close
Musica

“FUORIDIME” il primo singolo di Trxgedy.

TRXGEDY
TRXGEDY

Forte dei Marmi giovedi 23 Febbraio grande festa al Catch Claw’s  per l’uscita del primo Singolo di Luca Cappellini , alias Trxgedy “FUORIDIME”..

La sua prima uscita da solista non è certo passata inosservata, Luca che da sempre vive la musica con passione e professionalità , ha scelto di camminare da solo, presenti alla serata  anche tutti i componenti della sua Band  modern.tears, con i  quali ha mantenuto uno splendido rapporto. tutt’oggi collaborativo.

La serata è stata occasione anche per scattare una foto d’arte, da un idea del curatore Alessio Musella  il fotografo Federico Gherardi ( autore di tutte le foto presenti in questa intervista) e il producer Lorenzo Puccioni, in arte Sterza.

Conosciamo meglio Luca e il suo percorso lasciando a lui il piacere di raccontarsi rispondendo alle nostra domande

Il tuo primo incontro con la musica ?

Risuonerà un po’ banale, ma è cominciato tutto da bambino.

Non ricordo precisamente in quale età, ma un anno chiesi come regalo di Natale una chitarra elettrica.

C’è voluto pochissimo per iniziare a rompere le scatole ai miei e a tutto il vicinato (ride)

Sono sempre stato abbastanza agitato ma sempre rispettoso, mi piacevano e piacciono tutt’ora generi di musica alternativi dove poi, crescendo, ho imparato ad ampliare i miei ascolti tuffandomi e innamorandomi del cantautorato italiano.

Mio padre mi faceva sentire i suoi vinili, ogni tanto, quando ancora abitavamo a Como.

Uno dei primissimi ricordi a riguardo fu l’ascolto di Bad Boy, di Den Harrow.

Non l’ho mai più ascoltata ma l’ho ancora tutta completamente in testa, assurdo.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Una volta concretizzata la prima band.

Ero partito a strimpellare nella cantina del mio attuale batterista, ma più che suonare si può ammettere che facevamo cose, con degli accordi, con tanto rumore.

Iniziato ad avere la prima sala prove, debuttando per la prima volta su un palco con quelli che sono tutt’oggi i miei compagni di band (o comunque amici vicinissimi) si è aperto un mondo bellissimo.

Aver portato un genere completamente inascoltato in un centro come quello che è Forte dei Marmi, aver avuto un riscontro calorosissimo e da lì a poco essere partiti portando tutto questo non solo nel paesino, ma anche nelle città d’Europa è stato surreale.

Non riesco a non sorridere quando penso alle mie esperienze grazie alla musica. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Solo uno è difficile!

Non riesco mai a spiegare cosa significhi vivere on the road e continuare a conoscere e interagire con gente nuova ad ogni esperienza.

Su due piedi mi viene in mente una cosa che mi ha fatto sorridere veramente:

Qualche anno fa avevamo una data a Taranto, in Puglia.

Alloggiavamo in un camping, si fece un concerto straordinario. Il giorno seguente, poco prima di partire, ci viene incontro questo ragazzo.

Era magrino, abbronzato di chi si vive la sua terra in pieno Agosto e con lui aveva una cassa intera di birre prodotte dal posto.

Timidamente ci aveva portato questo dono ringraziandoci un sacco per avergli regalato una serata memorabile, scusandosi che non poteva offrirci altro che quello.

Aveva un piccolo market proprio all’interno di quel camping dove alloggiavamo e se mi chiedi perché, proprio su due piedi, mi viene in mente questa scena è perché la collego a tutta la genuinità e sincerità che trasmette la musica.

Ci ha donato un sorriso spontaneo, penso sia completamente impagabile.

Poi un giorno ti racconterò il viaggio in barca notturno che ci portava in Sardegna! (Ride)

Come è cambiato il mondo della discografia?

Sicuramente è cambiato tantissimo.

C’è tanta richiesta, tanta domanda, tantissima concorrenza.

Non voglio gettarmi nel solito cliché che ad oggi basta avere un computer per produrre musica che suoni già proponibile per le piattaforme di streaming. 

Si può notare tranquillamente che la richiesta anche sulla fascia di età si è abbassata, sempre più giovani vengono a galla e il che è veramente un bene, perchè ci sono artisti poco più che minorenni ma che hanno tanta rabbia e tante cose da sfogare, ad oggi hanno ogni mezzo per comunicare.

Allo stesso tempo, inutile dire che questa possa essere vista come un’arma a doppio taglio, considerato ed esaminato alcuni messaggi che vengono tramandati.

