close

eccellenze italiane

eccellenze italianeModa

Il Soprano Dominika Zamara anche a New York ha scelto di indossare un Abito della stilista Marta Jane Alesiani.

Marta Jane Alesiani

L’abito si chiama “ MIELE “ e proviene dalla collezione Safari inspirata alle grandi avventure descritte nei libri , ai pirati e alle loro intramontabili mappe dei tesori nascosti ai romanzi di Salgari..

L’abito Miele è davvero un piccolo tesoro, tra le trame di questo tessuto prezioso si nascondono filamenti di puro rame cangiante.

Frutto di nuove tecnologie all’avanguardia, questo tessuto leggerissimo incanta per i suoi meravigliosi giochi cromatici capaci di variare a seconda della luce che si riflette su di esso; Il colore infatti, passa dal color bronzo all’oro , da colore ambrato della terra al nero bruno.

Il modello resta lineare ed essenziale, al fine di rendere protagonista indiscusso questo prezioso binomio di trama ed ordito.

Il Rame è da sempre riconosciuto come il più grande conduttore di energia, veniva chiamato oro rosso ed è il metallo tra i più utilizzati dell’umanità.

A lui sono legate innumerevoli proprietà benefiche e magiche , tra cui favorire l’armonia del corpo fisico con quello astrale stimolando le attività del cervello , contribuendo alla regolazione della frequenza cardiaca e alla produzione dei globuli rossi , contrastando l’anemia.

Foto di Gabriele Vinciguerra, Modella Mua Stafania Molon, Hair Alessandro Torti.

I colori di questo oro speciale li ritroviamo su questo abito arricchito anche delle sue magiche proprietà.

Si tratta di un abito fuori produzione, creato esclusivamente per la sfilata della Fashion Week di Milano, quando la stilista Marta Jane decise di aggiungere all’intera collezione gioielli ed accessori di rame purissimo realizzati da artigiani marchigiani. questo abito rappresentava un grazie alla sua terra natia e alla sua meravigliosa influenza artistica.

Il nome “ Milele” deriva appunto dalla similitudine tra i colori del rame e del miele stesso , chiamato nell’antichità, “ l’oro degli dei “.

siamo tutti sognatori, guerrieri, avventurieri e maghi, figli della terra e del sole

basta soltanto riuscire a ricordarlo.

Dominika indossa anche una cintura dorata con cordone e nappe di pelle dell’ultima collezione Magicland

Ancora una volta, come il più sapiente degli scrittori Marta in questo abito descrivere la dolcezza della natura è come se afferrasse un pennello e spandesse su una tela vergine macchie di colore monocromo…

Sapientemente costruisce un’immagine della natura così vera e viva.

Chi si trova di fronte l’abito è come se avesse di fronte un quadro fatto di sfumature, profumi, suoni e sensazioni grazie ai quali la natura diventa poesia.

USA Mozart Coronation Mass concert.
Great orchestra and conductor Maestro Jason Tramm
W. A. Mozart Coronation Mass
8 May 2023 USA
The Seton Hall University, South Orange, NJ
Maestro Jason Tramm conductor
Dominika Zamara soprano
Kimberlee Korzelius mezzosoprano
Rider Foster tenor
Christian Arenciba baritone
MidAtlantic Chamber Orchestra
University Chorus and Chamber Choir

Leggi Ancora
Attualitàculturaeccellenze italianeeconomia

Grande serata per il Cenacolo Artom nella splendida galleria Glauco Cavaciuti a Milano.

il Cenacolo Artom

Christian Bale, Kim Basinger, Monica Bellucci, Vincent Cassel, Laetitia Casta, Cindy Crawford, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Matt Dillon, Michael Fassbender, Scarlett Johansson, Milla Jovovich, John Malkovich, Charlize Theron, Emma Watson sono solo alcuni dei personaggi famosi i cui ritratti sono esposti a Palazzo Reale. Scatti realizzati tra il 2001 e il 2021 da Vincent Peters che, usando un’illuminazione impeccabile, eleva i suoi soggetti a una posizione che spesso trascende il loro status di celebrità.

In questo splendido ambiente Arturo Artom ha accolto venticinque amici intorno ad un unico tavolo quadrato.

Ospiti d’onore il Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e Morgan che al pianoforte ha incantato tutti gli ospiti.

Da brividi la sua interpretazione di Vedrai Vedrai e di Imagine insieme a Roberta Ruiu.

Tanti gli interventi, ispirati dal bel discorso introduttivo di Anna Scavuzzo sull’energia e la voglia di crescere ed innovare che trasmette Milano: dal grande designer Stefano Giovannoni, a Luca Buccellati, Alessia Fattori Franchini, Gaia Spallanzani, Marco Palacino, Sergio Tripodi…

Gran finale quindi con Morgan in piedi a cantare ‘O mia bela Madunina ‘, composta da Giovanni D’Anzi nel 1934 in coro con tutti gli ospiti. Si fa sempre più concreta là possibilità che Morgan torni nella giuria di X Factor.

Si dice stiano cercando di convincerlo in tutti i modi dopo il calo di ascolti della scorsa edizione.

Leggi Ancora
eccellenze italianeModa

Milano: la “M. Cilento & F.llo” nasce a Napoli nel 1780…

M. Cilento & F.llo

1780, nel pieno splendore del Regno delle Due Sicilie, quando Napoli era una sfarzosa capitale, punto nevralgico di mode e costumi di tutta Europa insieme con Londra e Parigi. L’Azienda è giunta oggi all’ottava generazione con Ugo Cilento e rappresenta una delle realtà più rilevanti del mondo sartoriale e della cravatteria italiana.

