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L’Esercito Italiano al Pitti Uomo

L'Esercito Italiano

Il brand “Esercito Sportswear” presenta la collezione upcycling primavera/estate 2022 alla 100esima edizione dell’evento dedicato alla modaRoma, 2 luglio 2021. Il 30 giugno 2021 il brand “Esercito Sportswear” ha inaugurato il suo stand, per la prima volta, all’evento Pitti Uomo presso gli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze.

Il passo di corsa e le note dei bersaglieri della fanfara della Brigata Garibaldi hanno dato ufficialmente il via all’evento in Piazza della Signoria, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti, del Sindaco di Firenze – Dario Nardella e di Claudio Marenzi – presidente di Pitti Immagine.

Nei tre giorni in cui buyer, brand ed esperti del settore hanno avuto l’occasione di conoscere e conoscersi scoprendo in anteprima le tendenze per il prossimo anno, il brand Esercito ha presentato la collezione primavera estate 2022, pienamente in linea con la recente svolta green della Forza Armata e con gli intendimenti degli organizzatori del Pitti Uomo che hanno voluto caratterizzare la kermesse come un interessante mix tra reale, digitale e sostenibilità.

L’attenzione che la moda sta riservando al mondo green e al riciclo conferma che etica, sostenibilità e business possono e devono convivere.

Per questa ragione la collezione proposta dell’Esercito Sportswear è quasi interamente frutto di una sapiente trasformazione di capi ed equipaggiamenti militari non più idonei al servizio. E’ cosi quindi che paracadute in materiale sintetico diventano giacche performanti dall’elevata resistenza, mentre coperte, opportunamente trattate, e altri materiali destinati ad essere accantonati, si trasformano in cappotti, acquisendo un elevato valore rispetto all’originale.

Materiali che altrimenti non avrebbero goduto di una seconda vita, ma che in questo caso creano un profondo legame fondato su valori e su ideali comuni, diffondendo un messaggio positivo per le nuove generazioni.

Ma non solo, ciascun capo sarà unico perché riporterà al vissuto degli uomini e donne con le stellette: a titolo di esempio, ciascun capo realizzato con il tessuto dei paracadute, verrà consegnato completo del libretto matricolare originale che riporta tutti gli impieghi operativi, nazionali ed internazionali, in cui è stato utilizzato.

Questo è il risultato di un lavoro appassionato e appassionante svolto dalla società Officina Italia s.r.l. e dai titolari d’impresa, Patrizio e Lanfranco VILLA, in sinergia con l’Esercito, che hanno saputo creare e connotare le collezioni rendendole di forte appeal. E’ importante sottolineare che molti particolari sono frutto di elaborazioni stilistiche ispirate da progetti attivati con importanti istituti di formazione stilistica come lo IED, l’Istituto Europeo del Design, con la partecipazione di professionisti della moda affermati e di giovani studenti.

Il progetto dell’abbigliamento Esercito è nato nel 2018 con la stipula di un accordo di licenza per l’utilizzo commerciale dei marchi della Forza Armata tra la Società Difesa Servizi S.p.A e l’azienda Officina Italia s.r.l. di Bergamo. E’ un progetto giovane ma solido che, soprattutto nell’ultimo anno e nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende nazionali, ha registrato risultati molto soddisfacenti soprattutto sui canali commerciali on line.

I capi di abbigliamento sono commercializzati, infatti, sul portale e-commerce esercitosportswear.it, oltre che presso alcuni punti vendita in Bellinzago Lombardo (La Corte Lombarda), Carvico (Factory Outlet), Orio al Serio (Oriocenter), Stezzano (Le Due Torri) e Vicolungo (Outlet Vicolungo).

Il marchio “Esercito” che accompagna ciascun capo, identifica inequivocabilmente la Forza Armata, nella sua semplicità è stilisticamente coerente e d’impatto. Ideato e registrato nel 2015 ha sostituito il logo “EI Esercito” stilizzato nel 1985: si compone della stella a 5 punte che è volta a rappresentare i valori caratterizzanti dei soldati italiani quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato per la comunità nazionale e dalla scritta “Esercito”, un simbolo rassicurante soprattutto nell’attuale contesto, che rappresenta un’Istituzione sana e coesa, al servizio dei cittadini, sempre pronta ad intervenire in ogni tipo di scenario.“Esercito Sportswear” è il marchio commerciale dell’Esercito Italiano per la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento e accessori, prodotti da Officina Italia s.r.l., su licenza esclusiva concessa da Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa.

Comunicato segnalato da Paola Fiorido

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Moda

INTERVISTA A ROBERTO GUARDUCCI

ROBERTO GUARDUCCI
La sua carriera è iniziata nel 1978 disegnando pellicce.
Poi è entrato nella Maison Basile a Milano, dove ha imparato il mestiere da uno stilista del calibro di Luciano Soprani.

Per conoscerlo meglio lasciamo sia lui a raccontarsi attraverso questa intervista

Primo incontro con la moda ?

Ho sempre respirato aria di moda e di bellezza sin da quando ero piccolo a casa dei miei genitori perché mia madre era una persona estremamente raffinata che mi ha trasmesso il senso dell’estetica. Il mio primo vero approccio con la moda fu quando feci realizzare per mia madre il primo abito che riscosse grandi consensi da parte, soprattutto, di cari amici grandi cultori ed intenditori del settore fashion.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Lo studio deve essere alla base della ricerca creativa.

