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“Rockonti”, il nuovo libro di Massimo Bonelli.

rockonti

Dopo La vera fiaba di EmJay

EmJay ( Michael Jackson ) viveva sul pianeta Pop, un pianeta felice, senza problemi, con tanta bellezza, dove gli abitanti fabbricavano colori da unire in fantastici arcobaleni e note musicali per creare melodie e fare meravigliosi concerti….

Massimo Bonelli esce con un nuovo libro: Ventiquattro racconti fatti di musica e sogno:

“ROCKONTI”

Ha collaborato con centinaia di artisti e con loro ha vissuto momenti straordinari, avventure, successi e insuccessi.

Forse molti di loro sono meno interessanti di quanto appaiano effettivamente; così, a volte, ha colorato la loro vita con un po’ di fantasia e, siccome lo dichiara, nessuno lo può smentire.

Ma qual è la realtà e quale la finzione?

Da lui, che per 18 anni è stato ai vertici della discografia mondiale non lo saprete mai.

Preferisce sognare e farvi sognare.»

Tra i protagonisti del libro: Bob Dylan, Paul McCartney, Rolling Stones, Bruce Springsteen, Pink Floyd, David Bowie, Limahl, Grace Slick, Joan Baez, Tom Morello, Grateful Dead, John Lennon, Jimi Hendrix, The Who, Pearl Jam, Lawrence Ferlinghetti, Queen – ma anche molti dei luoghi del rock: Woodstock, Ventura Highway, Londra, l’Hunky Dory, Monterey, San Francisco, New York, Milano e… Babbo Natale!

Dopo aver lavorato per quasi quarant’anni a fianco di rockstar e musicisti di livello internazionale ha organizzato mostre di pittura, di fotografia e di memorabilia delle icone del rock

Ha raccontato la sua vita in mezzo agli artisti in programmi radiofonici, blog, conferenze e ovunque ce ne fosse l’opportunità, confondendo realtà e fantasia, come da lui sempre dichiarato.

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Musica

MARCO ZORZETTO: “L’AMORE È UN PANNELLO SOLARE”

MARCO ZORZETTO

Il video del nuovo singolo del cantautore triestino Marco Zorzetto, L’amore è un pannello solare, il secondo estratto dal nuovo attesissimo album di inediti che vedrà la luce su etichetta Universal Music in questo 2021.

Un video pieno di allegria e colori luminosi, è stato realizzato dalla web agency Cantastoriedigitali.com di Andrea Baglio e Federico Gasca, i due talentuosi registi che hanno trasformato in realtà la voglia di Marco di trasmettere un segnale spensierato di gioia e speranza che aiuti a superare questa fase difficile che tutta l’umanità sta attraversando a causa della pandemia.

Così, nel videoclip, lo vediamo nei panni di un colorato cantastorie che gira in una magnifica Trieste, manifestandosi scherzosamente a persone di diverse età per mostrarci le varie declinazioni dell’amore: quello dei bambini, di due ragazzi, di due persone oramai mature, l’amore verso la propria terra.

Il tutto racchiuso in un mini film in grado di suscitare profonde emozioni e lasciare il segno, anche grazie a una fotografia a dir poco eccellente e alla preziosa collaborazione di TriesteCasting e Fabio Goglia.

Il nuovo progetto discografico di Zorzetto è nato dalla collaborazione con il produttore Pietro Foresti e la famosissima Valeria Rossi, oltre che con gli storici autori, nonché amici dello stesso cantautore: Alessandro Camponeschi (Producer e autore geniale e raffinato) e Pino Romanelli (autore e scrittore, 4 volte premio della critica a Sanremo). Progetto davvero consistente e di notevole spessore artistico, sposato da subito da Andrea Dulio e Universal e che arriverà entro la fine di quest’anno.

Nel video clip, Trieste, sua terra natale, e il suggestivo porto fanno da sfondo a questa vera e propria rappresentazione dell’amore, intesa anche come un percorso di vita, in tutte le sue sfaccettature.

