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La racchetta come giocattolo fino alla Davis, Il Premio Villa Bertelli 2022 a Paolo Bertolucci, La premiazione martedì 26 luglio alle 21.30 nel Giardino dei lecci.

Paolo Bertolucci

Il simbolo sportivo del paese. Un ragazzino partito da Forte dei Marmi e arrivato al massimo traguardo per un tennista: alzare al cielo la Coppa Davis. Paolo Bertolucci è un vanto per la comunità fortemarmina, è apprezzatissimo telecronista di Sky, che segue i tornei di tutto il mondo e nel suo palmares ora aggiungerà un riconoscimento che arriva al cuore. Martedì sera 26 luglio nel Giardino dei lecci alle 21.30 riceverà il Premio Villa Bertelli 2022.

L’evento sarà condotto dal giornalista Enrico Salvadori che presenta tutti gli appuntamenti di Parliamone in Villa. ABertolucci sarà consegnato il Cavallino di Arturo Dazzi, una riproduzione, realizzata appositamente per il Premio Bertelli, dalla Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro di Pietrasanta.  

Siamo fieri di accogliere ancora Paolo Bertolucci fra noi – ha dichiarato il presidente di Villa Bertelli Ermindo Tucci. Dopo la sua partecipazione della scorsa estate alla rassegna Parliamone in Villa, adesso salirà sul palco per ricevere questo premio, non soltanto da Villa Bertelli, ma da tutta la comunità di Forte dei Marmi, che lo ha applaudito e seguito per tutti questi anni. Un premio del cuore a chi ce lo ha fatto battere di gioia.  

Nel corso della serata, sarà proiettata una sintesi del bellissimo docu-film Una squadra, realizzato da Domenico Procacci e dedicato alla vittoria italiana nella Coppa Davis del 1976 di cui Paolo Bertolucci è stato artefice, insieme ad Adriano Panatta, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli.

Fu quella una stagione magica del nostro tennis. Il team, diretto da Nicola Pietrangeli, era una macchina perfetta. “Una squadra” come dice il titolo del docufilm. Paolo Bertolucci nella sua adolescenza al Forte ha avuto come giocattolo la racchetta. E’ stato una sorta di bambino prodigio, forgiato da suo padre Gino, maestro di tennis al Circolo Roma di Forte dei Marmi.

Qui lo notò Giorgio Neri, all’epoca presidente della Federtennis, che lo portò alla Virtus Bologna. L’amicizia vera tra Paolo e Adriano Panatta nascerà due anni dopo, nel centro federale a Formia diretto da Mario Belardinelli. Un college dove divideranno la camera oltre che i sogni.

La Davis venne vinta nel dicembre 1976 a Santiago, nel doppio decisivo Panatta e Bertolucci.

Siamo orgogliosi di proseguire la nostra collaborazione con Villa Bertelli, iniziata nel 2010, e di consegnare la nostra riproduzione del celebre Cavallino di Arturo Dazzi ad un grande campione – ha aggiunto Barbara Del Chiaro, General Manager della Fonderia D’Arte Massimo Del Chiaro – Paolo Bertolucci ha trascinato l’Italia alla vittoria della Coppa Davis, ha vinto sfide epiche contro grandi tennisti e ha reso onore all’Italia”.

Ingresso libero. Prenotazione 0584 78725

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Forte dei Marmi: “Ristorante La Magnolia del Byron”, la raffinatezza della semplicità, i sapori del territorio, la riconoscibilità e una fantasia ben temperata i segreti del successo.

la magnolia forte dei marmi

L’hotel Byron di Salvatore Madonna aperto nel 1990 ricalca il fascino d’antan della villeggiatura sul lungomare di Forte dei Marmi, reinterpretato in chiave moderno.

L’atmosfera è soffusa, delicata, di grande relax e, con arredi lineari dai toni grigi resi brillanti dall’ottone e dalle vetrine della gioielleria esclusiva ma sempre dai toni discreti. Alle pareti le foto in bianco e nero ricordano che siamo in un ambiente storico.

