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Redazione

AttualitàMusica

Da un Intuizione del Soprano Dominika Zamara: un ambizioso progetto musicale targato Chopin & Bellini, Due Geni a Confronto

Dominika Zamara

Un progetto che nato in Italia, a opera del soprano Dominika Zamara, esportato in gran parte d’Europa e Usa. Nella fattispecie si tratta di concerti eseguiti con i lieder di   Fryderyk Chopin e le arie da concerto di Vincenzo Bellini.

La Zamara, memore dei sui studi sui due compositori e su quel filo che li leggo nel rispetto reciproco, amicizia e nella loro professione, ideò questo particolare connubio.

Abbiamo incontrato la diretta interessata per capirne di più

Dal suo punto di vista quale è il punto di incontro tra questi lavori di Chopin e Bellini?

Tra i due compositori ci fu una grande e reciproca ispirazione.

Entrambi appartenevano al periodo del Romanticismo, entrambi furono dei grandi melodisti, per entrambi la cosa principale era appunto la melodia e la sua bellezza e il sentimentalismo. Chopin non scrisse mai opere, anche se attratto dalla musica vocale, egli scrisse soprattutto brani strumentali per pianoforte, due concerti per pianoforte e orchestra.

I diciannove Lieder sono l’unica testimonianza di musica vocale scritta dal compositore, nella quale si sente l’ispirazione della linea di Bel Canto tipica di Bellini, viceversa in nelle arie da concerto di Bellini si sente l’influenza degli accordi di Chopin.

Oltre che dalla professione ci fu amicizia tra i due?

Certo, ci fu una grande amicizia tra loro, ma il punto focale fu la reciproca ispirazione. Sono rimaste molte lettere a testimoniare questo fatto, quindi sia l’amicizia che l’ispirazione.

Questo progetto come è nato?

Questo progetto nacque molti anni fa, nel lontano 2013/14.

Successivamente registrai un disco con il completo ciclo dei lieder di Chopin in tonalità originale, il progetto è stato eseguito in molti luoghi: l’Accademia del Teatro La Scala di Milano, ma ancora prima ho eseguito queste magnifiche musiche in Messico, nella Manu Ponce Hall, la sala da concerti più importante di Mexico City, ma poi in America: Los Angeles, New York e Philadelphia, in Italia in molti Teatri e molte parti d’Europa, anche in Cina.

Come si trova vocalmente a passare dai lieder e le arie da concerto?

Molto comoda, c’è un legame tra i lieder e le arie da camera. In entrambe vi sono bellissime melodie, anche se abbastanza difficili musicalmente, c’è comunque una grande comodità vocale. Il legame tra i tra queste opere sono le melodie e i testi poetici.

Due dei più grandi compositori dell’ottocento, uno italiano e l’atro polacco, quali sono le diversità e similitudini stilistiche

Allora, nei lieder di Chopin vi sono ispirazioni alle danze popolari polacche, a esempio la mazurca, i testi sono in polacco e la fonetica polacca e molto complessa. Invece le arie da camera di Bellini sono più lineari e i testi sono molto più comodi da cantare

Come il pubblico dei diversi paesi ha reagito sentendo un concerto di questo calibro?

Il pubblico è sempre pieno di entusiasmo a scoprire le similitudini di due geni a confronto.

Ricordo quando cantai a Mexico City, li c’era un pubblico misto, sia maturo che giovane, mi dissero “meraviglioso, un ispirazione”. La stessa cosa successe all’Accademia del Teatro La Scala di Milano e in altre parti dove ho proposto questo programma

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AttualitàMusicaspettacolo

Mary Austin mette in vendita  ALL’ASTA TUTTI BENI PERSONALI di Freddie Mercury, un Museo no?

Freddie Mercury

Oltre 1.500 oggetti appartenuti a Freddie Mercury, saranno venduti all’asta.

30 anni di carriera che Freddie ha conservato nella sua casa di Londra.

Nel 1991in punto di morte lasciò sia la casa che il suo contenuto a una delle sue più vecchie amiche, Mary Austin.

“Possiamo vedere quanto erano vari i suoi gusti”, ha detto la Austin, parlando in esclusiva alla BBC. “È una collezione molto intelligente e sofisticata.”