 L’amore è un pannello solare, disponibile in digitale dal 22 gennaio (acquistabile al link https://udsc.lnk.to/Q1lcvWob)

MARCO ZORZETTO

Nato a Trieste, dove è tornato da poco, dopo aver vissuto 15 anni a Roma, ha debuttato sulla scena musicale nel 1995 arrivando tra i finalisti di “UNA VOCE PER SANREMO ‘95”.

Nel 1996/7 è finalista a CASTROCARO con il brano Sento che. Da quel momento Inizia anche l’attività di produttore con la realizzazione del singolo, NEVER, con l’etichetta Expanded di Bologna. La sua carriera artistica spazia tra la musica e il teatro, tanto che, dal 1998 al 2004, recita in diversi musical tra cui La mia Lisa (Teatro De’ Servi – stagioni invernali 95/96 e 97/98), Metro Marlene (Musical of the Year 1996 – Danimarca) e Ondina (edizioni discografiche Vianello, musiche di Izzi – Montemarano. Nel 2000 è protagonista in Ultima ora, spettacolo ufficiale del Giubileo diretto da Giuliano Del Vecchio al Teatro De’ Servi di Roma e, di seguito, nel 2002, è ancora interprete principale di Evita, diretto da Alessandro Londei (All That Jazz).

Tra il 2013 e il 2014 escono i due dei singoli che hanno preceduto l’uscita dell’album Kimika:  Solo Amore e I giorni senza con Etichetta Novosonum. I brani sono stati in rotazione radiofonica in oltre 80 radio nazionali e TV.

Nel 2016 Kimika ha vinto l’AKADEMIA MUSIC AWARDS come MIGLIOR ALBUM POP 2016.

A luglio del 2020 esce La suite del Bunker, primo singolo estratto dal nuovo album di inediti che vedrà la sua ultimazione in questo 2021 su etichetta Universal Music.

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AttualitàMusica

SHINE IN VENICE: Nuovo progetto culturale audiovisivo di NUMA ECHOS sulla Musica e Venezia in onda dal 15 maggio 2021 su Olze TV powered by Sky

SHINE IN VENICE

Il format musicale “SHINE IN VENICE” è un nuovo progetto culturale audiovisivo di NUMA
ECHOS
,
una serie che si propone di uscire dal mondo musicale urban e rap molto gettonato in
questo periodo storico; è il perfetto connubio tra realtà musicali eclettiche e il contesto culturale
veneziano che diventa cornice ideale in questo periodo, sia per la sua storia e le meravigliose
locations, sia per un suo rilancio post Covid, sia per l’utilizzo di Venezia per recenti produzioni
televisive.

SHINE IN VENICE” si basa sul concetto fondamentale “Venezia e la Musica” e si focalizza nella
musica d’autore, nell’utilizzo di locations particolarmente artistiche e sull’interazione tra i due
elementi.
La distribuzione avverrà sulla nuova piattaforma “OLZEMUSIC TV” powered by “SKY”, ideata
sullo stile di Infinity, Netflix, e Tim Vision sulla quale si troveranno unicamente audiovisivi,
documentari, serie TV, programmi di approfondimento, contest etc. di tematiche musicali e sarà
disponibile sia su internet che su un’applicazione. I partners di Sky che gestiscono la piattaforma e
le pubblicità saranno YouTube, Wikipedia, Google Partners e Olzemusic mentre la direzione
artistica è affidata a Chiesa & Partners.
“SHINE IN VENICE” sarà disponibile con cadenza mensile a partire dal 15 maggio 2021.

Molti gli artisti italiani coinvolti, musicisti di spicco che si racconteranno e si esibiranno con un con un
concerto nel rispetto dei limiti del Covid.

