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Rubrica di Elisa Volta

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“ Bon ton Bon ton” a cura di Elisa Volta : Anche nelle SPA bisogna sapersi comportare:

Elisa Volta

I momenti trascorsi presso le strutture termali e di benessere, permettono di curarsi, scaricare le tensioni e attutire l’impatto nel mondo delle corse sfrenate e delle problematiche quotidiane.

Qui si rigenera corpo e mente, ma affinché questo si verifichi, sono necessarie alcune condizioni e la convivenza negli spazi comuni, deve essere regolata da comportamenti appropriati.

Quali sono le regole a cui attenersi?

Un’attenzione particolare va ovviamente ancora riservata al rispetto scrupoloso delle norme anti Covid.

Tutti, utenti e personale della struttura, devono attenersi all’osservanza delle regole di distanziamento, protezione e igiene necessarie a salvaguardare se stessi e gli altri.

L’igiene personale è fondamentale in un luogo dove si condividono spazi e superfici.

Anche quando ci si sottopone ad un trattamento personale, sarebbe buona abitudine presentarsi all’operatore/operatrice freschi e profumati.

Non intendo avvolti da una nuvola di profumo che impedisce di respirare, ma della delicata fragranza del prodotto appena usato per fare la doccia.

Il silenzio! Questo è un elemento essenziale. Ci si reca in questi luoghi per chiudere fuori il mondo rumoroso e frenetico quindi, abbandoniamo per un po’ i nostri onnipresenti smart phone. Se siamo abbastanza forti e risoluti, lasciamoli in camera, altrimenti nella tasca dell’accappatoio o nella borsa, ma spenti o senza suoneria.

Zona relax, il nome già potrebbe indicarci qualche cosa.

Si tratta del luogo dove si deve assaporare il silenzio per rilassarsi e beneficiare dei trattamenti appena ricevuti.

Dobbiamo fare in modo di non produrre rumore.

Se beviamo la tisana, facciamolo senza sbattere cucchiaini e piattino.

Se vogliamo chiacchierare, andiamo al bar. Se dobbiamo rispondere al telefono usciamo. Indicazioni inutili?

Non è così scontato purtroppo, visto che mi sono trovata, nel morbido silenzio accompagnato solo dallo scorrere leggero dell’acqua della fontanella, a sussultare per un improvviso squillo di trombe (la suoneria del telefono) e ascoltare (mio malgrado) il racconto che la disinvolta signora distesa davanti a me aveva intrapreso con un’amica!

Credo che il buon senso dovrebbe essere sufficiente, ma quando non lo è (come in questo caso), il personale della struttura, deve prontamente intervenire.

Gli altri ospiti non sono tenuti a subire la maleducazione altrui e quando ciò avviene va segnalato.

La mancanza di rispetto e la disattenzione per il prossimo sono ormai la norma, ma non per questo vanno accettate.

Non sciabattare, concedetemi il termine poco elegante, ma che proprio per questo, particolarmente efficace. L’abitudine di strascicare le ciabatte, è già piuttosto fastidiosa sul lungomare, ma diventa davvero intollerabile lungo i corridoi che attraversano le cabine dei trattamenti per i massaggi.

Bambini. Probabilmente le mie parole saranno impopolari, ma le terme non sono luoghi per piccoli, a meno che non siano adeguatamente attrezzate per loro. In alcune strutture non sono infatti ammessi.

Dove sono ospitati, la struttura dovrebbe imporre alcune regole e i genitori, dovrebbero avere ben chiari i limiti da rispettare, affinché i bambini e gli altri ospiti possano, in egual misura, trascorrere ore piacevoli. I piccoli hanno il diritto di dare libero sfogo alla loro energia ma in luoghi appropriati.

Le vasche termali non sono piscine di un parco acquatico!

Quindi non ci si tuffa.

Questo va ricordato ai piccoli, ma ahimè anche agli adulti!

Per la stessa ragione non si fanno le gare di nuoto sbattendo i piedi in faccia alle persone ferme a bordo vasca (perché è così che si utilizza la vasca termale) e non si urla.

