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Phil Gervasoni, il re delle tendenze.

Phil Gervasoni

Abbiamo intervistato Phil Gervasoni, uno dei professionisti Italiani più richiesto quando parliamo di Tendenze.

Conosciamolo meglio attraverso le risposte alle nostre domande:

Primo incontro con la moda ?

Da subito credo, perche’ appena ho avuto la capacita’ di pormi domande mi sono chiesto come mai alcune persone vestivano e si muovevano in un modo piuttosto che in un altro.

Da li l incontro con l irrazionalita’ piuttosto che con la moda….

Come mai alcuni vestivano e avevano un portamento regale ed erano poco influenti nella societa’ e altri vestiti da pagliacci erano invece ai vertici?

Dovevo scoprirlo….e ancora oggi non ho una risposta…..

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Credo di si se si vuole entrare nel mondo delle etichette,

No se si vuole essere liberi di esprimersi.

La medicina insegna.

Se vuoi essere un chirurgo devi imparare le migliori tecniche per eseguire delle operazioni importanti.

Se vuoi essere un bravo psicologo si, devi studiare la materia, ma la tua propensione all’analisi di chi hai davanti e’ un fattore extra libri.

Perché non esistono più le TOP ?

Perche’ sono tutte filtrate sui social o in giro fino a tardi la sera.

Ai tempi d’oro, della vera Milano da bere, le top non uscivano a fare ore piccole perche il giorno dopo erano sul set a fare shooting

Il viso e lo sguardo era la massima espressione nella foto.

Oggi e’ il sorriso, si quello verticale, ad essere seguito ergo un clone dopo l altro, anzi un c.lo dopo l altro.

Niente di che…..banali….

cos’è per te lo stile ?

Il sesto senso Umano.

Puoi averlo senza avere un euro e vestiti modaioli e viceversa puoi agghindarti da uovo di Pasqua e risultare ridicolo come da migliore tradizione di pagliacci da circo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

In Russia, una sera mi trovavo ad una festa super esclusiva in una sala privata di un Casino’ molto importante della capitale. Seduto di fianco ad una celebrita’ molto conosciuta, forse la piu’ famosa del paese ( ma non lo sapevo),  aspettavo il mia cara amica Gisella , personal shopper n 1 ai tempi, espertissima ed introdotta nella movida Moscovita e anche utilissima per farmi da traduttrice visto che la mia conoscenza della lingua Russa ai tempi era pari a zero.

La cele b si dimostrava molto gentile, abbozzando un inglese molto elementare e io rispondevo, sempre in inglese per gentilezza. Vodka dopo Vodka eravamo diventati fratello e sorella. Quando arrivo’ Gisella le prese un colpo a vedermi di fianco ad una persona cosi importante….ma prima che dicesse qualcosa mi alzai in piedi dicendo : ECCO LA MIA AMICA GIELLA, GIS TI PRESENTO LA MIA CARA AMICA…..AMICA……… e chiesi in Inglese Whats your name dear once again i don t remember?

GELO TOTALE. E Fine della Fratellanza. Si era offesa quasi l ‘avessi pugnalata.

Era imperdonabile il fatto che non la conoscessi da quanto era famosa.

Per fortuna la Vodka mi costrinse a lasciare la festa prima della fine. E forse mi sono pure salvato la vita…..ah ah ah ah

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Tutto e niente. Importanti per far conoscere i trend ma inutili se questi ultimi si riducono a 4 balletti in loop.

Tutti vogliono essere giudici e scegliere le sorti di altri senza sapere che sono gia schiavi di un sistema che li controlla. Per me sono puro divertimento e ammetto di divertirmi. Se dovessero un giorno diventare il mio Capo allora Addio, tornerei sul mio pianeta FOLLIA.

Che cos’è per te la moda?

Un labirinto che porta a due uscite  Leader o Follower.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Nostradamus, per sapere in anticipo ogni tendenza del futuro.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Come sempre la solita fine con due porte : Zerbini servi dei grandi nomi e gruppi mondiali  e audaci combattenti che portano avanti idee, tendenze, battaglie .

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna^

Una giacca rosa per un uomo e un tacco 12 aggressivo per una donna.

Grazie Phil, alla prossima

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Sandra Baggio: una vita dedicata al bello…

Sandra Baggio

Abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla maglio a Sandra Baggio , indossatrice, insegnante di portamento , coreografa, beauty advisor , make up artist ….

Ma lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte  alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Ho iniziato quando avevo 17 anni, ero alle supeiori e frequentavo il 3 anno di ragioneria. .

Un giorno la parrucchiera della mia adorata mamma, mi chiese di fare una sfilata .

Ero timidissima  perfino la mia ombra mi faceva paura, affrontare una sfilata non rientrava minimamente nei miei pensieri.

La mamma, che di certo in qualità di complimenti si è sempre classificata al primo posto, insistette così tanto dicendomi

” E muoviti cosi ti sbrani e soprattutto impari a camminare meglio”….. che sfida … e così affrontai la mia prima passerella, non sapendo nemmeno come dovevo mettere i piedi o meglio ancora dove nascondere le mani.

Ricordo benissimo un particolare, che per tutto il tragitto della passerella mi sono sempre morsa le labbra….semplicemente mi chiedevo perchè mi trovavo li e volevo sparire in un attimo.

La timidezza aveva preso il sopravvento.

Il tuo primo servizio fotografico?

Avevo sempre 17 anni e mi notò una pellicceria della zona.

La tua prima sfilata?

A 17 anni e non sapevo cosa volesse dire “passerella”

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o una telecamera ?

Visto il mio carattere molto leonesco, quindi restia a restare in gabbia, adoro la telecamera perchè sono libera molto più libera di esprimere me stessa 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda negli ultimi anni ha dimostrato profondi cambiamenti orientando l’interesse verso il web, con la grande crescita dell’e-commerce adottando iniziative per pubblicizzare il proprio brand utilizzando Twitter, Facebook, Youtube, Instagram o Linkedin e queste nuove figure lavorative di influencer o blogger.

Ai miei tempi si girava con il composit e ci si andava a presentare personalmente nelle aziende.

Oggi si viene contattati direttamente per mail o messaggi tramite i social. Il tuo biglietto da visita è il social. 

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Fondamentalmente nessuna, cambia giusto la posizione delle mani o dei piedi o meglio dello sguardo. 

