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Redazione

Foto del GiornoLussoModa

Angela Bellomo, alta moda sartoriale.

Angela Bellomo

Angela Bellomo ha dedicato tutta la sua vita all’alta moda sartoriale rivestendo il ruolo di stylist e direttrice creativa per griffe di fama mondiale.

Oggi un punto fermo nel panorama dell’haute couture sartoriale Milanese.

I…l raso di seta color avorio miscelato con incursioni di nero in bilico fra severità vittoriana e romanticismo di primo Novecento….

il cavallo di battaglia dell’atelier ?

La camicia-blusa di raso perfettamente tagliato sul corpo. uno dei capi di abbigliamento più neutri della storia che Angela Bellomo riesce a rendere unico .

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IntervisteLusso

Ezio Attilio Indiani, General Manager Hotel Principe di Savoia

Ezio Attilio Indiani

Abbiamo posto qualche domanda a  Ezio Attilio Indiani General Manager dell’Hotel Principe di Savoia di Milano e delegato nazionale Italia Ehma dal 2010, presidente dell’Hotel Managers Association, per cercare di capire meglio quanto lavoro e professionalità esiste dietro alle quinte di un Hotel a 5 stelle.

Che formazione ha avuto?

Istituto alberghiero di Gardone Riviera sul lago di Garda ma la vera scuola è stata quella dei vari alberghi dove da giovane inesperto ho incominciato a capire quanto fantastico fosse il nostro lavoro.

Tutti i ruoli che ho ricoperto da apprendista a direttore generale, li ho vissuti come momenti di crescita e non mi sono mai annoiato un solo giorno.

Il mio training formativo- professionale importante è stato con Hilton al London Hilton dove ho lavorato in tutti i reparti dell’ albergo sotto lo stretto controllo della direzione delle risorse umane dell’ albergo.

Sono poi diplomato come analista costi dall’ Hotel and Motel association di Chicago e completato il programma manageriale di Hilton con il CDI ( Carreer development institude ) a  Montreal per 10 settimane a tempo pieno.

Ho lavorato per gli ultimi 30 anni con il gruppo Forte e Dorchester collection, in entrambe la compagnie ho partecipato a moltissimi corsi formativi e di sviluppo.

La filosofia della Dorchester Collection è quella di investire in modo massiccio sulle risorse umane, io e tutti i dipendenti della compagnia beneficiamo di questa filosofia con continui aggiornamenti e sviluppo dell’ essere al passo con i tempi.

Il suo primo incarico alberghiero?

Apprendista al bar dell’ hotel Continental di Sirmione. Il primo incarico come direttore generale, la direzione dell’ Hotel Eden di Roma, albergo divenuto ora parte della nostra compagnia Dorchester Collection.

Come e’ cambiato il ruolo del direttore di un grande albergo negli ultimi 10 anni?

Il nostro ruolo è in continua evoluzione e l’ informatica ha accelerato i cambiamenti del nostro ruolo e lavoro in genere in modo significativo. Passiamo molto tempo ad analizzare i molteplici dati che ci vengono dati e che necessitano molto spesso una nostra azione decisionale immediata.

Le competenze cambiano, ora la competenza primaria è quella di saper creare un gruppo di lavoro coeso che sappia portare avanti la visione e Missione della compagnia seguendo i valori aziendali. Positività, lungimiranza, visione, integrità, leadership e flessibilità sono componenti  essenziali per il manager di oggigiorno.

Con il cellulare non stacchiamo praticamente mai. Siamo raggiunti da clienti e collaboratori in ogni momento in ogni giorno e per questo bisogna saper gestire al meglio lo stress. Conoscenza almeno di base dell’ informatica è oggi un fattore essenziale.

Cosa è cambiato con l avvento di internet?

Tutto!!! Il mondo alberghiero prima e dopo internet sono due mondi completamenti diversi. Non bisogna però dimenticare che alla fine quello che dobbiamo fare è quello di accogliere e coccolare i nostri clienti ieri come oggi. Internet ci mette a disposizione un mondo di informazioni statistiche, di trend e di informazioni sui nostri ospiti. È cruciale utilizzare al meglio le informazioni per rendere il soggiorno dei nostri ospiti sempre più gradevole.

