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Langosteria e Caviar Kaspia insieme nel segno dell’eleganza.

Langosteria e Caviar Kaspia

Langosteria e Caviar Kaspia hanno presentato alla stampa a Milano una collaborazione internazionale che vuol essere preziosa, non tanto nel senso del lusso perché come il tartufo il caviale può rovinare il rapporto con il cliente; quanto nel segno dell’eleganza.

Prodotti costosi ed esclusivi vanno saputi raccontare: gustarli significa vivere un’esperienza culturale prima di tutto.

Il Gruppo Langosteria annuncia un nuovo progetto in collaborazione con Caviar Kaspia, maison francese conosciuta per la sua offerta gastronomica incentrata sulla selezione di caviale di pregio, a cominciare dall’offerta nello storico locale milanese nel quartiere Isola e la nuova apertura a Saint Moritz, i ristoranti che ospiteranno il pop-up di Caviar Kaspia.
I menù dei ristoranti includeranno dunque una sezione dedicata all’offerta di caviale e proporranno ai propri ospiti la rinomata “Baked Potato”, piatto icona della maison parigina. Inoltre il caviale, Caviar Kaspia, completerà uno dei piatti simbolo: “Tagliolini Langosteria e caviale”.

Un ménu essenziale con il focus legato ai crostacei impreziositi dal caviale dove però c’è un grande spazio dedicato al vegetale, una scelta dello Chef Domenico Soranno di Sannicandro, in provincia di Bari, una regione che non dimentica mai la verdura nel piatto, ingrediente che consente l’attenzione alla stagionalità, una grande varietà oltre a migliorare la digeribilità dei piatti. Una nota importante perché racconta come anche il segmento del lusso si lega ai nuovi comportamenti di consumo.

La Langosteria offre infatti un ambiente intimo, come il Salotto di casa, aperto solo la sera. Un ambiente avvolgente con piatti vecchio Ginori e alcune manifatture legate al peltro dell’azienda bresciana Cosi Tabellini. In tavola anche la Matrioska che contiene il caviale, una preziosità nata dall’ispirazione di una borsa Chanel.

La tavola nella sua eleganza è un elemento di unione e l’idea di Langosteria è proprio la condivisione tanto che gli antipasti sono molto ricchi e possono essere messi in un piatto centrale da condividere come la vodka servita in ampolline perché anche il gesto e le parole che accompagnano il pasto ne fanno parte.
Il caviale di Caviar Kaspia, sarà disponibile anche online per i clienti di Langosteria a Casa.
Langosteria propone inoltre un fine dining nato in Italia e focalizzato sull’eccellenza che seleziona
i migliori prodotti in ogni parte del mondo, combinando la tradizione con un approccio contemporaneo e internazionale.
Caviar Kaspia è un’istituzione parigina che, fondata nel 1927, continua a celebrare

l’arte del caviale nella sua iconica sala da pranzo al 17 di Place de la Madeleine a Parigi, brulicante di celebrità e creativi.
La collaborazione tra Langosteria e Caviar Kaspia unisce due identità affini che sono guidate dalla medesima aspirazione, ovvero la ricerca dell’eccellenza, declinata in piatti studiati ad-hoc e ricercati, per regalare al cliente un’esperienza unica e sofisticata.

Il Gruppo Langosteria oggi conta 4 indirizzi milanesi, Langosteria (2007), Langosteria Bistrot (2012), Langosteria Café (2016), Langosteria Cucina (2021), un ristorante a Parigi (2021) al settimo piano dell’hotel Cheval Blanc Paris, uno al mare nella splendida baia di Paraggi (2017) e infine un indirizzo in montagna che aprirà a Saint Moritz nel 2023.

Tutti condividono la medesima matrice gastronomica, ma ognuno ha una propria identità. Fondata e guidata da Enrico Buonocore,

Langosteria si basa sulla ricerca dell’eccellenza e attenzione al dettaglio, sull’italianità con una visione internazionale. Fondato nel 1927, Caviar Kaspia è un’istituzione a Parigi e, nel tempo, non ha mai cessato di celebrare l’arte del caviale nella propria iconica sala, frequentata da celebrità e grandi creativi.

