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Redazione

Fotografia

La creatività di Giulio Gennari, un ponte tra fotografia e arte.

Giulio Gennari

Il mondo della fotografia e quello dell’arte si intrecciano sempre più spesso.

La creatività di Giulio Gennari crea un ponte tra i due universi.

Oggi scopriamo da dove nasce la sua passione per la fotografia, lasciando a lui il piacere di raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande.

Il tuo primo contatto con la fotografia ? 

Il mio primo contatto con la fotografia ha avuto luogo quando ero solo un bambino ed è stato quando trovai all’interno di un vecchio comò una fotografia in bianco e nero dei miei nonni

Quando hai capito che la fotografia sarebbe diventata da passione a professione?

Ho capito che la fotografia oltre ad essere la mia passione sarebbe stata anche la mia professione nel momento in cui ogni foto raccoglieva consensi e spettatori

Il  tuo primo scatto?

Il mio primo scatto fu a scuola con una grande emozione attraverso una scatola e il foro steropeico

Quando hai scelto cosa ritrarre e perchè ?

La scelta di ritrarre qualcosa avviene attraverso la cultura, la storia e le emozioni di ognuno di noi. il perché? il brivido di non poter fare a meno di scattare

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?

Le tante foto fatte per gli altri studenti che non avevano la mia passione

Se potessi incontrare un personaggio  del passato , chi e cosa gli chiederesti?

Se potessi incontrare qualcuno del passato vorrei che fosse il mio professore di artistica e gli chiederei come e quando aveva capito che la mia passione avrebbe cambiato il mio futuro

Quanto conta la comunicazione ?

La comunicazione è fondamentale soprattutto la BUONA comunicazione 

Che differenza c’è, nella percezione della fotografia , tra Italia e estero?

La percezione della fotografia è sempre soggettiva ed ha sicuramente un collocamento diverso non solo tra Italia e estero ma anche dal periodo storico che si attraversa

Cos’è per te la fotografia ?

La fotografia per me è un mezzo di espressione che ho trasformato in arte ispirato dalla Luce di Picasso, utilizzando disegni con le luci ed interventi di tecnica mista con le quali realizzo opere e sculture

Per proporre  fotografia bisogna averle studiate?

Studiare la fotografia è necessario come studiare storia dell’arte prima di relazionarsi a mondi così affascinanti

Cosa pensi delle gallerie che propongono fotografia?

Le gallerie hanno un grosso ruolo che è quello di proporre arte di qualsiasi genere

Che rapporto hai con i curatori?

Con i curatori mantengo sempre un buon rapporto in quanto sono loro che hanno la chiave di volta tra l’artista, la società e la contemporaneità

Grazie per la piacevole chiacchierata

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MusicaSenza categoriaspettacolo

Villa Bertelli- Associazione O.M.E.G.A. presenta: Concerto violino, pianoforte e voce,

Associazione O.M.E.G.A.

Concerto di organizzato dall’associazione OMEGA che nasce con lo scopo  di diffondere la musica classica nei luoghi anche distanti dalle grandi province, coinvolgendo un sempre più vasto pubblico di ascoltatori, non per forza esperti cultori e appassionati di questa arte, ma soprattutto  si rivolge verso chi desidera per la prima volta avvicinarsi ad un ascolto guidato di musica classica, scegliendo brani accattivanti e di facile comprensione.

In questa serata speciale verranno presentati   brani per la maggior parte di musicisti italiani, con i più famosi brani di Chopin, alcuni suoi lied e brani di un altro compositore polacco: I.J. Paderewski.

Ad eseguire i brani il soprano polacco Dominika Zamara, che eseguira anche  brani di Bellini, Tosti, e De Curtis.
Il famoso pianista americano Clipper Erickson si esibira in alcuni dei più noti brani di Chopin, un brano di Puccini, e insieme al violinista Alan Freiles presenta l’Intermezzo dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, Meditation da Thais di Massenet.

Ingresso a pagamento: 10 € con riduzione a 8 per over 65 e under 25.

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eccellenze italianeFood & Beverage

Peck, l’aperitivo meneghino in Versilia.

Peck Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi il nuovo aperitivo è targato Peck, un simbolo della gastronomia milanese, che si sta facendo conoscere e apprezzare sulle ‘sabbie nobili’ del litorale toscano, con alcuni piatti signature del marchio e una ricerca del territorio.

Questo sembra il binomio vincente per un luogo dove il richiamo è legato soprattutto al vino, segnatamente quello dei cugini francesi, e ad alcuni prodotti di nicchia esclusivi, quali caviale e bottarga come anche alcuni salumi spagnoli di livello molto alto, come ci ha raccontato la nuova Direttrice Silvia Altini, originaria di San Miniato, in provincia di Pisa, studi tra Firenze e Parigi, interprete parlamentare appassionata alla ristorazione e un’esperienza alle spalle molto variegata tra l’Italia, la Francia e la Spagna.

Tra le particolarità l’apertura del cosiddetto Bistrot dei Poliziotti a Parigi, menzionato anche nei libri di Georges Simenon, nel primo arrondissement, accanto al Ministero degli Interni e a due passi dall’Eliseo.

Tornata così ‘a casa’, vuole unire il tocco internazionale al sapore del territorio, specializzandosi da una parte nella ricerca di prodotti non facilmente reperibili, a partire dai formaggi d’Oltralpe, e dalla reinterpretazione di piatti della tradizione che nessun fa più a casa sebbene abbia il piacere di ritrovare, soprattutto in vacanza.

È il caso della zuppa frantoiana, tipica dell’interno, delle polpette al sugo o del sugo di pesce, la Trabaccolara.

Nel dehors del negozio, arredato alla fortemarmina, stile essenziale, un prolungamento della spiaggia con sedute in legno e tessuti a righe bianche e gialle, i colori di Peck, tavoli bassi e un’atmosfera rilassata e informale, l’appuntamento è dalle 18 alle 21.

L’idea è di creare un punto di incontro, di scambio di idee e di discussione sul mondo del cibo, una sorta di salotto di degustazione. Il pubblico è vario tra italiani e stranieri e anche giovani sopra i 25 anni ma qualche giovanissimo comincia ad avvicinarsi a un buon bicchiere.

Gli stranieri acquistano soprattutto il vino e i prodotti di lusso, mentre i villeggianti approfittano anche della tavola calda con gli immancabili piatti che hanno reso Peck noto come il roastbeef, l’insalata russa, il vitello tonnato e nuove ricette adatte all’ambiente marino.

Tipicamente l’aperitivo offre tre bollicine in degustazione, un prosecco, uno spumante e uno champagne; due bianchi, uno nazionale e uno francese e un pinot nero, rosso che si beve bene anche con temperature più elevate (con un prezzo dai 10 ai 25 euro.

