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Redazione

Artebeauty

Il look nella storia dell’arte… la parola alla Look Maker Raffaela Gallina.

Raffaela Gallina

Raffaela Gallina, nota Look maker, professionista da quasi 35 anni ed imprenditrice da 25 nel suo Salone di Bellezza “A Modo Mio” sito nella ridente Palmanova , cittadina storica friulana.

Lei, di professione, carpisce ed enfatizza ogni forma di bellezza ed in quest’occasione ha voluto fare un esperimento nuovo e costruttivo, mettendo in gioco le sue due passioni, il suo lavoro di consulente di immagine e l’arte della pittura, in particolare la quella impressionista di Monet.

Ha deciso di analizzare Camille Doncieux, un’attraente ragazza, nata a Lione nel 1847, dai tratti tipici di un raffinato volto francese , riuscì a 18 anni a fare innamorare al primo incontro in una libreria di Parigi, colui che è stato uno dei fondatori dell’Impressionismo in Francia: Claude Monet.

Lei, inizio’ ad essere la modella di Monet, poi la sua amante, ed infine la sua adorata moglie, fino alla sua prematura morte a 32 anni.

Fu Modella anche di Renoir e Manet ed i dipinti che la ritraggono, l’hanno resa immortale.

“Colpiscono in particolare queste due opere dell’artista, per il contrasto dei colori e l’ illusione ottica che ci trasmette emozioni e ci fa immaginare lo stato d’animo di chi dipinge e di chi è rappresentato. Monet ha voluto giocare con Camille facendole un vero e proprio Test di Armocromia, per cercare di carpire, da un punto di vista oggettivo e di esperienza professionale, quanto l’impatto visivo del colore possa cambiare l’immagine di una persona, mettendo a confronto i due dipinti come se fossero fotografie attuali.

Nel primo ritratto, dipinto nel 1873, Camille appare più scura di capelli, di sopracciglia e di occhi di quello che nella realtà è; il suo incarnato è diafano con un accenno di guancia rosea come accarezzata da un blush che si abbina a un colore delle labbra rosa ciclamino.

Il suo viso appare stanco segnato dall’ombreggiatura dell’occhiaia, il suo sguardo diretto altrove, attraversato da una vena malinconica, ci trasmette una Camille pensierosa e nostalgica.

Il collo della camicia bianco ottico fuoriesce dall’abito azzurrato e, con un fiocco dalle sfumature glicine, con la sua rigidità del tessuto, avvolge il collo mettendo in primo piano il viso, raffreddandone le cromie ed allungandone la forma anche per l’effetto dell’acconciatura protesa verso l’alto.

In questo ritratto Camille risulterebbe una Tipologia Cromatica “Inverno” dove predilige colori scuri e freddi che, ahimè, non la valorizzano.

Ma osserviamo il dipinto di Camille con l’abito Giapponese del 1876, ritratta mentre gioca con un ventaglio.

Il suo viso è circondato da un trionfo di Colori Amici della Tipologia Cromatica “Primavera”!

I Colori Amici sono tutte quelle sfumature che, circondando il nostro viso, ci fanno apparire più luminosi, più giovani e belli ed è quello che accade alla nostra Modella.

Lei indossa un abito rosso lacca su cui sono disegnate delle foglie verdi di varie sfumature calde e dorate e la caricatura di un Samurai che ha un effetto tridimensionale straordinario.

Monet ad un certo punto della sua carriera fu influenzato dal “Giapponesismo”, una vera e propria attrazione per l’arte orientale.

In questa tela ha voluto rappresentare, con la sua musa in una versione ironica, la moda giapponese.

I capelli ramati di Camille le incorniciano il viso con un raccolto morbido ed accompagnano un make-up delicato di occhi, guance e labbra dai toni aranciati che la rendono più giovane e fresca nonostante il ritratto sia stato creato dopo circa 3 anni dal primo.

La forma del viso è più ovale e, grazie agli zigomi valorizzati dal blush caldo e delicato, il suo incarnato acquista un colorito più “sano”.

Che bella che è Camille con questo sguardo languido e questo sorriso ironico che trasmette un momento di serenità e spensieratezza.

La scelta dei colori di quest’opera d’arte è determinante per suscitare in noi una diversa emozione rimanendo affascinati e folgorati dall’armonia delle sfumature e avidi nel voler catturare ogni dettaglio senza distoglierne lo sguardo”

Raffaela Gallina

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: Orrori da Buffet .

ELISA VOLTA

Se nella precedente rubrica abbiamo parlato del dress code adatto alla prima colazione in hotel, in questo nuovo appuntamento, vorrei esaminare quali sono i comportamenti corretti da assumere in tale circostanza.

Si tratta di attenzioni talvolta scontate, ma che evidentemente così scontate non sono, visto che vengono sistematicamente ignorate.

Puntualità.

L’accesso alla sala della prima colazione, è regolata da un orario stabilito dalla struttura.

Sarebbe buona norma rispettarlo e comunicare in anticipo l’eventuale necessità di consumare il pasto prima o dopo l’orario previsto.