Senza il relativo apprendistato e l’acquisizione delle esperienze pratiche e storico-culturali non si può procedere a sviluppare nel modo più corretto questo lavoro, dando per scontato che si debba di base avere la giusta sensibilità e il talento senza i quali è impossibile poter intraprendere un lavoro così particolare e complesso.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

E’ fondamentale l’esperienza continua e la ricerca di nuove immagini estetiche soprattutto se si ha la possibilità di apprendere questa professione al fianco e alla visione diretta di stilisti importanti riconosciuti per la loro professionalità.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

L’ispirazione può partire da qualsiasi origine, dalla visione di immagini di vario tipo all’atmosfera patinata di un film o da immagini storiche di abiti d’epoca.

Naturalmente dipende dal tipo di lavoro che devi sviluppare e, in base a quello, cerchi di realizzare un’idea che unisca la creatività alla funzionalità coerente con il mood di ideazione.

Perché non esistono più le TOP ?

Perché ci sono alcuni stilisti che vedevano l’immagine di queste splendide donne eccessivamente rilevante rispetto all’immagine delle loro proposte moda e, quindi pensavano che l’attenzione mediatica fosse più indirizzata verso le modelle anziché verso le loro creazioni sartoriali.

Io personalmente non sono minimamente d’accordo con questo modo di pensare perché ritengo che la modella giusta completi in modo esponenziale quello che è il vero concetto di moda che desideri proporre, valorizzandolo al massimo livello.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Uno dei tanti ricordi che riaffiorano nella mia memoria è legato al grande costumista teatrale e cinematografico Piero Tosi, che si congratulò con me, insieme alle signore Fendi, per il lavoro che avevo svolto per una trasmissione televisiva che si chiamava “Buon compleanno TV” condotta e diretta da Pippo Baudo, dove collaborai per la Maison Fendi nella costruzione di alcuni importanti abiti di scena.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono diventati per la moda e per la vita attuale importanti e fondamentali canali di comunicazione, promozione e commercializzazione della persona e del brand creato. Sono mezzi che ti consentono di arrivare in brevissimo tempo a tantissime persone in modo diretto e di farsi conoscere. Ormai sono diventati elementi insostituibili rispetto ai comuni canali mediatici.

Che cosa è per te la moda?

La moda per me è comunicazione, espressione della figura e valorizzazione della persona.

E’ passione, stile ed eleganza.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe  interagire e perchè?

Mi sarebbe piaciuto molto far indossare i miei abiti a Rita Hayworth perché era una donna bellissima, dotata di una personalità femminilità e un di sex-appeal eccezionale

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Penso che l’informazione e la visione diretta delle immagine fotografiche di moda, attraverso l’editoria di settore, siano di fondamentale importanza alla divulgazione del prodotto e dello stile dei brands.

Le immagini sono una sintesi pubblicitaria dello stile proposto dal marchio e ne consentono un maggiore apprezzamento in termini di qualità e di categoria merceologica.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

Ritengo che una figura longilinea ma strutturata nelle forme sia la base fondamentale per la costruzione di eleganti creazioni sartoriali. In passato alcuni stilisti prediligevano e proponevano modelle taglia 36/38 per le sfilate dei loro abiti perché pensavano che l’eccessiva magrezza rendesse le loro creazioni più sofisticate e promuovendo un’immagine femminile assolutamente inconsueta che, purtroppo, ha influenzato negativamente molti giovani all’imitazione e alla non accettazione della propria fisicità fino a portare all’anoressia.

Fortunatamente oggi, c’è un’attenzione maggiore alla scelta della fisicità delle modelle che pur essendo magre mantengono le loro forme naturali anche con una taglia 42.

 Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

E’ giusto che, chi ha una fisicità più accentuata sia valorizzata nella sua integrità e quindi poter sfilare o posare in modo naturale promuovendo la propria bellezza “morbida” con classe, eleganza e sensualità.  

CREDITS:

LUIGI D’ARCANGELO FOTOGRAFIA

SERGIO CANNIELLO FOTOGRAFIA

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-2 Luglio- Alpemare Forte dei Marmi ospita “Un’Estate Eccellente” la stilista Angela Bellomo presenta la sua nuova collezione.

Angela Bellomo

il 2 luglio a Forte dei Marmi nella meravigliosa cornice del “Bagno Alpemare” organizzato da “Il Salotto di Milano” e presentato da Jo Squillo , Angela Bellomo farà sfilare la sua nuova collezione ispirata al total color .

Prima di aprire il suo Atelier la stilista ha dedicato tutta la sua vita all’alta moda sartoriale rivestendo il ruolo di stylist e direttrice creativa per griffe di fama mondiale.

Angela Bellomo è diventata oggi un eccellenza nel panorama dell’haute couture sartoriale grazie alla ricercatezza e lo stile senza tempo che contraddistinguono da sempre le sue collezioni rigorosamente Made in Italy.

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Intervista a Mirko Geco Geco

Mirko Geco Geco

Nel Mondo della moda i protagonisti sono sempre alla ricerca di sperimentare , e questo vale anche perchè chi sta davanti ad un obbiettivo:

Lasciamo che sia il protagonista di questa intervista, Mirko Geco Geco a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande .

Il PRIMO CONTATTO CON LA MODA 

È stato con Elio Fiorucci ad una sfilata dove mi fu presentato 

Inaspettatamente Fiorucci dopo aver chiacchierato con me si incuriosì a tal punto da chiedermi una collaborazione nel disegnare costumi da bagno molto sgambati ..era un inizio di un era, la moda costume anni 80,, ma non si fermò unicamente alla spiaggia.

