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Cosa si nasconde dietro alle forbici di Marialuigia Minato.

Marialuigia Minato

Per un Hair stylist la parte più importante del corpo sono inevitabilmente le dita , è li che risiede il carisma di un artista della forbice come Marialuigia Minato, e pensare che una volta  i parrucchieri erano considerati poco più di niente, mentre oggi  molto è  affidato alla loro creatività per trasformare il look, e trovare il proprio stile e soprattutto il sorriso, perché piacersi è il primo tassello per affrontare al meglio la vita.

Uno dei punti di forza di Marialuigia  è il suo approccio innovativo e la naturale empatia che crea con chi decide di affidarsi a lei.

Riesce a comprendere sin da subito le necessità dei clienti, realizzando tagli appositamente studiati per esaltare la bellezza e la personalità di ciascuno, ma conditio sine qua non preservare la salute del capello.

La fantasia per un Hair styilist , sostiene Marialuigia ,non deve avere limiti.
Ma quello che realizza come taglio e colore, deve assolutamente  durare nel tempo per facilitare la gestione del capello nella vita di tutti i giorni.

Le piace dare un’attenzione particolare al taglio affinche tenga la sua forma anche quando il capello cresce.

E’ partita da zero, costruendo a poco a poco la sua reputazione e il giro di clienti .

Nasce da una famiglia di artisti, suo padre  antiquario , sua madre decoratrice, da loro  ha ereditato la passione per il bello.

Importantissimo per lei è la riservatezza, perché i veri protagonisti sono e devono rimanere  i clienti; lei preferisce restare dietro le quinte.

La predisposizione all’ascolto e l’attenzione verso il cliente è fondamentale , tanto quanto il non cercare di arrivare all’obiettivo più in fretta, ma di puntare alla perfezione quando si parla di taglio, perché quando dedichi attenzione e cura ad una persona, questo viene percepito ed apprezzato.

Per lei il  taglio è  la via maestra, ma subito dopo arriva  la colorazione che  spesso ha il compito di esaltarlo al meglio, ma senza esagerare , perché il capello va prima di tutto rispettato e poi curato laddove ce n’è sia necessità.

Per Marialuigia quando parliamo di taglio da una parte c’è la tecnica che si può apprendere e affinare nel tempo, dall’altra è fondamentale  una predisposizione caratteriale che ti spinge ad essere paziente e meticoloso e a comprendere le reali esigenze di chi ha di fronte ..
Per questo prima di prendere le forbici dedica molto tempo all’ascolto per capire quali sono i bisogni e i desideri dei clienti, tutto parte da li .

Ma il talento non basta  da solo,  frequentare l’Accademia Aldo Coppola di Milano che ancora oggi segue quando ci sono corsi di aggiornamento, le ha permesso di perfezionarsi e di rimanere sempre aggiornata.

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Modasalutespettacolo

Flavio, Hair Stylist, ti prende per la testa come nessuno fa!

flavio mammoletto

Un parrucchiere in primis cura, taglia i tuoi capelli ed è  è colui che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere oggi hair stylist  è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli.

Empaticamente interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello.

Conosciamo meglio Flavio Mammoletto, ma tutti lo conoscono semplicemente come Flavio,,Hair styilist con una lunga carriera alle spalle che lo ha portato a collaborare con i più importanti eventi nazionali e internazionali legati al mondo della moda e non solo…

Lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista per Wl-Magazine

Quando hai capito che sarebbe diventato da passione a professione?

Non avendo la passione di studiare (come quasi tutti da piccoli) il mio desiderio era istruttore sportivo.

Ma prima avrei dovuto raggiungere un diploma a quel punto ho ripiegato

Qual è il cliente più difficile ?

Non ci sono clienti difficili o clienti facili. i clienti sono tutti importanti poi ci sono situazioni lavorative che possono essere invece più impegnative.

Un aneddoto che ricordi col sorriso ?

Ricordo con piacere un aneddoto durante Open on Ice a Verona dove ho conosciuto il tenore Enrique Ferrer Il quale non voleva che ritornassi a casa.

Un altro ricordo piacevole è stato quando ho preparato la Giulia Salemi nella famosa uscita sul Red Carpet della quale tutta Italia parlò.

E sicuramente anche l’esperienza bellissima dello scorso anno dove ho avuto l’onore di fare il Red Carpet a Venezia.

Che formazione hai avuto ?

Inizialmente l’ accademia nazionale acconciatori misti a Mestre per poi proseguire in vari stage e formazione con aziende e stilisti internazionali

Come selezioni i tuoi collaboratori?