La storia della Maison Cilento è documentata da numerose tracce conservate nel proprio archivio storico, archivio dichiarato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la regione Campania di interesse storico particolarmente importante e sottoposto alle disposizioni di tutela, con particolare riferimento alla posizione prima armatoriale e poi industriale della famiglia che, nel gennaio del 1831, impiantò due filande a Salerno, nei pressi dei fiumi Irno e Sarno, con gli industriali tessili svizzeri don Davide Vonwiller e Federico Zublin.

L’introduzione della filatura e tessitura delle fibre naturali, come il cotone, il lino e la canapa, contribuì in maniera determinante allo sviluppo economico del Regno delle Due Sicilie.

Durante l’età Borbonica la Cilento forniva al Real Esercito Borbonico, all’epoca considerato il più elegante del mondo, i celebri panni di Palena, tessuti utilizzati per la realizzazione delle divise rossoblù, delle giacche della cavalleria, delle sfolgoranti mise dell’Armata di Mare.

Questi tessuti sono ancora oggi conservati nell’archivio storico della Maison.

Oggi la Cilento ha sede alla Riviera di Chiaia 203-204, nella splendida cornice di Palazzo Ludolf ed ha una seconda sede a Milano, in Via Fiori Oscuri 13, nel quartiere Brera, e precisamente nei locali che hanno prima ospitato l’antica Spezieria di Brera nel 1591 e successivamente, dal 1812, l’Antica Farmacia di Brera, e dove Carlo Erba iniziò la sua operosa attività di farmacista, imprenditore e mecenate.

Il lavoro svolto dalla Cilento è prettamente sartoriale, nel rispetto della tradizione napoletana: gli abiti e le camicie vengono confezionati a mano e rigorosamente con tessuti ricercati, pregiati ed eleganti, così da offrire sempre il meglio ai propri clienti.

Ogni capo viene seguito minuziosamente nella sua lavorazione, dalle misure prese sul corpo del cliente, operazione fondamentale ed affascinante, alle varie prove, durante le quali si vede man mano il capo prendere forma e vita, fino alla rifinitura finale a mano. I tessuti trattati, dai classici lini al tradizionale Sportex, dall’ Harris Tweed al Donegal fino all’introvabile Vicuna. Entrare nella boutique Cilento è una continua sorpresa, un viaggio entusiasmante alla scoperta di suggestioni artistiche, artigianalità e stile Napoletano.

Con lo stesso criterio anche le calzature sono realizzate interamente a mano in ogni passaggio con pellami di pregio ed esclusivamente con lavorazione artigianale Goodyear o Norvegese.

Le scarpe Cilento sono un esempio della più alta calzoleria che impegna i migliori artigiani napoletani.

Le cravatte sette pieghe Cilento 1780, sia foderate che sfoderate, vero capolavoro di stile e di arte sartoriale napoletana riconosciuta nel mondo, sono realizzate rigorosamente a mano ed esclusivamente in laboratori Napoletani seguendo le regole e le proporzioni dettate dalla grande esperienza Partenopea maturata in otto generazioni.

Accanto alle raffinate ed esclusive fantasie, la Cilento ha realizzato cravatte “a tema” dedicate al mondo dei mestieri e delle professioni, degli sport, delle razze di gatti, cani e cavalli, dell’arte e tante altre che onorano la tradizione scaramantica Napoletana e le eccellenze della nostra terra.

Pullover, polo, cappotti, impermeabili e tutti gli accessori della Maison, dalle cinture ai gemelli, dai cappelli ai guanti, completano il guardaroba dell’uomo elegante e ricercato nel segno dello stile e del buon gusto.

La Cilento è sempre alla ricerca dell’esclusività, della qualità altissima e dell’eleganza, ed ogni suo capo acquista nel tempo sempre più fascino e personalità. Magiche e ricercate essenze si uniscono e danno vita ai profumi Cilento, fragranze uniche dedicate ai fasti della Napoli antica e moderna che coniugano stile, qualità e tradizioni Partenopee.

Gli ombrelli Cilento sono realizzati in legno pregiato, con tessuti dalle fantasie uniche e rifiniti a mano secondo la migliore tradizione artigianale. Esclusive borse realizzate a mano in pellami conciati al vegetale, raffinati foulard in preziosa seta, splendide mantelle in cachemire, pregiati guanti ed eleganti calzature sono solo alcuni degli accessori firmati Cilento per la donna che ama distinguersi e che ricerca stile e vera qualità.

Cilento 1780 è un’Azienza riconosciuta come eccellenza nel campo della ricercatezza, della tradizione e dell’unicità, ed è uno dei pochissimi marchi che realizza cravatte e foulard per Musei, Associazioni, Fondazioni ed altre realtà riconosciute come eccellenze nel mondo, come la Reggia di Caserta, dalla quale e per la quale è stato incaricato di realizzare una ricercatissima linea di cravatte e foulard ispirata a particolari elementi artistici e architettonici del Monumento Vanvitelliano. Come il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa e la Fondazione F.S. Italiane, realizzando una speciale collezione di cravatte e foulard con disegni che ripercorrono la storia delle Ferrovie. Come la Pinacoteca di Brera, per la quale sono state realizzate quattro cravatte in purissima seta ognuna delle quali raffigura un’icona della Pinacoteca.