La struttura cercherà sicuramente di venire incontro alle nostre esigenze, ma se questo non fosse possibile, non pretendiamolo con arroganza e ricorriamo (pagando un piccolo extra) alla scelta della prima colazione in camera oppure al bar dell’hotel, dove è possibile consumarla in qualsiasi orario.

Saluti.

Anche se ci siamo appena svegliati e non siamo molto predisposti alla conversazione, il saluto alle persone che ci accolgono è d’obbligo.

È inoltre educato rivolgere un “buongiorno” e sorridere alle persone sedute al tavolo accanto al nostro. Ho detto “buongiorno” e sorriso, non accessoriati con la storia della nostra vita né domande sulla loro.

Esistono infatti due categorie di persone che si aggirano tra i tavoli dell’appuntamento mattutino: chi vorrebbe restare aggrappato alla notte e per questo è di pessimo umore e trincerato nel mutismo, e chi squarcia il buio con la luce accecante del giorno del quale non vuole perdere un solo attimo (manco fosse l’ultimo!), di solito eccessivamente loquace.

La via di mezzo sarebbe la strada migliore.

Il buffet.

Ed eccoci ad affrontare ciò che più temo.

Cibi afferrati con le mani, ma ancor peggio, agguantati e nuovamente lasciati nel piatto comune, teste chine sui vassoi con capelli che lambiscono macedonie e candidi yogurt, bambini che tossiscono sui cornetti, mani posate sulla crosta della pagnotta da affettare…

Proporrei al riguardo, l’istituzione del “poliziotto di buffet” per vigilare sulle gravi infrazioni dei codici comportamentali, ma soprattutto igienici, perpetrati ai danni dei successivi ignari avventori.

Se accanto ai piatti di portata sono presenti pinze e posate, ci sarà un motivo. Il tovagliolo steso sulla pagnotta di pane da affettare, non serve a ripararla dal freddo, ma per posarci la mano e l’oggetto metallico adagiato sul piano non è un’opera surrealista, ma una pinza da adoperare per non sfregare le nostre dita sulla superficie dove poggerà la fetta di pane del successivo cliente.

I bambini dovrebbero recarsi al buffet accompagnati dai genitori che preleveranno dai vassoi ciò che i piccoli indicheranno (non “toccheranno”).

Pare scontato (o forse no…), ma quando la salute non è ottimale (presenza di tosse, raffreddore ecc…) è necessario tenersi lontani dal tavolo buffet.

Chiederemo ad un altro membro della famiglia o al personale, di portarci al tavolo ciò che desideriamo.

Rivolgiamoci sempre al personale di sala con gentilezza: la condizione di ospiti paganti, non autorizza la maleducazione.

 “Per favore” e “grazie” non vanno mai dimenticati.

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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Moda

Jenia Broggi lo scatto che arriva… di Paola Fiorido.

Jenia Broggi

Jenia Broggi é una fotografa specializzata in fotografia commerciale, il suo lavoro si é sviluppato principalmente nella moda e nel mondo degli influencers e nella rappresentazione di prodotti di piccole e grandi imprese. Jenia é emersa nel panorama della fotografia e-commerce grazie alle sue doti tecniche e al suo gusto raffinato, all’efficenza e per il suo attegiamento propositivo.

Jenia Broggi offre alla sua cilentela svariate possibilità, portraits nel suo accogliente studio o concordati in locations o still life di cui si può ammirare la sua maestria negli scatti da lei realizzati per vari brand come Amazon, Airbnb e molti altri.

Un pensiero che riassume lo spirito e l’ energia che si manifesta anche nel lavoro di Jenia Broggi:- “I fall in love with passionate people.

The way their eyes light up when they talk about the things they love and the way they fill with light”

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Food & Beverage

Bouquet! Un vermouth delle colline fiorentine.

la Fattoria Lavacchio Bio-Winery

In occasione della manifestazione fiorentina Taste, la Fattoria Lavacchio Bio-Winery ha lanciato il suo primo prodotto della lista fuori vini, a parte le grappe, un Vermouth agricolo, biologico a base Chardonnay, prodotto artigianalmente con le botaniche ed erbe spontanee del terreno aziendale, raccolte a mano. Bouquet!

È un lavoro a sei mani, tutto al femminile come racconta bene l’etichetta disegnata da Massimo Innocenti: Faye Lottero, vignaiola e mente del progetto, da dieci anni aveva questo sogno, finché l’ultima vinificazione del bianco della casa, Pashar, non la convince perché non è riconoscibile: è l’occasione giusta per sperimentare.

Mara Fiesolani, botanica, ricercatrice, ha selezionato le erbe spontanee della tenuta mentre Priscilla Occhipinti, della Distilleria Nannoni si è occupata del processo di distillazione per il quale la Fattoria Lavacchio non è attrezzata. Il risultato è un colore più scuro dei Vermouth tradizionali ed è una scommessa per una leggerezza che lo rende popolare e consente anche a chi non conosce o non ama il Vermouth di avvicinarsi; versatile può essere consumato non solo come aperitivo ma durante il pasto ad esempio con formaggi impegnativi, quasi alla stregua di un vino liquoroso.

