo.

E con noi, gli organizzatori dell’evento aretino, Alessio Ginestrini e Stefania Severi.

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“GTWO”al Salone Margherita è stata presentata la collezione F/W 2022-2023 del brand di Geolier, disegnata dal creative director Raffaele Morlando.

GTWO

Geolier, artista rap multiplatino, ha presentato la collezione F/W 2022-2023 del suo brand GTWO al Salone Margherita, luogo storico e prestigioso della città di Napoli, con una sfilata show curata nella direzione artistica da Alessio Menna. La nascita del brand, con il CEO e Founder Gaetano Palumbo (fratello di Geolier) e il creative director Raffaele Morlando e la scelta della location confermano che l’hip hop è un mondo in cui ci sono musica, arte, creatività e un modo di vestire che riflettono uno stile di vita ben preciso, nel rispetto del movimento artistico e culturale nato nel quartiere newyorkese del Bronx a partire dagli anni settanta del XX secolo.

«GTWO è un nuovo passo in un cammino che ho iniziato in questa mia vita artistica e, come ogni passo, l’ho compiuto insieme alla famiglia – racconta Geolier –. La mia famiglia è sangue, come Gaetano, mio fratello, il primo a credere in questo progetto e a volerlo, ma è anche un legame forte con chi mi è vicino da sempre nella costruzione della mia carriera e sono tutti fratelli di vita. GTWO è un racconto. Per quelli che come me, come noi, nascono in periferia niente è facile ma, al tempo stesso, niente è impossibile!

Ci vuole amore, passione, impegno e le cose accadono, soprattutto quando le fai con rispetto e professionalità. Siamo tutti molto giovani. GTWO avrà lunga vita non solo per il modo in cui nasce ma anche perché vuole rendere più forte il legame tra me e i ragazzi e le ragazze che mi ascoltano, che sono parte fondamentale del mio successo e che da oggi possono anche indossare la mia stessa giubba college, i miei stessi pantaloni.

Possono essere sempre più parte della mia vita, che è meravigliosa anche grazie a loro».

In questo nuovo progetto c’è tanto di Gaetano Palumbo. «L’idea di partenza è stata quella di voler creare un nuovo concetto dì streetwear capace di affascinare e conquistare chiunque – racconta Gaetano –. Uno streetwear che racconta una storia e che, proprio come il rap, dice la verità.

Non è un’operazione commerciale e speculativa, non è questo il senso di GTWO.

Mi piace pensare di dar vita a una rivoluzione e di diffondere un’immagine che crei amozioni. Emozioni vere, pure e forti, come quelle che stiamo provando noi della squadra GTWO, un progetto impegnativo ma vincente. È solo l’inizio di una nuova storia».

A disegnare la collezione, il creative director GTWO Raffaele Morlando, che ha proposto pantaloni tuta e pantaloni cargo, giubbe modello college americano, shirt manica lunga e corta, polo, felpe con e senza cappuccio, a cui, con scritte e disegni, ha affidato tanti messaggi.

Ci sono graffiti colorati, c’è l’icona di un uomo con la mascherina, per non dimenticare l’epoca Covid, e c’è la maschera da saldatore che lega il presente e il futuro di Geolier, ormai artista che scala le vette della classifiche nazionali, colleziona oro e platino e si afferma tra i rap più forti della scena, al suo passato da saldatore con la maschera che compare sui capi disegnati. Spazio anche alla pelle con trench, camice, pantaloni e guanti.

«Il valore di GTWO è profondamente radicato nell’unione tra la cultura di strada e i valori della moda – racconta Raffaele Morlando –. L’obiettivo è quello di trasmettere a chi parte da zero che la strada è il più grande trampolino di lancio per il successo. GTWO è un senso di appartenenza più che un brand di abbigliamento, rappresentiamo il riscatto per chi viene dal niente. La collezione F/W 2022-2023 ripercorre l’inizio della storia di Geolier: in fabbrica, sui banchi da lavoro, dove una mano di Emanuele era ricoperta dai calli della fatica, mentre l’altra era destinata a riscrivere la storia. I codici di abiti streetwear sono rivisitati e ricercati nel linguaggio visivo contemporaneo di GTWO, attingendo al concetto di immaginazione e creatività come la più pura forma di evasione, enfatizzando l’emblematico stile di riscatto idilliaco che si intreccia in armonia con la mia vision».

