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Redazione

Arteeconomia

Come e perchè assicurare “il sistema Arte” a cura di Giulio Garsia, Founder www.prosperitas.info.

Giulio Garsia

Opere d’arte e polizze assicurative: ecco come funzionano

Il mondo dell’arte è un settore particolare. Il valore delle opere e degli oggetti d’arte è in genere piuttosto elevato.

Partiamo con il dire che le principali compagnie assicurative hanno polizze pensate appositamente per le collezioni d’arte, in grado di tutelarle da rischi.

Non serve possedere opere milionarie nel proprio salotto, ma sono comunque molte le persone che conservano pezzi d’arte dal valore importante per le quali una comune assicurazione casa spesso non è sufficiente.

Per questo motivo esistono polizze assicurative dedicate. in qualche caso si può anche ricorrere ad una comune polizza contro il furto ma bisogna ricordarsi di controllare la capienza accordata ai quadri.

In genere il massimale della polizza ha poi dei limiti interni relativi alle diverse tipologie di beni.

Questo particolare settore assicurativo non si limita a prendere in considerazione chi lavora all’interno di musei e gallerie d’arte, ma si espande gli organizzatori di eventi, ai restauratori e i collezionisti che dovrebbero tutelare se stessi e le opere con cui entrano in contatto.

Un’opera d’arte può essere persa durante uno spostamento o potrebbe subire dei danni da parte di terzi o perché no, anche per nostra stessa colpa.

Una delle soluzioni migliori nel settore delle assicurazioni per opere e oggetti d’arte sono senza dubbio le all risk, che tutelano da ogni tipo di evenienza e situazione che possono arrecare danno a beni .

Quindi quando parliamo di opere d’arte l’assicurazione funziona in modo simile alle altre polizze, vengono stabiliti franchigie e massimali, basandosi sul valore dell’opera (o delle opere) in oggetto.
Di norma a stabilire il valore del bene dovrebbe essere un esperto storico dell’arte basandosi su documentazioni e ricerche di mercato..

Solitamente queste formule garantiscono una copertura a 360 gradi da tutti i rischi,

Quindi quando parliamo di opere d’arte l’assicurazione funziona in modo simile alle altre polizze, vengono stabiliti franchigie e massimali, basandosi sul valore dell’opera (o delle opere) in oggetto.

Quando si effettua una mostra esiste la possibilità di stipulare le cosiddette chiodo a chiodo che prevedono di proteggere le opere da quando partono dalla loro dimora abituale a quando vi ritornano,. in alternativa il viaggio può essere tralasciato e si assicurano le opere solo durante la loro esposizione.

Va anche ricordato che una polizza assicurativa per un’esposizione non prevede che le opere siano in vendita.

Una galleria dovrà usare un contratto diverso.

Di norma a stabilire il valore del bene dovrebbe essere un esperto storico dell’arte basandosi su documentazioni e ricerche di mercato.

Ovviamente possono sottoscrivere una polizza per le opere d’arte sia soggetti privati che enti pubblici, fondazioni, gallerie, commercianti o musei.

Un consiglio: come per tutte le altre assicurazioni è buona norma richiedere diversi preventivi per stabilire in modo semplice quale sia la migliore offerta per le proprie necessità.

E ricordate che ,maggiori saranno le tutele derivanti da sistemi di sicurezza e minore sarà il costo da sostenere. In caso di furto ci saranno verifiche circa la messa in opera dei meccanismi di protezione

Potrebbero esser presenti clausole che non proteggano da un furto con destrezza.

Effettuato cioè bypassando i sistemi di sicurezza previsti.

Dimenticavo : al fine di tutelare davvero la propria collezione, è fondamentale avere sempre tutta la documentazione aggiornata delle proprie opere, immancabile il certificato di autenticità, ma anche quelli legati alla provenienza e i passaggi di proprietà.

Giulio Garsia

www.prosperitas.info

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Attualitàculturapoesia

“Incantevoli incattivite” Parole e Anima a cura di Maria Grazia Lamera.

