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In/Forma a cura della Dott. Giulia Rubetti: IPERCOLESTEROLEMIA, STATINE E RISO ROSSO FERMENTATO. SIAMO SICURI CHE SIA LA SCELTA OTTIMALE ?

Giulia Rubetti

Sicuramente la parola “Ipercolesterolemia” non è nuova alle nostre orecchie. Il colesterolo alto  è una problematica molto diffusa nella popolazione. 

Avanzando con l’ età, l’ arrivo della menopausa per le donne,  uno stile di vita sedentario e una dieta sbilanciata, sono le cause principali di livelli di LDL (in gergo “Colesterolo cattivo”)  superiore a 100 mg/dl .

Per difendersi dal rischio di patologie cardiovascolari, vengono spesse prescritte le statine, farmaci che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue inibendone la sintesi.

Purtroppo però queste statine non sono da tutti ben tollerate e in linea generale consigliabili solo quando una dieta, anche molto restrittiva prescritta da uno specialista della nutrizione, non funziona.

Gli effetti collaterali delle statine infatti non sono da considerarsi del tutto innocui. Molte persone accusano dolori muscolari, crampi e/o parametri epatici alterati, in primis le transaminasi.

Tutti effetti reversibili nel momento in cui il farmaco viene sospeso o viene ridotto il dosaggio. In alternativa si provano integratori a base di riso rosso fermentato, il quale contiene statine di origine naturale.

Spesso sono più tollerate ma sono comunque da assumere sotto controllo medico, poichè sono comunque statine. 

Il consiglio che mi sento di dare è dunque quello di provare prima una dieta a ridotto contenuto di colesterolo prescritta da uno specialista.

Anche arrivando quasi ad azzerarne l’ introito se necessario. Se non bastasse, aggiungere alla dieta integratori di fibre solubili da assumere prima del pasto e/o steroli di origine vegetale.

Non dimenticarsi che l’ attività fisica, soprattutto aerobica come la corsa e una camminata sostenuta, sono di aiuto per alzare invece i livelli di HDL, in gergo “Colesterolo buono”.

Solo dopo aver provato queste opzioni e non aver ottenuto il risultato sperato, si valuterà con il medico la strada del farmaco.

Comprensibile che questo percorso non è sicuramente la strada più semplice e facile, ma la migliore per la vostra salute. 

A livello dietetico, bisogna ricordarsi che il colesterolo è solo nei cibi di origine animale.

Via libera a legumi, verdure, frutta e cereali. 

Tra i cibi più comuni sotto i riflettori invece ci sono i latticini, carne e salumi, grassi idrogenati, brodi di carne e pesce, gamberi.

Dott. Giulia Rubetti.

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Attualitàsalute

Giulia Rubetti, professione? Nutrizionista!

Giulia Rubetti

Intervistiamo volentieri la Dott.ssa Giulia Rubetti, Nutrizionista , per farci raccontare la sua professione. che assicuriamo, non è così scontato conoscere.

Che studi hai fatto ?

Ho preso la prima  laurea in biotecnologie a indirizzo medico nel 2012 e successivamente mi sono specializzata in nutrizione umana presso l’ università degli studi di Milano. In tutti e due i percorsi ho scelto di fare la tesi sperimentale.

La prima tesi riguardava un progetto di ricerca su cellule tumorali; l’ altra  è stata centrata su un protocollo ospedaliero disegnato da me inerente l’ obesità e il sovrappeso in età pediatrica.

Mi racconti il tuo percorso formativo come nutrizionista

Da sempre convinta che l’ educazione alimentare e quindi il mangiare sano siano una componente fondamentale per la prevenzione di molte patologie, ho sempre avuto un’ impronta volta all’ aspetto salutistico, soprattutto vedendo quanto stà aumentando l’ ossessione per il corpo a livello estetico. 

 Oltre alla tesi e ricerche effettuate durante l’ università , ho partecipato e tutt’ ora seguo corsi e congressi in cui si discute di alimentazione e la connessione con le varie patologie.

In particolare ho sempre prestato più dedizione ai disturbi gastrointestinali,  intolleranze, problematiche metaboliche (es. diabete, ipercolesterolemia, steatosi epatica … ), disturbi del peso e del comportamento alimentare. 

Visito in libera professione dal 2017 pazienti di tutte le età che non siano in fase di allattamento. 

