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Musica

Intervista al Maestro Jason Tramm, a cura di Enrico Bertato.

Jason Tramm
Jason Tramm

Tra i Direttori d’Orchestra americani mi sono imbattuto nel Maestro Jason Tramm.

Mi ha colpito la sua grande professionalità e il suo amore viscerale per la musica, la sua totale devozione all’Arte. Laureatosi in musica presso la Crane School e un Dottorato di direzione d’orchestra presso la Rutgers University.

Tra i suoi numerosi impegni come direttore d’orchestra e direttore artistico in America e ospite in Europa si occupa di educare e fare da mentore alla prossima generazione di musicisti è sempre stata una parte centrale della carriera di Jason Tramm. Tiene regolarmente conferenze su un’ampia varietà di argomenti musicali.

Buongiorno, come nasce musicalmente il Maestro Tramm?

Iniziai il mio percorso musicale in giovane età come soprano nella mia chiesa natale.

Avevo 5 anni e sapevo che la musica sarebbe stata la mia strada. Continuai a studiare canto, viola e pianoforte, amavo cantare sia da solista che in coro. Frequentai il conservatorio, dove iniziai a studiare direzione d’orchestra.

È stato in quel momento che trovai la mia vera vocazione: il direttore d’orchestra, l’intermediario tra il compositore e il pubblico, un’arte, un lavoro che si adattava perfettamente al mio io.

Di recente ho festeggiato 25 anni di carriera come direttore d’orchestra professionista e ogni giorno che passa   mi emoziono sempre più.

Durante la sua carriera ha ricoperto vari ruoli anche come direttore artistico, ci dica come sono state queste sue esperienze?

Ho avuto la fortuna di ricoprire molti incarichi artistici nel corso della mia carriera.

Sono sempre stato entusiasta dei vari tipi di musica che ho eseguito durante la mia carriera.

Sono anche professore associato di musica alla Seton Hall University, dove posso condividere la mia esperienza musicale con gli studenti. 

Mentre l’opera ha sempre avuto un ruolo importante nella mia carriera, sia come direttore musicale sia come direttore ospite. Sono stato il secondo direttore artistico della New Jersey State Opera, dopo il mio mentore, Alfredo Silipigni. Attualmente sono il direttore esecutivo della Light Opera del New Jersey e anche direttore musicale e direttore principale del Teatro Lirico D’Europa dal 2015 al 2020.

Come direttore musicale della Mid Atlantic Philharmonic Orchestra, direttore ospite principale della Long Island Concert Orchestra e consigliere artistico e direttore d’orchestra dell’Orchestra Adelphi, direttore musicale del Axelrod Contemporary Ballet Theatre e del coro dell’Ocean Grove Great Auditorium, Corale Taghkanic.

Mi piacciono le sfide di guidare molteplici ensemble e organizzazioni e amo collaborare con così tanti artisti di talento, trovo che la musica mi dia il modo di dare il massimo per ogni organizzazione ogni giorno.

 Lei ha diretto molte opere e molta musica sacra e sinfonica, c’è una esperienza che le è rimasta nel cuore in particolare?

Ho molti ricordi meravigliosi delle esibizioni, ma due in particolare: il mio debutto alla Carnegie Hall nel 2015, ho diretto un coro di 150 voci e la MidAtlantic Philharmonic Orchestra di 565 elementi.

È stata una tale benedizione fare musica e ricevere una standing ovation in quel magnifico teatro che ha una storia così importante nella musica. Nel 2009 ho diretto il Requiem di Verdi, fu trasmesso in televisione, è stato speciale far parte di una musica così grandiosa che è stata vista da oltre 500.000 persone.

Lei ha fatto molte tournée in Europa, quali sona suo parere le differenze musicalmente parlando tra America ed Europa?

Mi piace sempre fare musica in Europa, trovo che la musica classica tenda ad essere supportata meglio nei paesi europei. Anche le città più piccole hanno organizzazioni artistiche professionali sponsorizzate dal governo.

Questo non è il caso degli Stati Uniti, che si basano principalmente su donazioni private e aziendali per finanziare le arti.

Lei conduce un programma chiamato “Music Matters”, un programma con interviste vari musicisti come è nato questo progetto?

La pandemia di Covid 19 ha colpito profondamente tutte le persone e i musicisti hanno sofferto molto poiché le esibizioni dal vivo sono state interrotte per un lungo tempo.

Ho avuto importanti debutti cancellati a Vienna, Praga e in Inghilterra e nell’estate del 2020 avevo bisogno di uno sfogo artistico in quel periodo in cui non facevo musica dal vivo, con mio figlio Quinton (un videografo di talento e mago della tecnologia) abbiamo fondato “Music Matters with Jason Tramm”, un’opportunità per intervistare artisti illustri in una varietà di generi e concentrarci sulle innovazioni artistiche e sulle scoperte personali fatte in tempi difficili.

Abbiamo prodotto oltre 250 puntate ed è diventata una parte essenziale della mia vita. Pubblichiamo le puntate sul mio canale YouTube e abbiamo un incredibile elenco di artisti in arrivo per2022

Quali sono i suoi progetti futuri?

Dirigerò una La Boheme ambientata in tempi moderni con il regista Andrea Del Giudice per la fine di marzo con la Light Opera of New Jersey, registrerò un video con il Concerto per pianoforte n. 1 di Tchaikovsky con la pianista Karine Poghosya che verà pubblicato sul mio canale YouTube e sarò il nuovo direttore musicale del Beethoven Fest di New York, che verrà lanciato il prossimo giugno a Manhattan.

www.JasonTramm.net

Enrico Bertato

Tags : Jason Tramm

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