In questa prima rubrica del nuovo anno, la vacanza appena trascorsa, mi induce ad alcune considerazioni: il tema è quello del dress code della prima colazione in hotel.
Per comodità, l’abbigliamento adottato per scendere in sala è spesso quello in linea con il tipo di attività che si svolgerà durante la giornata: trekking o sci in montagna, camminata sulla spiaggia al mare, incontri di lavoro (se in viaggio di affari) o shopping e musei (se in vacanza) in città.


Data questa premessa, ciò su cui vorrei soffermarmi, è la consuetudine, purtroppo ampiamente diffusa anche in prestigiose strutture, di presentarsi nella sala comune, come fossimo nella cucina di casa nostra.
Tute, talvolta infilate su un corpo che presenta gli evidenti segni del sonno appena interrotto, mollettoni che sostengono a fatica capelli in disordine, pingui signori con incontenibili prominenze addominali in fuga da t-shirt con grandi loghi (ulteriormente dilatati dalla discreta spinta addominale), il tutto condito da ciabatte da camera!


E non mi riferisco alle Furlane (o Friulane) simbolo dello chic décontracté milanese, ma proprio alle ciabatte che la struttura mette a disposizione in ogni camera!
Posso assicurare di aver osservato personalmente in più occasioni la mise appena descritta in alcune tra le più conosciute ed eleganti strutture alberghiere.
L’eccezione è ovviamente quella rappresentata dal soggiorno in una Thermal Spa, dove (se consentito dal regolamento), è permesso accedere alla sala della prima colazione in accappatoio e ciabatte della Spa, tra un trattamento e l’altro.
Nella mia interpretazione del dress code, forse troppo rigida per i tempi moderni, tenderei anche a contenere l’utilizzo della “tuta da ginnastica” (questo è il suo nome infatti), entro lo spazio delle palestre, dei centri sportivi o delle camminate.
Il fatto che importanti marchi (non sportivi) della moda internazionale, propongano già da tempo tale capo, dal costo equivalente a quello di un monolocale (di periferia), porta erroneamente ad intenderlo come lasciapassare per la categoria definita casual.
Ebbene così non è. Il nostro capo sarà anche di pregiato cachemire, tempestato di Swarovski, griffatissimo, ma resta pur sempre una tuta sportiva.
Se proprio non vogliamo privarcene, indossiamolo almeno in modo ordinato e senza ciabatte!

Se il risveglio è lento e non abbiamo voglia di curare adeguatamente la nostra persona nei primi minuti di veglia, è sufficiente alzarsi con un po’ di anticipo oppure fare colazione in camera, dove potremo indossare ciò che ci farà stare più comodi e a nostro agio.
Consumare un pasto negli spazi comuni, impone lo sforzo di curare la propria persona nel rispetto di sé e degli altri.
Questo non significa rispettare le regole dell’etichetta, ma rispettare le persone.

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