Nondimeno è un Vermouth a tutti gli effetti con 10 erbe e la prevalenza di Arthemisia, che dev’essere impiegata in una proporzione di almeno il 40%, e la gradazione alcolica di 21 gradi. Idea è però di rompere lo schema tradizionale e di aprirsi al mondo ‘alcolico’ al di là del vino venendo incontro alla nuova domanda che chiede esperienze gustative originali, insolite, che sposino anche il gusto ludico nel bere ma il rigore della toscanità nella produzione e nel metodo biologico.

Una tendenza che ha dato un grande impulso al bere miscelato portando ad esempio la Regione ad una produzione variegata di gin fino forse a saturare il mercato.

Certamente bisognerà stare attenti a non rincorrere le mode e a rendersi riconoscibili, come in questo caso, nella propria filosofia.

Giada Luni

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Musicaspettacolo

“Zanias live” in Marghera.

Zanias live

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” disse Lucio Anneo Seneca, ma la musica dell’artista australiana Zanias Alison Lewis, voce dei Keluar e dei Linea Aspera, sa benissimo dove direzionarsi ed ha scelto Venezia come prima tra le tre tappe italiane del tour 2023 organizzato da Swamp Booking Agency. È stato l’Argo16, spazio culturale ed

aggregativo no-profit ed indipendente collocato all’interno del Vega – Parco Scientifico Tecnologico, ad ospitare venerdì 3 febbraio le visioni sonore elettroniche e darkeggianti di Zanias, che si è espressa elaborando e mescolando situazioni frizzanti alternate a scenari oscuri e malinconici, vocalità onirica ed eterea perfettamente contrastante con la ritmica che durante il live ha assunto toni a tratti pop, solari e avvolgenti.

È confortante che, nonostante l’omologazione delle proposte musicali odierne, ci sia chi ha il coraggio di esprimersi elaborando un proprio linguaggio, permettendo all’anima del pubblico presente di respirare e alle suggestioni di alloggiare tra i ricordi.

Numa Echos

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Attualitàcultura

Il cammino sinodale. Seconda Riforma o Scisma nella Chiesa cattolica tedesca?

Il cammino sinodale

Una tappa importante e difficile della sua storia che iniziò nella Chiesa cattolica in Germania, senza dubbio associata alla dichiarazione di guerra di Lutero ai cattolici nel 1517.

La storia ha chiuso il cerchio?

Nell’istituire un nuovo “organismo di riforma”, i vescovi tedeschi adducono varie motivazioni, il cui denominatore comune sembra essere: rovesciare le dottrine ecclesiastiche esistenti, interpretare in modo nuovo concetti relativi alla fede cattolica, aprire gli occhi (e le orecchie) al fine di pensare e ai bisogni delle persone che vivono qui e ora. Insomma: adattare la Chiesa all’uomo moderno.

Questo obiettivo deve essere servito dall’istituzione del “Cammino sinodale”, iniziato il 30 gennaio con la Santa Messa nella Cattedrale di S. Bartolomeo a Francoforte sul Meno. Questo formato di incontri del clero e laici è stato lanciato nel 2018. I suoi presidi sono, da un lato, i vescovi tedeschi e, dall’altro, il Comitato centrale dei cattolici tedeschi, ovvero un’organizzazione che associa centinaia di organizzazioni laiche in Germania

Il “Cammino sinodale” basa il suo funzionamento su un organo di governo, il “Consiglio sinodale”, composto da 27 vescovi diocesani e da un pari numero di laici. Dal 2025 o 2026 si tratterà di prendere “decisioni fondamentali di portata sovradiocesana”. La nomina del “Consiglio sinodale” è stata approvata dai vescovi tedeschi a maggioranza dei due terzi.

Secondo loro, le azioni intraprese dai cattolici in Germania mirano, tra l’altro, a fermare il numero in rapida diminuzione di persone che ammettono di essere affiliate alla Chiesa. Questo fenomeno è colloquialmente noto come “uscita dalla Chiesa” ed è noto solo nella Chiesa cattolica in Germania e in Austria, dove il pagamento della tassa ecclesiastica è obbligatorio. Nel 2017, 167.000 hanno dichiarato di rinunciare al pagamento della tassa ecclesiastica (cioè “uscire dalla Chiesa”). cattolici, e un anno dopo ben 216.000. In termini di credibilità, la Chiesa cattolica è oggi al sesto posto dal basso tra le istituzioni funzionanti in Germania. Solo il 18% si fida di lui. intervistato. Secondo le previsioni dei sociologi tedeschi, tra 40 anni il numero sia degli evangelici che dei cattolici diminuirà della metà. Lo affermano i partecipanti al “Cammino sinodale”. che vogliono riconquistare questa credibilità perduta della Chiesa. Il vicepresidente della conferenza episcopale tedesca, il vescovo Franz-Josef Bode di Osnabrück, ha commentato: “Tutti questi problemi riguardano la credibilità della Chiesa, che è un fattore importante per l’evangelizzazione. Vogliamo risolverlo”.