Quando una persona deve rivolgersi a un nutrizionista ?

Imparare a mangiare bene è tutto di guadagnato. Fosse per me, bisognerebbe inserire l’ educazione alimentare come materia scolastica.

Il nutrimento è fondamentale per la nostra salute. Basti pensare a cosa succede se si fa un pieno di benzina a un’ automobile che va a diesel.

Mangiare in modo scorretto per lungo tempo, avrà sicuramente delle ripercussioni negative sul nostro organismo. Sicuramente l’ affiancamento di un nutrizionista comunque, diventa fondamentale quando si ha una patologia come il diabete, un’ intolleranza agli zuccheri, la steatosi epatica (comunemente “Fegato grasso”), ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso e obesità, deficit della massa muscolare, problematiche renali, reflusso gastroesofageo e altri ancora .

La lista sarebbe davvero lunga.

Ma in soldoni la risposta sarebbe “Tutti”, per il semplice fatto che tutti mangiamo. La prima causa di morte in Italia è per problematica cardiovascolare.

L’ alimentazione gioca un ruolo di prevenzione e cura fondamentale. 

Cosa si può  aspettare un paziente dalla prima visita con te ?

Il mio obiettivo è ascoltare le problematiche della persona e capire con una serie di domande come si può svolgere un percorso personalizzato volto a migliorare lo stato di benessere della persona stessa. Spesso i pazienti arrivano preoccupati e imbarazzati.

Dopo circa 2 minuti iniziano ad aprirsi, raccontarsi e insieme si costruisce un percorso per risolvere l’ eventuale problematica e si costruisce insieme un piano nutrizionale sano che rispetti innanzitutto le abitudine e i gusti della persona. Il paziente deve percepire lo specialista come un complice,  una risorsa dal quale trarre beneficio.

E’ mio compito metterli  a proprio agio  e farli star bene.

Chiedo sempre delle analisi del sangue per valutare lo stato di salute della persona e poter effettuare un piano che tenga assolutamente dei parametri dell’ organismo.

Quali sono gli errori più comuni nell’ alimentazione italiana ?

In primis è la non presenza della verdura in tutti i pasti, pranzo e cena.

E’ fondamentale e la  frutta, la quale ha anche zuccheri, non la sostituisce. Ricordiamoci che le patate e i legumi non sono da considerarsi verdura.

Spesso viene fatto anche questo errore. 

Troppo diffusa l’ abitudine di utilizzare quotidianamente o quasi, cibi industriali pieni di sale o zuccheri: patatine, succhi di frutta, merendine, bibite, sostituti del pane ricchi di grassi e sale, affettati, pesci in scatola .

Mi ricordi un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Un bimbo dopo una visita si mise a sgridare la cuoca della mensa scolastica poiche’ era solita servire il bis a chi lo chiedeva, compreso lui.

Nessun richiamo della mamma fu efficace finche’ non intervenne in modo deciso Filippo, che tirò le orecchie al personale dicendo “La dottoressa ha detto che così in realtà non ci fate del bene”.

Da quel giorno furono seguite le regole e tutti i ragazzi della scuola nè ebbero beneficio.

Quali sono le domande più frequenti di chi si rivolge a te ?

Generalmente le persone che vedo vengono spontaneamente per perder alcuni chili di troppo e/o indirizzati dal medico per problemi epatici di ipercolesterolemia e diabete. 

Ho osservato negli ultimi periodi un forte incremento di persone che si rivolgono a me per problematiche gastrointestinali. I pazienti chiedono un aiuto per risolvere difficoltà digestive e di gonfiore addominale che causano disagi nella vita quotidiana.

Sicuramente in questo caso la domanda è: “Cosa devo e non devo mangiare per stare meglio?”.

Da qui, a seconda della problematica, si sviluppa un percorso volto  a risolvere o migliorare le condizioni del paziente. Quasi sempre  inevitabili  esami ematici o strumentali e quindi la collaborazione con il medico in questi casi, al fine di effettuare una corretta indagine.

Cosa non funziona nel sistema sanitario in Italia quando parliamo di nutrizione ?

Alcune patologie sono risolvibili con l’ alimentazione, non per forza con la cura farmacologica che tra l’ altro non va’ a eliminare il problema ma lo tiene solo sotto controllo.

