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Redazione

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Curvy Can

Curvy Can

Curvy Can è nata nel 2010 da un gruppo di modelle specializzate nel conformato, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi riguardanti l’eccessiva magrezza nel mondo della moda, ma in poco tempo, grazie alla collaborazione con l’associazione Jonas Onlus, abbiamo ampliato il nostro orizzonte trattando in modo più ampio i disturbi alimentari, anoressia, bulimia ed obesità.
Abbiamo avuto l’opportunità di parlarne in programmi tv ed alla stampa anche estera, ma, cosa ancora più importante , abbiamo incontrato nelle scuole ragazzi di medie e licei, cercando attraverso la nostra testimonianza, di lasciare un messaggio importante di accettazione, visto che l’adolescenza è uno dei periodi più critici e delicati per questo tipo di tematiche

Una domanda a Myriam Bon., ex Modella , oggi fotografa di successo, che nel 2010, a fine carriera, con un gruppo di colleghe e amiche, ha deciso di far diventare realtà  il progetto “Curvy Can”, un’associazione no profit contro i disturbi alimentari, iniziando con scatti di nudo artistico, nei quali donne non filiformi, ritrovavano la consapevolezza di sé.

È davvero cambiato qualcosa oggi?
Purtroppo no. Alcuni stilisti hanno provato a far sfilare modelle di taglie superiori, ma nella maggior parte dei casi si trattava di donne eccessivamente in carne e nemmeno questo e’ secondo me il modo giusto. Per cambiare realmente bisognerebbe partire dai campionari, rendendoli di taglie più“umane”.

Mijriam B

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IntervisteModa

Marta Jane Alesiani: “l’insostenibile leggerezza dell’essere” se stessa!

Marta Jane Alesiani

Ama viaggiare per poter ammirare la bellezza del Mondo … Le è sempre appartenuta la passione per i musei , l’archeologia, la pittura, i colori , la musica , i lavori artigianali e la natura.
Abbiamo Intervistato Marta Jane Alesiani

Il tuo primo incontro con la moda?

Il mio primo incontro con la moda non è stato tramite i giornali, ma tramite i libri di storia . Venivo rapita dalle immagini della moda antica Sumera, Egiziana, Etrusca, Romana, mi fermavo spesso a fantasticare sui loro outfit , divertendomi nel modificarne dettagli e colori . Gli accostamenti cromatici hanno da sempre catturato la mia attenzione che negli anni si è poi  trasformata in un vero e proprio lavoro.

il tuo primo abito ?

Lo ricordo benissimo, avevo 9 anni. Lo ricavai da una tenda di casa,  era tutto storto, cucito male e sono quasi certa che di simmetrico non avesse nulla, eppure lo trovavo bellissimo. 

quando hai capito che la moda sarebbe stata la tua vita?

Fin da piccolissima sognavo di creare Abiti, e ammetto che crescendo , non ho mai cambiato Sogno.  Mia zia era Sarta , ricordo che passavo interi pomeriggi ad osservarla cucire , per me era magia…trasformare un pezzo di stoffa in abito era pura magia! 

I miei Nonni Paterni erano bellissimi e ogni domenica indossavano completi eleganti ed impeccabili, un giorno mi feci una domanda : “ perché non vestirsi così ogni giorno?”

Probabilmente in quel momento compresi il mio obiettivo. 

A cosa ti ispiri per le tue collezioni?

Alle emozioni . Assorbo tanto le energie intorno a me , in ogni viaggio, libro letto , museo visitato, in ogni sensazione o canzone si nascondono le sfumature che amo cogliere.

Le mie collezioni raccontano una storia dentro una storia , ogni dettaglio, da una stampa ad un bottone , nulla è per caso, ogni suo componente ha un racconto da fare.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ne ho tantissimi, ma ne ho uno in particolare. Ero in Africa, un ragazzino si avvicina a me ed inizia a guardare la mia pashmina stampata con interesse, la stampa era stata ricavata da un mio quadro . Senza pensarci due volte gliela regalai, ma ne avevo solo una e suo fratellino piccolo ci restò male. Il giorno dopo acquistai una stoffa bianca in un mercato locale e dei colori per stoffa . Qualche giorno più tardi tornai al villaggio dal suo fratellino, ed insieme ci siamo messi a dipingere la stoffa,  alla fine era ancora più bella dell’originale. 