All’interno il ristorante stellato Magnolia da maggio scorso guidato dal campano Marco Bernardo, con l’occhio attento di Salvatore appassionato di cucina e vini.

D’altronde confessa di aver fatto un tirocinio d’eccezione con Rolando Paganini, braccio destro di Paracucchi con il quale ha collaborato per un lungo periodo all’apertura della struttura.

Uomo della Lunigiana con una grande vocazione all’insegnamento. Salvatore Madonna, Amministratore delegato della Società Byron e Plaza Hotel de Russie, ha da sempre prediletto l’innovazione non velleitaria, senza artifici e il gusto della semplicità e della tradizione legata al luogo che racconta un dialogo tra terra e mare anche se lo sguardo è rivolto all’acqua. Marco Bernardo, una grande esperienza europea, segnatamente francese, in cucina ha il gusto deciso, una grande conoscenza delle tecniche, con la caratteristica di far maturare e frullare il pesce.

Della sua Campania che ha sposato alla Toscana porta il tarallo tipico napoletano friabile perché con poca acqua, strutto, pepe e mandorle; le linguine alle arselle dove la pasta di Gragnano incontra l’arsella versiliese di solito maritata allo spaghetto; le eliche, nome moderno per i fusilloni partenopei, con triglie e stringhe tipiche della Versilia e ancora il mosaico di pesce che richiama la zuppa di pesce locale ma trattata in modo personalizzato.

Tra le particolarità la carta dei caffè con il lista il caffè più buono del mondo e quello più caro.

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La Bussola in Versilia

La Bussola

Bistrot. La Bussola in Versilia è un’istituzione, fondata da Sergio Bernardini, oggi di proprietà di Gherardo Guidi, che riporta ai favolosi anni Sessanta, ai grandi concerti degli anni Settanta, al revival degli anni Ottanta ed è tornata a vivere da qualche anno con la gestione di Giuliano Angeli e il giovane figlio Lorenzo che si occupa della discoteca (pubblico sempre più giovane e serate a tema con Dj set).

Vi hanno cantato Mina, Fred Bongusto, Gino Paoli, Peppino di Capri, che addirittura si è sposato qui,

Un grande spazio si affaccia su uno stabilimento a doppio ferro di cavallo con sole tende, un giardino con sculture e la vista a monte sulle Alpi Apuane.

Il bistrot è all’aperto d’estate sotto tende, cannicci e porticato, d’inverno al primo piano, nel Bussolotto, un tempo discoteca. Si va alla Bussola anche solo per un aperitivo e si può riservare il locale (preferibilmente in settimana con scelta di menu a tema e personalizzati). I piatti sono semplici con grande attenzione alla materia prima: si può cominciare con un mare caldo e cous-cous; gustare paccheri con burrata, acciuga del Mare Cantabrico e pomodoro fresco, spadellati a tavola; quindi una tagliata di pescato del giorno con verdure; e un semifreddo alla nocciola.

Molte le preparazioni al tavolo. Interessante la cantina con un ventaglio di prezzi e scelte dal Vermentino toscano in carta a 22 euro a Magnum di Champagne che arrivano quasi a 2000 euro e grande attenzione a piccole case vinicole di qualità.

Per ora in estate da segnalare anche Bussola incontra, a cura di Franca Dini, un programma culturale accompagnato da bollicine e stuzzichini all’ora dell’aperitivo.

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Forte dei Marmi: Sabato 9 Luglio dalle 18,00. Bagno Pietro & Luis Franciacorta.

Luis Franciacorta

Bagno Pietro a Vittoria Apuana , Forte dei Marmi ,un luogo dove  felicità e spensieratezza si miscelano e in cui  l’accoglienza ed i servizi per i clienti non sottraggano niente all’ambiente familiare.

Un luogo dove scacciare via i brutti pensieri e le fatiche del lavoro,

Un luogo attento alle esigenze di tutti e che sia innovatore nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni fortemarmine…

E’ in questa atmosfera che Sabato 9 Luglio , all’ora dell’aperitivo , insieme alle scelte tradizionali , potrete scoprire il gusto di un vino che proviene da una terra che per tradizione e per nome, ormai è entrata nell’immaginario comune, a giusta causa, come la madre di vini unici e inconfondibili ; “La Franciacorta”.

