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Redazione

ArtebeautyModa

Klimt: Adele Bloch-Bauer, LETTA CON GLI OCCHI DELLA LOOK MAKER RAFFAELA GALLINA.

RAFFAELA GALLINA

In questo viaggio assieme a voi tra Arte e Consulenza d’Immagine voglio esplorare una piccola parte di vita e di opere di Gustav Klimt, il più celebre e noto pittore austriaco tanto amato dalla mia cara Lorella Maselli alla quale dedico questo articolo come portafortuna del nostro connubio lavorativo. Klimt, tra i massimi rappresentanti della Jugendstil viennese, nelle sue opere si è molto concentrato sulle figure femminili e nello specifico parleremo di Adele Bloch-Bauer, nata nel 1881 a Vienna, figlia di un imprenditore, moglie di un nobile ricchissimo industriale e musa dell’artista Gustav.

L’idea di ritrarre Adele per la prima volta fu però di suo marito Ferdinand che, nel 1903, commissionò a Klimt un quadro della donna come dono ai suoceri.

Da lì l’artista sviluppò una vera e propria passione nel ritrarla e lo fece più di una volta catturato dalla sua bellezza raffinata, dai suoi grandi occhi scuri e profondi, dalla pelle diafana e dalla sua bocca sensuale.

Per il primo ritratto l’artista impiegò tre anni e Adele ne aveva appena 21.

Grazie ad un soggiorno a Ravenna, ricco di ispirazione ed alla tradizione orafa della famiglia d’origine, iniziò a dipingere con la lavorazione a foglia d’oro e con un disegno bidimensionale raffigurandola in piedi con uno sguardo enigmatico tanto da darle l’appellativo di Monna Lisa d’Austria.

Osserviamolo assieme: sull’abito si ripete il simbolo egizio dell’occhio di Horus e sullo sfondo si notano decori di ispirazione bizantina.

Si dice che la posa apparentemente sensuale delle mani sia stata un’effettiva volontà di nascondere un piccolo difetto fisico a un dito.

Il volto è circondato da colori caldi prediletti da una Tipologia Cromatica di una Donna Primavera. Il make-up composto da un blush ed un rossetto aranciato mette in risalto le occhiaie sottolineate da Gustav, i capelli sembrano crespi, l’acconciatura e le sopracciglia poco pulite nei contorni; Adele, nonostante abbigliata e circondata da tanto sfarzo, attraente e passionale, appare un po’ stanca.

Questo ritratto così famoso fu terminato nel 1907 per poi iniziare subito l’altro e finirlo nel 1912.

In questo secondo dipinto Adele è una Tipologia Cromatica Inverno dove, come nella realtà, è esaltata da colori scuri e freddi.

La vediamo risaltare nella sua bellezza e austerità: il volto ha contorni nitidi e l’incarnato è luminoso; i capelli scuri sono lucidi e ben acconciati; il sopracciglio pulito e ben delineato accompagna la profondità dell’occhio; le labbra socchiuse e ben definite dalla pulizia dei contorni. Il collo a scialle verde smeraldo della stola , la camicetta azzurra con il colletto alto ricco di ricami rendono il suo aspetto distinto e raffinato; stoffe dai colori tenui e uno sfondo in cui domina il rosso ne esalta la figura.

La nostra amata ed enigmatica Adele purtroppo il 24 gennaio 1925 morì colpita da una forma violentissima di meningite.

Nelle ultime volontà la donna chiese al marito di donare alla Galleria del Belvedere tutte le opere di Klimt che aveva acquistato compreso il suo primo ritratto.

Successivamente nel 1938 il quadro, trafugato dai nazisti, cambia nome e prende il titolo di “Woman in gold” per nascondere l’origine ebraica del soggetto evidenziata dal cognome.

Nei due ritratti, in ogni caso, l’artista riproduce fedelmente l’aspetto fisico di Adele come notiamo nella foto, ma nei suoi ritratti recepiamo dei lati del suo carattere.

Chi la conosceva ne ricorda l’indole fragile, il vizio del fumo, la facilità all’emicrania e alla malinconia; chi osserva i dipinti di Klimt intravvede i colori e la luce della sua Anima.

RAFFAELA GALLINA

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cultura

Prof. Józef Brynkus: Difendiamo la verità su Karol Wojtyła/Giovanni Paolo II e non solo su di lui.

Karol Wojtyła

La disputa sulla verità sul presunto insabbiamento di casi di pedofilia tra sacerdoti da parte di Karol Wojtyła non finirà così in fretta.

Non è una soluzione sottolineare ciò che rende inutile questa accusa è il materiale di partenza dell’UBEC/ESBEC.