Differenti anche le realtà locali coinvolte, tra le quali “La Botega dell’Heléna – secondhand & artigianato” e “Palmira Creazioni” che cureranno gli outfits di
Numa Echos, Radio Vanessa e Bacaro Risorto.

link piattaforma:

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Musica

Irene Mosca, un giorno, non so quale, canteremo insieme, e sarà il giorno più bello della mia vita…

Irene Mosca

Parlare di una cantante non è mai facile, solitamente è preferibile ascoltarla.

Abbiamo però, scelto di fare qualche domanda ad Irene per lasciare a lei la possibilità di raccontarsi:.

Il tuo primo incontro con la musica ?

Ho scoperto la musica grazie a mia nonna , lei mi sentii un giorno cantare e mi disse “perché non vai nel coro della chiesa?” E da lì ho iniziato il mio cammino con la musica . 

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

L’ho capito più o meno fin da subito . Ogni volta che cantavo , mi sentivo libera, non più in imbarazzo , consapevole che potevo dire ciò che provavo con la mia voce e che se anche venivo giudicata in negativo , facevo comunque ciò che più amavo ma soprattutto mi sentivo felice ! Nonostante tutti gli alti e bassi lei c’è sempre stata , non abbandonandomi mai ! 

Cosa pensi dei talent?

Penso che riuscire a far parte di un talent oggi è molto ma molto difficile . E se pure ci riesci , nonostante siano una grande vetrina commerciale , non è detto che tu possa arrivare al pubblico . 

Il mondo dei talent si è evoluto molto con gli anni ma anche i social ora sono parte integrante per riuscire ad emergere . 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo la prima volta che cantai con Alessandra Amoroso negli studi di sky tv per il programma EPCC , partecipando ad un guinness world record

Mentre cantavo Alessandra mi guardò e spalancò gli occhi facendo un sorriso, come per farmi capire che l’avevo stupita . 

Come è cambiato il mondo della discografia ?

Come ho detto prima la musica con il passare degli anni si è evoluta tantissimo e credo che siano nati e si sono creati generi che molto probabilmente prima neanche si potevano pensare di avere . 

Basta pensare alla Trap che , anche se si è formata negli anni 2000 , solo oggi ha raggiunto l’apice del successo . 

Quanto conta la comunicazione?

È importantissima . Se parliamo di comunicazione tramite social media , credo sia il metodo più veloce per arrivare a qualcuno . 

Se si intende comunicazione invece con il pubblico tocchiamo un altro tasto importante è parecchio complicato del arte della musica . 

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Oddio , questa è una domanda abbastanza difficile . 

In realtà il mio pubblico al momento sono i miei amici o colleghi di lavoro , o magari gente che si conosce di vista . 

Loro apprezzano molto la mia voce e tutto l’impegno che metto nel portare avanti la mia passione . Credo siano fieri di me . Delle volte sono anche riuscita ad emozionare più di qualcuno e quella è stata una delle mie più grandi vittorie a livello artistico ! 

Quanto conta il live ?

Non ci sarebbe un live senza musica, così come non ci sarebbe musica senza il live . 

Guardare il proprio idolo su quel palco, cantare con lui , emozionarsi , sorridere, ballare, sono tutte emozioni che non puoi ricevere dietro un telefono o una radio . 

Il live è il live ed in questo momento storico è una delle cose che più mi manca . 

Come hai vissuto e stai vivendo questo anno di Pandemia ?

L’ho vissuta un po’ come tutti . Facendo lavoro casa, casa lavoro. 

Sono riuscita a dedicare un po’ più di tempo però alla musica e alla scrittura ed ecco che é nato il mio prossimo singolo “Mia (comunque vada)” , dove ci ho messo dentro tutte le mie emozioni , i miei sentimenti e credo anche un pezzo del mio cuore , se non tutto . Ho sentito il bisogno e la necessità di raccontarmi . 

Cos’è per te la musica ?

Ti rispondo molto brevemente che per me la musica è la mia VALVOLA Di SFOGO, il mio posto felice dove rifugiarmi quando nessuno riesce a capirmi o quando voglio star un po’ sola con me stessa. 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista ti piacerebbe interagire e perchè?