Peccato che forse sarebbe stato meglio creare un museo per raccontare la vita di Freddie , piuttosto che venderli….

Uno dei punti focali vendita sarà il testo, scritto a mano, di We Are The Champions, incluse armonie e accordi, scritti su nove pagine.

Facciamo fatica a comprendere come una donna, miliardaria, e così vicina a Freddie possa solo pensare di smembrare un patrimonio di ricordi legati ad uno dei personaggi più amati della musica

La Austin ha avuto anche il coraggio di dire  che i testi scritti da Freddie sono stati gli oggetti dai quali è stato più difficile separarsi, perché mostrano “per lei, il lato più bello” dell’uomo a cui era devota.

La casa di Garden Lodge, a Kensington, è rimasta quasi interamente come Freddie l’ha lasciata, completa di mobili antichi, delle opere d’arte e vasi che ha collezionato e dei tessuti sontuosi che amava.

Stampe di Matisse e Chagall appese alle pareti della sala da pranzo, un ritratto di Picasso esposto sopra il tavolo della colazione in cucina. “Mi piace essere circondato da cose splendide”, usava dire Freddie. “

Ma ora Austin ha deciso di vendere la collezione, “perché devo mettere ordine nei miei affari”, spiega.

Austin, 72 anni, aggiunge: “È giunto il momento per me di prendere la difficile decisione di chiudere questo capitolo molto speciale della mia vita”.

E al di là di alcuni “regali personali” e fotografie della coppia insieme, Mary Austin venderà tutto.

Non ci rimane che sperare in un ripensamento, per il resto non andiamo oltre nel commentare un gesto che riteniamo fuori da ogni logica, e soprattutto contro la memoria di Freddie Mercury…

Ad oggi tutti gli oggetti saranno esposti da Sotheby’s a Londra in estate

L’asta dovrebbe fruttare oltre 6 milioni di sterline e parte “solo” del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

No comment

Parte dei testo dell’articolo è stato preso dalla traduzione di Barbara Mucci dall’articolo della BBC.

Per meglio comprendere l’importanza degli oggetti che saranno messi all’asta vi consigliamo di leggere L’ULTIMO FREDDIE MERCURY di Roberto De Ponti.

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animaliLibri

“Bon Ton a 4 zampe, Manuale di Pet Etiquette” di Elisa Volta.

Elisa Volta

Sono 62 milioni gli animali d’affezione presenti nelle case degli italiani. Più animali domestici che cittadini!

E tante altre nazioni non sono da meno.

I numeri non sono sempre stati questi e neppure le modalità di convivenza. La storia e l’arte ci raccontano come, nei millenni trascorsi, si è evoluto il nostro rapporto con gli animali e come siamo arrivati a contare nelle nostre città più cani che bambini.

Alla luce della nutrita presenza canina, felina e non solo, ecco che oggi diventa urgente ed indispensabile una nuova e più rispettosa modalità di convivenza.

In questa agile guida, i lettori troveranno indicazioni preziose per trasformarsi nei migliori amici dei propri animali, ma anche dei propri simili.

Suggerimenti pratici (ma anche aneddoti di costume e curiosità storiche) per poter vivere con un animale domestico in modo responsabile ed educato, evitando che la sua socialità (e la nostra) diventino fonte di problemi o incomprensioni.

Solo a loro, indulgenti osservatori muti, è consentito scrutare ogni inconfessabile limite umano e solo loro, continueranno a tollerare e persino amare, senza giudicare, questa strana e imprevedibile specie di bipedi.

Una lettura utile e curiosa, piena di spunti imprevedibili e inevitabile buon senso.  

BIOGRAFIA

Elisa Volta, professa le buone maniere come stile di vita e come cura. Collezionista di testi su galateo ed etichetta, grazie al suo lavoro presso le segreterie politiche e le istituzioni ha approfondito il tema del cerimoniale e del galateo istituzionale.

Ha conseguito presso ANCEP (Associazione Nazionale dei Cerimonialisti degli Enti Pubblici) l’attestazione di qualificazione professionale di Cerimonialista.

È autrice dei fortunati Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo e Gocce di bon ton. L’eleganza in 120 aforismi (entrambi per Edizioni Effedì).