Maria Grazia Lamera

Incantevoli incattivite
Mai sopite, spesso un pò stranite, un pò nervose, oppresse da faccende troppo onerose.

Vi guardate perplesse certo non contente di voi stesse.

Mai all’altezza, senza sicurezza, forse per insufficiente intelligenza, scaltrezza o bellezza.

Compiti troppo arditi per uomini poco evoluti e sentimenti non eruditi.

Desideri inappagati, sogni ancora sognati.

Mai sopite, incantevoli incattivite…

Maria Grazia Lamera

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Attualitàeccellenze italiane

Arriva il Monopoly dedicato a Forte dei Marmi da un idea di Michael Rothling.

Monopoly dedicato a Forte dei Marmi

Per il Monopoly dedicato a Forte dei Marmi è già tempo di corsa alle prenotazioni. L’idea nasce dal giovane imprenditore Michael Rothling,
Fin da subito ha destato curiosità, chi non ha mai giocato ad uno dei più famosi giochi da tavola come il Monopoly?

Le modalità rimangono invariate, la caratteristica è proprio la sostituzione dei nomi sulle caselle del gioco con i luoghi iconici di Forte dei Marmi.Il circuito di gioco made in Versilia, come noto, può contare sulla partecipazione di hotel a 5 stelle, boutique esclusive, attività commerciali e stabilimenti balneari oltre che a location che appartengono alla tradizione cittadina, come il pontile, il Fortino. «Il nuovo Monopoly un giorno a Forte dei Marmi avrà anche e soprattutto finalità benefiche, infatti, parte del ricavato sarà devoluto a Croce Verde e Misericordia.
Il lancio del prodotto – in edizione rigorosamente limitata ed esclusiva – è previsto a giugno, ma, come conferma Michael Rothling, stiamo andando velocemente verso il sold out.

Sempre in concomitanza con il vernissage dell’appuntamento organizzeremo una grande festa in linea con la visibilità internazionale di Forte dei Marmi». Monopoly che costa 70 euro con ognuno dei 26 sponsor – “proprietari” delle singole caselle del circuito – che avrà a disposizione 100 confezioni, quindi i numeri per questa prima edizione saranno solo 2600.È possibile prenotare la propria scatola del gioco presso: Caffè Giardino, Farmacia Di Ciolo, tabaccheria da Conchino, Forniture Nardini, ristorante Filippo e gastronomia Biagi.


Anche Villa Bertelli è presente nel tappeto del gioco del Monopoly Forte dei MarmiLa Villa entrerà con immagine e logo fra i luoghi più caratteristici del paese .Il Monopoli cittadino ha il patrocinio del Comune di Forte dei Marmi e l’ingresso di Villa Bertelli è stato siglato dal presidente del Comitato Ermindo Tucci e il vicepresidente della Dimian Michael George Rothling società con sede a Hong Kong e con licenza della versione fortemarmina del marchio

Siete pronti ad acquistare il locale storico, un hotel stellato o investire in uno stabilimento balneare ?

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AttualitàRubrica di Elisa Volta

BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Social Network? Si, ma…

BON TON, BON TON,

Secondo Manfred Spitzer, psichiatra, neuroscienziato e scrittore tedesco, viviamo nell’abbondanza di relazioni virtuali che spesso sostituiscono le relazioni sociali, portandoci ad essere “connessi e isolati, giudicati da chi nemmeno ci conosce, spinti a somigliare a un avatar ideale, nel disperato desiderio di piacere”.

E’ questa la solitudine del terzo millennio?

La pandemia non ha certo giovato e i social network sono diventati ancora più uno spazio nel quale rifugiarsi per sentirsi meno isolati, dove è stato possibile continuare a viaggiare, comunicare, conoscere e abbracciare, seppur virtualmente.

Sui social tutti un po’ mentiamo, perché creiamo la versione migliore di noi.

Sono tuttavia un palcoscenico, sul quale, in quanto creature del XXI secolo, siamo chiamate a recitare la nostra parte.

I social network non hanno bisogno di regole: i loro punti di forza sono la leggerezza, l’anarchia, la libertà.