L’eleganza, simpatia ed empatia che tu sia uomo o donna la devi trasmettere a chi ti guarda.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Per diventare “modella” non devi studiare, ma devi applicare tanta intelligenza e adattabilità a qualsiasi situazione.

Si sa anche e soprattutto la bellezza ci vuole, ma a quella provvede madre natura.

Ci vuole il buon senso e tanta educazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Come dicevo precedentemente la bellezza ed il talento sono l 50% ma come in tutti i lavori il percorso si chiude se mancano alcune caratteristiche.

Tra capi che non possono mancare in un guardaroba di una donna ?

Tailleur nero pantalone, decolletè nero e camicia bianca…vai ovunque e se vuoi aggiungiamo un paio di jeans

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Lo ricorderò fino a che porto memoria.

Durante una sfilata, appena entrata in pedana non mi accorsi di essere arrivata in fondo alla passerella e cascai come giù una mela cotta dall’albero.

Mi ritrovai a terra coperta dal cappotto e non capendo nulla dov’ero finita.

Solo le risate del pubblico e allo stesso tempo preoccupate mi fecero tornare in piedi e continuare come non fosse successo nulla la sfilata.

Ora che ci penso rido e poi rido ancora, ma non è stato di certo cosi .

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Potessi vorrei farmi una chiacchierata con Coco Chanel.

Ha una storia incredibile, una donna che ha sofferto molto ma ha saputo rialzarsi varie volta.

Oserei dire un esempio di vita.

Se avete 10 minuti leggetevi la storia di questa grande Donna.  

Cos’è per te la moda ?

E’ stata la mia  maestra e insegnante delle scuole elementari, medie, superiori e mettiamoci pure l’università…

Basta? 

Quando sei entrata nel mondo dell’estetica e perché?

Con l’età si matura e si cerca sempre di più un lavoro a te affine ma soprattutto cercare di fare ciò che realmente ti piace.

Gìà da piccola mi piacevano i cosmetici con contenuti green.

La mia passione l’ho poi tradotta nel lavoro.

Mi informo e mi perfeziono quotidianamente (nel frattempo sono anche diventata una make up artist).

Questo lavoro mi porta a chiudere il cerchio lavorativo…. moda, cosmetici, trucchi ….. What else?… Sono felice così, una felicità raggiunta a continui sacrifici ma rifarei tutto daccapo.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Detergente viso/corpo, deodorante, crema idratante viso, latte detergente, crema corpo,  mascara, fondotinta e terra

Mi racconti il mondo del fashion system pregi e difetti…

Anche il settore della moda ha inevitabilmente seguito il mondo digitale portando vantaggi e svantaggi…
Le esigenze di questo dinamico e frenetico mercato ha creato  “nuove figure professionali” con competenze sempre più specializzate legate al Fashion System.
Il cliente finale sempre più fruitore con il mondo digitale, rispetto il passato, ha moltissimi vantaggi: dalle innumerevoli proposte, alle svariate possibilità di acquisto per tutte le tasche ed età  24h su 24…

Per alcune aziende o figure professionali del settore che non sono in grado di adeguarsi alla rapidità e tipologia del nuovo marketing, purtroppo hanno notevoli svantaggi in quanto i tempi di realizzazione e proposta spesso hanno difficoltà nel sincronizzarsi con le nuove esigenze di mercato.

Contemporaneamente l’enorme sviluppo dell’offerta non solo non ha intaccato le nicchie che basano le loro produzioni sull’ altissima capacità creativa, ma le ha ancor di più elevate.
Per fortuna alcuni brand sono riusciti a salvare il patrimonio  dell’ artigianalita’ che  per curare la massima qualita‘, l’attenzione ai dettagli, avere l’unicità delle realizzazioni ha bisogno dei tempi giusti per produrre  (termine sconosciuto nel Fasshion System).

Davvero interessante chiacchierata, grazie Sandra per averci dedicato il tuo tempo

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Moda

Intervista a Massimiliano Giannini e Carlo Lapini, fondatori del Brand MERCURIO ITALIAN TAILORS

MERCURIO ITALIAN TAILORS

La mano unisce i pezzi di stoffa in una perfetta armonia, lo sguardo è concentrato su ciò che si sta creando, su aghi, spilli infilati ovunque e il suono del ferro a vapore entra in sintonia con il tessuto e lo stile del suo cliente, plasmandolo al suo corpo come seconda pelle., questa è l’ experience che chiunque entri in un laboratorio di sartoria maschile si trova a vivere

I loro sarti offrono  esperienza e professionalità recandosi personalmente presso il cliente  da oltre 20 anni.

Il su Misura per MASSIMILIANO GIANNINI e Carlo Lapini Creatori del Brand MERCURIO ITALIAN TAILORS è di casa . lasciamo che siano loro a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande

Primo incontro con la moda per Massimiliano ?

 In realtà la moda è sempre stata presente nella mia famiglia, fin da quando ero piccolo, dato che mio padre era un dirigente della storica LEBOLE  di Arezzo prima e imprenditore titolare della propria azienda di abbigliamento poi.

Per cui in casa mia si respirava sempre quell’aria parlando spesso di abiti, nuovi modelli o tessuti particolari.

E ne ero sempre affascinato, si può dire che forse la moda ce l’avevo già nel mio DNA.

Perciò, finita la scuola, il passo è stato abbastanza semplice: prima imparare il “mestiere” in azienda seguendo le orme di mio padre e successivamente proseguire in quella direzione ma con nuove mie idee, diciamo più al passo con i tempi…

Primo incontro con la moda per Carlo?

Il mio interesse per il disegno e modellistica nasce fin da ragazzo avendo frequentato il liceo artistico ,per cui finiti gli anni della scuola sono entrato a far parte nell’azienda di famiglia facendo esperienza in tutte le fasi di lavorazione del capospalla/pantalone ,dalla progettazione al taglio e cucito, di conseguenza con il passare degli anni la mia specializzazione e’ diventata creare modelli come da richiesta dei clienti della moda nel tempo.

Per fare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Secondo me la moda è un qualcosa che ti senti dentro. Certo, l’esperienza nel campo sicuramente aiuta ma in realtà i veri creatori di moda hanno un talento e un gusto naturale e riescono a fare tendenza proprio sfruttando queste doti.

Un personaggio con il quale ti piacerebbe interagire e perchè?

