close

Redazione

AttualitàModa

Il Brand Annalisa Queen pro Associazione Salvamamme

Annalisa Queen

Il brand di moda ecosostenibile Annalisa Queen si schiera in favore delle donne con una nuova iniziativa sociale a favore dell’Associazione Salvamamme.

In un contesto storico così problematico e delicato la stilista e designer Annalisa Caselli ha deciso di organizzare una vera e propria raccolta di abiti (per donna, uomo e bambino) da devolvere all’Associazione romana Salvamamme e Salvabebè.

Riciclo e riutilizzo sono le parole chiave del brand romano Annalisa Queen e mai come in questo momento sono di assoluta attualità.

Allora perché non aiutare i più bisognosi, soprattutto le associazioni di donne che aiutano altre donne e non solo?

Da qui nasce l’idea: fino a tutto gennaio 2022, consegnando nella Boutique Annalisa Queen di Via Panisperna 238/A, abiti nuovi o usati puliti e in buono stato, si riceverà un coupon sconto del valore del 10% su qualsiasi acquisto, valevole per un intero anno.

L’Associazione “I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè”, opera da oltre quindici anni intervenendo nei momenti cruciali dell’abbandono e della solitudine delle mamme e delle famiglie in condizioni di grave disagio socio-economico. Salvamamme è un progetto unico: “crediamo nella solidarietà come valore fondante della persona e anima dell’intervento immediato e concreto su quello che serve e quando serve: il giorno. la notte, le domeniche…un telefono sempre acceso…”

In un contesto sociale complicato come quello che stiamo vivendo diventa fondamentale fare rete ed in questo le donne sono, da sempre, sinonimo di grande organizzazione.

Annalisa Queen quindi consolida la sua vision che, oltre ad essere green ed ecosostenibile, ha una particolare attenzione al sociale, i capi delle collezioni presenti in Boutique, infatti, vengono realizzati da un laboratorio onlus italiano che si occupa di ridare lavoro e dignità a donne che provengono da storie difficili.

Un brand giovane, una start-up romana che ha aperto le sue porte nel centro storico di Roma in piena pandemia mondiale, lo scorso 27 ottobre, ma che ha già dimostrato un carattere forte e determinato, con una vision assolutamente moderna e al passo con i tempi, attenta alle problematiche del nostro Pianeta sia a livello ambientale che sociale.

Segnalato da

Stefania Vaghi Comunicazione

Ufficio Stampa, Comunicazione & Social Media

vaghistefy@gmail.com
+39 3391748700

www.stefaniavaghicomunicazione.com

Leggi Ancora
Musicaspettacolo

le discoteche sono una cosa seria

maurizio pasca

Le discoteche sono chiuse da quasi un anno, a parte una breve parentesi estiva.

Nonostante ciò ogni fine
settimana si parla di assembramenti nei locali, balli e feste come se le discoteche fossero sempre aperte.
“Assembramenti, risse, balli e feste si svolgono nella più totale illegalità o in una torbida zona franca –
sottolinea Maurizio Pasca, il Presidente di SILB-Fipe, Il Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, la più
importante associazione italiana di categoria e che raduna il 90% delle imprese del comparto censite dalla
Camera di Commercio – e in ogni caso in realtà che non hanno o non utilizzano la licenza da ballo”.
“Purtroppo si sta verificando quello che avevamo previsto da subito – prosegue Pasca – Ovvero il proliferare
di raduni che sfuggono ad ogni forma di legalità. Capiamo la disperazione dei titolari di tanti locali che non
sono discoteche, ma la nostra linea è quella del rispetto rigoroso delle regole, perché siamo imprenditori e
come tali ci comportiamo. Le discoteche sono una cosa seria”.
“Che cosa chiediamo?

Alle Istituzioni aiuti concreti, nelle modalità che abbiamo già avuto modo di proporre e che in parte sono stati recepiti dai Ministeri e dalle Regioni: con entrambi il nostro dialogo è costante e il
confronto non è mai venuto meno. Ai media di non banalizzare sempre e comunque certi argomenti, è
davvero anacronistico parlare di movida e associarla alle discoteche che – ribadisco – sono di fatto chiuse da fine febbraio”.
“Che rischi corriamo?