La regia della sfilata è stata affidata a Massimiliano Costabile; l’organizzazione dell’evento, a Giuseppe Ferrara, Stefano Margarita, Danilo Ruggiano e Raffaele Verde. I modelli sono stati truccati dallo staff della make up artist Ortensia Tropeano.

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Moda e aziende insieme per la tutela dell’ecosistema: “FASHION FOR FUTURE”.

FASHION FOR FUTURE

Sull’asse Napoli-Milano nasce il movimento Fashion for Future su iniziativa della rivista di moda Pink Life Magazine, stampata su carta riciclata e certificata FSC, e di Amaranto Holding S.p.A., azienda leader nella progettazione e realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Partner del movimento Accademia della Moda di Miliano, con gli allievi che stanno lavorando su progetti moda ecosostenibili.

«Fashion for Future si propone come movimento che invita l’universo “moda” e l’universo “azienda” a prendersi cura del mondo in cui viviamo e a tutelare l’ecosistema – spiega Linda Suarez, editore e direttore della rivista digital Pink Life Magazine –. L’idea nasce dall’incontro con Antonello Amoroso, fondatore di Amaranto Holding SpA.

L’ambizione è rendere Fashion for Future una delle declinazioni del movimento globale che si è spontaneamente formato attorno all’azione di Greta Thumberg.

Ognuno di noi può e deve compiere piccoli gesti quotidiani a tutela dell’ecosistema.

Il primo passo concreto che Pink Life Magazine compie è la scelta di stampare da questo numero su carta riciclata Noi iniziamo così e siamo pronti ad accogliere in Fashion for Future tutte le realtà che vogliono fare rete e condividere il messaggio e l’azione con noi».

«In Italia esistono moltissime eccellenze del comparto moda, sartoria, industrie tessili e su alcune siamo già intervenuti migliorando energicamente le strutture – spiega Antonello Amoroso –. Sostenibilità ed economia circolare non possono rimanere temi da convegno, bisogna agire e farlo in fretta.

Le dinamiche all’interno del settore sono complesse e necessitano delle risposte politiche che siano articolate e, soprattutto, che pianifichino la transizione dell’industria verso un modello di maggior disponibilità.

Oggi sono disponibili i fondi del PNRR e sono disponibili anche fondi di investitori privati. Il nodo da sciogliere è la burocrazia, troppo lenta e complessa.

È necessaria e urgente un’interazione concreta tra pubblico e privato. Nell’azione di comunicazione e divulgazione dell’urgenza Pink Life diventa un partner ideale, che dà un bel segnale optando per la stampa su carta riciclata».

«Amaranto Holding S.p.A. inizia la sua attività nel 2008 con la società Energia Prima SpA realizzando importanti progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e aggiudicandosi il podio all’interno del Report IHS Technology con una pipeline di 250 MW in partnership con Bester – continua Amoroso –.

In seguito, con la fondazione della holding nel 2010, abbiamo integrato l’intera filiera formando un team di giovani professionisti altamente qualificati per offrire un supporto completo alle aziende dalla progettazione, al servizio EPC, dalla gestione globale degli asset alla manutenzione degli impianti».

«In questa nuova ottica “ecosostenibile”, l’obiettivo diventa quello di creare una rete tra realtà che, pur facendo impresa e business, si muovono nel rispetto del pianeta e a tutela dell’ecosistema – racconta Donatella Liguori, business manager Pink Life –. Anche il mercato automotive si sta muovendo in questa direzione con la creazione di modelli di automobili elettriche.