E questo è ciò a cui si sono aggrappati i difensori della verità su Karol Wojtyła di TVP-iS e il dipartimento della chiesa, che si riflette nella lettera letta oggi nelle chiese dell’arcidiocesi di Cracovia.

Non posso usare i termini legali giusti. Spiegherò la questione solo da uomo e da persona che conosce i fascicoli prodotti dall’apparato repressivo della Polonia Popolare.

Lo ripeto ancora.

Questo materiale documentario deve essere letto, non trasformato in un’arma politica.

Perché è così che chi accusa ingiustificatamente Karol Wojtyła (vi incoraggio a continuare a leggere questo articolo) di nascondere il fenomeno della pedofilia nella Chiesa cattolica, così come chi cerca di difendere il cardinale e poi papa Giovanni Paolo II, c’è chi va screditando i suoi valori.

Sì – Karol Wojtyła, da cardinale, sapeva di alcuni casi di pedofilia tra sacerdoti sotto la sua autorità, ma non lo nascondeva certo.

E si sforzava di spiegarle con tutte le sue forze, sia secondo il diritto canonico che secondo il proprio giudizio, essendo sensibile soprattutto al danno subito dalle vittime, ma anche convinto che ogni persona ha il diritto non solo di un giusto processo e giudizio, ma anche in caso di scontare una pena, mostrare rimorso per il perdono e ricominciare la vita.

Soprattutto quando è stato giudicato anche dai tribunali ordinari.

Ma perché scrivo che probabilmente sapeva di alcuni casi di pedofilia.

Perché non tutte le informazioni gli sono arrivate.

Conosco personalmente un caso del genere, dai materiali del servizio di sicurezza (una cartella del lavoro operativo di un prete reclutato come collaboratore segreto), le notizie su di loro non sono arrivate alle autorità ecclesiastiche.

L’ho descritto in un articolo scientifico.

Qui in breve.

I parrocchiani e i parrocchiani di un piccolo paese vicino a Bielsko-Biała volevano informare la curia di Cracovia sulle inclinazioni di un tale sacerdote.

Prepararono una lettera e gliela mandarono.

Solo che la lettera è stata intercettata dal Servizio di Sicurezza e non è arrivata in curia.

Allora i parrocchiani ne prepararono un altro, perché al primo non avevano ricevuto risposta.

E questa lettera successiva è stata rilevata dal servizio di sicurezza.

Entrambe le lettere con informazioni su queste azioni del sacerdote non sono arrivate alla curia.

Quindi egli come avrebbe dovuto saperlo e quale azione dovrebbe essere intrapresa in relazione ad esso?

Una domanda puramente retorica.

Un’altra cosa è che gli stessi ufficiali del servizio di sicurezza non hanno intrapreso alcuna azione per spiegare e punire questo prete.

Trattavano il materiale acquisito come un potenziale strumento per fare pressione sul prete affinché lo facesse un collaboratore segreto.

In questa occasione, vale anche la pena notare che la portata della pedofilia tra i vari ambienti polacchi è comparabile.

Ciò è dimostrato dalle risposte alla mia interrogazione parlamentare.

Questo, ovviamente, non è un argomento per giustificare in alcun modo i preti pedofili.

Per le vittime di atti di pedofilia, non importa chi ha causato loro tale danno.

Tuttavia, le persone che svolgono un ruolo specifico nella società dovrebbero essere maggiormente condannate.

Permettetemi di ricordarvi qui che in qualche modo nessuno parla o scrive delle vittime della dubbia fama di Zatoka Sztuki a Sopot, e in qualche modo non ho sentito alcuna celebrità associata minacciare che il film di Latkowski abbia rovinato la loro immagine materializzata sotto forma di accuse.

Tornando al problema, consiglio di leggere qui l’articolo di Rzeczpospolita .

Se i suoi autori non hanno omesso nulla o non hanno nascosto nulla, ciò mostra chiaramente che Karol Wojtyła, sia come uomo che come capo della chiesa nell’arcidiocesi di Cracovia, nascose nulla.

Anche nel caso di p. Loranta, e probabilmente casi simili, agirono anzitutto con grande cura e meticolosità, e ragionando anche laicamente: onestamente e attendibilmente, affinché padre Loranta fosse giudicato e poi punito. In questo caso, anche gli organi dell’autorità statale e politica si sono comportati in modo decente.

La sanzione civile per il delitto è stata inflitta.

Da apprezzare anche il parroco che ha informato la curia di Cracovia.

Come ho spiegato agli studenti, durante le lezioni del laboratorio di ricerca, era importante che oltre ai fascicoli depositati in archivi secolari (IPN e altri), la Chiesa divulgasse anche documenti anonimi, affinché le vittime dirette e indirette, indubbiamente presenti tra il clero, non potevano essere identificati come pedofili.