Moltissimi Capi di Stato e di Governo, istituzioni, personaggi dell’alta aristocrazia e nobiltà e personaggi famosi indossano la cravatta Cilento. Come la cravatta “Italia”, simbolo di forza e unità, realizzata con il ricamo della bandiera italiana su fondo blu scuro, l’unica al mondo con un ricamo decentrato. O ancora come le altre cravatte realizzate con le bandiere di tutti i Paesi del Mondo, indossate dai Ministri al G20 di Matera.

In occasione poi dell’apertura della nuova boutique milanese, Ugo Cilento ha disegnato e realizzato cravatte e foulard dedicati alle erbe officinali, alle quali si deve tanto, dall’arte medicamentale seguitane alla tintura dei tessuti, dalla realizzazione di profumi alla rappresentazione delle stesse sulle mie pregiate sete.

La Cilento dal 1780 è inoltre fornitore della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie nonché della Real Casa di Savoia.

M.Cilento & F.llo dal 1780 – Via Riviera di Chiaia 203/204, Napoli

Cilento 1780 – Via Fiori Oscuri 13, Milano

www.cilento1780.it

Leggi Ancora
eccellenze italianeFood & Beverage

Filippo, ritorno in Versilia con rilancio.

Filippo di Bartola

Filippo, un nome di alta sartoria nella ristorazione, oltre la ristorazione, con ambienti che vogliono vivere, non solo a tavola. Dal 2008 rappresenta un nome capace di evocare un preciso approccio alla ristorazione in Versilia e ora è reduce da un’esperienza a New York e da una nuova sfida, un ristorante sul mare, Filippo al mare, aperto il primo aprile scorso, al Bagno Roma di Fiumetto. Torna sul mare da dove tutto è cominciato.

Questa stagione si annuncia carica di novità come anche di conferme nella scelta dello stile. A quindici anni di distanza dall’apertura del primo ristorante in centro storico a Pietrasanta, Filippo è oggi una realtà sempre più conosciuta al di fuori della Toscana, diventato in qualche modo un marchio anche oltre i confini nazionali.

Dopo Pitti Uomo, esperienza faticosa e sfidante, Filippo è sbarcato a New York forte appunto del successo ottenuto gestendo la cucina della 103ima edizione Di Pitti Immagine Uomo a Firenze, a fine febbraio.

Chiamato nella Grande Mela da Salvatori, azienda leader nel mondo del design del marmo, che il 23 febbraio 2023 ha inaugurato uno showroom a Soho, ha colto un’opportunità straordinaria per poter raccontare e intrecciare due storie che hanno in comune, oltre al territorio di provenienza, una dimensione produttiva intima e artigianale.

Sono la cecina, i tordelli, i tagliarini co’ fagioli e le immancabili polpettine a fare da sfondo a un evento da tempo atteso nel design district di Soho. Salvatori lavora la pietra naturale con un’assoluta pulizia ed eleganza, per dar vita ad ambienti e oggetti di design senza tempo, minimalisti e iconici. Filippo rappresenta l’artigianato in cucina – l’eccellenza delle storiche ricette versiliesi che, senza timore reverenziale, si presentano a Manhattan, nella capitale del mondo contemporaneo. Il risultato è stato un crocevia di emozioni nella città dove tutto è possibile.

La filosofia di Filippo è una forte identità territoriale con abbinamenti estrosi, raffinatezza contemporanea e un tocco di vintage anche negli arredi.

Il Battesimo è stato a Pietrasanta in un’ex galleria d’arte già ex autorimessa, quel gusto vintage che guarda al design e all’arte con una parete a disposizione di artisti che cambia con le stagioni come il menu.

Oggi il locale si è arricchito dello chef Andrea Papa, bella esperienza alle spalle, innamorato del pesce che senza snaturare la carta dei Classici di Filippo, di terra, guarda sempre più al mare. La sua è una cucina semplice, con cotture prevalentemente in padella o al forno, quasi nessuna cottura lunga a parte le 36 ore per la pancia del maiale.

La cucina è tutta espressa, dinamica con tante verdure crude nel piatto che non mentono sulla stagionalità delle proposte. Due pareti all’anno arredate da artisti che ispirano i menu e che creano calore, ambiente perché mangiare è un’esperienza multisensoriale. Bello il bancone del bar che anche all’esterno serve dalle 18 cocktail e finger food fino all’ora di cena quando il locale assume un’aria più elegante.

Aperto praticamente tutto l’anno, d’estate solo a cena, consente di mangiare seguendo i Classici, à la carte o con menu degustazione con una doppia proposta. Il personale è squisito, premuroso ma non troppo formale. Impeccabile ma con un tocco di confidenzialità.

A Filippo, molto preparato e umile, piacciono le sfide e nell’estate della pandemia aveva già raddoppiato con il locale di Forte dei Marmi (via Sant’Elmo 6; chiusura il martedì aperto tutto il giorno in estate), dove regna lo chef Andrea Gemignani che nello stile ammicca al gusto cinematografico Anni ’60, una trattoria di lusso, con ampi spazi anche all’esterno che si presta a qualche tavolata e la possibilità della pizza nel forno a legna.