Di questo passo almeno metà delle discoteche spariranno dalla circolazione, nella
migliore delle ipotesi diventeranno parcheggi, mobilifici, show-room, centri commerciali. Nella peggiore delle ipotesi diventeranno facile preda della malavita”
.
Il Silb si batte da sempre per un divertimento sano, intelligente e consapevole, con la massima attenzione e
collaborazione con enti e associazioni allineati a questa rigorosa linea di pensiero come l’associazione Cogeu, nata dopo la tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo del 2018, per tutelare un divertimento in sicurezza dei ragazzi che frequentano le discoteche.
“L’associazione si caratterizza per l’apertura ai ragazzi a partire dai 15 anni, per la loro presenza all’interno
del direttivo e per il forte impegno che ha portato alla stesura del Manifesto del divertimento in sicurezza,
incentrato su otto punti rivolti sia al gestore del locale e sia al ragazzo che frequenta le discoteche, facendo
così nascere una sorta di patto di corresponsabilità – afferma Luigina Bucci, la Presidente di Cogeu – In
quest’ottica auspichiamo l’apertura di un tavolo di lavoro insieme alle Istituzioni e alle associazioni di
categoria, pronti a raccogliere l’invito in tal senso ricevuto dal Presidente del SILB-Fipe Maurizio Pasca”.
www.silb.it

Leggi Ancora
Foto del GiornoFotografiaLibri

L’inverno Dentro {Perché fotografare è uno stato d’animo}

NICOLA STRADIOTTO

“L’Inverno Dentro” è una raccolta fotografica di Nicola Stradiotto {Illustrator & Graphic Designer}, una serie di scatti datati 2006-2020.
Autoprodotta in Italia in edizione limitata di 50 copie e distribuita in Inghilterra da Uhm! Zine di Londra. 36 Pagine a colori, formato A5 spillato.

Potete acquistarla qui:
www.doityourshop.com

Nicola Stradiotto
issuu.com/nicolastradiotto

Leggi Ancora
IntervisteModa

Massimiliano Giangrossi Atelier

Abbiamo fatto qualche domanda a Massimiliano Giangrossi oggi è uno stimatissimo Stilista che contribuisce a tenere alto nel mondo il made in Italy quando si parla di abiti da sposa e alta moda, ma che fin da giovanissimo ha trasmesso le sue emozioni attraverso stoffe, disegni e colori indossabili

Primo incontro con la moda ?

io considero il mio primo incontro con la moda durante le lezioni di educazione artistica alle scuole medie avevo la tendenza a disegnare abiti L’insegnante ci diede un compito realizzare un cartello pubblicitario ricordo disegnare due pellicce.

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?
il talento è senza dubbio importante ma va nutrito con lo studio

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
la moda la si sente dentro è espressione e comunicazione sia sociologia che di se stessi ed è importante studiarla per comprenderla. Generalmente mi ispiro alle mie emozioni e a ciò che mi circonda chiudendo gli occhi e visualizzando i pensieri. 

Perché non esistono più le TOP ?

le top non esistono più come negli anni 80/90 perché siamo cambiati la società è cambiata è cambiata la lettura della moda non possiamo avere solo una top di riferimento ma abbiamo bisogno delle nostre personalità  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
i social contano molto oggi  e lo vediamo e li usiamo tutti anche se io non sono d’accordo al 100%perché attraverso i social si fa fatica a far comprendere al consumatore ciò che c’è veramente dietro ad un’immagine il lavoro i sacrifici sui social un prodotto diventa vecchio dopo 5 minuti che lo hai postato cosa che non condivido pienamente. Per il resto sono utilissimi periti portano ovunque. 

Che cos’è per te la moda?
la moda per me è l’espressione e l’espansione di me stesso e credo di tutta la società è la nostra seconda lingua attraverso la moda comunichiamo chi siamo come stiamo cosa vogliono etc etc

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?
se potessi tornare indietro mi vorrei confrontare con Dior e Chanel Dior per la sartorialita e Chanel per il suo modo di pensare.

Cosa pensi dell’editoria di settore?
l’editoria di settore credo sia molto importate e utile quanto è ben fatta

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?
anoressia spero sparisca dalla faccia della terra e nella moda spero sia cambiato molto per quel che mi riguarda non amo le donne troppo magre le forme della femminilità se della sensualità ci vogliono. 

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….
Le curvy ben vengano sono adorabili e allegre in sartoria da me Io non devo giudicare la fisicità di nessuno ho il dovere di rendere belle con la mia arte

Clikka sul link per il Video

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

Leggi Ancora
IntervisteLusso

Stefano Risolè, non solo Hotellerie di Lusso…

Stefano Risolè

L’iter che porta a ricoprire la carica di Direttore di uno dei più rinomati Hotel di Milano, non è sempre scontato.

Abbiamo intervistato Stefano Risolè, General Manager Château Monfort – Hotel in Milan, ponendo domande che ci permettano di comprendere meglio il mondo dell’Hotellerie di Lusso, e il suo percorso per arrivare a dirigere uno staff tra i più competenti della capitale meneghina.

Alberghi e non solo, ma come è iniziato tutto?

Scuola Alberghiera, non ne ero molto convinto, avrei voluto fare tante altre cose, ma poi negli alberghi mi sono ritrovato per caso.

