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Redazione

Rubrica di Elisa Volta

“BON TON BON TON” A CURA DI ELISA VOLTA “Da Monsignor Della Casa al selfie”.

ELISA VOLTA


[…] NON ISTÀ BENE A FREGARSI I DENTI CON LA TOVAGLIUOLA, E MENO CHE MENO COL DITO, CHE SONO ATTI DIFFORMI.

Né risciacquarsi la bocca e sputare il vino, sta bene in palese.

Né in levandosi da tavola portar lo stecco in bocca, a guisa d’uccello che faccia suo nido, o sopra l’orecchio, come barbiere, è gentil costume […]

Si tratta di un estratto dal libro “Galateo” di Giovanni Della Casa pubblicato, postumo, nel 1558.

Mi auguro che ai giorni nostri nessuno più si risciacqui la bocca con il vino per poi sputarlo, ma vi assicuro di aver avuto la spiacevole occasione di vedere una “Signora” a tavola, intenta a strofinare accuratamente il tovagliolo sopra gli incisivi prima di un selfie!

Sono una fervida sostenitrice dell’igiene orale, ma raccomando di svolgere tali operazioni con l’ausilio di spazzolino e dentifricio nella riservatezza della sala da bagno.

Veniamo agli stuzzicadenti: non vanno mai portati a tavola, ma soprattutto in questo contesto non devono essere usati.

Se non possiamo proprio fare a meno di incuneare l’incriminato legnetto fra i denti, chiediamolo al cameriere o ai padroni di casa con discrezione e spostiamoci nella toilette per condurre le operazioni.

Gli stuzzicadenti che accompagnano olive o tartine servono per prendere tali alimenti e portarli alla bocca.

Da lì poi, lo stecco si allontanerà immediatamente.

Non resteremo con il legnetto accomodato sulle nostre labbra «a guisa d’uccello che faccia suo nido».

Elisa Volta

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AttualitàMusica

FILLY LUPO, LA TANGUERA PODCASTER…

FILLY LUPO

La passione per il tango di Filly Lupo ha trovato una nuova forma: il podcast.

La poliedrica performer milanese ha iniziato, infatti, la pubblicazione di una serie di audio-racconti dedicati al ballo di cui si è fatta ambasciatrice.
Si tratta di racconti che evocano il tango come genere musicale ma anche come filosofia di vita.
Grandi classici e brani meno noti diventano, dunque, la colonna sonora di storie, che attraversano tutto il ‘900 e che, quasi sempre, sono sospese tra l’Argentina e l’Italia.


Questo è il caso, ad esempio, del primo episodio intitolato Renato Cesarini, tanghi e gol al 90°, in cui la voce di Filly Lupo ripercorre la vita del calciatore nato a Senigallia, emigrato a Buenos Aires e diventato famoso con la maglia della Juventus per i gol al 90°.

CLIKKA QUI per ascoltare il podcast RENATO CESARINI

Naturalmente, il podcast spiega come nacque la famosa Zona Cesarini, del giocatore, però, viene ricordata
soprattutto la passione per il tango, che a Torino trovò una declinazione davvero speciale.


“I podcast danno valore alla parola, come il canto: è una forma di espressione che sento mia” spiega Filly Lupo “Del tango, poi, mi hanno sempre affascinato le biografie dei suoi protagonisti e gli aneddoti legati alle canzoni.

È nata così l’idea di realizzare questa serie di audio-racconti”.
Dopo la storia di Renato Cesarini, Filly Lupo ne ha raccontata una altrettanto originale e interessante: quella dell’incontro tra Enrico Caruso e Carlos Gardel.

CLIKKA QUI per ascoltare il podcast Enrico Caruso e Carlos Gardel.

È una vicenda risalente al 1915, che ha dato alla tanguera della Bovisa l’opportunità di combinare, ancora una volta, tango e canzone napoletana.
“Da dieci anni porto in giro il recital ‘Da Napoli a Buenos Aires’, in cui metto in connessione due mondi musicali che amo molto” sottolinea la cantante “Mi ha colpito scoprire in che modo Gardel e Caruso si conobbero e come entrarono subito in sintonia.