Chi invece ha bisogno di regole, o almeno di una traccia, di qualche consiglio di comportamento sono gli utenti.

Se Instagram è il regno dell’immagine per eccellenza, dove l’egotismo è imperante, Facebook è il contenitore di sfoghi, polemiche e litigi feroci – trovo alquanto divertente che proprio tra gli “amici di Facebook” ci siano spesso gli scambi più ingiuriosi – forse l’amicizia è un’altra cosa?

Tik Tok e Twich, sono il regno dei più giovani, o almeno dovrebbero esserlo!

Ma capita sempre più spesso di imbattersi in nonni (con la vana illusione di non possederla, ma l’età è quella!) che si dimenano in improbabili esibizioni.

Non dimentichiamo mai che ogni notizia o immagine data alla rete, può diffondersi con estrema rapidità uscendo dal nostro controllo.

Anche se il rispetto dell’etichetta virtuale non è imposto da nessuna legge, la sua mancanza può avere conseguenze gravi.

E’ invece perseguito il cyberbullismo, vero e proprio reato.

Un comportamento saggio ed educato sarebbe quello di evitare di pubblicare foto o video di chi non appare in ottima forma o peggio viene ritratto in un momento imbarazzante.

La cronaca ci insegna che tali azioni possono avere ripercussioni e compromettere la vita sociale, familiare o professionale della persona in questione.

Attenzione alle fotografie dei bambini: è assolutamente da evitare la pubblicazione di scatti di bambini senza l’autorizzazione dei genitori.

E’ invece una scelta personale se pubblicare o meno quella dei propri figli. Ciascun genitore agirà secondo coscienza, consapevole dei pericoli della rete.

Quando si posta un’immagine o una fotografia di qualcun altro, è cortese chiederne il permesso, o perlomeno citarne la proprietà. Si tratta di copyright.

Evitiamo l’utilizzo esagerato di filtri.

Quando la nostra immagine si allontana troppo da quella che appare riflessa sullo specchio…allora abbiamo esagerato!

E’ sconsigliato mettere il proprio cuore a nudo per evitare di incorrere in spiacevoli delusioni, ma anche nascondersi dietro falsi profili o pseudonimi magari per criticare, giudicare e spesso insultare.

La buona educazione ed il buonsenso, imporrebbero di presentarsi sempre con il proprio nome e la propria faccia, assumendosi di conseguenza la responsabilità delle proprie azioni.

Commenti: pur partendo dal presupposto che ciascuno è libero di esprimere il proprio pensiero, evitiamo di farlo in maniera sgarbata o peggio offensiva, con tanto di insulti o attacchi personali.

Cerchiamo di moderare i toni favorendo un civile scambio di idee, oppure alle provocazioni rispondiamo con l’indifferenza che può rivelarsi un’arma vincente.

Per concludere “in pillole”:

  • Taggare il giusto e solo le persone che sono coinvolte in qualche modo in ciò che stiamo pubblicando e che gradiscono essere menzionate o pubblicizzate.
  • Moderare l’uso dello stampatello maiuscolo, scrivere con questo carattere equivale a urlare.
  • Evitare di inondare con giochini, applicazioni, e catene di Sant’Antonio chi ha poco tempo e nessuna voglia di trascorrerlo in questo modo.
  • Non comprare followers, ma essere autentici anche se in un mondo virtuale…

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Attualità

“Ginger’s word” Marilyn o Norma?

Ginger's word

La nostra Ginger Inside parlerebbe ore con Marilyn Monroe ,in realtà, per essere precisi con Norma Jeane Backer, la donna e non la “femme fatale” che hanno costruito su di lei i film interpretati e le numerose copertine dei giornali.

Una cosa è la Marilyn Monroe che si muoveva sul set, un’altra la ragazza bionda che cercava di vivere una vita normale lontano dai riflettori.