Non farò il tipo da vecchia scuola, ma è anche vero che il talento è passato molto più in secondo piano per dare spazio all’immagine, ai numeri accumulati e come.

Siamo passati dal dover mandare i tuoi demo in giro al doverti fare notare con migliaia e migliaia di ascolti, a sfruttare i social network e dimostrare qualcosa anche tramite i contenuti sopra ad essi.

C’è molta, troppa musica confezionata e studiata per stare nelle top playlist di Italia, il problema è che nell’arco di qualche mese non ne rimane più nulla.

Cavolo, sto davvero parlando come un boomer!

Quanto conta la comunicazione?

Specialmente per il periodo storico preciso in cui stiamo vivendo, dove i social sono al centro di ogni vita, conta veramente tanto.

Il saper interagire, intrattenere.

Avendo tutto a portata di mano dentro uno smartphone il pubblico ha smesso di vedere i musicisti, come gli artisti in generale, come figure mitologiche.

I dietro le quinte sono la quotidianità, il sapere intrattenere poi i propri seguaci fa ormai parte dello show.

Io devo ammettere che mi diverto, perché alla fin fine non c’è poi così tanta differenza tra il mio lato artistico e la mia vita quotidiana.

Non mi devo sentire TRXGEDY per girare con una pelliccia sintetica alle 9 del mattino. (Ride)

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Boh nel senso, loro che ne pensano? (Ride) 

Io ad esempio, come dicevo, mi diverto.

Ho conosciuto tantissime persone in questi anni che mi hanno seguito poi in qualsiasi parte del percorso io girassi o tornassi indietro. Lo trovo fantastico il fatto che finito di suonare, gente completamente sconosciuta venga a batterti un cinque o a scambiare due parole e confrontarsi con chi ha suonato per loro fino a poco fa.

Sui social interagisco nella maniera più giocosa che posso, mi piace lanciare “mini trend” in base alle cavolate che mi accadono, in un modo o nell’altro quando qualcuno vuole vedere cosa si cela dietro quello strambo soggetto che è TRXGEDY, si deve strappare una risata assieme a me, i miei amici o il mio gatto.

Cos’è per te la musica ?

Quella cosa che mi regala i sentimenti più contrastanti di tutto.

Ti potrei ammettere a mani basse che è veramente la mia vita, il vero Luca, senza personaggi o band di mezzo.

Come allo stesso tempo ti dico tranquillamente che ho perso il conto di tutte le volte che ho pensato di mandare a puttane tutto.

Non lo so, e non lo so veramente cosa ha in mente il destino per me.

So che non sono più proprio un ragazzino ma ho la determinazione di volerci sbattere la testa finché veramente posso.

Non riesco a vedermi in un futuro senza di essa, quindi probabilmente per quanto ci stiamo sulle scatole a vicenda, sappiamo entrambi che alla fine ci sarà qualcosa in più. 

So di per certo che tutto quello che ho raccontato attraverso alla musica, nei miei testi, è stata una bella cura per me nel corso degli anni.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista di piacerebbe interagire e perchè?

Eh. Bel quesito. 

Su due piedi? Kurt Cobain.

Nonostante la sua figura molto discutibile, ho ammirato il musicista in maniera inestimabile.

Dietro i suoi testi c’è qualcosa, è difficile da spiegare. 

Non stiamo parlando di un grandissimo chitarrista, come cantante la sua voce era graffiante quanto fastidiosa in certi contesti.

Comunicava. Lo faceva in un modo completamente suo e non posso che ricordare quando appena trasferito qui in Toscana, un mio compagno di classe dopo i primi giorni mi masterizzò la discografia dei Nirvana.

Ad oggi avrebbe dato ancora tantissimo alla musica.

Quanto è importante avere un team con il quale crescere?

Non è importante, è fondamentale.

Ho questa enorme fortuna di collaborare assieme a professionisti, e non perché sia il loro effettivo mestiere, ma per come lo interpretano veramente.

Ero partito da solo con l’idea di questo progetto, è andata a finire che dentro siamo poco meno di una decina.

Non è solo l’idea di avere un grosso aiuto generale, ma lo scambio di idee e un lavoro di squadra concreto.

Questa release sotto questo aspetto non poteva andare meglio.

Colgo dunque occasione per ringraziare tutti coloro che stanno dietro alle quinte di questo progetto, grazie anche a te Ale per tutto il supporto e per questo ritaglio di tempo.

Sarà un anno interessante!

Ne siamo convinti anche noi e per questo ti seguiremo con piacere

Ascolta il brano clikkando QUI

Tags : luca cappellinimusicarocksingertrxgedy

Leave a Response