Qui la mattina è un punto di ritrovo, tutto l’anno, per fare colazione e leggere i giornali o sfogliare un buon libro. L’edicola storica del quartiere chiudeva e Filippo ne ha rilevato l’attività. Il ristorante diventa così anche uno spazio multifunzionale da vivere, dove di tanto in tanto andare per vedere opere d’arte.

Da Filippo si va per mangiare bene, in modo semplice con qualche fantasia, bere con buona scelta, proposte rassicuranti con una selezione interessante di bollicine, e soprattutto ritrovarsi in un ambiente cordiale e stimolante. Ogni luogo le sue peculiarità, dalla cucina di mare semplice sul mare; a panini gourmet e piatti di pesce tipici della cucina viareggina a Forte; ricette più sperimentali nella piccola Atene.

Fil rouge della ristorazione da Filippo i suoi classici, le polpette con il sugo, i tordelli al sugo di carne tipici della zona e il roastbeef con patate, buonissimo.

A cura di Giada Luni

Leggi Ancora
eccellenze italianeModa

Marta Jane Alesiani e il suo mondo incantato: la Collezione MagicLand.

Marta Jane Alesiani

Un mondo onirico , una collezione che ha preso vita nel cuore dei Monti Sibillini dove la realtà sembra unirsi al sogno , dove il silenzio si trasforma in voci sussurrate, dove i colori si rincorrono , si miscelano, si definiscono per poi dissolversi e ritrovarsi sui tessuti scelti per catturare frammenti di anima…
Ogni elemento nasce dai sogni di Marta Jane, sogni che diventano calici preziosi colmi di conoscenza di sé, che da sempre danno voce alla nostra parte più profonda e nascosta, la parte di noi stessi di cui siamo meno consapevoli.

Nasce così la nuova collezione MagicLand di Marta Jane Alesiani ….

Fauna sacra, antiche vegetazioni e ricami preziosi si intrecciano narrando la gioia di vivere, la natura che dona e che chiede di essere indossata , rispettata, percepita ed amata….

Il tempo sembra essersi fermato, la natura continua ancora oggi a mantenere un infinito numero di segreti e solo attraverso il mito l’uomo ha potuto intuire il mondo e i suoi eventi…

In ogni capo di questa collezione è insito un profondo senso di gratitudine verso la bellezza di un mondo, quello sognato e auspicato da Marta Jane, che desidera vivere senza contaminazioni.

La magia della vita risiede in ogni essere vivente sia esso animale o vegetale, che diventano compagni di un percorso che ci porta in diretta connessione con la Madre terra.

Le stoffe narrano di un sottobosco accogliente e silenzioso in totale armonia con la chioma degli alberi che protegge e nasconde…
Gli aranci simboleggiano il calore, la gioia, la fantasia l’armonia interiore mentre i turchesi portano con loro saggezza e buona sorte…

Le cortecce degli alberi, che come noi accumulano nella loro esistenza emozioni, esperienze e conoscenze, si intrecciano con i piumaggi di aquile reali che con il loro librarsi verso l’alto nel cielo si trasformano in simbolo del movimento ascensionale, dalla terra al cielo, dal mondo materiale al mondo spirituale, dalla morte alla vita e i gufi, emblema di saggezza, mistero, transizione, intelligenza, misticismo e, ancora una volta ,protezione.

In questa collezione possiamo trovare kimoni di seta double face simbolo di una cultura, di uno stile, della sensualità e della grazia femminile reinterpretato da Marta Jane in modo unisex, alternando due diverse stampe, una più forte e l’altra più sognante

Lini cangianti che cambiano colore alla luce diretta solare e velluti che ricordano la “maestosità” del fuoco primordiale di Prometeo rubato agli Dei per donarlo al genere umano.

Le grandi felci tridimensionali dense di valori simbolici e avvolte in leggende millenarie legate a premonizioni e magie volte all’ auto-guarigione, che danzano con le foglie di menta che ricresce e fiorisce anche nelle condizioni più avverse simbolo di forza, intrecciandosi con il calore di piante tropicali, diventano tutt’uno con l’abito per condurre chi lo indossa in un mondo antico fatto di misteri.

Da sempre Marta Jane nasconde, cuciti tra le pieghe dei suoi abiti ottimismo e forza, sogno e realtà, ma questa volta ha deciso di ricamare le frasi direttamente sugli abiti:
” IN ME MAGO AGERE”
questa è la frase che rappresenta la collezione ” lascio agire il mago che c’è in me “.

Una rinascita, la consapevolezza di chi ritrova sè stesso, raccontata in una collezione senza età sospesa nel tempo, pronta a prenderti per mano verso un viaggio surreale fuori dalla realtà.

I 4 elementi si sfiorano, si toccano e si incontrano danzando… i movimenti sostituiscono le parole, le anime si comprendono senza bisogno di verbo… Lane calde, bottoni composti da semi di grano , foulard leggeri come il vento, abiti nati per sentire l’energia rinchiusa nei boschi e tornare a dialogare con il nostro vero io….

L’’essere umano si è evoluto nella Natura.

