Curare il look è importantissimo anche sul lavoro. Per le donne che devono ahimè faticare più dei colleghi uomini per affermarsi professionalmente, lo è ancora più. Curare il proprio stile non è solo un vezzo frivolo, ma un efficace modo di comunicare senza parlare.
I vestiti che indossiamo, il portamento, il make up (o la sua assenza), l’acconciatura, gli accessori, i gioielli sono dei potentissimi mezzi di comunicazione non verbale che possono diventare nostri alleati o viceversa i nostri peggiori nemici.

L’abbigliamento da indossare sul posto di lavoro dovrà essere consono alla mansione che si svolge e all’ambiente in cui si opera.
Esistono ambienti più formali che richiedono un outfit più rigoroso e altri dove è concessa qualche libertà. Tanto più è elevata la funzione che si ricopre, tanto più è richiesto decoro, perché sarà l’esempio che verrà preso a riferimento dai sottoposti, ovvero l’immagine che si darà all’azienda che si rappresenta.
Quando si incontra una persona per la prima volta, la si giudica sulla base delle “apparenze”, che ci piaccia o no. Prima di ascoltare si guarda e ci si costruisce un’idea partendo dall’immagine che quella persona trasmette.
Questo primo approccio condizionerà inevitabilmente il rapporto che si andrà a sviluppare.
Se non si indossa una divisa aziendale (che serve appunto ad uniformare il messaggio che l’azienda intende veicolare), per comunicare professionalità l’imperativo è solo uno: evitare gli eccessi.
Non presentarsi al lavoro struccate, ma nemmeno truccate come una drag queen.

Evitare la sciatteria nell’abbigliamento (no a maglioni sformati, peli di cani, gatti o di qualsiasi altro animale su giacche e pantaloni, no a leggins – soprattutto se mollicci con effetto” pigiama di flanella”), ma no anche ad abiti eccessivamente attillati o sexy, a minigonne, a pants, a tessuti wild di vario genere (pitonato, zebrato, maculato ecc.).
Sì, è vero, l’ambiente lavorativo è spesso una giungla, ma d’asfalto (il colore formale/mimetico è infatti il grigio!), dove gli animali più pericolosi sono i nostri simili.
Per le calzature evitare tacchi oltre i dieci centimetri (destinati alle ore serali) ma anche infradito o qualsiasi calzatura eccessivamente informale.

Una particolare attenzione va posta ovviamente all’igiene personale e alla cura dei dettagli.
Le mani sono spesso in primo piano, quindi meglio siano curate.
Unghie corte e smalto trasparente come soluzione più rapida, sicura o d’emergenza, oppure smalto colorato, solo se impeccabile, di un colore neutro o rosso su unghie corte. Da evitare assolutamente artigli felini dai colori accesi e “originali”, peggio se cosparsi di brillantini. Il tanto è sempre troppo!
Il proprio stile personale e le eventuali eccentricità troveranno spazio al di fuori delle ore lavorative. Il luogo di lavoro non è un palcoscenico né un locale dove “rimorchiare”, qui va evitato tutto ciò che sposterebbe l’attenzione dai soli meriti lavorativi.

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