Conservo ancora gelosamente le bozze che disegnai per questo artista della moda. 

IL TUO PRIMO SERVIZIO FOTOGRAFICO 

Inizio’ a casa mia con una modella attratta dalla mia Location un pò barocca.

Fu cosi’ che la modella che volle la mia immagine accanto alla sua per postarla su i social e ricevere maggior attenzione dai fotografi   incuriositi dalla mia immagine retro’ ed elegante a detta loro.

In seguito fui portato da un mio amico fotografo alla Fashion Week di Milano.

Anche in questo caso inaspettatamente , l’attenzione mediatica si spostò verso me mettendo in secondo piano le modelle.

Alcune mie foto vennero pubblicate generando molta curiosità  tra fotografi dell’ambiente e non solo.

LA MIA PRIMA SFILATA 

Premetto che fin da giovane venivo invitato a qualche sfilata locale senza aver fatto nessuna scuola di portamento non avendo oltretutto timore delle persone che mi osservavano, diciamo che quella che mi ha dato maggiore visibilita’ e’ stata alla fashion Week Milanese a Palazzo Marini per un evento che trattava di disabilita e di ugualianza, argomenti che mi stanno a cuore da sempre . 

ILMONDO DEL FASHION SYSTEM PREGI E DIFETTI 

Innanzi tutto sostengo che “nel mondo moda non e’ facile rimanere di moda” poiche’ e’ un corsa continua ad una evoluzione costante ampliata sicuramente dalla visibilità dei web.

Credo che il peggior difetto del sistema sia ’ quello di avere trasformato il nostro modo di vivere e di indossare a volte ridicolizzante per  la propria personalita’ annullata dal web per rendersi alla moda.

QUANTO E’ IMPORTANTE STUDIARE PER DIVENTARE UNA MODELLA/O 

Questa domanda la lascierei nell’ambito femminile posso solo sostenere che lo studio in qualsiasi materia perfeziona e cmq  serve sottolineando che non tutte le modelle hanno frequentato corsi di portamento per anni ma forse a volte per qualche mese per correggere la postura di sfilata ribadendo che la classe e’ innata ci devi nascere e non essere una manichino da sfilata perche’ devi creare vita al vestito che indossi. 

IL TALENTO E LA BELLEZZA POSSONO BASTARE?

Diciamo che sono un ottimo connubio che si completa anche con la fortuna ovviamente la bellezza nel campo moda influisce molto se no non parleremmo del bello Moda!

Possiamo sostenere che un individuo meno bello si puo’ completare indossando un capo che la abbellisca ma la personalità o la hai o non l’hai

Io sono consapevole dei miei limiti estetici , ma il giusto outfit e la personalità, come accennato prima, valgono più della fredda bellezza

Mi RACCONTI UN INEDITO CHE RICORDI COL SORRISO

Diciamo che non ho molti aneddoti particolari posso solo sostenere che a volte mi viene da sorridere quando arrivo su alcuni set fotografici e ci sono alcuni fotografi imbarazzati all’inizio per scattare qualche foto e sono io che li devo tranquillizzare.

Un bellissimo aneddoto che ricordo con emozione è quando conobbi Giovanni Gastel che quando mi vide la prima volta mi disse per mettermi a mio agio “NON SEI COSI’ VECCHIO COME APPARI IN ALCUNE FOTO” accostando il braccio sulla mia spalla.

Poi con qualche sua battuta rassicurante e il sorriso mi mise nella condizione migliore per essere fotografato.

Ricordo ancora il primo scatto di prova che fece, per il secondo mi spiegò, posizionandomi personalmente quale fosse il mio lato migliore ,  di quel servizio scegliemmo 2 foto che mi regalò insieme ad un suo libro dicendosi disponibile per un secondo intro per concordare la presenza di questi scatti in una futura mostra. Scoprire il sabato successivo , quando avrei dovuto incontrarlo ,appresi della sua scomparsa , inutile dirvi che fu un colpo all’anima anche se conosciuto da poco…non voglio pensare a tutti i suoi collaboratori e amici come possano essersi sentiti.

Una cosa è certa: :manchera’ all’ arte.

SE DOVESSI PARLARE CON GRANDI DEL PASSATO

Beh sicuramente l’estro e la pazzia di Salvador Dali’ ed Andy Warhol che hanno rivoluzionato a livello Artistico le leggi della fotografia e della pittura.

COSA PENSO DELLA MODA?

Che sia un mezzo inconscio  per raccontare un’epoca e in questo suo ruolo trova come splendida compagna di viaggio l’Arte.

Grazie per la piacevole chiacchierata

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Gabriella Chiarappa, Fashion Manager

Gabriella Chiarappa

Gabriella Chiarappa , fashion manager, presentatrice, giornalista, brand ambassador e creatrice  Le Salon de la mode.

Lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi rispondendo alle nostre domande.

Primo incontro con la moda? 