Basti pensare al reflusso gastrico dovuto magari a un’ intolleranza al lattosio mai diagnosticata o a una lieve ipertensione che risponde in modo positivo a una dieta a ridotto contenuto di sodio. Vedo spesso pazienti diabetici che non sanno che le patate e il riso bianco sono quasi pari allo zucchero . 

Vorrei una sanità in cui medici e nutrizionisti possano lavorare insieme.

Vorrei vedere i nutrizionisti per i reparti delle cliniche. Vorrei che l’ educazione alimentare fosse alla portata di tutti e che ci fosse una buona campagna su quanto una sana alimentazione sia la base per la prevenzione di tante malattie.

Ci guadagneremmo tutti.

In cosa consiste una dieta drastica ?

Una dieta drastica è una dieta che non soddisfa o soddisfa al limite i fabbisogni nutrizionali dell’ organismo.

E’ un regime alimentare che ha ridotto drasticamente il contenuto di calorie. Spesso le diete drastiche vanno a ridurre se non quasi a eliminare il contenuto di zuccheri e grassi.

Queste diete vengono prescritte in pochi casi, generalmente per grandi obesi o persone in dialisi , ma in questo caso si vanno a ridurre le proteine . 

Generalmente le diete drastiche vengono associate ai fai da te tipici del pre-vacanza al mare o a un matrimonio per perdere peso velocissimamente. 

Regimi molto ristretti sono anche quelli che adottano le perone che soffrono di un disturbo alimentare come l’ anoressia, in cui il contenuto di calorie e carboidrati è sotto controllo maniacale.

Esiste un falso mito più comune che andrebbe sfatato in ambito nutrizionale ?

Sicuramente che per dimagrire non bisogna magiare un tipo di alimento o che in generale, si deve “Chiudere la bocca” per perdere peso.

Spero invece che ormai il  detto “Carne fa sangue” alludendo al fatto che chi non magia carne ha delle carenze sia seppellito. 

Cosa ti piace del tuo lavoro ?

Poter essere di aiuto. La cosa più bella e gratificante è ricevere il “Grazie” delle persone quando si sentono meglio e bene rispetto a prima. Il mio goal è migliorare la condizione di salute-benessere di chi ho davanti.

In molti confondono le varie figure: dietologo, dietista, nutrizionista. Puoi fare chiarezza a riguardo ?

Si certo. Il dietologo è un medico specializzato dietologia. Il dietista e il nutrizionista sono figure molto simili.

La figura del dietista appartiene alla classe di laurea triennale delle professioni sanitarie.

Questo fa si che il dietista può lavorare in una struttura ospedaliera convenzionata. Il titolo di nutrizionista si ottiene con una specializzazione (laurea magistrale).

Generalmente sono biologi o dietisti che prendono questo percorso.

Per un percorso nutrizionale volto al benessere generale consiglio di rivolgersi a un nutrizionista, sia dietista che biologo. 

Grazie per il tempo a noi dedicato

La foto di copertina è stata scattata al Grand Hotel Imperiale di Forte dei Marmi una delle strutture in cui la Dott.ssa Giulia Rubetti fa consulenza.

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AttualitàModasaluteSenza categoria

Cosa si nasconde dietro alle forbici di Marialuigia Minato.

Marialuigia Minato

Per un Hair stylist la parte più importante del corpo sono inevitabilmente le dita , è li che risiede il carisma di un artista della forbice come Marialuigia Minato, e pensare che una volta  i parrucchieri erano considerati poco più di niente, mentre oggi  molto è  affidato alla loro creatività per trasformare il look, e trovare il proprio stile e soprattutto il sorriso, perché piacersi è il primo tassello per affrontare al meglio la vita.

Uno dei punti di forza di Marialuigia  è il suo approccio innovativo e la naturale empatia che crea con chi decide di affidarsi a lei.

Riesce a comprendere sin da subito le necessità dei clienti, realizzando tagli appositamente studiati per esaltare la bellezza e la personalità di ciascuno, ma conditio sine qua non preservare la salute del capello.

La fantasia per un Hair styilist , sostiene Marialuigia ,non deve avere limiti.
Ma quello che realizza come taglio e colore, deve assolutamente  durare nel tempo per facilitare la gestione del capello nella vita di tutti i giorni.

Le piace dare un’attenzione particolare al taglio affinche tenga la sua forma anche quando il capello cresce.