Accompagna il bicchiere il tagliere di salumi e/o formaggi con scelte originali (15 euro) e in alternativa il panino Cristallo, una sfoglia sottile e croccante, soluzione gourmet sur le pouce, con Camembert e verdure grigliate, o vitello tonnato ad esempio. Fiore all’occhiello dell’offerta Extebarri Chorizo fatto con presa e Secreto Joselito, interpretazione di una delle creazioni tipiche del chorizo Joselito basata sulla ricetta che si preparava nelle cascine della valle di Atxondo.

Preparato da Extebarri- un Asador, ovvero un grigliatore considerato il primo al mondo, ritenuto dalla classifica 50 best il quarto ristorante al mondo – con Presa e Secreto Joselito ed una novità, il primento chorizero varietà Gernika in sostituzione della paprika.

Una preparazione complessa per un insaccato di maiale che richiede alcune settimane di stagionatura. Per chi vuole una bottiglia la scelta è ampia e curiosa e i prezzi sono quelli dello scaffale.

Il prossimo inverno l’esercizio commerciale resterà aperto con due giorni di chiusura settimanale – il lunedì e il martedì – e aprirà solo su richiesta per aperitivi e incontri.

A cura di Giada Luni

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Lusso

Il gioiello d’epoca da Cassetti a Forte dei Marmi.

Cassetti a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi la scelta è l’eleganza che non segue la moda e non ostenta il lusso ma racconta la storia: quella del gioiello d’epoca in mostra dal 29 luglio scorso fino a fine mese alla Boutique Cassetti Gioielleria e Orologeria.

Abbiamo avuto la fortuna di poter percorre un viaggio nella bellezza con Maria Grazia Cassetti a farci da guida che ha sottolineato come le persone tendano sempre più a seguire la moda e la riconoscibilità del marchio e sempre più focalizzate sulla qualità e certificazione delle pietre.

Andando a ritroso nel tempo invece troviamo la ricerca dell’unicità, l’apprezzamento del disegno e lavorazioni che appaiono come opere d’arte.

La moda però è anche una ruota che gira e torna seppur reinterpretata. In tal senso è importante saper vivere il gioiello adattandolo al tempo e reinventando il modo di indossarlo.

Abbiamo iniziato la nostra passeggiata nell’esposizione con un gioiello firmato da Renzo Cassetti per poi fermare lo sguardo su un anello storico di Gucci con le staffe di dimensioni importanti come spesso nel gioiello d’epoca.

Un grande spazio era dedicato in passato alle spille, oggi dimenticate, anche se si stanno riaffacciando nelle toilette delle signore grazie a un modo diverso di vestirle.

L’uso classico ne prevede l’applicazione su baveri di giacche e cappotti quando i tessuti erano più sostenuti o su vestiti appuntate da un lato sopra il petto.

Oggi tornano in vesti differenti. Tra le spille in mostra una a grappolo con perle e foglie degli Anni Sessanta e molti esempi di versatilità in un’epoca in cui il gioiello si conservava e passava di generazione in generazione.

Così la spilla poteva diventare un ciondolo o l’elemento centrale di un bracciale da indossare anche come collarino con un nastro di gros-grain.

È il caso ad esempio di un ciondolo con acqua marina nato come spilla, pietra molto apprezzata tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio degli Anni Sessanta, poi ritenuta ‘povera’ e tra l’altro sempre meno reperibile come molte pietre.

A questo, come accennato, occorre aggiungere il fatto che sulle pietre si è sempre più esigenti.

Le ultime sfilate di moda di Chanel hanno aiutato il rilancio delle spille e anche dell’uso di monete nei gioielli e di cammei, indossati in modo estroso, con disinvoltura; così come il caso delle perle, con un ritorno significativo di quelle giapponesi dopo anni dominati dalle perle australiane.

Parlando di mode che tornano, il nostro sguardo è caduto su gioielli degli Anni Settanta dove domina il colore vivace, con cristallo di rocca e maglia a tubo di gas.

Molto raffinata una collana con una lavorazione preziosa, che crea una sorta di rete metallica con brillanti, dando quasi l’impressione di un tessuto. In esposizione anche alcune creazioni di David Webb come un anello scultura degli Anni Quaranta in cristallo di rocca. Sempre dello stesso periodo un anello della gioielleria francese con perla di grandi dimensioni, rubini e diamanti.

Da menzionare anche una creazione firmata Van Cleef e tre parure degli Anni Trenta rispettivamente con rubini, zaffiri e smeraldi colombiani, i più importanti.

L’impressione è un vero lavoro di creazione artistica al di là dell’importanza della materia prima, la finezza della lavorazione, l’arditezza degli accostamenti e, soprattutto, l’unicità quando vestirsi è esprimere una personalità non uno status, così come un abito di sartoria.

A cura di Ilaria Guidantoni

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Food & Beverage

Bagno Silvio Forte dei Marmi: Il panettone, dolce per tutte le stagioni.

Bagno Silvio forte dei marmi

Da una “provocazione” di Davide Paolini una consuetudine che per Ferragosto, è anche una moda

Il Panettone fa pensare al Natale, un connubio ideato da Angelo Motta, circa 100 anni fa, con una precisa strategia di marketing, che in Versilia trova una sua stagione, quella estiva.

Sono passati 13 anni da quando nel 2010 Davide Paolini, allora conosciuto come il gastronauta, organizzò a Milano un “goloso” evento: Panettone tutto l’anno.

Così al Bagno Silvio di Forte dei Marmi è stato presentato il panettone di Fiore, azienda senese con quasi duecento anni di storia, considerato dal Gambero Rosso nel 2022 uno dei migliori tra i classici, sposandolo allo Champagne Perrier Jouet, Belle époque Rosé.

Un’occasione per unire il nord e il centro Italia, il gusto della tradizione e la reinterpretazione contemporanea, oltre che l’evocazione di due stagioni dell’anno ugualmente festose e tipiche del vivere italiano: il Natale e il Ferragosto.

La scelta di Davide Paolini, “Violazione della tradizione? Assolutamente no. Trattasi di fake news perché non c’è alcun legame religioso o storico con il Santo Natale. Si tratta di un’invenzione della tradizione, divenuta poi consuetudine, come tante fattispecie del genere, teorizzate dagli storici Hobsbawn-Ranger.”

Molti anni fa quest’idea, come ricorda Paolini fu commentata come una stravaganza e la profanazione della tradizione. Poi c’è stato il successo del primo articolo, in prima pagina, sul Sole 24 ore, alla fine degli Anni ’90 e del tour di Ferragosto in alcuni stabilimenti balneari di Forte dei Marmi di Milano Marittima, di Alassio, in molti ristoranti e gelaterie sparse per l’Italia vacanziera.

Così sulle ali di questo “spinta” in tanti hanno varato poi eventi, iniziative più o meno originali. “Ca va sans dire”.

