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Il tempo di un caffè con I MURR….

I MURR

.I Murr, Antonio e Roberta, lifestyler fanno coppia fissa nel lavoro e nella vita da oltre 25 anni.

In realtà sono Fashion consultantdirettori creativistylistpersonal shoppers, consulenti di immagine e stile da quasi 30 anni e scusate se è poco …

Roberta era direttore artistico e responsabile PR per Egadi Studios ed Antonio era un suo cliente che stava lavorando ad un’importante campagna pubblicitaria.

E’ stato , quasi un colpo di fulmine e in breve hanno deciso di iniziare a lavorare in proprio e rigorosamente sempre insieme, fondando una loro società di consulenza di moda.

Per I Murr è fondamentale capire la persona e la sua personalità. Cercano di capire sempre chi hanno di fronte.

Coglierne ogni sfumatura, per poi capire dove andare a lavorare. Conditio sine qua non? La consapevolezza che ogni persona sia unica.”

Conosciamoli un po’ meglio leggendo le loro risposte alle nostre domande

Primo incontro con la moda?

Antonio: Da piccolissimo.

A casa insieme alle mie sorelle più grandi che acquistavano riviste dì moda e con la mamma che cuciva per noi e per tutti. 

Roberta: Ricordo che la mia bambola preferita dì tutta l’infanzia era la Barbie.

L’ho sempre amata.

Amavo cambiarle outfit e creare abitìni nuovi ogni giorno .

E la mia nonna sarta mi assecondava e mi aiutava a sviluppare ogni pazza idea mi venisse in mente. 

Per parlare di moda bisogna averla studiata?

Si lo studio e’ fondamentale per capirne i meccanismi e comprendere come la storia influenzi e abbia influenzato la moda e il costume di ogni epoca e periodo. 

Com’è cambiata la moda negli ultimi 10 anni?

La moda in questo ultimo decennio si e’ semplicemente democratizzata.

Prima era solo a disposizione di un’ Elite.

Oggi con i social e tutte le scuole dì moda che sfornano ogni anno centinaia dì ragazzi in ogni settore, e’ diventata a disposizione dì tutti coloro che la amano. 

Come vive la tv la moda?

Io avrei girato la domanda: come vive la moda la tv? La moda ha sempre guardato la TV dall’alto verso il basso. Mentre la gente ha sempre visto la moda inarrivabile.

Noi andando in Tv siamo stati il primissimo ponte tra la moda e la gente. 

Un aneddoto che ricordi con sorriso?

Roberta: Ricordo che all’età dì 12 anni ero già abbonata a 2 riviste dì moda LEI e VOGUE ITALIA.

La sera con le riviste in mano guardavo e studiavo i redazionali dì moda e  mi facevo ispirare per la preparazione dell’outfit del giorno dopo per andare a scuola. 

Antonio: ricordo la prima volta che ho incontrato GIANNI VERSACE nel suo atelier. Io ero timidissimo e imbarazzato. Lui si è accorto dì me e della mia timidezza.

Mi e’ venuto incontro, mi ha preso sotto braccio e mi ha portato a vedere la sua nuova collezione. 

Se potessi incontrare un icona di stile del passato, chi e di cosa parleresti?

Roberta : io vorrei incontrare Diane Vreeland e naturalmente parleremmo dì moda e mi farei raccontare tutto dall’inizio della sua carriera aneddoti inclusi. 

Antonio: io vorrei incontrare Yves Saint Laurent e vorrei condividere con lui una settimana dì lavoro per la preparazione dì una collezione.

Vorrei capire come il suo estro e il suo genio lavoravano insieme per creare. 

Qual e’ il dettaglio che in un outfit fa la differenza?

Gli accessori fanno sempre la differenza in un outfit. 

L’UOMO NON DEVE MAI USCIRE SENZA? 

Un uomo non dovrebbe mai uscire dì casa senza avere scarpe pulite e sempre a posto.

E LA DONNA?

Una donna invece non dovrebbe mai uscire senza avere i capelli puliti e in ordine e rossetto rosso sulle labbra. 

Cosa osservi di primo acchito in chi ti sta di fronte?

ROBERTA: le scarpe e gli accessori. I capelli e i denti. 

ANTONIO: la prima cosa che osservo sono i capelli sia in un uomo che in una donna. 

La prima domanda che ti fa un cliente qual è?

Roberta: Ma quanto costate? 😜

Antonio: come faccio a fatturare dì più?

E ricordate sempre che per i Murr “è la personalita’ che conta a prescindere dallo stile., è lo stile che si adatta ed incastra alla personalita’ che ogni persona ha.”

Grazie ad entrambi per la simpatia e la schiettezza che vi rappresenta da sempre, caratteristiche che abbiamo ritrovato in questa breve chiacchierata .

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AttualitàFood & Beverageviaggi

Forte dei Marmi : Bagno Camilla lo Stabilimento balneare delle meraviglie, una splendida realtà nata dalla voglia di cambiare vita…

Bagno Camilla


Chi non ha mai sognato di cambiare vita?