È stato emozionante rievocare il loro incontro, raccontandolo con parole e canzoni che fanno parte della mia identità artistica”.
Come gli altri, anche l’episodio dedicato a Gardel e Caruso fa parte del podcast “Racconti di tango”, disponibile su Spotify, Amazon Music, Apple Podcasts e sulle principali piattaforme di audio-racconti

Foto di STEFANO MOLASCHI

Cappelli di Steven’s Hats 

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Attualitàpoesia

PAROLE E ANIMA A CURA DI MARIA GRAZIA LAMERA :”GAUDENTI GALLINE”.

MARIA GRAZIA LAMERA

Si svegliano tutte le mattine e scrutano nell’aia attorno:

non molto intelligenti sanno però che non c’è un ritorno.

Fanno dunque, convinte ma non sempre sincere,

un bel giretto ed il loro dovere.

Benchè non vi sia nulla di sodo, in attività serie si applicano e contrattano: una conferenza, una beneficenza, una reverenza a un’eminenza.

A volte anche un artista: dipende da chi c’è sulla lista.

Ma dopo poco gli inviti impazzano e fra loro le dame starnazzano.

Divertendosi come bambine, gaudenti galline.

MARIA GRAZIA LAMERA

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Attualità

– FORTE DEI MARMI – un bagno di folla per la presentazione della squadra del Sindaco Bruno Murzi per il suo secondo mandato.

Sindaco Bruno Murzi

Bruno Murzi ha presentato i punti del suo programma e i nomi dei candidati della lista Noi del Forte.

La Terrazza del ristorante Pesce Baracca è stata il palcoscenico della presentazione della Squadra del Sindaco ,terrazza gremita di sostenitori e simpatizzanti e tanto entusiasmo intorno alla ricandidatura del primo cittadino.

Squadra che vince non si cambia, ma si amplia, infatti ha confermato in larga parte la squadra uscente, con soli 4 nomi nuovi su dodici in lista, : il medico di famiglia Duilio Maggi, la professoressa Giovanna Telga, il vulcanologo Mauro Rosi e il broker assicurativo Michele Pellegrini

Per questa seconda corsa Bruno Murzi grazie all’eccellente lavoro svolto in questi 5 anni ha dissipato i dubbi che all’inizio del suo primo mandato qualcuno aveva nei suoi confronti, vista la poca esperienza politica.

Oggi gode del sostegno diretto dei partiti di centrodestra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e questo è stato chiaro a tutti avendo notato la presenza di parlamentari e segretari provinciali dei tre partiti, così come di Italia Viva e dei sindaci di Pietrasanta e Seravezza, e questo significa che gli amministratori vicini approvano l’operato svolto e che ci sono importanti prospettive per  lavorare insieme».

Il chirurgo pediatrico ha raccontato quanto  realizzato in cinque anni punto per punto e soprattutto  progetti che coinvolgono diversi settori che potranno diventare realtà nei prossimi anni.

Bruno Murzi ha sottolineato:

«Valutateci su quello che è stato fatto ,se siamo stati in grado di mantenere le promesse, capaci di migliorare il paese e se abbiamo lavorato. Valutate come è oggi Forte dei Marmi».

Il punto di forza indiscutibile del  progetto politico del Sindaco  è “aver mantenuto le promesse fatte” , essere stati in grado di produrre benefici a questo paese investendo in maniera migliore  e chiara i soldi dei contribuenti.

Basti pensare ad alcune delle realtà create come il viale a mare restituito in toto  alla pedonalità, nuovi parcheggi e il progetto di  realizzare una nuova scuola dopo 40 anni che non se ne sono più costruite al Forte, il verde al primo posto e da non dimenticare che questa amministrazione ha  contribuito a trasformare Villa Bertelli insieme al comitato presieduto dall’Avv. Ermindo Tucci , in un catalizzatore di cultura, grazie all’organizzazione  di concerti, incontri , eventi culturali e mostre ,ultima in termini di tempo e attualmente presente Andy Warhol e la New Pop.

Insomma, nonostante la pandemia hanno rimesso in moto il paese.