L’idea è nata dal piacere di gustare il panettone durante tutto l’anno a colazione, “a pranzo con la mortadella o con la spalla cotta, a notte con un calice di champagne rosé. Piacere e anche un’idea marketing oriented perché prolunga l’attività dei pasticcieri che, in estate hanno un’offerta ridotta di prodotti, proprio per il caldo, che ostacola molte produzioni.”

Panettone a Ferragosto magari sotto l’ombrellone in spiaggia, nel cesto del pique-nique, sulle tavole apparecchiate in terrazza o in giardino.

E per quel giorno c’è chi parla di panettone estivo ripieno con frutta di stagione candita o con numerose altre varianti ma c’è chi preferisce, e non sono pochi, il panettone tradizionale perché il panettone è uno solo.

Quello presentato a Forte dei Marmi è un panettone artigianale e tradizionale firmato dallo chef stellato Igles Corelli e prodotto da Fiore 1827, l’Azienda senese che nel 2027 compirà 200 anni, di Gabriele Filippini.

L’occasione per i pochi ospiti, ha unito anche il tradizionale piatto del Forte, lo spaghetto alle arselle accompagnato da Lady F, un raro vino bianco da uve Orpicchio prodotto a Bolgheri da donne Fittipaldi.

“Dopo anni da spettatore, – conclude Paolini – quest’anno ho voluto riproporre il rito del panettone, in occasione dell’uscita del libro A tavola vista mare proprio in uno degli stabilimenti citati nel libro: il Bagno Silvio, a cui sono molto affezionato.

Qui, con un panettone di 3 chili – le mie preferenze sono per i panettoni extra large – in cui c’è lo zampino dell’amico Igles Corelli, simbolo per me, in questa occasione, di tutti i “panetun” di Ferragosto, per augurare con uno strappo e non con il coltello, perché così vuole il bon ton del prodotto, a tutti gli amanti di questa icona artigianale del made in Italy, un’estate all’insegna del gusto.”

A cura di Giada Luni

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Moda

7 anni di successi Made in Italy targati Marta Jane Alesiani.

Marta Jane Alesiani

ll 2 Agosto ad Ascoli si è svolta la 37 Edizione di Moda sotto le Stelle, nella splendida e suggestiva Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, una delle piazze più belle d’Italia, regista della serata Chiara Nadenich che ancora una volta è stata capace di dirigere con maestria e creatività questa kermesse organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo.

Quasi 3 ore di Fashion Show in cui musica e moda si sono alternati ritmando perfettamente la serata.

L’evento ha portato in passerella il meglio delle produzioni moda del territorio marchigiano, ambasciatrici del made in Italy di qualità.

I meravigliosi abiti realizzati da più di 40 brand hanno sfilato davanti ad un ampio pubblico, tra cui spiccava il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: in prima linea, il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli.

Alla serata Presenti anche le immancabili telecamere di Tv Moda , realtà divulgativa importante nazionale e internazionale creata da Jo Squillo.

Questa 37esima edizione per Marta Jane è stata l’occasione per festeggiare i suoi 7 anni di attività.

Dopo aver lavorato in mason internazionali  che hanno fatto la storia della moda italiana, ha deciso di fare il grande passo, 7 anni fa , coraggiosamente ha scelto di mettersi in gioco, abbandonando ruoli di tutto rispetto per dare vita al suo mondo creativo.

Niente è facile, soprattutto quando da un giorno all’altro diventi responsabile delle tue scelte , un momento di crescita che spesso si trasforma in delusione.

Ma Marta, forte delle sue esperienze, del suo innato talento creativo e della sua tecnica realizzativa , ha puntato su se stessa , senza guardarsi in dietro, ambiziosamente, ma con la testa sulle spalle, ha iniziato il suo viaggio nel fashion system.

Dopo  7 anni, consapevole che il viaggio intrapreso e ancora lungo, ha la consapevolezza di aver creato qualcosa di unico, a partire dal pensiero che esiste dietro ad ogni suo abito, indossare Marta Jane Alesiani non è semplicemente avere addosso un vestito sartorialmente impeccabile , ma  entrare in contatto con l’anima che ogni suo capo porta con se, non a caso molti suoi abiti sono stati raccontati da un curatore come opere d’arte…

In questa 37esima edizione di Moda Sotto le Stelle , lei veterana, ha fatto sfilare in passerella abiti che ha creato in questi 7 anni, vi raccontiamo un segreto, stando dietro le quinte è apparso evidente che le modelle indossando il capo scelto per loro lo indossassero come una seconda pelle…trasformandosi e unendosi ai colori e ai tessuti… diventando tutt’uno.

Marta sceglie con cura le modelle e i modelli per rappresentare i suoi abiti, al di la dell’aspetto devono avere anima… ogni sua collezione è un mondo diverso, ma sempre legato alla natura e alla passione e deve essere interpretato.

Ha vestito molte celebrità , ma sempre restando se stessa, e ogni volta che un suo abito entra in scena fa la differenza, ultima in ordine di tempo a indossare i suoi abiti per la  sua Tournee Americana , il Soprano Dominika Zamara., che a Gennaio 2023 scelse proprio un abito di Marta per il concerto in ricordo del Santo Padre Giovanni Paolo II in campidoglio.

Marta ha scelto da sempre di essere se stessa  ed è proprio questo rende unico il suo stile.

Le foto del servizio ( copertina compresa) a cura di Andrea Nobili

Marta Jane Alesiani ha scelto da sempre di essere se stessa  ed è proprio questo rende unico il suo stile. ed è orgogliosa di rappresentare la sua amata regione , mettendo in evidenza le caratteristiche che le Marche portano con se: esperienza, professionalità , creatività e tradizione, un fiore all’occhiello tutto Italiano.

Questa Ph è stata scatta da Gabriele Vinciguerra

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Attualità

Sono stata violentata da “TVP Star”!

violenza sulle donne

L’ufficio del procuratore polacco ha appena ricevuto la testimonianza di una donna che
afferma di essere stata violentata nel gennaio 2020 dalla “TVP Star” all’hotel Parisel
Palace a Klimki vicino a Łuków. Al momento sono in fase di traduzione e conferma le
informazioni di Agnieszka Kępka, portavoce dell’ufficio del procuratore distrettuale di
Lublino. La vittima è stata interrogata a Londra da un ufficiale dell’Interpol. La donna ha
testimoniato tre volte. Prima volta in questura, due volte a casa. La sua testimonianza è
scioccante. Nel frattempo sono riuscito a parlarle. Cerco questa intervista da oltre 2
anni. Non sarà una conversazione breve. Uso lo pseudonimo dell’autore indicato dalla
vittima, perché le indagini sono ancora in corso.
VENERDÌ: STUPRO
– Come hai conosciuto la “TVP Star” [pseudonimo usato dall’autore]?
– L’ho visto al tavolo del Parisel Palace Hotel durante l’incontro per il concorso Miss Generation 2020.
Era un ospite speciale lì. La prima volta che l’ho visto era seduto al tavolo con l’organizzatore della
competizione, Paweł Majewski. Sembravano conoscersi bene. Poi l’ho visto a cena.