Un cambio su tutti l’ avvento delle OTA ( online travel agents ), le stesse ci vendono in tutto il mondo e ci chiedono delle commissioni elevatissime.  Purtroppo nessun albergo può fare a meno di questo strumento di vendita.  l’ online reputation con i commenti, degli ospiti che hanno soggiornato da noi, pubblicati e visibili da tutti in tempo reale. La capacità di gestire al meglio sia delle OTA che della on line reputation sono cruciali per il successo aziendale

Un aneddoto che ricorda con il sorriso ?

Aver visto la finale mondiale di calcio, Italia – Francia del 2006 in una sala Privata qui al Principe insieme ai Rolling Stones ed in particolare commentando la partita ….e la testata di Materazzi, con Keith Richard. Una esperienza unica e mio malgrado, penso  irripetibile.

Il mio direttore dell’ allora Cavalieri Hilton mi ricordava sempre …a ragione.  che la cosa più importante di un albergatore è quella di saper servire il croissant caldo tutti i giorni a tutti i clienti.

Questo a significare che gli standard, e la perseveranza erano ed ancor di più lo sono oggi,  essenziali per il successo di ogni azienda alberghiera.

Se potesse incontrare un personaggio del passato, quale sarebbe e di cosa parlerebbe?

Ho avuto la fortuna di conoscere abbastanza bene Lord Forte, l’emblema dell’ hotellerie internazionale per moltissimi anni. Nelle lunghe chiacchierate che facevamo durante i suoi soggiorni al Palazzo della Fonte di Fiuggi, suo albergo che io dirigevo, mi ha raccontato moltissimi segreti del suo successo e delle tante situazioni in cui decidere velocemente con pochi dati alla mano era essenziale e quindi prendere la decisione seguendo il proprio  istinto e mi diceva….”Il naso mi diceva…. “ che grande uomo!!!

Vorrei poterlo ascoltare ancora sulle tante cose che potrebbe ancora dirmi. Un grande maestro di vita un leader nato, un carisma unico.

Se dovesse elencare 3 caratteristiche fondamentali per un direttore di albergo quali sarebbero e perché?

Essere un creativo ed innovatore e mettere in discussione tutto lo status quo aziendale.

Avere una visione e missione guidato da valori aziendali, essere strategico.

Saper scegliere, sviluppare e guidare il proprio gruppo di collaboratori e farli crescere professionalmente.


Come scegliete i collaboratori?

In base alle loro attitudini. La positività, l’ entusiasmo, la voglia di migliorarsi, sono la caratteristiche principali che cerchiamo nelle nuove assunzioni.

Grazie per la disponibilità e la piacevole e molto interessante chiacchierata

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FotografiaLibri

…I Muri del Silenzio…

I Muri del Silenzio

Parte dall’’Articolo. 1 della Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne il progetto fotografico di Mjriam Bon in collaborazione con Giusy Versace:


– È “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà.

Il progetto nasce nel 2019 in forma di mostra fotografica allestita alla Camera dei Deputati, ospitata a Palazzo San Macuto a Roma,

Nel 2020 diventa un libro fotografico in edizione limitata, uscito con la finalità di raccogliere  fondi il cui ricavato andrà a sostegno delle donne vittima di violenza.

Per la fotografa Mjriam B l’obbiettivo di questi scatti è  abbattere quel muro di omertà e silenzio che opprime chi subisce violenza, chi ne è testimone o chi ha taciuto nascondendosi dietro la paura, non provando a cambiare le cose.

Hanno deciso di  sostenere questa campagna: personaggi della televisione, del cinema, della radio, esponenti politici e le stesse vittime sono i protagonisti, 75 volti distribuiti in cento pagine .