Mi piacerebbe molto conoscere e scambiare opinioni con il MAESTRO GIORGIO ARMANI… soprattutto per cercare di capire quali sono le fonti di ispirazione tramite le quali riesce a creare colori, immagini, modelli e tutto ciò che rende unico ed inimitabile il suo Brand.

Si, decisamente sarebbe fantastico  poter parlare con lui.

Chi è il cliente che si affida ad un sarto?

La persona che si affida a noi è qualcuno che apprezza il valore e la bellezza di un capo sartoriale fatto su misura per lui.

E non è detto che sia necessariamente il professionista o l’addetto ai lavori…

Il nostro cliente può essere anche l’uomo “qualunque” che ha voglia di coccolarsi e di sentirsi bene con se stesso indossando un qualcosa creato appositamente per lui.

Secondo me tutto ciò aumenta anche l’autostima!!!

Tre capi che non possono mancare in un guardaroba maschile?

Senza dubbio un bel doppio petto Principe di Galles,

un blazer Blu Navy e

un cappotto di Caashmere cammello.

Quanto contano i dettagli in sartoria?

I dettagli in sartoria sono tutto!!! E’ proprio il dettaglio che può trasformare anche un semplice capo d’abbigliamento in qualcosa di unico. Un bottone particolare, un’asola di colore diverso o qualsiasi

altro elemento che possa diversificare ciò che si sta indossando. Il gusto sta proprio nella scelta dei dettagli!!!!

IL DETTAGLIO FA LA DIFFERENZA!!!

Massimiliano raccontaci un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Mi ricordo con simpatia che un giorno di qualche anno fa avevo preso (come sono solito fare) un appuntamento per rilevare misure ai clienti nella sede di una nota compagnia assicurativa e, presentatomi come sempre dal mio referente, vengo a sapere che per un disguido logistico non era disponibile l’ufficio su cui avremmo dovuto allestire il nostro “atelieur itinerante”.

Rischiavo quindi di non poter prendere le misure e pertanto di dover posticipare ad altra data l’appuntamento….

Se non che proposi al mio referente di rilevare le misure dei colleghi ad uno ad uno nei locali toilette della struttura!

Inizialmente tale richiesta venne presa con una certa ilarità ma poi pensammo che fosse fattibile e quindi procedemmo in tal senso.

Mi è stato poi detto che era stranissimo e un po’ inusuale vedere una coda di distinti signori che uno dopo l’altro entravano e uscivano dal bagno per una cosa diciamo diversa….

Devo dire però che l’operazione di misurazione è comunque riuscita senza grossi intoppi!

Ancora oggi quando ritorno in quella sede ci ricordiamo di quella strana giornata e ci facciamo sopra una sana risata!!!

E per te Carlo?

Nel corso degli anni facendo capi su misura ancora oggi la cosa che mi fa piu’ sorridere  trasmettendomi gioia sono i clienti di taglia morbida che con la loro estrosita’non si tirano indietro nel seguire la moda e colori del momento con delle richieste piu’ impensabili.

Chapeau!

Quanto conta il made in italy nel mondo della sartoria?

Per fortuna e sicuramente per nostri meriti il Made in Italy è un elemento che fa ancora la differenza nel mondo della moda e non solo.

Il nostro gusto, il nostro know-how e il nostro estro nel realizzare capi di alta moda fanno e faranno per sempre scuola in tutto il mondo.

Massimiliano e Carlo

Altresì quello che sto vedendo soprattutto in rete sui siti di “fashion giovane” ma anche nei negozi a grande distribuzione (anch’essi mirati ad un target di giovani e giovanissimi) è una grande quantità

di prodotti con prezzi più che a buon mercato, che non hanno nulla di Made in Italy, ma che attirano i ragazzi e non solo grazie alla varietà di prodotti, al prezzo bassissimo e alla pubblicità in generale.

Si punta su tutto tranne che sulla qualità… e questo mi fa molto riflettere!!!!

Grazie per il tempo a noi dedicato

Tel+39 335 62 70 193

Tel. +39 338 81 94 993

info@gilasartoria.it

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AttualitàLussoModa

Annalisa Macina, non solo Web…

Annalisa Macina

Il Mondo del web è popolato da diverse professionalità, Wl Magazine ha scelto di conoscere meglio Annalisa Macina, Modella, influencer, testimonial, lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande:

Cos’è per te la moda?

Oggi si può parlare di moda non solo nel campo dell’abbigliamento ma un pò in ogni ambito della nostra vita, dall’alimentazione all’arredamento, dalle discipline sportive (oggi è di grande tendenza il Paddle anni fa era il Pilates) ai generi musicali (oggi c’è la Trap music ieri c’era il reggaeton).

Essendo noi per definizione una società di massa ci troviamo a seguire tutti gli stessi dettami con lo scopo di sentirci più fashion o semplicemente più “adeguati” alla società in cui viviamo.

Per quanto mi riguarda questo concetto non mi apparterrà mai, nel caso dell’abbigliamento indosso sempre ciò che desidero spaziando tra vari stili diversi che mantengono la mia identità e non quella che le passerelle richiedono.

Pertanto, la moda andrebbe presa e vissuta come espressione di sè.

Il tuo primo contatto con la moda?

Il mio primo contatto con la moda è stato senza dubbio l’armadio di mia madre.

Da bambina rimanevo sempre estremamente affascinata  da questa esplosione di colori e di tessuti che traboccavano dal suo armadio, tutto in stile rigorosamente anni ’70.

A questo periodo fece seguito subito la moda degli anni ’80 dove era di grande tendenza il culto l’eccesso, l’opulenza,dove si vedevano  in tv i primi videoclip e si andava a scuola in total look Madonna.

Per quanto mi riguarda il decano più di tendenza mai vissuto.

3 Capi che non possono mancare nel guardaroba di una donna?

Premesso che ridurre a soli 3 capi “must have” il guardaroba di una donna è un impresa davvero ardua ma dovendo scegliere senza ombra di dubbio terrei una camicia bianca che rappresenta il capo versatile per eccellenza, puoi abbinarlo con una longuette o con un pantalone e dei decolletè vertiginosi ed hai svoltato la serata.

Un tubino classico da arricchire con accessori vistosi o mantenere sul low profile se dobbiamo recarci ad una cena di lavoro;.

Ed infine il jeans che credo sia l’unico capo impossibile non trovare in un armadio, lo indossa la donna slim più che una curvy, ha infiniti tipi di lavaggi e vestibilità, sa soddisfare esigenza ed ogni occasione e poi è un evergreen, meglio di così.