Le chiederebbe di raccontarle delle sue evidenti fragilità camuffate tra le sue splendide curve, del suo rapporto perennemente tormentano con gli uomini che ha avuto ove è passata da moglie maltrattata ad amante rinnegata; vorrebbe sapere dove trovava la forza di ingerire numerosi psicofarmaci per poi andare sul set e vestirsi dei panni che l’hanno resa celebre, anzi un mito.

E’ convinta che lei sia la più degna rappresentazione della dicotomia tra essere e apparire.

Si narra che una volta lo scrittore Truman Capote la sorprese a guardarsi allo specchio e quando le chiese cosa stesse facendo, lei rispose “La guardo”.

Incredibilmente l’attrice poteva camminare indisturbata per New York senza che nessuno la riconoscesse, poi improvvisamente cambiava atteggiamento, passo, sguardo ed allora ecco che tutti la fermavano per chiederle un autografo.

Lei era solita ammettere sorridendo : “Avevo voglia di essere un attimo Marilyn Monroe”.

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AttualitàRubrica di Elisa Volta

Il bon ton Ieri come oggi, Incontro sulle “buone maniere” a Villa Bertelli ore 17.00 Giardino d’Inverno

Il bon ton Ieri come oggi

Il bon ton Ieri come oggi è il titolo dell’incontro in programma sabato 5 febbraio alle 17.00 nel Giardino d’Inverno di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, promosso da Giulio Garsia, Financial Advisor e inserito nella rassegna L’altra Villa, promossa dal Comitato Villa Bertelli.

A trattare l’interessante tema saranno la scrittrice e collezionista di galatei Elisa Volta e la giornalista e scrittrice Ilaria Guidantoni. Modererà l’incontro Alessio Musella, Editore dell’Art Magazine Exit Urban Magazine e Direttore del Blog Art & Investments.

Dal lontano Rinascimento con Il Cortegiano di Baldassarre Castiglione a il Galateo di Monsignor Giovanni Della Casa, fino ad arrivare ai consigli di Donna Letizia, nella seconda metà del secolo scorso, le regole di  un buon comportamento nella vita sociale sono cambiate radicalmente,  abbandonando formule ritenute troppo rigide, per un’informalità spesso indigesta ai cultori dell’etichetta.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare il libro di Elisa Volta Pillole di Bon Ton, Edizioni Effedì.  Ilaria Guidantoni analizzerà l’evoluzione storica del tema tra guide, usi e costumi. In particolare, tratterà il confronto tra bon ton come stile, educazione sentimentale e sociale e la leziosità delle buone maniere, con quel tocco di snobismo, che a volte le contraddistingue.

E ancora Bon Ton e buon gusto a tavola, tra ragione e sentimento e nell’incontro con nuove culture.

Infine, Alessio Musella parlerà della condotta da tenere durante una mostra d’arte, sia in una galleria privata, che in una sede istituzionale o in un museo.

Tema quanto mai pertinente, considerato che a Villa Bertelli sarà possibile visitare al primo e secondo piano la mostra Andy Warhol e la New Pop, organizzata dalla Fondazione Mazzoleni. Ingresso libero. Necessari: prenotazione 0584 787251, super green pass e mascherina Fp2

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Attualità

Roberta Murr: #RICOMINCIODAME, Grazie Coach… Lettera Aperta.

Roberta Murr

Ieri il mio coach @davide_gemelli mi ha scritto Più dura è la salita maggiore è la soddisfazione.

Oggi ho deciso di condividerlo con voi e fare un piccolo recap del mio percorso #RICOMINCIODAME.

Sono già trascorsi 2 anni da quando, durante la registrazione di un video, come un fulmine a ciel sereno, sono esplosa a piangere e ho fatto outing.

Ho avuto il coraggio di condividere con voi il segreto dei miei disordini alimentari iniziati fin da i miei 16 anni.

Solo pochissime intime persone erano a conoscenza del segreto che custodivo nel mio cuore.

Ma il segreto aveva un peso con ripercussioni sul mio equilibrio psico-fisico.

In quel video pero’ mi sono fissata un goal.

Un anno di tempo per riuscire a trovare la mia strada e smettere di soffrire.

La mia strada per ritrovarmi.