Ogni candidato ha avuto la possibilità di presentarsi dopo il discorso con cui Murzi ha toccato tutti i settori della macchina amministrativa, fra le conferme – la vicesindaca Graziella Polacci, elogiata dal primo cittadino come la scoperta del suo gruppo, gli assessori Enrico Ghiselli, Simona Nicoletta Luisa Seveso e i consiglieri delegati Luigi Trapasso, Alberto Mattugini, Sabrina Nardini, Massimo Lucchesi ed Elisa Galleni.

Murzi ha tenuto a precisare che il grande sostegno dimostrato da molti partiti deve rimanere un sostegno nei contenuti e non di appartenenza a prescindere, perché per crescere sono importanti le buone idee di tutti.

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Attualitàbeauty

ORTENSIA TROPEANO: Bellezza e benessere in mani esperte.

ORTENSIA TROPEANO

«Lancio OT Eyebrows il siero per le sopracciglia e esporto il mio know how fuori dalla Campania.

Prendersi cura di sé è il vero senso della vita»

Quasi trent’anni di esperienza e formazione.

Ortensia Tropeano è un brand benessere che si è affermato sul territorio di San Giorgio a Cremano (in provincia di Napoli) con un centro frequentato da donne e uomini di tutta la regione e che ora si pone l’obiettivo di aprire nuovi punti in altre città d’Italia. Esperta di benessere, Ortensia Tropeano diventa beauty e wellness manager, pronta a esportare il suo know how fuori dalla Campania.

Il punto forte di Ortensia Tropeano sono le sopracciglia.

Con una formazione di make up artist e visagista, per lei, le sopracciglia sono sempre stata una parte importantissima del viso.  I due anni di lockdown hanno aguzzato il suo ingegno. «Con il viso coperto dalla mascherina, gli occhi sono diventati ancora più importanti; il nostro unico modo di comunicare – racconta Ortensia Tropeano –.

Ho lavorato molto in contatto con un laboratorio ed è nato OT Eyebrows Conditioner, un siero per sopracciglia sicuro, efficace e capace di dare forza e struttura, nato dopo tanta ricerca e tante prove, che deve essere applicato per 3 mesi, mattina e sera.

La formula ha la texture di un gel condizionante che crea un film leggero sulle sopracciglia, dalla rapida asciugatura.

Contiene un’elevata percentuale di ingredienti attivi: un mix di proteine di origine vegetale in grado di nutrire, proteggere e detossificare le sopracciglia dalla radice, aiutando a riattivare la crescita con un effetto ridensificante e rinforzante in 30 giorni;

Biotynoil tripeptide-1, che agisce già dopo 15 giorni aumentando fino a 3 volte la lunghezza e il diametro delle sopracciglia; Pantenolo e Estratto di equiseto, che conferiscono idratazione e rinforzano la struttura pilifera». 

Le sopracciglia restano la sua grande passione ma Ortensia Tropeano è anche un’esperta di benessere e consiglia come prendersi cura di sé e della pelle di viso e corpo.  Cosa fare prima di esporsi al sole e durante l’esposizione solare? «La pelle deve essere curata tutto l’anno.

È necessario proteggersi dai raggi solari sempre, non solo in estate – spiega Ortensia Tropeano –.  Irrinunciabile una skin care quotidiana, mattina e sera, con una crema in linea con la qualità del pelle e l’età della persona; e una volta a settimana bisogna agire con scrub e maschera.

La protezione solare (da usare anche in inverno e in autunno) deve essere fattore 50.

Per l’esposizione al sole, possiamo passare alla protezione fattore 30 solo quando la pelle si è scurita.

Altra cosa importante da fare durante tutto l’anno sono le sedute di radiofrequenza, che stimola il collagene e l’acido ialuronico attraverso il calore. Insieme al viso, il corpo va costantemente curato con creme idratanti. Il freddo e la copertura con abiti pesanti possono fare seccare la pelle.

È importante prendersi cura si sé anche con integratori naturali.

Per il viso: integratori a base di collagene; per il corpo: vitamina E e vitamina C, soprattutto.

E poi sono sempre salutari lunghe passeggiate che in belle giornate di sole fanno assumere alla pelle la vitamina D». 