Certo, ci vorranno almeno due anni per un uso diffuso di questa tipologia di auto perché le colonnine per ricaricarle sono ancora molto poche ma il futuro è questo.

La rivista accoglierà e divulgherà realtà imprenditoriali ma anche azioni, notizie, consigli su come tutelare l’ecosistema e come vivere in maniera corretta la nostra quotidianità.

Oggi tra i nostri partner, oltre ad Amaranto Holding SpA, c’è Ortensia Tropeano, che, con un team di chimici e biologi, per la creazione di un siero sopracciglia naturale e non testato sugli animali.

Scelta e esempio virtuoso di tutela dell’ambiente. Amaranto Holding SpA è la soluzione per tante aziende che possono continuare la loro produzione scegliendo fonti di energia rinnovabile e adattando le loro fabbriche; può essere la soluzione per le strutture ricettive e per le SPA, per esempio. Pink Life Magazine si pone l’obiettivo di creare una rete concreta tra realtà virtuose e di invitare il mondo dell’imprenditoria italiana a guardare in quest’ottica: proteggere il mondo in cui viviamo è l’unica chance che abbiamo anche e soprattutto per il benessere di ognuno di noi».

Ufficio stampa e Media PR

Francesca Scognamiglio Petino – francesca.sco@gmail.com

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eccellenze italianeModa

“Ginger’s Word” incontra Marco Giannetti : la moda passa, una camicia su misura resta!

Marco Giannetti.

La camicia rappresenta un vero e proprio biglietto da visita per gli uomini, per questo è importante che essa sia scelta ed indossata in maniera impeccabile.

Inutile dire che acquistare una camicia pre-confezionata e pensare che essa calzi a pennello è veramente molto difficile.

Molto più probabile che abbia le maniche di una lunghezza sbagliata, i polsini ed il colletto troppo  larghi o stretti e così via.  Indossare una camicia in questo modo non è né comodo né elegante, resta un qualcosa fine a se stesso, un mero acquisto finalizzato all’uso che se ne farà a seconda delle occasioni.

Ecco perché vivere l’esperienza di vedere nascere su di sé un capo di abbigliamento  è un qualcosa di unico nel suo genere.

Un po’ come avviene per la cravatta, la camicia rivela il carattere di chi la indossa, ne conferisce un fascino distintivo proprio grazie alla personalizzazione, insomma è un capo che non può e non deve mancare nel guardaroba di un uomo.

Ma attenti a non ridurre il tutto ad un concetto di stile esclusivamente maschile, il medesimo discorso vale per i capi di vestiario femminili dove la camicia su misura rappresenta  un vero è proprio “must have”. Ispirata al modello classico maschile, nasce come simbolo dell’emancipazione femminile, e segna il progresso e l’entrata delle donne nel mondo del lavoro.

Siamo partiti da Coco Chanel, la stilista che per prima ha saputo interpretare il cambiamento avvenuto nel’900,presentando una nuova linea bianca dal taglio e dalle linee rivisitate rispetto a quella maschile.

Fino ad arrivare ad oggi, dove di camicie da donna c’è ne sono davvero per tutti i gusti ed esigenze.

Nonostante però la vasta scelta e volendo  per me il meglio ,troppo facile sarebbe stato acquistarne una in un qualsiasi luxury store di Via Condotti, io cercavo un esperienza differente che lasciasse in me e nel mio armadio traccia di essa.

Ed è qui che, per merito del mio editore Alessio Musella è arrivata la svolta!

Difatti grazie ad una sua idea, ovvero quella di arricchire il mio book fotografico con una camicia fatta su misura, mi ha creato dapprima un contatto che in seguito sarebbe diventato un vero e proprio connubio con il  miglior “artigiano delle camicie” su piazza e all’estero, Marco Giannetti.

La sua fama di grande professionista del settore, l’ho riscontrata sin dalle prime battute intercorse durante il nostro primo incontro.