Ancora di più risulterebbe falsa la tesi che il cardinale Karol Wojtyła proteggesse la pedofilia nell’ambiente clericale.

Ho scritto che si deve essere in grado di lavorare con i materiali prodotti durante il lavoro operativo del Servizio di Sicurezza. Hanno usato gli stessi, probabilmente perché dovresti controllare il cosiddetti giornalisti record d’archivio  che hanno girato un film sulla presunta protezione dei pedofili da parte di Karol Wojtyła e giornalisti (sì!!!) della Repubblica di Polonia.

Quelli di Rzepa citano documenti specifici, che mostrano qualcosa di specifico, leggi l’articolo “linkato” e poi ne parleremo. “Wytwór”, perché non è il documento degli “ospiti” di TVN, è che usano le informazioni in modo frammentario – che c’è stato un caso di pedofilia e che queste informazioni sono arrivate a Karol Wojtyła, che ha agito in conformità con quanto ho presentato.

Cos’altro avrebbe dovuto fare, colpire questo Lorant?

Ha fatto tutto il possibile. Inoltre, potrei aggiungere, che giornalisti (???), come quelli che sono gli autori del video “Franciszkańska3” non condividerebbero documenti curiali, perché agirebbero come quando creano un video (piuttosto lungo, però): sceglierebbero la prima pagina, e l’ultimo che parlava della fine del caso non sarebbe mai stato reso disponibile. Conosco anche pseudo-scienziati che per le loro enunciazioni secondo questo modello hanno ricevuto anche premi e borse di studio in Israele.

foto. Antoni Chylaszek/card. Karol Wojtyła nella chiesa di Bobrek nel 1971.

Autore: dr hab. Józef Brynkus, prof. UP Kraków

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Musicaspettacolo

Bugo dice a Morgan: “tu non sei un cantautore” e Morgan risponde: ” ma se ti ho scritto una canzone in faccia”…

Morgan

Sono passati tre anni e ancora non hai capito il testo che ti ho scritto in faccia, sul palco, che tutta Italia ha imparato a memoria, forse perché scrivere una canzone sul momento per dire delle cose a chi ti sta bullizzando, per dire in sentimento di indignazione senza insulti o violenza verbale ma con la semplice urgenza di denunciare pubblicamente gli abusi di una persona supportata da una squadra di accaniti mobbers protetto da un intero sistema marcio e arrogante, cantando ma dicendo qualcosa di vero in mezzo a finzione e noiosissima spazzatura preconfezionata, è qualcosa di interessante.

Sennò non si sarebbe incollata mezza Italia al televisore all’una di notte.

Otto versi che ti hanno fatto scappare, quando se fossi stato in grado avresti potuto rispondere, avevi la possibilità di farlo ma non sei capace, una volta che sei sul palco senza i tuoi suggeritori te la fai sotto.

Io ti ho voluto redarguire per la tua “brutta figura di ieri sera”, quando hai commesso un grave errore sia umano che artistico, cioè hai fatto il gradasso sulla cover di Endrigo cantando dove non dovevi e assaltando il palco in modo prepotente e volgare per fare la primadonna perché i tuoi manager ti hanno imposto di prevaricarmi e tu come un burattino hai eseguito non capendo che la stavi facendo grossa, la cazzata ennesima.

Io sto sui palchi con artisti che sono dei giganti come Celentano, Fossati, Renato Zero, De Gregori, Ranieri, e imparo da loro molto umilmente, improvviso in diretta televisiva davanti a milioni di telespettatori e non mi permetto, non mi azzardo a voler fare lo sbruffone e sorpassare in scena l’artista con cui ho un rapporto di grande stima e di rispetto.

Tu non solo non sei in grado di competere tecnicamente, ma sei proprio umanamente scadente e te la fai sotto dopo che hai fatto il vandalo, pure vigliacco.

Non sei solo un cantautore che non scrive lui le sue cose, non sei manco un uomo di spettacolo ma perché te la sei giocata malissimo, tu e i tuoi aizzatori.

Una volta avuta in mano la bizzarra mia trovata che ti ha messo sotto tutti i riflettori (cosa che io non cercavo, io volevo dirtene quattro in faccia), tu manco hai capito che era una genialata e non la hai nemmeno saputa vivere artisticamente, ti sei messo nella condizione squallida di denunciarmi, di chiedermi dei soldi e di impedire di ricevere un solo euro persino dalle vendite del disco, che è uscito come duetto e porta pure il mio nome.

Tu l’hai buttata sul denaro. Che livello basso.

Che livello basso.

Non hai capito l’ironia, hai continuato a bullizzare e continui a farlo dicendo minchiate e sputando su uno che ti ha fatto veramente il più grande regalo della tua vita.

