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Il tempo di un caffè con I MURR….

I MURR

.I Murr, Antonio e Roberta, lifestyler fanno coppia fissa nel lavoro e nella vita da oltre 25 anni.

In realtà sono Fashion consultantdirettori creativistylistpersonal shoppers, consulenti di immagine e stile da quasi 30 anni e scusate se è poco …

Roberta era direttore artistico e responsabile PR per Egadi Studios ed Antonio era un suo cliente che stava lavorando ad un’importante campagna pubblicitaria.

E’ stato , quasi un colpo di fulmine e in breve hanno deciso di iniziare a lavorare in proprio e rigorosamente sempre insieme, fondando una loro società di consulenza di moda.

Per I Murr è fondamentale capire la persona e la sua personalità. Cercano di capire sempre chi hanno di fronte.

Coglierne ogni sfumatura, per poi capire dove andare a lavorare. Conditio sine qua non? La consapevolezza che ogni persona sia unica.”

Conosciamoli un po’ meglio leggendo le loro risposte alle nostre domande

Primo incontro con la moda?

Antonio: Da piccolissimo.

A casa insieme alle mie sorelle più grandi che acquistavano riviste dì moda e con la mamma che cuciva per noi e per tutti. 

Roberta: Ricordo che la mia bambola preferita dì tutta l’infanzia era la Barbie.

L’ho sempre amata.

Amavo cambiarle outfit e creare abitìni nuovi ogni giorno .

E la mia nonna sarta mi assecondava e mi aiutava a sviluppare ogni pazza idea mi venisse in mente. 

Per parlare di moda bisogna averla studiata?

Si lo studio e’ fondamentale per capirne i meccanismi e comprendere come la storia influenzi e abbia influenzato la moda e il costume di ogni epoca e periodo. 

Com’è cambiata la moda negli ultimi 10 anni?

La moda in questo ultimo decennio si e’ semplicemente democratizzata.

Prima era solo a disposizione di un’ Elite.

Oggi con i social e tutte le scuole dì moda che sfornano ogni anno centinaia dì ragazzi in ogni settore, e’ diventata a disposizione dì tutti coloro che la amano. 

Come vive la tv la moda?

Io avrei girato la domanda: come vive la moda la tv? La moda ha sempre guardato la TV dall’alto verso il basso. Mentre la gente ha sempre visto la moda inarrivabile.

Noi andando in Tv siamo stati il primissimo ponte tra la moda e la gente. 

Un aneddoto che ricordi con sorriso?

Roberta: Ricordo che all’età dì 12 anni ero già abbonata a 2 riviste dì moda LEI e VOGUE ITALIA.

La sera con le riviste in mano guardavo e studiavo i redazionali dì moda e  mi facevo ispirare per la preparazione dell’outfit del giorno dopo per andare a scuola. 

Antonio: ricordo la prima volta che ho incontrato GIANNI VERSACE nel suo atelier. Io ero timidissimo e imbarazzato. Lui si è accorto dì me e della mia timidezza.

Mi e’ venuto incontro, mi ha preso sotto braccio e mi ha portato a vedere la sua nuova collezione. 

Se potessi incontrare un icona di stile del passato, chi e di cosa parleresti?

Roberta : io vorrei incontrare Diane Vreeland e naturalmente parleremmo dì moda e mi farei raccontare tutto dall’inizio della sua carriera aneddoti inclusi. 

Antonio: io vorrei incontrare Yves Saint Laurent e vorrei condividere con lui una settimana dì lavoro per la preparazione dì una collezione.

Vorrei capire come il suo estro e il suo genio lavoravano insieme per creare. 

Qual e’ il dettaglio che in un outfit fa la differenza?

Gli accessori fanno sempre la differenza in un outfit. 

L’UOMO NON DEVE MAI USCIRE SENZA? 

Un uomo non dovrebbe mai uscire dì casa senza avere scarpe pulite e sempre a posto.

E LA DONNA?

Una donna invece non dovrebbe mai uscire senza avere i capelli puliti e in ordine e rossetto rosso sulle labbra. 

Cosa osservi di primo acchito in chi ti sta di fronte?

ROBERTA: le scarpe e gli accessori. I capelli e i denti. 

ANTONIO: la prima cosa che osservo sono i capelli sia in un uomo che in una donna. 

La prima domanda che ti fa un cliente qual è?

Roberta: Ma quanto costate? 😜

Antonio: come faccio a fatturare dì più?

E ricordate sempre che per i Murr “è la personalita’ che conta a prescindere dallo stile., è lo stile che si adatta ed incastra alla personalita’ che ogni persona ha.”

Grazie ad entrambi per la simpatia e la schiettezza che vi rappresenta da sempre, caratteristiche che abbiamo ritrovato in questa breve chiacchierata .