E’ partita da zero, costruendo a poco a poco la sua reputazione e il giro di clienti .

Nasce da una famiglia di artisti, suo padre  antiquario , sua madre decoratrice, da loro  ha ereditato la passione per il bello.

Importantissimo per lei è la riservatezza, perché i veri protagonisti sono e devono rimanere  i clienti; lei preferisce restare dietro le quinte.

La predisposizione all’ascolto e l’attenzione verso il cliente è fondamentale , tanto quanto il non cercare di arrivare all’obiettivo più in fretta, ma di puntare alla perfezione quando si parla di taglio, perché quando dedichi attenzione e cura ad una persona, questo viene percepito ed apprezzato.

Per lei il  taglio è  la via maestra, ma subito dopo arriva  la colorazione che  spesso ha il compito di esaltarlo al meglio, ma senza esagerare , perché il capello va prima di tutto rispettato e poi curato laddove ce n’è sia necessità.

Per Marialuigia quando parliamo di taglio da una parte c’è la tecnica che si può apprendere e affinare nel tempo, dall’altra è fondamentale  una predisposizione caratteriale che ti spinge ad essere paziente e meticoloso e a comprendere le reali esigenze di chi ha di fronte ..
Per questo prima di prendere le forbici dedica molto tempo all’ascolto per capire quali sono i bisogni e i desideri dei clienti, tutto parte da li .

Ma il talento non basta  da solo,  frequentare l’Accademia Aldo Coppola di Milano che ancora oggi segue quando ci sono corsi di aggiornamento, le ha permesso di perfezionarsi e di rimanere sempre aggiornata.

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Modasalutespettacolo

Flavio, Hair Stylist, ti prende per la testa come nessuno fa!

flavio mammoletto

Un parrucchiere in primis cura, taglia i tuoi capelli ed è  è colui che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere oggi hair stylist  è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli.

Empaticamente interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello.

Conosciamo meglio Flavio Mammoletto, ma tutti lo conoscono semplicemente come Flavio,,Hair styilist con una lunga carriera alle spalle che lo ha portato a collaborare con i più importanti eventi nazionali e internazionali legati al mondo della moda e non solo…

Lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista per Wl-Magazine

Quando hai capito che sarebbe diventato da passione a professione?

Non avendo la passione di studiare (come quasi tutti da piccoli) il mio desiderio era istruttore sportivo.

Ma prima avrei dovuto raggiungere un diploma a quel punto ho ripiegato

Qual è il cliente più difficile ?

Non ci sono clienti difficili o clienti facili. i clienti sono tutti importanti poi ci sono situazioni lavorative che possono essere invece più impegnative.

Un aneddoto che ricordi col sorriso ?

Ricordo con piacere un aneddoto durante Open on Ice a Verona dove ho conosciuto il tenore Enrique Ferrer Il quale non voleva che ritornassi a casa.

Un altro ricordo piacevole è stato quando ho preparato la Giulia Salemi nella famosa uscita sul Red Carpet della quale tutta Italia parlò.

E sicuramente anche l’esperienza bellissima dello scorso anno dove ho avuto l’onore di fare il Red Carpet a Venezia.

Che formazione hai avuto ?

Inizialmente l’ accademia nazionale acconciatori misti a Mestre per poi proseguire in vari stage e formazione con aziende e stilisti internazionali

Come selezioni i tuoi collaboratori?

Voglia di fare voglia di imparare ed empatia

Cosa chiede più spesso un cliente quando si rivolge a te ?

Chiedono attenzione gli in quel momento, e di conseguenza avere un giusto taglio un giusto colore un qualcosa che gli dia soddisfazione

Grazie per il tempo a noi dedicato

NELLE MANI GIUSTE

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Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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AttualitàModasalute

Marialuigia Minato, professione Hair stylist.

Marialuigia Minato

Appartiene ad  una famiglia di artisti, suo padre era un noto antiquario di Asolo che con il suo talento sapeva trasformare oggetti antichi in capolavori di estrema bellezza.

Il restauro è l’arte legata al ridare la giusta luce a qualcosa che il tempo ha contribuito a rovinare , e  a ben vedere , fondamentalmente è quello che un Hair stylist fa con un suo cliente ..

Sua madre è una decoratrice su vasellame e tessuto.