Sinceramente penso da bambina, pur appartenendo ad una famiglia umile, mia nonna era una grande sarta lavorava per grandi Maison, bravissima, nella cura dei dettagli era maniacale. Poi nel lavoro è stato un caso anche se in realtà credo che era scritto in una pergamena segreta. La verità è che le cose accadono quando le desideri realmente ma con rispetto e non con pretesa. Sono stata catapultata in un’Accademia di moda e poi un’evoluzione…ed oggi sono qui a parlarne.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Il talento è un elemento rilevante dopo questo però c’è la preparazione e la disciplina, di certo, nel momento in cui si scopre che il proprio futuro è questo è importante iniziare a studiare.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Viverla è importante come è importante ascoltare i racconti di chi ha avuto la fortuna di lavorare con i grandi della moda, studiarla direi proprio di si. Quindi un mix di tutto questo per parlarne con attendibilità

Quando hai iniziato a trasformare la tua passione per la moda in lavoro?

Quando ho conosciuto il grande manager del luxury Stefano Rocca: i suoi racconti, la sua competenza, la sua professionalità e la sua tenacia mi hanno talmente affascinato da convincermi ad abbandonare dopo poco tempo il mio ruolo dirigenziale in Accademia.

In contemporanea ho pensato “Voglio creare una mia organizzazione.

Un’organizzazione che è nata nel 2014 con Le Salon de la Mode, la quale promuove il Made in Italy in Italia e nel mondo, ed è in grande ascesa.

Che differenza c’è di percezione tra la moda vissuta al Sud e al Nord?

L’Italia è un Paese meraviglioso perché vario, si tende quindi a seguire le tendenze e gli insegnamenti mutevoli di una moda in continuo cambiamento. Le differenze tra nord e sud non sono una novità, sono dovute alle differenze culturali

Perché non esistono più le TOP?

Semplicemente perché il mondo è cambiato, sono cambiati i canoni estetici del fashion system, le nuove testimonial di bellezza sono molto più raggiungibili, come le attrici, le cantanti top, le influencer. Senza alcun dubbio le top model degli anni ’90 hanno lasciato un segno indelebile nella società e non solo nella moda.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un ricordo da bambina, che mi riporta il sorriso e di quando cantavo con il mio papà, ho sempre amato cantare, era divertente farlo con il mio babbo che suonava la chitarra, facevo dei mini concerti in family.  In seguito ho studiato canto jazz e devo dire che mi manca molto la musica, anche se ho portato avanti l’altra mia passione la conduzione tv e il giornalismo.  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Molto, credo che la rivoluzione dei Social Media nella Fashion Industry, sia diventato un vero vantaggio competitivo per le aziende. Instagram è sicuramente uno dei canali pubblicitari più utilizzati dalle aziende di moda per raggiungere il proprio target, perché gli instagrammer fashion-addicted sono tra i più assidui utilizzatori di questo social media.

Che cosa è per te la moda?

La moda è un’arte ed è sempre stata innata in me. L’arte attraverso la quale è possibile esprimere se stessi, il proprio umore, le proprie sensazioni, il proprio ego, credo che la moda sia un modo per poter esprimere la propria personalità. La moda mi diverte: la vedo e la vivo, amo il suo essere, piena di tradizione e novità, perfetta per chi ama sorprendere e sorprendersi.

In sintesi il mio mondo, fatto di alti e bassi e pieno di sorprese

Chiaramente se si parla del mio lavoro potrei scriverti un libro.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perché?

Se potessi fare un salto nel passato, con la macchina del tempo, incontrerei ed intervisterei Audrey Hepburn, la sua eleganza discreta e il suo stile impeccabile, mi hanno affascinato sin da piccola.

Una donna elegante e sofisticata, maestra nel creare outfit semplici che non hanno tempo né età.    

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Negli ultimi dieci anni c’è stata una grande rivoluzione, se una volta il pubbliredazionale era ben individuabile all’interno del giornale, ora non lo è più.  

Ci sono tremila esempi di cambiamenti che potrei fare, come il potenziamento delle riviste web.

Poi i blog sono diventati “lifestyle magazine” e i blogger stessi – quelli sopravvissuti all’implacabile selezione naturale – “influencer”, in un vorticoso ridefinirsi dei ruoli tuttora in mutamento.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

il mondo della moda rispetto al passato si è sensibilizzato fortemente sotto questo punto di vista. L’ambiente dell’“Haute Couture” ha cominciato a porsi qualche interrogativo sull’impatto che i modelli proposti potevano avere verso i più giovani. Per contrastare questa tendenza si è rivelato particolarmente utile l’outing di alcune modelle e modelli famosi, che hanno rivelato la loro lotta contro l’anoressia.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”?

Il mio pensiero a riguardo è decisamente positivo, sono sempre stata convinta che la moda fosse di tutti e che fosse profondamente sbagliato relegare le creazioni solo taglia 40 o 42.

Nel mondo ci sono donne meravigliose e ogni donna ha il diritto di essere rappresentata dalla moda e non esserne esclusa. Ricordo inoltre che ci sono aziende di moda che da anni indirizzano i loro prodotti a donne curvy come: (Marina Rinaldi, Elena Mirò) e, proprio qui in Italia, esistono agenzie di moda completamente dedicata alle donne curvy.

Grazie per il tempo a noi dedicato

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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ArteAttualitàModa

Fondazione Mazzoleni presenta: ART on BAG Collection.

ART on BAG

Non solo arte, ma tutto ciò che è bellezzacultura a sostegno del sociale,

molto più di uno slogan… è la mission, il pilastro che sostiene gli scopi e motiva gli obiettivi della Fondazione Mazzoleni.


In un’opera d’arte è’ l’insieme dei colori a “dare vita” alle emozioni e quando i materiali e i pennelli cedono il posto alla forza del pensiero e alle idee di persone che condividono gli stessi valori e gli stessi scopi ecco che nascono progetti ambiziosi come vuole essere Art on Bag Collection.