Ogni soggetto è rappresentato da tre scatti , come le “sanzaru”, le tre scimmiette sagge della tradizione giapponese  che si coprono occhi, bocca e orecchie….

i “Muri del silenzio ,

I muri di chi non vede o di chi fa finta di non vedere.
I silenzi di chi non sente o fa finta di non sentire, di chi non parla perché ha paura, perché si vergogna.
È questo il focus del mio progetto.
Un progetto che nasce dalla volontà di rappresentare attraverso volti diversi, una delle problematiche più difficili del nostro tempo : l’omertà.
Ma non intesa nel senso comune a cui siamo abituati ad associare questa parola, bensì nel senso più profondo ed intimo. Quell’omertà “uditiva e visiva” che porta chi subisce violenza, o chi né è testimone, a tacere non riuscendo ad abbattere quei muri che oltre a non far parlare, non fanno sentire, né vedere.
Resto sempre basita, ad ogni notizia che racconta qualsiasi tipo di violenza, ma quella sui minori mi sconvolge sempre nel profondo.

Non riesco a comprendere, non trovo ragione.
Credo nella fotografia per ricordare, e nella sua incredibile forza per denunciare e sensibilizzare.
Credo che l’omertà vada presa di petto, perché ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa, soprattutto quando si tratta di innocenti.
Far finta di non vedere o di non sentire è solo un modo per nasconderci. Uscire allo scoperto è l’unica via per aiutare ed aiutarci

Mjriam Bon

Per richiedere una copia del volume e sostenere il progetto, basta scrivere una mail a info@imuridelsilenzio.it 

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IntervisteModa

La “sposa” secondo Mariateresa Furfaro

Mariateresa Furfaro

Nata con ago e filo tra le dita , Mariateresa è la nuova generazione che avanza, nel meraviglioso universo degli abiti da cerimonia.

Le abbiamo fatto qualche domanda per farci raccontare il percorso da lei intrapreso…

Il tuo primo incontro con la moda?

Non saprei con precisione quando sia stato il momento esatto in cui ho avuto un primo approccio con il mondo della moda. Sono nata in una famiglia di sarti perciò l’ambiente  e la passione per la moda sono stati da sempre luoghi e attitudini piuttosto intimi fin da quando ero una bambina.

Il tuo primo abito ?

Guardando indietro nel tempo, direi che in realtà esistono tanti primi abiti. Se proprio dovessi scegliere, tra i ricordi più belli, sicuramente il primo abito da sposa in organza e pizzo francese che confezionai in occasione dell’apertura del mio atelier. I primi abiti sono sempre carichi di sogni e di passione e quello, in particolare, era il simbolo della voglia di cominciare un percorso che mi ha portato fino a qui.

Quando hai capito che la moda sarebbe stata la tua vita?

Che la moda fosse la mia strada credo di averlo sempre saputo. E’ stata una passione che ho coltivato a costo di tanti sacrifici fin da piccola. Di certo questa consapevolezza si è cementata con il tempo dopo gli studi di maturità per finire poi all’apertura di un mio personale atelier. Un’importante spinta motivazionale in questo senso però, la attribuisco senza dubbio alla mia partecipazione all’ International Fashion Week , proprio qui a Reggio Calabria, con la Camera Nazionale Giovani Fashion Designer. 

A cosa ti ispiri per le tue collezioni?

Alla base di ogni idea per le mie collezioni c’è di fondo una continua ricerca del Bello e di come questo possa tradursi costantemente in forme e linee nuove. Credo che due siano i filoni che mi permettono di dare concretezza a questa ricerca: la bellezza della natura, particolare, quella della mia terra di Calabria e i sentimenti. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Da quando ho avviato la mia attività, undici anni fa, sono molti gli episodi curiosi e divertenti che potrei raccontare. Confezionare abiti su misura permette sempre di entrare in una confidenza particolare con le persone che mi vengono a trovare in atelier.  Tuttavia, se dovessi scegliere in questo momento…ci fu un giorno in cui mentre lavoravo in sartoria, a mia completa insaputa, mia figlia Monica, che allora aveva più o meno tre anni, rubò da sotto il tavolo qualche spezzone di stoffa caduto, per provare da sola a realizzare un abito per il suo cicciobello. A modo suo aveva osservato quello che facevo e cercava di elaborare, di creare qualcosa con le sue piccole mani paffute. Mi sembrò di rivedere me diversi anni prima ai piedi della macchina da cucire di mamma.

Se potessi parlare con un’icona del passato della moda, con ti piacerebbe parlare e di cosa?

Un’icona della moda del passato con cui parlare? Coco Chanel.