Nella sua meravigliosa bottega (che ahimè con l’avanzare della tecnologia sono cosa davvero rara da ritrovare) mi ha subito trasmesso un concetto fondamentale ovvero, fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene ma anche entrare nella mente di colui/lei  che la porterà, facendolo così  sentire bene e a proprio agio.

Ha inoltre aggiunto che, prendere le misure non significa solo prendere un centimetro e segnare, ma far incontrare la sua preparazione tecnica ed artistica con i miei desideri, difatti  così è stato.

All’inizio c’è stato il confronto sulla tipologia di capo da realizzare (e qui torniamo  allo studio del soggetto che si ha di fronte).

Lui si trovava davanti  una donna sicuramente dalla forte personalità, formosa, appariscente ,a volte eccessiva ma decisamente molto femminile.

Quale poteva essere dunque uno stile in linea con il suo essere ma che si discostasse per una volta da tutto ciò che eravamo abituati a vedere dalle sue” immagini social”?

La camicia ominile of course !!

Grazie al suo sapere mi sono immersa , in un meraviglioso mondo fatto di svariati elementi di cui conoscevo solo una basica esistenza, tessuti, colletti, polsini , asole , bottoni, e nella scelta di ognuno di essi ritrovavo il personale tocco dell’artigiano. Siamo partiti con la scelta del tessuto, e Marco senza indugio mi ha proposto un cotone e raso nero marcato “ Ferno Royal-Canclini “praticamente  il top di gamma sul mercato.

Abbiamo proseguito con la scelta dei dettagli , che si sà sono quelli che poi  fanno la differenza; dei  bottoni in madre perla trocast , con un unico differente dagli altri di colore rosso posto al centro dell’abbottonatura (perché a noi il rosso piace tanto e lo volevamo un po’ in ogni dove) il collo di classica linea Italiana, il polsino di sua personalissima creazione che ha chiamato “Middle way” proprio perche si presenta con un lato stondato ed uno quadrato, ed infine l’elemento distintivo di una camicia ominile , voi penserete giustamente alle iniziali del nome e cognome così come fan tutti , corretto ma questa per noi sarebbe stata una scelta troppo banale e Ginger di banale non ha e non doveva  avere niente quindi, senza pensarci troppo ci siamo trovati d’accordo sul fatto che l’iniziale sarebbe stata la G cucita sul polsino destro, bene in vista e di colore rosso !!

Nel corso dei successivi incontri prova, nulla sfuggiva al suo occhio attento, fino al fatidico giorno in cui mi è stato detto “La tua camicia è pronta” ed è li che mi sono sentita davvero felice e trepidante al solo pensiero di poter avere finalmente ciò che avevo desiderato tanto.

Nel momento in cui l’ho indossata non smettevo di guardarmi allo specchio da tutte le angolazioni possibili e immaginabili, e da qualsiasi prospettiva la guardassi era perfetta  ed era tutta mia, talmente mia che la sentivo addosso come una seconda pelle.

Sebbene però  fossi davvero entusiasta del prodotto finale, più mi guardavo e più riflettevo sul fatto che mancasse un qualcosa, si ma cosa?

La cravatta signori, ovviamente  la cravatta!!!

E credetemi quando vi dico che la sintonia che si era creata tra “cliente e maestro”, nel voler vedere il prodotto finito completo  nel suo insieme di qualità e stile ,che è intercorso un attimo tra il momento in cui ho espresso il mio desiderio a Marco, e quello in cui me la sono ritrovata al collo perfettamente annodata !!

Alla fine di questa meravigliosa esperienza  (che sicuramente non sarà l’unica) ho appreso quanta preparazione ,dedizione e passione ci metta Marco Giannetti nella realizzazione di una camicia su misura che, se pur rappresentando un capo unico del mio armadio, rimarrà per sempre anche un po’ sua.

Ginger inside

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Moda

Niccolò Cesari, Ambassador tra i più ricercati in Italia dai Brand Internazionali.

