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Home concerts : spazi per la musica attualmente scorretti

isabella longo
isabella longo

 Con la chiusura dei  teatri e delle sale da concerto la seconda ondata della pandemia  ha messo in ginocchio  anche la  musica dal vivo. A poco è valso lo sforzo  delle istituzioni musicali che  nell’estate 2020 hanno cercato di proseguire nella realizzazione della stagione concertistica. A nulla è servito osservare ferree regole per il distanziamento, riducendo l’organico e adattando il repertorio al numero di musicisti consentito dalle regole per  la sicurezza sanitaria.   

Non solo i musicisti , ma anche il loro pubblico affezionato spera in tempi migliori. Ci sono però  diversi spazi  dove   si  potrà riprendere a suonare e ad ascoltare musica, non solo negli auditorium o i  teatri lirici. Già da diverso tempo prima dell’emergenza sanitaria è entrato in voga  l’utilizzo di  luoghi non convenzionali:  case private, dimore storiche, magazzini e musei.   I luoghi  alterativi per la musica, ossia spazi  spesso ristretti   e per la maggior parte privati, sono purtroppo ancor  meno  indicati per garantire un distanziamento sociale. Ma  proprio  per questo  vogliamo sperare e vagare con la fantasia, perché rimane in sospeso un sogno che molti musicisti e amanti della musica  potranno cullare in questo periodo di  necessaria  e diffusa rinuncia ai contatti umani: la ripresa della musica e della socialità  in spazi conviviali.  Soprattutto nelle case, attualmente uno dei primi luoghi di contagio.

 Gli home concerts   permettono un contatto molto più diretto e informale tra musicista e pubblico, a tutto vantaggio   dell’esperienza musicale.  Il musicista sul palco di un auditorium, di un teatro lirico o di un grande teatro all’aperto  non ha modo di conoscere direttamente il proprio pubblico, se non attraverso l’intensità degli applausi o la richiesta di bis.  Un’altra esperienza è quella dell’artista  che si esibisce in un luogo privato o comunque in spazi più ridotti  o più informali e gode anche di momenti conviviali  in cui avviene uno scambio di opinioni, magari   sorseggiando un calice  di vino.

La scelta di piccoli ambienti privati per l’esecuzione di concerti  non è un’esperienza nuova.  Nuove sono le modalità di promozione, mutate grazie all’era digitale. I cosiddetti home concerts, concerti in case private, ricalcano in realtà una tradizione dell’Ottocento, diffusa soprattutto in Germania nelle sue due forme: la Hausmusik, con cui s’intendeva la musica amatoriale praticata in famiglia  o tra amici, e la Salonmusik,  concerti privati eseguiti a scopo di autoaffermazione sociale nelle case della buona borghesia dell’Ottocento  in Europa,  con un repertorio  meno intimista e  più brillante, principalmente eseguito al pianoforte o da cantanti. Numerosi sono gli esempi anche nel resto d’Europa.  

Il    recente risveglio di questa tradizione  avviene in molti luoghi d’Italia, anche grazie alla dimore storiche.  Ne è l’esempio  Padova,  città da sempre attenta al mondo della musica.

Vittoria Nalin, proprietaria di un palazzo nel centro  storico di Padova, ha ideato l’evento “Metti una sera a cena… ”, una serie di performance pianistiche eseguite dal Maestro Giacomo Dalla Libera e di concerti di canto e pianoforte abbinati a cene con menu a tema.  

Il  sassofonista Enrico Marchioro è invece l’ideatore del progetto Fuori luogo, dedicato all’arte in spazi non convenzionali e finanziato dalla Fondazione Cariparo

Prevede la creazione di un portale – www.hostart.it  – che promuove   eventi in case e  in luoghi non solitamente adibiti a concerti, senza l’assenza di intermediari tra il musicista e il padrone di casa. Anche in questo caso la home music è la principale fonte d’ispirazione , nella speranza di ridare vita a una scena underground molto penalizzata nel nostro paese.   

 Sempre  a Padova è  nato nel novembre 2018  Barcoteatro, uno spazio multifunzionale  all’interno  della  barchessa di Villa Tron, ideato dalla  coppia di architetti Antonio Susani e Federica Pocaterra. Qui l’associazione musicale MoMùs-MoreMusic, presieduta dal chitarrista Giacomo Susani, si è unita con l’associazione culturale On Off Spazio Aperto, promotrice di attività teatrali. Il momento più aggregativo degli eventi organizzati in Barco Teatro è l’aperitivo del dopo-concerto,  momento d’incontro del tutto informale con il musicista per uno scambio di opinioni in totale relax.

Uno dei più celebri esempi di concerti non convenzionali, che oggi potremmo definire per la complessità  dell’osservanza del distanziamento sociale eventi  “diversamente corretti”   è l’evento Piano City Milano, un format ideato dal pianista e performer berlinese Andreas Kern, realizzato per la prima volta a Berlino nel 2011. Si tratta di un insieme di concerti e performance pianistiche che coinvolgono ogni anno in Europa centinaia di abitazioni e spazi privati e pubblici e altrettanti pianisti, amatori, studenti e professionisti.  

Certamente non tutte queste forme alternative di concerti, se dovremo ancora essere cauti,  potranno garantire un corretto distanziamento. Saranno probabilmente le ultime a riprendere dopo la pandemia  e dovranno essere opportunamente organizzate  per un pubblico in alcuni casi molto ristretto. Tuttavia,  insieme alle citate  esperienze padovane, anche  la kermesse milanese Piano  City   ci fa riflettere  sul valore di  un approccio più intimo o non convenzionale alla musica, una chiave vincente per il mondo musicale,  unito al bisogno di socialità.

Articolo scritto da Isabella Longo per @radio wellness, ricondiviso dalla redazione di www.wl-magazine.it Conduttrice Trasmissione radiofonica “Musica senza confini” su Radio wellness

Tags : home concerthome musicisabella longo

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