Beh, senza andare molto indietro nel tempo , se leggi Irene Mosca automaticamente pensi ad Alessandra Amoroso . 

Per me lei è la musica. È pura poesia, sensibilità , umiltà, umanità . È vera ! 

Ecco, è con lei che mi piacerebbe un giorno, poter cantare . Nella mia testa siamo già in un palazzetto a far sentire il nostro nuovo duetto . Ahahahhaha. 

Stai preparando l’uscita del tuo prossimo inedito , vuoi raccontare qualcosa in merito ?

Tra tutte questa è la domanda più difficile … 

Che dire , Mia (comunque vada) nasce nelle mura della mia stanzetta , in una grigia giornata di aprile. Ricordo che erano le 6 del mattino quando mi sono svegliata , ho aperto gli occhi ed ho preso un foglio ed una penna ed ho iniziato a scrivere . 

Mia (comunque vada) nasce dall’ esigenza di raccontarmi , raccontare ciò che ho dentro , che tutt’oggi credo sia ancora molto forte .

Nasce da una grande delusione d’amore . Credo che ho messo da parte la ragione , ho preso il mio cuore e l’ho buttato su quei Righi di foglio . 

Ho avuto la necessità di doverlo raccontare , mi sentivo quasi in obbligo con me stessa . È così nel giro di 2 ore è nata questa canzone . 

Non so ancora dirvi come sarà strutturata , perché al momento ho in mano solo il testo ed un piccolo suono nella mia testa .

Ma vi assicuro che se si vive di emozioni è la canzone giusta da ascoltare per emozionarsi . 

Nonostante tutto , MIA (comunque vada) . 

Grazie Irene per il tempo a noi dedicato

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Musica

Karma il primo Album di Moran Dix una miscela esplosiva tra pop-gothic-electro-dark

MORAN DIX

Dopo due anni e mezzo di duro lavoro è uscito il primo album d’esordio dell’artista Moran DiX,

KARMA

L’artista nel suo primissimo album non fa mancare le sue influenze e le sue origini “Veneziane”, il suo “marchio di fabbrica” è la maschera tipica del suo paese d’origine.

Moran ha scelto però di realizzare il suo album interamente in lingua inglese visto le sue molteplici sperimentazioni e il sound più propenso ad un mercato estero.

I brani son 11 e fra questi c’è una rivisitazione in chiave elettronica di una canzone Metal degli HIM “Gone with the Sin“.

Questo brano e questo gruppo è stato scelto dall’artista per un motivo ben preciso, son stati significativi per la sua svolta stilistica.

Moran con Karma ha davvero osato e liberato tutte la sua libertà creativa, una miscela di pop-gothic-electro-dark ma che non fa mancare un sound moderno e soprattutto innovativo, l’artista insomma non si è accontentata.

Al suo fianco nella produzione c’è stato un nome piuttosto importante, spicca Luca Panebianco del Pink Sound Studio che ha potuto guidare, consigliare e produrre l’intero album.

Un altro produttore che ha dato il suo contributo nella riuscita creativa dell’album è stato Ruben Lo Gerfo originario della Sardegna.

Karma affronta moltissimi temi dalla società piena di maschere e contraddizioni passando poi alla depressione che l’artista ha vissuto in età adolescenziale, è una sorta di diario dove l’artista ha voluto dar voce.

Moran è orgogliosa di questo lavoro che è stato supportato in modo impeccabile dal suo primo produttore. Fantasia, ingegno e perseveranza hanno portato alla  creazione di 11 brani, 11 impronte che raccontano un viaggio tra emozioni umane che non si fermano alla superficie ma vanno molto nella profondità e anche nella contraddizione”.

Non manca senza dubbio lo stile personale un pò Gothic, un pò Cyber ed un pò Emo di DiX che sa dare con la sua personalità un collegamento tra tutti questi mondi così apparentemente diversi creando di fatto un album pieno di colori, sensazioni e riflessioni.