In quanto amante degli animali, si è domandata come essere una buona compagna per i suoi amici con la coda e anche per i suoi simili. Vorrebbe che tutti amassero gli animali, ma ha rispetto di chi la pensa diversamente.

Scrive di buone maniere per giornali e riviste.

Ha tenuto numerose conferenze e curato incontri divulgativi sul tema del galateo e del galateo istituzionale.

Sulla rivista on-line WL Waiting List Magazine, cura la rubrica mensile dal titolo Bon ton bon ton.

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Musica

Roma: nuovo successo di critica e pubblico per il Soprano Dominika Zamara.

dominika zamara

L’occasione e stata domenica 16 aprile, dove a condiviso il palco con il tenore Roberto Cresca. I due artisti si sono esibiti nella Basilica di Sant’Ambrogio e Carlo al Corso, accompagnati all’organo da Padre Bernard Sawicki.

Un concerto emozionante, un viaggio tra le varie epoche e compositori, dal Barocco al Contemporaneo, passando per le ancestrali musiche di: Vivaldi, Mozart, Bizet, Lorenz e Rentowski.

Il tutto presentato egregiamente da Mirella Bagdzinska. I due artisti hanno saputo riscaldare i curi di un folto pubblico ha gremito la Basilica. Roma la Città Eterna, sempre pronta ad accogliere l’arte, in ogni forma, vi si trova un pubblico cordiale e caloroso, sia che siano romani o turisti, essa con le sue meraviglie plasma chiunque vi ci passi. La musica non fa eccezione, essa è l’eccezione.

Presente in sala il Dott. Benito Corradini Presidente dell’Accademia La Sponda, il Prof. Gaetano di Università Sapienza di Roma, il Compositore Francesco Digilio.

Gli applausi finali hanno calato il sipario su di un grande evento.

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AttualitàDesign

La mostra dei finalisti del Ro Plastic Prize 2023 (Rossana Orlandi Guiltless Plastic Prize) si è inaugurata a Palazzo Bandello (Via Bandello 22, Milano) ed è visitabile fino a domani 23 aprile, in occasione del Salone del Mobile 2023.

Francesco Maria Messina

Tra i finalisti del prestigioso premio spicca il lavoro di Francesco Maria Messina (FMM Design), finalista con la libreria Re-epples.

Il lavoro di FMM Design si presenta come un perfetto connubio tra arte e design, due dimensione che invece di affiancarsi, si fondono per la prima volta. Si può parlare infatti, per FMM Design, si un pioniere del “collectible design”, ovvero l’arte funzionale: il pezzo è unico e non a tiratura, non c’è la serialità tipica del design, e il concept di ogni opera della sua produzione, di volta in volta, si esplica attraverso una tensione concettuale innegabile, al contempo evidente e profonda; il pezzo d’arte diviene altresì funzionale in quanto utilizzabile dal collezionista-fruitore nella quotidianità.

Nel caso della libreria Re-epples, protagonista appunto nella sezione del collectible design/arte funzionale del prestigioso premio a firma di Rossana Orlandi, ci troviamo davanti ad una composizione di cerchi trasparenti di dimensioni differenti che imitano le onde concentriche generate dalle gocce di pioggia sull’acqua, e che di quest’ultima ne evocano il ciclo naturale.

Tali elementi circolari hanno uno scopo strutturale ed estetico al contempo, dando vita ad un oggetto d’arte, effettivamente utilizzabile come libreria, che sembra fluttuare per la sua profondità dinamica, esattamente come il dinamismo dell’acqua. La libreria presenta cerchi fissati verticalmente su ciascun lato, realizzati interamente in metilmetacrilato monomero (R-MMA) riciclato al 100% e sono autoportanti: attraverso un design innovativo è stata eliminata la struttura laterale dalla libreria e posizionata sulle facciate principali.