 

…Se non puoi visitare una mostra d’arte, sarà l’arte, indossata, a farsi notare per le strade del mondo!!!

Fondazione Mazzoleni ha deciso di stampare sulle bags opere di artisti emergenti e di autori affermati in edizioni limitate. 

Le bags una volta indossate diventano delle in pratica una sorta di  “mostre itineranti” e un giorno, il solo appenderle ad una parete diventerà una nuova forma, inusuale, ma “innovativa” di avere la propria collezione privata.

La mission di Art on Bag Collection ribadisce i valori e gli obiettivi della Fondazione Mazzoleni: semplicità, innovazione, eco sostenibilità, valorizzazione degli artisti, non è un caso che una parte dei proventi delle vendite verrà devoluta per creare borse di studio per gli artisti giovani e promettenti e al sostegno sociale.

Le bags saranno in materiali eco sostenibili, la stampa sarà digitale con colori ad acqua, tutte le lavorazioni di applicazione sigilli e cuciture sono eseguiti in Italia;

Il primo “case history” di Bag certificata e autentica utilizzando un sistema brevettato abbinato ad un “Sigillo” che renderà le  Bags non contraffabili e che interrogato con il semplice avvicinamento di un cellulare si potranno ottenere informazioni sul progetto ARTonBAG, dell’opera e dell’artista!

I pezzi saranno identificabili anche nel tempo e numerati per ogni singola collezione, il sistema consentirà di certificare la proprietà una volta effettuata la registrazione e il possessore della bag avrà un suo pin e password per agire all’interno dell’area riservata nel sito o utilizzando la app di Myuniqo.

Web site

www.fondazionemazzoleni.com

Instagram: artonbag_

Facebook: Artonbag_

Contatti:

  artonbag@fondazionemazzoleni.com

+39 035 511784

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Alessandra Luporini: la moda è un intreccio tra arte e design.

Alessandra Luporini

Classe 1982 metà lucchese metà milanese e oggi felicemente sposata e molto mamma in Veneto.

Liceo linguistico, anche se voleva fare l’artistico ma sua madre temeva in future cattive abitudini che poi, dice, aver preso lo stesso…

Polimoda Firenze..stage Gibo ex produttori di Haute Couture. Da Hussey Chalayan a Victor & Rolf 

Nata e cresciuta nell’azienda di abbigliamento e confezioni di famiglia, forse fu“battezzata” dal pittore Gianfalco Masini in un quadro in cui la ritrasse all’età di 3 anni circa seduta per terra in mezzo a abiti tessuti e cravatte …a da li inevitabilmente  la scintilla.

Conosciamo meglio Alessandra Luporini alla quale abbiamo fatto qualche domanda :

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Se penso alle esibizioni che facevano i grandi stilisti un’epoca fa posso dire che sulle passerelle sfilava il talento …la massima espressione della loro creatività visionaria  in tempi in cui anche la crudissima politica poteva ispirare.

Oggi lo studio è  fondamentale e basilare …dall’uso perfetto di lavorare tramite pc ..le app e i social ( non so voi ma a me manca terribilmente usare la penna per scrivere, tanto che accanto al Mac metto ugualmente un foglio con una penna dove scrivo la parola chiave o il titolo )allo studio marketing, alla perfezione del figurino , alla conoscenza dell’arte e tanti altri aspetti che un preparatissimo stilista deve avere…quindi potrei dire che ieri si applaudiva il talento oggi lo studio e il talento.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata? 

Per poter parlare di moda come la interpreto io bisogna averla vissuta.. io la sento e la vedo come una intuizione..poterla studiare è una bellissima fortuna ..

Perché non esistono più le TOP ?

Le Top model bellissime perfette inarrivabili..mondo inaccessibile ..ecco la parola Inaccessibile…oggi viviamo nell ‘opposto tutto assurdamente ACCESSIBILE!

Quindi quel bello che faceva sognare oggi puoi vedere anche quante volte va al bagno.

Politically correct..spero che abbiate tutti guardato i classici Disney perché anche loro hanno dovuto pagare il caro prezzo di essere accessibili e contemporanei con la censura. 

Oggi le top model siamo noi …grazie ai selfie e ai filtri pazzeschi di ig ..tanto fortunate a poterne usufruire …:-) Citerei comunque Irina Shayk, le sorelle Hadid, le nostre bellissime italiane Mariacarla Boscono e Vittoria Ceretti.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Parigi ultima sfilata di Valentino Garavani … dovevamo trovare il modo di entrare ..non potevamo perdercela…riuscimmo ad intrufolarci ( io e il mio migliore amico 190 Brad Pitt con i capelli lunghi al tempo …i nostri look erano da passerella perfettamente in stile Parigi snob fashion week ) ..insomma si entra …. Vediamo 2 posti in prima fila ancora vuoti e con molte arie ci sediamo e strappiamo violentemente ma con grande classe i nomi assegnati Elle Australia  ..inizia la sfilata indimenticabile …adrenalinica …. Da quanto siamo stati credibili ci ha intervistati anche Jo Squillo ….che tempi e che ridere ogni volta che ci penso …fu emozionante …

Quando hai iniziato a scrivere ?

Innanzitutto nn sono una scrittrice mi definisco una creativa… diciamo che gli articoli che ho scritto non sono articoli ma mie creazioni …

Al momento sto scrivendo per il magazine PianoPrimo di Lovethesign sezione design, moda e arte. Quando mi immergo in un progetto come nei miei articoli cerco sempre di mandare un messaggio che possa suscitare nel lettore emozioni ma anche senso di appartenenza all’idea o alla proposta . 