Voglia di fare voglia di imparare ed empatia

Cosa chiede più spesso un cliente quando si rivolge a te ?

Chiedono attenzione gli in quel momento, e di conseguenza avere un giusto taglio un giusto colore un qualcosa che gli dia soddisfazione

Grazie per il tempo a noi dedicato

NELLE MANI GIUSTE

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Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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AttualitàModasalute

Marialuigia Minato, professione Hair stylist.

Marialuigia Minato

Appartiene ad  una famiglia di artisti, suo padre era un noto antiquario di Asolo che con il suo talento sapeva trasformare oggetti antichi in capolavori di estrema bellezza.

Il restauro è l’arte legata al ridare la giusta luce a qualcosa che il tempo ha contribuito a rovinare , e  a ben vedere , fondamentalmente è quello che un Hair stylist fa con un suo cliente ..

Sua madre è una decoratrice su vasellame e tessuto.

Decorare un oggetto significa avere padronanza del colore, delle sfumature e dare libero sfogo alla creatività…

Da loro ha ereditato la passione per il bello e da questa sua passione innata è scaturito il suo personale percorso artistico ..

Conosciamo meglio Marialuigia Minato Hair stylist

Qual è il cliente più difficile?

Il cliente più difficile da trattare è quello che vuole un cambio di colore drastico in poco tempo, trascurando la salute del capello

Un aneddoto che ricordi col sorriso?

L’ incontro con Roberto Farruggia per essersi congratulato con me lodando il talento e le mie capacità.

Che formazione hai avuto?

Ho lavorato in diversi saloni di parrucchiera acquisendo diverse competenze nell’ambito professionale. 

L’arte vera e propria di trattare il capello la ho acquisita frequentando l’Accademia Aldo Coppola di Milano.

Ancora oggi sto frequentando i corsi che mi vengono proposti.

Un hair stylist, è diverso dal classico parrucchiere, infatti si tratta di una figura professionale dotata di ottime qualità sia pratiche, sia teoriche, in quanto ha la facoltà di tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze, per quanto concerne i tagli più glamour.

Il culto della bellezza è cambiato, forse merito della televisione, dei media e di internet, che ha trasformato il semplice parrucchiere  in un vero e proprio consulente di bellezza.

Se prima le signore andavano dal parrucchiere per fare la piega, oggi vanno dall’ hair stylist per ottenere un know-how tecnico fatto di trattamenti su misura.

E conoscere le ultime tendenze del mondo della moda e del beauty.

Le caratteristiche che non devono mancare in un Hair Stylist sono:

  • capacità di ascolto
  • creatività
  • fantasia
  • senso dell’estetica
  • propensione all’attività di impresa

Conditio sine qua non da non sotto valutare:

Deve instaurare con la propria clientela un rapporto di massima fiducia ma anche di massima riservatezza

In conclusione, l’ hair stylist è una figura di riferimento che ci permette di stare bene e questo basta a rendere di buon umore!

Marialuigia Minato Selezionata da Tiziana Noia ideatrice dell’evento e Flavio Barbiere Hair stylist internazionale e resposabile reparto “Trucco & Parrucco” dell’evento

sarà presente alla quarta edizione Paillettes Sorridenti a Jesolo sabato 18 Settembre 2021.

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Attualitàsalute

Covid: nasce Mitiga, la rivoluzione in un’App tutta italiana

App Mitiga

Mitiga ,start up rivoluzionaria –tutta italiana ,la prima APP che consentirà di partecipare agli eventi pubblici in sicurezza e che sarà attiva dalla prossima settimana. ( 18 / 23 Gennaio 2021)

L’obiettivo è quello di portare questa innovazione in tutta Italia, per rendere i luoghi di aggregazione più controllati e sicuri ( Università, scuole, stadi , musei , cinema , teatri , palestre , ristoranti, centri commerciali ecc).

Grazie all’APP  Mitiga sarà possibile identificare lo stato di negatività dell’utente in relazione al virus Covid 19 mettendone in evidenza l’eventuale vaccinazione o i risultati di un test rapido o molecolare, tramite scansione di QR Code.

Come funziona?

Farmacie o laboratori di analisi convenzionati e gli stessi cittadini avranno la possibilità ,una volta effettuata la vaccinazione o il test molecolare o antigenico rapido di registrare il risultato negativo sulla piattaforma di Mitiga. Il sistema automaticamente genererà un QR CODE identificativo.

Semplice no ?