FMM Design si è reso protagonista anche di un altro importante evento, Design alabastro 22 un progetto curato da Luisa Bocchietto che coinvolge 11 designer e 11 alabastrai per la realizzazione di 11 nuovi inediti prodotti tutti con protagonista la “pietra di luce”. Fino al 23 aprile gli oggetti di Design alabastro 22 saranno alla Fabbrica del Vapore (Padiglione Messina, 2 PT) nell’ambito del programma Materia negli spazi di Sharing Design – 8° edizione appuntamento dedicato al design indipendente autoprodotto e organizzato da Milano Makers. Il progetto, nato lo scorso anno nell’ambito di Volterra22 prima Città toscana della cultura, è realizzato con il contributo della Regione Toscana, del Comune di Volterra e della Camera di Commercio della Toscana nord-ovest. Design Alabastro 22 coinvolge 11 designer e 11 alabastrai per la realizzazione di 11 nuovi inediti prodotti: il progetto riguarda il mondo dell’artigianato di eccellenza che si confronta con il design per individuare nuove modalità di realizzazione, produzione, distribuzione.

Autori degli oggetti in mostra sono i designer e gli alabastrai, in coppia tra loro, nell’autoprodurre il proprio lavoro.

FMM Design è presente con Arco di luce, lampada ispirata ad un arco costruito tra il IV e il III sec. a.C, principale accesso dal lato sud della cerchia muraria di Volterra, che, scampato ai bombardamenti, è divenuto il simbolo della città e una delle testimonianze più importanti della civiltà etrusca, oltre fonte di ispirazione della lampada odierna. Arco di luce è realizzata in alabastro bianco ed fedele nelle proporzioni all’arco originale, ha due basi cilindriche che si uniscono in un arco tridimensionale luminoso. Nata dall’unione di forme classiche e contemporanee, la risultante è un oggetto elegante e minimalista.

Oltre a FMM Design (Francesco Maria Messina), i designer coinvolti sono Fabrizio Loschi, Franco Raggi, Giovanna Talocci, Lorenzo Damiani, Luisa Bocchietto, Maria Christina Hamel, Roberta Verteramo, Roberto Marcatti con Cintya Concari, Setsu&Shinobu Ito, Vincent Martinez Sancho; affiancati ai maestri alabastrai Daniele Boldrini, Andrea Bianchi, Alessandro Corda, Romano + Roberto Bianchi, Giorgio Pecchioni, Lucia Niccolini, Michele Scali&Liceo Artistico Iis Carducci, Niccolò Nencioni&Gaia Favari, Giovanni Del Colombo, Marco Ricciardi, Elia Bavoni&Simone Fert.

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: Ops…eri in vivavoce!

ELISA VOLTA

Se ascoltare persone che urlano al telefono in luoghi pubblici pensavamo fosse sufficientemente fastidioso, non avevamo previsto la possibilità di poter essere testimoni forzati di un intero dialogo.

Ultima frontiera della maleducazione è infatti l’opzione ”vivavoce”.

I fatti privati (si fa per dire…) vengono ormai placidamente condivisi con chiunque si trovi in prossimità.

Ben lontani dall’abitudine giapponese di tenere il telefono in modalità “silenzioso” in ogni luogo pubblico, di non fare o rispondere a telefonate quando ci si trova negli scompartimenti a bordo di treni o metropolitane, noi italiani rispondiamo senza ritegno alcuno in ogni situazione e addirittura in vivavoce! Siamo un popolo così aperto, accogliente, comunicativo, perché mai dovremmo avere dei segreti?

E allora, forza! In virtù della calda e spontanea italianità, diamo fiato alle trombe e condividiamo ogni aspetto della nostra vita, anche con chi non ci conosce o non ha alcuna voglia di ascoltare.

La rigorosa disciplina che contraddistingue il Paese del Sol Levante, poco si addice a noi, passionali mediterranei, purtroppo e a questo ci dobbiamo rassegnare. Un equilibrato compromesso deve essere tuttavia individuato.

Iniziamo allora con il dire che le telefonate in vivavoce sono ammesse solo in tre casi:

  1. se stiamo guidando (e siamo soli);
  2. se ci troviamo in casa, da soli;
  3. se altre persone devono partecipare alla conversazione e ci troviamo in un luogo chiuso e non pubblico.

Mi sia concessa una precisazione ovvia (o forse no…).