Da sempre volevo fare il musicista e il cantante ma la parte più materialistica ha avuto il sopravvento  e la mia famiglia pensava fosse una grande passione ma che non potesse essere un vero e proprio lavoro.

Sicuramente se fossi stato più forte allora nelle mie decisioni mi sarei dato molto più ascolto tralasciando gli alberghi e cantando, cosa che poi ho fatto dopo quando avevo 30 anni arrivando alle selezioni finali del festival di Sanremo nel 2012 e facendo collaborazioni con alcuni artisti.

Ho imparato solo negli ultimi anni a non opprimere la mia parte creativa, ma come in tutto c’è sempre tempo per iniziare, non è mai troppo tardi, soprattutto quando ascoltiamo noi stessi.

Il Suo primo lavoro quindi è stato negli alberghi?

Come in ogni cerchio, è tutto successo subito dopo la scuola, ero stato negli stati Uniti diverse volte avendo mia padre una parte della sua famiglia e amici tra New York e Los Angeles e sicuramente il mio senso di ospitalità e dovere già presente allora e la conoscenza perfetta dell’inglese mi hanno fatto iniziare in Marriott subito a 19 anni una volta ritornato dall’ennesimo viaggio.

Poi successivamente bruciando le tappe, concentrandomi solo sul lavoro e sulle mie capacità a 33 anni ero già direttore di un albergo a Firenze, avendo fatto tutta la gavetta partendo da receptionist.

Giovane per ricoprire un così importante ruolo?

Moltissimo, ma cercavo di dimostrare a me stesso e agli altri che potevo farcela.  Direi che la mia evoluzione personale ha molto giocato in questo ed è sempre continuo il cambiamento.

Inoltre la passione per gli alberghi probabilmente era innata dentro di me ma la consapevolezza è arrivata dopo.

Cosa ti ha portato a questa evoluzione ?

Oltre alla passione per questo lavoro, la mia più grande evoluzione è stata anche la possibilità per me stesso di applicare la mia creatività a tutto ciò che è legato all’Hotellerie e non solo.

Ho cominciato a insegnare Tecniche alberghiere, Guest Relation e fatto collaborazioni anche per  IULM e per ultima la Business School del Sole 24 ore in diversi ambiti anche legati al mondo del benessere, delle spa e degli eventi .

Il mio ritorno da Firenze nella mia città a Milano, sempre per il gruppo Planetaria Hotels, mi ha poi dato anche la possibilità  di ampliare, quello che io definisco il mio raggio di espansione anche in settori legati agli alberghi come la moda, la televisione e tanti altri progetti e ultimamente anche nell’ambito sociale.

Come descriverebbe il Lusso oggi visto che ha lavorato per diversi alberghi 5 stelle su diverse città?

Per me il lusso oggi ha un significato ben diverso rispetto a solo 10 anni fa, è diventato più accessibile a molte più persone, e a volte stare bene con se stessi e coccolati in un bell’albergo è un buon inizio e non ha nulla a che fare con Suite da 15.000 euro a notte piena di comfort.

Basti pensare al 2020, oggi il lusso sarebbe anche poter uscire a cena tranquillamente o abbracciare uno dei nostri cari.

Non dimentichiamoci poi del fattore umano, che è sempre vincente, la cortesia, l’affetto, l’ospitalità il sentirsi a casa in un ambiente con energia positiva in una struttura ricettiva, sono gran parte degli elementi del lusso di oggi.

Gli ospiti di un albergo si ricorderanno di camere bellissime e ristorazione eccellente, ma se mancava il fattore umano, quest’ultimo sarà decisivo per ritornare e creare il ricordo di una bella esperienza.

Le chiederanno spesso quali Celebrities ha incontrato e come sono dal vivo, ne ricorda una in particolare?

C’è sempre molta curiosità nel sapere quali sono le impressioni nel conoscere e vedere celebrities e dobbiamo anche ricordarci dell’assoluta privacy degli alberghi.

Ho moltissimi ricordi piacevoli su tutti gli ospiti VIP e non solo incontrati, (per me sono tutti comunque VIP) ma spesso ripenso a Jennifer Lopez con cui ho avuto due esperienze diverse, a distanza di qualche anno a Milano, prima e dopo che diventasse mamma di Alex e Emme, che ho visto appena nati.

Conservo ancora un suo regalo che porto sempre con me e la ricordo con grande affetto.

Indubbiamente una donna bellissima ma soprattutto una grande donna che negli anni non ha avuto solo successo come artista ma che ha confermato quello che già pensavo di lei come persona.

Da poco è uscita una sua intervista per l’associazione Children for Peace, dove ha parlato della sua vita personale, come mai questa scelta?

Sono molto legato a Children for Peace, che mi ha dato anche la possibilità di entrare nel comitato e con quest’intervista ho voluto dare un segnale diverso ma che di base si accomuna un po’ a tutti.