Per migliaia di anni ha vissuto totalmente immerso in essa sviluppando un rapporto di simbiosi, imparando a temerla e ad amarla
MagicLand la terra magica, il luogo dove tutto può accadere , dove indossare un abito racconta la tua storia attraverso le tue radici, svelando i tuoi segreti.
Non abbiate timore di andare oltre la siepe, la dove tutto può essere, tutto può esistere…

Leggi Ancora
eccellenze italianeModaspettacolo

MARTA JANE ALESIANI RIPRODUCE I LOOK DEL FILM “ L’OMBRA DEL GIORNO”…

MARTA JANE ALESIANI

Da sempre il Cinema è stato strettamente connesso con la moda.
L’abbigliamento non a caso riveste un ruolo fondamentale in un film avendo il compito di aiutare ad esprimere e narrare l‘essenza’ del personaggio.
Se lo stile di certi attori e attrici è entrato a far parte della memoria collettiva, molto spesso è merito di sconosciuti gli artefici, oggi qualcosa è cambiato, la moda molto spesso viene in aiuto dello star system.. e pensare che solo dal 1948 venne istituito il Premio Oscar per i costumi.

Per MARTA JANE ALESIANI l’occasione di cimentarsi in un settore tanto complesso è sempre stata accolta con il sorriso ed entusiasmo
Per questa serata particolare ha ricreato fedelmente gli abiti di scena presenti nel film“ L’Ombra del Giorno “ per la regia di Giuseppe Piccioni, girato ad Ascoli , nello storico Caffè Meletti ed interpretato sul grande schermo da Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli è stata occasione di mettersi in gioco, seguendo il suo naturale iter di quando crea le sue collezioni: studio, attenzione al dettaglio e sensibilità creativa.


La stilista ha svolto una ricerca meticolosa ed accurata, ha utilizzato i tessuti originali presenti in Italia alla fine degli anni 30.

Marta Jane è riuscita ad unire i pezzi iconici del film ; dal cappello verde ( che ha interamente realizzato a mano ) al vestito rosso della protagonista ) ai tessuti , comprensivi di accessori originali, frutto di ricerche storiche e stilistiche del fashion italiano relativo alla datazione della pellicola “ L’ombra del giorno”.
Un attenzione rivolta, non solo ai capi visibili, ma anche nella sottoveste e nel pizzo originale, nella spilla dell’abito , nelle calzature vintage e nel cappello maschile gentilmente concesso da Sorbatti

I costumi di scena e i loro dettagli raccontano il talento, la creatività e la sapienza artigianale della stilista Marchigiana.

Marta attraverso le sue realizzazioni racconta il rapporto tra abito, attore e personaggio, un viaggio emozionale che permette a chi osserva di intuire i segreti dell’alta sartoria cinematografica italiana, attraversando epoche e stili, che ricreano la magia del cinema”.

Il palcoscenico ideale per raccontare la poliedricità creativa della Stilista è stato lo spettacolo presentato da Filippo Ferretti e Manola Capriotti, che si è tenuto al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno con il Patrocinio e contributo del Ministero della Cultura, la Regione Marche, il Comune di Ascoli Piceno, B.I.M. Tronto, la Camera di C o m m e r c i o d e l l e M a r c h e , A m a t M a r c h e , Confartigianato MC-AP-FM.

Leggi Ancora
eccellenze italianeFood & Beverage

Boschetto Campacci, il vino ambasciatore del territorio.

Boschetto Campacci

Il vino sta diventando sempre più ambasciatore del territorio, un prodotto d’eccellenza della produzione italiana, settore importante e trainante nell’export come l’edizione Vinitaly 2023 ha messo in luce, superando ad esempio l’abbigliamento e nello stesso tempo sta acquisendo un peso culturale.

L’iniziativa dell’imprenditore beneventano Luigi Frascino ne è una testimonianza. Lo abbiamo incontrato in uno dei suoi ristoranti “Ruggero” a Verona dove, in coincidenza con il Vinitaly, ha presentato ad un gruppo ristretto di giornalisti il suo nuovo vino, “Ruello”, un Chianti classico riserva 2019, frutto della collaborazione con il professor Riccardo Cotarella, enologo di primo piano nel panorama italiano, consulente di molti personaggi noti che hanno investito nel vino da Bruno Vespa, a Massimo D’Alema a Sting.

Nel segno del vino il matrimonio fra economia e finanza e cultura, sviluppo turistico è sempre più solido, basti pensare che oggi il settore dà lavoro a 100mila famiglie.

L’Italia sta recuperando un certo ritardo rispetto alla vicina Francia nella promozione di questo prodotto come ambasciatore del territorio, e nello stesso tempo recuperando la propria tradizione che in particolare in Piemonte e in Toscana ha una nobiltà terriera. Soprattutto nella seconda le grandi famiglie storiche sono ancora presenti nel comparto e i loro insediamenti sono anche centri culturali.

La storia di Luigi Frascino è quella di un imprenditore, presidente e fondatore del Gruppo omonimo che egli preferisce definire un agglomerato di aziende.

La partenza, dopo gli studi di Economia e scienze bancarie a Siena è nel mondo della finanza. Il Gruppo Frascino è una delle più importanti realtà d’Italia nel settore del credit management, con una posizione di primo piano nella gestione e nel recupero di crediti problematici in ambito assicurativo, e occupa vari settori come quello immobiliare, puntando ad un target alto.

Frequentando la Toscana si innamora della sua campagna e comincia a interessarsi nel vino così nel 2016 nasce il progetto, che all’inizio è privato, familiare, con Boschetto Campacci, un borgo nel comune di Castelnuovo Berardenga, nel cuore della denominazione a venti chilometri da Siena. Come in un risiko acquista una serie di terreni e oggi l’azienda si estende per 22 ettari.