Cinque postulati sono stati preparati per riparare (“riformare”) la Chiesa. Questi sono: Ordinazione delle donne, i laici dovrebbero avere più influenza nell’elezione dei vescovi, benedizioni per le coppie dello stesso sesso, riforma dell’insegnamento dell’etica sessuale, celibato.

Ad 1 Nel documento “Donne nei ministeri sacramentali, gli autori del testo additano le circostanze storiche tipiche della Germania e i “pregiudizi dei secoli” e propongono di avviare un “processo trasparente nella Chiesa in cui si istituisca una commissione per affrontare la questione della disponibilità del ministero sacramentale e l’ordinazione a persone indipendentemente dal loro sesso”. La comunione deve essere data anche dalle donne; niente detto se possono anche confessare….

Ad.2, documento “Inclusione dei fedeli nella nomina del Vescovo diocesano” parlare di questioni organizzative. La risoluzione del Cammino sinodale raccomanda che i consigli sinodali delle singole diocesi nominino sulla base di una dichiarazione volontaria dei capitoli diocesani, un organismo parallelo che sostenga il capitolo nella selezione dei candidati alla nomina a vescovi. Tale organismo verrebbe nominato in base a specifiche parità, tenendo conto, tra l’altro, dell’equilibrio di genere o tra diverse fasce di età.

Ad 3: Questa terza risoluzione afferma: “L’Assemblea sinodale invita i vescovi ad autorizzare ufficialmente nelle loro diocesi cerimonie di benedizione per le coppie che si amano e vogliono impegnarsi, ma per le quali non è disponibile il matrimonio sacramentale o che non vogliano aderire. Lo stesso vale per le coppie omosessuali basate su una rivalutazione dell’omosessualità come variante normale della sessualità umana” (in “Cerimonie di benedizione per coppie innamorate”)

Ad 4: Documento intitolato “Dichiarazioni del Magistero sull’amore coniugale” chiede una rivalutazione della percezione dell’amore tra i coniugi. Gli autori del testo discutono con la visione del matrimonio attualmente in vigore nell’insegnamento della Chiesa cattolica romana, ritengono che concentrarsi principalmente sulla procreazione comporti la perdita di altre dimensioni della relazione sociale e spirituale. Offrono pianificazione familiare e metodi contraccettivi selezionati. Gli autori di questo postulato scrivono che già prima dell’annuncio dell’enciclica di papa Paolo VI “Humanae vitae”, la commissione teologica pontificia, nella quale erano presenti, oltre al clero, anche i coniugi, era favorevole a lasciare la decisione sulla famiglia modalità di pianificazione, compreso l’uso o meno di contraccettivi, ai coniugi. “Purtroppo il papa ha ascoltato la voce della minoranza e l’insegnamento dell’enciclica è stato ampiamente respinto”, lamentano i “riformatori”.

Ad 5: L’ultimo postulato del “Cammino sinodale” riguardo alla Chiesa universale è relativo all’allentamento della disciplina del celibato dei sacerdoti. Il documento richiama l’attenzione sull’“aspetto essenziale” del celibato, sulla situazione in cui una persona riconosce in sé contemporaneamente due vocazioni: una relativa al ministero del sacerdozio e l’altra: alla vita coniugale e familiare. “I loro doni, che potrebbero integrare quelli dei sacerdoti celibi”, scrivono i partecipanti al Cammino sinodale, “sono persi per la nostra Chiesa, perché la stessa Chiesa considera queste due vocazioni incompatibili tra loro”.

Questa “rivoluzione” di concetti, definizioni e comprensione della Fede e inasprisce la disputa tra il Vaticano e la Chiesa tedesca

La “Frankfurter Allgemeine Zeitung” (del 24 settembre 2022) ha citato una lettera della Santa Sede ai vescovi tedeschi, facendo riferimento all’autorità del papa, a firma del cardinale, del segretario di Stato Pietro Parolini e dei vertici del Dicastero della Dottrina della fede per i vescovi, Luis Ladaria e il cardinale Marc Ouellet. Il testo della lettera recita: “Né il Cammino sinodale, né alcun organismo da esso istituito, né la conferenza episcopale hanno e non avrebbero la competenza per istituire un tale organismo”. Il “concilio sinodale” creerebbe “una nuova struttura di governo per la Chiesa in Germania, ponendosi al di sopra dell’autorità della conferenza episcopale e sembrando sostituirla efficacemente”, si legge nella lettera.