L’interlocutore (che è stato chiamato o ha effettuato la telefonata) deve essere sempre e subito informato della modalità con cui stiamo comunicando. Poche semplici parole sono sufficienti:

«Ciao, ti sto chiamando/rispondendo dall’auto»

«Ciao, sono a casa/in ufficio, da sola, ti metto in vivavoce per sentire meglio»

«Ciao, ti metto in vivavoce e qui con me ci sono: …»

È necessario e doveroso informare il nostro interlocutore soprattutto della presenza di altre persone. Sarebbe una grave mancanza non farlo.

Chi ignora la presenza di altre persone in ascolto, riponendo in noi la sua fiducia, potrebbe infatti inaspettatamente lasciarsi andare ad una confidenza o esprimere commenti che non devono essere ascoltati da altri.

Se le orecchie in ascolto, oltre le nostre, sono molte e sono soprattutto estranee (è il caso dei luoghi pubblici), saremmo scortesi nei confronti del nostro interlocutore, ma anche nei confronti di chi si trova a transitare o sostare nei pressi del nostro telefono.

I malcapitati sarebbero infatti costretti ad apprendere le nostre vicende sentimentali, famigliari o lavorative, senza nutrire interesse alcuno per tali argomenti, né per noi.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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ArteEventi

La Pop Artist Italiana, Francesca Falli,  protagonista al Salone di Milano presso la Galleria San Babila dal 17 al 23 Aprile 2023.

Francesca Falli

Il progetto è una costola che ha la sua origine in Moda D’Autore, ideato da Marco Sanna con la Fondazione Donà delle Rose.
Mira a valorizzare il rapporto Arte e Moda, Arte e Cinema, Arte ed Architettura. E trova la sua naturale estensione in Galleria San Babila in occasione del Salone del Mobile, dove l’arte, la cultura, la comunicazione, gli eventi trovano la loro sede naturale.

FRANCESCA FALLI presenterà il suo nuovo lavoro artistico nell’ambito della DesignArt  dedicato al suo stile della POLLARTE.

Esporrà un opera dal titolo”OPPOP” e presenterà il suo oggetto di design “Vaso da single” con il disegno ripreso dalla sua opera  esposta insieme al vaso alla Galleria San Babila.


Francesca Falli ha studiato Decorazione Pittorica presso l’Istituto Statale d’Arte,
Grafica pubblicitaria ed editoriale presso l’Istituto Europeo di Design
e Pittura presso l’Accademia di Belle Arti.

Ha ricevuto premi e riconoscimenti in Italia e all’estero.

Ha esposto i suoi “Pollage” nella sezione grandi Gallerie nelle principali Fiere di arte contemporanea italiana accanto alle opere Warhol, Festa, Angeli e Schifano. È socia del Centro Interdisciplinare di ricerca sul Paesaggio Contemporaneo.

Le sue opere sono esposte in collezioni permanete in gallerie d’arte e musei.

Ha esposto la sua Pollarte sia in Italia che all’estero.


Una continua ricerca la porta alla produzione della Pollarte che sta riscuotendo
interesse da parte di critici e storici e va diffondendosi nel mondo dei
collezionisti.

.

Dove GALLERIA SAN BABILA

VIA UBERTO VISCONTI DI MODRONE 6 MILANO

Galleria San Babila

nasce dall’intuizione e dall’idea dell’imprenditore Francesco Colucci, per dare al pubblico collezionista la possibilità accedere all’acquisto delle opere dei più importanti maestri artisti contemporanei e dare allo stesso tempo visibilità a nuovi artisti emergenti, selezionati tra migliaia di giovani talenti. Galleria San Babila è l’arte di investire e il nuovo avamposto dell’arte digitale, dove Colucci ha fatto incontrare arte, Nft e intelligenza artificiale consentendo non solo di immergersi nel metaverso, ma anche di esperire concretamente le opere esposte e dove è possibile

chiacchierare con la “Marilyn” di Andy Warhol, interagire con un dipinto di Edvard Munch, ascoltare cosa ha da dire un uovo di Fabergé.

Quando

Dal 17 al 23 Aprile 2023-04-14 dalle ore 10 alle ore 18

L’evento verrà ripreso anche sul canale youtube di Metaword Production

sfruttando le tecnologie immersive 360

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Attualità

Il sindaco di Wadowice farà causa a TVN per aver calunniato San Giovanni Paolo II il Grande.