L’occasione che lo convince, ci ha raccontato, è stata il ritrovamento di una vecchia perizia di epoca leopoldina risalente al 1878 che ci ha mostrato, che parla dei terreni particolarmente vocati alla coltura dell’olivo – l’azienda produce anche olio – e della vite perché galestrato del tutto inadatto invece ad esempio alla coltivazione dei cereali.

“La scelta, ci ha raccontato, è quella di una produzione di alta qualità che restituisca identità a un luogo abbandonato per molto tempo riportandolo alla sua vocazione originaria. Il vino diventa così l’espressione del genius loci in grado di rivitalizzare un territorio grazie anche alla ristrutturazione di casali e in particolare dei poderi di Santa Caterina, Santa Marina Novella e Santa Chiara.”

Questo desiderio si esprime anche nello stile del vino rispondente alle caratteristiche dei diversi territori. Vini schietti, eleganti, di ricerca per la valorizzazione della versatilità delle capacità di un vitigno come nello spumante metodo classico Franciacorta “Vitoria”, dedicato alla figlia, blanc des blancs, 80% chardonnay e 20% pinot bianco (36 mesi sui lieviti) con un buon bilanciamento tra freschezza e sapidità; la Falanghina, elegante con note fruttate spiccate di pera Williams e il Ruello, Sangiovese 100% con una trama densa e tannica, note scure di frutti rossi e un’apprezzabile speziatura. Vini rispettosi del carattere locale che non mettono in discussione la tradizione.

D’altronde la scuola Cotarella è improntata all’eleganza e alla sobrietà e come ci ha raccontato lo stesso enologo risponde alla crescente ricerca di qualità alta, senza inseguire mode e tendenze.

Non è tanto il gusto personale del consumatore che domina ma sempre di più il desiderio di essere informati ed edotti in materia. Il consumatore sempre più desidera che il vino sia anche un argomento da raccontare.

Parallelamente alla produzione vinicola, per ora con una distribuzione privata, si sta sviluppando un’attività legata agli Wine Resort e al mecenatismo culturale che nella campagna sta trovando un nuovo polo attrattivo.

Tra l’altro Frascino ha aderito all’iniziativa delle 67 colonne dell’Arena di Verona nata di concerto con il Ministero dei Beni Culturali durante il periodo critico della pandemia

A cura di Giada Luni

Leggi Ancora
eccellenze italianeFood & Beverage

Donne Fittipaldi, una storia lunga quasi vent’anni.

Donne Fittipaldi

La storia dell’Azienda donne Fittipaldi ha inizio nel 2004, quando la famiglia Fittipaldi Menarini decide di acquistare terreni a Bolgheri e impiantare vigne e olivi.

La fama dei vini di Bolgheri è ormai consolidata nel mondo, ma non è quello il motivo principale della scelta del territorio. “Bolgheri è soprattutto uno stato d’animo”, si legge nella presentazione del Consorzio di Tutela e Maria Fittipaldi Menarini con le sue quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina se ne rendono immediatamente conto e restano affascinate dal luogo, dal clima, dall’atmosfera, dalla luce del mare che si riflette sulle vigne, dai panorami struggenti, dai profumi, dai borghi medievali, dalla gentilezza degli abitanti.

Con la scelta di assecondare il genius loci si indirizzano verso una produzione di assoluta levatura con quei vitigni bordolesi che hanno dimostrato di offrire risultati qualitativi altissimi in questo angolo di Toscana: piantano Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Petit Verdot.

Se donna fa rima con sperimentazione

Quest’azienda al femminile gioca sulla fantasia. Così a questi vitigni si aggiunge il Malbec, uno dei vitigni storici di Bordeaux. Ma è in Argentina, nella regione andina di Mendoza, che trova il suo territorio di elezione. In Italia si è radicato in Friuli con buoni risultati, ma la sorpresa più grande sta emergendo a Bolgheri dove, appunto, donne Fittipaldi ha piantato quasi 2 ettari di questo vitigno.

Da queste uve nasce “5” Frizzante Ancestrale Costa Toscana Rosato IGT, un vino fuori dagli schemi, unico nel suo genere e primo esempio sul territorio di una rifermentazione naturale in bottiglia senza sboccatura e il Malaroja prodotto con le stesse uve in purezza nel 2012 e nel 2013.

Ma il Malbec ha dimostrato di essere un eccellente partner del Cabernet Sauvignon, del Cabernet Franc e del Merlot, che contribuiscono ad aumentare l’aspetto fruttato e la freschezza del vino.

Il nuovo vino si tinge di rosso

L’azienda presenta quest’anno il DF rosso 2020, un blend di Malbec al 60% e Cabernet Sauvignon al 40%. Il risultato è un vino dal colore rosso rubino carico e brillante, dagli intensi profumi di piccoli frutti di bosco come ribes lampone e fragola, accompagnati da note floreali e una piacevole speziatura dolce.

Al gusto è piacevolmente fruttato, slanciato da una vigorosa freschezza e morbido grazie ad una trama tannica levigata e dolce. Impressionante la sua lunga persistenza aromatica da vero vino di razza. La filosofia dell’azienda e del territorio è eleganza condita con freschezza ma bevibilità, un prêt-à-porter di qualità.

Senza dimenticare il bianco

Pur “in una grande terra di vini rossi – sostiene Maria Fittipaldi Menarini – non poteva mancare un grande bianco, un bianco unico e inimitabile, per questo abbiamo deciso di impiantare una varietà autoctona toscana come l’Orpicchio.