Del resto quando io ricevevo le targhe Tenco per i miei album tu scrivevi: “ho messo un piede sulla merda”.

Quando io scrivevo, producevo e cantavo con la mia band Bluvertigo e vincevo MTV awards tu scrivevi : « io mi rompo i coglioni ».

Chi è il cantautore?

Io sono molte altre cose, negli ultimi dieci anni, oltre ad averti scritto una canzone in faccia come si fa un caffè espresso, ho scritto 4 libri, fatto due colonne sonore per teatro, pubblicato 5 album di cui uno di musica classica e uno di musica sperimentale elettronica, ho fatto un romanzo sinfonico di 5 ore e 22 minuti che ho realizzato in toto, ed è la mia più bella opera musicale.

Ho fatto più di cento arrangiamenti per le canzoni assegnate ai talent grazie alle quali hanno vinto Mengoni, Noemi, Bravi, Galiazzo, Maggio, Becucci, motivo per cui sono entrato nel Guinness Dei Primati come miglior giudice di Xfactor al mondo. Bugo, dammi retta: fatti due risate e ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro.

Crediti foto Chiara Kia Candiago e Renata Roattino

Poesia scritta da Morgan

La musica è consonazione,

sonitudine tonabile

timbralmente accordatica

quand’anche dissonata

non c’è il disarrangiar stempando

né il cacofonismo subdisfonico.

In un mondo acusticato e non enarmonicibile

un disinvolubile sinusitante zittimento

s’assola, inudizzato il melodiatico acutarsi,

noi, nell’atonatico di una vita astrumentata,

se sinfonizzassimo clusterità assoneremmo,

perciò eufonizziamo al cromatistico bequadrico vocalismo

che per scompositorio notamento tempizza musicativo

questo cablamento eseguitorio,

parolizzando solo la scrittudine,

mentre sentore d’assentante sentificabilmente

sentiva un’inventabile canzonità di inventamento al sé tra dentro il vento

avendosi avventato svolto e svelto

v’ ha svelato e va a rintocco rincasando din don dando canticando a casualente

Dante non essendo a casa suabilmente

vandovanti invanto va dove val anvante e rallentando

mai non sia per caritar siae che, sai,

non s’hai che cosi sia a comando chiunque qualunquendo

via io va dov’io mi son sia suo che sia,

chissà siccom’è m’ha fintanto ch’è fintonto

il ton d’un tolto tam l’andante mal andando

ma m’han dondolando l’ora donde il dan dannando dato in toto,

a mo’ di danno, lor non sann che se nonostan dolor

è tan sono stante e indolorante al dirittura a dir si dura

 che riman goal a sgolando al cor,

ma l’an lo godo abbandonando lor ch’allor ghost’ann d’agosto

al quando al quando il bon dottor son-ando.

Morgan

Articolo uscito in collaborazione con Rechos Records & Promotion/ Numa Echos.

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Musica

AKLES alla Consolle…

AKLES

Cosa avvicina alla musica ? Cosa spinge un giovane a intraprendere la carriera legata alla Consolle ?

Oggi conosciamo meglio Giosuè Tombolini Alias AKLES.

Il tuo primo incontro con la musica ?

Il mio primo incontro con la musica è stato a Berlino, quando andavo in prima elementare, dove mio padre mi fece ascoltare per la prima volta il genere elettronico/dance.

Mi ricordo che ascoltavo artisti come David Guetta, martin garrix ecc…(EDM), perché nei miei 2 anni di permanenza a Berlino, sentivo sempre questi suoni elettronici e underground.

Da li ho iniziato a mixare musica dance per la prima volta sull iPad di mio padre tramite un applicazione.

Cosa ti ha spinto a fare il dj?

La passione mi ha principalmente spinto verso il mondo del dj, anche se ho avuto un periodo di due anni dove non suonavo più, semplicemente perché il mixare sempre le stesse canzoni (a causa delle mie conoscenze tecniche limitate) mi era diventato noioso.

Dopo questi due anni, mio padre si prese un MacBook per il lavoro, siccome a me è sempre piaciuto smanettare sui pc, ho scoperto un applicazione chiamatasi garageband, da quel giorno riprese il mio cammino, non solo come dj, ma anche come produttore.

Tutt’oggi produco con Logic Pro X, e mi piace molto mixare sul mio Traktor S5.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ho un ricordo nitidissimo, di me, mio padre e mia madre, in una stazione di Berlino completamente vuota, dove mio padre mi chiese che lavoro avrei voluto fare, mi fece qualche nome, ma non mi ispirò molto; infine nomino il lavoro del DJ, e anche se non sapevo minimamente cosa fosse, mi si illuminarono gli occhi (probabilmente perché non era un lavoro tradizionale).

Come è cambiato il mondo della discografia?