Quello che siamo oggi è dettato anche dalle nostre esperienze personali e ognuno ha le sue, ma non è detto che debbano essere strumentalizzate come spesso accade, bensì è di grande valore parlare di argomenti importanti nel sociale che spesso sono ancora dei tabù e che passano ogni tanto come meteore. Se ne parla per un po’ poi svaniscono ma ci sono persone che hanno deciso di dedicare il loro lavoro e la loro vita per supportare gli altri.

Per me anche questo è un lusso, poter dare il mio contributo se posso aiutare gli altri.

Da qui é nato “Quello che gli alberghi non dicono “.

Quello che gli alberghi non dicono, cosa significa?

Spesso nel nostro ambiente si scherza sul fatto che si potrebbe scrivere un sacco di libri raccogliendo innumerevoli aneddoti successi con clienti e non, più o meno simpatici o strani,  ho voluto dare un significato diverso e in effetti dietro a un albergo che possa essere di lusso o no , ci sono persone, ognuno con la sua storia con la sua vita , spesso non fatta di moda, eventi, influencer, bellezza , lustrini e paillettes, ma ogni giorno regaliamo un sorriso a tutti gli ospiti,  offriamo servizi, li ascoltiamo , ognuno con la sua storia .

Anche io ne ho una come tutti del resto, ma fino a poco tempo fa se non ne avessi parlato, nessuno avrebbe potuto immaginare, è proprio questo che richiama la frase “Quello che gli Alberghi non dicono “.

Devo farle una provocazione, quanto conta l’apparenza in ambito alberghiero secondo lei?

Questa è una provocazione che estenderei in generale a quello che viviamo nel mondo oggi giorno e non solo in ambito alberghiero.

Si sgomita per apparire, ci si inventa ruoli, qualifiche nuove in ambito lavorativo di cui si fa fatica a trovare un vero contenuto, o se si scrive in inglese fa più figo perché attrae l’attenzione.

Franca Sozzani, scrisse che se l’apparenza non corrisponde alla propria personalità, diventa un bluff solo per attirare l’attenzione degli altri.

Per non parlare del fatto che ormai il successo è più volte associato all’essere famosi, conosciuti e anche quello rientra nella cerchia dell’apparire mostrando qualcosa che non siamo veramente.

Negli Alberghi sicuramente conta il primo contatto visivo, l’aspettativa degli ospiti, e l’intangibile ma tutto ciò è vanificato in pochi secondi se quell’apparire non ha una personalità vera.

Essere onesti con se stessi è la cosa più importante, io lo applico sulla vita di tutti i giorni e anche sul lavoro.

Le sarà capitato che le dicessero come si fa a fare il Direttore di Albergo?

Tempo fa avrei fatto fatica a trovare una riposta esaustiva e devo dire che quando insegno o faccio qualsiasi intervento, chiedo sempre: Siete sicuri di voler fare questo lavoro?

Non confondiamo i film con gli alberghi perché anche li abbiamo una regia molto organizzata e delle aziende o  grosse catene e gli imprevisti fanno parte del quotidiano .

Ci vuole tanta passione, dedizione, studio, curiosità, capacità comunicative, attitudine a lavorare con gli altri in gruppo, amore per quello che si fa tutti i giorni dando valore e significato ad ogni nostra azione, imparare a stare a passo con le innovazioni e i cambiamenti socio economici, soprattutto quando si aspira a posizioni alte manageriali, non esistono corsi dove si impara ad essere dei buoni leader e dei manager che sono due cose diverse, si impara sul campo .

Il successo ha sempre un prezzo, l’importante è sempre riconoscere quello che si vuole e chi siamo.

La scelta inizia e finisce sempre con noi.

Grazie per il suo tempo , e per l’interessante chiacchierata

Leggi Ancora
ArteIntervistespettacolo

Mario Vespasiani & Mara as Muse hanno aderito all’iniziativa “IO CI SONO”.

io ci sono

Mario Vespasiani e la sua Musa, Mara hanno aderito alla campagna IO CI SONO” L’Industria per l’Arte e per la Musica, nasce per sensibilizzare Istituzioni e opinione pubblica nei confronti di settori che soffrono più di altri.

I’iniziativa Io ci sono, partita nel mese di novembre 2020, ha lo scopo di dare visibilità alle categorie artistiche, oggi particolarmente penalizzate, prendendo non solo in considerazione i gruppi musicali, fotografi, artisti, stilisti, designer, modelli e modelle, ma anche il mondo legato allo spettacolo e al backstage.

La campagna ha l’intento di sostenere l’Arte in tutte le sue declinazioni, in un modo nuovo e trasversale, attraverso le divulgazioni di opere, immagini, canzoni. Una propaganda che segue percorsi inusuali rispetto alla comunicazione tradizionale di questi settori.