Con questo sistema si potrà accedere nei luoghi più a rischio di contagio con maggiore tranquillità e controllo e senza il vincolo di portare con se tessere o certificati. Se siete curiosi date un’occhiata al sito

www.mitigaitalia.com

Articolo segnalato da www.beatricegiglicommunication.com —

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AttualitàFoto del Giornosalute

Manuela Mapelli, Nutrizionista

Manuela Mapelli

Manuela Mapelli laureta in Scienze dell’Alimentazione a Milano nel febbraio 2010 ed ha proseguito con la specializzazione magistrale in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione, laureandosi a pieni voti presso la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Statale di Milano nel dicembre 2011.

Specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare presso l’unità di Psichiatria dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano, facendo uno studio intitolato: Biologia Fisiologia Modellistica della Nutrizione Umana in soggetti con DCA”, oggetto di tesi.

www.manuelamapellinutrizionista.it

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Attualitàsalute

“L’ombra della candela”: Dodici Barlumi di Psicologia”

L’ombra della candela

“L’ombra della candela”: Dodici Barlumi di Psicologia” da un’idea di Monica Dimonte in collaborazione con Alessandro Fornaro

Sotto la luce viva e calda della psicologia illumineremo quelle zone d’ombra della mente e della  vita che rendono più complicate la relazione, in particolare tra uomo e donna.

Saranno 12 puntate in cui approfondiranno psicologicamente 12 argomenti selezionati tra i tanti che suscitano la  curiosità più intensa…ed il bisogno di risposte più profonde.

Gli appuntamenti sono:

– ogni Lunedì alle 20:30 sulla pagina FB “dott. Monica Dimonte”,

profilo Instagram “monica.dimonte”,

sul  canale YouTube “Monica Dimonte

sulla pagina “WL Magazine” e sulla piattaforma www.wl-magazine.it

Ogni Venerdì, dalle 07:30 alle 08:30, diretta sulla  pagina FB  dott. Monica Dimonte  verrà discusso l’argomento proposto nella rubrica del lunedì precedente.

Psicologa e psicoterapeuta, nata a Bari, classe 1964. Libera professionista dal 1994, si dedica alla psicologia clinica con particolare attenzione all’approccio alla violenza in ambito evolutivo (bullismo, cyberbullismo, ecc…) e alla violenza di genere.

Componente del direttivo di più associazioni impegnate nella sensibilizzazione psicologica del territorio, tra queste SIPAP e Andromeda, è attiva in numerosi progetti che si occupano di pevenzione e di violenza, con un focus particolare sullo studio del profilo dell’aggressore e della vittima. È ideatrice/autrice del progetto PMPVS – Prevention and Management of Potentially Violent Subject, in collaborazione con l’associazione Andromeda e la Croce Rossa Italiana sez. Provincia di Padova.

Premiata nel 2016 dalla Croce Rossa Italiana per la sensibilità dimostrata nel sostenere le donne vittime di violenza.

Il 25 novembre 2020 ha presentato il suo primo libro : 12 Ore per vivere o morire, un romanzo che parla della violenza di genere,

farmacista e giornalista scientifico

responsabile editoriale della testata Nuovo Collegamento, rivista distribuita a tutte le farmacie italiane e organo ufficiale dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar)

ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica  #Salute on air su www.radiowellness.it

docente di corsi per l’educazione continua in medicina (Ecm) rivolti a farmacisti

consulente per la comunicazione della Farmacia Piccinelli di Treviglio (Big)

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ArteAttualitàsalute

NI.ART.GALLERY: Nicoletta, il sorriso di chi non si arrende…

niartgallery

Nicoletta, ha 30 anni ed un anno fa ha scoperto di avere un tumore al seno metastatico.

Ha iniziato un progetto, con il nome di @ni.art.gallery, di vendita quadri, felpe e T-shirt e parte del ricavato lo devolve alla Fondazione IEO-CCM (dove è in cura) per la ricerca sul tumore al seno.

“Dietro ogni quadro c’è la sua storia. Una storia che ha 30 anni, di cui 29 trascorsi nel mondo della moda tra sogno e realtà.

L’ultimo anno trasformato in un inaspettato incubo da una diagnosi:

“Tumore al seno”.

Una diagnosi che ha inevitabilmente cambiato il suo modo di vedere e vivere la vita , senza però rubarle il suo splendido sorriso

Attraverso il potere del colore  che utilizza nel dipingere vuole comunicare al mondo che la vita, qualsiasi cosa accada, merita di essere vissuta a colori.

Marchigiana ma , Milanese  di adozione, si è trasferita nella metropoli lombarda  undici anni fa per frequentare l’Istituto Marangoni.