La parola passa a Moran che ci racconta l’esperienza e le scelte legate a questo suo primo Album.

“Avete presente quegli artisti che hanno avuto nella storia una sorta di fascino? Erano discreti e risoluti e proprio per questo erano “unici” e dannatamente irraggiungibili, ho sempre amato il mistero, l’intelletto, la discrezione e la bellezza fuori dall’ordinario.

In questi elementi ho puntato la mia immagine e soprattutto il mio album. Un album ricolmo di tantissime sfaccettature dove la creatività è stata ai massimi livelli e soprattutto ho seguito una linea del tutto personale e del tutto diversa da ciò che viene proposto in loop dalle mode e dalle radio.

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Musica

Dallas New Music Virtual Festival, Dal Civico Teatro Toselli di Cuneo a Dallas la musica che unisce terre lontane

Dominika Zamara

Quest’anno l’Italia in prima linea, toccherà al Bel Paese aprire la prima edizione del “Dallas New Music Virtual Festival” che si preannuncia di diventare una tradizione nel periodo primaverile di Dallas, attraverso la voce del soprano Dominika Zamara accompagnata al pianoforte dal Maestro Ippazio Ettore Ponzetta, la collaborazione artistica tra la Zamara e il Maestro Ponzetta nasce per questa occasione, destinati a divenire un Duo stabile che avremo il piacere di vedere spesso in azione in Italia e all’Estero.

Dominika Zamara Soprano

 Il concerto sarà registrato a Cuneo in una location d’eccezione quale: il Civico Teatro Toselli, collaborazione della Città di Cuneo, dell’Assessorato alla Cultura e del Teatro Toselli e a cura del “Mendelssohn Music Institute – APS” di Torino, pianoforte da concerto della collezione Bergamini Pianoforti di Pianezza (TO)

Il Festival è nato per la divulgazione della musica contemporanea di autori americani, i nostri si cimenteranno con brani di: William Vollinger, Wieslaw Rentowski e Carson P. Cooman.

La Kermesse musicale sarà trasmessa nei giorni di 14, 15 e 16 maggio, voci di corridoio ci informano che in Texas c’è grande fermento attorno al Festival che si preannuncia l’evento dell’anno, un monito in questi difficili tempi per rilanciare il concetto dell’importanza dell’arte oggi come ieri. Non sono trapelate informazione sullo stile musicale dei brani con i quali i nostri artisti si cimenteranno.  Tra le altre cose siamo lieti che sia stato scelto il nostro paese, culla della cultura musicale per il concerto di apertura, unico paese estero a prendere parte a questo Neo Festival targato USA.

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Musica

Il nuovo EP di Julinko “No Destroyer”

Julinko

La cantante e chitarrista Julinko, torna con un nuovo EP registrato in isolamento in una casa tra i boschi del Nord Italia: “No Destroyer”

In bilico costante tra suoni oscuri e filtrati che si muovono tra psych doom, dark/ambient folk e atmosfere nebbiose.

Nel 2019 ha pubblicato l’album Nèktar, uscito per Toten Schwan Records e Stoned To Death Records con una formazione in trio.

Nel nuovo EP  No Destroyer, in uscita in digitale e in edizione limitata in CD e cassetta per le etichette DioDroneGhost City CollectiveDischi Devastanti Sulla Faccia, Julinko intraprende un viaggio isolazionista, riflettendo e rispondendo alla condizione esistenziale originata da una “nuova normalità”, lo scenario contemporaneo in cui siamo intervenuti dopo la crisi pandemica.

Il videoclip della title-track, dove vediamo un ritratto del musicista realizzato dall’artista Linda Zen animato dalla videomaker Elisetta Jomodoro accompagna l’uscita dell’album.