Oggi Kaspia è sinonimo di un art de vivre a difesa del diritto al piacere condiviso in una cerchia esclusiva. Kaspia è unico nel suo genere e ha fatto del table-hopping il proprio marchio distintivo. Il ristorante, specializzato in caviale, ha collaborato con artisti del calibro di Jacquemus, Giambattista Valli, Carine Roitfeld e Off-White, e designer di interni come Jacques Grange e Alexis Mabille, oltre ad aver inaugurato diversi pop-up, fra cui New York, Roma e Montecarlo. In questo 2022 che segna il 95° anniversario del marchio, Caviar Kaspia si espande, in continuità con Dubai, inaugurato nel 2021, lanciando altre sei aperture, fra cui San Paolo, Saint-Tropez, Los Angeles, Londra e nel The Mark Hotel di New York.

Nel 2023, Kaspia si sposta in montagna, con l’apertura di Saint Moritz in partnership con il famoso ristorante milanese Langosteria e con Courchevel.

A cura di Giada Luni

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Peck, il gusto dell’artigianalità dietro le quinte.

peck

Una passeggiata nell’eleganza raffinata di quella che un tempo si sarebbe chiamata ‘la Milano da bere’; questa volta il viaggio ha il sapore di un privilegio, una passeggiata nei sotterranei, nei laboratori, chiusi al pubblico, in compagnia di Leone Marzotto, Amministratore Delegato di Peck, alla scoperta dell’artigianalità, della cura e della ricerca che si cela dietro le quinte.

Nel cuore di Milano a due passi dalla zona degli affari, un labirinto del gusto inimmaginabile. Il percorso comincia nelle vecchie cucine con la piastrellatura bianca e la cornice blu, tra pentole di rame appese e prosegue nelle diverse sezioni dove in spazi molto ampi e singolarmente ariosi, dai soffitti alti, si compongono i menu, la zona dei primi, dei secondi, delle verdure, delle salse, della pasta fresca e a parte dei dolci, dove già i pasticceri sono all’opera per le produzioni natalizie, dal tradizionale panettone Peck a una grande varietà di dolcezze decorate.

La ricerca della materia prima di alto livello, la cura nella trasformazione e conservazione e anche la ricerca di originalità e di creatività con nuove ricette guidano l’attività dell’azienda. Uno spettacolo le celle frigorifere per accedere alle quali si passano diversi ambienti dove ad esempio si può ammirare la vecchia porta di un caveau, là dove un tempo c’era una banca.

Nelle celle frigorifere troviamo le carni divise per tipologia, manzo, vitello, suino, pollame, cacciagione quando siamo in stagione e agnello, con un’ampia varietà di salumi che terminano, anche quelli non prodotti in loco, la stagionatura in questi ambienti.

Qui anche la pasta e le paste, come i famosi tortellini il cui impasto è preparato in queste cucine mentre la pasta, su ricetta di Peck, da un’azienda che ha un macchinare adatto alla ‘formattazione’.

Grande spazio è riservato ai formaggi, dalla ricotta, mozzarella, burrata e caciotte, fino ai formaggi stagionati. Il parmigiano, vero protagonista ha una sua ‘stanza’ dedicata e la nostra guida d’eccezione ci ha fatto notare come sia importante la collaborazione con affinatori più che produttori che di volta in volta scelgono i produttori migliori in quel momento e quanto sia determinante il tipo di stagionatura.

Molti i formaggi francesi, con ampia scelta di latte ovino, e la preferenza per il latte crudo, una vera sfida non consentendo pause tra la pastorizzazione e la lavorazione e mostrandosi a nudo nella qualità del prodotto finale.

Tra i vari assaggi ci ha colpito lo Storico Ribelle, il Bitto storico, un formaggio d’alpe a latte crudo, prodotto in determinati alpeggi sulle Prealpi Orobie.

Le forme presentano un’estrema variabilità e imprevedibilità aromatica che ne fanno la sua unicità. Il divieto infatti di utilizzo di fermenti lattici o starter nella cagliata, imposto dal disciplinare dello Storico Ribelle, arricchisce la variabilità organolettica del formaggio, caseificato esclusivamente grazie alla flora batterica locale che si differenzia secondo gli alpeggi (superfici, attrezzi, zone umide o secche).