Il suo sogno da sempre è stato  lavorare nel mondo della moda , sogno realizzato ; disegnava scarpe per Maison come Chloè ed Etro.

Poi arriva inaspettata come un fulmine a ciel sereno  quella maledetta diagnosi:

Una prima diagnosi parla di calcinoma al senso, la seconda di Tumore, e senza neanche avere il tempo per capire cosa stesse accadendo, la sua vita passa dalla Moda all’ospedale

Aveva una massa non localizzata in un solo punto, quindi non operabile.

Inizia il suo lungo percorso allo IEO, Istituto Europeo di Oncologia e qui trova il supporto di un team di oncologhe donne che le danno la forza di andare avanti.

Il suo primo ingresso  allo IEO  nella disperazione più totale, è per incontrare la Dottoressa Oncologa Manuelita Mazza. 

La dottoressa la guarda negli occhi e le dice ;”sei una splendida ragazza, sembri Elettra Lamborghini, devi farcela”.

Le lacrime solcano il volto di Nicoletta, ma il sorriso vince ancora una volta  , e con il dubbio nell’anima inizia il suo percorso fatto di terapie, tac, pet, analisi, ecografie, tutto ripetuto ciclicamente, mensilmente, cadenzato all’infinito.

Tutt’ora sta facendo la chemio, non sa quando e come finirà ma  è riuscita a trovare un senso a tutto questo.

La voglia di aiutare chi si trova nella sua stessa situazione , e sensibilizzare le ragazze al tema della prevenzione.

Durante il periodo del primo Lockdown, trascorso  a Milano,  era positiva al Covid,  per tenere la mente occupata, ha deciso di iniziare a dipingere, scoprendo che il binomio mano pennello era in grado di allontanare i pensieri negativi.

Da un primo  quadro poi è arrivato il secondo , il terzo, e così via… e così è iniziata la vendita e raccolta fondi per la ricerca.


Il soggetto ricorrente nei suoi dipinti  è la Madonna , una Madonna appositamente senza volto, per lasciare agli occhi di chi guarda la libertà di riconoscere, associare e collegare il significato che appartiene loro .

Da quadro a ricamo, l’immagine della Madonna migra, da tela a stoffa, e si trasforma dando vita a
felpe e t-shirt in materiali riciclati e Bio, così diventa più facile aiutare la Fondazione IEO-CCM (Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino) per la ricerca sul tumore al seno.

Abbiamo posto una sola domanda a Nicoletta

“Qual è il messaggio che vuoi far emergere?

“La gioia di vivere a colori.

Sono i colori a trasmettere quell’energia di cui tutti abbiamo bisogno.

.“Non sono mai stata così felice come in questo momento della vita.
Felice di fare qualcosa di veramente utile, di mettere la mia storia a disposizione e di sdoganare un tema visto come un tabù.”

Se volete scoprire il mondo di Nicoletta questi sono i suoi riferimenti

NI.ART.GALLERY  NICOLETTASARACCO  www.niartgallery.com

La storia di Nicoletta ci è stata segnalata da Beatrice Gigli

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ArticoliAttualitàsalute

PANDEMIA O SINDEMIA? a cura di Alessandro Fornaro

Alessandro Fornaro

La differenza non è solo semantica, ma comporta l’adozione di approcci differenti: le pandemie si combattono con il solo distanziamento, mentre le sindemie con cura, prevenzione e misure sociali

La notizia è dirompente. Il direttore di The Lancet, forse la più quotata rivista scientifica, lo scorso 26 settembre ha pubblicato un editoriale nel quale afferma che non si tratta di pandemia, bensì di una sindemia, ovvero una situazione nella quale corrono su piani diversi il contagio dal virus e altre condizioni di salute come le malattie croniche e sociali che si sono dimostrati fattori determinanti per l’esito dell’infezione.

In effetti, questa pandemia viaggia su due livelli diversi e richiederebbe due approcci differenti.

Da un lato, c’è un virus, il Sars cov-2, che non se andrà facilmente e da pandemico diventerà, prima o poi, endemico.

C‘è poi una malattia che colpisce il 10% circa dei contagiati da questo virus e si chiama sindrome Covid-19. Alcuni tra questi, e in particolare le persone più deboli di salute e più disagiate socialmente, si ammalano gravemente.

Ora, la forma mentis di chi ha una formazione scientifica dovrebbe portare a pensare che le misure debbano essere tese a ridurre la percentuale di chi si ammala (prevenzione) e a ristabilire i malati (cura).