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Mario Vespasiani & Mara as Muse hanno aderito all’iniziativa “IO CI SONO”.

io ci sono

Mario Vespasiani e la sua Musa, Mara hanno aderito alla campagna IO CI SONO” L’Industria per l’Arte e per la Musica, nasce per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

I’iniziativa Io ci sono, partita nel mese di novembre 2020, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

La campagna ha l’intento di sostenere l’Arte in tutte le sue declinazioni, in un modo nuovo e trasversale, attraverso le divulgazioni di opere, immagini, canzoni. Una propaganda che segue percorsi inusuali rispetto alla comunicazione tradizionale di questi settori.

“Quante più persone ascoltano un brano, osservano una creazione o interagiscono con un’idea, più aumentano le possibilità di ampliarne il pubblico di riferimento”.

Sculture, opere e fotografie, rubano lo sguardo e fanno sobbalzare il cuore. La musica irrompe nel nostro corpo restituendo armonia all’anima. Mondi diversi e complementari.

E l’Arte, in ogni sua forma, rappresenta il linguaggio universale che unisce le persone di ogni angolo del mondo.

“La prima regola per far sì che il cambiamento avvenga, è mettere il proprio volto a favore di qualcosa in cui si crede”.

Ecco le risposte alle 3 semplici domande che sono state poste all’artista e alla sua Musa:

Mario Vespasiani
Che cosa è per te la musica?

La musica è il ritmo fondamentale dell’umano, che già prima di venire al mondo si manifesta con colpi e battiti. Ci circonda come l’aria perché è parte di noi, che percorriamo la via dei canti, degli incontri, degli sguardi che si incrociano e fanno aumentare le nostre pulsazioni in maniera incontrollata. E’ musica l’armonia dei colori che impiego sulla tela, l’architettura delle cattedrali gotiche, il tratto scoppiettante del falò all’aperto il nove dicembre. La musica racchiude ricordi, ma è soprattutto una guida verso le zone celesti, dove perfino i pianeti risuonano nel loro moto ciclopico. La musica è nell’arte un continuo richiamo ad insistere, a provarci, a fare meglio. Un ritmo delicato o forsennato, che ci dice come siamo in quel momento e che poi svanisce, mentre l’arte rimane eterna.

Che cosa è per te l’arte?

L’arte sono io” mi piacerebbe dirti, se non suonasse da megalomane. Sono figlio del mio tempo e lo vivo in completa immersione, per cercare di trasmettere una testimonianza diretta e questo vuol dire andare oltre la mera descrizione dei fatti per cogliere qualcosa di essenziale, che forse c’è e non vediamo o addirittura deve ancora avvenire, ma se ne percepiscono i segnali. Credo in un’arte dalla capacità profetica e se infatti uno leggesse i titoli delle mie mostre, riuscirebbe anche a decodificare meglio i tempi e magari ad avvistare qualcosa che arriva da lontano. Arte è dunque vita, piena percezione dei propri sensi e capacità di incrociarli, fino a sentire con gli occhi, vedere con le mani, toccare e annusare col gusto.


Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Oggi tutti si ritengono artisti, quindi l’artista vero sembra ritirarsi spontaneamente da un mondo rumoroso e prepotente, che fa la voce grossa dei numeri, delle vendite, dei like, dei seguaci. Dunque bisogna distinguere bene prima di parlare di connubio affinché ognuno non depredi l’altro invece che esaltarlo. Sono richieste sensibilità e onestà nel capire ciò che si potrà fare da quello che invece è meglio rivedere. Non bisogna produrre in vista del successo, come se si stesse confezionando un qualcosa che, in vista dei precedenti risultati, sappiamo già che già piacerà. Immagino le future collaborazioni come sfide multiple, dove ciascun sapere calcherà quella terra di nessuno, che da solo non avrebbe potuto raggiungere. Allora saranno ci saranno conquiste eccitanti e ognuno arricchirà la propria narrazione, la propria formamentis.

Mara as Muse
Che cosa è per te la musica?