Purtroppo non so rispondere bene a questa domanda, a causa della mia limitata esperienza.

Pero mi sono accorto che anni fa, andava più di moda l’EDM, e adesso vedo una forte salita del genere TRANCE/PSYTRANCE e della TECHNO.

Tuttora, il genere dominante, soprattutto tra i più giovani, è la trap/drill, che personalmente approvo.

Quanto conta la comunicazione e come usi il web e i social per la tua attività?

Secondo me la comunicazione sui social, è fondamentale al giorno d’oggi, soprattutto sulle piattaforme principali come instagram, tik tok ecc…

Perché ormai il successo, è dettato principalmente sia dal tuo talento, ma anche dal tuo profilo online.

Cos’è per te la musica ?

Per me la musica, ha un potere pazzesco per quanto riguarda la comunicazione, non di parole o fatti, ma di sentimenti e stati d’animo.

Infatti, mi succede che, quando sento o faccio un accordo particolare, con un suono particolare, che mi piace, lo sento proprio che tocca qualche corda dentro di me, come se fosse un specchio..

Quanto conta l’immagine nel mondo della musica?

Per quanto riguarda l’immagine, secondo me è importantissima, e deve essere coerente con la musica che fai.

Chi vorresti al tuo fianco in consolle dei di Dj e producer di oggi ?

Mi piacerebbe tantissimo suonare in console con Charlotte de Witte, oppure con Astrix, perché ammiro molto la loro musica.

Grazie Giosuè per il tempo a noi dedicato.

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eccellenze italianeModa

Museo Balenciaga a Getaria : La collezione Riva. Archivio Storico dei Paesi Baschi”: una mostra di disegni provenienti da una collezione straordinaria, assolutamente inedita.

lorenzo riva

Si apre al Museo Balenciaga a Getaria, città natale del leggendario couturier basco Cristóbal Balenciaga, la mostra “Disegni dalla Maison Balenciaga (1943-1964).

La collezione Riva. Archivio Storico dei Paesi Baschi”: una mostra di disegni provenienti da una collezione straordinaria, assolutamente inedita.

Chi ha raccolto questa enorme collezione, costituita da oltre 9.000 disegni è il couturier Lorenzo Riva, che è stato direttore artistico della Maison Balenciaga a Parigi tra il 1980 e il 1981.

Lorenzo Riva nella sua carriera ha vestito alcune delle più grandi star: da Penelope Cruz a Isabella Rossellini . Iconico, elegante e trasgressivo allo stesso tempo .

La collezione è stata studiata e ordinata per la prima volta dai suoi curatori, Marina Pizziolo e Romano Ravasio di Artconsulting.net, che hanno avviato un progetto di valorizzazione della raccolta. Nel dicembre del 2022 un corpus di 8.362 disegni è stato acquisito dal Dipartimento della Cultura del Governo basco per il Museo Balenciaga.

Si deve solo all’intuito e alla passione di Lorenzo Riva, couturier di fama internazionale, la conservazione di questi preziosi disegni. “Ogni disegno è un progetto”, afferma Lorenzo Riva “contiene il seme di un’idea destinata a diventare il sogno di un’intera generazione di donne. Sono disegni capaci di farci scivolare dietro le quinte di un atelier leggendario, dove sono stati creati gli abiti che hanno fatto la storia della moda degli anni Cinquanta”.

Accanto alla presentazione di un’accurata selezione di questi disegni, al Museo Balenciaga verrà proposto per la prima volta un filmato che offre un importante tassello di storia della moda. Il filmato propone tra l’altro uno spezzone rarissimo della sfilata della collezione primavera- estate 1981, che Riva presentò a Parigi. Top model della sfilata, la mitica Jerry Hall, che sposerà Mick Jagger. Il filmato contiene poi una lunga intervista a Lorenzo Riva, dove il couturier racconta come divenne direttore artistico della storica Maison di avenue George V.

Lorenzo Riva verrà celebrato dal Museo Balenciaga, un vero e proprio tempio della moda, con l’esposizione di alcuni degli abiti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Il 29 marzo, ospite d’onore Lorenzo Riva, la mostra verrà inaugurata alla presenza del Bingen Zupiria, Ministro della cultura del Governo basco, Miren Vives Almandoz, direttrice generale del Museo Balenciaga, Marina Pizziolo e Romano Ravasio oltre ai membri del consiglio della Fondazione Balenciaga.

La mostra è organizzata dal Museo Balenciaga e dall’Archivio Storico dei Paesi Baschi, in collaborazione con Artconsulting.net. Lorenzo Riva nel 2004 ha sfilato al Teatro comunale di Shangai davanti a tutte le autorità cinesi, durante il Gran Premio automobilistico; ora, dopo aver presentato le sue creazioni in Brasile, Argentina, Indonesia, Emirati Arabi e Giappone, é stato ospite del Festival Italiano a Caracas con un’imponente sfilata.