Di cura si tende a parlare il meno possibile e il protocollo preparato per i medici di medicina generale è imbarazzante. In pratica si limita ad utilizzo di farmaci sintomatici per controllare la febbre e i dolori e nulla di più. E’ un protocollo, anche a detta di molti e dici, che anzichè aiutarli, limita il loro campo d’azione.

Veniamo allora alla prevenzione. Questa si può affrontare in 4 modi differenti e complementari tra loro:

– distanziamento sociale

– vaccino

– rafforzamento difese immunitarie

– lotta alle malattie croniche.

Fino ad oggi, ci si è concentrati solo sui primi due, ignorando completamente i due punti successivi. A quando un cambio di passo? A quando un maggiore coinvolgimento di medici e farmacisti in ambito di prevenzione individuale e personalizzata?

Nel mio piccolo, da giornalista scientifico e da farmacista, nutro una grande fiducia nella ricerca farmacologica. Quello che in questi mesi mi ha destabilizzato è vedere dare poco peso ai farmaci e alla ricerca che su di essi è stata condotta. Troppo spesso si sono sbrigativamente marchiate come “inneficaci” molecole che avevano Pur dato risultati incoraggianti e che, semmai, avrebbero richiesto ulteriori studi prima di essere riposte nei cassetti.

Si è invece preferita una risposta quasi esclusivamente impositiva a livello di libertà individuali a un problema di salute pubblica.

Le due cose possono viaggiare in parallelo, l’ho detto prima e lo ripeto per essere frainteso. Tuttavia è stata troppo blanda la ricerca di una risposta incentrata su una coraggiosa sperimentazione dei farmaci che già abbiamo a disposizione.

Mi sarei aspettato, lo dico con molta ingenuità e senza polemica alcuna, che non si tornasse indietro rispetto a due concetti che credevo acquisiti: le libertà individuali non si toccano e le malattie si affrontano con i farmaci.

Invece, adeguate terapie domiciliari non sono state individuate e quelle ospedaliere non sono ancora standardizzate e omologate. Limitare i contagi è, per adesso, l’unica soluzione. Una soluzione necessaria, va detto a gran voce, difendendo e rispettando le misure di distanziamento sociale che rallentano la trasmissione del virus. Il virus circola molto rapidamente ed è molto pericoloso. Tuttavia si è preso un indirizzo esclusivamente epidemiologico, ovvero di contenimento dei contagi, a discapito di un approccio medico, ovvero di cura della malattia.

Non mi aspetto che Conte ragioni in termini di ricerca farmacologica e miglioramento rapido del servizio sanitario territoriale: è un avvocato, ha altre competenze e un altro approccio mentale. Lo stesso vale per i ministri del suo governo. Mi stupisce, invece, che gli scienziati del Comitato Tecnico Scientifico siano più convinti del governo rispetto al peso delle misure restrittive e delle limitazioni. Mi stupisce, in particolare, che non insistano su misure tese a riformare la sanità pubblica per rispondere al meglio alla malattia, soffermandosi invece sulla necessità di limitare la diffusione del virus che, comunque, non se andrà presto. Nell’emergenza, vale tutto. Ma se non si pensa in termini di lungo periodo, si commette un grave errore.

A quando un cambio di passo?

Forse stimolato dalle mie aspettative inevase, in questi mesi mi sono posto molte domande ingenue. Del tipo:

“E se le energie umane ed economiche che si impiegano per redigere e fare applicare normative speciali, ordinanze e decreti che si rincorrono fossero state incanalate nel miglioramento dell’assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale?”.

E se le imposizioni e le restrizioni alle libertà, già che sono state prese, fossero andate nella direzione, che ne so, di obbligare i cittadini ad assumere giornalmente e gratuitamente vitamina D, Omega 3 e lattoferrina con la supervisione del proprio medico di base e dei farmacisti?”.

Esempi a caso di pensieri ingenui che, tuttavia, hanno la funzione di consentirmi di continuare a ragionare in modo critico. E’ una forma mentis, che ci volete fare. Una forma mentis che mi fa dire che questo non è il tempo per compiacere chi ci governa, ma per mantenere ancora più caldo il pensiero critico e costruttivo.

farmacista e giornalista scientifico
Attualmente:
– responsabile editoriale della testata Nuovo Collegamento, rivista distribuita a tutte le farmacie italiane e organo ufficiale dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar)

– ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica  #Salute in onda sulla testata Radiowellness
– docente di corsi per l’educazione continua in medicina (Ecm) rivolti a farmacisti
– consulente per la comunicazione della Farmacia Piccinelli di Treviglio (Big)

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