Si utilizzano costumi sportivi o comunque semplici, e per le signore (anche se giovani e con ottima resistenza alla forza gravitazionale), mai costumi con mutandina brasiliana o tanga.

“La buona educazione di un uomo, è la miglior difesa contro le cattive maniere altrui” (Lord Chesterfield)

Elisa Volta

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Social Network? Si, ma…

BON TON, BON TON,

Secondo Manfred Spitzer, psichiatra, neuroscienziato e scrittore tedesco, viviamo nell’abbondanza di relazioni virtuali che spesso sostituiscono le relazioni sociali, portandoci ad essere “connessi e isolati, giudicati da chi nemmeno ci conosce, spinti a somigliare a un avatar ideale, nel disperato desiderio di piacere”.

E’ questa la solitudine del terzo millennio?

La pandemia non ha certo giovato e i social network sono diventati ancora più uno spazio nel quale rifugiarsi per sentirsi meno isolati, dove è stato possibile continuare a viaggiare, comunicare, conoscere e abbracciare, seppur virtualmente.

Sui social tutti un po’ mentiamo, perché creiamo la versione migliore di noi.

Sono tuttavia un palcoscenico, sul quale, in quanto creature del XXI secolo, siamo chiamate a recitare la nostra parte.

I social network non hanno bisogno di regole: i loro punti di forza sono la leggerezza, l’anarchia, la libertà.


Chi invece ha bisogno di regole, o almeno di una traccia, di qualche consiglio di comportamento sono gli utenti.

Se Instagram è il regno dell’immagine per eccellenza, dove l’egotismo è imperante, Facebook è il contenitore di sfoghi, polemiche e litigi feroci – trovo alquanto divertente che proprio tra gli “amici di Facebook” ci siano spesso gli scambi più ingiuriosi – forse l’amicizia è un’altra cosa?

Tik Tok e Twich, sono il regno dei più giovani, o almeno dovrebbero esserlo!

Ma capita sempre più spesso di imbattersi in nonni (con la vana illusione di non possederla, ma l’età è quella!) che si dimenano in improbabili esibizioni.

Non dimentichiamo mai che ogni notizia o immagine data alla rete, può diffondersi con estrema rapidità uscendo dal nostro controllo.

Anche se il rispetto dell’etichetta virtuale non è imposto da nessuna legge, la sua mancanza può avere conseguenze gravi.

E’ invece perseguito il cyberbullismo, vero e proprio reato.

Un comportamento saggio ed educato sarebbe quello di evitare di pubblicare foto o video di chi non appare in ottima forma o peggio viene ritratto in un momento imbarazzante.

La cronaca ci insegna che tali azioni possono avere ripercussioni e compromettere la vita sociale, familiare o professionale della persona in questione.

Attenzione alle fotografie dei bambini: è assolutamente da evitare la pubblicazione di scatti di bambini senza l’autorizzazione dei genitori.

E’ invece una scelta personale se pubblicare o meno quella dei propri figli. Ciascun genitore agirà secondo coscienza, consapevole dei pericoli della rete.

Quando si posta un’immagine o una fotografia di qualcun altro, è cortese chiederne il permesso, o perlomeno citarne la proprietà. Si tratta di copyright.

Evitiamo l’utilizzo esagerato di filtri.

Quando la nostra immagine si allontana troppo da quella che appare riflessa sullo specchio…allora abbiamo esagerato!

E’ sconsigliato mettere il proprio cuore a nudo per evitare di incorrere in spiacevoli delusioni, ma anche nascondersi dietro falsi profili o pseudonimi magari per criticare, giudicare e spesso insultare.

La buona educazione ed il buonsenso, imporrebbero di presentarsi sempre con il proprio nome e la propria faccia, assumendosi di conseguenza la responsabilità delle proprie azioni.

Commenti: pur partendo dal presupposto che ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero, evitiamo di farlo in maniera sgarbata o peggio offensiva, con tanto di insulti o attacchi personali.

Cerchiamo di moderare i toni favorendo un civile scambio di idee, oppure alle provocazioni rispondiamo con l’indifferenza che può rivelarsi un’arma vincente.