In particolare verrà servito  Linea Luis Collection Rosè, Franciacorta D.O.C.G.

Vinificazione: Le uve vengono vendemmiate a mano in cassette e refrigerate per una notte alla temperatura di 5°C.

Segue una breve macerazione pellicolare in pressa per estrarre il caratteristico colore rosa della Cuvée.

La pressatura soffice dell’uva intera e la fermentazione a temperatura controllata con lieviti selezionati.

Affinamento: In vasca di acciaio per sette mesi prima del Tiraggio nel mese di Aprile ed un periodo di maturazione in bottiglia di 24 mesi.

“Il terreno, le vigne, il clima, sono come un’orchestra che con la sua melodia esprime la propria essenza, acquista voce e si svela: a noi il compito di assecondarla e di permetterle di creare una musica che incanti, ed il vino che noi produciamo vuole rivolgersi a chi sa apprezzare la qualità, a chi ama scoprire e trovare qualcosa di unico”.

Paolo Mensi titolare Luis Franciacorta

www.cantinaleduequerce.it

dalle 18 00 Bagno Pietro

Via Arenile 72 55042 Forte dei Marmi, Toscana

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Roberta Marchese Ragona “Wine Ambassador”.

Roberta Marchese Ragona

Abbiamo fatto qualche domanda a Roberta Marchese Ragona, esperta di vini, che ha trasformato questa sua passione in un lavoro.

Conosciamola meglio attraverso le sue risposte alle nostre domande

Primo incontro con il vino ?

Sono siciliana originaria di Canicattì, sì proprio Canicattì, provincia di Agrigento,  dove si produce l’uva Italia da tavola e dove la storia non ha fine, dai bizantini ai greci ai fenici ai normanni agli spagnoli, e di cui ancora oggi sentiamo il passaggio; da ragazza ho iniziato ad assaggiare vini di qualità grazie e dico grazie alla mia allergia, ovviamente prima era una moda per me e da quasi 15 anni è diventato un lavoro.

Che formazione hai avuto?

Sono un’ interprete, sono francofona e parlo inglese, questo mi ha agevolato negli “in coming” in Sicilia dove ho collaborato con l’Istituto regionale vini e oli di Sicilia ed ho avuto la possibilità di conoscere aziende che fanno prodotti di eccellenza oltre le grandi che già conoscevo.

Oggi faccio parte della DocItaly, ho ricevuto l’onorificenza di “Ambasciatrice del bere” del mio territorio e questo per me è un grande onore da donna siciliana quale sono.

Quando hai deciso di diventare brand ambassador ?

Mi sono sempre domandata perché al nord riuscivano a farti bere e mangiare quello che volevano loro, nonostante avresti voluto mangiare altro, così ho iniziato a farlo anch’io nel mio piccolo organizzando percorsi enogastronomici, mettendo in risalto il territorio e abbinando la tradizione e cultura siciliana.

Oggi porto a tavola calici e cibo di diversi territori.

Cosa significa brand ambassador nel mondo enogastronomico?

Non sono una sommelier, sono una wine e food lover, mi piace il buon bere e il buon mangiare e oggi è un lusso, soprattutto dopo la pandemia, sedendoti in un ristorante piuttosto che un wine bar o bistrot, devi stare bene.

Essere brand Ambassador significa “essere” l’azienda, essere parte integrante dell’azienda anche a diversi km di distanza,  vuol dire raccontare il territorio, il lavoro, la storia di quella tenuta e trasferirla ai commensali che non essendo operatori di settore ma sempre amanti del buon bere e del buon mangiare si incuriosiscono rispetto alla storia che c’è dentro al calice, ecco perché i miei percorsi si chiamano I Segreti In un Calice, quello che senti e ti arriva rimane un tuo segreto come quando ammiri un’opera d’arte, perché fare vino è arte.