“Quante più persone ascoltano un brano, osservano una creazione o interagiscono con un’idea, più aumentano le possibilità di ampliarne il pubblico di riferimento”.

Sculture, opere e fotografie, rubano lo sguardo e fanno sobbalzare il cuore. La musica irrompe nel nostro corpo restituendo armonia all’anima. Mondi diversi e complementari.

E l’Arte, in ogni sua forma, rappresenta il linguaggio universale che unisce le persone di ogni angolo del mondo.

“La prima regola per far sì che il cambiamento avvenga, è mettere il proprio volto a favore di qualcosa in cui si crede”.

Ecco le risposte alle 3 semplici domande che sono state poste all’artista e alla sua Musa:

Mario Vespasiani
Che cosa è per te la musica?

La musica è il ritmo fondamentale dell’umano, che già prima di venire al mondo si manifesta con colpi e battiti. Ci circonda come l’aria perché è parte di noi, che percorriamo la via dei canti, degli incontri, degli sguardi che si incrociano e fanno aumentare le nostre pulsazioni in maniera incontrollata. E’ musica l’armonia dei colori che impiego sulla tela, l’architettura delle cattedrali gotiche, il tratto scoppiettante del falò all’aperto il nove dicembre. La musica racchiude ricordi, ma è soprattutto una guida verso le zone celesti, dove perfino i pianeti risuonano nel loro moto ciclopico. La musica è nell’arte un continuo richiamo ad insistere, a provarci, a fare meglio. Un ritmo delicato o forsennato, che ci dice come siamo in quel momento e che poi svanisce, mentre l’arte rimane eterna.

Che cosa è per te l’arte?

L’arte sono io” mi piacerebbe dirti, se non suonasse da megalomane. Sono figlio del mio tempo e lo vivo in completa immersione, per cercare di trasmettere una testimonianza diretta e questo vuol dire andare oltre la mera descrizione dei fatti per cogliere qualcosa di essenziale, che forse c’è e non vediamo o addirittura deve ancora avvenire, ma se ne percepiscono i segnali. Credo in un’arte dalla capacità profetica e se infatti uno leggesse i titoli delle mie mostre, riuscirebbe anche a decodificare meglio i tempi e magari ad avvistare qualcosa che arriva da lontano. Arte è dunque vita, piena percezione dei propri sensi e capacità di incrociarli, fino a sentire con gli occhi, vedere con le mani, toccare e annusare col gusto.


Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Oggi tutti si ritengono artisti, quindi l’artista vero sembra ritirarsi spontaneamente da un mondo rumoroso e prepotente, che fa la voce grossa dei numeri, delle vendite, dei like, dei seguaci. Dunque bisogna distinguere bene prima di parlare di connubio affinché ognuno non depredi l’altro invece che esaltarlo. Sono richieste sensibilità e onestà nel capire ciò che si potrà fare da quello che invece è meglio rivedere. Non bisogna produrre in vista del successo, come se si stesse confezionando un qualcosa che, in vista dei precedenti risultati, sappiamo già che già piacerà. Immagino le future collaborazioni come sfide multiple, dove ciascun sapere calcherà quella terra di nessuno, che da solo non avrebbe potuto raggiungere. Allora saranno ci saranno conquiste eccitanti e ognuno arricchirà la propria narrazione, la propria formamentis.

Mara as Muse
Che cosa è per te la musica?

Nel mondo dei suoni c’è la musica, c’è il rumore, c’è il silenzio che è forse una sonorità sconosciuta, proveniente dalla profondità dell’anima più che dalla natura, che invece è laboriosa nei suoi movimenti, nella sua evoluzione perfetta, o almeno diretta, con la sua andatura millenaria, verso la perfezione.

E’ musica il respiro di chi mi dorme a fianco, con le sue pause e le inspirazioni, che immagino respirare me, che sono da sempre la sua musa. Questo ritmo non è scontato perché la nostra vita non è meno fragile di quella di una farfalla e l’aver trovato nel mondo, qualcuno che completa il mio sguardo, ha del miracoloso, perché lo rende reale. Di fronte non ho il vuoto ma qualcuno che mi riflette, risuono, dunque esisto. Quel sussulto del cuore me lo conferma. Poi ci sono le canzoni, le colonne sonore che ci hanno accompagnato, quelle realizzate da altri e che sentiamo parte della nostra vita, ma che comunque sono relative, perché col tempo cambiano sapore e nella velocità attuale sono ancor più destinate a durare meno. Dunque la vera musica non è quella che ascoltiamo in casa, in giro o in macchina, ma è quella che si allinea al nostro stato d’animo, spesso non la sappiamo cantare o ricordare, ma quando affiora ci rendiamo conto che siamo dentro un flusso in cui tutto entra in risonanza.