La mia strada per trovare la mia centratura.

La mia strada per raggiungere il mio equilibrio psico-fisico.

Perche’ il peso dei miei pensieri gravava da troppo tempo sul mio corpo e sulla mia stabilità.

Ho avuto modo di sperimentare diverse soluzioni ma senza risultati.

Alla fine ho capito che non esistono segreti miracolosi mordi e fuggi ma esistono i miracoli.

E che la chiave di svolta e’ dentro di noi.

Costanza, determinazione, alimentazione “pulita” (come dice il mio coach) con cibi freschi e sani e allenamento quotidiano (compreso il weekend), sono l’unico grande segreto.

Vi racconto questo perche’ da Settembre, per una serie di problemi famigliari legati alla salute della mia mamma, avevo perso la creatività, la lucidità e la motivazione all’attività fisica.

Oggi pero’ ho fatto uno step in più.

Ho capito che proprio nei momenti di difficoltà bisogna attingere alla nostra immensa forza interiore ed e’ proprio in quei momenti che non possiamo fermarci.

Per stare bene!

Per far stare bene!

Mi piacerebbe che condivideste con me i vostri pensieri, sia qui che in privato se preferite!

Vi voglio bene

Grazie @inshape_method

Grazie @elisamipr per essere stata la mia miccia un paio di giorni fa.

Grazie al mio partner in crime mr.Murr.

Grazie a tutti voi!

Roberta Murr

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Food & Beverage

“L’ Arte ovunque” la Pittrice veneta Sandra Menoia ha scelto la Trattoria Ca’ Landello..

Sandra Menoia

Da sempre la visibilità delle opere di un artista non deve limitarsi alle gallerie.

La riconoscibilità per chi fa arte, è un elemento importante per poter proporre e far ricordare i propri lavori, e ancora oggi, le location come i ristornati, se adeguatamente scelti, e soprattutto se gli spazi messi a disposizione sono ottimali sono garanzia di visibilità.

Basti pensare che in galleria, tolto il vernissage di apertura, raramente entrano più di 10 persona al giorno, in un buon ristornate  il numero come minimo si decuplica, e magari qualche volta i clienti possono diventare acquirenti.

Intendiamoci, la Galleria rimane il luogo per antonomasia per esporre opere d’arte, ma non di certo il solo…

La pittrice Veneta Sandra Menoia ha scelto la Trattoria Ca’ Landello  per esporre alcuni suoi quadri , e la location si è dimostrata davvero interessante.

Una casa colonica radicalmente ristrutturata, un rustico elegante immerso nelle vigne di Prosecco e Cabernet a Noventa di Piave.

La location certo conta molto, ma anche  le scelte culinarie  giocano un ruolo importante e la Ca’ Landello propone una vasta scelta di piatti tipici dell’area delle venezie.

Nulla è lasciato al caso ,I piatti sono sapientemente accompagnati dai vini del territorio e da un’interessante selezione di grandi vini italiani e internazionali.

I titolari Riccardo De Marchi e Chiara Manente della hanno da sempre messo al primo posto Opitalità, convivialità e ricerca della qualità. per far sentire a proprio agio chiunque scelga di varcare la porta della Trattoria Ca’ Landello .

Le Opere esposte sono state scelte dalla pittrice insieme al management del locale, proprio per creare il giusto connubio tra arte, ospitalità.

Sono state posizionate all’ingresso della Sutteria, il luogo ideale per l’aperitivo di benvenuto che anticipa la cena,.

Come spesso accade Sandra Menoia ha iniziato da giovanissima a dipingere olio su tela paesaggi, nature morte, ma ha capito presto che questo stile non le apparteneva, a quel tempo non considerava nemmeno l’arte astratta, adorava l’impressionismo.

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Musica

Intervista al Maestro Jason Tramm, a cura di Enrico Bertato.

Jason Tramm

Tra i Direttori d’Orchestra americani mi sono imbattuto nel Maestro Jason Tramm.