Ad oggi siamo gli unici a produrla a Bolgheri e crediamo fortemente nelle sue potenzialità. Con l’etichetta Lady F, proponiamo un vino capace di evolversi egregiamente nel tempo con profumi e gusto assolutamente fuori dagli schemi”.

Il vino incontra l’arte

Ognuna delle figlie ha la propria professione, ma tutte sono accomunate da una passione nuova, quella del vino, cresciuta prepotentemente da quando si sono messe in gioco in un settore che è storia, cultura, scienza, arte e filosofia di vita. Proprio il connubio con l’arte consolida la passione di tutte: fin dagli inizi donne Fittipaldi è legata all’artista e amico Giorgio Restelli, in arte Giores, per la realizzazione di quasi tutte le sue etichette. Di Giores è l’idea del nome “donne Fittipaldi”, seguita dal progetto ‘Stolen Legs’ dove l’artista trasforma, con un action painting, a base di smalti e acrilici, un suo scatto fotografico, stampato su tela, costantemente rappresentante la sinuosità femminile.

Le sue etichette dei rossi sono 3: donne Fittipaldi Bolgheri Rosso Superiore DOC, donne Fittipaldi Bolgheri Rosso DOC e Malaroja IGT Toscana Malbec. A queste si sono affiancate altre due etichette gioiosamente femminili: il Lady F Orpicchio e il “5” Rosato Frizzante Ancestrale, un pet-nat semplice, ribelle e conviviale, a base di Malbec, che infonde immediata simpatia e voglia di condividere. Le ulteriori 2 etichette sono invece opera di una delle figlie, Giulia. Per il Magnetic, in modo originale, ha riprodotto l’occhio magnetico della madre, così ammaliante che sembra voler carpire le sensazioni dalla mente dell’assaggiatore.

Per questo vino, che è un 100% Cabernet Franc, niente barrique per l’invecchiamento, ma uso di contenitori in “Cocciopesto”, un materiale impiegato dai Romani e dai Fenici, derivante dall’impasto crudo di cocci di laterizi macinati, frammenti lapidei, sabbia, legante cementizio e acqua.

Magnetico è il sapore di questo vino, ricco di frutto nero, erbe e spezie e dal sorso fresco e persistente. L’etichetta del DF rosso 2020 è tanto semplice quanto rappresentativa dello stile donne Fittipaldi.

A Palazzo Portinari fra storia e innovazione

L’incontro con Vito Mollica di Chic nonna

La presentazione alla stampa con DF Rosso, tenuto a battesimo, è stata a Firenze, non a casa, a Palazzo Salviati Portinari, la casa della Beatrice di Dante, da Chic Nonna, creazione dello chef Vito Mollica che ha saputo unire tradizione e semplicità familiare con capacità di reinterpretare il cibo in chiave contemporanea.

L’azienda

Associata al Consorzio per la Tutela dei Vini DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia, l’azienda nella Tenuta la Pineta, sulla Via Bolgheresesi estende su 46 ettari nel cuore della Denominazione Bolgheri. Di questi, 10 ettari sono piantati a vite con progetti di espansione ulteriore.

Vi sono poi 1.200 olivi con i quali viene prodotto olio extravergine di oliva. Lo staff tecnico è costituito dall’Agronomo Stefano Bartolomei e dall’Enologo Emiliano Falsini; la produzione media si attesta quasi a 70.000 bottiglie, commercializzate in parti uguali sul mercato italiano e sul mercato anglosassone.

A cura di Giada Luni

Leggi Ancora
eccellenze italianeModa

Museo Balenciaga a Getaria : La collezione Riva. Archivio Storico dei Paesi Baschi”: una mostra di disegni provenienti da una collezione straordinaria, assolutamente inedita.

lorenzo riva

Si apre al Museo Balenciaga a Getaria, città natale del leggendario couturier basco Cristóbal Balenciaga, la mostra “Disegni dalla Maison Balenciaga (1943-1964).

La collezione Riva. Archivio Storico dei Paesi Baschi”: una mostra di disegni provenienti da una collezione straordinaria, assolutamente inedita.

Chi ha raccolto questa enorme collezione, costituita da oltre 9.000 disegni è il couturier Lorenzo Riva, che è stato direttore artistico della Maison Balenciaga a Parigi tra il 1980 e il 1981.

Lorenzo Riva nella sua carriera ha vestito alcune delle più grandi star: da Penelope Cruz a Isabella Rossellini . Iconico, elegante e trasgressivo allo stesso tempo .

La collezione è stata studiata e ordinata per la prima volta dai suoi curatori, Marina Pizziolo e Romano Ravasio di Artconsulting.net, che hanno avviato un progetto di valorizzazione della raccolta. Nel dicembre del 2022 un corpus di 8.362 disegni è stato acquisito dal Dipartimento della Cultura del Governo basco per il Museo Balenciaga.

Si deve solo all’intuito e alla passione di Lorenzo Riva, couturier di fama internazionale, la conservazione di questi preziosi disegni. “Ogni disegno è un progetto”, afferma Lorenzo Riva “contiene il seme di un’idea destinata a diventare il sogno di un’intera generazione di donne. Sono disegni capaci di farci scivolare dietro le quinte di un atelier leggendario, dove sono stati creati gli abiti che hanno fatto la storia della moda degli anni Cinquanta”.