Quali sono i prodotti che non possono mancare nel beauty di una donna?

La borsa di una donna, o anche un beauty, per quanto mi riguarda dovrebbe avere un pozzo senza fondo proprio perchè quotidianamente porto con me tante di quelle cose in virtù del “perché non si sa mai”.

Ciò che scegliamo di avere sempre con noi credo sia un concetto molto personale perché scegliamo sulla base delle nostre esigenze; dovendo consigliare direi sicuramente un gloss (o un rossetto nude) , il mascara, un elastico per i capelli, una crema super idratante ed un campioncino del nostro profumo preferito.

Scelgo cose che si prendono cura e valorizzano il mio viso e che soprattutto sono il nostro biglietto da visita,la prima cosa che noti quando incontri qualcuno.

Alla fine poi, ci sarà sempre qualcosa che rovistando nella borsa ci arrabbieremo di non aver portato con noi, siamo donne, siamo fatte così.

Se potessi parlare con un grande del passato chi e di cosa?

Dei grandi del passato parlerei per ore con Marilyn Monroe ,per la precisione con Norma Jeane Backer, scelgo la donna e non la “femme fatale” che hanno costruito su di lei i film interpretati e le numerose copertine dei giornali.

Le chiederei di raccontarmi delle sue evidenti fragilità camuffate tra le sue splendide curve, del suo rapporto perennemente tormentano con gli uomini che ha avuto ove è passata da moglie maltrattata ad amante rinnegata; vorrei sapere dove trovava la forza di ingerire numerosi psicofarmaci per poi andare sul set e vestirsi dei panni che l’hanno resa celebre, anzi un mito.

Credo che lei sia la più degna rappresentazione della dicotomia tra essere e apparire.

Il tuo primo servizio fotografico?

Difficile dimenticare il mio primo servizio fotografico, avevo 19 anni (un po’ tardi per iniziare a fare la modella) ma mio padre era molto geloso di me e non gradiva questo tipo di esposizione, una volta diventata maggiorenne mi contattò subito un fotografo per un catalogo in lingerie, lì per lì ero reticente, essere per la prima volta semi nuda davanti l’obiettivo non mi convinceva ma il fotografo insistesse dicendomi che vedeva in me molta espressività e capacità, difatti così è stato e da allora non mi sono più fermata.

Preferisci stare davanti un obiettivo o una telecamera ?

Credo che l’obiettivo della macchina fotografica riesca a farmi esprimere al meglio in quanto con un istantanea cattura molte sfaccettature di me, che non sono date solo dal vestito che indosso ma anche dall’intensità espressiva che provo a dare.

La telecamera invece a parer mio necessità di continuità, c’è una scaletta o comunque un programma da seguire e non la sentirei mia.

Come concili la vita privata con una tua continua esposizione ai commenti sui social ?

Bella domanda, tocca un tasto un po’ostico, nel senso che quando ricevi quotidianamente proposte e commenti di ogni tipo sui social c’è bisogno di avere accanto un uomo davvero con le spalle larghe o comunque che non sia per natura geloso. Comprendere che faccia tutto parte “del gioco” è fondamentale per avere un rapporto sereno e non dover scegliere tra lavoro e sentimenti.

Il talento e la bellezza possono bastare?

Si tratta in entrambi i casi di doni che ci ritroviamo ma che non ci siamo conquistati, e possono bastare ma solo se sfruttate al massimo nel percorso del raggiungimento del nostro obiettivo personale o di squadra.

Quante volte abbiamo sentito dire, aveva molto talento ma non l’ha saputo sfruttare, mi viene da pensare anche a grandi artisti che per scelte di vita sbagliate anche buttato via carriere o peggio ancora la propria vita.

Non in ultimo io ci metterei quel pizzico di fortuna che quando c’è è sempre meglio.

Come è cambiato il lavoro con l’avvento dei social?

Ormai una qualunque piccola o media impresa deve promuovere i propri prodotti e servizi con i nuovi strumenti digitali ,l’importanza di essere presenti sul mercato attraverso le reti sociali è una prerogativa imprescindibile per poter arrivare in contatto con milioni di persone in tutto il mondo. Il focus è farsi trovare prima che scelgano qualcun altro.

Non di minore importanza è divenuta anche la selezione di un candidato  da parte dei recruiter aziendali sui profili social del potenziale candidato (in termini di post, video,foto)  tutto questo  al fine di reperire il maggior numero di notizie (anche personali) e capire se possa essere in linea o meno con le esigenze aziendali.

Tutto ciò è divenuto pura realtà anche se un po’ scomoda.

Quando sei entrata nel mondo dei social e perché?

Era il 2011 quando mi iscrissi per la prima volta ad un social network ,Facebook, lo feci per curare i miei rapporti interpersonali, restare in contatto con amici di vecchia data, passare il tempo nei momenti di relax , per spiare il mio fidanzato, insomma era un mezzo comodo per 1000 usi.

All’epoca ero completamente a digiuno di tutte le varie strategie di marketing che vi erano dietro e che oggi utilizzo con molta dimestichezza soprattutto su Instagram (social di cui 5 anni fa dicevo no io mai !!)

Ma poi ti rendi conto che quando lavori con la tua immagine non puoi non esserci, personalmente non condivido tutto con i miei follower , cerco sicuramente il contatto, l’interazione ma sempre nei limiti della mia privacy, ad esempio non troverete mai una mia foto col mio fidanzato (anche perchè ha il livello di socievolezza di un orso).

Ho costruito una gallery dove ci sono alcuni dei miei lavori, non mi piace lasciare nulla al caso, non mi faccio selfie o stories  in ogni dove perché bisogna stare sul pezzo, preferisco curare il dettaglio, ed un occhio attento e di qualità la differenza la sa riconoscere.

Grazie Annalisa per la piacevole ed esaustiva chiacchierata

Profilo instagram

GINGER.INSIDE

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Moda

Laura Fersini, Consulente d’Immagine, Personal Shopper e….

Laura Fersini

Oggi molti sono i nuovi ruoli che si sono affacciati al balcone del Fashion System.

Oggi conosciamo meglio Laura Fersini , lasciando, come sempre a lei la parola …

Primo incontro con la moda ?
Se per incontro con la moda intendiamo il mio primo passo verso il mondo della Moda posso confermare che, ad ottobre del 2018 , esattamente 3 anni fa, ho sentito l’esigenza di conoscere tutti i dettagli di questo meraviglioso mondo. 