Mi ha colpito la sua grande professionalità e il suo amore viscerale per la musica, la sua totale devozione all’Arte. Laureatosi in musica presso la Crane School e un Dottorato di direzione d’orchestra presso la Rutgers University.

Tra i suoi numerosi impegni come direttore d’orchestra e direttore artistico in America e ospite in Europa si occupa di educare e fare da mentore alla prossima generazione di musicisti è sempre stata una parte centrale della carriera di Jason Tramm. Tiene regolarmente conferenze su un’ampia varietà di argomenti musicali.

Buongiorno, come nasce musicalmente il Maestro Tramm?

Iniziai il mio percorso musicale in giovane età come soprano nella mia chiesa natale.

Avevo 5 anni e sapevo che la musica sarebbe stata la mia strada. Continuai a studiare canto, viola e pianoforte, amavo cantare sia da solista che in coro. Frequentai il conservatorio, dove iniziai a studiare direzione d’orchestra.

È stato in quel momento che trovai la mia vera vocazione: il direttore d’orchestra, l’intermediario tra il compositore e il pubblico, un’arte, un lavoro che si adattava perfettamente al mio io.

Di recente ho festeggiato 25 anni di carriera come direttore d’orchestra professionista e ogni giorno che passa   mi emoziono sempre più.

Durante la sua carriera ha ricoperto vari ruoli anche come direttore artistico, ci dica come sono state queste sue esperienze?

Ho avuto la fortuna di ricoprire molti incarichi artistici nel corso della mia carriera.

Sono sempre stato entusiasta dei vari tipi di musica che ho eseguito durante la mia carriera.

Sono anche professore associato di musica alla Seton Hall University, dove posso condividere la mia esperienza musicale con gli studenti. 

Mentre l’opera ha sempre avuto un ruolo importante nella mia carriera, sia come direttore musicale sia come direttore ospite. Sono stato il secondo direttore artistico della New Jersey State Opera, dopo il mio mentore, Alfredo Silipigni. Attualmente sono il direttore esecutivo della Light Opera del New Jersey e anche direttore musicale e direttore principale del Teatro Lirico D’Europa dal 2015 al 2020.

Come direttore musicale della Mid Atlantic Philharmonic Orchestra, direttore ospite principale della Long Island Concert Orchestra e consigliere artistico e direttore d’orchestra dell’Orchestra Adelphi, direttore musicale del Axelrod Contemporary Ballet Theatre e del coro dell’Ocean Grove Great Auditorium, Corale Taghkanic.

Mi piacciono le sfide di guidare molteplici ensemble e organizzazioni e amo collaborare con così tanti artisti di talento, trovo che la musica mi dia il modo di dare il massimo per ogni organizzazione ogni giorno.

 Lei ha diretto molte opere e molta musica sacra e sinfonica, c’è una esperienza che le è rimasta nel cuore in particolare?

Ho molti ricordi meravigliosi delle esibizioni, ma due in particolare: il mio debutto alla Carnegie Hall nel 2015, ho diretto un coro di 150 voci e la MidAtlantic Philharmonic Orchestra di 565 elementi.

È stata una tale benedizione fare musica e ricevere una standing ovation in quel magnifico teatro che ha una storia così importante nella musica. Nel 2009 ho diretto il Requiem di Verdi, fu trasmesso in televisione, è stato speciale far parte di una musica così grandiosa che è stata vista da oltre 500.000 persone.

Lei ha fatto molte tournée in Europa, quali sona suo parere le differenze musicalmente parlando tra America ed Europa?

Mi piace sempre fare musica in Europa, trovo che la musica classica tenda ad essere supportata meglio nei paesi europei. Anche le città più piccole hanno organizzazioni artistiche professionali sponsorizzate dal governo.

Questo non è il caso degli Stati Uniti, che si basano principalmente su donazioni private e aziendali per finanziare le arti.

Lei conduce un programma chiamato “Music Matters”, un programma con interviste vari musicisti come è nato questo progetto?

La pandemia di Covid 19 ha colpito profondamente tutte le persone e i musicisti hanno sofferto molto poiché le esibizioni dal vivo sono state interrotte per un lungo tempo.