Doppia C, come doppio coraggio. Coraggio per innovare per reinventare abiti e concetti, per disegnare un nuovo universo femminile. Di cosa parlerei con lei? Avrei molto da chiedere e molto da imparare su tutto quello che riguarda il settore in cui lavoro! Ma vorrei chiacchierare con lei a proposito della scintilla che ha incendiato la sua fantasia, del modo in cui ha cambiato la sua visione di cose ormai date per assodate, di come si è saputa rapportare con il suo tempo e ha proposto in modo originale e sempre così elegante un nuovo modo di intendere la femminilità. 

Cos’è per te la moda?

Ho sempre pensato che moda non sia solo abiti, look, tendenze, fashion system. Per moda è una strada creativa per veicolare un messaggio. Un modo per farsi portavoce di qualcosa o di qualcuno. Moda è un continuo lasciarsi ispirare ma, anche ispirare qualcosa. È scambio di idee, emozioni, ricordi, speranze, voglia di non arrendersi nonostante tutto.

Quanto conta la comunicazione oggi?

Se per comunicazione intendiamo meramente “marketing ed annessi”, oggi è palese che non esiste più un ambito della vita che non ne sia interessato; se, invece, parlando di comunicazione  pensiamo alla “condivisione” di sé , del  pensiero, delle capacità e dei sogni, allora la comunicazione la annovero tra i bisogni essenziali dell’uomo. Comunicare è di vitale importanza, specie in questo periodo in cui, per ovvi motivi, siamo stati costretti ad una chiusura che non ha riguardato solo gli aspetti lavorativi della vita. Proprio per questo motivo credo anche, che l’importanza della comunicazione sia direttamente proporzionale ai contenuti che si veicolano. Comunicazione, condivisione di sé e responsabilità verso gli altri sono per me un trinomio inscindibile.

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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Accessori

…Liv Mask…

Liv Mask

Una cover interamente lavabile, un filtro facilmente sostituibile e riutilizzabile fino a 20 giorni, rende Liv Mask la mascherina più sostenibile presente sul mercato.

La tecnologia è svizzera, il design

Il binomio creato  dalla vestibilità e l’ergonomica unito a materiali di alta qualità (Il tessuto utilizzato è resistente all’acqua)  la rendono perfetta per offrire un filtraggio confortevole, traspirante ed efficace.

Aderisce perfettamente al tuo volto. 

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Food & Beverage

Linardi Vini presenta “confezioni d’autore, in collaborazione con l’artista Mario Fontana,

Linardi Vini

Francesco Linardi nasce a Bocchigliero, una località rurale alle pendici della Sila.

A quei tempi ogni famiglia del paese era proprietaria di un vigneto ad alberello che produceva uva Gaglioppo, Trebbiano, Greco Bianco e Pedilungo.

Nel 1960 decise di aprire una piccola cantina a Cirò Marina e da allora, ogni anno, seleziona e compra l’uva di migliore qualità dai tanti piccoli proprietari di vigneti della zona Cirò.

Quest’anno ha creato  esclusive confezioni d’autore, in collaborazione con l’artista Mario Fontana,

Sono 6 le diverse opere da scegliere  stampate su tela e applicate alla confezione in legno che contiene la  bottiglia più prestigiosa della produzione Linardi .

Ogni confezione contiene una bottiglia Magnum di Cirò Doc Rosso Doc Superiore Riserva 1998, confezionata a mano e con chiusura e sigillo in ceralacca.

Le sfide non sono terminate e lavorare con queste particolari e rare varietà di uva è per me un grande privilegio e sono convinto che col tempo i nostri Cirò saranno sempre più riconosciuti e apprezzati per quello che sono realmente, senza il bisogno di compromettere ciò che li rende unici.

Roberto Linardi

www.promo-linardiwines.com

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ArticoliAttualità

JONATHAN KOGASSO, un talento nella vita e sul ring

JONATHAN KOGASSO

Jonathan Kogasso dal  Congo in tenera età si è trasferito dagli zii in Lombardia dove vive ancora oggi.

Ha 25 anni , disciplina ferrea grande motivazione e forte senso dell’onore disegnano il suo profilo, caratteristiche fondamentali  per la sua carriera di Pugile.

