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Firenze: al Four Seasons la Toscana incontra il mondo. Un cocktail su misura per tutti i gusti e ogni ora.

Four Seasons
Four Seasons

C’è un luogo nel centro di Firenze, a Borgo Pinti, che sprizza la fiorentinità delle dimore nobiliari di un tempo, l’evocazione del casato della Gherardesca, in un parco dove si alternano opere d’arte, tra viottoli e radure, quanto il gusto internazionale. Frequentato soprattutto da una clientela americana che ama essere coccolata, anche un po’ viziata, immergersi in una Toscana riconoscibile, respirare l’italianità, ma sentirsi a casa, con una grande piscina, una spa di prestigio e gli immancabili cocktail, il Four Seasons si caratterizza per un’offerta molto ampia in tutti i sensi, a cominciare dalle boutique all’interno.

La sera c’è l’esclusività de Il Palagio, ristorante stellato, che da un anno è guidato dallo chef Paolo Lavezzini, supervisore di tutta la ristorazione del complesso.

La sua è una cucina contemporanea che guarda al territorio, molto attenta alla stagionalità con un menu che cambia secondo i prodotti del luogo e lavora molto bene in particolare il pesce.

Di Paolo è un’esperienza articolata che ha alle spalle un percorso al Four Seasons in Brasile, poi un soggiorno francese, quindi in Italia ha lavorato tra l’altro all’Enoteca Pinchiorri ma anche in Versilia.

La sua tavola è curiosa, fantasiosa ma vuole anche dare un messaggio riconoscibile a chi viene da lontano: siamo a Firenze, il gusto è Italiano e la materia prima a portata di mano.

Nel periodo estivo a bordo piscina ci si può fermare alla Trattoria Alfresco, sempre aperta, giorno e sera, da maggio a ottobre, secondo la stagione con un’offerta variegata dalla pizza, alla griglia a un menu ricco e soprattutto vale la pena assaggiare uno dei cocktail del Pool Tree Bar che dà il nome a una preparazione.

Per il pomeriggio i cocktail sono a base di caffè, ad esempio, poco alcolici e si servono centrifughe e smoothy, andando incontro a una clientela che chiede sempre più attenzione alla natura e alla salute; mentre la sera la nuova lista ha il nome dei luoghi iconici come “Il bacco”, ispirato all’omonima statua all’interno dell’hotel, rivisitazione dell’Americano con bitter Fusetti, Vermouth Baldoria, soda al sambuco e peperoncino che sembra quasi spuma preparata da Simone Corsini, appassionato Bar Tender dell’Hotel responsabile del Pool Tree Bar.

All’interno l’Atrium, cocktail bar tra i migliori 50 bar d’albergo al mondo secondo la rivista Forbes – aperto dalle 9 del mattino a mezzanotte e mezzo – e gestito da Edoardo Sandri, dove si può anche mangiare. Il mondo dei cocktail è una delle peculiarità dell’hotel che mostra come il bar si stia sempre più avvicinando alla cucina, abbinando le sue preparazioni ai piatti infatti con molti degli attrezzi che si trovano in cucina.

Qui da anni c’è una lista di cocktail per bambini, rigorosamente analcolici, molto giocosi preparati dentro lampadine, in bicchieri di carta colorata con pop corn e altre fantasie.

Nessuna distinzione invece tra bere femminile e maschile ma solo una questione di gusto.

L’ultima creazione è un vinile, l’LP MiX-Thology con un Lato A che abbina la musica composta dal pianista storico dell’Atrium Maurizio Tomberli associata ai cocktail più venduti, i grandi classici in lista e un Lato B con le new entry e la musica proposta nelle serate con dj.

E in autunno la domenica riprende il brunch.

Tags : firenzeFour Seasons

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