Decorare un oggetto significa avere padronanza del colore, delle sfumature e dare libero sfogo alla creatività…

Da loro ha ereditato la passione per il bello e da questa sua passione innata è scaturito il suo personale percorso artistico ..

Conosciamo meglio Marialuigia Minato Hair stylist

Qual è il cliente più difficile?

Il cliente più difficile da trattare è quello che vuole un cambio di colore drastico in poco tempo, trascurando la salute del capello

Un aneddoto che ricordi col sorriso?

L’ incontro con Roberto Farruggia per essersi congratulato con me lodando il talento e le mie capacità.

Che formazione hai avuto?

Ho lavorato in diversi saloni di parrucchiera acquisendo diverse competenze nell’ambito professionale. 

L’arte vera e propria di trattare il capello la ho acquisita frequentando l’Accademia Aldo Coppola di Milano.

Ancora oggi sto frequentando i corsi che mi vengono proposti.

Un hair stylist, è diverso dal classico parrucchiere, infatti si tratta di una figura professionale dotata di ottime qualità sia pratiche, sia teoriche, in quanto ha la facoltà di tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze, per quanto concerne i tagli più glamour.

Il culto della bellezza è cambiato, forse merito della televisione, dei media e di internet, che ha trasformato il semplice parrucchiere  in un vero e proprio consulente di bellezza.

Se prima le signore andavano dal parrucchiere per fare la piega, oggi vanno dall’ hair stylist per ottenere un know-how tecnico fatto di trattamenti su misura.

E conoscere le ultime tendenze del mondo della moda e del beauty.

Le caratteristiche che non devono mancare in un Hair Stylist sono:

  • capacità di ascolto
  • creatività
  • fantasia
  • senso dell’estetica
  • propensione all’attività di impresa

Conditio sine qua non da non sotto valutare:

Deve instaurare con la propria clientela un rapporto di massima fiducia ma anche di massima riservatezza

In conclusione, l’ hair stylist è una figura di riferimento che ci permette di stare bene e questo basta a rendere di buon umore!

Marialuigia Minato Selezionata da Tiziana Noia ideatrice dell’evento e Flavio Barbiere Hair stylist internazionale e resposabile reparto “Trucco & Parrucco” dell’evento

sarà presente alla quarta edizione Paillettes Sorridenti a Jesolo sabato 18 Settembre 2021.

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Attualitàsalute

Covid: nasce Mitiga, la rivoluzione in un’App tutta italiana

App Mitiga

Mitiga ,start up rivoluzionaria –tutta italiana ,la prima APP che consentirà di partecipare agli eventi pubblici in sicurezza e che sarà attiva dalla prossima settimana. ( 18 / 23 Gennaio 2021)

L’obiettivo è quello di portare questa innovazione in tutta Italia, per rendere i luoghi di aggregazione più controllati e sicuri ( Università, scuole, stadi , musei , cinema , teatri , palestre , ristoranti, centri commerciali ecc).

Grazie all’APP  Mitiga sarà possibile identificare lo stato di negatività dell’utente in relazione al virus Covid 19 mettendone in evidenza l’eventuale vaccinazione o i risultati di un test rapido o molecolare, tramite scansione di QR Code.

Come funziona?

Farmacie o laboratori di analisi convenzionati e gli stessi cittadini avranno la possibilità ,una volta effettuata la vaccinazione o il test molecolare o antigenico rapido di registrare il risultato negativo sulla piattaforma di Mitiga. Il sistema automaticamente genererà un QR CODE identificativo.

Semplice no ?

Con questo sistema si potrà accedere nei luoghi più a rischio di contagio con maggiore tranquillità e controllo e senza il vincolo di portare con se tessere o certificati. Se siete curiosi date un’occhiata al sito

www.mitigaitalia.com

Articolo segnalato da www.beatricegiglicommunication.com —

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AttualitàFoto del Giornosalute

Manuela Mapelli, Nutrizionista

Manuela Mapelli

Manuela Mapelli laureta in Scienze dell’Alimentazione a Milano nel febbraio 2010 ed ha proseguito con la specializzazione magistrale in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione, laureandosi a pieni voti presso la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Statale di Milano nel dicembre 2011.

Specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare presso l’unità di Psichiatria dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano, facendo uno studio intitolato: Biologia Fisiologia Modellistica della Nutrizione Umana in soggetti con DCA”, oggetto di tesi.

www.manuelamapellinutrizionista.it

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“L’ombra della candela”: Dodici Barlumi di Psicologia”

L’ombra della candela

“L’ombra della candela”: Dodici Barlumi di Psicologia” da un’idea di Monica Dimonte in collaborazione con Alessandro Fornaro

Sotto la luce viva e calda della psicologia illumineremo quelle zone d’ombra della mente e della  vita che rendono più complicate la relazione, in particolare tra uomo e donna.

Saranno 12 puntate in cui approfondiranno psicologicamente 12 argomenti selezionati tra i tanti che suscitano la  curiosità più intensa…ed il bisogno di risposte più profonde.

Gli appuntamenti sono:

– ogni Lunedì alle 20:30 sulla pagina FB “dott. Monica Dimonte”,

profilo Instagram “monica.dimonte”,

sul  canale YouTube “Monica Dimonte

sulla pagina “WL Magazine” e sulla piattaforma www.wl-magazine.it

Ogni Venerdì, dalle 07:30 alle 08:30, diretta sulla  pagina FB  dott. Monica Dimonte  verrà discusso l’argomento proposto nella rubrica del lunedì precedente.

Psicologa e psicoterapeuta, nata a Bari, classe 1964. Libera professionista dal 1994, si dedica alla psicologia clinica con particolare attenzione all’approccio alla violenza in ambito evolutivo (bullismo, cyberbullismo, ecc…) e alla violenza di genere.

Componente del direttivo di più associazioni impegnate nella sensibilizzazione psicologica del territorio, tra queste SIPAP e Andromeda, è attiva in numerosi progetti che si occupano di pevenzione e di violenza, con un focus particolare sullo studio del profilo dell’aggressore e della vittima. È ideatrice/autrice del progetto PMPVS – Prevention and Management of Potentially Violent Subject, in collaborazione con l’associazione Andromeda e la Croce Rossa Italiana sez. Provincia di Padova.

Premiata nel 2016 dalla Croce Rossa Italiana per la sensibilità dimostrata nel sostenere le donne vittime di violenza.

Il 25 novembre 2020 ha presentato il suo primo libro : 12 Ore per vivere o morire, un romanzo che parla della violenza di genere,

farmacista e giornalista scientifico

responsabile editoriale della testata Nuovo Collegamento, rivista distribuita a tutte le farmacie italiane e organo ufficiale dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar)

ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica  #Salute on air su www.radiowellness.it

docente di corsi per l’educazione continua in medicina (Ecm) rivolti a farmacisti

consulente per la comunicazione della Farmacia Piccinelli di Treviglio (Big)

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NI.ART.GALLERY: Nicoletta, il sorriso di chi non si arrende…

niartgallery

Nicoletta, ha 30 anni ed un anno fa ha scoperto di avere un tumore al seno metastatico.

Ha iniziato un progetto, con il nome di @ni.art.gallery, di vendita quadri, felpe e T-shirt e parte del ricavato lo devolve alla Fondazione IEO-CCM (dove è in cura) per la ricerca sul tumore al seno.

“Dietro ogni quadro c’è la sua storia. Una storia che ha 30 anni, di cui 29 trascorsi nel mondo della moda tra sogno e realtà.

L’ultimo anno trasformato in un inaspettato incubo da una diagnosi:

“Tumore al seno”.

Una diagnosi che ha inevitabilmente cambiato il suo modo di vedere e vivere la vita , senza però rubarle il suo splendido sorriso

Attraverso il potere del colore  che utilizza nel dipingere vuole comunicare al mondo che la vita, qualsiasi cosa accada, merita di essere vissuta a colori.

Marchigiana ma , Milanese  di adozione, si è trasferita nella metropoli lombarda  undici anni fa per frequentare l’Istituto Marangoni.

Il suo sogno da sempre è stato  lavorare nel mondo della moda , sogno realizzato ; disegnava scarpe per Maison come Chloè ed Etro.

Poi arriva inaspettata come un fulmine a ciel sereno  quella maledetta diagnosi:

Una prima diagnosi parla di calcinoma al senso, la seconda di Tumore, e senza neanche avere il tempo per capire cosa stesse accadendo, la sua vita passa dalla Moda all’ospedale

Aveva una massa non localizzata in un solo punto, quindi non operabile.

