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Lusso

Il gioiello d’epoca da Cassetti a Forte dei Marmi.

Cassetti a Forte dei Marmi
Cassetti a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi la scelta è l’eleganza che non segue la moda e non ostenta il lusso ma racconta la storia: quella del gioiello d’epoca in mostra dal 29 luglio scorso fino a fine mese alla Boutique Cassetti Gioielleria e Orologeria.

Abbiamo avuto la fortuna di poter percorre un viaggio nella bellezza con Maria Grazia Cassetti a farci da guida che ha sottolineato come le persone tendano sempre più a seguire la moda e la riconoscibilità del marchio e sempre più focalizzate sulla qualità e certificazione delle pietre.

Andando a ritroso nel tempo invece troviamo la ricerca dell’unicità, l’apprezzamento del disegno e lavorazioni che appaiono come opere d’arte.

La moda però è anche una ruota che gira e torna seppur reinterpretata. In tal senso è importante saper vivere il gioiello adattandolo al tempo e reinventando il modo di indossarlo.

Abbiamo iniziato la nostra passeggiata nell’esposizione con un gioiello firmato da Renzo Cassetti per poi fermare lo sguardo su un anello storico di Gucci con le staffe di dimensioni importanti come spesso nel gioiello d’epoca.

Un grande spazio era dedicato in passato alle spille, oggi dimenticate, anche se si stanno riaffacciando nelle toilette delle signore grazie a un modo diverso di vestirle.

L’uso classico ne prevede l’applicazione su baveri di giacche e cappotti quando i tessuti erano più sostenuti o su vestiti appuntate da un lato sopra il petto.

Oggi tornano in vesti differenti. Tra le spille in mostra una a grappolo con perle e foglie degli Anni Sessanta e molti esempi di versatilità in un’epoca in cui il gioiello si conservava e passava di generazione in generazione.

Così la spilla poteva diventare un ciondolo o l’elemento centrale di un bracciale da indossare anche come collarino con un nastro di gros-grain.

È il caso ad esempio di un ciondolo con acqua marina nato come spilla, pietra molto apprezzata tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio degli Anni Sessanta, poi ritenuta ‘povera’ e tra l’altro sempre meno reperibile come molte pietre.

A questo, come accennato, occorre aggiungere il fatto che sulle pietre si è sempre più esigenti.

Le ultime sfilate di moda di Chanel hanno aiutato il rilancio delle spille e anche dell’uso di monete nei gioielli e di cammei, indossati in modo estroso, con disinvoltura; così come il caso delle perle, con un ritorno significativo di quelle giapponesi dopo anni dominati dalle perle australiane.

Parlando di mode che tornano, il nostro sguardo è caduto su gioielli degli Anni Settanta dove domina il colore vivace, con cristallo di rocca e maglia a tubo di gas.

Molto raffinata una collana con una lavorazione preziosa, che crea una sorta di rete metallica con brillanti, dando quasi l’impressione di un tessuto. In esposizione anche alcune creazioni di David Webb come un anello scultura degli Anni Quaranta in cristallo di rocca. Sempre dello stesso periodo un anello della gioielleria francese con perla di grandi dimensioni, rubini e diamanti.

Da menzionare anche una creazione firmata Van Cleef e tre parure degli Anni Trenta rispettivamente con rubini, zaffiri e smeraldi colombiani, i più importanti.

L’impressione è un vero lavoro di creazione artistica al di là dell’importanza della materia prima, la finezza della lavorazione, l’arditezza degli accostamenti e, soprattutto, l’unicità quando vestirsi è esprimere una personalità non uno status, così come un abito di sartoria.

A cura di Ilaria Guidantoni

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