Il vino sta diventando sempre più ambasciatore del territorio, un prodotto d’eccellenza della produzione italiana, settore importante e trainante nell’export come l’edizione Vinitaly 2023 ha messo in luce, superando ad esempio l’abbigliamento e nello stesso tempo sta acquisendo un peso culturale.

L’iniziativa dell’imprenditore beneventano Luigi Frascino ne è una testimonianza. Lo abbiamo incontrato in uno dei suoi ristoranti “Ruggero” a Verona dove, in coincidenza con il Vinitaly, ha presentato ad un gruppo ristretto di giornalisti il suo nuovo vino, “Ruello”, un Chianti classico riserva 2019, frutto della collaborazione con il professor Riccardo Cotarella, enologo di primo piano nel panorama italiano, consulente di molti personaggi noti che hanno investito nel vino da Bruno Vespa, a Massimo D’Alema a Sting.
Nel segno del vino il matrimonio fra economia e finanza e cultura, sviluppo turistico è sempre più solido, basti pensare che oggi il settore dà lavoro a 100mila famiglie.
L’Italia sta recuperando un certo ritardo rispetto alla vicina Francia nella promozione di questo prodotto come ambasciatore del territorio, e nello stesso tempo recuperando la propria tradizione che in particolare in Piemonte e in Toscana ha una nobiltà terriera. Soprattutto nella seconda le grandi famiglie storiche sono ancora presenti nel comparto e i loro insediamenti sono anche centri culturali.


La storia di Luigi Frascino è quella di un imprenditore, presidente e fondatore del Gruppo omonimo che egli preferisce definire un agglomerato di aziende.
La partenza, dopo gli studi di Economia e scienze bancarie a Siena è nel mondo della finanza. Il Gruppo Frascino è una delle più importanti realtà d’Italia nel settore del credit management, con una posizione di primo piano nella gestione e nel recupero di crediti problematici in ambito assicurativo, e occupa vari settori come quello immobiliare, puntando ad un target alto.
Frequentando la Toscana si innamora della sua campagna e comincia a interessarsi nel vino così nel 2016 nasce il progetto, che all’inizio è privato, familiare, con Boschetto Campacci, un borgo nel comune di Castelnuovo Berardenga, nel cuore della denominazione a venti chilometri da Siena. Come in un risiko acquista una serie di terreni e oggi l’azienda si estende per 22 ettari.

L’occasione che lo convince, ci ha raccontato, è stata il ritrovamento di una vecchia perizia di epoca leopoldina risalente al 1878 che ci ha mostrato, che parla dei terreni particolarmente vocati alla coltura dell’olivo – l’azienda produce anche olio – e della vite perché galestrato del tutto inadatto invece ad esempio alla coltivazione dei cereali.
“La scelta, ci ha raccontato, è quella di una produzione di alta qualità che restituisca identità a un luogo abbandonato per molto tempo riportandolo alla sua vocazione originaria. Il vino diventa così l’espressione del genius loci in grado di rivitalizzare un territorio grazie anche alla ristrutturazione di casali e in particolare dei poderi di Santa Caterina, Santa Marina Novella e Santa Chiara.”
Questo desiderio si esprime anche nello stile del vino rispondente alle caratteristiche dei diversi territori. Vini schietti, eleganti, di ricerca per la valorizzazione della versatilità delle capacità di un vitigno come nello spumante metodo classico Franciacorta “Vitoria”, dedicato alla figlia, blanc des blancs, 80% chardonnay e 20% pinot bianco (36 mesi sui lieviti) con un buon bilanciamento tra freschezza e sapidità; la Falanghina, elegante con note fruttate spiccate di pera Williams e il Ruello, Sangiovese 100% con una trama densa e tannica, note scure di frutti rossi e un’apprezzabile speziatura. Vini rispettosi del carattere locale che non mettono in discussione la tradizione.

D’altronde la scuola Cotarella è improntata all’eleganza e alla sobrietà e come ci ha raccontato lo stesso enologo risponde alla crescente ricerca di qualità alta, senza inseguire mode e tendenze.
Non è tanto il gusto personale del consumatore che domina ma sempre di più il desiderio di essere informati ed edotti in materia. Il consumatore sempre più desidera che il vino sia anche un argomento da raccontare.
Parallelamente alla produzione vinicola, per ora con una distribuzione privata, si sta sviluppando un’attività legata agli Wine Resort e al mecenatismo culturale che nella campagna sta trovando un nuovo polo attrattivo.
Tra l’altro Frascino ha aderito all’iniziativa delle 67 colonne dell’Arena di Verona nata di concerto con il Ministero dei Beni Culturali durante il periodo critico della pandemia
A cura di Giada Luni





















































