Inizia il suo lungo percorso allo IEO, Istituto Europeo di Oncologia e qui trova il supporto di un team di oncologhe donne che le danno la forza di andare avanti.

Il suo primo ingresso  allo IEO  nella disperazione più totale, è per incontrare la Dottoressa Oncologa Manuelita Mazza. 

La dottoressa la guarda negli occhi e le dice ;”sei una splendida ragazza, sembri Elettra Lamborghini, devi farcela”.

Le lacrime solcano il volto di Nicoletta, ma il sorriso vince ancora una volta  , e con il dubbio nell’anima inizia il suo percorso fatto di terapie, tac, pet, analisi, ecografie, tutto ripetuto ciclicamente, mensilmente, cadenzato all’infinito.

Tutt’ora sta facendo la chemio, non sa quando e come finirà ma  è riuscita a trovare un senso a tutto questo.

La voglia di aiutare chi si trova nella sua stessa situazione , e sensibilizzare le ragazze al tema della prevenzione.

Durante il periodo del primo Lockdown, trascorso  a Milano,  era positiva al Covid,  per tenere la mente occupata, ha deciso di iniziare a dipingere, scoprendo che il binomio mano pennello era in grado di allontanare i pensieri negativi.

Da un primo  quadro poi è arrivato il secondo , il terzo, e così via… e così è iniziata la vendita e raccolta fondi per la ricerca.


Il soggetto ricorrente nei suoi dipinti  è la Madonna , una Madonna appositamente senza volto, per lasciare agli occhi di chi guarda la libertà di riconoscere, associare e collegare il significato che appartiene loro .

Da quadro a ricamo, l’immagine della Madonna migra, da tela a stoffa, e si trasforma dando vita a
felpe e t-shirt in materiali riciclati e Bio, così diventa più facile aiutare la Fondazione IEO-CCM (Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino) per la ricerca sul tumore al seno.

Abbiamo posto una sola domanda a Nicoletta

“Qual è il messaggio che vuoi far emergere?

“La gioia di vivere a colori.

Sono i colori a trasmettere quell’energia di cui tutti abbiamo bisogno.

.“Non sono mai stata così felice come in questo momento della vita.
Felice di fare qualcosa di veramente utile, di mettere la mia storia a disposizione e di sdoganare un tema visto come un tabù.”

Se volete scoprire il mondo di Nicoletta questi sono i suoi riferimenti

NI.ART.GALLERY  NICOLETTASARACCO  www.niartgallery.com

La storia di Nicoletta ci è stata segnalata da Beatrice Gigli

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PANDEMIA O SINDEMIA? a cura di Alessandro Fornaro

Alessandro Fornaro

La differenza non è solo semantica, ma comporta l’adozione di approcci differenti: le pandemie si combattono con il solo distanziamento, mentre le sindemie con cura, prevenzione e misure sociali

La notizia è dirompente. Il direttore di The Lancet, forse la più quotata rivista scientifica, lo scorso 26 settembre ha pubblicato un editoriale nel quale afferma che non si tratta di pandemia, bensì di una sindemia, ovvero una situazione nella quale corrono su piani diversi il contagio dal virus e altre condizioni di salute come le malattie croniche e sociali che si sono dimostrati fattori determinanti per l’esito dell’infezione.

In effetti, questa pandemia viaggia su due livelli diversi e richiederebbe due approcci differenti.

Da un lato, c’è un virus, il Sars cov-2, che non se andrà facilmente e da pandemico diventerà, prima o poi, endemico.

C‘è poi una malattia che colpisce il 10% circa dei contagiati da questo virus e si chiama sindrome Covid-19. Alcuni tra questi, e in particolare le persone più deboli di salute e più disagiate socialmente, si ammalano gravemente.

Ora, la forma mentis di chi ha una formazione scientifica dovrebbe portare a pensare che le misure debbano essere tese a ridurre la percentuale di chi si ammala (prevenzione) e a ristabilire i malati (cura).

Di cura si tende a parlare il meno possibile e il protocollo preparato per i medici di medicina generale è imbarazzante. In pratica si limita ad utilizzo di farmaci sintomatici per controllare la febbre e i dolori e nulla di più. E’ un protocollo, anche a detta di molti e dici, che anzichè aiutarli, limita il loro campo d’azione.