Critiche a questa “riforma moderna” in Germania provenivano anche da altri centri della Chiesa cattolica. Il cardinale Jean Claude Hollerich, relatore generale del Sinodo dei Vescovi, arcivescovo di Lussemburgo afferma che: “Il cammino sinodale tedesco è troppo elitario” e “Questo cammino (sinodale – mia nota) è opera di alcune élite e di vescovi, non di tutto il Popolo di Dio”. L’arcivescovo di Lussemburgo sottolinea che i tedeschi si considerano l’avanguardia e ritengono che il rapporto preparato per le assemblee sinodali continentali li sostenga.Anche il cardinale emerito spagnolo si è espresso (con altrettanta critica) sull’argomento in questione all’inizio di dicembre 2022 durante una conferenza all’Università di Navarra, Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid. Il cardinale ha detto:

“Il Cammino sinodale ha un “vizio formale” ed è “più una sovrastruttura che una realtà nata dal cuore della Chiesa”. Ha notato che “ha un grande fascino a causa delle correnti sociali dominanti nel mondo”. (…) «Essa è stata promossa dall’esterno e ha un impatto sulla situazione all’interno della Chiesa. Questo dimostra che la fede è luce e che è necessario fareesame di coscienzae prendere più sul serio la santità, perché in gran parte ci siamo lasciati trasportare dalle correnti materialistiche”, ha aggiunto il cardinale Varela.

Il comune denominatore degli oppositori di questa “Via” sono pochi rispetto ai sostenitori possono essere considerate le parole dell’ex presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il cardinale Walter Kasper, che ha affermato: “ La Chiesa non deve diventare una “massa usa e getta, che può essere liberamente impastata e modellata a seconda delle situazioni” (giugno 2022).

Per il cardinale Rainer Maria Woelki di Colonia, una “Chiesa specificamente cattolica” significa unità con il Papa e la Chiesa universale, nonché unità in materia di fede. “Per me questo è un criterio importante dell’identità cattolica”, ha detto il metropolita di Colonia in un’intervista al quotidiano tedesco Kölnische Rundschau.

Simile, negando il senso e la giustificazione di questa “rivoluzione della vita spirituale” tedesca, e anche parole di critica molto più forti (è un bene che provenissero dagli stessi tedeschi!) – si possono trovare in altre affermazioni. Qui dentro un’intervista esclusiva alla rivista Die Tagespost, il cardinale Kurt Koch, capo del dicastero romano per la promozione dell’unità dei cristiani, ha messo a confronto i metodi teologici del Cammino sinodale con quelli dei cristiani tedeschi che volevano adattare il protestantesimo in Germania all’ideologia del nazionalsocialismo negli anni ’30. Koch ha detto: “Mi dà fastidio che nuove fonti di rivelazione vengano accettate insieme a fonti di rivelazione nella Scrittura e nella Tradizione; e mi spaventa che questo stia accadendo – di nuovo – in Germania.

Perché questo fenomeno si è verificato già durante la dittatura nazionalsocialista, quando i “cristiani tedeschi” videro una nuova rivelazione di Dio nel sangue e nel suolo e nell’apparizione di Hitler. Per questo Il presidente della Conferenza episcopale, il vescovo Georg Bätzing, ardente “militante” dell’attuazione dei principi della “Via sinodale” nella vita della Chiesa: “Si tratta di un’aberrazione del tutto inaccettabile”.

Alcuni membri del gruppo del clero che si oppongono alle conclusioni del Concilio sinodale adducono come argomentazione: molte delle dichiarazioni del dialogo di riforma finora non sono in linea con il Vangelo e tentano di cambiare l’ufficio del vescovo come “la pietra angolare del vecchio Chiesa” sono pericolose. In un’intervista alla rivista “Communio” dell’ottobre 2022 si poteva leggere che “la Chiesa cattolica può avere un futuro solo se continua nella fedeltà creativa e nella comunione sinodale, nell’ascolto insieme della Parola di Dio e nell’ascolto reciproco su il cammino tracciato dal Concilio Vaticano II. Tuttavia, il Cammino sinodale non ha fatto questo”, ha affermato il cardinale Walter Kasper in un’intervista.

Il rimprovero più forte è stato rivolto ai riformatori da papa Francesco in una lettera diretta al presidente della Conferenza episcopale tedesca, il suddetto monsignor Bätzing: “C’è un’ottima Chiesa protestante in Germania. Non ce ne servono due.(…) Il problema si pone quando il cammino sinodale parte da élite intellettuali e teologiche ed è fortemente dipendente da pressioni esterne’, ha aggiunto.

In questa breve ma molto eloquente dichiarazione di Francesco: “Non abbiamo bisogno di due chiese portestane in Germania” contiene tutta la verità sull’essenza del movimento tedesco (inizio) per riformare l’Insegnamento di Cristo !

È giunto il momento di rispondere alla domanda posta nel titolo alla fine dell’articolo: quello che sta accadendo ora nella Chiesa cattolica tedesca è uno scisma? Se ciò che per un vescovo è una rottura con il cristianesimo, e per un altro è la pienezza del cristianesimo, non si può parlare di unità nella Chiesa. Tutto sembra indicare che lo scisma finora nascosto si è finalmente rivelato. La facciata sta cadendo a pezzi!