Adoro circondarmi di persone creative e di artisti sono intuitiva li annuso e ne traggo ispirazioni e vibrazioni che mi aprono la mente per idee, collaborazioni e connessioni.

Quanto contano i social oggi nel mondo ?

Fondamentali per strategie marketing e economia modiale… le influencer sono delle campagne pubblicitarie che camminano e arrivano più lontano…noi stessi quando facciamo shopping e lo postiamo sui social facciamo pubblicità … per quanto riguarda il lato umano se ben usati possono aiutare a creare una buona immagine sociale e ampliare le conoscenze…sono anche un modo per esprimere il proprio stato d’animo condividendo foto o frasi… e non sentirsi troppo soli…se pensiamo a questo ultimo anno se nn avessimo avuto ig o Facebook o le video chiamate. 

Ci sono anche i lati negativi dei social ma preferisco continuare con tono positivo  ..

Che cos’è per te la moda?

Per me la moda è un’espressione artistica del proprio io e non solo uno strumento commerciale privo di contenuti.

La moda è un intreccio tra arte e design ..la moda è la bellezza …la moda è l’attitudine e lo charme ..la moda è la storia …le persone che hanno fatto moda…la moda è il cinema …e la musica…la moda sono le fotografie di mia nonna quando andava al festival di San Remo con degli abiti pazzeschi ( fra le mie preferite quella con Grace Johns Aveva un abito di piume ) .

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Forse con Maria Antonietta quella di Sofia Coppola però…o con Leonardo Da Vinci…vi immaginate come sarebbe parlare con un genio poeta illuminato visionario?!

E con Freddy Mercury ..parleremo per ore di gatti suonando il piano..

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Credo ci sia stato un grande cambiamento nella proposta e nella comunicazione e grazie all’editoria di settore il canale è diventato più diretto e accessibile. 

“L’editore è molto simile al produttore cinematografico e musicale, ma deve fare in modo che il prodotto finale abbia precise caratteristiche, uno stile, una filosofia.”

Cos’è per te l’arte, e quando si incontra con il design?

L’arte è bellezza, armonia, l’espressione più profonda dei desideri, pensieri, passioni e sentimenti e come tale, regala emozioni a chiunque la osservi e soprattutto a coloro che scelgono di averla nel proprio spazio quotidiano perché nulla completa un’abitazione come un’opera artistica.

Collaborazione con il Digital Artist Mauro Moriconi

Arte e il design appartengono a due mondi apparentemente distinti, che in molti casi però si sovrappongono e si influenzano l’uno con l’altro.

Credo che l’obbiettivo sia creare  un ecosistema in cui design e arte si valorizzano a vicenda, proporre la convivenza di pezzi d’arredo e opere d’arte.

Grazie per il tempo a noi dedicato .

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Moda

La parola passa alla Sposa: Maison Stefano Blandaleone

Stefano Blandaleone

La Maison Blandaleone si ispira da sempre alla migliore tradizione dell’Alta Moda Sposa Italiana.

Abbiamo intervistato il Fondatore Stefano Blandaleone per conoscere meglio il percorso che lo ha portato ad essere uno dei brand più conosciuti nel settore.

Primo incontro con la moda ?

Il mio primo incontro con la moda è avvenuto prestissimo! Ho manifestato sin da subito grande interesse verso il bello in senso assoluto. Moda, arte, design sono mondi che hanno da sempre calamitato la mia attenzione! Sin da ragazzino amavo andare a Milano e girare per le vie del quadrilatero della moda, entrare nelle boutique e respirare quell’aria che poi ha fortemente caratterizzato il mio percorso professionale! 

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?

Io penso che la moda sia qualcosa che si debba avere dentro. Il talento è fondamentale. La sensibilità verso il bello, l’armonia delle forme è qualcosa che deve necessariamente far parte del proprio dna. Certo poi lo studio può aiutare a migliorare ed amplificare.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Io credo sia necessario viverla quotidianamente. Io ad esempio nei miei trunk show amo incontrare le mie spose e studiare sempre come migliorare in assoluto la bellezza dei miei abiti. Vivo la moda ed il design tutti i giorni ed in ogni singolo momento. Mi ricordo che al liceo mi chiamavano l’esteta. La moda era già dentro di me! 

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Da tutto. Dall’arte in particolare, dal design e da quel concetto di bellezza che che caratterizza la mia anima! Prendo ispirazione anche dalle mie spose che voglio assolutamente bellissime. Il concetto di grande bellezza e di armonia vive nella mia sensibilità e mi guida come una stella cometa! 

Il mondo dell’abito da sposa, è un mondo a parte rispetto alla moda intesa come “classica” ci elenchi 3 fondamentali differenze ?

Beh la differenza è immensa!

Più che parlare di differenze direi che nel matrimonio siamo proprio in una dimensione diversa! 

Qui andiamo a vestire una donna in un giorno unico, irripetibile.

Il matrimonio è l’evento in assoluto per ogni donna e l’attenzione che ne deriva è assoluta ed imparagonabile.

Perché non esistono più le TOP, nel mondo della sposa , sono mai esistite  ?

No le top nel nostro mondo non sono mai esistite.