Che cosa è per te l’arte?

Come direbbe Mario per noi è la vita. Perché abbiamo scelto di fare della nostra vita un’opera d’arte. Di non essere tra i fortunati consumatori del presente, ma tra i creatori di una visione che ogni giorno dà i suoi effetti, le sue forme. L’arte è l’espressione più alta dell’uomo e non è solo talento, gusto e maestria, è anche ambizione, coraggio di osare e perfino fallire. Per questo l’arte o è totale o non è arte, o ci si dedica completamente o è decorazione. Conosco personalmente l’impegno, i progetti, lo studio, perfino la fede che c’è dietro la realizzazione di ogni singola opera d’arte, è questo ha del miracoloso. Perchè si può creare solo se si ha una grande fiducia nell’uomo, nelle idee e perfino nelle prossime generazioni che la vedranno dato che se non possiedi questa fiducia, non pianti neanche un albero.

Cosa pensi di questo connubio inaspettato industria – arte e industria – musica?

Credo che tutto ciò che porti al confronto non può che far bene ad entrambi, ma senza confondere i ruoli, perché ogni interprete ha le sue conoscenze e le sue competenze. Il mondo in questi mesi è cambiato profondamente, ma se abbiamo imparato la lezione, che fa della prossimità e dell’empatia il nuovo codice di un’umanità più matura e responsabile, allora assisteremo ad entusiasmanti collaborazioni.

Leggi Ancora
Attualità

Eco Mood : Il Villaggio Gallegiante ,Turismo ecologico.

eco mood

Il Team EcoMood si compone di figure professionalmente impegnate in molteplici attività provenienti da esperienze maturate nel settore dell’intrattenimento, pubblicità e divulgazione di messaggi e idee,  progettazione e realizzazione di opere sempre innovative, tutti proiettati verso un nuovo modo di creare  non è un caso che il progetto sia nato da una collaborazione  tra Luigi Nani e  Giancarlo Dall’omo Founder di Mood Officina di Idee e la General Contract Group per la personalizzazione degli interni di ogni “flat bottom boat”

Obbiettivi

Al primo posto della Mission per EcoMooD c’è la rivalutazione dei siti di navigazione interna unendo dando la possibilità all’uomo di interagire visivamente ed emotivamente con tutto quello che laghi, fiumi e lagune, in una loro continua metamorfosi, possono insegnare e trasmettere, il tutto nel pieno rispetto per la natura.

Sviluppare residenza e turismo eco sostenibile  x lo sviluppo della navigazione interna in tutto il territorio nazionale è il primo obiettivo.

Questo progetto vuole essere il mezzo che permette di avere una piccola suite itinerante che si muove nel pieno rispetto dell’ambiente, in pieno spirito EcoMooD.

L’idea nasce dopo una coinvolgente esperienza di navigazione che come limite aveva l’obbligo di un conducente e una mobilità termica, rumorosa e troppo impattante.

Incentivare residenza e turismo in un nuovo spirito ecologico e rispettoso delle risorse dell’ambiente.

I progettisti hanno trovato la giusta risposta creando  la possibilità di mettere a disposizione di, privati, turisti, curiosi, bambini, scuole, associazioni, ecc. imbarcazioni elettriche che possano ospitare e rendere i passeggeri itineranti. a emissioni inquinanti “zero” e lo stesso vale per l’impatto acustico.

Riassumendo  sinteticamente gli elementi fondamentali del progetto EcoMooD è possibile evidenziare:

  1. Interventi sul territorio. Realizzazione del concetto di B & B diffuso su strutture itineranti, predisposizione delle vie d’acqua, necessarie per garantire il collegamento tra i territori e costituire le arterie della mobilità lenta.
  2. Avvio di nuove iniziative legate alle postazioni per il noleggio di barche elettriche per la navigazione ecosostenibile, conseguente sviluppo di nuove attività economiche e ricettive motivate anche da nuovi flussi turistici.
  3. Realizzazione di aree di residenza stanziale o villaggi d’acqua
  4. Proporsi come collante della comunicazione e del marketing del territorio

Con la recente inglobazione del progetto nel marchio MOOD, incubatore di progetti innovativi coordinati a livello di comunicazione e marketing  il format progettuale si è arricchito  di un nuovo elemento:

la sinergia con il mondo delle Imprese.  