Veniamo allora alla prevenzione. Questa si può affrontare in 4 modi differenti e complementari tra loro:

– distanziamento sociale

– vaccino

– rafforzamento difese immunitarie

– lotta alle malattie croniche.

Fino ad oggi, ci si è concentrati solo sui primi due, ignorando completamente i due punti successivi. A quando un cambio di passo? A quando un maggiore coinvolgimento di medici e farmacisti in ambito di prevenzione individuale e personalizzata?

Nel mio piccolo, da giornalista scientifico e da farmacista, nutro una grande fiducia nella ricerca farmacologica. Quello che in questi mesi mi ha destabilizzato è vedere dare poco peso ai farmaci e alla ricerca che su di essi è stata condotta. Troppo spesso si sono sbrigativamente marchiate come “inneficaci” molecole che avevano Pur dato risultati incoraggianti e che, semmai, avrebbero richiesto ulteriori studi prima di essere riposte nei cassetti.

Si è invece preferita una risposta quasi esclusivamente impositiva a livello di libertà individuali a un problema di salute pubblica.

Le due cose possono viaggiare in parallelo, l’ho detto prima e lo ripeto per essere frainteso. Tuttavia è stata troppo blanda la ricerca di una risposta incentrata su una coraggiosa sperimentazione dei farmaci che già abbiamo a disposizione.

Mi sarei aspettato, lo dico con molta ingenuità e senza polemica alcuna, che non si tornasse indietro rispetto a due concetti che credevo acquisiti: le libertà individuali non si toccano e le malattie si affrontano con i farmaci.

Invece, adeguate terapie domiciliari non sono state individuate e quelle ospedaliere non sono ancora standardizzate e omologate. Limitare i contagi è, per adesso, l’unica soluzione. Una soluzione necessaria, va detto a gran voce, difendendo e rispettando le misure di distanziamento sociale che rallentano la trasmissione del virus. Il virus circola molto rapidamente ed è molto pericoloso. Tuttavia si è preso un indirizzo esclusivamente epidemiologico, ovvero di contenimento dei contagi, a discapito di un approccio medico, ovvero di cura della malattia.

Non mi aspetto che Conte ragioni in termini di ricerca farmacologica e miglioramento rapido del servizio sanitario territoriale: è un avvocato, ha altre competenze e un altro approccio mentale. Lo stesso vale per i ministri del suo governo. Mi stupisce, invece, che gli scienziati del Comitato Tecnico Scientifico siano più convinti del governo rispetto al peso delle misure restrittive e delle limitazioni. Mi stupisce, in particolare, che non insistano su misure tese a riformare la sanità pubblica per rispondere al meglio alla malattia, soffermandosi invece sulla necessità di limitare la diffusione del virus che, comunque, non se andrà presto. Nell’emergenza, vale tutto. Ma se non si pensa in termini di lungo periodo, si commette un grave errore.

A quando un cambio di passo?

Forse stimolato dalle mie aspettative inevase, in questi mesi mi sono posto molte domande ingenue. Del tipo:

“E se le energie umane ed economiche che si impiegano per redigere e fare applicare normative speciali, ordinanze e decreti che si rincorrono fossero state incanalate nel miglioramento dell’assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale?”.

E se le imposizioni e le restrizioni alle libertà, già che sono state prese, fossero andate nella direzione, che ne so, di obbligare i cittadini ad assumere giornalmente e gratuitamente vitamina D, Omega 3 e lattoferrina con la supervisione del proprio medico di base e dei farmacisti?”.

Esempi a caso di pensieri ingenui che, tuttavia, hanno la funzione di consentirmi di continuare a ragionare in modo critico. E’ una forma mentis, che ci volete fare. Una forma mentis che mi fa dire che questo non è il tempo per compiacere chi ci governa, ma per mantenere ancora più caldo il pensiero critico e costruttivo.

farmacista e giornalista scientifico
Attualmente:
– responsabile editoriale della testata Nuovo Collegamento, rivista distribuita a tutte le farmacie italiane e organo ufficiale dell’Unione tecnica italiana farmacisti (Utifar)

– ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica  #Salute in onda sulla testata Radiowellness
– docente di corsi per l’educazione continua in medicina (Ecm) rivolti a farmacisti
– consulente per la comunicazione della Farmacia Piccinelli di Treviglio (Big)

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