Nel mondo dei suoni c’è la musica, c’è il rumore, c’è il silenzio che è forse una sonorità sconosciuta, proveniente dalla profondità dell’anima più che dalla natura, che invece è laboriosa nei suoi movimenti, nella sua evoluzione perfetta, o almeno diretta, con la sua andatura millenaria, verso la perfezione.

E’ musica il respiro di chi mi dorme a fianco, con le sue pause e le inspirazioni, che immagino respirare me, che sono da sempre la sua musa. Questo ritmo non è scontato perché la nostra vita non è meno fragile di quella di una farfalla e l’aver trovato nel mondo, qualcuno che completa il mio sguardo, ha del miracoloso, perché lo rende reale. Di fronte non ho il vuoto ma qualcuno che mi riflette, risuono, dunque esisto. Quel sussulto del cuore me lo conferma. Poi ci sono le canzoni, le colonne sonore che ci hanno accompagnato, quelle realizzate da altri e che sentiamo parte della nostra vita, ma che comunque sono relative, perché col tempo cambiano sapore e nella velocità attuale sono ancor più destinate a durare meno. Dunque la vera musica non è quella che ascoltiamo in casa, in giro o in macchina, ma è quella che si allinea al nostro stato d’animo, spesso non la sappiamo cantare o ricordare, ma quando affiora ci rendiamo conto che siamo dentro un flusso in cui tutto entra in risonanza.


Che cosa è per te l’arte?

Come direbbe Mario per noi è la vita. Perché abbiamo scelto di fare della nostra vita un’opera d’arte. Di non essere tra i fortunati consumatori del presente, ma tra i creatori di una visione che ogni giorno dà i suoi effetti, le sue forme. L’arte è l’espressione più alta dell’uomo e non è solo talento, gusto e maestria, è anche ambizione, coraggio di osare e perfino fallire. Per questo l’arte o è totale o non è arte, o ci si dedica completamente o è decorazione. Conosco personalmente l’impegno, i progetti, lo studio, perfino la fede che c’è dietro la realizzazione di ogni singola opera d’arte, è questo ha del miracoloso. Perchè si può creare solo se si ha una grande fiducia nell’uomo, nelle idee e perfino nelle prossime generazioni che la vedranno dato che se non possiedi questa fiducia, non pianti neanche un albero.

Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Credo che tutto ciò che porti al confronto non può che far bene ad entrambi, ma senza confondere i ruoli, perché ogni interprete ha le sue conoscenze e le sue competenze. Il mondo in questi mesi è cambiato profondamente, ma se abbiamo imparato la lezione, che fa della prossimità e dell’empatia il nuovo codice di un’umanità più matura e responsabile, allora assisteremo ad entusiasmanti collaborazioni.

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Musica e Pandemia Il messaggio di Beethoven

beethoven
Nel  2020, anno che ormai volge alla fine e che ha stravolto le nostre vite, ricorrono  i 250 anni dalla nascita di Ludwig Van Beethoven.  Le  celebrazioni programmate in tutto il mondo  sono avvenute  in versione ridotta a causa della  pandemia, ma gli enti lirici e le orchestre hanno fatto il possibile perché l’anniversario del  grande genio della musica  non passasse inosservato. Ed è  proprio  l’esempio di  questa   titanica figura  di riferimento per la musica classica  a indicarci  oggi la via verso l’ottimismo,  in un periodo buio per tutti. Dal dramma della sordità alla maturità creativa Noto anche per  la  grave forma di  sordità che negli ultimi 25 anni  lo isolò dalla  vita sociale, tanto da essere creduto  un misantropo, il compositore tedesco ha molto da insegnarci,  grazie la sua capacità di risollevarsi  da una malattia   inaccettabile per un musicista.  Nonostante  la crisi fisica    esplosa nel 1802,  a cui si aggiunse una  profonda delusione amorosa,  Beethoven   ebbe il  coraggio di  compiere una svolta.  Consapevole che la sua infermità  avrebbe definitivamente distrutto la sua carriera pubblica di pianista,   abbandonò i tormenti e l’idea  del  suicidio, dedicandosi con nuovo slancio alla composizione. In una lettera del 1802 indirizzata ai fratelli, nota come il “Testamento di Heligenstadt”,  confessa: “Tali esperienze mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita – La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di avere creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre”. 