  • Do vive lei?
    – Vivo nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Non parlo polacco, anche se capisco molto perché parlo
    correntemente il russo. Nel 2020 sono stata in Polonia per il concorso Miss Generation.
    “Perché volevi che ti chiamasse un medico?”
    “Mi sono sentita male dopo cena. Volevo vomitare, il mio cuore batteva forte, ero senza fiato. Ho
    chiesto a Izabela, probabilmente la nipote di Paweł Majewski, di chiamare un medico. Mi ha portato
    nel punto in cui si trovava Paweł e ha detto: “Prenditi cura di lei, non si sente bene e pensa di essersi
    avvelenata”.
    “Ti hanno mandato ‘Star’ invece di un dottore?”
    – Poi “TVP Star” si è avvicinata a me e mi ha chiesto cosa mi fosse successo. Aggiunse che era la
    persona più importante li, è l’organizzatore di questo evento, è il capo di tutte queste persone. Tutti
    quelli che erano accanto a noi, incluso Paweł Majewski, gli raccomandarono di prendersi cura di me.
    Poi mi ha preso il braccio e ci siamo diretti verso l’ascensore. Ci siamo fermati lì per un po’. Ci siamo
    seduti a tavola. Ho cercato di spiegargli come mi sentivo e lui mi ha rassicurato.
    “L’hai capito?”
    – Parlava un misto di inglese-polacco-russo. Non conosce bene l’inglese. Ho cercato di spiegargli che
    mi sentivo male. Ha suggerito che sarebbe stato meglio se andassimo nella sua stanza e lì potessi
    spiegargli esattamente cosa non andava in me. A volte penso che sia colpa mia se ci sono andato con
    lui. Aveva la stanza più grande di tutti noi. Era di sopra, non ricordo a quale piano.
    “Qualcuno ti ha detto chi era?”
    “Allora non ne avevo idea. Sapevo solo il suo nome. Non sapevo fosse una star televisiva. Quando
    siamo entrati nella stanza è diventato completamente diverso. Ha iniziato a toccarmi. Gli ho detto di
    non farlo, non ci conosciamo. Mi ha offerto da bere. Ho detto che non bevo affatto alcolici. Poi ha
    iniziato a chiedermi perché mi sentivo male, perché ero pallida e non sorridevo. È anche passato
    rapidamente alle domande sulla mia vita privata, se avessi marito e figli. Ho detto che ho due figli:

una figlia e un figlio. Ha anche chiesto la loro età, ma non volevo parlargli di loro. Poi ha cambiato
argomento e ha iniziato a parlare di sé. Dopo circa 20 minuti di permanenza nella stanza, qualcuno
ha iniziato a bussare alla porta. qualche donna. Penso che uno dei dipendenti di questa
competizione. Quando lui non rispose, lei urlò: “Apri la porta! [viene menzionato il nome della “TVP
Star”]”. Gli ho chiesto di aprire ma ci ha detto di fingere che non ci fossimo e di stare zitti. Poi un
uomo ha iniziato a bussare, ma continuava a non aprire. Poi il suo telefono squillò. Probabilmente
sono le stesse persone che hanno provato a contattarlo. Poi ha confessato di non conoscere queste
persone e di non essere interessato a questa competizione. È stato invitato da Paweł Majewski.
– Com’era la sua stanza?
“C’erano molti vestiti sparsi per la stanza. Non c’era posto dove sedersi, quindi “TVP Star” mi ha
suggerito di sedermi in camera da letto. Ho detto che non volevo andare in camera da letto con lui.
Cominciò a convincermi che era una buona idea e che sarebbe stato meglio se quel giorno non
lasciassi la sua camera. Ha anche promesso di accompagnarmi all’aeroporto il giorno successivo. Mi
ha assicurato che voleva prendersi cura di me e assicurarsi che non mi accadesse nulla. Poi ho chiesto
perché non hanno chiamato un medico. Ha detto che non c’era bisogno di un dottore perché era
tutto nella mia testa ed ero solo stanca. Ho detto che ho un’allergia alimentare a certi cibi e che
potrebbe succedermi qualcosa. Ma lentamente sono diventata più calma. All’improvviso, ha iniziato a
togliersi i vestiti perché ha detto che si stava surriscaldando. Poi ho notato una grossa cicatrice sullo
stomaco, gli chiesto, cosa gli è successo. Poi ha iniziato a parlare polacco. Mi disse di non
preoccuparmene perché era una traccia della sua vita precedente. Ha detto che non aveva una
moglie e che stava scrivendo libri o pubblicandoli. Non l’ho capito, ha detto che non gli piaceva vivere
in Polonia perché la gente lo avvicinava per strada. Ha detto che volevano sbarazzarsi di lui.
“Pensi che fosse sotto l’effetto dell’alcool?”
“Non so quanto fosse ubriaco, c’erano bottiglie di whisky e vodka nella sua stanza erano mezze
vuote.
“Come sei finito in camera da letto con lui dopo tutto?”
“Si stava facendo tardi. Mi ha esortato a sdraiarmi nel suo letto. Ha ripetutamente detto che non mi
toccherà. Improvvisamente è diventato insistente, voleva fare cose con cui non ero d’accordo. Mi ha
suggerito di sdraiarmi su un lato del letto e lui sull’altro. Poi si è avvicinato a me e ha iniziato a parlare
della sua vita. Ha parlato di come non fosse felice con suo figlio e di come si sentisse in colpa perché
li ha lasciati [famiglia – nota dell’autore] molto tempo fa e che a volte fa cose che non dovrebbe fare,
ma non riesce a fermarsi. Mi sono laureato in psicologia, gliene ho parlato e gli ho suggerito di non
incolpare se stesso, di non pensare male di se stesso. Poi, non so come sia successo, ma mi ha
baciato. È stato un bacio così veloce, poi si è allontanato e ha detto che si stava facendo tardi e che
potevo restare nella sua camera. Mi ricordava ogni volta che non mi avrebbe toccato. Ha fatto il
segno della croce.
“Non è finita con un bacio?”
“Ero molto stanca, ho dormito a malapena per cinque giorni. Abbiamo parlato per un po’, ma alla fine
mi sono addormentata. Ad un certo punto, ho sentito che cercava di girarmi sulla schiena e iniziare a
togliermi i vestiti. Gli ho detto di smetterla, che non voglio farlo, che ho il ciclo, che non ci
conosciamo. Ha detto di no. Che deve fare questo, che doveva fare l’amore con me. Disse che era un
uomo adulto, che poteva controllarsi, che non sarebbe finito dentro ma sulla mia pancia. E lo ha
fatto. Non l’ho guardato durante il processo, ero paralizzata. Mi ha chiesto perché non gli ho detto