E’ in fase di sviluppo la selezione di figure professionali specializzate che, da un lato crede nei valori della ricerca e della sostenibilità intrinseci del progetto, e dall’altro mette insieme valenze diverse per arricchire il team di competenze specialistiche certificate finalizzate a offrire a  imprenditori e investitori Italiani e, esteri un format trasferibile e replicabile in ogni parte del Mondo.

info@moodofficinaidee.it

Leggi Ancora
Attualitàsalute

Covid: nasce Mitiga, la rivoluzione in un’App tutta italiana

App Mitiga

Mitiga ,start up rivoluzionaria –tutta italiana ,la prima APP che consentirà di partecipare agli eventi pubblici in sicurezza e che sarà attiva dalla prossima settimana. ( 18 / 23 Gennaio 2021)

L’obiettivo è quello di portare questa innovazione in tutta Italia, per rendere i luoghi di aggregazione più controllati e sicuri ( Università, scuole, stadi , musei , cinema , teatri , palestre , ristoranti, centri commerciali ecc).

Grazie all’APP  Mitiga sarà possibile identificare lo stato di negatività dell’utente in relazione al virus Covid 19 mettendone in evidenza l’eventuale vaccinazione o i risultati di un test rapido o molecolare, tramite scansione di QR Code.

Come funziona?

Farmacie o laboratori di analisi convenzionati e gli stessi cittadini avranno la possibilità ,una volta effettuata la vaccinazione o il test molecolare o antigenico rapido di registrare il risultato negativo sulla piattaforma di Mitiga. Il sistema automaticamente genererà un QR CODE identificativo.

Semplice no ?

Con questo sistema si potrà accedere nei luoghi più a rischio di contagio con maggiore tranquillità e controllo e senza il vincolo di portare con se tessere o certificati. Se siete curiosi date un’occhiata al sito

www.mitigaitalia.com

Articolo segnalato da www.beatricegiglicommunication.com —

Leggi Ancora
AttualitàLibri

MR KILL Dis_social. E-book

MR KILL Dis_social. E-book

di Steve Magnani

Un prezioso opuscolo illustrato indispensabile per chi cerca di sopravvivere nella società dei consumi. Dai piani ad alta frequenza vibratoria di

La  sottilissima, impalpabile ironia, ironia dell’autore Steve Magnani tramite  il suo unigenito figlio al nero di china , MR KILL manifesta la necessità di una rinnovata collocazione dell’uomo nel mondo.

Mr Kill, nerovestito, muto contraddittore del lento, inesorabile processo di ipnosi collettiva cui l’umanità è attualmente sottoposta, deambula disarmato e stordito tra le stramberie e il disagio dell’attuale comunità umana.

 “Mr Kill – Dis_social”, è una raccolta di tavole tratte dalla tumultuosa vita nel social, corredate da depistanti aforismi e surrealistici “adagio”, da cui trarre fonte d’ispirazione per le situazioni d’emergenza derivanti dalle innumerevoli trappole, fisiche e psicologiche, annidate nelle allettanti comodità della vita moderna.

Quattro stanze, quattro concetti, ben distinti e diversificati tra di loro ma pericolosamente intrecciati quasi a formare un’unità famelica, mostruoso inconsistente essere affamato di anime e di memorie.

Più che un libro da “leggere” è una specie di oracolo da consultare saltuariamente per togliere un momentaneo fastidio, un attimo di ansia, un dubbio passeggero.

Stravagante contenitore di spunti di riflessione per l’adolescente sfiduciato e l’adulto sulla via dell’illuminazione, l’opera si propone di essere leggibile, o meglio, decifrabile a differenti livelli.

Acquistabile clikkando qui

https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788869824241/autore-steve-magnani/mr-kill-dis-social-e-book.htm

  • Editore: Cavinato Editore
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2016
  • Dimensione: 24.15 MB
  • Formato: EPUB
  • Protezione: Watermark
  • Dettagli Protezione: Nessuno
  • EAN: 9788869824241
Leggi Ancora
AttualitàMusica

Home concerts : spazi per la musica attualmente scorretti

isabella longo

 Con la chiusura dei  teatri e delle sale da concerto la seconda ondata della pandemia  ha messo in ginocchio  anche la  musica dal vivo. A poco è valso lo sforzo  delle istituzioni musicali che  nell’estate 2020 hanno cercato di proseguire nella realizzazione della stagione concertistica. A nulla è servito osservare ferree regole per il distanziamento, riducendo l’organico e adattando il repertorio al numero di musicisti consentito dalle regole per  la sicurezza sanitaria.   

Non solo i musicisti , ma anche il loro pubblico affezionato spera in tempi migliori. Ci sono però  diversi spazi  dove   si  potrà riprendere a suonare e ad ascoltare musica, non solo negli auditorium o i  teatri lirici. Già da diverso tempo prima dell’emergenza sanitaria è entrato in voga  l’utilizzo di  luoghi non convenzionali:  case private, dimore storiche, magazzini e musei.   I luoghi  alterativi per la musica, ossia spazi  spesso ristretti   e per la maggior parte privati, sono purtroppo ancor  meno  indicati per garantire un distanziamento sociale. Ma  proprio  per questo  vogliamo sperare e vagare con la fantasia, perché rimane in sospeso un sogno che molti musicisti e amanti della musica  potranno cullare in questo periodo di  necessaria  e diffusa rinuncia ai contatti umani: la ripresa della musica e della socialità  in spazi conviviali.  Soprattutto nelle case, attualmente uno dei primi luoghi di contagio.