Non avendo seguito un regolare iter formativo da adolescente, per ottimizzare le mie competenze ho potuto solo affidarmi ad una professionista del settore effettuando una Full Immersion forgiante .

Il mio primo corso è stato quello di Consulente d’Immagine e Personal Shopper nella Carla’s Academy di Reggio Emilia .

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Per parlare di moda penso sia utile avere una predisposizione personale , naturale, una passione che può esser trasformata in professione solo studiando tantissimo.

Da dove arriva l’ispirazione per le tue creazioni ?
La creazione di ogni singolo look è sicuramente frutto di un’accurata analisi della persona a cui è destinato : gusto , stile , forme , cromie, di una verifica delle tendenze del momento e della compatibilità con le caratteristiche appena elencate del beneficiario.

Perché non esistono più le TOP ?
Siamo nel periodo storico proiettato all’inclusività.il termine top in se significa superiore ed è discriminante.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Ricordo con il sorriso la prima diretta IG organizzata con Marco Giannetti in cui desideravo che, da stilista esperto dello Shirt World, dispensasse consigli utili alle mie collaboratrici del tempo  che , per motivi lavorativi, erano costrette ad indossare divisa con camicia quotidianamente.

Quella diretta, a causa della pessima linea internet, andò avanti per un’ora a dirci reciprocamente : – Mi senti? io ti vedo ma non ti sento…un disastro ma ci ha fatto tanto ridere.

A cosa ti ispiri per le collezioni?

La mia prima collezione è stata quella realizzata con gli stylists Marco Giannetti e Stefano Verolino e con il Maestro Carlo Farina, : EPDQ Shirt Collection , presentata a Paillettes Sorridenti 2021 lo scorso 18 settembre grazie alla illustre conduttrice Tiziana Noia.

Ci siamo ispirati , per la nostra capsule, alle esigenze ed alle richieste di mercato della società contemporanea: bisogno di energia, colore, bisogno di idee e stili innovativi, sensibilità verso l’ambiente  abbiamo puntato sulla creazione di capi di qualità e durevoli, ecosostenibili, a discapito del fast fashion eccessivamente aggressivo verso il Pianeta non solo nel momento della produzione e dello smaltimento di un capo ma anche durante l’utilizzo in cui un semplice lavaggio trasferisce sostanze nocive nelle acque reflue.

il claim del nostro lancio è stato proprio : scegli EPDQ Shirt Collection per una nuova esperienza di stile.

precedentemente mi limitavo, da consulente d’immagine,  ad interpretare e riadattare sui miei clienti collezioni create da altri stilisti professionisti.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono determinanti, posso non condividerne tutti gli aspetti  ma non posso negare che se non si è social  si è fuori dal mondo soprattutto nel Fashion per l’immediatezza della comunicazione e la propagazione fugace di una notizia.

Che cos’è per te la moda?

Se googliamo Moda è facile reperire informazioni legate al costume, al comportamento di una comunità sociale , influenzata da condizione storica, culturale, area geografica.

A mio avviso la moda è esattamente un’espressione di gusto e stile collettivo ma , soprattutto,  di singolare personalità 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Se potessi andare a ritroso nel tempo mi piacerebbe interagire con la stilista Coco Chanel per le sue capacità di rivoluzionare il concetto di femminilità, una dissidente.

Adoro gli stili un pò androgini, i tailleur con i pantaloni.

Per Coco Chanel un tacco ed un rossetto rosso o un tubino nero potevano esser sufficienti per dimostare femminilità e seduzione.

Adorava leggere, ed anche io , come lei, ho questa passione.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Dal 2018 la mia libreria si è moltiplicata con libri specifici nel settore Moda ( storia , colore , psicologia… e tante altre tematiche della Moda stessa)l’editoria di settore è INDISPENSABILE  per accrescere il mio scire 😀.

Come vivi il binomio arte/moda?


Lo considero un binomio che ha ispirato moltissimi stilisti.

Non nascondo che è necessario esser dotati di grande sensibilità per comprendere l’arte e riadattarla al mondo del Fashion ma se ci guardiamo indietro Elsa Schiaparelli, Yves Saint Lauren, Versace , ne sono stati un esempio eclatante.

Non dimentichiamo il risvolto sociale del Pop Art Look, del Mondrian Look...emblema di arte nella haute couture.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Nel guardaroba maschile e femminile non deve mancare una camicia bianca: il famoso MUST HAVE che in un contesto di strutturazione di un guardaroba funzionale è il capo che meglio si presta ad esser adattato a qualsiasi occasione d’uso e che meglio si abbina alle varie nuances di colore e looks.

Da dove nasce l’amore per la camicia ?

L’amore per la camicia è innato.

E’ un indumento  strategico che mi è sempre piaciuto per la sua versatilità, per la potenzialità di esser rappresentativo.

Una camicia , a seconda di come viene indossata può dare evidenza di una condizione  sociale, economica, diventando uno Status.

Devo confessare che da quando ho conosciuto Marco Giannetti ed il suo laboratorio sartoriale, l’amore per la camicia è diventato totalizzante.

Una shirt ad hoc per la quasi totalità dei miei outfits 😎

Grazie per la chiacchierata Laura

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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ArteModa

La nascita del progetto “Soeve “, Arte, moda e ecosostenibilità.

SOEVE

Per scoprire da dove nasce il Progetto SOEVE , è necessario andare in dietro di 2 anni:

Fusion Art ,2019 Corigliano Rossano, è stata protagonista di una  collettiva d’arte  in cui sono state esposte, opere di pittura e di espressioni artistiche diverse.

Ha inaugurato la mostra in collaborazione con il WWF Calabria Citra, una particolare sfilata di 22 abiti confezionati con carta riciclata, realizzate dalle artiste creatrici dell’evento Sonia Quercia e Veronica Martino. 

I materiali utilizzati per realizzare gli abiti sono stati inusualmente prodotti legati al mondo della carta piegati ad arte

Quotidiani e tovaglie diventano protagonisti , imbastite, cucite e lavorate come se fossero vere stoffe

I LIBRI che si trasformano in  Volant non solo con materiali morbidi, ma anche con quelli più “rigidi”, come le pagine dei libri. creando due gonne dallo stile diverso, una dal carattere più rock, l’altra più delicato oltre a  più di trenta ventagli, una gonna dallo stile retrò, un abito fresco e leggero composto da fiori prima disegnati e poi ritagliati.