Ho avuto importanti debutti cancellati a Vienna, Praga e in Inghilterra e nell’estate del 2020 avevo bisogno di uno sfogo artistico in quel periodo in cui non facevo musica dal vivo, con mio figlio Quinton (un videografo di talento e mago della tecnologia) abbiamo fondato “Music Matters with Jason Tramm”, un’opportunità per intervistare artisti illustri in una varietà di generi e concentrarci sulle innovazioni artistiche e sulle scoperte personali fatte in tempi difficili.

Abbiamo prodotto oltre 250 puntate ed è diventata una parte essenziale della mia vita. Pubblichiamo le puntate sul mio canale YouTube e abbiamo un incredibile elenco di artisti in arrivo per2022

Quali sono i suoi progetti futuri?

Dirigerò una La Boheme ambientata in tempi moderni con il regista Andrea Del Giudice per la fine di marzo con la Light Opera of New Jersey, registrerò un video con il Concerto per pianoforte n. 1 di Tchaikovsky con la pianista Karine Poghosya che verà pubblicato sul mio canale YouTube e sarò il nuovo direttore musicale del Beethoven Fest di New York, che verrà lanciato il prossimo giugno a Manhattan.

www.JasonTramm.net

Enrico Bertato

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON, BON TON, RUBRICA A CURA DI ELISA VOLTA: Lei…a chi?

elisa volta

Il Lei è oggigiorno percepito quasi al pari di un insulto!

Vista ormai come una forma di comunicazione desueta e permeata di snobismo, l’abitudine di rivolgersi agli estranei o ai superiori con tale modalità, è considerata addirittura fastidiosa e troppo formale.

Viene percepita come intenzione di porre distanza e barriere in un mondo che reclama invece uguaglianza e spontaneità.

Capita sempre più spesso di entrare in negozi e famose catene, salutare con un buongiorno o buonasera ed essere accolti con un gioioso e fresco «Ciao! Dimmi pure.»

Personalmente, pur lusingata, dopo un primo istante di ingiustificata euforia in cui mi dico: «Forse mi ha scambiata per una coetanea!», torno alla lucidità e persevero nel mio intento: «Potrebbe mostrarmi…» ricevendo in risposta un grande sorriso, una squisita cortesia e un: «Certo. Ti faccio vedere!»

Non pretendo l’accoglienza degli addetti alle vendite delle prestigiose maison, istruiti adeguatamente per acquisire quella giusta dose di aristocratica distanza che rende i prodotti ancora più preziosi, ma ritengo poco professionale che una o un giovane si rivolgano ad un cliente sconosciuto che porta un’età decisamente superiore alla loro, dando del Tu insistentemente.

Il Lei è una formula di rispetto e anche l’unica formula che si dovrebbe utilizzare con persone alle quali non si è legati da un rapporto di amicizia. Il passaggio dal Lei al Tu, potrà avvenire in conseguenza di una frequentazione o dalla volontà di uno dei due. A manifestare tale volontà, dovrebbe essere la donna, oppure la persona più anziana o quella più autorevole o gerarchicamente superiore.

Il Lei deve sempre essere reciproco: non è corretto pretendere il Lei dando il Tu.

Questo anche nel luogo di lavoro, dove un superiore non dovrebbe rivolgersi con il Tu ad un sottoposto da cui pretende il Lei.

Ci sono occasioni per le quali il Tu, anche per chi si incontra per la prima volta, è una regola: è il caso degli appartenenti allo stesso ordine professionale (avvocati, medici, giornalisti, ecc.), tra soci del medesimo club, tra colleghi, in contesti informali dove si viene introdotti tra amici da amici e naturalmente tra coetanei giovani.

Personalmente, amo dare del Lei alle persone per le quali nutro profondo rispetto e lo faccio anche con i giovani sul luogo di lavoro, perché lo ritengo un modo per riconoscere la loro professionalità.

Come sempre, non è solo “la regola” a doverci guidare, ma il contesto nel quale ci troviamo e soprattutto il buonsenso.  

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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