Prima di risalire, per passeggiare tra i banchi del negozio e nello spazio di ristorazione, non può mancare una visita all’enoteca che ci accoglie con una selezione preziosa di champagne e spumanti metodo classico italiani, divisi tra le grandi maison e piccole produzioni selezionate e di grande ricerca.

Di alcuni champagne Peck ordina solo sei bottiglie l’anno diventando un’antologia preziosa, un’esposizione di rarità. Il percorso continua con vini bianchi, vini rossi, divisi per regione in Italia e poi tra Italia e Francia con alcune escursioni internazionali, dalla Spagna, in grande crescita, all’Austria e Germania, per andare fino alla Nuova Zelanda o agli Stati Uniti.

La scelta si completa con vini da dessert e una gamma variegata ad esempio di Rhum.

Lo spazio dedicato alla vendita si configura come una cittadella del gusto con alcuni prodotti icona quali il vitello tonnato, il roast beef, l’insalata russa e ora anche alcune preparazioni di carne da acquistare sottovuoto già pronte per essere servite, dopo averle scaldate.

Non può mancare un brindisi con le bollicine Peck, Cartizze Superiore Dry Valdobbiadene Docg Canevel che nel periodo natalizio sarà anche a Forte dei Marmi dove lo spazio Peck riaprirà dal 20 dicembre, fino al 10 gennaio e poi a Pasqua, in attesa di poter essere aperto tutto l’anno.

Sophie Moreau

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La Cantina Donna Emilia: viaggio tra i Colli Senesi…

La Cantina Donna Emilia

l pensiero corre indietro nel tempo…lo spirito si intreccia col passato…i ricordi di infanzia impattano col presente e restano in esso scolpiti, l’aroma della tradizione e il sapore di FAMIGLIA: nasce così, la Cantina Donna Emilia!

Di proprietà della Società Agricola Angelo e Luca Lubrano, collocata nel comune di Rapolano Terme, in località Podere Ascianello; realizzata nel 2013, prestando particolare attenzione per la salvaguardia delle tradizioni ed all’irrinunciabile sensibilità per l’innovazione.

Le limitate quantità prodotte, la possibilità di monitorare ogni fase del processo produttivo con competenze tecnico-scientifiche, sono di sicuro i punti di forza dell’azienda.

L’ecosistema viticolo di tale territorio è molto singolare, sia per la natura e l’esposizione dei terreni, sia per le particolari condizioni climatiche, sia per i vitigni e le tecniche agronomiche adottate. I terreni collinari e sassosi, gli inverni miti con una regolare distribuzione delle piogge tra ottobre e marzo, le estati calde e asciutte, contribuiscono a creare condizioni estremamente favorevoli per una viticoltura di qualità.

La scelta di impiantare uve Sangiovese è stata presa tenendo in considerazione la ricchezza del terroir, ideale per questa cultivar, la quale viene molto valorizzata.

La cantina attualmente dispone di una capacità di 14.500 litri ed è gestita con attenzione verso la qualità e con l’adozione di moderni impianti di produzione. Ogni processo subisce accurati controlli: dalla vinificazione completamente

termocontrollata dei mosti ottenuti con la pigiatura, alla macerazione del mosto nelle bucce medio-lunga per i vini rossi, fino alla stabilizzazione e imbottigliamento a freddo.

Tutti i vini giovani vengono affinati in serbatoi d’acciaio, mentre “Emilia”, matura in botti di rovere e tonneaux.

La Cantina Donna Emilia adotta una selezione mirata di produzione, infatti nascono 4 vini: 2 rossi, un bianco e un rosato.

BLASSIUS- Toscana Sangiovese IGT, elegante e dal carattere deciso.

Dedicato al patron della tenuta; Emilia- Toscana Sangiovese IGT, vino complesso ed elegante, di notevole profondità, affinato in tonneaux, sintetizza la generazione passata… “la nonna”. Segue ESTIA – Toscana Bianco IGT, delicato, ma di grande carattere, il cui nome simboleggia “brio, vivacità” e infine, GI>GI- Toscana Rosato IGT, vino rosa tenue, elegantemente fruttato, che esprime un omaggio 1 alla femminilità, che da sempre ha accompagnato la nascita e l’evolversi del progetto.

Concludiamo il viaggio con una famosa citazione di Eschilo, riportata anche tra le volte della suddetta cantina….

“Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente”

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Raimondo Rossi tra i protagonisti della All Stars Closing Gala a Los Angeles.

ray morrison

Sabato 1 ottobre si è svolta a Los Angeles la serata di gala di stelle della moda, palcoscenico d’eccezione il municipio della città con un suggestivo tappeto rosso.

Il decimo anniversario della Metropolitan Fashion Week ha rispettato le aspettative della vigilia.

Le scale del City Hall erano adornate di fotografi e giornalisti, e le sfilate si sono alternate, come da programma, alla presentazione degli stilisti.

Anche il Canale televisivo Fox era presente con la sua giornalista di punta, Christine Devine.

Nell’ultima edizione la pluri-premio Oscar Vee Neill (Beetlejuice, Mrs. Doubtfire e Ed Wood) aveva ricoperto il ruolo di co-host, quest’anno assunto dalla Devine.

Il presidente della serata di gala e della Metropolitan Fashion Week ha accolto gli ospiti in un ambiente esclusivo, che la città di Los Angeles ha condiviso con il parterre selezionato da tutto il mondo.

Per l’Italia è stato scelto Raimondo Rossi, fotografo di fama internazionale ma riconosciuto anche icona di stile maschile dalle riviste più importanti del settore.

L’artista si è presentato in un Tuxedo Armani di grande impatto ed è stato visto sul Red Carpet insieme al presidente della fashion Week ed ad altri illustri ospiti.

Raimondo presenterà anche il suo nuovo libro fotografico “Due anni con Fatima” nel prossimo weekend, quando altri eventi di moda saranno i protagonisti a Los Angeles, che come di consueto sarà meta di molte celebrity.

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Michael Rothling, Monopoly di Forte dei Marmi: tutto è cominciato da questa foto.

Michael Rothling

Come in tutti i progetti , c’è chi ci crede da subito, chi attende di vedere come va per crederci e chi rimane fermo sulle sue posizioni di scetticismo.

Certo forse neanche Michael Rothling Vice Presidente Dimian e ideatore di questa start Up legata al più famoso gioco da tavolo del Mondo avrebbe mai detto che il Monopoly di Forte dei Marmi  diventasse così virale.

Decine di testate giornalistiche nazionali e regionali dopo 2 anni di Covid nei quali la voglia di stare insieme e di raccontare sembrava scomparsa, hanno seguito con entusiasmo questa cavalcata vincente verso un traguardo che ogni giorno si sposta sempre più in la..

 L’idea di Michael Rothling è di fatto diventato un brand importante anche per eventi e aperitivi e soprattutto il charity sempre presente fin dal primo giorno proprio per volontà di Michael e della Madre , Presidente della Dimian che ha da subito appoggiato l’intuizione del figlio

Nel mese di  settembre verranno consegnati i proventi derivanti da questa gara di solidarietà che il Monopoly di Forte dei Marmi ha guidato e continuerà a guidare.

Gli enti che riceveranno le donazioni  sono la Croce Verde e la Misericordia che nel 2016 tanto hanno fatto per cercare di salvare la vita al Papà di Michael che purtroppo è scomparso troppo presto, Padre al quale ogni iniziativa è dedicata

La Dimian ha donato tantissime bambole del forte ( Nena, come il nomignolo che accompagnava da piccola la madre del giovane imprenditore, il nome del giocattolo dedicato alla perla della Versilia oltre a tanti Monopoly da poter rivendere.

Michael ha ben chiaro come portare avanti questo progetto oggi diventato splendida realtà, sta creando una capsule collection Natalizia in vendita da Farmacia di Ciolo e tantissimi altri sponsor che saranno presenti anche in tantissime associazioni come AUSER , Croce Verde e Misericordia del Forte..

Michael è stato in grado di coinvolgere imprenditori, capitani di Industria, artisti, editori, fotografi , le istituzioni , associazioni e Fondazioni, non ultima la Andrea Bocelli Foundation, personaggi e personalità dello spettacolo e del Jet set ma soprattutto la gente .

Non è un caso che per tutti gli eventi Michael abbia scelto come fotografo ufficiale sia stato Fabrizio Nizza, figlio di Raffaele Nizza “Paparazzo” degli anni d’oro della Versilia che attraverso i suoi scatti ha raccontato un epoca.