Non poteva mancare la carta da regalo che nonostante la sua delicatezza e fragilità, è stata imbastita e cucita

Passiamo ora alla carta da imballaggio, estremamente difficoltosa da lavorare per la sua “resistenza”, si è trasformata in un abito dalle linee morbide.

Nella fragilità della CARTA VELINA E CARTA CRESPA  prendono forma una gonna di carta crespa, un top e un abito da sera a balze.

Chiudiamo la sfilata come il Capo “di punta” per eccellenza  l’abito ARIANNA.

Un romantico abito da sposa composto da duemila peonie realizzate interamente a mano lavorando e modellando tovaglioli di carta…..

Proprio dal successo di critica e pubblico di  questo evento prende vita SOEVE , binomio creativo  formato da Sonia Quercia e Veronica Martino.

SOEVE è il risultato di idee e passioni condivise messe a servizio della creatività, miscelando  sostenibilità, moda e arte, lo scopo è quello di realizzare capi non solo da passerella, ma intesi come vere e proprie composizioni artistiche.

Sonia e Veronica stanno già lavorando alla realizzazione di abiti in plastica senza escludere la possibilità di un utilizzo di stoffe nel prossimo futuro.

Giuseppina Irene Groccia

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AttualitàModasaluteSenza categoria

Cosa si nasconde dietro alle forbici di Marialuigia Minato.

Marialuigia Minato

Per un Hair stylist la parte più importante del corpo sono inevitabilmente le dita , è li che risiede il carisma di un artista della forbice come Marialuigia Minato, e pensare che una volta  i parrucchieri erano considerati poco più di niente, mentre oggi  molto è  affidato alla loro creatività per trasformare il look, e trovare il proprio stile e soprattutto il sorriso, perché piacersi è il primo tassello per affrontare al meglio la vita.

Uno dei punti di forza di Marialuigia  è il suo approccio innovativo e la naturale empatia che crea con chi decide di affidarsi a lei.

Riesce a comprendere sin da subito le necessità dei clienti, realizzando tagli appositamente studiati per esaltare la bellezza e la personalità di ciascuno, ma conditio sine qua non preservare la salute del capello.

La fantasia per un Hair styilist , sostiene Marialuigia ,non deve avere limiti.
Ma quello che realizza come taglio e colore, deve assolutamente  durare nel tempo per facilitare la gestione del capello nella vita di tutti i giorni.

Le piace dare un’attenzione particolare al taglio affinche tenga la sua forma anche quando il capello cresce.

E’ partita da zero, costruendo a poco a poco la sua reputazione e il giro di clienti .

Nasce da una famiglia di artisti, suo padre  antiquario , sua madre decoratrice, da loro  ha ereditato la passione per il bello.

Importantissimo per lei è la riservatezza, perché i veri protagonisti sono e devono rimanere  i clienti; lei preferisce restare dietro le quinte.

La predisposizione all’ascolto e l’attenzione verso il cliente è fondamentale , tanto quanto il non cercare di arrivare all’obiettivo più in fretta, ma di puntare alla perfezione quando si parla di taglio, perché quando dedichi attenzione e cura ad una persona, questo viene percepito ed apprezzato.

Per lei il  taglio è  la via maestra, ma subito dopo arriva  la colorazione che  spesso ha il compito di esaltarlo al meglio, ma senza esagerare , perché il capello va prima di tutto rispettato e poi curato laddove ce n’è sia necessità.

Per Marialuigia quando parliamo di taglio da una parte c’è la tecnica che si può apprendere e affinare nel tempo, dall’altra è fondamentale  una predisposizione caratteriale che ti spinge ad essere paziente e meticoloso e a comprendere le reali esigenze di chi ha di fronte ..
Per questo prima di prendere le forbici dedica molto tempo all’ascolto per capire quali sono i bisogni e i desideri dei clienti, tutto parte da li .

Ma il talento non basta  da solo,  frequentare l’Accademia Aldo Coppola di Milano che ancora oggi segue quando ci sono corsi di aggiornamento, le ha permesso di perfezionarsi e di rimanere sempre aggiornata.

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Modaspettacolo

Conosciamo meglio Gian Maria Sainato.

Gian Maria Sainato

26 anni, Influencer di moda e lifestyle, modello, imprenditore digitale e offline, personaggio tv.

Nato nel Cilento , ma da oltre 10 anni vive a Milano che è diventata la sua seconda , se non prima casa.

Gian Maria è arrivato giovanissimo , nella città della moda per eccellenza, per iniziare una carriera da modello che lo ha portato ben presto a lavorare con grandi brand della moda , raggiungendo in breve tempo un consenso unanime sul suo innato talento.

Invitato tra i party più esclusivi e glamour della metropoli milanese è  presenza fissa ai grandi eventi , uno su tutti  fu uno dei pochissimi e stretti invitati al party esclusivo di Justin Bieber nella sua suite, dopo il suo concerto a Milano qualche anno fa.

La sua popolarità Milanese lo ha portato velocemente ad essere conosciuto in tutta Italia, anche grazie alla sua presenza  in tv in diverse trasmissioni televisive sia Mediaset che Rai, come esperto di moda e tendenze che gli hanno permesso di  conquistando a sua volta enorme notorietà e visibilità su i social network.

Come Fashion Blogger ad oggi conta quasi 600.000 followers su Instagram e 300.000 su Facebook.

È approdato da poco anche sul nuovo social dei giovani, Tik Tok, dove tutti i suoi video sono contano migliaia di visualizzazioni.

Recente la parentesi “reality”, Sainato infatti è stato il “concorrente non concorrente” dell’ultima edizione del GF VIP, amico-nemico (ora sembrano essere ritornati amici) di Tommaso Zorzi dove insieme hanno partecipato a Riccanza, nella quale Sainato non era rimasto in buoni rapporti con Zorzi,

Tutto è bene quel che finì bene, una volta uscito dalla casa del GFVIP, Zorzi, dopo qualche Stories e Tweet “velenoso” su Sainato, si sono sentiti privatamente dove si sono chiariti.

Molti sono i gossip che hanno legato  Gian Maria a grandi uomini della tv e dello spettacolo, come quello con appunto Zorzi, Gabriel Garko, Roberto Bolle ed altri nomi…

Ma è più corretto ricordare la sua amicizia con personaggi nazionali e internazionale del jet set con il quali ha stretto ottimi e veri rapporti legati alla sua professionalità e modi cordiali ed eleganti che lo contraddistinguono da sempre ,

E’ arrivato il momento per Gian Maria per un reality?