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AttualitàRubrica di Elisa Volta

“BON TON BON TON” A CURA DI ELISA VOLTA : Incontrarsi con le parole piuttosto che scontrarsi con le armi.

elisa volta

“Bon ton Bon ton”, un titolo che trasmette leggerezza e joie de vivre (direbbero i francesi) e infatti queste parole potrebbero essere canticchiate sulle note della celebre canzone Bonjour Bonjour di Yu Yu.

Ritengo che la leggerezza e l’ironia siano le strade meno accidentate su cui far transitare i concetti più delicati.

Questo nostro appuntamento, non può estraniarsi dalla realtà, perché le buone maniere riguardano ogni aspetto della vita. Non mi è possibile dimenticare ciò che sta accadendo a pochi chilometri da noi e a cui assistiamo impotenti.

Ero certa (come tutti, credo) che non avrei mai più visto una guerra, non in Europa, non così.

Perché se la vita umana ha ancora un valore, dalla guerra si esce sempre sconfitti, anche se vincitori.

Sentiamo ripetere termini come: soluzione diplomatica”, “dialogo”, “mediatore”, “negoziazione”.

Unici appigli a cui ancorare le nostre speranze nell’auspicio di una risoluzione.

Incontrarsi con le parole piuttosto che scontrarsi con le armi.

Ma se è nel dialogo che riponiamo tutta la nostra fiducia, quanto, anche sul piano personale, per evitare gli scontri e le tensioni, è importante imparare a comunicare?

È sufficiente guardare un qualsiasi dibattito televisivo per rendersi conto di come la prevaricazione, la manipolazione, il tentativo di persuasione, le urla e lo sproloquio e non il confronto, siano i mezzi utilizzati per dialogare.

Forse dovremmo proprio ripartire tutti da qui: imparare a comunicare tra di noi, applicando il bon ton della parola.

Il dialogo dovrebbe essere uno scambio, dove ciascuno esprime le proprie idee dando il personale contributo e ricevendo in cambio un arricchimento, una visione più ampia.

Nei dibattiti, ma anche nelle nostre relazioni, ci siamo purtroppo abituati a vedere come vincente, non necessariamente chi sviluppa la tesi più ragionevole, ma chi riesce ad avere la meglio sugli altri, e lo fa, come in un duello, preoccupandosi solo di colpire e di parare i colpi.

Un mediocre e goffo tentativo di applicazione dei celebri 38 stratagemmi di Schopenhauer nel “L’arte di ottenere ragione”.

Forse, per comprendere, dobbiamo tornare agli anni ’80 e ai galatei che diventano manuali “per farcela”, per mettersi in mostra, guide per l’autoaffermazione che insegnano le tecniche di comunicazione per essere vincente o dove le formule di persuasione vengono applicate per vendere i prodotti.

Ma se aspiriamo ad un mondo meno aggressivo e prepotente, forse, ciascuno di noi dovrebbe iniziare proprio da qui. Nei dialoghi dovremmo imparare ad “ascoltare” più che a “parlare”, ad interessarci davvero al nostro interlocutore e alle sue parole.

Se in una disputa vogliamo esprimere una posizione o sostenere una tesi, facciamolo con modi garbati, senza offendere il nostro interlocutore e senza tentare di sovrastarne la voce, alzando il tono della nostra. Lasciamo terminare e poi replicheremo.

Tentiamo di cambiare la convinzione che siano solo l’aggressività, la prevaricazione e la maleducazione le uniche vie per ottenere ragione o per apparire vincenti.

Personalmente sono molto infastidita da questo approccio comunicativo e quando nei dibattiti  televisivi iniziano ad alzare i toni e a urlare, cambio canale.

Imparare a comunicare con gentilezza non farà purtroppo cessare le guerre, ma iniziare a percepire il dialogo come scambio e non come lotta e esibizione di superiorità, migliorerà sicuramente i nostri rapporti sociali.

È sempre dalle piccole cose che hanno inizio i grandi cambiamenti.

Elisa Volta

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“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

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Attualità

Santiago on Wheels il Cammino per abbattere i limiti di Enrico Bertato.

Francesco Forgione

Una storia, un monito a non arrendersi mai, uno spaccato della storia di Francesco Forgione 24 anni affetto da Distrofia Muscolare di Duchenne.