Il sorriso di quel ragazzino mi riempie di gioia ancora oggi.

Se potessi parlare con un’icona del passato della moda, con ti piacerebbe parlare e di cosa?

Soltanto una? Faccio fatica a stringermi in una sola personalità del passato . Mettiamola così, passerei a prendere Jean Paul Gaultier , Kean Etro e Vivienne Westwood per poi passare una bella serata a parlare di arte, idee ed innovazioni con Elsa Schiaparelli , Paul Poiret , Gianni Versace e Alexander McQueen.

Mi piacciono le personalità visionarie , con una spiccata personalità ed un estro fuori dalle righe ,artisti come George Melies e  Salvador Dalì ,capaci di imporre il proprio pensiero senza badare ai giudizi altrui. 

Cos’è per te la moda?

Espressione e Personalità. 

Credo che noi stilisti , noi sarti cuciamo abiti per creare dei tasselli di un puzzle che ogni persona assembla per dipingersi addosso la propria identità, mostrandola agli altri. Quando mi scrivono, “con i tuoi abiti mi sento me stesso” oppure “con i tuoi accessori mi sento più sicura di me”, ecco , in quel momento capisco di aver fatto un buon lavoro e di aver reso felice me e gli altri. Un abito è una vera e propria abitazione, e a casa tua vuoi sentirti a tuo agio, sempre.

Quanto conta la comunicazione oggi?

Tanto! senza la giusta pubblicità e la giusta visibilità il mercato si riduce notevolmente.

Per un imprenditore è fondamentale creare una rete visiva e di contenuto social.

Non approvo il fatto di far notizia per forza, deviando le realtà pur di apparire ,  credo nella comunicazione di valore , che promuova l’artigianato , il dietro le quinte , informazioni che esaltino l’operato , storie reali , magari ricordando più spesso quanto forte sia l’entusiasmo.

a presto

PH By Gabriele Vinciguerra

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IntervisteModaspettacolo

Claudia Conte, talento, professionalità e sorriso

claudia conte

Attrice, presentatrice, scrittrice…

Abbiamo intervistato Claudia Conte, reduce dal successo al Festival Internazionale del Cinema di Roma con Women In Cinema Award, lasciando la parola a lei, per raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :

Primo incontro con lo spettacolo?

Avevo 15 anni, stavo vivendo un momento molto difficile della mia vita e il teatro mi ha letteralmente salvata.

Cosa provi quando sali su un palco?

Mi sento a casa. È il mio rifugio, mi sento libera e felice di esprimermi senza paure. Sono me stessa e tiro fuori tutta l’energia che ho per restituirla al pubblico.

Quanto è importante lo studio per la tua professione?

Molto importante. Mi sono formata con acting coach internazionali e ho avuto grandi maestri a cui sarò sempre grata per i loro insegnamenti di vita oltreché di professione!

Quanto conta la preparazione rispetto al talento?

Vanno di pari passo. Sono complementari. Il talento da solo non basta e senza talento non si raggiungono risultati eccezionali. Ciò che comunque occorre sempre è anche la tenacia e una buona dose di fortuna!

Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Stavo andando in Canada per presentare il mio short movie. Ero all’aeroporto di Toronto e, dopo tante ore di volo e jet leg, mi concentro e formulo una ottima frase in ottimo inglese per chiedere informazioni e un signore mi risponde in romano. Ero convinta di essere in Italia! Poi ho scoperto che a Toronto c’è una delle più grandi e belle comunità di italiani all’estero!

Che rapporto hai con la moda?

Per il mio lavoro l’immagine è molto importante quindi collaboro con molti stylist e fashion designer e sono testimonial di diversi brand di moda. Prediligo il Made in Italy e gli stilisti italiani.

Se potessi incontrare un’icona del passato chi e cosa chiederesti?

Se potessi incontrerei Fellini, trovo i suoi film davvero geniali. Le atmosfere, i personaggi, lo sguardo sul mondo sono unici. Fanno sognare e immergere in una realtà onirica extra ordinaria!