Il suo punto di forza è essere stato in grado di unire  la parte tecnica dell’allenamento fisico a quella innovativa legata all’ “allenamento mentale”.

I suoi allenatori oggi sono l’ex campione Vincenzo Gigliotti, che cura la sua parte atletica e la tecnica, che lo segue da sempre , e Serena Fumaria, Mental Coach professionista, che segue la parte mentale e la gestione degli obiettivi, l atleta viene  seguito per la parte medica e tecnica da professionisti e tecnici del settore.

Jonathan, viene dalla Repubblica democratica del Congo, precisamente Kinshasa, e ha un grande sogno…

All’età di otto anni ha lasciato la sua terra, con i suoi genitori e fratelli.

Non è stato  facile spiegare per lui e comprendere per la sua famiglia  la ragione del suo viaggio.

Il suo indiscusso talento sul ring  lo mette in gioco per se, la sua famiglia, con il pensiero di poter aiutare anche  le persone che hanno un bisogno economico , ma anche  morale.

Questo è il suo sogno.”

“E’ entrato in palestra a Voghera e trovandosi davanti a storie sportive importanti, (Parisi e Gigliotti tra tutti).

Complice la sua innata attitudine e il suo fisico si è appassionato da subito questa disciplina e solo dopo aver iniziato a praticarla è venuto a conoscenza che anche nella sua famiglia, papà e fratello, l’avevano praticata.

Nella box le prime difficoltà sono legate alla costanza negli allenamenti alla disciplina dentro e fuori dalla palestra”

“Ha cominciato nel 2014 e dopo un anno ha disputato il suo primo match perdendolo.

Oggi, dopo vari tornei nazionali ed internazionali il suo percorso conta  50 match disputati di cui 39 vinti , 20 per KO, 10 persi è un pareggio”

“Per lui la tecnica può essere rappresentata come uno stile di vita, un fraseggio pugilistico di alto livello e bellezza nei movimenti ed intelligenza strategica sul ring.

Il suo  allenatore è Vincenzo Gigliotti, noto ex pugile e campione della sua categoria con Vincenzo si allena dopo l’orario di lavoro nella palestra di Voghera che si chiama “Box Station”, lavorano insieme per circa un’ora e mezza ogni sera, tranne giovedì e domenica pomeriggio.

Nella preparazione alterna una settimana di carico con pesi a una settimana di tecnica e resistenza, 20 giorni prima del match concludono con un lavoro in scarico e di sparring.

In una disciplina come il Pugilato Mantenere un equilibrio mentale è essenziale per affrontare gli ostacoli e le incertezze che si possono rivelare durante il percorso.

Un ottimo focus dà la giusta motivazione per dare il massimo fuori e dentro al ring.

Così come Vincenzo Gigliotti e altri tecnici seguono la sua parte di allenamento e quella fisica,  JONATHAN  ha scelto di essere seguito dalla Mental Coach, Serena Fumaria, alla quale ha affidato la sua parte  di formazione e crescita personale che lo aiuta  ad avere una maggiore lucidità maggiore sui suoi obiettivi.

Così come nell’allenamento fisico costante, l’allenamento mentale crea un cambiamento interiore e migliora inevitabilmente i risultati.

Attraverso gli incontri con la Mental Coach Serena Fumaria ha  capito che nella vita bisogna essere in grado di soffrire, ma quando ottieni dei risultati che  gratificano, niente può fermarti, e loro stessi diventano stimoli importanti .

Per JONATHAN la violenza è qualcosa che si subisce senza il proprio consenso la boxe ha regole e la sua funzione non è quella di fare male a qualcuno che è indifeso o più debole, ma è uno scontro ad armi pari tra due persone.

Il suo obiettivo primario è diventare campione italiano, successivamente qualificarsi per le olimpiadi, ed infine diventare campione del mondo.

Può suonare presuntuoso quando appena scritto, ma come sostiene Serena Fumaria pensare  in grande è il primo step per trasformare un sogno in realtà

JONATHAN  , quando gli vengono chiesti consigli da dare a chi volesse intraprendere  questa carriera sottolinea sempre di  avere cura del proprio corpo e della propria mente , facendo  si esercizi fisici , ma leggendo anche leggendo  libri per tenere attivo il proprio cervello e lo sviluppo cognitivo.