Oggi raccontiamo del Cammino di Santiago, in una veste poco convenzionale, lo vedremmo dagli occhi di Francesco, costretto su di una sedia a rotelle da una forma di DMD. La sua impresa sarà filmata in un documentario “Santiago on Wheels”. Lo scopo, la finalità è sensibilizzare la società su una su tematiche legate alla diversità e abbattere i muri dell’isolamento che ancora esistono,

Come dice lo stesso Francesco “Con il supporto degli altri posso fare qualunque cosa, se la società mi ignora i muri che mi separano dai miei obiettivi diventano altissimi, e questo credo valga per tutti, non solo per le persone disabili. Perché è la solitudine e l’indifferenza ai problemi che rende realmente una persona disabile”. 

Ad accompagnare Francesco ci saranno Marvin Miller alla Regia, Fotografia e Operatore cinepresa, Mattia Vescovo alla Regia, Riprese Drone, supporto tecnico, Davide Casetta al Backstage, supporto tecnico, Letizia Micheletti Assistente di Francesco, e i Genitori di Francesco che faranno da Driver e supervisione

La partenza è fissata per il 27 maggio da Ancona alla volta di Civitavecchia, il viaggio inizierà a bordo di un camper attrezzato per le specifiche esigenze di Francesco. 

A Civitavecchia si imbarcheranno su una nave per Barcellona e da li verso Serria, punto di inizio per il Cammino di Santiago, 100 km a piedi. “Il camper ci precederà, scandendo le soste del nostro viaggio: in fin dei conti le gambe pesano!”, così ci dice Francesco, “oltre a vivere l’esperienza del cammino di Santiago, l’obiettivo principale è quello di realizzare un documentario che mi permetta di condividere l’esperienza anche con chi non sarà fisicamente al mio fianco.

Tutto questo per veicolare un messaggio molto importante: dobbiamo cambiare radicalmente il modo di concepire la disabilità.

In particolare: comprendere come può essere complesso muoversi per chi si trova in una situazione simile alla mia, eliminare i “canoni abilisti” della società, dimostrando che una persona con disabilità non conta meno, dimostrare che con una buona dose di determinazione tutto è possibile e condividere a 360° l’esperienza del Cammino. Il regista Marvin Mille ci ha confidato: “non appena Francesco mi ha parlato del progetto non ho esitato un solo istante e ho sposato subito l’iniziativa. In questi tempi difficili, dove regna sovrana la solitudine e l’individualismo, lo scopo è quello di puntare un faro su temi sociali come la disabilità/diversità, inoltre vogliamo lanciare un messaggio di positività e ottimismo, perché, sono convinto che abbiamo moltissimo da imparare da Francesco, che nonostante la DMD si farà il cammino di Santiago su una sedia a rotelle.

Realizzare un documentario è un’impresa titanica; ci vogliono molte risorse in termini di attrezzatura video-fotografica e personale specializzato e sono convinto che con il supporto di tutti possiamo farcela.

Per rendere possibile quest’avventura abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding su produzioni dal basso e sono rimasto piacevolmente sorpreso nel vedere che si è subito creata una bellissima community che cresce sempre di più e crede del progetto.

Vorrei ringraziare a tutti nostri sostenitori”. Avremo così modo di vedere e vivere, attraverso Francesco che con le sue difficoltà del caso, un’esperienza unica, una metafora della vita stessa, il mai arrendersi e il far divenire reali i propri sogni.  

Percorso, numeri indicativi

• CAMPER 2709 KM

• NAVE 40 ORE

• CAMMINO 118,7 KM

Per maggiori info clikka Qui

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Arte

SPAZIO SV-CENTRO ESPOSITIVO SAN VIDAL: UNA PREGEVOLE CASA CHE PORTA I SAPORI DI UN IMPORTANTE PASSATO CULTURALE  a cura di Maria Marchese

SPAZIO SV-CENTRO ESPOSITIVO SAN VIDAL

Con i mesi di Novembre e Dicembre, lo Spazio San Vidal aprirà le proprie soglie per ospitare due esperienze espositive complementari: “I’LL BE YOUR MIRROR e “SEME” .