A illustrazione di quanto sopra servano, i seguenti passi del Cammino sinodale: esso chiede di eliminare dal Catechismo il passo relativo alla peccaminosità degli “atti omosessuali”, perché come vi è scritto: nelle relazioni stabili, amorose, fedeli ”, affermano i riformatori tedeschi. Il vescovo Bode ha espresso questo punto di vista all’incontro sinodale del 2020 a Berlino: “l’omosessualità appartiene alle normali forme di predisposizione sessuale” – con cui hanno concordato tutti i vescovi presenti alla sessione.

Creando “Droge synodalana” – i vescovi tedeschi si aspettano cambiamenti per quanto riguarda le persone LGBT+. Sostengono questo. che: “Gran parte dei cattolici ritiene che le persone LGBT+ siano ingiustamente discriminate (e il Catechismo della Chiesa Cattolica vieta discriminazioni ingiuste, dicono) solo perché non sono eteronormative (su cui non hanno alcuna influenza), e anche perché vengono loro imposte esigenze che spesso non riescono a sopportare (l’esigenza di vivere in astinenza sessuale con la contemporanea impossibilità di entrare in una relazione sacramentale).

Il logo del Cammino sinodale, la Croce non solo arcobaleno, ma anche sul lato sinistro staccato dal tutto, i rimanenti dei cinque postulati elencati all’inizio dell’articolo sono similmente “rivoluzionari” e scismatici. La Catholic News Agency ha presentato il testo della relazione dal forum della quarta assemblea generale del “Cammino sinodale” a Francoforte sul Meno, tenutasi nel settembre 2022. Postula la liberalizzazione dell’insegnamento della Chiesa sulla sessualità dei sostenitori del Cammino. Questa descrizione un po’ enigmatica nasconde la vera tragedia della Chiesa tedesca, perché il testo messo ai voti conteneva – di fatto – una rivoluzione completa.

Dalla dottrina cattolica, se questi postulati venissero attuati, non sarebbe lasciata nulla di intentato. Conteneva una dichiarazione sull’etica sessuale, che chiedeva l’accettazione della contraccezione, degli atti omosessuali e della masturbazione e la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Il fatto che questo testo non sia stato respinto dalla maggioranza della gerarchia, ma solo “non abbia ottenuto i due terzi richiesti!” (sebbene le tesi siano contrarie a tutta la dottrina della Chiesa!) – indica quanto profondi siano avvenuti i cambiamenti negli ambienti dell’episcopato tedesco. In conclusione – un’altra “passita” sul tema dello “scisma”: in un’intervista al quotidiano “Die Zeit”, il vescovo di Aquisgrana, Helmut Dieser – si è semplicemente rivelato un ideologo LGBT.

È tanto più significativo che questo vescovo (attivista? ideologo?) sia, dopotutto, il presidente del Forum sulla sessualità e il partenariato per il Cammino sinodale. Questa è la “buona notizia” secondo Mons. Dieser. “Questo, ciò che troviamo nella creazione è buono. L’omosessualità non è un errore di Dio, ma è voluta da Lui tanto quanto la creazione stessa. E ancora: “Dio ha visto (mia nota) che era buono, dicono nella storia della creazione”, ha spiegato il vescovo. Mentre il Catechismo dice chiaramente che “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati”, il vescovo, al contrario, ha sostenuto che nessun amore, compreso l’amore omosessuale, può essere peccato.

Nessuno sembra essere ancora andato oltre. Il vescovo Dieser ha coraggiosamente rotto il fondo e ha dimostrato che si può essere un vescovo cattolico e un radicale arcobaleno impunemente.

Mentre il Catechismo dice chiaramente che “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati”, il vescovo, al contrario, ha sostenuto che nessun amore, compreso l’amore omosessuale, può essere peccato. Nessuno sembra essere ancora andato oltre.

Il vescovo Dieser ha coraggiosamente rotto il fondo e ha dimostrato che si può essere un vescovo cattolico e un radicale arcobaleno impunemente.

Mentre il Catechismo dice chiaramente che “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati”, il vescovo, al contrario, ha sostenuto che nessun amore, compreso l’amore omosessuale, può essere peccato. Nessuno sembra essere ancora andato oltre. Il vescovo Dieser ha coraggiosamente rotto il fondo e ha dimostrato che si può essere un vescovo cattolico e un radicale arcobaleno impunemente.

In breve: dalla Germania sono venute anche la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale – sono opera dei tedeschi, la separazione della Chiesa cattolica dal papato ad opera di Lutero -, da loro anche la “rivoluzione sessuale” (in Germania si chiama ” 68s”), che ha permesso il radicamento dell’ideologia LGBT+, e ora il “Cammino sinodale”, cercando di livellare la dottrina di fede professata dai fedeli della Chiesa cattolica, riconoscendo il primato del Vescovo di Roma – cioè il Papa – viene tutto dalla Germania !

Elenco delle fonti:

Synodaller Weg aktell: Nachrichten und News | Politica FAZ

Die Bischöfe und der Synodale Weg (faz.net)

Synodaler Weg beschließt neues Leitungsorgan (faz.net)

Di  Maria Legiec

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eccellenze italianeModa

“Lo stile è il riflesso del tuo atteggiamento e della tua personalità” di Guglielmo Giovannoni.