che lo amo. Voleva che ne facessi parte, e che glidimostrassi simpatia. Quando ha finito, mi ha detto:
“Guarda, sei una donna simpatica e interessante, ma non mi piaci così tanto”. Sento che voleva che
mi sentissi male con me stessa.
Mi sono seduta contro il muro vicino al bagno. Ero nudo. Avevo del sangue sulle mani. Non riuscivo a
concentrarmi. Ho notato un’immagine sacra sul muro e ho iniziato a pregarla. Avevo paura di
andarmene, anche se sapevo che avrei dovuto. Ero in un villaggio in mezzo alla foresta e cominciavo
a sospettare che il mio soggiorno nella sua stanza fosse programmato con l’organizzatore della
competizione. Avevo paura perché non sapevo cos’altro potesse farmi la “TVP Star”.
SABATO: STOP
“Cosa stava facendo allora?”
“Non so se dormisse o fosse sveglio, ma appena ho provato a muovermi mi ha chiesto cosa stessi
facendo. Alla fine, verso le 5 o le 6 del mattino, gli dissi che dovevo andare. Poi si è arrabbiato e ha
iniziato a urlarmi contro dicendo che mi aveva chiesto tante volte di calmarmi. Poi ha preso tutta la
mia roba e me l’ha tirata in faccia. Poi ha detto: “Vattene, non voglio più vederti, non mi ascolti, non
vuoi calmarti!” Stava venendo verso di me, ho oscillato e volevo schiaffeggiarlo, ma lui ha schivato e
ho sbattuto la mano contro il muro. E poiché avevo le mani insanguinate, ha urlato di nuovo che
avevo sporcato il muro. Ho preso le mie cose e me ne sono andata. Scesi le scale e la prima persona
che incontrai fu la receptionist che mi chiese perché mi fossi alzata così presto. Mi sono seduto
nell’atrio e mi sono seduto lì. Dopo qualche tempo, Karina [partecipante al concorso – ndr] mi si è
avvicinata e mi ha chiesto perché avevo le mani sporche di sangue. Ho detto che non è successo
niente. Sentivo di non poterglielo dire. Ha insistito ma ho detto che andava tutto bene.
“L’hai già visto in albergo?”

  • SÌ. Dopo un po’ scese a fare colazione. Si è comportato come se non fosse successo niente. Fu
    raggiunto da Paweł Majewski, che doveva sapere cosa era successo, perché mi mandarono nella
    stanza con lui. Ho sentito parte della loro conversazione. Non ho capito tutto, ma la “TVP Star” ha
    detto a Majewski che era stata una sua idea. Immaginai che stesse dicendo qualcosa del tipo “Sei
    stato tu, non voglio assumermene la responsabilità, risolvi il problema da solo”.
    – Credi che Majewski sapesse cos’è successo la scorsa notte?
    «Deve averlo saputo. Mi ha mandato lì con lui.
    – Era l’ultimo giorno del tuo soggiorno in hotel a Klimki?
  • SÌ. Dopo colazione ci è stato detto di lasciare l’hotel. Ho chiesto se potevo restare ancora un po’.
    Non ho fatto la doccia e la mia roba era nella stanza. Non me l’hanno permesso. Mi hanno detto che
    il direttore dell’albergo mi avrebbe accompagnato alla stazione. Viaggiavo con altre tre donne. Alla
    stazione di Łuków siamo saliti tutti sullo stesso treno. Ero seduto accanto a Łukasz e Karina. Qualcuno
    chiamava Łukasz tutto il tempo e lui informava quella persona dove eravamo. Non ho idea di chi ci
    fosse dall’altra parte del telefono. Mi sembra che potrebbe parlare con Paweł Majewski, ma è solo
    una mia supposizione. L’organizzatore del concorso stava andando a Varsavia in macchina. Quando
    siamo arrivati ​​alla stazione ferroviaria di Varsavia, Łukasz e Karina hanno detto che dovevamo
    cambiare binario. Questo mi ha sorpreso, perché il resto dei partecipanti è andato su un’altra
    piattaforma. Poi una delle ragazze di nome Monika ha chiesto loro perché mi stanno portando su
    un’altra piattaforma. Ci ha seguiti per vedere dove mi stavano portando. Non li capivo davvero,
    quindi li ho seguiti. C’era una valigia su quella piattaforma che mi hanno detto di prenderla. Ho

chiesto perché, ho sentito che è il nostro bagaglio. Ho rifiutato dicendo che non era il mio bagaglio e
che non l’avrei preso. Mi hanno fatto prendere il treno con lui, ho rifiutato, poi si sono innervositi.
Non sapevo cosa ci potesse essere in questa valigia… droga, per esempio., per esempio, poi è
arrivata la polizia.
“Da dove veniva la polizia?”
“Hanno detto era sono venuti perché hanno sentito delle urla. Volevo parlare con loro, ma poi Lukasz
ha detto loro di non ascoltarmi perché sono pazza. La polizia mi ha chiesto il passaporto, gliel’ho dato
e poi hanno detto che dovevamo andare di sopra alla stazione di polizia.
“Chi degli organizzatori è venuto con te?”
“Sono andato da sola con loro. Alla stazione di polizia, ho sentito la voce di “TVP Star”. Stava
gridando qualcosa. I poliziotti non parlavano inglese, quindi ho chiesto se c’era qualcuno che parlava
inglese o russo. Mi hanno detto di non preoccuparmi che mi avrebbero portato in un posto sicuro. Mi
hanno detto di salire sull’incrociatore. Non era un’autovettura, era un autobus. Hanno acceso la
musica molto forte. Era una canzone di Michael Jackson.
“Pensavi che questo fosse l’inizio di altri problemi?”
“Non sapevo nemmeno dove stessimo andando.” Ho chiesto loro di trovare qualcuno che parli
inglese. Hanno detto che loro stessi non parlano e che qui c’è la Polonia e qui si parla polacco.
Dovevamo essere vicini a questa stazione perché non andavamo da molto tempo. Quando ci siamo
fermati, abbiamo aspettato qualche minuto che il cancello di metallo si aprisse. Non sapevo ancora
dov’ero, se fosse un’altra stazione di polizia o un altro posto. Abbiamo aspettato lì finché finalmente
è entrata una donna con i capelli grigi. Ha iniziato a scrivere qualcosa e le ho chiesto di dove fossi e le
ho detto che dovevo andare all’aeroporto per prendere il volo per Londra. Poi hanno detto che non
andavo da nessuna parte, che dovevo restare lì perché avevo ucciso o volevo uccidere un uomo. Poi
ho pensato che forse fosse successo qualcosa a “TVP Star”. Mi ha paralizzato di nuovo. Volevo fare
una foto di dove mi trovavo
“Hanno chiesto il numero della tua famiglia per fargli sapere dove eri e perché non sarei tornata a
Londra?”