Gli artisti hanno modo, quindi, di manifestare se stessi, attraverso espressioni d’autore dirette e altresì riflessive; esse parlano, in entrambi i casi, del rapporto dell’essere umano più immediato e intimo… quello, quindi, con il proprio io, e, medesimamente, con ciò che quest’ultimo addiviene, interagendo con la realtà che lo circonda e, in particolar modo, con il mutevole potenziale della Natura.

Lo faranno con linguaggi differenti, che, però, si integrano nel medesimo idioma: l’arte diviene, quindi, alfabeto speculativo personale, corale o riservato.

Le mostre saranno curate dalla sinergia nata tra Christian Palazzo con l’editor Alessio Musella e la poetessa e curatrice Maria Marchese.

Christian Palazzo accoglierà, allora, gli interpreti, nella propria dimora… e che dimora!

Le pareti di SPAZIO SV – CENTRO ESPOSITIVO SAN VIDAL profumano dei fermenti intellettuali degli anni ’40.

Il Maestro Felice Carena fu il primo presidente del “Cenacolo San Vidal” : nel 1949 si espresse, nella chiesa (non aperta al culto) , denominata “Galleria San Vidal” , la prima importante mostra d’arte e artigianato liturgico.

La parola “cenacolo” ritrova, in questo senso, il proprio spessore esperienziale di convivio: in esso, intellettuali o artisti ammanniscono varie manifestazioni di un “credo” comune.

“Centro d’Arte San Vidal”  nasce, invece, negli anni Sessanta, per mano dell’illustre critico d’arte e giornalista del «Gazzettino» Paolo Rizzi e del pittore Maestro Ernani Costantini.

Quelle pareti hanno ospitato florilegi interpretativi di autori del calibro di Felice Carena, Virgilio Guidi, Bruno Saetti, Saverio Rampin, Tancredi Parmeggiani, Giorgio De Chirico, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Massimo Campigli, Felice Casorati,  Marco Novati, Marzio Banfi, Neno Mori, Giampaolo Domestici, Francesco Valma, Miro Romagna, Carlo Dalla Zorza, Remo Brindisi, Georg Rouault, Pietro Annigoni, e tanti altri artisti di fama nazionale e internazionale.

Negli anni ’90 il Centro ha cambiato location e, dalla Chiesa di San Vidal, si è trasferito nella ex Scoletta di San Zaccaria.

Arti e Mestieri d’un tempo impregnano i confini di questo nuovo spazio, maturando, però, inespresse indagini conoscitive.

Dal 2018 in poi, con l’avvento della nuova direzione, si sono apportati lavori fondamentali di rinnovamento, che hanno reso quel “templum”  più attuale e fruibile, valorizzando, invero, la memoria storica concreta.

Proprio durante questo anno, la parte organizzativa viene affidata a Christian Palazzo. Esperto di fotografia e di arti visive, nel passato aveva un’unica certezza: il mondo dell’arte rappresentava la sfera evolutiva in cui sentiva la necessità di esperirsi e crescere.

Cambia, in realtà, lo sguardo rivolto nei confronti della sua figura; via via matura un ruolo, che lo vede cambiare totalmente la veste… così, si spoglia dell’abito dell’esteta, per appropriarsi di quello del “art planning developer” .

Con occhio lungimirante e cangiante, sceglie, accuratamente, tematiche, autori, dettagli grafici e spaziali, accogliendo, con centellinata ricercatezza, ogni singolo evento, dal workshop alla presentazione letteraria, dall’esposizione ai dibattiti.

Un progetto che si sta distinguendo, nato proprio a cavallo tra il 2021 e il 2022, è “NEBULAE”  : si concretizzerà in una ricercata edizione cartacea, che verrà consegnata a biblioteche, musei e fondazioni, in cui è possibile trovare molteplici volti del panorama artistico nazionale e internazionale e i loro riferimenti.

Sarà, quindi, uno strumento utile e efficace per gli addetti ai lavori e per gli artisti, offrendo uno scelto spaccato divulgativo.

Un calendario, quello dello Spazio San Vidal, ricco di eventi, che si susseguono; le mostre hanno un’identità propria e policroma, coinvolgendo scambi interpretativi interessanti e peculiari “Orizzonti Trasversali” . “IL MONDO INVISIBLE” ,  “CAMERA CHIARA” e “MISCELLANEA”  hanno messo in dialogo il pubblico con gli universi dell’astrattismo, della fotografia e del Carnevale, fornendo poliglotte chiavi di accesso a inusuali e alternativi portali artistici.