Accanto alla presentazione di un’accurata selezione di questi disegni, al Museo Balenciaga verrà proposto per la prima volta un filmato che offre un importante tassello di storia della moda. Il filmato propone tra l’altro uno spezzone rarissimo della sfilata della collezione primavera- estate 1981, che Riva presentò a Parigi. Top model della sfilata, la mitica Jerry Hall, che sposerà Mick Jagger. Il filmato contiene poi una lunga intervista a Lorenzo Riva, dove il couturier racconta come divenne direttore artistico della storica Maison di avenue George V.

Lorenzo Riva verrà celebrato dal Museo Balenciaga, un vero e proprio tempio della moda, con l’esposizione di alcuni degli abiti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Il 29 marzo, ospite d’onore Lorenzo Riva, la mostra verrà inaugurata alla presenza del Bingen Zupiria, Ministro della cultura del Governo basco, Miren Vives Almandoz, direttrice generale del Museo Balenciaga, Marina Pizziolo e Romano Ravasio oltre ai membri del consiglio della Fondazione Balenciaga.

La mostra è organizzata dal Museo Balenciaga e dall’Archivio Storico dei Paesi Baschi, in collaborazione con Artconsulting.net. Lorenzo Riva nel 2004 ha sfilato al Teatro comunale di Shangai davanti a tutte le autorità cinesi, durante il Gran Premio automobilistico; ora, dopo aver presentato le sue creazioni in Brasile, Argentina, Indonesia, Emirati Arabi e Giappone, é stato ospite del Festival Italiano a Caracas con un’imponente sfilata.

Ha sfilato a Santo Domingo e a febbraio ha presentato le sue collezioni a Mosca al “Moscow Fashion Expo”. E’ stato premiato a Capri con il “Capri Hollywood Award” per il suo contributo al cinema: il premio gli é stato consegnato da Caterina Murino, interprete di “Agente 007-Casinò Royale”.

Leggi Ancora
eccellenze italianeEventiModaspettacolo

Hollywood premia Raimondo Rossi con l’Award “Inspired By You”.

Raimondo Rossi

Nel corso di una cerimonia a West Hollywood, in California, sono stati premiati i 6 artisti meritevoli dell’award “Inspired By You”.

L’attrice Paige Hurd, le giovani attrici hollywodiane Dani e Dannah Lane, il musicista Chad Watson, l’artista e fotografa Silvia Santos, il nostro Raimondo Rossi (aka Ray Morrison) e infine il fotografo Getty Arnold Turner, sono stati insigniti del prestigioso premio per l’anno 2023. Compulsive Magazine NYC ha ricevuto i suoi ospiti nella splendida location del ristorante N10 club di West Hollywood, di proprietà del calciatore italiano campione del mondo Alessandro del Piero.

Dr. Cookie Humphrey, Ceo della rivista e ideatore del premio, ha intrattenuto gli ospiti e le celebrità accorse all’evento con una cerimonia impeccabile. Host della serata l’eclettico Kivon Linley e la modella Giulia. Breona Moore, in copertina nel 2022, ha consegnato le ambite statuette ai vincitori. La rivista festeggiava il suo quinto anniversario e l’uscita del nuovo numero, con Paige Hurd in copertina, che sarà distribuito in tutti gli Stati Uniti tramite Barnes & Noble. Raimondo, riconosciuto da NZZ come icona dello stile maschile e fotografo pubblicato su Rolling Stone e Vogue, è stato l’ospite internazionale e sul palco ha ringraziato Dr. Cookie per l’importante riconoscimento.

La sorpresa della serata: è stata consegnata anche una lettera di stima da parte del Membro del Congresso degli Stati Uniti, e rappresentante della California, Adam Bennett Schiff, che si è detto grato ai premiati per il lavoro svolto a favore della comunità. Seconda sorpresa: altri attestati di stima, in lettere, anche lettera da parte di Steven Bradford, del Senato dello stato della California! In passato, tra gli insigniti del premio “Inspired By You” ricordiamo Obba Babatundé, che ha vinto anche ai celebri Emmy Awards.

L’artista italiano è stato presentato da un discorso del Dr. Humphrey: “Dall’Italia agli Stati Uniti. È apparso sulle copertine e sulle pagine di innumerevoli riviste di moda, e si è ritagliato una firma inconfondibile nel mondo della moda. Attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, è in grado di catturare la bellezza degli altri. Lavorando come fotografo di moda, crea capolavori. Come quello che ha realizzato con la sua Vogue Collection. Ha avuto anche la cover dell’ottavo numero della rivista Compulsive. Oggi consegno questo premio a Ray. Ray avrebbe dovuto ricevere questo premio l’anno scorso, ma a causa del Covid ebbe difficoltà a lasciare l’Italia. Ray, ti ringraziamo per essere venuto e speriamo che accetti questo premio con grazia e cuore”.

Raimondo, ricevendo il premio sul palco: “Grazie mille, grazie mille dottor Cookie. Sono molto grato per questo premio e molto onorato. Grazie mille, lo apprezzo molto”.

Il membro del Congresso Adam Schiff ha dichiarato: “La sua leadership creativa e i suoi contributi alla comunità sono immensamente apprezzati e le invio i miei più sentiti complimenti per questo onore. Congratulazioni ancora una volta!”.

Foto: Denni Christopherson.

Leggi Ancora
1 2 3 4 5 8
Page 3 of 8