Il Direttore Italia della Hasbro, depositaria del brand Monopoly, si è congratulato ufficialmente con Michael per come è stato in grado di riportare ai vertici di notorietà il già famoso gioco da tavolo.

Proprio insieme alla multinazionale Hasbro l’imprenditore sta studiando la seconda edizione per forte dei marmi nella quale scatola e tappeto subiranno un restyling  

Una curiosità: anche la meravigliosa Isola di Capri non è rimasta insensibile al fascino del Gioco da tavolo più noto al Mondo….

Siamo sicuri che da lassù qualcuno osservando quanto Michael si sta dimostrando capace di creare , stia sorridendo …

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Luis Franciacorta, alla ricerca di un prodotto sartoriale.

Luis Franciacorta

Il nome racconta il progetto fortemente legato al territorio e al Consorzio Franciacorta, sinonimo di bollicine e lo sguardo internazionale rivolto in particolare al mondo francese, riecheggiato senza voglia di imitazione ma solo di ispirazione.

Provaglio d’Iseo, sede dell’azienda, e Monticelli e Ome, zone dei vitigni, da dieci anni raccontano anche la storia della famiglia Mensi e del suo fondatore Luigi, appunto.

La casa vinicola, nata nel 1978, è relativamente piccola con 200mila bottiglie l’anno e una scelta di lavorare su misura con un progetto che rappresenta il gioiello di famiglia.

L’attività principale è infatti realizzata dall’azienda agricola Due querce e dalla fornitura alimentare per grandi strutture come le mense; tra l’altro è stato concluso un accordo per l’importazione dal Marocco di mais, frutta e verdura. Il progetto di sviluppo vinicolo è invece consolidare il marchio, al di fuori del circuito della grande distribuzione, per acquisire prestigio nel posizionamento, non con lo scopo di crescere quantitativamente, in contesti culturali, eventi e manifestazioni; in ristoranti e club di alto livello; o ancora legandosi a eventi sportivi e con realizzazioni personalizzate, nella regalistica e non solo.

Con l’Associazione Garibaldi ad esempio la Luis Franciacorta ha realizzato una bottiglia con un progetto design dell’architetto Marco Rubagotti dedicato alla figura di Anita Garibaldi.

Nella stessa direzione la realizzazione la scorsa primavera di una bottiglia ad hoc per la mostra dedicata a Andy Warhol a Villa Bertelli a Forte dei Marmi di concerto con la Fondazione Mazzoleni..

A settembre invece è prevista l’inaugurazione del primo spazio monomarca, concepito come una club house, che unisca la vendita dei vini alla pasticceria di produzione propria, con tutti prodotti freschi, a Merano dove il tema è il cavallo perché all’interno dell’ippodromo.

Per quanto riguarda i vini, visti più da vicino, è da sottolineare il posizionamento dei vigneti, i più alti della Franciacorta, che godono di una forte escursione termica tra notte e giorno, regalando prodotti molto profumati. In generale i vini Luis Franciacorta sono rotondi, piacevoli con una linea base, una Gold, una speciale e una serie di vini fermi, fratelli minori ma non per questo meno amati e seguiti.

La linea Gold, ispirata all’oro, ha scelto la preziosità di bottiglie con un design a forte impatto per rispondere a clienti sofisticati che amano la mondanità e che incontrano il comparto del lusso come la gioielleria di alto livello.

Dietro questo progetto esiste anche un investimento tecnologico grazie all’impiego di una macchina speciale che consente il passaggio dalla classica bottiglia champagnotte o simile alla bottiglia nella quale il prodotto sarà confezionato in modo veloce evitando che il vino venga a contatto con l’aria.

Sono quattro le tipologie che rispondono al tipo di spumante, rispettivamente, oro giallo, oro bianco, ora rosa e oro rosso che si sposano molto bene con iniziative legate ad esempio alla gioielleria.

A cura di Ilaria Guidantoni

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GIOSTRA CAVALLERESCA DI SULMONA, XXVI Edizione, BORGO SAN PANFILO SALE SUL PODIO.

BORGO SAN PANFILO

Grande successo, con circa 7.000 spettatori sugli spalti in due giorni per assistere alla gara e migliaia di adulti e bambini tra le stradine del Centro storico per ammirare il corteo, per la Giostra Cavalleresca di Sulmona, organizzata dall’Associazione Giostra Storica di Sulmona e tornata dopo due anni di fermo con una XXVI edizione che ha offerto a cittadini e turisti la straordinaria opportunità di vivere tante esperienze culturali fino all’evento clou della gara, preceduta dal corteo in costume guidato dall’attrice Nancy Brilli, nei panni della Regina Giovanna D’Aragona, principessa di Sulmona.