  • NO. Mio marito non sapeva cosa mi stesse succedendo fino a lunedì. Dopo aver preso il mio
    telefono, hanno iniziato a rovistare tra le mie cose. Ho detto loro di non farlo. Mentre continuavo a
    dire loro di lasciarsi dietro i miei effetti personali, mi hanno afferrato e trascinato attraverso un lungo
    corridoio buio. Non sapevo dove fossi, mi chiedevo se fosse una prigione. Poi siamo saliti
    sull’ascensore. tacevano. Mi hanno portato in una stanza. Mi hanno buttat6a sul letto, legata,
    dopodiché mi addormentai subito.
    DOMENICA: OSPEDALE
    “Cosa ricordi dell’ospedale?”
    “Quando mi sono svegliata, mi stavo ancora chiedendo dove fossi. Le porte erano chiuse. Attraverso
    il vetro, ho visto persone che camminavano nel corridoio. Erano vestiti in modo strano. Ho iniziato a
    bussare alla porta. Dopo 15 minuti la porta si aprì. Ho detto all’infermiera che dovevo andare in
    bagno. La donna mi ha preso per mano e ha detto che mi avrebbe portato lì e poi mi avrebbe
    riaccompagnato nella stanza e mi avrebbe rinchiuso di nuovo. Poi ho pensato che questa doveva
    essere una prigione. La donna che è venuta nella mia stanza mi ha detto che mi avrebbero trattenuto
    fino a lunedì, perché a quel punto il medico verrà a trovarmi e deciderà cosa fare di me. Sono stata

rinchiusa per due giorni. Mi hanno permesso uscire dalla stanza solo per andare in bagno o mangiare
qualcosa.
LUNEDÌ: RICERCA
– Finora hai detto a qualcuno di essere stata stuprata al Parisel Palace Hotel di Klimki?

  • NO. Nessuno mi ha nemmeno chiesto niente. Il dottore è venuto a trovarmi lunedì mattina. Si
    chiamava Tomasz. Mi ha chiesto se sapevo perché ero qui. Ho detto di no e forse me lo dirà. Ha detto
    di aver sentito che volevo uccidere qualcuno alla stazione. L’ho negato. Poi il dottor Tomasz ha
    spiegato di aver sentito che volevo uccidere qualcuno o me stesso. Non so da dove abbia preso
    queste informazioni. Riuscivo a malapena a stare in piedi dopo tutte le notti insonni e quello che mi
    era successo. Mi hanno fatto impazzire, completamente impazzire, come se per qualche motivo
    volessero rinchiudermi in questo ospedale.
    “Allora gli hai detto dello stupro?”
    “Il dottor Tomasz è stato molto meticoloso. Ha ordinato molti test tra cui EEG e esami del sangue. Poi
    mi ha intervistato. Ha detto che aveva bisogno di sapere cosa ho fatto per arrivare qui, perché questo
    è un ospedale psichiatrico [su ul. Nowowiejska – nota aut.] e le persone che vengono qui dovrebbero
    sapere perché. Dopo aver ascoltato la mia versione di quello che era successo, ha detto che pensava
    che fosse stato commesso un crimine e che doveva informare la polizia. Dovevo andare a fare una
    visita ginecologica in un altro ospedale [ospedale di ul. Banach – agg. aut.]. Ci sono andato in
    ambulanza. All’ospedale che abbiamo raggiunto, i medici hanno chiamato i poliziotti e avrebbero
    dovuto eseguire il test che si fa sulle vittime di stupro, ma i poliziotti che sono venuti non avevano
    con sé l’attrezzatura necessaria. Mi riportarono all’ospedale psichiatrico.
    MARTEDÌ: RICERCA
    “Perché non hanno portato l’attrezzatura per i test?” È uno scherzo?
  • Veramente. Il giorno dopo mi hanno portato di nuovo in ambulanza all’ospedale [in ul. Banach-ndr.
    aut.]. La seconda volta mi hanno prelevato campioni di capelli e unghie. Hanno chiesto se l’autore del
    reato ha usato un preservativo. Ho detto no. Poi i dottori mi hanno prescritto la pillola del giorno
    dopo come contraccezione d’emergenza. I materiali sono andati al laboratorio, ma fino ad oggi non
    ho ricevuto alcun risultato o informazione se siano state trovate tracce del DNA dell’aggressore.
    “Quando hai potuto fare una doccia?”
    – Dopo il secondo esame in ospedale.
    “Solo quattro giorni dopo?”
  • SÌ.
    MERCOLEDÌ: SANO
    “Non hai disturbi mentali?”
    – Il dottor Tomasz ha detto che va tutto bene, ma gli esami del sangue hanno mostrato un basso
    numero di globuli rossi. Mi ha raccomandato di mangiare bene, riposare e recuperare le forze. Ha
    detto che non vedeva alcun motivo per cui dovrei rimanere lì. [Il medico ha citato: la donna è stato
    l’unico che ha contattato le tre ambasciate dei paesi in cui viveva. Uno di loro lo informò che la
    conoscevano bene perché spesso collaboravano. Non do il nome del paese per la possibilità di
    identificare la vittima – ndr. aut.]. Ho contattato mio marito che mi ha comprato un biglietto aereo e

mi ha detto che sarebbe venuto a prendermi venerdì. Lo stavo aspettando in ospedale. Durante la
mia permanenza in ospedale, mi sono state somministrate alcune pillole. Non so di che tipo, anche se
sospetto che potessero essere sonniferi. Li ho nascosti sotto la lingua e poi li ho sputati nel gabinetto.
Volevo essere sveglia, pienamente consapevole, sano di mente.
– Dopo il primo articolo che ho pubblicato, una persona mi ha contattato. Mi ha convinto ad
abbandonare l’argomento perché non c’era stupro. Mi ha detto che c’è una registrazione dalle
telecamere dell’hotel, che mostra te e la “TVP Star” che camminate lungo il corridoio.
– No, non c’era una situazione del genere e non possono esserci registrazioni del genere. Potrebbe
esserci un video di lui che mi tiene la mano lungo il corridoio, ma certamente non me che lo bacio o
lui che bacia me. Dopo quello che è successo, sono rimasto di fronte a lui nudo, insanguinato, mi ha
urlato contro, ha detto che non voleva vedermi. Ero scioccata. Non riuscivo a capire perché sono
andato con lui in questa stanza? Perché mi ha fatto questo? Perché io? Perché mi sta urlando contro?
Volevo vestirmi e uscire da lì. Finalmente ce l’ho fatta. Scesi nell’atrio. Tutto era come una nebbia.
– Pensi che Paweł Majewski e il direttore dell’hotel Parisel Palace si conoscessero?
“Non erano gli unici che si conoscevano. Anche “TVP Star” ha festeggiato con loro a tavola. Da quello
che ho scoperto, l’organizzatore non ha pagato nulla per il nostro soggiorno.
“Sono passati 3 anni da quello che è successo. In che condizioni sei?