Giovanni Paolo II

Mercoledì 19 aprile 2023 i consiglieri comunali di Wadowice hanno adottato una risoluzione in difesa della chiesa di S. Giovanni Paolo II. Obbliga il sindaco a intentare causa civile contro gli autori del servizio di TVN24 su St. Giovanni Paolo II pt. “Francescani 3”.  “Non possumus, non possiamo permettere che il diluvio di false narrazioni e bugie su questo brav’uomo diventi il ​​messaggio principale in futuro” ha commentato il sindaco Bartosz Kaliński.

A questo punto è bene sottolineare che promotori della delibera sono stati gli assessori di Diritto e Giustizia. Quindici consiglieri hanno votato a favore, quattro contrari e uno si è astenuto.

Il rapporto di TVN ha causato un’enorme ondata di indignazione in tutta la Polonia. Migliaia di persone sono scese in piazza nelle Marce Pontificie in difesa del buon nome di JP2.

Si sono levate le voci dei critici, anche storici di professione, che sottolineano che il reportage è stato preparato per una tesi prestabilita e si basa su menzogne ​​e insinuazioni.

Allo stesso tempo, sottolineano che gli autori del rapporto si sono basati in gran parte su dei materiali del Servizio di sicurezza della Repubblica popolare di Polonia, uno dei cui compiti principali era combattere e calunniare la Chiesa cattolica.

La risoluzione adottata dai consiglieri di Wadowice mira a difendere il buon nome di St. Giovanni Paolo, che come è stato sottolineato proveniva da questa città. I funzionari dell’autogoverno non hanno alcun dubbio che il suddetto rapporto costituisse una “violazione del culto della memoria di una persona deceduta”, che richiede un’azione legale.

“San Giovanni Paolo II è cittadino onorario della città (dal 2 giugno 1981) e suo patrono (dal 18 maggio 2012). Il suo nome include Piazza del Mercato a Wadowice (Piazza Giovanni Paolo II),

Scuola elementare n. 1 nella tenuta Pod Skarpą, diverse associazioni e organizzazioni. Il compleanno del patrono di Wadowice il 18 maggio è legalmente riconosciuto come festa della nostra città.

Pertanto, il comune di Wadowice, in quanto città natale, ha il diritto e l’obbligo morale di preservare la buona memoria del defunto San Giovanni Paolo II il Grande, che secondo i ricorrenti, è un imperativo per agire come definito da questa risoluzione.

Tuttavia, il consigliere Mateusz Klinowski, ex sindaco di Wadowice, si è espresso contro la risoluzione.

Secondo un politico di sinistra, la risoluzione adottata viola la libertà di parola e introduce il “perseguimento dei giornalisti”, come avviene, ad esempio, in Bielorussia. – A parte il procedimento illegittimo, che non può essere difeso, questa delibera è contraria alla legge sull’autonomia comunale.

Il compito dell’autogoverno non è quello di discutere di reportage giornalistici (…) Voi oggi (…) vi iscrivete per perseguire i giornalisti. Non so se ti rendi conto che la libertà di stampa e di parola sono garantite dalla costituzione. Ci ridicolizzi infrangendo gli standard e volendo perseguire i giornalisti”, ha detto Klinowski.

Il sindaco di Wadowice, Bartosz Kaliński, ha ringraziato i consiglieri per questa iniziativa e ha dichiarato di condividerla pienamente, visto che sono apparse nello spazio pubblico molte bugie sul papa polacco. Allo stesso tempo, ha osservato che durante l’attacco della Russia all’Ucraina, “noi polacchi litighiamo e tagliamo il ramo su cui siamo seduti”.  La difesa della buona memoria di Giovanni Paolo II non serve tanto al papa, perché la sua biografia si difende da sola. Noi polacchi abbiamo bisogno della memoria del santo  oggi e domani.

Noi polacchi decidiamo oggi su quali valori morali e su quali autorità verranno educati i nostri figli (…) Non possumus, non possiamo permettere che il diluvio di false narrazioni e bugie su questo brav’uomo diventi il ​​messaggio principale in il futuro. Chi oggi prova a raccontare un Giovanni Paolo II diverso da quello che conoscevamo,

Giovanni Paolo II e la Polonia, spina nel fianco dell’imperialismo russo

“San Giovanni Paolo II il Grande si difende dagli attacchi dei denigratori con le sue vere e indiscutibili conquiste. Ciò non significa, tuttavia, che la società polacca non debba reagire direttamente a questi insulti.