Ha sfilato a Santo Domingo e a febbraio ha presentato le sue collezioni a Mosca al “Moscow Fashion Expo”. E’ stato premiato a Capri con il “Capri Hollywood Award” per il suo contributo al cinema: il premio gli é stato consegnato da Caterina Murino, interprete di “Agente 007-Casinò Royale”.

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Food & Beverage

Apre a Milano Calipso Fishbar.

Calipso Fishbar

Ha aperto da pochi mesi Calipso Fishbar, il nuovo ristorante di Cristiano Ingegno in società con Marcello Lunelli, vicepresidente di casa Ferrari, Fabrizio Boccolini, Andrea Forese: un luogo unico in una delle piazze più belle di Milano, largo Fra Paolo Bellentani, dove chef esperti preparano prelibatezze da Oscar.

Una vera novitá per la città con un interno ispirato, anche nelle frasi sulle pareti, alla ninfa Calipso che tenne con se per sette anni Ulisse. Un insieme di divertimento e cultura in un luogo per palati fini.

Una pianta che esce dalla parete dietro al bancone del bar.

Un successo incredibile tra musica,

DJ Set e allegria : lo frequentano numerosi vip e soprattutto personaggi di cultura. E in tavola ostriche e caviale , oltre a piatti di terra e di mare : Il tutto però a prezzi modici.

www.capisofisher.it

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Attualità

Non c’è niente nei file che Karol Wojtyła abbia cercato di nascondere!

Karol Wojtyła

La curia di Cracovia in difesa del buon nome di Giovanni Paolo II: “a tutti coloro che non comprendono il nostro attaccamento a S. Giovanni Paolo II, affermiamo: è impossibile sminuire il bene che è avvenuto grazie a lui, e solo Dio sa quanto di questo bene rimane nascosto nell’intimo del nostro cuore e della nostra coscienza” nel comunicato del metropolita di Cracovia (la curia), che sarà letta domenica nelle chiese dell’arcidiocesi. Il caso è legato alla trasmissione di un servizio dell’emittente TVN24 “Franciszkańska 3”, in cui, Karol Wojtyła è stato accusato di essere a conoscenza dei crimini di preti pedofili e di aver coperto questi scandali in diversi casi.

Di seguito il testo integrale del messaggio:

COMUNICAZIONE DELLA CURIA METROPOLITANA DI CRACOVIA AI FEDELI DELL’ARCIDIOCESANO DI CRACOVIA

Ai cari fedeli, che potrebbero sentirsi preoccupati per le informazioni che appaiono nello spazio pubblico sulla storia recente dell’Arcidiocesi di Cracovia, vorremmo presentare quanto segue:

L’Arcidiocesi di Cracovia resta infinitamente grata a Dio e orgogliosa della grande moltitudine dei soui veri pastori, che da secoli la presidiano, tra i quali il primo risulta essere il Cardinale Karol Wojtyła – Sant Giovanni Paolo II. Molte sue decisioni, soprattutto quelle di carattere pastorale, hanno ancora orientano la vita della nostra comunità diocesana. Il debito contratto da generazioni di cracoviani e polacchi, riconquistando grazie a Lui libertà, anche in campo internazionale, e dignità, anche in relazione alla giusta comprensione della nostra natura fisica e spirituale, possiamo ripagare con grata memoria, amore per ciò che lui ha lasciato come studio dei suoi insegnamenti.

A tutti coloro che non comprendono il nostro attaccamento a S. Giovanni Paolo II, affermiamo: è impossibile sminuire il bene che è avvenuto grazie a lui.

Il bilancio della vita e dell’attività dei vescovi della Chiesa, appartenenti in senso stretto alla Santa Sede, è stato fatto anche nell’arcidiocesi di Cracovia nel contesto storico.

Ciò è stato possibile grazie all’assiduo lavoro di specialisti in vari campi utilizzando le risorse dell’Archivio della Curia Metropolitana di Cracovia, operando secondo le disposizioni del diritto comune e canonico.

Questo lavoro scrupoloso di un gran numero di persone qualificate è stato e continuerà ad essere la base della ricerca storica critica basata su materiali originali.

D’altra parte, è difficile chiarire i tentativi osservati di recente di impersonare nervosamente il lavoro dei ricercatori, per strappare frammenti di informazioni usando metodi ingannevoli e usarli in modo non professionale, per definirla un’analisi affidabile e profonda del problema che tutti si aspettano.