“Non è che posso cancellarlo dalla mia memoria, naturalmente. Non è come i vestiti sporchi che
posso lavare e non c’è traccia di sporco. Questi traumi emotivi non possono essere cancellati.
Saranno sempre ricordati. È ancora bloccato con me come se fosse successo tutto ieri. Ricordo
ancora gli odori, le immagini di quei luoghi. Anche quando incontro i polacchi in città, Łuków torna
subito da me. Mi ha scioccato. [La reazione è molto emotiva, la donna inizia ad asciugarsi le lacrime –
nota di redazione. aut.].
Grazie per l’intervista
Piotr Krysiak, Helena Krysiak
Non sta a me giudicare chi sta dicendo la verità. Non spetta a me giudicare se è avvenuto uno stupro.
Ci sono pubblici ministeri e tribunali per questo. Tuttavia, non si può negare che qualcuno stia
mentendo qui, e c’è ancora molto da determinare.
Prima di tutto:
perché “TVP Star” ha detto in un’intervista con me che non era mai stato vicino a Klimki in vita sua, e
non era nemmeno mai passato di lì. Non conosceva nemmeno il nome dell’albergo.
Secondo:
Cosa è successo alla Stazione Centrale?
Terzo:
Chi ha riferito che la donna aveva fatto qualcosa?
Quarto:
C’era “TVP Star” alla stazione ferroviaria e perché?

Quinto:
perché la polizia non ha chiesto alla donna il suo parere sull’accaduto, ma l’ha portata in un ospedale
psichiatrico?
Sesto:
Perché non le è stato permesso di informare la sua famiglia che non sarebbe tornata a casa, e su
quali basi è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico?
Settimo:
Le irregolarità commesse dagli agenti di polizia dovrebbero essere chiarite.
Ottavo:
Perché la biancheria da letto e le tracce non sono state fissate nella camera d’albergo di “TVP Star”?
Nono:
Perché il ruolo svolto dall’organizzatore del concorso, Paweł Majewski, non è stato indagato?
Decimo:
Perché questa indagine richiede così tanto tempo?

Di Piotr Krysiak

pubblicato in collaborazione con www.pressmania.pl

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Moda

Fashion System: Sofia Santolini, talento e passione.

Sofia Santolini

La passione e il talento l’hanno sempre accompagnata quando si parla di creare abiti, ma è stata notata e premiata durante il concorso, Fashion Mood, giovani stilisti alla ribalta promosso dalla CNA di Ascoli ,ma non solo per la sua capacità tecnica realizzativa, ma per come ha raccontato le origini del suo abito: frutto di una profonda riflessione artistica e stilistica.

«Sofia , studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha scelto di partire dal denim per esprimere il passaggio da tuta da lavoro a tessuto di riferimento nel mondo della moda ,

Il modello di riferimento per il suo outfit, composto da una salopette, un top e un cappotto, è stato Charlie Chaplin, in un viaggio nel tempo in cui queste suggestioni sono state ricontestualizzate nel mondo di Madeleine Vionnet, stilista che ha rivoluzionato il mondo della moda con i concetti di morbidezza e comfort».

La stilista Marta Jane Alesiani, membro della giuria, che da sempre sostiene che un abito nasce da dentro e non per caso, ha subito puntato su di lei..

Conosciamola meglio lasciando a lei il piacere di raccontarsi rispondendo alle nostre domande:

Primo incontro con la moda ?
Tutto è iniziato quando, all’età di 14 anni, ho dovuto scegliere il cammino scolastico giusto
per il mio futuro, ancora inconsapevole della mia meta.

Questa decisione è stata fortemente indirizzata da professori che non credevano nelle mie capacità, a tal punto che mi hanno
consigliato di non affrontare un percorso liceale, perché avrei avuto troppe difficoltà.

Ho deciso così di intraprendere una via professionale, quella più inerente a me, ovvero la moda.
Giorno dopo giorno ho consolidato le mie capacità ed ho confermato sempre di più la mia
scelta, grazie anche alla realizzazione dei miei primi capi.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Sicuramente per parlare di moda bisogna immergersi nell’ambito, non solo con la passione,
ovvero il fulcro da cui iniziare, ma l’esperienza e lo studio sono i due parametri fondamentali
che fortificano e ti aiutano a realizzare il tuo sogno.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?
Tutto parte da una frase che è “My time traveler”, cioè il mio viaggio. Cosa significa questo?
Sicuramente prima di ogni collezione faccio un viaggio interiore e mi domando: Che cosa ho
dentro di me? È da lì che inizia la mia avventura.

Sicuramente le mie origini sono la mia ancora di salvezza. Io amo la rusticità, ma allo stesso tempo deve essere integrata ad un concetto di classicità.

Perché non esistono più le TOP ?
Non ci sono più le top perchè sono un ideale sbagliato, visto che una modella non deve essere
limitata a rispettare determinati canoni fisici.

Ciò potrebbe condurre molte ragazze, che sognano di diventare modelle, a dimagrire a tal punto che rischiano di raggiungere
l’anoressia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso
Mia nonna mi diceva sempre “del male non fare e paura non avere”, attraverso questa frase
mi incoraggiava nei momenti più difficili, a proseguire con le mie idee anche se non venivano
condivise con persone a cui stavo a contatto.

A cosa ti ispiri per le collezioni?
Alla base di tutto c’è il tessuto, tanti pensano che sia un fattore da valutare in seguito, invece
penso che sia uno degli elementi più importanti che si deve considerare in una collezione e
molto spesso è grazie ad esso che si riesce a creare delle meraviglie.

Non a caso nella collezione presentata per la sfilata, sono partita proprio dallo studio del denim, ripercorrendo
la sua storia e la sua evoluzione. Inoltre, un’altra fonte molto importante per me è l’arte,
perché da sempre la moda si esprime attraverso forme e colori.

Infine non posso tralasciare i luoghi da cui provengo, le marche sono la mia casa e rimarrò sempre nel mio cuore.


Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
Ad oggi penso che i social siano uno strumento fondamentale nel mondo della moda, bisogna
investire su di essi perché possono dare un valore aggiuntivo a ciò che si è creato.


Che cos’è per te la moda?
La moda è tutto e niente. È nata per un fattore di bisogno come il coprirsi dal freddo, dalla
pioggia, ma ad oggi è diventata una forma per esprimersi e soprattutto per distinguersi dagli
altri.

Per me la moda è costume, è storia, ma soprattutto posso esprimere il mio essere.

Con essa voglio far capire alle persone che dietro ad ogni capo realizzato c’è un significato che si
vuole trasmettere, è come se fossero tanti pensieri di una singola persona che vengono
esposti.

Questo vale anche per le persone, siamo tutte diverse e ognuna di noi ha un
sentimento e un proprio pensiero, che si riesce ad esprimere solo trovando le giuste persone.


Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e
perchè?

Se andassi indietro nel tempo mi piacerebbe interagire con Madeleine Vionnet, perchè in un
momento cosí difficile è riuscita a portare avanti la sua idea e soprattutto a dare una nuova
visione della donna, ma anche per aver portato quella leggerezza, morbidità nell’aderenza del
tessuto con il corpo della donna.