Dovrebbe esserlo, perché difendendo il buon nome di San Giovanni Paolo II, in realtà difendiamo l’identità e la sovranità polacca. Sia nella dimensione nazionale, sia in quella comunitaria ed europea. Difendiamo l’autentica civiltà occidentale contro l’assalto della mentalità “multi-polit-culti” piena di odio che serve a depravare l’Europa e ad aprire la strada a un’invasione dall’est.

Difendiamo dunque la Polonia dall’invasione del mir ruteno, invasione non solo militare, ma anche economica, informativa e propagandistica, e qualsiasi altra”,  sottolinea Michał Siwiec-Cielebon.

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Musicaspettacolo

Antonio Coppola riapre le porte del suo fantasmagorico CHANDELIER MOTEL, per la stagione 2023.

CHANDELIER MOTEL

Innovazione, creatività, emozioni: elementi che hanno caratterizzato le esclusive Notti meneghine.

Antonio Coppola riapre le porte del suo fantasmagorico CHANDELIER MOTEL, per la stagione 2023, ogni sabato sera c/o RED ROOM,Viale Andrea Doria 2;

Antonio Coppola ha finalmente scelto la location adatta alla sua Visione onirica e magica che ha caratterizzato per anni il format esclusivo, ideato dal demiurgo delle notti milanesi.

La sorpresa della serata sarà quella di vivere tutte le emozioni all’interno della meravigliosa location,una tra le più ambite: un viaggio che vi trasporterà nella vera atmosfera parigina di Pigalle.

Un connubio vincente che darà nuova linfa alla nightlife milanese grazie anche a Michele De Vittoria che ha fatto sì che il sogno si realizzasse.

Sorprendere e trasgredire ogni convenzione sono due punti chiave di questo progetto.

Ad accompagnare i dj set ci sarà la bellissima e sublime  voce di Sonia Sala, soprano che ha deciso di esplorare il mondo della lirica.

RED ROOM

presenta

CHANDELIER MOTEL CIRCUS

Dj dal mondo del fashion style & glamour @coriamentaofficial

Soprano Voice @sala_soprano

Ogni sabato

FROM OO:OO till…….

RED ROOM

Viale Andrea Doria 2, Milano

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culturaMusica

“IL TANGO È ARTE” RUBRICA A CURA DI MARINELLA PUCCI (MA.PU.) “La Donna”.

MA.PU.

Non si tratta della rubrica dell’esperto,ma vuole essere un racconto onirico che ci porta a vivere il sogno dell’incontro con personaggi d’altri tempi.

Una rubrica che racconterà i pensieri di chi da sempre ama la danza e si è innamorata del Tango… tutto partirà da un disegno, da segni grafici venuti dal cuore, niente di preparato, puro istinto..movenze catturate su un semplice foglio ascoltando parole, musica e respirando l’universo di emozioni che vive nella parola “Tango”..

Sara’ una rubrica scritta a 4 mani istinto e ragione, Marinella Pucci e Alessio Musella, curatore d’arte che ama scoprire da dove nascono le passioni…..

Siamo a Buenos Aires.

Un foglio bianco, un carboncino nero, Una musica,un tango..

Io che mi lascio andare ad un sogno ad occhi aperti ed ecco materializzarsi il dreaming D2..

Un immagine, come alito di vento si dischiude e manda verso di me una memoria.

Sono due donne del passato:

Ada Falcon e Linda Thelma (Ermelinda Spinelli)

Intro:

I Dreaming partono sempre da un abbraccio

Perché il tango parte sempre da un abbraccio, una connessione tra due esseri umani…

Sappiamo che quando nacque il tango, verso la fine del XIX secolo, le ondate di immigrati dall’europa includevano, uomini soli, arrivati in Argentina alla ricerca di costruire una vita migliore.