Guglielmo Giovannoni

Ho scritto il libro “L’abito fa il monaco“: una serie di nozioni stilistiche ma soprattutto l’attitudine comportamentale necessaria per creare la perfetta immagine di sé stessi.

Per questo credo che l’eleganza e lo stile a differenza della moda siano qualità intrinseche dell’anima e del carattere, al contrario la moda è seguita da coloro che non hanno chiara la propria personalità.

Fin da bambino mentre gli altri miei coetanei indossavano jeans, felpa, scarpe da ginnastica e bomber io ricercavo il mio essere e dunque il mio abbigliamento nell’eleganza degli adulti prendendo come riferimento personaggi reali o dei film quali ad esempio Frank Sinatra o Gordon Gekko, protagonista del famoso film anni 80 “Wall Street”.

Ho un mio personalissimo gusto nell’abbigliamento che si esplica nel voler vedere sia l’uomo che la donna ben vestiti con cose di gusto classico, ad esempio abiti, cappotti, camicie e tailleur.

Per questo ho iniziato la mia attività sartoriale insieme a Raffaella che si occupa della parte femminile.

Ci piace dare un tocco di originalità all’ abbigliamento classico con particolari estrosi e personalissimi che rendono i nostri capi unici, facili da indossare ed adatti a qualsiasi età.

Abbiamo deciso di aprire la sartoria a Napoli proprio perché è probabilmente la manifattura più antica e competente nel mondo. I nostri sarti hanno vari anni di esperienza nel settore e questo ci garantisce di proporre dei capi classici e personalizzati con i quali il cliente può variare da uno stile all’altro senza mai apparire esagerato.

Napoli, nel mondo sartoriale, è sinonimo di affidabilità e garanzia.

Il nostro lavoro si svolge soprattutto all’esterno del negozio.

Questo perché con il nostro servizio a domicilio riusciamo a raggiungere un bacino di utenza più elevato rispetto al solo negozio fisico. I nostri capi infatti nascono all’esterno della sartoria in ufficio o a casa dei nostri clienti e poi nel laboratorio nasce il miracolo.

Viene costruito ciò che il cliente insieme a me e Raffaella ha scelto.

Tessuto, fodera, bottoni e modellistica.

Tutto ciò che serve per creare un vero e proprio capo sartoriale.

I nostri clienti sono in percentuale maggiore professionisti che vestono con abiti sartoriali tutti i giorni ossia avvocati, giudici, notai, medici imprenditori o semplicemente chi vuole distinguersi dalla massa perché ama l’eleganza ed il nostro stile.

In questo momento lavoriamo in Italia anche se abbiamo vestito diversi ambasciatori esteri. Il nostro obiettivo adesso che l’attività è in fase di grande crescita è quello di entrare in contatto con mercati importanti quali gli Emirati Arabi, ad esempio.

Per loro indossare un prodotto Made in Italy è un onore ed un piacere quindi stanno pagando il reale costo della manifattura ma anche la soddisfazione di un prodotto che realmente apprezzano.

Detto ciò, il nostro mercato attuale ci soddisfa pienamente anche se nella vita per fortuna non si finisce mai di imparare ma soprattutto di migliorare.

Guglielmo Giovannoni

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eccellenze italianeModa

Collezione Colorama di Marta Jane Alesiani :”Yoga Lux” la luce dell’anima.

Marta Jane Alesiani

L’abito Yoga Lux fa parte della collezione Colorama del 2019 , basata sullo studio cromatico energetico e sulle grafiche indiane.

Un viaggio tra le antiche leggende delle più imponenti divinità e il significato nascosto dei colori .

Vibrazioni positive che conducono all’ottimismo.

Questo abito è un viaggio tra cromologia, ( lo studio quindi del colore e dei suoi effetti sul nostro cervello) e spiritualità Indiana .

Questa creazione prende il nome di Yoga Lux per un motivo.

Nella lingua letteraria dell’India antica, il sanscrito, la parola yoga viene da una radice che significa «tenere assieme», «legare»: in questo abito, il color oro , portatore di sacralità e regalità , lega tutti gli altri colori in un gioco di forme .

Il suo tessuto jacquard è un vero e proprio inno alla vita , un Holi Festival , una rinascita.

Holi, la festa dei colori, ricorre durante la primavera del mese di Phagun, febbraio-marzo, secondo il calendario Indù. Celebrato con grande fervore in molte parti dell’India, sostiene lo spirito di gioia, amicizia, fratellanza e pace.

Non a caso l’intera realizzazione del Look Book vede la collaborazione di tre grandi maestri . La make-up Artist Stefania Molon, che ha ricreato nei volti dei modelli un vero Holi Festival , il Fotografo Gabriele Vinciguerra maestro delle luci e del colore , ed il grande Hair Stylist visionario Alessandro Torti.

