Dialogo oggi con Numa Echos, artista poliedrica, il cui mondo ruota intorno a musica, poesia e fotografia.
Hai iniziato a scrivere poesie molto piccola, cosa ti ha spinto ai versi piuttosto che alla prosa?
Il fatto che tra la poesia e la musica ci fosse una connessione più forte rispetto alla prosa e che fosse maggiormente evocativa. Il mio percorso letterario ha comunque subito un’evoluzione negli ultimi anni. Il mio ultimo libro “S-Heaven: Sea Of Heaven” (Il Seme Bianco / Castelvecchi Editore – 2018) è un romanzo breve sebbene sia caratterizzato da una certa “poetica” narrativa.
Hai collaborato alla realizzazione di “ Teorema del corpo: donne scrivono l’eros”. Mi racconti l’eros dal tuo punto di vista?
Il mio concetto di eros è molto vicino a quello filosofico originale, ossia carica vitale che trasporta il pensiero e permette l’unione tra la materia e il trascendente. Penso che sia errato semplificare un concetto così ampio e totalizzante e ridurlo all’attrazione sessuale come capita comunemente e che si debbano valutare le connessioni tra corpo e mente e l’universo che ne scaturisce.
Poesia e musica, due mondi differenti, ma solo all’apparenza. Tra i due vi è una concatenazione, vuoi entrare nel merito?
E’ ovvio che tra poesia e musica ci sia una connessione fortissima dall’antichità fino ai giorni nostri, ai grandi cantautori del 900 o alla poesia sonora. Una connessione che va oltre il rapporto tra il significato semantico e il suono dei fonemi o le leggi metriche che caratterizzano la poesia.
Penso che musica e poesia siano i mezzi più efficienti a livello evocativo e di diffusione del pensiero e che la loro interconnessione sia esplosiva.
Artisticamente, possono incrociarsi? Se sì, in quale esatto momento?
L’arte si fonda su elementi apparentemente contrapposti; la luce e il buio, il colore e l’assenza dello stesso, il suono e il silenzio, il corpo e lo spirito e via discorrendo. Il silenzio ha un ruolo fondamentale in ogni genere di produzione sonora, non è assenza di suoni ma è suono stesso, inafferrabile ed inconsistente ma senza la sua antitesi il suono perderebbe significato.
Penso che la situazione ideale sia rappresentata dal raggiungimento di un equilibrio, e tale equilibrio sia raggiungibile intersecando elementi contrapposti. Se potessi proporre un percorso di studio alle istituzioni scolastiche promuoverei l’analisi del silenzio, delle interazioni con lo stesso e del mondo che circonda il lato oscuro del suono.
Luce e tenebra, spirito e materia, riconducono a un conflitto. Ti sei mai sentita o ti senti in conflitto con te stessa?
Certamente. Penso che sia davvero difficile raggiungere uno stato di equilibrio nel quale elementi contrapposti siano coesi e perfettamente “armonici”. La conflittualità permette l’evoluzione del pensiero e conduce alla “creazione”.
Quanto i processi psichici incidono su una creazione artistica?
Qualsiasi creazione artistica deriva dall’elaborazione di percezioni, sensazioni, memoria ed ogni altra funzione psichica. L’azione e la creazione sono il risultato tangibile o evanescente di tale processo.
Grazie Numa


