La condizione da emigrante non era facile, la mancanza degli affetti ed il sentirsi soli in terra straniera ha fatto si che si cercasse un contatto fisico consolatorio magari in un abbraccio tra commilitoni facilitato dalle note spesso tristi di un tango.

Il tango quindi tra uomini e per uomini.

Allo stesso tempo iniziano a stabilirsi i “prostibulos porteños” (bordelli degli arrabal di Buenos Aires, detti quilombos), che rispondevano alla crescente esigenza maschile di donne con cui intrattenersi.

Fino alla prima decade del ‘900, le uniche donne che frequentavano i locali di tango – e nei quali di solito lavoravano – erano prostitute. Gli uomini dovevano pagare anche solo per ballare con loro: si pagava una “lata” (gettone o moneta di latta) per ogni tango.

Solo in seguito al grande successo che ebbe a Parigi, il Tango fu pian piano accettato dalla società argentina e le donne della classe media poterono iniziare a frequentare le milonghe.

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“ L’incontro onirico”

Torniamo al dreaming.

L’incontro con le nostre due protagoniste del Dreaming D2.

Sembrano dire:

siamo donne dimenticate ma ci fu un tempo in cui

abbiamo diffuso il tango fuori confine..

‘Io sono Linda Thelma (Ermelinda Spinelli) di origine italiana.

Una delle poche donne ad esibirsi al Teatro Roma nella avenida de Mayo dove, le donne che volevano mantenere una decenza non potevano entrare.’

“Ho viaggiato in Europa, cantando il tango in Spagna e a Parigi dove ho incontrato Francisco Canaro.” “ ho cantato nella sua orchestra e nel 1926 sono andata con lui a esibirmi a New York.”

“a Lima ho vissuto la mia storia d’amore con il presidente Augusto Leguia vivendo nel lusso fino al colpo di stato ed essere deportata .. Da quel momento ha iniziato il declino della mia carriera, non ci sono più dal 1939..”

“Sono Ada Falcon nata a Buenos Aires il 1905, ho debuttato nel tango nel 1925 con l’orchestra di Osvaldo Fresedo. È in quel periodo che conobbi Francisco Canaro – aveva 20 anni più di me ed era già sposato con una francese”

“Abbiamo avuto una lunga relazione. Francisco compose per me il Vals ‘Yo no se que me han hecho tus ojos’ (Non so che mi hanno fatto i tuoi occhi)”

“un giorno la moglie francese piombò in sala prove durante una pausa puntandoci una pistola..

..scappai e da quel momento la mia vita cambiò. Lasciai la mia vita da diva del tango.

Mi chiusi in me stessa, fin quando mi ritirai in un convento a Salsipuedes, in provincia di Cordoba, non ci sono più dal 2002”.

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Nel tango la donna non impara solo dei passi, ma inizia una vera e propria metamorfosi che la porta a conoscere e riconoscere se stessa, attraverso un percorso di consapevolezza.

Il primo passo consiste nel vincere quell’imbarazzo di fronte all’ intimità che l’abbraccio del tango dona.

Non è facile per la donna di oggi, abituata a lottare per la sua indipendenza concedersi, lasciarsi andare per farsi guidare dall’uomo, al quale spetta scegliere la direzione e i passi da eseguire.

Ma proprio attraverso il tango la donna inizia a recuperare fiducia e quell’iniziale imbarazzo si trasforma e diventa piacere intenso nel trovarsi accudita e protetta dall’uomo ed è in quel momento che inizia ad esprimere tutta la sensibilità che la contraddistingue.

E il Tango muta in un progetto danzante condiviso, in cui due persone creano una terza entità,la coppia.

La donna quindi non è passiva, come molti pensano, lei è il gioiello che dona luce alla coppia, l’uomo ha il compito di mostrarla, di metterla in evidenza, proteggendola, accompagnandola nel percorso verso la propria consapevolezza.

Il tango evidenzia il valore della diversità.

La donna è una creatura coraggiosa che accetta le sue vulnerabilità e le trasforma in risorse, sedendosi su quella sedia e accettando con stile che durante una serata potrà essere invitata o meno ad entrare nell’universo di emozioni danzanti che è il Tango.

Ma.pu A.M.

In collaborazione con Ese Parlassimo di Tango?” su FB 

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