Il colore ci rende liberi , libera le nostre emozioni ed influenza il nostro umore .

Il colore è uno degli strumenti fondamentali per un artista e fa parte della nostra vita quotidiana.

Attraverso i colori  si raccontano emozioni e sentimenti esprimiamo il nostro carattere, nell’indossare gli abiti che scegliamo mostriamo  il nostro stato d’animo.

Yoga Lux è un mondo da indossare, un sentiero da percorre, profuma di storia e di tradizioni, i fiori , simbolo di gentilezza rincorrono il disegno paisley, simile a una foglia stilizzata che risale all’era delle grandi civiltà mesopotamiche. un ornamento di ispirazione naturalistica che rappresenta un  intrico vegetale che ci lega indissolubilmente alla madre terra.. 

Un ponte tra l’antica persia che attraverso il nostro rinascimento arriva fino a noi…

Già Leonardo da Vinci aveva intuito che il colore derivava dalla luce, quella luce che posandosi sull’abito creato da Marta Jane Alesiani  riflette la vita e l’anima di chi lo indossa…

Marta Jane è una donna senza tempo, la sua creatività sembra planare sulle civiltà che hanno reso grande la terra, osservando, ridisegnando i confini, miscelando i colori ritrovando simboli perduti , è per questo che ogni suo abito porta con se una storia da raccontare…..

In diverse occasioni l”abito “Yoga Lux” è stato scelto e indossato dal Soprano Dominika Zamara

Marta ama ricordare le parole di Paul Liee: «I colori non suonano a una voce … ma in una sorta di accordo a tre voci». o forse qualcuna di più….

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Libri

“Tre uomini e un cane sul Sentiero degli Dei” di Luigi Torino.

“Tre uomini e un cane sul Sentiero degli Dei” di Luigi Torino.

Un viaggio della durata di una settimana di tre amici e un cane (il migliore dei quattro) tra i sentieri e i borghi della Costiera amalfitana, con partenza dall’Abbadia di Cava de’ Tirreni ed arrivo a Positano.

Le bellezze dei luoghi, la storia, i miti, l’arte, le trazioni (anche di cucina e di pasticceria) fanno della Costa d’Amalfi un posto unico al mondo. Il libro presenta situazioni divertenti e comiche, ma anche riflessioni un po’ più ambiziose sul senso della vita e sulla mia personale visione del mondo.

“Il libro ha una virtù doppia: fa ridere ed è sapiente, utile alla vita”.

Per chi conosce già la Costiera, la lettura del libro costituirà un invito a viverla con maggiore consapevolezza.

Per acquistare il Libro CLIKKA

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eccellenze italianeModa

Giannetti & V Camiceria Artigianale Italiana : il Polsino su misura.

Giannetti & V Camiceria Artigianale Italiana

Il Polsino è stato originariamente progettato per proteggere la manica di un indumento dallo sporco e dall’usura.

Il polsino era allentato e avvolto intorno alla manica.

Solo successivamente, il polsino è stato cucito alla manica dell’indumento intimo.

Nel 19 ° secolo, i polsini bianchi puliti erano uno status symbol.

Una buona regola per mantenere bianco un polsino è indossare la camicia solo per un giorno.

Le persone che non potevano permettersi abbastanza camicie indossavano polsini larghi proprio per poterle indossare più volte.

Quando si piega il braccio, il polsino di una camicia moderna dovrebbe essere appena sopra la mano.

Quando si indossa una camicia sotto una giacca  il polsino deve essere visibile.

I Polsini si dividono in due categorie

Polsino singolo; il bracciale più comune

Doppio polsino; questi vengono prima piegati un giro.

I punti non si sovrappongono l’uno sull’altro, ma l’uno contro l’altro.

Sono attaccati con gemelli o nodi di scapolo (palline intrecciate).

Questi polsini sono anche chiamati “polsini alla francese”.

Dopo questa breve introduzione veniamo al senso di questo articolo…

Molte sono le persone che collezionano orologi, o più semplicemente ne hanno diversi da indossare.

Le dimensioni sono diverse e allora …

Lasciamo la parola a Marco Giannetti

Il fascino delle botteghe, del “su misura”, del centimetro al collo, sono senza tempo ed evocano immagini romantiche di un passato che fu.

Apparentemente un artigiano come altri, rari per la verità, che perpetra un mestiere antico, si, ma in quel suo taglia, cuci, imbastisci, disegna e modella c’è molto di più:….

Chiudiamo questo articolo con un aneddoto sul più famoso vezzo legato all’orologio e il polsino: .Parliamo di Gianni Agnelli

L’orologio sul polsino della camicia è quella più famosa: la leggenda vuole che inizialmente fosse costretto a farlo per coprire un tatuaggio che portava sul polso, fonti ufficiali invece raccontano di un problema con la corona del quadrante dell’orologio, che strusciando sui polsini della camicia ne rovinava facilmente il bordo.

Per questo motivo e per risparmiare tempo nel guardar l’ora, iniziò ad allacciare l’orologio in quel modo.

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