Per concludere “in pillole”:

  • Taggare il giusto e solo le persone che sono coinvolte in qualche modo in ciò che stiamo pubblicando e che gradiscono essere menzionate o pubblicizzate.
  • Moderare l’uso dello stampatello maiuscolo, scrivere con questo carattere equivale a urlare.
  • Evitare di inondare con giochini, applicazioni, e catene di Sant’Antonio chi ha poco tempo e nessuna voglia di trascorrerlo in questo modo.
  • Non comprare followers, ma essere autentici anche se in un mondo virtuale…

Elisa Volta

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Il bon ton Ieri come oggi, Incontro sulle “buone maniere” a Villa Bertelli ore 17.00 Giardino d’Inverno

Il bon ton Ieri come oggi

Il bon ton Ieri come oggi è il titolo dell’incontro in programma sabato 5 febbraio alle 17.00 nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, promosso da Giulio Garsia, Financial Advisor e inserito nella rassegna L’altra Villa, promossa dal Comitato Villa Bertelli.

A trattare l’interessante tema saranno la scrittrice e collezionista di galatei Elisa Volta e la giornalista e scrittrice Ilaria Guidantoni. Modererà l’incontro Alessio Musella, Editore dell’Art Magazine Exit Urban Magazine e Direttore del Blog Art & Investments.

Dal lontano Rinascimento con Il Cortegiano di Baldassarre Castiglione a il Galateo di Monsignor Giovanni Della Casa, fino ad arrivare ai consigli di Donna Letizia, nella seconda metà del secolo scorso, le regole di  un buon comportamento nella vita sociale sono cambiate radicalmente,  abbandonando formule ritenute troppo rigide, per un’informalità spesso indigesta ai cultori dell’etichetta.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare il libro di Elisa Volta Pillole di Bon Ton, Edizioni Effedì.  Ilaria Guidantoni analizzerà l’evoluzione storica del tema tra guide, usi e costumi. In particolare, tratterà il confronto tra bon ton come stile, educazione sentimentale e sociale e la leziosità delle buone maniere, con quel tocco di snobismo, che a volte le contraddistingue.

E ancora Bon Ton e buon gusto a tavola, tra ragione e sentimento e nell’incontro con nuove culture.

Infine, Alessio Musella parlerà della condotta da tenere durante una mostra d’arte, sia in una galleria privata, che in una sede istituzionale o in un museo.

Tema quanto mai pertinente, considerato che a Villa Bertelli sarà possibile visitare al primo e secondo piano la mostra Andy Warhol e la New Pop, organizzata dalla Fondazione Mazzoleni. Ingresso libero. Necessari: prenotazione 0584 787251, super green pass e mascherina Fp2

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Lei…a chi?

elisa volta

Il Lei è oggigiorno percepito quasi al pari di un insulto!

Vista ormai come una forma di comunicazione desueta e permeata di snobismo, l’abitudine di rivolgersi agli estranei o ai superiori con tale modalità, è considerata addirittura fastidiosa e troppo formale.

Viene percepita come intenzione di porre distanza e barriere in un mondo che reclama invece uguaglianza e spontaneità.

Capita sempre più spesso di entrare in negozi e famose catene, salutare con un buongiorno o buonasera ed essere accolti con un gioioso e fresco «Ciao! Dimmi pure.»

Personalmente, pur lusingata, dopo un primo istante di ingiustificata euforia in cui mi dico: «Forse mi ha scambiata per una coetanea!», torno alla lucidità e persevero nel mio intento: «Potrebbe mostrarmi…» ricevendo in risposta un grande sorriso, una squisita cortesia e un: «Certo. Ti faccio vedere!»

Non pretendo l’accoglienza degli addetti alle vendite delle prestigiose maison, istruiti adeguatamente per acquisire quella giusta dose di aristocratica distanza che rende i prodotti ancora più preziosi, ma ritengo poco professionale che una o un giovane si rivolgano ad un cliente sconosciuto che porta un’età decisamente superiore alla loro, dando del Tu insistentemente.