Le proposte non mancano , ma lui non ha mai nascosto una passione speciale per Ballando con le Stelle., show di punta delle reti Rai grazie al quale  Milly Carlucci  accompagna da anni i sabato sera degli Italiani .

Sainato sarebbe perfetto, oltre alla bellezza, il suo caratterino spesso piccante, polemico e controverso darebbe sicuramente filo da torcere ai giudici…

Ma la domanda sorge spontanea:

Gian Maria saprà ballare?

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Designeccellenze italianeModa

Mara Dal Cin, quando lo stile e la ricerca del bello fanno rima con DNA.

Marta Del Cin

La figura di Mara Dal Cin, Stylist & Designer è tra le più complete quando parliamo di Stile.

La sua  personalità eclettica  spazia tra Arte, Moda e Design.

Conosciamola meglio.

Primo incontro con la moda?

La parola moda non fa parte del mio vocabolario, non la seguo né la ricorro.

Fondamentali  per me  sono  i  modi di essere, di porsi, che valgono molto di più di tanti abiti e tendenze.

Li  ho respirati fin da piccola ed ho imparato che l’autenticità , la manifestazione sincera del proprio essere, è la regola fondamentale per sentirsi   a proprio  agio o semplicemente sé stessi.

La mia contaminazione con  il design, la  passione per lo stile e  l’arte del benessere influenzano e  caratterizzano tutte le mie creazioni e le mie Consulenze di Stile.

Le  collezioni inclusive Luxury Comfort sono un modo di essere ancora prima di vestirsi. Sentirsi autentiche e valorizzate  con le cose che si indossano  per essere sè stesse e  all’altezza in ogni occasione.  

Capi unici, senza costrizioni, senza numeri di taglia, fluidi ma estremamente femminili.

Una sensazione di benessere  che viene percepita  grazie ad  una combinazione  tra funzionalità, estetica e qualità  superlativa dei materiali nobili e naturali..

Da questa ispirazione nascono le Tute Couture, le Gonne double- face , i Caban  ed  i Caftani.

Primo incontro con il design?

Il design inteso come bellezza, sensibilità ed armonia  ha condizionato, da sempre,  in positivo, la mia vita. Fare design   significa  avere quello sguardo, quella sensibilità intorno alla realizzazione di un’idea in tutte le sue fasi. L’intuizione ed  il pensiero che si trasformano  in realtà.

E’ qualcosa di innato  che quando c’è  non ci si accorge nemmeno della sua presenza.

 Il design è diventato la mia professione nel 2009  e lo esprimo in tutte le sue forme  tramite le Atmosfere d’ambiente che realizzo e le mie collezioni per la casa e per la persona.

 Immaginare di migliorare o abbellire  uno spazio, una persona, un evento e vederlo realizzato in tutte le sue espressioni è qualcosa di unico. Design significa “Progetto”, gettare  avanti, avere consapevolezza della realtà ed immaginare come  questa possa cambiare grazie al tuo intervento.

Per parlare di moda e design  è necessario averla vissuti? Studiati?

La sensibilità, il senso estetico necessari per approcciare al  mondo della moda e del design possono fare parte del tuo Dna e puoi averle respirate nel tuo quotidiano ma è palese che  un percorso di studi appropriato ed una formazione continua ed approfondita sia la base culturale e fondamentale per fare bene un mestiere ed avere successo.

Cosa cerca un cliente quando si rivolge a te?

Cerca un professionista al quale affidarsi per la cura dello stile personale e del benessere dell’abitare.

Li aiuto a stare  bene  con gli abiti che indossano e negli ambienti dove vivono perché non c’è niente che dia più felicità del fatto di sentirsi a casa o semplicemente sé stessi.

E’ per me fondamentale realizzare ambienti ed abiti che sappiano accogliere e procurare benessere grazie ai quali potersi riconoscere e sentire a proprio agio.

Ascolto ed osservo i miei clienti per poter prendermi cura della loro immagine e dare anima e coerenza agli spazi  dove vivono rispettando la loro personalità e le loro abitudini.

Quanto contano i social oggi ?

Contano sicuramente tanto, influenzano e guidano le tendenze e le abitudini.

Personalmente ho preso un po’  le distanze perché sono contraria a tutte le omologazioni e non voglio essere ne condizionata ne contaminata dalla massa perché la semplicità e l’eleganza sono da sempre le componenti  essenziali  delle mie consulenze di stile e delle mie creazioni.

Cosa non può mancare in un guardaroba femminile?

Un completo intimo in pizzo, una sottoveste, un tubino  nero,   un jeans, una camicia bianca, un trench e  una ballerina.

Quali sono i 3 dettagli che guardi in un outfit?

Gli abbinamenti di colore. Al massimo tre.

L’attenzione al dettaglio.    

L’armonia e l’assenza di eccessi.

Da dove parti per creare la giusta atmosfera in un ambiente?

Gli spazi, i luoghi, come le persone hanno un’anima.

L’atmosfera e lo stile di un ambiente sono quei fattori indefinibili che si percepiscono ancora prima di fermarsi ad osservare. Una musica, un profumo, un dettaglio possono lasciare ricordi indelebili.

Parto proprio da qui e  dalle esigenze del mio cliente, dalle sue abitudini e dai suoi desideri e dal fatto che deve riconoscersi.  

Che si tratti dell’atmosfera di un luogo o dell’immagine di un evento le mie consulenze  vanno sempre oltre le apparenze ed il superfluo.

L’ Armonia,  l’equilibrio ed il  comfort contraddistinguono da sempre i miei progetti di stile e le mie collezioni Luxury Comfort.

Che cos’è per te il bello? 

E’ qualcosa di unico che mi lustra gli occhi, che mi trasmette  un ’energia speciale   e una gran voglia di fare e di essere.

La bellezza dell’arte, dei valori, dei gesti garbati.  Il bello per sempre, l’essenziale, l’assenza di eccessi.  

Poche cose ma di valore e che durano nel tempo e si tramandano superando il tempo e le mode.

Questo  è la mia vision.  

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Con Coco Chanel.

Adoro da sempre il suo stile rivoluzionario ed essenziale, quella sobria raffinatezza  nel dosare ogni elemento del guardaroba.  