Di vivere al Mare e lasciarsi la città alle spalle, di rimettersi in gioco, di seguire l’istinto e , al di la di tutto e tutti rischiare per vivere con il sorriso, e vincere la sfida?
Scopriamo attraverso le risposte alle nostre domande come è nato il Bagno “CAMILLA”, a Forte dei Marmi.

Appena entrati appare subito chiaro che quello che aspetta di varca la soglia di questo luogo, vivrà un experience unica, sorrisi, cortesia, e ottimo servizio miscelati ad arredi e colori legati ad un mondo fantastico

Avete presente Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll?…

Quando è nata l idea di gestire un bagno a forte dei marmi e perché?

Sembrerà assurdo ma l’dea di prendere un bagno a forte dei marmi ci è venuta in mente proprio durante il periodo Covid perché sia io che mia moglie avevamo voglia di cambiamento e rinascita.

Se non erro è. la prima esperienza in questo settore, giusto? Prima di quest’avventura di cosa vi. occupavate ?
Assolutamente si è la nostra prima esperienza in questo settore, perché il nostro lavoro che continuiamo ancora a svolgere è nel campo medico in quanto forniamo materiale ospedaliero in ortopedia e traumatologia in tutta la Toscana.

Da clienti e gestori, quanto vi è servito per capire cosa proporre?

Mi viene sempre in mente la domanda di un cliente quando è venuto a vedere i lavori di ristrutturazione, ma voi avete esperienza come balneari???

E io prontamente ho risposto, come balneari no!

Ma come clienti tanta!!!!!

E difatti ho tentato di mettere in Bagno Camilla tutto quello che sempre cercato da cliente negli altri stabilimenti, ovvero cura del cliente, gentilezza, accoglienza, sorriso, ambiente familiare ma curato e puntando anche su un ottima ristorazione


Chi ha. Scelto di trasformare lo stabilimento balneare in una sorta di cancello immaginario verso il mondo. Delle favole?

Questo merito lo lascio tutto a mia moglie perché è stata lei a scegliere i colori gli arredi e fin dall’inizio aveva le idee chiare e non voleva creare un bagno standardizzato ma una sorta di luogo magico dove le persone potessero rilassarsi e sentirsi a proprio agio.

Quanto conta la cucina?

A mio avviso la cucina è fondamentale perché non basta dare semplicemente un luogo bello e pulito ma bisogna avere il giusto connubio tra il cibo e la location e per questo ho scelto di avere al mio fianco gli chef stellati del Ristorante il Giglio di Lucca Lorenzo Stefanini Benedetto Rullo e Stefano Terigi.

Come scegliete il personale?
La prima cosa che metto subito in chiaro durante un colloquio lavorativo è che a Bagno Camilla si lavora in modo professionale ma sempre con il sorriso e devo dire che su questo siamo stati fortunati perché siamo riusciti a creare un ambiente familiare con uno staff giovane volenteroso, sempre pronto a soddisfare tutte le esigenze dei nostri clienti.


Tre motivi per venire ad assaggiare la vostra cucina, e altri tre per restare sotto l ombrellone.

La nostra cucina è semplice ma raffinata rispetta la tradizione versiliese ma soprattuto è una cucina che punta alla qualità e ai prodotti del territorio.

Abbiamo fatto la scelta di avere solo tende innanzitutto per rispettare le norme sicurezza anti covid ma anche per dare al cliente una maggiore privacy quanto se lo desiderano possono degustare il nostro cibo comodamente sotto la tenda.


Che rapporto avete con i clienti?

Con i nostri clienti abbiamo voluto creare da subito un rapporto amichevole basato però sul rispetto e l’educazione cercando di soddisfare al massimo le loro richieste!

In questo magico luogo tutti hanno un ruolo importante, ognuno è un tassello importante affinchè il puzzle si possa comporre nel miglior modo immaginabile e ” non immaginabile “….


Grazie per il tempo che ci avete dedicato, e per essere un esempio per chi non vuole smettere di sognare..

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Federica Xotti, Founder di www.travelliamo.me

Federica Xotti

Federica Xotti alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Un amore sviscerato per i viaggi, che ha saputo trasformare in professione,

Abbiamo fatto qualche domanda a Federica per conoscerla meglio

Il tuo primo viaggio?

Come ho scritto nel mio libro “Il mio mondo è a colori” (2020, Eretica Edizioni), ho provato l’esperienza di un viaggio aereo piuttosto tardi nella vita, se consideriamo che poi tutto ciò è diventato col tempo il mio pane quotidiano.
Era il 2010, due settimane circa dopo essere diventata maggiorenne e la destinazione fu l’Egitto, il mio amatissimo Egitto, Paese che poi ho avuto modo di visitare per ben 10 volte – in lungo e in largo – e che ha assunto inevitabilmente un valore importante nel mio percorso sia personale che professionale.
Fu una vacanza di una settimana, in una nota località del Mar Rosso. Fu lì che sperimentai, inoltre, il mio primo snorkeling fra la barriera corallina (una passione che poi mi ha accompagnata ovunque, dai Caraibi alla Polinesia, dal Sud Est Asiatico all’Oceano Indiano) e in cui scoprii per davvero l’immensa gioia, soddisfazione e benessere che mi procurava – e mi procura tutt’ora – viaggiare e scoprire il mondo.