 Gli home concerts   permettono un contatto molto più diretto e informale tra musicista e pubblico, a tutto vantaggio   dell’esperienza musicale.  Il musicista sul palco di un auditorium, di un teatro lirico o di un grande teatro all’aperto  non ha modo di conoscere direttamente il proprio pubblico, se non attraverso l’intensità degli applausi o la richiesta di bis.  Un’altra esperienza è quella dell’artista  che si esibisce in un luogo privato o comunque in spazi più ridotti  o più informali e gode anche di momenti conviviali  in cui avviene uno scambio di opinioni, magari   sorseggiando un calice  di vino.

La scelta di piccoli ambienti privati per l’esecuzione di concerti  non è un’esperienza nuova.  Nuove sono le modalità di promozione, mutate grazie all’era digitale. I cosiddetti home concerts, concerti in case private, ricalcano in realtà una tradizione dell’Ottocento, diffusa soprattutto in Germania nelle sue due forme: la Hausmusik, con cui s’intendeva la musica amatoriale praticata in famiglia  o tra amici, e la Salonmusik,  concerti privati eseguiti a scopo di autoaffermazione sociale nelle case della buona borghesia dell’Ottocento  in Europa,  con un repertorio  meno intimista e  più brillante, principalmente eseguito al pianoforte o da cantanti. Numerosi sono gli esempi anche nel resto d’Europa.  

Il    recente risveglio di questa tradizione  avviene in molti luoghi d’Italia, anche grazie alla dimore storiche.  Ne è l’esempio  Padova,  città da sempre attenta al mondo della musica.

Vittoria Nalin, proprietaria di un palazzo nel centro  storico di Padova, ha ideato l’evento “Metti una sera a cena… ”, una serie di performance pianistiche eseguite dal Maestro Giacomo Dalla Libera e di concerti di canto e pianoforte abbinati a cene con menu a tema.  

Il  sassofonista Enrico Marchioro è invece l’ideatore del progetto Fuori luogo, dedicato all’arte in spazi non convenzionali e finanziato dalla Fondazione Cariparo

Prevede la creazione di un portale – www.hostart.it  – che promuove   eventi in case e  in luoghi non solitamente adibiti a concerti, senza l’assenza di intermediari tra il musicista e il padrone di casa. Anche in questo caso la home music è la principale fonte d’ispirazione , nella speranza di ridare vita a una scena underground molto penalizzata nel nostro paese.   

 Sempre  a Padova è  nato nel novembre 2018  Barcoteatro, uno spazio multifunzionale  all’interno  della  barchessa di Villa Tron, ideato dalla  coppia di architetti Antonio Susani e Federica Pocaterra. Qui l’associazione musicale MoMùs-MoreMusic, presieduta dal chitarrista Giacomo Susani, si è unita con l’associazione culturale On Off Spazio Aperto, promotrice di attività teatrali. Il momento più aggregativo degli eventi organizzati in Barco Teatro è l’aperitivo del dopo-concerto,  momento d’incontro del tutto informale con il musicista per uno scambio di opinioni in totale relax.

Uno dei più celebri esempi di concerti non convenzionali, che oggi potremmo definire per la complessità  dell’osservanza del distanziamento sociale eventi  “diversamente corretti”   è l’evento Piano City Milano, un format ideato dal pianista e performer berlinese Andreas Kern, realizzato per la prima volta a Berlino nel 2011. Si tratta di un insieme di concerti e performance pianistiche che coinvolgono ogni anno in Europa centinaia di abitazioni e spazi privati e pubblici e altrettanti pianisti, amatori, studenti e professionisti.  

Certamente non tutte queste forme alternative di concerti, se dovremo ancora essere cauti,  potranno garantire un corretto distanziamento. Saranno probabilmente le ultime a riprendere dopo la pandemia  e dovranno essere opportunamente organizzate  per un pubblico in alcuni casi molto ristretto. Tuttavia,  insieme alle citate  esperienze padovane, anche  la kermesse milanese Piano  City   ci fa riflettere  sul valore di  un approccio più intimo o non convenzionale alla musica, una chiave vincente per il mondo musicale,  unito al bisogno di socialità.

Articolo scritto da Isabella Longo per @radio wellness, ricondiviso dalla redazione di www.wl-magazine.it Conduttrice Trasmissione radiofonica “Musica senza confini” su Radio wellness

Leggi Ancora
1 77 78 79 80 81 92
Page 79 of 92