Va sottolineato che durante la perquisizione ad casum dei fascicoli personali dei sacerdoti, i cui nomi compaiono nell’ambito di casi di reati sessuali commessi in passato nella comunità dell’Arcidiocesi di Cracovia, non è stato trovato alcun documento che possa attestare la veridicità delle gravi accuse attualmente mosse contro alcuni vescovi della Chiesa di Cracovia.

Questa dichiarazione non è ancora un verdetto finale. Tuttavia, è sicuramente la più preziosa delle cosiddetto prove, sotto forma di frammenti di fascicoli, creati per le esigenze dell’apparato criminale del potere comunista, conservati negli archivi dell’Istituto di memoria nazionale.

Nei materiali dell’Archivio della Curia Metropolitana di Cracovia si richiama l’attenzione su alcune circostanze che provano la notevole sensibilità degli allora superiori ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Cracovia al problema degli abusi sessuali da parte del clero, allora non così a fondo compreso com’è oggi.

Nel caso di p. Józef Loranc negli anni ’70 fu processato senza indugio dal Tribunale che lo condannò, separandolo a vita dal ministero dai bambini. Nello stesso periodo, p. Eugeniusz Surgent per esami psichiatrici e psicologici, che a quel tempo non sembravano affatto scontati.

Alla fine, non gli è stato permesso di continuare il suo ministero nell’arcidiocesi di Cracovia. In molte situazioni, una gravità simile, l’ambiguità e la disciplina da parte delle autorità ecclesiastiche nei confronti del clero potrebbero diventare, ad esempio nella vicenda di p. Anatol Boczek, il motivo dei loro tentativi di vendetta sotto forma di false denunce presentate agli ufficiali del servizio di sicurezza.

Come giustamente viene sottolineato, nell’analisi dei casi di delitti commessi da ecclesiastici contro il 6° Comandamento del Decalogo, la massima attenzione va prestata alle vittime dei loro torti. Indipendentemente dal fatto che l’autore della violenza sia vivo o sia già morto, la comunità dell’Arcidiocesi di Cracovia, ispirata dall’esempio di sensibilità e cura per i più deboli da parte del suo Pastore più insigne di tutta la storia, cerca di circondare i feriti con il necessario supporto in vari modi. In primo luogo, contrariamente a quanto sostenuto dai critici, viene coerentemente attuata la modalità di ricezione delle denunce di abusi, comprovata nella pratica, nonché di presa di contatto con le persone offese, assicurandone la riservatezza e l’assistenza professionale. Convinti della necessità di aiutare le persone che subiscono violenze sessuali non solo da parte del clero.

Grato per ogni testimone della grandezza di S. Giovanni Paolo II, vi invitiamo ad esprimergli il nostro amore fedele nell’anniversario della sua morte, avvenuta il 2 aprile di quest’anno. sotto la Finestra Papale a Cracovia durante la tradizionale veglia, che avrà inizio alle 20.00.

San Giovanni Paolo II il Grande – prega per noi!

Fr. Łukasz Michalczewski

Direttore dell’Ufficio Stampa dell’Arcidiocesi di Cracovia

In collaborazione con Pressmania

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA:“Se non puoi parlare bene di qualcuno, non parlarne affatto”.

ELISA VOLTA

Questo l’insegnamento che una mamma (Rosa Falasca) impartì al suo celebre figlio: Giulio Andreotti. Frase riportata in una delle prime scene de “Il Divo”, film di Paolo Sorrentino che narra la vita del sette volte Primo Ministro italiano.

Pettegolezzo, chiacchiera, indiscrezione, diceria, rumor, gossip, tanti i termini che definiscono la pratica assai diffusa di deliziare gli astanti con piccanti rivelazioni, spesso molto intime, riguardanti una persona che ovviamente non sta partecipando alla conversazione.

Se la bonaria e ironica battuta (purché in certi limiti), o un breve accenno alla recente conquista del nostro Vip preferito possono essere divertenti e alleggerire le conversazioni, le insistenti indiscrezioni, il rivelare quanto ci è stato confidato o denigrare intenzionalmente una persona, è invece un comportamento molto maleducato.

La curiosità è tentatrice, ma prima di lasciarci coinvolgere in simili discussioni, o peggio, fare un commento poco benevolo, pensiamo a come reagirebbe la persona oggetto di dibattito se venisse a conoscenza di cosa abbiamo detto. Vale la pena perdere un’amicizia o raffreddare una conoscenza per un pettegolezzo?

Senza contare che chi parla alle spalle, lo farà sempre, quasi sicuramente anche alle nostre. Quindi attenzione a chi scegliamo di frequentare!

Capita talvolta che il pettegolezzo, sia un vero e proprio esercizio di potere.

Negli ambienti lavorativi, le indiscrezioni, possono essere utilizzate per screditare, mettere in difficoltà potenziali competitor e questo capita purtroppo anche tra colleghi.