Diverse persone tra amici, conoscenti, partecipano alla serata, ma anche clienti del ristorante che non conosco, alla fine viene fuori quello che esiste fin dai tempi più antichi , la convivialità, perchè non c’è cosa più bella che riunirsi attorno ad un tavolo mangiando e bevendo bene.

Mi piace e diventa quasi un gioco con lo chef, nei percorsi prima selezioniamo i vini e poi abbiniamo i piatti cercando di esaltare il calice che è il protagonista insieme al gusto del cibo.

Come selezioni le case vinicole con le quali collaborare ?

Sono molto appassionata di quello che è il prodotto alimentare tradizionale -PAT- che è la prima base per la denominazione d origine in poche parole prodotti di nicchia, quindi prodotti che vengono coltivati, lavorati e finiti con tradizione e cultura del luogo quindi vado a scovare le piccole aziende; non è semplice anche perché devi saper raccontare l’azienda, il prodotto, e fare innamorare la persona  che hai di fronte, soprattutto i ristoratori; ormai la. maggior parte di loro sono amici prima di essere clienti, ma a me sono sempre piaciute le strade in salita.

Un aneddoto che ti ricordi con il sorriso!

Tutti abbiamo dei sogni e io, in un periodo per me pesante, non ne ho più avuti, finché i miei figli e il mio lavoro me li hanno ridati …….

Ho gettato i miei sogni in questa vigna in cui si cammina dolcemente, camminando sui miei sogni …. 

Che importanza ha la presentazione anche “estetica” in un vino?

Come dico sempre una bella bottiglia di vino ti colpisce ma colpisce di più se il vino è molto buono e poi si può apprezzare la bellezza della bottiglia.

Anche perché tutto quello che estetica colpisce perché noi siamo condizionati dalla vista; mi è capitato di fare una degustazione alla cieca con uno degli chef più rinomati al mondo, in cui c’è stato chi ha imparato a versare il vino in un calice o imparato a mangiare senza vedere. Per noi è molto importante l’estetica ma ti assicuro che è molto più importante sentire il gusto e assaporare tutto quello che il prodotto ti dà.

Che rapporto hai con i clienti?
I clienti ristoratori che mi danno più soddisfazione sono quelli appassionati di vino, quelli che amano la storicità del posto, così torniamo sempre a raccontare tutto quello che è tradizione e cultura che si può trovare dentro ad un calice mentre per quanto riguarda i commensali, riesco a farli appassionare a quello che racconto, come per i wine and food lovers che ascoltano perché magari non avevano mai avuto la curiosità di andare a vedere che cos’è un taglio Bordolese e invece in quel racconto molto breve che io faccio, a fine serata escono fuori che sanno cos’è il taglio Bordolese e che non è un coltello ma è piuttosto un mix di vini.

Quanto conta il vino a tavola?

Io sono dell’avviso che se tu ti siedi a tavola, posto considerato sacro perché uno è uno dei dettami che la nostra religione ci ha insegnato, devi mangiare e bere bene quindi il vino deve accompagnare qualsiasi pasto che tu stia facendo; il vino è allegria, compagnia, anche se ovviamente, non bisogna esagerare.

Che differenza trovi tra il Sud , il centro e il nord quando proponi i vini scelti?

Non trovo grosse differenze nel presentare i vini nei vari punti d’Italia. Diciamo che quando racconto il percorso enogastronomico, i commensali mi guardano e vorrebbero immediatamente capire se quel vino che berranno è di loro gradimento o no o forse prenderanno la loro bottiglia preferita,  ma non appena scoprono che un vino è più buono dell’altro, quel briciolo di diffidenza passa, mentre racconti di quello che è la territorialità e quindi inizi a raccontare la storia perché oggi è quella che fa la differenza, e in alcuni casi li coinvolgi anche facendo delle domande.

E quando vedi che in tavola c’è il vino che hai presentato, vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro.