E’ interessante cogliere l’evoluzione della sua attività di compositore verso opere sempre più  complesse ma anche brillanti. Oltre alle  sinfonie, di cui ben sette nacquero in una condizione di completa sordità  e di cui la quinta  e la nona  rimangono le più celebri,  creò   innumerevoli  composizioni per orchestra, per musica da camera, marce militari e tanto altro ancora, ricordando  in particolare la letteratura pianistica.  All’epoca del suo dramma personale  Beethoven aveva già raggiunto una notevole maturità artistica sia come virtuoso del pianoforte che come compositore, ma, dopo il 1802  ci ha regalato  altrettante pagine memorabili  che culminano  con la sua ultima sonata, la  n. 32 opera 111, nota anche come la “sonata  del boogie woogie”.

  ( selezionare al minuto 6:55) La modernità del  ritmo  presente  nel  secondo tempo, ovvero in alcune battute dell’ ”Arietta”, riesce a sorprendere anche l’ascoltatore  più profano.

L’invito alla gioia e alla creatività

Chi non  è in grado di riconoscere  le note dell’Inno Europeo?  

Lo suonano i bambini con il flauto alle  scuole medie, lo sentiamo alla  TV  in occasione di  eventi sportivi.  E’ l’ Inno alla gioia, la parte  corale  che chiude la  Nona  Sinfonia, l’ultima  composizione di Beethoven a cui lavorò tutta la vita. Il testo è del  poeta tedesco  Friedrich Schiller,  e descrive l’ideale tipicamente romantico di una società di uomini egualmente legati tra loro da vincoli di gioia e amicizia universale.  Un ideale  che  in questo momento  ci  appare   inconciliabile  con  l’odio e i conflitti generati  dall’incertezza e dalla paura generalizzata.   

Beethoven tuttavia, in un momento di diffuso senso di angoscia,  è forse l’esempio più avvincente  di quella che oggi amiamo definire e lodare come  resilienza  ed è al tempo stesso l’incarnazione della  filantropia e della forza morale, per la sua ostinazione nel non voler privare l’umanità  del suo talento.

Oggi è il compositore del passato  di cui  anche chi non  conosce e non ascolta la musica classica è in grado di riconoscere le melodie più celebri, presenti perfino nelle suonerie dei cellulari. Le sue  composizioni  sono entrate a far parte del cinema; sono oltre duecentosettanta le pellicole che hanno utilizzato la sua musica. L’esempio più noto è probabilmente in Arancia meccanica di Stanley Kubrick (1971)

e  memorabili sono  i film d’animazione di Walt Disney, Fantasia (1940) e Fantasia 2000, che utilizzano rispettivamente la Sinfonia Pastorale n. 6

e la Sinfonia n.5.

Quest’ultima  è stata  anche arrangiata da Walter Murphy  in versione  disco music  per la colonna sonora della Febbre del Sabato sera.

Certamente Beethoven non avrebbe mai immaginato tutto questo.  Eppure la sua tenacia creativa  e la sua modernità  rimangono un esempio in questo momento di isolamento generalizzato e di pausa forzata.  Ne può nascere per i musicisti  lo stimolo a ideare nuovi progetti, comporre nuova musica, migliorare la propria tecnica.

Ma, soprattutto in questo tempo così doloroso per tutti, ci arriva  con prepotenza il  messaggio dell’importanza dell’arte  come risorsa per la società, e aspetto irrinunciabile dell’esistenza  umana. E’ solamente  con l’arte in tutte le sue forme, soprattutto  con la musica  in quanto espressione più pura della sfera emotiva, che  si può pensare tutti insieme di ritornare a sperare  in un futuro migliore.

Articolo scritto da Isabella Longo

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