È stato Borgo San Panfilo, con un solo punto di differenza, a vincere il Palio della XXVI Giostra Cavalleresca di Sulmona. Un palio prestigioso, non solo per la valenza storica e culturale della giostra ma anche per la firma, quella di Giordano Floreancig, che ha dipinto la sua Regina sul palio rendendolo un’opera d’arte e che fino all’8 agosto è in esposizione, con le sue opere, al Complesso della Santissima Annunziata e alla Rotonda San Francesco.

A portare al trionfo il borgo del quartiere della cattedrale peligna è Luca Innocenzi, che ha messo a segno due botte, inforcando gli anelli giusti con la lancia, 6 punti, e cavalcando l’intero anello di Piazza Garibaldi in 29 secondi e 99 centesimi.

Questo per Innocenzi è il terzo palio da vincitore, mentre per il borgo è la IV vittoria. Il secondo posto se lo aggiudica il Borgo Santa Maria della Tomba.

Ultimo appuntamento in calendario per la Giostra Cavalleresca di Sulmona 2022, che avrà il suo gran finale con la Giostra Cavalleresca d’Europa e dei Borghi più belli d’Italia (sabato 6 agosto e domenica 7 agosto), è La Panarda, la cena rinascimentale a cura dello Chef Clemente Maiorano a Largo Palizzi nel Sestiere Porta Manaresca (5 agosto).

Un’edizione davvero speciale che, con la Beatrice Gigli Communication a supporto dell’Associazione Giostra Storica di Sulmona, ha portato nel comune abruzzese l’arte sartoriale di E. Marinella con la proiezione del docufilm “Una vetrina che guarda il mare

e la realizzazione dell’esclusiva cravatta dedicata alla Giostra; e la cultura con il libro “Un male purissimo” del giornalista di Fanpage.it Gennaro Marco Duello pubblicato da Rogiosi Editore e la mostra “L’assoluta libertà” di Giordano Floreancig, a cura di Alessandro Erra della Galleria Erra Milano.

Un’edizione che vedrà l’Associazione ancora a lavoro tutto l’anno, insieme alla casa editrice Rogiosi e alla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, nella realizzazione e pubblicazione di un volume fotografico e di racconti dedicato alla Giostra Cavalleresca di Sulmona, che sarà poi presentato nell’ambito di Napoli Città Libro 2023.

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Firenze: al Four Seasons la Toscana incontra il mondo. Un cocktail su misura per tutti i gusti e ogni ora.

Four Seasons

C’è un luogo nel centro di Firenze, a Borgo Pinti, che sprizza la fiorentinità delle dimore nobiliari di un tempo, l’evocazione del casato della Gherardesca, in un parco dove si alternano opere d’arte, tra viottoli e radure, quanto il gusto internazionale. Frequentato soprattutto da una clientela americana che ama essere coccolata, anche un po’ viziata, immergersi in una Toscana riconoscibile, respirare l’italianità, ma sentirsi a casa, con una grande piscina, una spa di prestigio e gli immancabili cocktail, il Four Seasons si caratterizza per un’offerta molto ampia in tutti i sensi, a cominciare dalle boutique all’interno.

La sera c’è l’esclusività de Il Palagio, ristorante stellato, che da un anno è guidato dallo chef Paolo Lavezzini, supervisore di tutta la ristorazione del complesso.

La sua è una cucina contemporanea che guarda al territorio, molto attenta alla stagionalità con un menu che cambia secondo i prodotti del luogo e lavora molto bene in particolare il pesce.

Di Paolo è un’esperienza articolata che ha alle spalle un percorso al Four Seasons in Brasile, poi un soggiorno francese, quindi in Italia ha lavorato tra l’altro all’Enoteca Pinchiorri ma anche in Versilia.

La sua tavola è curiosa, fantasiosa ma vuole anche dare un messaggio riconoscibile a chi viene da lontano: siamo a Firenze, il gusto è Italiano e la materia prima a portata di mano.