La persona intelligente ed educata non cadrà nella rete, si fermerà prima di inciampare nelle sue trame. Come?

Vanificando l’intento del pettegolo, non rivelando alcunché e non mostrando interesse verso quanto esposto.

E se è su di noi che si spettegola? Parliamo privatamente con chi, senza titolo, si sta occupando della nostra vita e con garbo chiediamogli/le di smettere.

Se non otterremo il risultato sperato (spesso l’incontinenza verbale si rivela cronica!) non intraprendiamo inutili discussioni, ma adottiamo l’indifferenza e… la felicità: la vendetta più potente! 

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Attualità

Buon viaggio….

Ivan Damiano Rota

Quanto spesso parla, di continuo parla, la Carla!

Ti stupisce, ti stordisce: cara, buona e generosa,

antica rosa.

vitale ed orgogliosa, ti guarda con occhi di cielo, lo fa davvero,

con sorriso scaltro, intelligente e sincero.

M. G.

Non ci sono parole che possano raccontare l’abbandono….

Non c’è un’età nella quale il dolore è più sopportabile….

Non si è mai pronti a riconoscere che non ci sarà più un punto cardine della nostra vita

Ricordare il sorriso, gli abbracci, le lacrime aiutano a creare quell’immagine che si chiama anima e mai ci lascerà

Buon viaggio…..

A.M.

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Hollywood premia Raimondo Rossi con l’Award “Inspired By You”.

Raimondo Rossi

Nel corso di una cerimonia a West Hollywood, in California, sono stati premiati i 6 artisti meritevoli dell’award “Inspired By You”.

L’attrice Paige Hurd, le giovani attrici hollywodiane Dani e Dannah Lane, il musicista Chad Watson, l’artista e fotografa Silvia Santos, il nostro Raimondo Rossi (aka Ray Morrison) e infine il fotografo Getty Arnold Turner, sono stati insigniti del prestigioso premio per l’anno 2023. Compulsive Magazine NYC ha ricevuto i suoi ospiti nella splendida location del ristorante N10 club di West Hollywood, di proprietà del calciatore italiano campione del mondo Alessandro del Piero.

Dr. Cookie Humphrey, Ceo della rivista e ideatore del premio, ha intrattenuto gli ospiti e le celebrità accorse all’evento con una cerimonia impeccabile. Host della serata l’eclettico Kivon Linley e la modella Giulia. Breona Moore, in copertina nel 2022, ha consegnato le ambite statuette ai vincitori. La rivista festeggiava il suo quinto anniversario e l’uscita del nuovo numero, con Paige Hurd in copertina, che sarà distribuito in tutti gli Stati Uniti tramite Barnes & Noble. Raimondo, riconosciuto da NZZ come icona dello stile maschile e fotografo pubblicato su Rolling Stone e Vogue, è stato l’ospite internazionale e sul palco ha ringraziato Dr. Cookie per l’importante riconoscimento.

La sorpresa della serata: è stata consegnata anche una lettera di stima da parte del Membro del Congresso degli Stati Uniti, e rappresentante della California, Adam Bennett Schiff, che si è detto grato ai premiati per il lavoro svolto a favore della comunità. Seconda sorpresa: altri attestati di stima, in lettere, anche lettera da parte di Steven Bradford, del Senato dello stato della California! In passato, tra gli insigniti del premio “Inspired By You” ricordiamo Obba Babatundé, che ha vinto anche ai celebri Emmy Awards.

L’artista italiano è stato presentato da un discorso del Dr. Humphrey: “Dall’Italia agli Stati Uniti. È apparso sulle copertine e sulle pagine di innumerevoli riviste di moda, e si è ritagliato una firma inconfondibile nel mondo della moda. Attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, è in grado di catturare la bellezza degli altri. Lavorando come fotografo di moda, crea capolavori. Come quello che ha realizzato con la sua Vogue Collection. Ha avuto anche la cover dell’ottavo numero della rivista Compulsive. Oggi consegno questo premio a Ray. Ray avrebbe dovuto ricevere questo premio l’anno scorso, ma a causa del Covid ebbe difficoltà a lasciare l’Italia. Ray, ti ringraziamo per essere venuto e speriamo che accetti questo premio con grazia e cuore”.

Raimondo, ricevendo il premio sul palco: “Grazie mille, grazie mille dottor Cookie. Sono molto grato per questo premio e molto onorato. Grazie mille, lo apprezzo molto”.

Il membro del Congresso Adam Schiff ha dichiarato: “La sua leadership creativa e i suoi contributi alla comunità sono immensamente apprezzati e le invio i miei più sentiti complimenti per questo onore. Congratulazioni ancora una volta!”.

Foto: Denni Christopherson.

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