Il Lei è una formula di rispetto e anche l’unica formula che si dovrebbe utilizzare con persone alle quali non si è legati da un rapporto di amicizia. Il passaggio dal Lei al Tu, potrà avvenire in conseguenza di una frequentazione o dalla volontà di uno dei due. A manifestare tale volontà, dovrebbe essere la donna, oppure la persona più anziana o quella più autorevole o gerarchicamente superiore.

Il Lei deve sempre essere reciproco: non è corretto pretendere il Lei dando il Tu.

Questo anche nel luogo di lavoro, dove un superiore non dovrebbe rivolgersi con il Tu ad un sottoposto da cui pretende il Lei.

Ci sono occasioni per le quali il Tu, anche per chi si incontra per la prima volta, è una regola: è il caso degli appartenenti allo stesso ordine professionale (avvocati, medici, giornalisti, ecc.), tra soci del medesimo club, tra colleghi, in contesti informali dove si viene introdotti tra amici da amici e naturalmente tra coetanei giovani.

Personalmente, amo dare del Lei alle persone per le quali nutro profondo rispetto e lo faccio anche con i giovani sul luogo di lavoro, perché lo ritengo un modo per riconoscere la loro professionalità.

Come sempre, non è solo “la regola” a doverci guidare, ma il contesto nel quale ci troviamo e soprattutto il buonsenso.  

Elisa Volta

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Bon Ton, Bon Ton, Buoni propositi per il 2022… a cura di Elisa Volta.

Elisa Volta

Al termine delle vacanze natalizie, come dopo le vacanze estive, arriva il tempo della lista dei buoni propositi.

Si inizia la dieta, ci si iscrive in palestra, si decide di non lasciarsi più sopraffare dai troppi impegni e ci si ripropone di trovare più tempo per se stessi.

In questa prima rubrica dell’anno 2022 vorrei proporre di aggiungere un’ulteriore voce alla lista.

Perché oltre ad essere più magri, più tonici e più rilassati, non porsi l’obiettivo di diventare anche più educati?

Non è necessario possedere un ricco conto in banca, né sangue blu. L’educazione è accessibile a tutti e se ognuno ne utilizzasse almeno un po’, il mondo sarebbe un posto migliore, perché la buona educazione è la miglior difesa contro le cattive maniere!

Oggi, in un mondo chiassoso, sguaiato e poco attento al prossimo, dove la qualità dei rapporti umani è pessima, suggerirei di non omologarsi, ma al contrario distinguersi, nel tentativo di invertire la rotta.

Iniziamo dai piccoli gesti quotidiani:

-guardiamo la persona con cui stiamo parlando, non lo schermo dello smartphone;

-apriamo e concludiamo mail, sms e messaggi WhatsApp, anche se informali, con un saluto;

– salutiamo entrando in un luogo dove ci sono altre persone e facciamolo anche uscendo;

-ascoltiamo chi ci parla.

Ma ascoltiamo davvero!

 Possono sembrare suggerimenti scontati, ma ahimè, non lo sono…

La fretta non può essere utilizzata come alibi per le nostre mancanze.

Queste piccole attenzioni non sottraggono tempo ma arricchiscono immensamente la qualità dei nostri rapporti.

Elisa Volta

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Tempo di feste, tempo di brindisi!

BON TON, BON TON

In questa ultima rubrica dell’anno 2021, il tema non poteva che essere quello dei momenti conviviali, ed in particolare il momento del brindisi.

Sia alla tavola di Natale con tutta la famiglia riunita, sia alla veglia per accogliere il nuovo anno, l’occasione certo non mancherà.

Il brindisi solitamente si celebra prima di cominciare il pasto, e ovviamente nessuno inizierà a bere prima dell’anfitrione.

Può però essere fatto anche al termine del pasto (o durante) nel caso dello scoccare della mezzanotte del 31 dicembre.

Chi proporrà il brindisi (l’anfitrione o la persona più anziana o più autorevole), solleverà il calice verso i convenuti e pronuncerà un breve e sentito augurio.

Gli altri commensali alzeranno a loro volta il proprio calice e…stop!

No! Non si pronuncerà cin cin e soprattutto non ci si sbraccerà come adolescenti nel negozio Apple durante il Black Friday, sbattendo i preziosi calici della nonna, gli uni contro gli altri.