Nel periodo estivo a bordo piscina ci si può fermare alla Trattoria Alfresco, sempre aperta, giorno e sera, da maggio a ottobre, secondo la stagione con un’offerta variegata dalla pizza, alla griglia a un menu ricco e soprattutto vale la pena assaggiare uno dei cocktail del Pool Tree Bar che dà il nome a una preparazione.

Per il pomeriggio i cocktail sono a base di caffè, ad esempio, poco alcolici e si servono centrifughe e smoothy, andando incontro a una clientela che chiede sempre più attenzione alla natura e alla salute; mentre la sera la nuova lista ha il nome dei luoghi iconici come “Il bacco”, ispirato all’omonima statua all’interno dell’hotel, rivisitazione dell’Americano con bitter Fusetti, Vermouth Baldoria, soda al sambuco e peperoncino che sembra quasi spuma preparata da Simone Corsini, appassionato Bar Tender dell’Hotel responsabile del Pool Tree Bar.

All’interno l’Atrium, cocktail bar tra i migliori 50 bar d’albergo al mondo secondo la rivista Forbes – aperto dalle 9 del mattino a mezzanotte e mezzo – e gestito da Edoardo Sandri, dove si può anche mangiare. Il mondo dei cocktail è una delle peculiarità dell’hotel che mostra come il bar si stia sempre più avvicinando alla cucina, abbinando le sue preparazioni ai piatti infatti con molti degli attrezzi che si trovano in cucina.

Qui da anni c’è una lista di cocktail per bambini, rigorosamente analcolici, molto giocosi preparati dentro lampadine, in bicchieri di carta colorata con pop corn e altre fantasie.

Nessuna distinzione invece tra bere femminile e maschile ma solo una questione di gusto.

L’ultima creazione è un vinile, l’LP MiX-Thology con un Lato A che abbina la musica composta dal pianista storico dell’Atrium Maurizio Tomberli associata ai cocktail più venduti, i grandi classici in lista e un Lato B con le new entry e la musica proposta nelle serate con dj.

E in autunno la domenica riprende il brunch.

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Peck: a Forte dei Marmi la Milano da assaggiare.

Peck

Una tradizione che conta un’esperienza di 140 anni da un anno ha aperto in Versilia, a Forte dei Marmi, per volontà dell’Amministratore delegato di Peck, Leone Marzotto, che ha individuato in questa località una piazza interessante per il target dell’attività milanese.

Da tempo cercava di portare il gusto prezioso della gastronomia con i suoi piatti pronti e la cantina, varia, ampia e con molta profondità del capoluogo lombardo in vacanza.

Forte dei Marmi ha un vantaggio, quello di avere nei milanesi un pubblico fedele che ha il piacere di sentirsi a casa.

La relativa vicinanza con Milano facilita poi la logistica. Il negozio ripropone l’allestimento milanese con il giallo iconico e il marchio del sole dorato che si conferma vincente per la sua riconoscibilità, così come nei prodotti selezionati di qualità: il cliente tipo è attento al rapporto prezzo-qualità ma la sua priorità è l’alto livello e anche il gusto di prodotti difficili da trovare sul mercato, esclusivi.

Dal 7 luglio del 2021 l’attività marinara si esprime nella sua scelta variegata con un’ampia gamma di prodotti, un settore goloso dedicato ai formaggi con un’attenzione meticolosa a scelte insolite raccontate dal personale perché la formazione interna e la fidelizzazione del cliente al volto di chi serve è fondamentale. Il delivery gratuito è un altro punto di forza con i piatti tipici quali il vitello tonnato, la cotoletta alla milanese, l’aragosta in salsa cocktail.

La cantina è il fiore all’occhiello con 500 etichette e un costo medio di 150 euro a bottiglia, con un ventaglio di proposte che sono focalizzate sull’Italia e sulla Francia, senza però dimenticare altri territori come la Germania e naturalmente una proposta articolata regionale che nella Toscana consente un viaggio decisamente interessante.

La scommessa è di restare aperti tutto l’anno ma per realizzare questo obiettivo è necessario un direttore di negozio che sia radicato sul territorio, con uno sguardo lungo nel tempo perché, come ci ha raccontato Leone Marzotto, la riconoscibilità nel servizio è uno dei punti di forza che caratterizzano il marchio Peck.