Grazie per il tuo tempo Claudia

P.S. un suo libro di grande successo è Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene e il male

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Foto del GiornoFotografia

Paola Fiorido in uno Scatto di Daniele Vannini

daniele vannini

Modella : Paola Fiorido

un attrice performer Italiana che si è formata a NY presso l’ acting studio di James Price per approfondire la tecnica di Meisner.

È stata editor at large per diverse testate internazionali, Twill magazine, Beautiful Savage, NY arts magazine ,Exit Urban Magazine.

Ha lavorato per diversi anni in ambito televisivo nazionale promuovendo opere d’arte contemporanea e libri di svariati autori. Ha ampliato la sua conoscenza con una lunga permanenza in Cina a Pechino nel quartiere artistico 798 collaborando con diversi Artisti Registri, fotografi…

Abito : LIPSTICK VINTAGE

Scatto di Daniele Vannini

Una domanda a Daniele

 Quando hai deciso di voler fare entrare la fotografia nella tua vita?

È stato nell’estate del 2008.

Stavo passando un anno terribile perché avevo cominciato a soffrire di fortissimi attacchi di panico e di ansia, e questo mi impedì di andare in vacanza con i miei amici. Ho quindi “ripiegato” a fare le ferie in camper con la mia famiglia; avevano organizzato un giro nel sud Italia.

Un giorno ci siamo fermati in Calabria per una sosta. La strada era attaccata alla spiaggia, e ne abbiamo approfittato per farci un giro. La giornata era splendida, ma era impossibile fare il bagno; c’era un vento fortissimo che rendeva il mare burrascoso e avevano imposto il divieto di balneazione.

Allora ho cominciato ad osservarlo, il mare. Quelle onde potenti che si infrangevano sulla sabbia e sugli scogli, che esplodevano rumorose in nuvole di spuma bianca, e il soffio forte del vento che copriva qualsiasi altro suono. Ne fui catalizzato.

A quel punto feci ciò che oggi è diventato un gesto banale: presi il cellulare, e scattai una foto a quello spettacolo. E poi un’altra, cambiando posizione, e un’altra ancora. Quella “cosa” mi diede un senso di completezza e una calma che avevo perso da tempo, e che forse in realtà non avevo mai avuto. Sentii in maniera netta che avevo trovato il modo di canalizzare quello che stava succedendo nella mia vita. Tornai al camper con la decisione ferrea di diventare un fotografo, un reporter per la precisione, e che avrei raccontato storie attraverso le immagini. 

D.V.

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EventiModa

Inaugurazione della prima Boutique a Roma del Brand “etico e sostenibile” Annalisa Queen, dal 27 Ottobre al 1 Novembre

annalisa queen

Dal 27 ottobre prossimo a Via Panisperna 238A, nel quartiere Monti, la stilista emergente romana, aprirà le porte del suo primo punto vendita.

La giovane designer romana, Annalisa Caselli, classe 1987, laureata in Scienze della moda e del costume aLa Sapienza di Roma  e Diplomata  stilista di moda presso l’Accademia Maiani, ha al suo attivo la partecipazione ad  importanti manifestazioni internazionali,  nel 2018 alla Montecarlo Fashion Week e nel 2019 alla Fiera della Moda Italiana Kiev.

La peculiarità del brand è la sua vision etica e sostenibile, assolutamente all’avanguardia e concretamente impegnata nel green mood, sia nei materiali utilizzati per le collezioni che in quelli utilizzati per la boutique (nessun uso di pellicce o pelli di origine animale, tutti i tessuti utilizzati sono di alta qualità, provenienti da aziende certificate che non utilizzano sostanze nocive per l’ambiente e l’uomo, la Boutique è stata realizzata interamente con materiali eco-sostenibili o di riciclo).

Tutti i  capi,  in particolare,  vengono realizzati da un laboratorio onlus italiano che si occupa di ridare lavoro e dignità a donne che provengono da storie difficili.

Annalisa Queen – Via  Panisperna 238A tel. 06-86299718

Orario: Dalle 10.30 alle 13.00 – 14.00 alle 19.30

Ingresso consentito in boutique contingentato nel rispetto della normativa anti-covid vigente.