Non siamo più nel medioevo dove, il toccare i calici facendo cadere gocce di vino da un recipiente all’altro rappresentava un segno di reciproca fiducia (significava scongiurare l’avvelenamento) e nemmeno nei porti cantonesi dove i marinai pronunciavano ch’ing ch’ing (letteralmente «prego prego»), formula poi diffusasi nei porti europei e trasformata in cin cin, pronuncia che ricorda il suono prodotto dal contatto di due bicchieri.

Diamo un tocco più personale e sincero a questo momento, impariamo a vivere ogni singolo istante in maniera unica e irripetibile.

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti!

Elisa

Elisa Volta

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BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: l’essenza delle buone maniere…

elisa volta

“La buona educazione non sta tanto nel non versare della salsa sulla tovaglia, ma piuttosto nel non mostrare di accorgersene se un altro lo fa.” (Anton Čechov)

Questa l’essenza delle buone maniere e della buona educazione.

Lo scopo di conoscere i codici di comportamento sociale, non è quello di distinguersi esibendosi nella loro rigida applicazione, ma al contrario, la persona educata è quella che sa dimenticare, se necessario, il si fa non si fa allo scopo di mettere a proprio agio le persone con cui si trova.

Non si dice buon appetito, ma se le persone con cui siamo seduti a tavola esprimono questo augurio, la nostra risposta non sarà certo (ad occhi spalancati): “ma buon appetito non si dice!”

Sorrideremo cortesemente e ringrazieremo senza aggiungere altro.

Talvolta, applicando le regole del galateo, si rischia addirittura di essere considerati maleducati! Impossibile direte. Ma pensate allo starnuto: salute non si dice.

Se qualcuno starnutisce in nostra presenza, l’atteggiamento da tenere è quello dell’indifferenza, per non portare l’attenzione su un particolare che non merita certo di essere messo in luce (oggi, in epoca di pandemia poi!) E’ la persona che starnutisce a dover compiere il gesto nel modo più composto e silenzioso possibile, accennando un delicato “scusi.”

Ma se la persona che ha starnutito ha la consuetudine di dire salute e quindi se lo aspetta da noi? Potrebbe pensare che siamo poco attenti o addirittura “maleducati”.

Ecco perché, anche nel caso delle buone maniere, è necessario di volta in volta valutare la situazione con sensibilità e intelligenza. Quando saremo noi a starnutire e ci verrà rivolto un convinto: salute! Sorrideremo e ringrazieremo.

Ciò che deve sempre guidare le nostre scelte è il rispetto!

Perché la forma non può prescindere dalla sostanza.

Elisa Volta

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Bon Ton, Bon Ton, Rubrica a cura di Elisa Volta: Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Elisa Volta

Il galateo e le buone maniere sono davvero fuori moda?

Cosa significa essere educati oggi?

Ecco due delle tante domande alle quali, con questa rubrica, tenterò di dare risposte.

Nell’era della velocità digitale, dove tutto accade con un “click”, siamo portati a vivere con ritmi frenetici e innaturali per l’uomo.

La fretta con cui ci relazioniamo porta spesso ad una perdita di attenzione e rispetto verso le altre persone e l’ambiente che ci circonda.

Riscoprire piccoli gesti può fare un’enorme differenza.

La frenesia delle nostre giornate ci fa essere spesso sgarbati o indifferenti, ricevendo in cambio il medesimo o peggiore atteggiamento.

Proviamo ad invertire la rotta!

Poniamoci delle domande e tentiamo di cambiare il nostro approccio riflettendo sul nostro modo di interagire con le persone.

Resteremo sbalorditi dalla positiva risposta che riceveremo.

Le norme di comportamento non sono altro che un “faro”, una guida pratica da seguire per una corretta interazione sociale che ci permette di non offendere (anche inconsapevolmente) e ci facilita la vita.

Personalmente considero le buone maniere e la gentilezza come una vera e propria cura. Medicine davvero eccezionali, perché in grado di portare benessere a chi le pratica e a chi la riceve, proprio come un sorriso.

Iniziamo ad esercitarci.

Il primo compito è appunto: sorridere!

Elisa Volta

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