Grazie per il tempo a noi dedicato

Ambassador segnalato da Luis Franciacorta

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Chef Donata Rizzo: il cibo è cultura e come tale va rispettato, studiato e raccontato a tavola…

Donata Rizzo

Donata Rizzo, salentina  Chef rinomata, ama definirsi una “cuoca di casa”, perché nonostante la sua carriera parli chiaro sulla qualità e professionalità del suo operato in cucina, la conditio sine qua non per chi vuole avvalersi della sua creatività culinaria è lasciarla fare a modo suo…

Fin dall’inizio, la sua scelta è stata di rendere le ricette essenziali, di ” togliere aggiungendo”, attualizzando la tradizione,  rinnovare con rispetto, perché le donne in cucina mettono soprattutto amore e passione

Per lei seguire in cucina  il ciclo delle stagioni è il primo passo per potersi esprimere al meglio in cucina  selezionando con cura le materie prime e  facendo particolare attenzione alle cotture .

Oggi la Cheff Donata Rizzo è la regina della cucina al  Le Cinque Vele Restaurant una tra le location più esclusive della costa Ionica del Sud Salento

Il suo segreto ?

Cucinare col cuore e con la testa,

Il rispetto profondo per la materia prima e la conoscenza delle tecniche le permettono, contemporaneamente, di non sbagliare e di avvicinarsi a sapori , quelli veri, Il desiderio di fare le cose bene, di esprimersi con gentilezza , di essere in fondo modesta, ma nello stesso  tempo  intransigente nel perseguire lo scopo prefissato

Per Donata il  cibo è cultura e  la sua è una cucina cerebrale , ma di cuore, una passione, un gesto d’amore, che non può ne deve prescindere da un grande rispetto per il cibo e la tradizione , ma per lo Chef  Salentino non deve mai mancare lo stimolo per la  ricerca costante finalizzata a  far provare all’ospite  una vera “experience”  gastronomica indimenticabile, da raccontare con il sorriso  

Il cibo, ricorda Lo Chef , ha il potere e il dovere  di  parlare dei luoghi in cui nasce, racconta le storie delle persone che lo hanno accudito e per questo il dialogo tra chi cucina e gli ingredienti scelti diventa poesia“

Autentico è chi sa da dove viene e capisce dove soprattutto dove sta andando e questo Donata Rizzo lo sa molto bene

Lunga vita alla Buona cucina….

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“Luis Franciacorta”, scegli un diverso punto di vista.

Luis Franciacorta

“Il terreno, le vigne, il clima, sono come un’orchestra che con la sua melodia esprime la propria essenza, acquista voce e si svela: a noi il compito di assecondarla e di permetterle di creare una musica che incanti, ed il vino che noi produciamo vuole rivolgersi a chi sa apprezzare la qualità, a chi ama scoprire e trovare qualcosa di unico”.

Paolo Mensi

Le colline moreniche della Franciacorta godono di uno specifico microclima: un ambiente naturale, puro e unico, in cui produciamo vini di genuina e altissima qualità, proposti in eleganti bottiglie di design dallo stile unico.

Alla fine degli anni ’70 Luigi acquista i terreni con 3 ettari di vigneto e 1 di oliveto per fare il suo vino dedicato alla famiglia ed ai suoi amici. I primi anni passano riconvertendo alcuni ettari a vigneto (attualmente, infatti, sono piantati 12 ettari) e nella realizzazione della prima cantina nel 1986.

“Con la prima cantina – racconta Paolo – abbiamo iniziato a pensare di poter fare qualcosa in più di un vino destinato all’utilizzo familiare e di pochi intimi. Ma abbiamo voluto attendere ancora dedicandoci alla realizzazione di nuovi vigneti”.

La “svolta” arriva alla fine degli anni Novanta.

Proprio allora Paolo ed il padre decidono che il loro prodotto potrebbe essere immesso anche nel mercato. Il 1 aprile del 2001 Paolo, con una certa ironia che lo contraddistingue, fa nascere l’azienda agricola Le Due Querce.

Nel 2002 si imbottiglia la prima annata dello spumante delle Due Querce.