Alleghiamo inoltre, locandina dell’Opening e foto, in formato web,  significative della collezione (Photo credits: Justyna Pawlowska

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ArteAttualitàLusso

Rossella Novarini, direttrice generale de “Il Ponte Casa d’Aste”

Rossella Novarini

Rossella Novarini cresce all’interno di una famiglia che le trasmette, fin da giovanissima, una grande passione per l’arte, la cultura e l’ambiente. E’ proprio durante l’infanzia trascorsa nella campagna emiliana infatti, che sviluppa quella che diverrà un’acuta sensibilità verso il mondo animale e naturale.

Terminati gli studi universitari, individua con grande lungimiranza nel mondo delle aste il settore nella quale crescere professionalmente e negli anni ’80 entra a far parte del piccolo gruppo di persone che allora costituivano Il Ponte Casa d’Aste.

Dopo un lungo periodo di formazione, in cui entra a diretto contatto con gli innumerevoli aspetti del mestiere, matura quelle competenze sul campo che la porteranno nel 2012 a schierarsi in prima linea nella gestione dell’azienda in veste di Direttore Generale. Leader in Italia nel settore, la casa d’aste milanese vanta oggi uno staff di oltre 60 professionisti, 20 dipartimenti e due sedi operative.

A Milano ha la possibilità di entrare in contatto con varie associazioni animaliste ed inizia a impegnarsi concretamente al sostegno di iniziative coinvolte nella realizzazione di rifugi e cure per gli animali, nella difesa dei loro diritti e nel riconoscimento del loro essere creature senzienti e sensibili.

I numerosi impegni professionali dovuti al suo ruolo di rilievo, non la allontanano dalla volontà di condividere anche a livello aziendale questa visione, attraverso una graduale conversione al “plastic-free”, diversi messaggi rivolti all’ecosostenibilità, ed inoltre, il rifiuto di mettere in asta, soprattutto nel campo del fashion-vintage, capi di pellicceria o prodotti con animali selvatici.

Press Contact

Paola Colombo | paola.colombo@ponteonline.com | +39 02 86314 69

Elisabetta Rastelli | elisabetta.rastelli@ponteonline.com | +39 02 86314 13

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AttualitàMusica

Il Made in Veneto tra Industria & Musica: i primi a rispondere alla chiamata sono stati Numa Echos e Sigis Vinylism

gpi group

La creatività e voglia di fare squadra italiana non ha eguali, i titolari di due aziende Venete,  Il presidente Angelo Pivato e i soci Maurizio Trento e Marco Pavani della GPI Group e l’Amministratore delegato Paolo Pivato e i soci  Elisabetta Migliorini e Fabio Moretti per la Duetti Packaging, hanno scelto insieme al responsabile Marketing Alessio Musella, di collaborare con Artisti musicali per rendere più  piacevole  la visione dei video relativi ai macchinari , che vengono inviati World wide per mostrare qualità e funzionamento delle macchine prodotte .

Partendo dalla constatazione di fatto che oggi, causa Covid, più di altri settori , il mondo dello spettacolo sta subendo un grosso trauma ,l’idea vincente è stata il voler tendere una mano alla Musica in particolare, per aiutare a veicolare i brani scelti e concordati con gli Artisti, in maniera decisamente inaspettata e trasversale,

I primi due Artisti scelti  che hanno aderito all’iniziativa sono Numa Echos poliartista, che si muove fra musica e poesia , fotografia d’arte e pittura, il suo  spirito alternativo , eccessivo e contro tendenza la contraddistingue da sempre .

Ho scelto di aderire a questo progetto poiché penso che sia forte la connessione tra l’arte e la cultura e che esse rappresentino le basi sulle quali fondare un’economia.

Acid Streams ′′ di Numa Echos Rechos Records & Promotion

Penso che il settore musicale stia soffrendo particolarmente in questo periodo e che si debba agire concretamente affinché la musica venga considerata un bene primario e ci si focalizzi sulle sinergie tra le esigenze collettive. Penso che la comunicazione sia il mezzo più efficace per diffondere la cultura e che la trasversalità della comunicazione stessa permetta un accesso più diretto ed immediato all’informazione.

Numa Echos

E Matteo Antonio Vaccari Sigismondi, in arte Sigis Vinylism, inizia la sua carriera artistica nei primi anni ’90 come dj professionista raffinandosi poi in sound designer/producer.