Un ennesimo “stargate”  solleticherà immaginario e attenzione, nel mese di Aprile:  “JEUX D’AMOUR” di Pietro Beretta rapirà, allora, il senso, fascinandolo addentro il complesso viaggio, compiuto, dal protagonista, con la scomparsa compagna e Musa Annagret Engelberger.

Questo simbiotico rapporto si traduce in istanti compositivi e plastici, episodi di una narrazione, diadica, universale e sociale, liquefatta indi in preziose custodie lignee di vini, in estatiche sedute… alla ricerca dell’obliato e sincero volto, fermo, tra le concrete trame di quella liturgia complice.

Maria Marchese

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AccessoriAttualitàModa

Moda e aziende insieme per la tutela dell’ecosistema: “FASHION FOR FUTURE”.

FASHION FOR FUTURE

Sull’asse Napoli-Milano nasce il movimento Fashion for Future su iniziativa della rivista di moda Pink Life Magazine, stampata su carta riciclata e certificata FSC, e di Amaranto Holding S.p.A., azienda leader nella progettazione e realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Partner del movimento Accademia della Moda di Miliano, con gli allievi che stanno lavorando su progetti moda ecosostenibili.

«Fashion for Future si propone come movimento che invita l’universo “moda” e l’universo “azienda” a prendersi cura del mondo in cui viviamo e a tutelare l’ecosistema – spiega Linda Suarez, editore e direttore della rivista digital Pink Life Magazine –. L’idea nasce dall’incontro con Antonello Amoroso, fondatore di Amaranto Holding SpA.

L’ambizione è rendere Fashion for Future una delle declinazioni del movimento globale che si è spontaneamente formato attorno all’azione di Greta Thumberg.

Ognuno di noi può e deve compiere piccoli gesti quotidiani a tutela dell’ecosistema.

Il primo passo concreto che Pink Life Magazine compie è la scelta di stampare da questo numero su carta riciclata Noi iniziamo così e siamo pronti ad accogliere in Fashion for Future tutte le realtà che vogliono fare rete e condividere il messaggio e l’azione con noi».

«In Italia esistono moltissime eccellenze del comparto moda, sartoria, industrie tessili e su alcune siamo già intervenuti migliorando energicamente le strutture – spiega Antonello Amoroso –. Sostenibilità ed economia circolare non possono rimanere temi da convegno, bisogna agire e farlo in fretta.

Le dinamiche all’interno del settore sono complesse e necessitano delle risposte politiche che siano articolate e, soprattutto, che pianifichino la transizione dell’industria verso un modello di maggior disponibilità.

Oggi sono disponibili i fondi del PNRR e sono disponibili anche fondi di investitori privati. Il nodo da sciogliere è la burocrazia, troppo lenta e complessa.

È necessaria e urgente un’interazione concreta tra pubblico e privato. Nell’azione di comunicazione e divulgazione dell’urgenza Pink Life diventa un partner ideale, che dà un bel segnale optando per la stampa su carta riciclata».

«Amaranto Holding S.p.A. inizia la sua attività nel 2008 con la società Energia Prima SpA realizzando importanti progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e aggiudicandosi il podio all’interno del Report IHS Technology con una pipeline di 250 MW in partnership con Bester – continua Amoroso –.

In seguito, con la fondazione della holding nel 2010, abbiamo integrato l’intera filiera formando un team di giovani professionisti altamente qualificati per offrire un supporto completo alle aziende dalla progettazione, al servizio EPC, dalla gestione globale degli asset alla manutenzione degli impianti».

«In questa nuova ottica “ecosostenibile”, l’obiettivo diventa quello di creare una rete tra realtà che, pur facendo impresa e business, si muovono nel rispetto del pianeta e a tutela dell’ecosistema – racconta Donatella Liguori, business manager Pink Life –. Anche il mercato automotive si sta muovendo in questa direzione con la creazione di modelli di automobili elettriche.