Eliminare i vizi come l’alcol e dimenticare qualsiasi utilizzo di droghe, anche le più leggere che sono comunque veleno per il  corpo.

Jonathan in particolare quando incontra  situazioni legate al fenomeno negativo del bullismo, non gira la testa dall’altra parte, essere in grado di combattere sul ring, può diventare stimolo per combattere senza violenza questo male invisibile.

Jonathan ha trovato la propria strada e ha intenzione di percorrerla fino in fondo. È un uomo che ha a cuore la vita degli altri  e il suo obiettivo è diventare un grande campione, un uomo di rispetto per poi essere un esempio positivo per molti, per dimostrare che si può arrivare con impegno, anche a traguardi che sembrano essere impossibili.”

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AttualitàFoto del Giornosalute

Manuela Mapelli, Nutrizionista

Manuela Mapelli

Manuela Mapelli laureta in Scienze dell’Alimentazione a Milano nel febbraio 2010 ed ha proseguito con la specializzazione magistrale in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione, laureandosi a pieni voti presso la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università Statale di Milano nel dicembre 2011.

Specializzata nei Disturbi del Comportamento Alimentare presso l’unità di Psichiatria dell’Ospedale San Raffaele Turro di Milano, facendo uno studio intitolato: Biologia Fisiologia Modellistica della Nutrizione Umana in soggetti con DCA”, oggetto di tesi.

www.manuelamapellinutrizionista.it

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AttualitàLibri

La Palermo Male: un libro blasfemo di Vincenzo Profeta , co-founder Laboratorio Saccardi

vincenzo profeta

La Palermo Male è un libro blasfemo, che travalica tutti i limiti del buon gusto e della decenza.

Si tratta di venti racconti dalla scrittura sincopata a tratti schizzoide, privi di una vera e propria  narrazione lineare.

Massoni, alieni, terrapiattisti e satanisti, sogni distopici e viaggi allucinogeni indotti dalle droghe: la coscienza del narratore è “hacke – rata” da idee deliranti, si abbando – na senza più anticorpi nella spirale delle teorie del complotto, in un trip folle e lucido a intermittenze.

Il libro stesso sembra essere posseduto da un software in perenne stato di bug, che gli fa da cornice, e dove fanno ir – ruzione le icone dei videogiochi anni ’80 e i pop-up dei più recenti social network, ma anche errori di codice, passati sistemi operativi e nuovi al – goritmi.

Un libro che contiene un vi – rus, ideologico e ideografico.

La Palermo Male racconta un disagio cronico , che cerca di trovare risposte, a domande mai fatte…

Vincenzo Profeta nasce a Palermo nel 1977.

Fonda insieme nella sua città natale, Palermo, il «Laboratorio Saccardi», tra i collettivi artistici piú importanti e attivi a livello nazionale.

Ha alle spalle oltre 15 anni di carriera artistica e tantissimi progetti – visivi, visionari, poetici e di scrittura e critica sociale.

Si interessa da sempre ai fenomeni di nicchia, alle voci underground, decisamente “unconventional“, in ogni sua espressione artistica e non .

Per acquistare il Libro ecco il link

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IntervisteModa

“L’Abito fa il Monaco” di Guglielmo Giovannoni

Guglielmo giovannoni

L’Abito fa il monaco, non è inteso inteso non come puro fattore estetico, ma come la somma dei dettagli, i che creano un’immagine.

Vi è mai capitato di sentirti dire “ bello/a ma non balla”. Questo indica la possibilità che tu abbia grandi qualità, ma che tu non sia capace di esprimerle. Non sei mai l’anima della festa insomma.
Avere grandi potenzialità e non essere in grado di farle percepire può essere scoraggiante, ma alla fine , è solo questione di metodo.

Guglielmo Giovannoni da sempre si è dedicato allo studio dei processi interni di personalità e autostima, e a come questi influenzino il mondo intorno a noi e soprattutto la percezione che abbiamo di noi stessi.

In fondo “chi sta bene con sé stesso sta bene con tutti”.

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