Niccolò Cesari

Ha sempre viaggiato molto per lavoro e non aveva tempo da dedicare alla sua passione per l’abbigliamento.

Oggi è uno tra i più ricercati ambassador quando parliamo di Gentleman.

Suo nonno era cappellaio , ma è stato suo padre a trasmettermi la passione per il vestire bene.
Alcuni brand importanti gli hanno dato fiducia facendogli indossare i loro capi.

Le foto sono piaciute e tutto è iniziato, anche altri brand internazionali hanno bussato alla porta.

Su Instagram ha superato da poco i 40 mila follower, dislocati in tutto il mondo e soprattutto rigorosamente organici .


Niccolò sceglie in maniera rigorosa e curando ogni singolo dettaglio i suoi outfit.

Ha iniziato con uno stile tipicamente dandy, molto ricercato e colorato mentre oggi è passato ad un look più gentleman, essenziale, ma sempre con un tocco personale che non dimentica le sue origini.

Presente fin dalla prima edizione al DANDYdays – Maestri d’eleganza per le vie del centro per il quale è anche stato gran cerimoniere..

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AttualitàModaspettacoloviaggi

Il tempo di un caffè con I MURR….

I MURR

.I Murr, Antonio e Roberta, lifestyler fanno coppia fissa nel lavoro e nella vita da oltre 25 anni.

In realtà sono Fashion consultantdirettori creativistylistpersonal shoppers, consulenti di immagine e stile da quasi 30 anni e scusate se è poco …

Roberta era direttore artistico e responsabile PR per Egadi Studios ed Antonio era un suo cliente che stava lavorando ad un’importante campagna pubblicitaria.

E’ stato , quasi un colpo di fulmine e in breve hanno deciso di iniziare a lavorare in proprio e rigorosamente sempre insieme, fondando una loro società di consulenza di moda.

Per I Murr è fondamentale capire la persona e la sua personalità. Cercano di capire sempre chi hanno di fronte.

Coglierne ogni sfumatura, per poi capire dove andare a lavorare. Conditio sine qua non? La consapevolezza che ogni persona sia unica.”

Conosciamoli un po’ meglio leggendo le loro risposte alle nostre domande

Primo incontro con la moda?

Antonio: Da piccolissimo.

A casa insieme alle mie sorelle più grandi che acquistavano riviste dì moda e con la mamma che cuciva per noi e per tutti. 

Roberta: Ricordo che la mia bambola preferita dì tutta l’infanzia era la Barbie.

L’ho sempre amata.

Amavo cambiarle outfit e creare abitìni nuovi ogni giorno .

E la mia nonna sarta mi assecondava e mi aiutava a sviluppare ogni pazza idea mi venisse in mente. 

Per parlare di moda bisogna averla studiata?

Si lo studio e’ fondamentale per capirne i meccanismi e comprendere come la storia influenzi e abbia influenzato la moda e il costume di ogni epoca e periodo. 

Com’è cambiata la moda negli ultimi 10 anni?

La moda in questo ultimo decennio si e’ semplicemente democratizzata.

Prima era solo a disposizione di un’ Elite.

Oggi con i social e tutte le scuole dì moda che sfornano ogni anno centinaia dì ragazzi in ogni settore, e’ diventata a disposizione dì tutti coloro che la amano. 

Come vive la tv la moda?

Io avrei girato la domanda: come vive la moda la tv? La moda ha sempre guardato la TV dall’alto verso il basso. Mentre la gente ha sempre visto la moda inarrivabile.

Noi andando in Tv siamo stati il primissimo ponte tra la moda e la gente. 

Un aneddoto che ricordi con sorriso?

Roberta: Ricordo che all’età dì 12 anni ero già abbonata a 2 riviste dì moda LEI e VOGUE ITALIA.

La sera con le riviste in mano guardavo e studiavo i redazionali dì moda e  mi facevo ispirare per la preparazione dell’outfit del giorno dopo per andare a scuola. 