Qui parla l’abito. Naturalmente occorre scegliere delle modelle che siano in grado di amplificare e valorizzare la bellezza delle creazioni.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ne ricordo tanti! Certamente i sorrisi delle mie spose e dei loro familiari quando si sceglie l’abito. Ma anche la commozione nell’ammirare le mie collezioni manifestata dalle titolari degli atelier!

Vivo una favola quotidiana ed è bellissimo! 

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social oggi sono fondamentali! Ti permettono di arrivare direttamente alla sposa e di creare un rapporto personale oltre a quello professionale.

Che cosa è per te la moda?

La moda per me è tutto. È la mia passione e ragione di vita al tempo stesso. 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire ?

Mi piacerebbe interagire con Leonardo da Vinci. Un uomo geniale ed un faro per l’umanità.

Amo di Leonardo la sua poliedricità! Un vero genio qualunque tematica affrontasse! 

Cosa pensi dell’editoria di settore?

L’editoria del nostro settore è molto importante per permettere alle future spose di entrare in questo mondo. Certo il settore deve tener conto dell’ avvento della digitalizzazione e quindi affidarsi alla carta non basta più.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?

Scaricare le motivazioni di questa grave patologia solo ed esclusivamente sul mondo della moda sia ingiusto. Certamente certi modelli di bellezza possono aver creato disagi in talune persone. Io penso che oggi si debba parlare più di cura del proprio corpo abbinata ad una corretta alimentazione e corretto stile di vita!

Naturalmente le modelle rimarranno con le caratteristiche che vediamo per valorizzare al meglio i capi indossati ma non devono assolutamente rappresentare un modello assoluto di bellezza.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

Io non credo nella classificazione del fenomeno e sinceramente non mi piace. Ogni donna deve stare bene con se stessa. Punto.

Io ho vestito fantastiche spose per le quali ho realizzato degli abiti su misura ed è sempre stata un’esperienza meravigliosa. La bellezza della vita sta nell’accettare le proprie specificità e viverle comunque con gioia e positività! 

Grazie per il tempo che ci hai dedicato

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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LussoModa

CHRISTIAN LOUBOUTIN: SCARPE DA SOGNO

CHRISTIAN LABOUTIN

E’ semplicemente pronunciando il suo nome, quello di Christian Laboutin, che qualsiasi donna si sente immediatamente catapultata in un sogno, una sorta di richiamo alla sua immaginaria idea di seduzione, lusso e power femminile. Si, perché non appare esagerato dichiarare che, indossando le sue creazioni, la donna si sente investita di una specie di super potere che la rende conscia del suo fascino e quasi padrona del mondo.

Nato a Parigi nel 1964, Laboutin, già in età adolescenziale, propone la vendita dei suoi disegni alle scuole di ballo piu’famose della sua città, fino ad arrivare al Folies Bèrges, dove si ritrova pero’ a svolgere un lavoro di umile aiutante. Negli diventa stilista di Chanel, Yves Saint Laurent e Dior, ma la vera svolta sopraggiunge negli anni ’90, quando dà vita ad una decoltè preziosa, altissima che in breve diviene protagonista dell’alta moda. Ma, rispetto agli stilisti a lui contemporanei, sente frustrazione, in quanto ancora distante dall’apice del successo.

Finchè nel 1992, in un gesto d’impeto creativo, getta una boccetta di smalto rosso sulla suola delle sue scarpe e, quasi inconsapevolmente, dà vita a quella caratteristica che, piu’ in là diventerà iconica, ossia la suola rossa di Christian Laboutin, inneggiandolo nella storia della cultura della moda.

Da quel momento, la sua avanzata quale stilista è inarrestabile; inizia collaborazioni con Lanvin e Alexander Mc Queen, fino a vestire i piedi di star internazionali quali Madonna, Lady Gaga, Kate Moss e Catherine Deneuve.

Le sue opere creative dalla suola rossa diventano ambite dalle celebrities e da star della portata di Victoria Beckam, Dita Von Teese, Blake Lively, fino alla cantante Jennifer Lopez, che lo innalza a simbolo del potere femminile.

Il modello che lo ha consacrato re nel panorama globale delle calzature è sicuramente il Pigalle, il piu’ sfoggiato e adorato: una decolletè dalla punta sfilata, lo stiletto altissimo e l’immancabile suola rossa, un classico che sfida il tempo rimanendo intramontabile e risolutiva per qualsiasi outfit.

Altro modello diventato cult è la pump So Kate, ispirata alla splendida modella Kate Moss, icona del fashion, dello stile androgino nonché dello scandalo, nota che fa da sfondo anche alla filosofia di Laboutin: si tratta di una decoltè sullo stile della Pigalle, ma resa piu’ leggera e affusolata, come lo richiedeva l’occasione del matrimonio della famosa star.

Ma Laboutin è fortemente noto anche per i suoi eccessi, e ne sono testimonianza le sue famose pump, quali la Lady Peep, dal maxi plateau e dalla punta stondata. La linea è semplice ma la vision finale è quella di una scarpa dal piglio grintoso, oserei dire aggressive. Tra le piu’desiderate quelle in vernice nei colori nero lacca e rosa nude.

Ma la sua estrema provocazione è indubbiamente rappresentata dalla Fetish Ballet Heels, cosiddetta Ballerina Ultima, indossata da Beyoncè in una delle sue performance: una scarpa quasi impossibile da indossare per la sua vertiginosità, come ammesso dallo stesso creatore.