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Mi  piacerebbe tornare indietro, quando attendevamo l’uscita in edicola di Vogue,  per vedere le anteprime delle sfilate e le nuove tendenze.

Oggi tutto è cambiato, non ci sono più le aspettative, i bloggers, i socials e le riviste online hanno preso il sopravvento.  

Grazie per la piacevolissima chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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eccellenze italianeModa

Marco Il Camiciaio

Marco Il Camiciaio

Fin dall’antichità le camicie sono state una parte fondamentale dell’abbigliamento e ancora oggi, specialmente per un Uomo è un dettaglio che fa la differenza, tessuto, bottoni, colli,

Abbiamo deciso di fare 4 chiacchiere con Marco Giannetti per farci raccontare da dove nasce la sua passione per le camicie

Primo incontro con la moda ?
Il mio primo incontro con la Moda nel 2006, qunado ho dato vita alla mia piccola ed adorata bottega.
Ogni giorno vesto i panni di colui che consiglia e che sente il bisogno di respirare polvere di cotone,
di udire le mie forbici che tagliano tessuto e di respirare il favolo profumo dellólio delle mie macchine da cucire.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta?
Io personalmente sono ossessionato dal conoscere, dal Mondo che ha circondato un indumento cosi’ comune oggi
ma anticamente realizzato solo per pochi prescelti. Se pensate che anticamente la camicia veniva presentata come segno di omaggio al re, con infinite cerimonie che coinvolgevano stuolo di gente.

Pensate soltanto che era l’indumento che contraddistingueva le persone in classi sociali.

Studiata?

Ovvio, io sono un artigiano ed oltre ad avere una preparazione tecnica vivo le mie giornate entrando nella quotidianità ‘dei miei clienti.
Fare una camicia su misura non significa soltanto farla tecnicamente bene, ma entrare nella mente di colui che la porterà’ e cercare di farlo sentire bene ed a proprio agio.
Tanti pensano che “prendere le misure” significhi prendere tecnicamente un centimetro e segnare.

In realtà quando due pugili si studiano ,ad inizio incontro, si stanno prendendo le misure
e quindi ecco il significato vero di questa frase, studiare e dialogare chi hai di fronte e per fare questo occorre molta preparazione.

Da dove nasce la tua passione per le camicie ?
All’eta’di sette anni, quando osservavo mio Papà, impiegato statale, che vestiva queste meravigliose creature.
Io ero un bambino sovrappeso e desideravo vestire e capire com’erano fatti quest’indumenti. Troppo grasso per trovarne da bambino e troppo piccolo per poterne portare una da adulto.
Quel Natale mi feci regalare dalla mia adorata Mamma una macchina da cucire, cosi’ cominciai a rubarle a mio padre, attendere che mia mamma andasse al lavoro e
smontarle sul tavolo della cucina per capire e subito dopo tentare di rimodellarle su me stesso.
Inizialmente mia mamma decise di portarmi dallo psicologo, ma dopo anni capi’ che ero visceralmente attratto da questo storico indumento.

Quali sono le tipologie di camicie più richieste ?
Non esiste una camicia piu’ richiesta.

Realizziamo capi molto diversi, ogni nostro cliente ha la propria esigenza e cerca aiuto affidandosi alle nostra sapienza.

Noi facciamo entrare i nostri i clienti all’interno di una bottega cosi’ come si faceva cento anni fa’ mettendolo a conoscenza di tutto quello che faremo e perche’ lo faremo, valori che con l’avanzare della tecnologia stanno andando a perdersi e che noi vogliamo necessariamente far rivivere.

Qual’è il dettaglio che fa la differenza su di una camicia?
Sono molti i dettagli che fanno la differenza. Il tessuto, il taglio, l’adesivatura a dritto, il numero dei punti per centimetro di cucitura, il bottone.
Io in questo sono molto pretenzioso e all’antica, mi piace curare ogni singolo dettagli ridisegnando addirittura
le fodere in preassemblatura proprio per realizzarle perfettamente uguali.

Il dettaglio piu’ importante e’ l’anima che un artigiano mette nel crearla, io spesso ripeto a chi si serve da me che pur pagandola e pur essendo fatta per lui quella camicia rimarra’ per sempre un po’la mia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un aneddoto che ricordo con piacere fu’ quando ci occupammo di fare delle creazioni per Sergio Castellitto e Giorgio Panariello per la serie Tv “Pezzi Unici” di Cinzia Th Torrini per cui fummo anche premiati.

Per ringraziarci del lavoro svolto, ci invitarono alla prima al cinema “La Compagnia “a Firenze insieme a tutto il cast.
Passando per le poltrone incontrai Sergio Castellitto che mi riconobbe e mi disse: Marco, che piacere vederti.

Spero di non aver fatto sfigurare le tue creature.
Ovviamente rimasi molto colpito di fronte a questa affermazione e in lacrime dall’emozione andai a sedermi al mio posto. Questo e’ un ricordo che porterò per sempre nel cuore e nella mente.

Quanto contano i social oggi nel tuo mondo ?

Molto, moltissimo. Io curo personalmente ogni singolo post sia su Instagram che su Facebook.
Non mi piace mercanteggiare ma trovo che pubblicare cio’ che si e’ e cio che si crea con passione sia il modo migliore per

divulgare sapienza e gusto.

Che cos’è per te la moda?

La Moda serve a colore che non hanno abbastanza forza e coraggio per crearne una propria.
In questo mi rivendo molto in quella famosa frase di Coco Chanel

La moda e’ fatta per diventare fuori moda”

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?

Il Principe di Metternich, uno degli uomini piu’ eleganti del XIX secolo.
Uno dei primi ad indossare un colletto a punte rigide accompagnato da un frac.

Cosa cerca il cliente che si rivolge a te ?
Cerca il coraggio di trovare il suo stile, cerca il sentirsi bene e sicuro nel vestire una camicia, cerca la tranquillità di portare all’altare la futura moglie ed essere con un outfit che lascerà senza fiato.

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?
Il coraggio di osare.

Le persone quando aprono le porte del loro armadio devono avere il coraggio di andare oltre e non la costante paura di essere ridicole e senza capire che non esiste il ridicolo ma esiste cio’ che ci rende diversi e magari migliori.
Chi critica il diverso lo critica soltanto perche’ non ha il coraggio di sporgersi oltre la ringhiera.

Grazie Marco per la piacevole chiacchierata .

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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