Antonio: ricordo la prima volta che ho incontrato GIANNI VERSACE nel suo atelier. Io ero timidissimo e imbarazzato. Lui si è accorto dì me e della mia timidezza.

Mi e’ venuto incontro, mi ha preso sotto braccio e mi ha portato a vedere la sua nuova collezione. 

Se potessi incontrare un icona di stile del passato, chi e di cosa parleresti?

Roberta : io vorrei incontrare Diane Vreeland e naturalmente parleremmo dì moda e mi farei raccontare tutto dall’inizio della sua carriera aneddoti inclusi. 

Antonio: io vorrei incontrare Yves Saint Laurent e vorrei condividere con lui una settimana dì lavoro per la preparazione dì una collezione.

Vorrei capire come il suo estro e il suo genio lavoravano insieme per creare. 

Qual e’ il dettaglio che in un outfit fa la differenza?

Gli accessori fanno sempre la differenza in un outfit. 

L’UOMO NON DEVE MAI USCIRE SENZA? 

Un uomo non dovrebbe mai uscire dì casa senza avere scarpe pulite e sempre a posto.

E LA DONNA?

Una donna invece non dovrebbe mai uscire senza avere i capelli puliti e in ordine e rossetto rosso sulle labbra. 

Cosa osservi di primo acchito in chi ti sta di fronte?

ROBERTA: le scarpe e gli accessori. I capelli e i denti. 

ANTONIO: la prima cosa che osservo sono i capelli sia in un uomo che in una donna. 

La prima domanda che ti fa un cliente qual è?

Roberta: Ma quanto costate? 😜

Antonio: come faccio a fatturare dì più?

E ricordate sempre che per i Murr “è la personalita’ che conta a prescindere dallo stile., è lo stile che si adatta ed incastra alla personalita’ che ogni persona ha.”

Grazie ad entrambi per la simpatia e la schiettezza che vi rappresenta da sempre, caratteristiche che abbiamo ritrovato in questa breve chiacchierata .

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Accessorieccellenze italianeEventiModa

Il confine labile tra arte e artigianato Storie a Palazzo Gondi, il Salotto degli Artigiani.

il Salotto degli Artigiani

Recentemente abbiamo visitato “Il Salotto degli Artigiani”, esposizione di manufatti d’arte artigiana a Palazzo Gondi, edificio storico del centro fiorentino, vicino a Palazzo della Signoria, organizzato da Eleonora Lucifero.

Un primo appuntamento per mostrare esperienze da Firenze e dall’Italia.

L’occasione è stata preziosa anche per visitare il piano nobile e i suoi saloni di uno dei palazzi più belli di città, costruito dal 1490 da Giuliano da Sangallo per la famiglia Gondi, attualmente privato.

La manifestazione ha visto le botteghe e i marchi artigianali con un estro artistico provenienti da alcune regioni d’Italia e tra questi ci sono Folkloore e Altelier Francesca Bicchi da Milano, Domitilla Gucci con le sue borse, Larissa Pucci con i suoi foulard, Margherita B da Roma con il suo pregiato cashmere, Tulsi con i suoi scialli decorati a mano, gli incredibili arredi disegnati e creati da Maurizio Talerma, C’est la V da Milano, Ceramiche d’Este, i maestri argentieri e orafi di Gilda Re, e le colorate creazioni di Vincenzo Spanò, oltre alle cinture di Eleonora Lucifero.

Una passeggiata nella bellezza, grazie anche a una terrazza che si affaccia di sguincio su Palazzo della Signoria dove siamo andati a curiosare per raccogliere delle storie come quella di Alessandra Zaltieri e Maurizio Telerma, amici, che presentano un allestimento comune dove scialli e borse della prima si appoggiano sulle creazioni d’arredo del secondo.

Durante la manifestazione c’è stato un momento di attenzione sociale proponendo la vendita dei cioccolatini di Airc, l’Associazione per la Ricerca sul Cancro con delegazione attivissima e importante in Firenze e Toscana.

A cura di Ilaria Guidantoni

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