Tra le iniziative e le collaborazioni che negli anni si sono succedute a Forte dei Marmi il binomio è, per il secondo anno, con l’iniziativa “A tavola sulla spiaggia” che quest’anno compie trent’anni, in programma il 4 agosto alla Capannina (all’interno in vendita il libro): un concorso culinario ideato da Gianni Mercatali, allora con Ugo Tognazzi, che coinvolge tre giurie, rispettivamente di ristoratori, vinattieri e giornalisti e ricorda quando i vacanzieri portavano i loro manicaretti in spiaggia, anzi sul bagno come si usa dire da queste parti, non essendoci ancora la ristorazione agli stabilimenti balneari. Quest’anno il piatto vincitore sarà di ispirazione per un piatto pronto per un mese da Peck rafforzando così il dialogo con il territorio e l’idea giocosa di un locale che si intrattiene con i propri clienti.

La prossima sfida è quella di realizzare un punto degustazione, certamente per l’aperitivo, ma forse anche per altri momenti della giornata, nel dehors.

Abbiamo immaginato questo appuntamento curiosando e degustando alcuni abbinamenti vino cibo nel negozio che vi proponiamo per questa calda estate. Per le bollicine italiane imperdibile il Franciacorta Peck prodotto da Ca’ del Bosco, blanc de blancs una sfida che possiamo associare a un caprino,

Le Frigou, formaggio a forma di fico che all’interno ha una composta di fichi che con la dolcezza smorza l’amaro della petillance; mentre sul fronte Champagne la scelta è caduta sul Krug, un prodotto per ogni occasione, una sfida per l’abbinamento al quale associamo Fumaison, formaggio di pecora affumicato; mentre se optiamo per un bianco fermo Gorgona, un’eccellenza Frescobaldi, è una proposta relativamente nuova con un messaggio sociale importante, perché è un prodotto realizzato dalla popolazione carceraria dell’isola che possiamo abbinare a un Brie Benjamin de Rothshild, AOC, il più importante brie di Francia; infine per chi ama il rosé, la nostra proposta è Nervi di Conterno del 2021 che si sposa con un parmigiano Vacche Bianche, esclusiva di Peck, di un produttore Presidio Slow Food che produce una sola forma al giorno. Lasciamo il rosso per l’autunno, alla prossima puntata.

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Forte dei Marmi: Villa Bertelli premia Paolo Bertolucci.

Villa Bertelli

Villa Bertelli :

Paolo Bertolucci uno dei protagonisti della vittoria  nel 1976 della Coppa Devis ,vanto per la comunità fortemarmina, ha ricevuto  martedi 26 luglio nel Giardino dei lecci   il Premio Villa Bertelli 2022.

Gli è stato consegnato dal Presidente di Villa Bertelli , Ermindo Tucci  il Cavallino di Arturo Dazzi, una riproduzione, realizzata appositamente per il Premio Bertelli, dalla Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro di Pietrasanta.  

Questo è un premio, non soltanto dato da Villa Bertelli, ma da tutta la comunità di Forte dei Marmi, che lo ha applaudito e seguito per tutti questi anni un premio che viene dal cuore.

Nel corso della serata condotta  dal giornalista Enrico Salvadori affiancato per l’occasione da Paolo Brosio, è stata proiettata una sintesi del bellissimo docu-film Una squadra, realizzato da Domenico Procacci e dedicato alla vittoria italiana nella Coppa Davis del 1976 di cui Paolo Bertolucci è stato artefice, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli.

La Davis venne vinta nel dicembre 1976 a Santiago, nel doppio decisivo Panatta e Bertolucci.

Siamo orgogliosi di proseguire la nostra collaborazione con Villa Bertelli, iniziata nel 2010, e di consegnare la nostra riproduzione del celebre Cavallino di Arturo Dazzi ad un grande campione – ha aggiunto Barbara Del Chiaro, General Manager della Fonderia D’Arte Massimo Del Chiaro.

Durante la serata Ermindo Tucci ha consegnato due doni speciali  a Paolo Bertolucci

Un ritratto eseguito dall’Artista Mario Vespasiani scelto per realizzare l’opera dal curatore d’arte Alessio Musella e una Bottiglia  magnum di Luis Franciacorta personalizzata dedicata dalla casa vinicola al tennista.

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