Nel 2005 il padre Luigi, scompare prematuramente e Paolo vuole dedicare a lui come fondatore il nome dei vini Franciacorta.

“Un’emozione intensa – ricorda Paolo, con quella sua genuinità che caratterizza anche i suoi prodotti – per tutta la mia famiglia: il nostro vino, il sogno di mio padre realizzato”.

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PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE XVI EDIZIONE, 15 e16 giugno | STAZIONE MARITTIMA DI SALERNO, 17 giugno | SALONE GENOVESI CAMERA DI COMMERCIO DI SALERNO.

PREMIO BEST PRACTICES PER L’INNOVAZIONE

Una tre giorni dedicata all’innovazione con tavole rotonde e la presentazione dei progetti valutati da una giuria di esperti. Il Premio Best Practices per l’innovazione, giunto alla XVI edizione e nato su proposta del Gruppo Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Salerno, torna alla Stazione Marittima di Salerno, il 15 e 16 giugno e il 17 giugno nel Salone Genovesi della Camera di Commercio di Salerno. L’iniziativa è organizzata da Confindustria Salerno in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, Sviluppo Campania e con i main partner Terna e Banca di Credito Popolare.

Culmine dell’edizione sarà la premiazione del 16 giugno – a partire dalle 16:00 con gli interventi dell’assessore della Regione Campania alla Ricerca, Innovazione e Startup Valeria Fascione e Danilo Iervolino, Presidente US Salernitana 1919 e Founder Università Telematica Pegaso – e del 17 giugno alle ore 16:00 con i talk di Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno, Andrea Prete, Presidente Unioncamere e Vincenzo Boccia, Presidente LUISS sul tema Le Organizzazioni ad alto capitale umano moderati da Alex Giordano, Docente di Marketing e Trasformazione Digitale Università Federico II Napoli.

Tante le presenze istituzionali, accademiche, imprenditoriali e legate al mondo dell’innovazione che parteciperanno al Premio Best Practices per l’Innovazione 2022 (in ordine cronologico di agenda): Antonio Ferraioli, Presidente Confindustria Salerno; Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno; Vincenzo Loia, Rettore Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Gallo, Vice presidente Vicario Camera di Commercio di Salerno; Francesco Serravalle, Presidente Servizi Innovativi Confindustria Salerno; Marco Pietrucci, Head Of Innovation Terna; Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud; Domenico Credendino, Presidente Fondazione Carisal; Antonia Autuori, Presidente Fondazione della Comunità Salernitana; Carlo Crudele, Vice Presidente Banca Campania Centro; Antonino Del Gatto, CCO Banca di Credito Popolare; Pierluigi Rippa, Responsabile START CUP Campania “Mario Raffa”; Luigi Mazza, People & Corporate Relations Director ITALIACAMP; Marco Gambardella, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Salerno; Andrea Marangione, Vice Presidente Giovani Imprenditori Confindustria; Alessandra Bechi Vice Direttore AIFI, Erika Mancuso, Laboratorio Valorizzazione delle Risorse nei Sistemi Produttivi e Territoriali – Enea; Antonio Pietrosanto, Delegato alla Terza Missione Università degli Studi di Salerno; Giuseppe Rinaldi, CEO Isolkappa; Lina Piccolo, Presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Salerno; Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria Confindustria; Salvatore Mirante, Responsabile Banca Sella Campania; Marco Bitetti, Head of Terna Academy; Stefano Azzalin, CEO dPixel; Edoardo Imperiale, Direttore Campania DIH; Antonio Palumbo, Chief Consumer, Business & Medium Market Office TIM; Paolo Landoni Politecnico di Torino. Tutte personalità di spicco in diversi settori d’azione che conferiscono prestigio e contenuti interessanti al Premio Best Practices per l’Innovazione e che parteciperanno a dibattiti e tavole rotonde: “Il ruolo degli ecosistemi per l’innovazione sociale”, “Le organizzazioni ad alto capitale umano”, “Green tech: la rivoluzione verde è cominciata”, “Futuro digitale. Le sfide per le imprese”.