Certo, ci vorranno almeno due anni per un uso diffuso di questa tipologia di auto perché le colonnine per ricaricarle sono ancora molto poche ma il futuro è questo.

La rivista accoglierà e divulgherà realtà imprenditoriali ma anche azioni, notizie, consigli su come tutelare l’ecosistema e come vivere in maniera corretta la nostra quotidianità.

Oggi tra i nostri partner, oltre ad Amaranto Holding SpA, c’è Ortensia Tropeano, che, con un team di chimici e biologi, per la creazione di un siero sopracciglia naturale e non testato sugli animali.

Scelta e esempio virtuoso di tutela dell’ambiente. Amaranto Holding SpA è la soluzione per tante aziende che possono continuare la loro produzione scegliendo fonti di energia rinnovabile e adattando le loro fabbriche; può essere la soluzione per le strutture ricettive e per le SPA, per esempio. Pink Life Magazine si pone l’obiettivo di creare una rete concreta tra realtà virtuose e di invitare il mondo dell’imprenditoria italiana a guardare in quest’ottica: proteggere il mondo in cui viviamo è l’unica chance che abbiamo anche e soprattutto per il benessere di ognuno di noi».

Ufficio stampa e Media PR

Francesca Scognamiglio Petino – francesca.sco@gmail.com

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Attualità

Più Alberi a Forte dei Marmi grazie all’Amministrazione Murzi.

bruno murzi

L’Amministrazione Comunale di Forte dei Marmi continua ad investire sul patrimonio arboreo della perla della Versilia che da sempre famosa per il verde e per il quieto vivere nel 2015 è stata palcoscenico di una bufera di vento lunga e potente come nessuno ricorda che ha mutato inevitabilmente il paesaggio con raffiche di vento che sono arrivate fino a 135 chilometri orari.Pini sradicati come se fossero canne di bamboo.

Lecci abbattuti come se ci fosse stata un’esplosione.

Piante secolari venute giù in massa.

Come se non bastasse anche un parassita delle piante negli anni successivi ha fatto il suo ingresso nella “comunità arborea” della cittadina, facendo morire diverse piante.
Questi nuovi innesti di verde verranno posizionati in diversi siti, tra cui l’area ex luna park, la Piazza Etterbeek, il parco giochi Madre Maria, il parco giochi in Via Papa Giovanni XXIII, la Piazza Dante e la Via XX Settembre. , da non dimenticare il grande parco a Vittoria Apuana che parte dalla Via Francesco Carrara e termina in Via Donati nel quale verranno posizionati giochi per bambini e strade ciclabili.

Come confermano il sindaco Bruno Murzi e l’assessore ai Lavori Pubblici Enrico Ghiselli – queste nuove alberature sostituiranno le precedentemente seccate e contestualmente verranno anche piantumati nuovi alberi per la valorizzazione di alcune aree,

Con la collaborazione dell’ufficio Lavori Pubblici, che a seguito le varie fasi dell’appalto e seguirà la fase esecutiva degli interventi, è stata prevista la piantumazione di essenze autoctone.

L’intervento è stato affidato alla ditta Hesperides di Forte dei Marmi per un importo di poco inferiore ai 40 mila € e prevede la fornitura e messa a dimora delle piante, con una garanzia di attecchimento di un anno.“

Il patrimonio arboreo è un bene che deve essere tutelato e migliorato, e proprio questo è uno degli obiettivi che l’attuale Amministrazione

Comunale si è sempre dato fin dall’inizio del suo mandato con continui investimenti sul verde pubblico

Ad oggi dall’ insediamento dell’amministrazione comunale legata al primo cittadino Bruno Murzi sono state piantumate

1.037 PIANTE

Il Sindaco in primis è consapevole che un albero è un essere vivente, parte fondamentale e “attiva” del nostro ambiente e della nostra cultura.
Una grande quantità di alberi contribuisce a una migliore termoregolazione dell’ambiente ,alla conservazione dell’acqua e nel prevenire l’inquinamento idrico e salvaguardano argini e terreni dall’erosione del suolo, fattore di estrema importanza in un Paese come il nostro spesso vittima di dissesti idrogeologici.

Difendere gli alberi significa difendere il nostro benessere, così come la nostra memoria.

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