Cosa pensi dell’editoria di settore?
L’Editoria di moda penso che siano molto importanti e ci aiutano a comprendere sempre di
più la moda e il suo cambiamento nel corso degli anni.


Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?
Nel guardaroba maschile sicuramente non può non mancare un jeans, un capo definito per il
tempo libero, ma se abbinato adeguatamente si riesce a ricreare un outfit perfetto per tutte le
occasioni. Mentre quello femminile non può essere privo di un semplice abito nero, che può
essere personalizzato con accessori in base alle occasioni

Grazie Sofia per la piacevolissima chiacchierata, e se posso permettermi, ho apprezzato molto le tue risposte precise e dirette, hai le idee chiare, e questo è un ottimo punto di partenza

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eccellenze italianeEventiModa

Ascoli :Grande Successo per la “37esima edizione di Moda sotto le stelle’

37esima edizione di Moda sotto le stelle

l 2 Agosto si è svolta la 37 Edizione di Moda sotto le Stelle, nella splendida e suggestiva Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, una delle piazze più belle d’Italia, regista della serata Chiara Nadenich che ancora una volta è stata capace di dirigere con maestria e creatività questa kermesse.

Moda sotto le stelle’ organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo.

Pubblico delle grandi occasioni

La conduzione della serata ancora una volta affidata a Marco Moscatelli  affiancato per questa edizione dalla showgirl Matilde Brandi.

Quasi 3 ore di Fashion Show in cui musica e moda si sono alternati ritmando perfettamente la serata.

Il ‘made in Italy’ ha sfilato in passerella  mettendo in evidenza la creatività che da sempre contraddistingue una regione come le Marche.

Quattordici stilisti rigorosamente made in Marche che hanno portato in passerella i loro capi, sette i giovani emergenti che su questo importante  palcoscenico hanno proposto le  loro creazioni, quattro gli orafi che hanno impreziosito con i loro manufatti gli abiti delle modelle e dei modelli, e dieci gli artigiani scelti che con i loro accessori, confezioni e calzature hanno completato ogni outfit che ha calcato la passerella.

In prima fila spiccava il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: presenti il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli, ma non sono mancati protagonisti del fashion system italiano e internazionale come la Presidente Gigliola Maule e il vice presidente Mauro Galligari e numerosi giornalisti internazionali.

Appare evidente come Natascia Troli la mente fervida del progetto, sia  riuscita a organizzare l’evento mettendo in evidenza l’artigianalità italiana con un focus speciale sul territorio”.

Ciliegina sulla torta la presenza ormai consolidata di Jo Squillo che con le telecamere del canale “TVModa”, contribuisce a veicolare l’evento a livello nazionale e internazionale mettendo in evidenza l’importanza dell’arte sartoriale del vero Made in Italy che da sempre ci ha reso unici nel mondo.

La moda è stata dunque la regina indiscussa della serata che, però, ha dato spazio anche al talento degli artisti ospiti.

Sul palco si sono alternati artisti di calibro come Thomas Grazioso cantante e showman romano, Italia Vogna e l’anima della bossa nova, Giorgia De Santis, in arte Desagio, una giovane, talentuosa cantautrice ascolana, ed infine una speciale performance di tango con il duo Tango Show.

Il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, ha sottolineato il valore dell’artigianalità come punto di partenza per l’unicità di un prodotto che nasce ancora oggi in laboratori e sartorie dove passione, tradizione e tecnica tramandata da generazioni danno vita a splendide creazioni pronte per essere esportate con successo in tutto il mondo, concetto condiviso anche da Paolo Capponi, responsabile del settore Moda Export e Internazionalizzazione”.

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Villa Grey, il fascino della villeggiatura d’antan.

villa grey forte dei marmi

Oggi ci sono le vacanze, i viaggi, i percorsi e, per i meno fortunati, le ferie ma si è smarrito il senso della villeggiatura della quale la Versilia è stata uno dei simboli e qui forse il suo gusto non si è mai perso del tutto.

A Villa Grey, nata dodici anni fa, dalla ristrutturazione di una villa novecentesca di grande eleganza, prima un pensionato religioso, l’atmosfera è quella di una villa nobiliare residenza estiva di famiglia. Bianca, affacciata sul mare, un’architettura semplice ed elegante, gioca sui toni del bianco e del grigio con una grande presenza di verde, tra piante grasse e alberi importanti nel giardino tanto che, al di là delle dimensioni, è conosciuto come il Parco di Villa Grey, che dà il nome anche al ristorante.

È stata acquisita dalla Famiglia Larini di Massarosa, imprenditori del settore cinema in Versilia, e ristrutturata rispettando l’impianto originario anche perché la costruzione è vincolata dalle Belle Arti.

Hotel boutique con 19 camere relativamente piccole e altre 4 della dimora adiacente, oggi possiede una particolarità. Conserva la chiesetta consacrata, luogo di culto e non di celebrazioni e ha un accordo per l’ospitalità delle suore che conservano il loro alloggio.

Il nome, Grey, è una scelta dell’architetto Alessandro Agrati che ha curato il progetto, già ideatore della linea di profumi Culti, che sono la linea cortesia dell’albergo, proprio per il grigio a fare da fil rouge.

Stile minimalista, che ricorda il salotto di casa, l’eleganza non ammicca al lusso e anche nell’accoglienza ha scelto una squadra molto giovane e affiata che cura il servizio con accuratezza nello stile, senza essere impostato o pomposo, ricordando l’atmosfera delle villeggiature di un tempo come quelle rappresentate dalla collezione di foto in bianco e nero nell’ambiente all’ingresso.

La capacità di sorridere e la disponibilità, sono le qualità imprescindibili richieste al personale, perché come sostiene la direzione, le capacità tecniche si acquisiscono, la capacità di sorridere e la gentilezza con più difficoltà.

Sui tavoli e nel parco le sculture di Roberta Stoll. Qui arrivano soprattutto coppie e qualche famiglia con i figli non piccoli in generale, molti dall’Italia del Nord e anche dal Nord Europa; dalla Capitale inglese, tanto che molti londinesi sono diventati habitué perché ritrovano il fascino di certi loro hotel in chiave mediterranea. Anche i Belgi amano molto questo hotel e più recentemente Rumeni e Bulgari si stanno innamorando di Forte dei Marmi, proprio grazie a Villa Grey.

Da queste parti anche se il mare non è l’aspetto più interessante, lo è la spiaggia con i suoi stabilimenti attrezzati dove i villeggianti amano trascorrere le giornate e dove mangiare è un rito.

L’hotel ha il suo stabilimento balneare che vive tutta la giornata dove la presenza del verde lo rende molto elegante e rilassante, e dove resta imperdibile l’ora del tramonto con un aperitivo sul mare.

A cura di Giada Luni

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