Creatività e contaminazione sono le parole chiave del Premio Best Practices, che promuove la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità in Italia, generando un meccanismo virtuoso di condivisione delle progettualità migliori tra imprese, spin off e start up. Il Premio diventa, quindi, occasione di incontro tra domanda e offerta di innovazione e favorisce sinergie che, negli anni, hanno costruito un ecosistema che ha dato vita a tante nuove idee e a tante nuove iniziative imprenditoriali. In questa XVI edizione, tutta in presenza, ritorna anche l’Hackathon promosso da Terna, facilitato da Rete Mediterranea per l’Innovazione, insieme agli studenti di alcune scuole secondarie e Università di Salerno, con l’obiettivo di favorire soluzioni innovative a problemi reali. Gli studenti universitari saranno coinvolti anche nella sezione Idea Generation, finalizzata a sviluppare soluzioni innovative su tematiche d’impresa e organizzata in collaborazione con l’Ateneo di Salerno e i team X-labs della Luiss Guido Carli.

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“Nena” DEBUTTA LA PRIMA BAMBOLA CHARITY dedicata a FORTE DEI MARMI. Appuntamento 9 giugno alle 19 al Caffè Giardino da un idea di Michael Rothling.

Michael Rothling

Dopo il successo del Monopoly dedicato a Forte dei Marmi un’altra idea innovativa del giovane imprenditore Michael Rothling

Il 9 giugno alle 19 al Caffè Giardino la presentazione del giocattolo ideato da Michael Rothling, re delle bambole, ( vice presidente Dimian Toys ) per raccogliere fondi da destinare ad associazioni locali Bionda, sbarazzina e con il look da marinaretta.

E’ la prima bambola fortemarmina (a corpo rigido e quindi adatta per giocarci in spiaggia) che sarà presentata giovedì 9 giugno alle 19 – su invito – al Caffè Giardino in occasione di un cocktail al quale parteciperanno autorità, giornalisti e personaggi noti.

La scommessa e’ di Michael Rothling, ha creato questo primo giocattolo charity per sostenere le associazioni del paese. Infatti non solo alcuni pezzi saranno donati ad Auser, Misericordia e Croce Verde per raccogliere fondi ma la nuova bambola fortemarmina – in limited edition da 150 pezzi – sarà anche in vendita nel circuito degli sponsor. Rothling, che già sta portando avanti una campagna di beneficenza con il ‘Monopoly-

Un giorno a Forte dei Marmi’ in uscita entro la fine di giugno, rappresenta la terza generazione alla guida della Dimian che conta 60 anni di storia.

E già ha creato bambole special edition per bagno Alpemare, Twiga e Augustus hotel &resort. ‘I 150 pezzi – spiega Rothling – sono creati in materiali eco sostenibili, compreso il convenzionalmente in un sacchetto in tulle ecologico per rispettare l’ambiente’‘’

Abbiamo fatto una domanda a Micheal sulla scelta del nome e da dove nasce il suo amore infinito per Forte dei Marmi.

La scelta del nome Nena è legato al nomignolo in tedesco con il quale era chiamata da piccola mia mamma e ho deciso di creare questa bambola in memoria di mio Padre che proprio su queste spiagge nel 2016 a lui molto care è venuto a mancare.

Ogni oggetto che creeremo legato a Forte , sarà sempre dedicato a lui. e sarà sempre in aiuto della Croce Verde e la Misericordia che in quel giorno nefasto ci sono state vicinissime .

L’amministrazione sostiene fortemente questa originale iniziativa – evidenzia l’assessore al sociale Simona Seveso – che garantisce un aiuto concreto alle associazioni del paese che rappresentano un’energia importante per la nostra comunità’’

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Villa Bertelli apre le porte della mostra Andy Warhol e la New Pop alla SICS – Squadra Italiana Cani Salvataggio – Scuola Italiana Cani Salvataggio.