Tra i modelli iconici omaggiati alle star è da annoverare The Blake, un sandalo di pelle in vernice e stringhe nei colori arcobaleno, con tacco stiletto, creato in onore dell’attrice Blake Lively, appassionata collezionatrice delle sue scarpe.

Negli ultimi anni Laboutin ha esteso le sue creazioni anche all’ambito delle cerimonie, dando vita a collezioni quali le Follie Strass, in cui il velo in tulle nel colore nude o in altre varianti è impreziosito da dettagli luminosi e scintillanti, conferendogli un fascino e una raffinatezza da sogno.

Christian Laboutin ha segnato un confine nella moda calzaturiera femminile. Dopo di lui, molte creazioni appaiono sue imitazioni; difficile dar vita a qualcosa di nuovo dopo che l’ardito parigino è riuscito a vestire il piede di ogni donna attraverso lacci, listini e scollature ridefinendone l’essenza e rendendolo un simbolo di audacia e sensualità. Quasi una sorta di formula magica, in cui la maestria di compendiare i tacchi vertiginosi, l’ultra glossy e la scollatura delle dita, crea un elisir capace di esaltare il piede femminile nelle sue forme sinuose, turbando e seducendo lo sguardo di chi lo osserva.

A cura di Claudia Grascia

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Moda

Moda: Intervista a Cheren Hesse Surfaro, Il Viaggio è nella testa

Cheren Hesse Surfaro

25 anni reggina di nascita, nella sua ultima collezione  “BaRock”, ha miscelato  abiti settecenteschi con il  Glam Rock.

La sua passione per la moda è nata grazie all’incontro con la musica che è la sua ispirazione,  il leitmotiv delle sue creazioni

Primo incontro con la moda ?

Il mio primo incontro con la moda è avvenuto circa dieci anni fa quando mi sono avvicinata al panorama musicale Punk, quello di vecchia scuola anni 90. Mi hanno attratto i colori sgargianti e la linea ribelle degli abiti che indossavano i performer del tempo.

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?

Mi piace rispondere a questa domanda con un mio motto: “La creativtà è l’arte del sapere.”

Col talento e la predisposizione ci si può nascere ma lo studio amplifica gli orizzonti.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Non per forza, basta anche seguirla bene. Un abito o una collezione stessa, se ben osservata, può essere sia vissuta che studiata.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

La musica assolutamente. Mi ha dato modo di capire come, nel corso degli anni, ha fatto sì che camminasse a braccetto con la “sorella” Moda e creare un unico legame iconografico chiamato stile.

Perché non esistono più le TOP ?

Penso che questo “annullamento” derivi dal fattore di ricerca. Oggi gli stilisti cercano più l’attitudine ed il  carattere che la bellezza oggettiva di una modella, forse per questo ci sono più model e meno Top.

 Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Risale al mio post laurea con la specialistica da intraprendere, quando una sera, mi trovai ad interloquire, al riguardo, con il mio manichino. Lascio a voi immaginare la risposta.

A cosa ti ispiri per le collezioni?

Per la mia prima collezione BaRock mi sono ispirata al barocco veneziano per quanto riguarda i tessuti dominanti; i tagli e la linea richiamano il Glam Rock londinese degli anni 70 per via delle piume e delle ecopelli. Il nome della linea è la radice del barocco e la desinenza dello stile trasgressivo.

La seconda collezione Urban Vibes è una capsule street che ripropone lo stile della scena hip hop di ghetto degli anni 90. Entrambi i generi musicali sono stati protagonisti negli ascolti della mia infanzia, ecco il perché di queste scelte mirate nelle mie attuali linee.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social contano molto in questo settore. Credo che abbiano sostituito il classico biglietto da visita. Sono più diretti e meno “invadenti”; tramite le pubblicazioni permettono di avere una panoramica quasi a 360 gradi del profilo utente.

Che cos’è per te la moda?

La moda per me è come il riflesso del mio specchio. La intendo come un alter ego o una espansione concreta della propria arte.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Più che andare indietro nel tempo spero di poter crescere nella mia carriera per poter incontrare e dialogare con Vivienne Westwood.

La adoro. Ha esordito come stylist dei Sex Pistols negli anni 70 e attualmente prosegue la sua carriera di stilista mantenendo quel mood punk londinese che tanto mi ha fatto innamorare della moda.

Adoro la coerenza delle sue collezioni e il suo stile personale.

 Cosa pensi dell’editoria di settore?

Penso che abbia cambiato la comunicazione rendendola più minimalista ma anche molto introspettiva e questo mi piace parecchio. Porta ad un viaggio nel cuore della moda, diretto, con molto trasporto, è molto più interattiva.

Forse mancava questo nei decenni passati.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

Si qualcosa è cambiato visto che ormai si bada alle attitudini più che al peso. Beth Ditto (voce del gruppo Gossip) è un esempio di cambiamento, anzi ne è stata proprio la testimonial.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

 Il fenomeno Curvy ha fatto sì che anche le donne con un fisico più esigente (vedi Beth Ditto) possano esprimere la loro femminilità con modelli e tessuti nuovi che valorizzano i punti di forza.

È stato un bene che sia nato poichè ogni donna tende ad avere spesso le proprie insicurezze legate al fisico; che sia asciutto o meno. Anche la Sophia Loren degli anni 50, oggi, potrebbe essere vista  come una curvy ma quanta bellezza aveva!

Bisognerebbe solo variare gli stereotipi di bellezza in una donna e guardare il vero potenziale che possiede per farla brillare anche con un fianco taglia 50.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato .

Cheren Hesse Surfaro

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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