Quando hai deciso che viaggiare sarebbe diventato un lavoro per te?

Non so dire se l’ho proprio deciso ma so di per certo che l’ho tanto desiderato. Lo sognavo già da principio, quando ancora i social non c’erano, il digital marketing era un’utopia e vivere di blogging pareva folle.
Io però ci credevo, c’ho sempre creduto e mi sono impegnata molto per far diventare tutto ciò una piacevole realtà. C’è voluta anche un po’ di fortuna – certo – e sicuramente l’evoluzione della comunicazione e del web hanno giocato a mio favore ma ora, lo ammetto, mi capita di guardare con il sorriso chi al tempo mi derideva un po’, considerandomi solo una sognatrice.

come scegli i luoghi di cui parlare?

Spesso, per il tipo di attività che svolgo, sono i luoghi stessi a scegliere me, o meglio le realtà con cui collaboro in loco come gli enti del turismo, i tour operator e le strutture alberghiere che decidono di avvalersi della mia attività per promuovere il territorio e i servizi offerti.
Ed è così che mi sono trovata a viaggiare nei quattro angoli del globo, fino a Tahiti per celebrare il 50esimo anniversario dalla costruzione del primo overwater bungalow e poi tra i freddi paesaggi della Patagonia Cilena, provando l’esperienza di una crociera fra i ghiacciai della Terra del Fuoco fino a Ushuaia, la città argentina più a Sud del pianeta.
Per questo e per molte altre avventure ringrazio quotidianamente il mio lavoro che mi ha consentito e mi consentirà – pandemia permettendo – di vivere esperienze uniche, che mai avrei immaginato.

Come scegli le aziende da promuovere?

Ricevo abitualmente proposte e idee di collaborazione e quella che svolgo è una selezione piuttosto attenta. Mi focalizzo certamente sulla serietà dell’azienda stessa e sui suoi valori ma anche rifletto su quanto ciò che propone possa essere interessante per il mio target di pubblico. Cerco di viaggiare sempre su una lunghezza d’onda coerente con me stessa e con il mio stile perché, per quanto i social non siano ovviamente il perfetto specchio della realtà, a parer mio l’essere se stessi porta a vincere sempre, ad entrare per davvero nel cuore del pubblico, che finisce poi per affezionarsi e fidarsi per davvero. Ed è bello che sia così.

un aneddoto che ricordi con piacere?

Di ricordi di viaggio meravigliosi ne ho davvero valigie piene. Ogni esperienza è a sé, ogni partenza come un nuovo inizio.
Un momento particolarmente divertente e simpatico successe in Thailandia quando, nel pieno della China Town di Bangkok – fra l’altro sgranocchiando larve fritte – mi trovai a scambiare quattro chiacchiere con una famiglia statunitense per poi scoprire, per puro caso, che si trattava dei genitori di Hanna, un’exchange student americana che conoscevo benissimo in quanto frequentavamo insieme lo stesso liceo a Udine.

È lì che mi sono detta per davvero: “Caspita quanto è piccolo il mondo!”.

che rapporto hai con i followers?

Con le persone che mi seguono, specie con quelle che sono solite interagire abitualmente con i miei contenuti, sviluppo spesso un piacevole rapporto di confronto e scambio di idee. Trovo sia arricchente, anche da parte mia, avere l’occasione di essere ascoltata da tanta gente e, al contempo, aver modo anche di sentire il loro punto di vista, che sia su argomenti più seri o su frivolezze.
È bello sapere che si fidano di me, che mi apprezzano e, se necessario, che mi supportano.
Sento molto affetto intorno, lo percepisco sempre, a volte anche in maniera molto forte come quando, circa un mese fa, ho perso all’improvviso mio madre. In quell’occasione è stato per me importantissimo il sostegno dei miei follower, sentire la loro vicinanza, le loro parole di conforto: come una sorta di mega abbraccio virtuale che m’ha scaldato il cuore.

Un luogo che ricordi con il sorriso?

Molti, forse tutti.
Sicuramente un Paese in cui ricordo tanta accoglienza, spensieratezza e – dunque – sorriso è il Senegal. Ho avuto modo di tornarci due volte, per due esperienze itineranti assolutamente meravigliose in collaborazione con l’ente del turismo. In quell’occasione non ho solo potuto scoprire una destinazione stupenda, ricca di meraviglie, ma anche di conoscere tante belle persone, quelle che viaggiavano con me (fra giornalisti e agenti di viaggio) e quelle locali, i senegalesi, un popolo di cuore.
Ci tornerei anche domani!

www.travelliamo.me

È uscito il 7 ottobre 2020, nelle librerie e online, “Il mio mondo è a colori”, il primo libro scritto da Federica Xotti edito da Eretica Edizioni.
Un desidero che si realizza, un lavoro ma anche un sogno che ha preso forma col tempo su carta e inchiostro .

Grazie Federica

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