SICS - Squadra Italiana Cani Salvataggio - Scuola Italiana Cani Salvataggio

Grazie al Presidente della Villa Bertelli Ermindo Tucci e al Vice Sindaco di Forte dei Marmi Graziella Polacci è stato possibile far visitare la Mostra in corso dedicata ad Andy Warhol. anche ai “nostri amici a 4 zampe”.

Le unità cinofile della Sezione Toscana della Scuola Italiana Cani Salvataggio vengono impiegate nella sorveglianza delle spiagge durante la stagione balneare, in virtù della pluridecennale collaborazione  con la Guardia Costiera formalizzato da un accordo quadro in essere tra la SICS ed il Comando Generale  delle Capitanerie di Porto ed un Disciplinare Attuativo con la Direzione Marittima della Toscana.

L’editore d’arte Alessio Musella si è prestato a fare da guida concordando la visita con il Vice Sindaco di Forte dei Marmi Graziella Polacci  e il Presidente di Villa Bertelli Ermindo Tucci , raccontando la mostra Andy Warhol e la New Pop a tutta la squadra, protagonisti indiscussi della situazione sono stati proprio i 50 cani, che in silenzio, seguendo i propri istruttori hanno partecipato alla visita in pena tranquillità.

La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Mazzoleni in collaborazione con la Villa Bertelli e patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi e dalla delegazione di Pisa dei Cavalieri di Malta

Una  vera e propria full immersion di quattro giorni partita il 25 Maggio che si concluderà domenica con la consegna dei brevetti. Verranno formati, attraverso esercitazioni in spiaggia, in acqua e sia con i cani che con i mezzi i nuovi operatori che poi troveremo sulle spiagge del litorale nei mesi estivi.

Cinquanta unità cinofile, insieme ai componenti del corpo didattico e a una quindicina di istruttori, protagonisti in Versilia.

Sono stati  formati, attraverso esercitazioni in spiaggia, in acqua e sia con i cani che con i mezzi i nuovi operatori che poi troveremo sulle spiagge del litorale nei mesi estivi.

Salvo Gennaro, presidente della Sics Scuola cani salvataggio è stato entusiasta con tutto il team di mettere a disposizione  Il loro  know how,  frutto di un’esperienza di 35 anni.

Hanno proposto al presidente della Regione, Eugenio Giani, la creazione di un registro unico delle unità cinofile di salvataggio a livello toscano, in modo che gli enti locali possano attingervi e rendere sicure le spiagge libere

Per questa iniziativa-full immersion hanno sia il patrocinio della Regione che quello della Guardia Costiera, con la quale hanno rinnovato un accordo quadro.

Ricordiamo che la Scuola Italiana Cani Salvataggio, è la più grande organizzazione nazionale dedicata alla preparazione dei cani e dei loro conduttori, le così dette Unità Cinofile, il cui obiettivo principale è l’addestramento al salvataggio nautico dei cani di tutte le razze, purché abbiano spiccate doti di acquaticità e un peso superiore ai trenta chili.

La scuola organizza, unica in Italia, corsi per istruttori, al fine di trasmettere ad altri le esperienze e la professionalità raggiunta in tutti questi anni di lavoro insieme ai cani rilasciando ogni anno, su esame, il Brevetto di Salvataggio S.I.C.S. riconosciuto dal Ministero Trasporti e Navigazione al fine del servizio di salvataggio, in accordo con il comando Generale delle Capitanerie di Porto – MARICOGECAP.

La Scuola Italiana Cani Salvataggio è  l’unica struttura a livello europeo ad organizzare annualmente corsi di Elisoccorso per Cani da Salvataggio e collaborare regolarmente nel corso di svariate esercitazioni con tutti i nuclei elicotteristi italiani (Soccorso Aereo Aeronautica Militare Italiana, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Carabinieri, Vigili del Fuoco Polizia, Eliwork, ecc.). 

A Massa la capitaneria ha previsto in un’ordinanza ad hoc che la Sics e i cani di salvataggio siano inquadrati come “dispositivo aggiunto di sicurezza“. Un presidio mobile, che ha la sua base a Forte dei Marmi e che si sposta lungo il litorale”.

www.canisalvataggio.it

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