“Non sdegno l’idea che la mia musica possa essere utilizzata per veicolare messaggi aziendali, credo che sia un’opportunità interessante per far arrivare le mie sonorità ad pubblico eterogeneo. In questo momento la musica sul mercato è tantissima e direi molta di un livello qualitativo altissimo, bisogna saperla cercare e nn avere pregiudizi di sorta.

S.I.G.I.S. di Sigis Vinylism

L’idea di veicolare vari messaggi o declinazioni artistiche nella comunicazione credo sia basilare, oggi riuscire ad avere più di 30 secondi di attenzione è molto difficile e in qualche modo bisogna mantenere il costante interesse del fruitore finale.

Sigis Vinylism

L’iniziativa è aperta a tutti i gruppi o cantanti che abbiamo voglia di collaborare, per informazioni queste sono le mail di riferimento

mkt@gpindustries.eu

mkt@duettipackaging.com

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AccessoriArteArticoli

Ingranart , il Tempo da indossare

ingranart

Il coraggio di lasciare lasciare il certo per l’incerto, da qui nasce Ingranart

Simona Della Bella ha un passato da atleta della Nazionale Italiana di nuoto sincronizzato, laureata  in Filosofia e dopo un Master in Bocconi, incominciò a lavorare in una Multinazionale farmaceutica  fino al 2013, quando decise di dare una vera svolta alla sua vita.

Mentre lavorava in azienda, aveva già cominciato a fare sculture (suo nonno era scultore), ma ormai sentiva era chiaro che la sua testa era altrove .

Decise ,così, di lasciare l’azienda e di seguire il suo  sogno di creatività e di arte: ha cominciato a studiare, sperimentare, passando dalla produzione di sculture, a pitto sculture create con ingranaggi meccanici e di orologi.

Come spesso accade, fu il caso a regalare consapevolezza a Simona :

Una sera all’inaugurazione di una mostra, indossava un suo gioiello  creato (quasi per gioco) con alcuni ingranaggi e , fu in quale momento che si rese conto che molte persone  rimasero colpite da quello stranissimo gioiello!

All’inizio realizzava ogni pezzo da sola, chiusa nel suo laboratorio, a sperimentare, provare, andare alla ricerca di orologi o sveglie antiche.

Tanti furono i tentativi, alcuni buoni altri un po’ meno, ma l’idea era decisamente nuova e ha perseverato. anche perché , oltre ai complimenti, seguendo il detto che il miglior complimento per un artista è comprare una sua opera,  la gente iniziava  a comprarli.

Dopo varie  fiere e inviti a contest di settore, iniziarono ad uscire i primi articoli  sui giornali che raccontavano la sua storia e il target di clienti iniziava ad essere ben definito.

A questo punto decise di iscriversi alla Scuola Orafa Ambrosiana per apprendere anche le tecniche di base che sono necessarie per chi vuole crescere e migliorare e far diventare un passione una professione

La founder di IngranArt ha creatoil brand  per poter realizzare piccole opere d’arte da indossare, piccole sculture  ricercando con cura e riutilizzando ingranaggi di orologi antichi.

Le line di produzione sono 2 IngranArt for Man e IngranArt for Woman ma il cuore della Fondatrice del Brand lo troviamo in IngranArt for Your Time, dove crea gioielli su commissione, sui quali e nei quali inserisce, sapientemente ,pezzi di storia legati al committente scegliendo i giusti ingranaggi provenienti da  orologi vecchi di famiglia non più funzionanti, ma di indubbio e  grande valore affettivo, ed è qui che nasce l’opera unica di Simona Della Bella , che reinterpreta e plasma il passato per donare una nuova vita ad oggetti che molto hanno ancora da raccontare.

Il tempo passato può tornare a vivere e ad essere indossato. Per ogni singolo gioiello scrive una storia che racconta a chi lo indossa il significato della sua simbologia.

In piazza a Morgex una sua  scultura è stata scelta e posizionata  “La rivolta del Tempo” realizzata con le lancette del campanile della chiesa ottocentesca del paese e che rappresenta la sintesi della filosofia Ingranart.

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