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Moda

Raffaella Barbaraci e lo stile…

Raffaella Barbaraci

Raffaella Barbaraci da sempre appassionata di moda si racconta attraverso un veloce botta e risposta:

Primo incontro con la moda ?

Si può dire che l’ho incontrata da bambina avendo mia madre Sarta; poi col tempo credo che le cose accadano quando le desideri realmente, e così è stato.. pian piano ho creato la mia moda.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Non ho mai studiato moda e non credo che per parlarne bisogna viverla, ognuno di noi è una moda, è uno stile; ma è anche vero che ascoltare e guardare i grandi della moda ci insegna tanto.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Le mie creazioni sono un po’ un mix: Tra il retró ed i giorni d’oggi, tra la seduzione e l’essere un po’ maschile..

Perché non esistono più le TOP ?

Credo che le top esistano ancora ma nei nostri prototipi e nelle nostre ammirazioni, sono quelle degli anni 50 in poi… ora i tempi sono cambiati così come sono cambiati i canoni di bellezza.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un ricordo che mi porta un sorriso è la mia prima volta davanti ai riflettori, essendo molto timida mi fa ricordare l’è sensazioni di quel momento; e ad oggi portarmi un emozione.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Beh molto, per non dire moltissimo.. oggi giorno credo che i social sia sicuramente uno dei canali pubblicitari più utilizzati al mondo in qualsiasi categoria.

Che cosa è per te la moda?

La moda è una fusione tra: arte, bellezza, sensualità, eleganza … è un modo per esprimere la propria personalità.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perchè?

Il personaggio con cui mi piacerebbe interagire nel passato ne sono due :Audrey Hepburn per la sua eleganza, raffinatezza, stile e femminilità. E Marylin Monroe per la sua sensualità in qualsiasi abito.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Ormai negli ultimi anni ci sono molti cambiamenti, e sicuramente uno di essi è un grande potenziamento verso il web.

Cosa pensi dell’editoria di settore? Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

In un guardaroba non può mai mancare: in quello maschile, un bel doppiopetto è una camicia di seta; invece in quello femminile, un bel tailleur e un elegante vestito di seta lungo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato Raffaella.

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Moda

Claudia Maggiurana alias “La Maggy Style”.

La Maggy Style

Claudia Maggiurana è una ragazza senza età con tanti sogni nel cassetto un vulcano di energia.

Abbiamo avuto occasione di conoscerla durante alcune edizioni del DANDYdays – Maestri d’eleganza per le vie del centro ad Arezzo.

Estremamente creativa ed eclettica ,sono diverse le attività che la vedono coinvolta , ma lasciamo che si a lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :

Primo incontro con la moda?

Non c’è una data precisa nella quale abbia incontrato la moda, io penso che la moda o quanto meno Lo stile, sia innato in me, si tratta di un connubio che è cresciuto con me, anno per anno fino a sfociare in quella che oggi tutti chiamano la Maggy Style.

Già da piccola i miei genitori mi compravano abiti e scarpe abbinate, forse la semplicità dei colori, Le sfumature e il gusto sono state educate in me tanto da diventare una passione fondamentale della mia vita.

La moda e le sue sfumature mi hanno permesso di creare un equilibrio particolare tra essere interiore ed esteriore , creando un binomio perfetto, io penso di non indossare abiti ma di dare anima agli abiti , un po’ come un pittore, che ogni volta sceglie i colori dalla sua tavolozza e li usa nella tela bianca, mescolandoli affinché  diventino un quadro, io apro l’armadio e indosso gli abiti, creando  armonia o contrasti tra gli stessi e  con l’aiuto degli  accessori rendo unico il mio stile , affinché l’abito esprima esattamente il mio io .

Saper indossare tutti i colori e tutti gli stili è un dono innato.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Laparola moda è una parola molto corta ma in realtà e molto grande, dietro ogni lettera c’è un mondo che si apre ad una ricerca di tessuti, di colori, di materiali, ci sono delle mani che disegnano, che tagliano e cuciono creando con amore un capo.

C’è un lavoro meticoloso di mani esperte che portano una tradizione tramandata da generazione in generazione o scuole che permettono di creare figure professionali che si evolvono ne futuro.

Io per le mie doti artistiche, avrei dovuto frequentare l’istituto artistico allora si chiamava così, oggi liceo artistico, ma siccome non mi piaceva la struttura architettonica ho frequentato un istituto tecnico Giordano Brno nel quale ho conseguito un diploma di maturità tecnica generale, dove studiavo circa quindici materie diverse all’anno, questo tipo di diploma mi ha permesso di abbracciare diverse materie e mi ha permesso di conoscere in modo tangibile quello della moda.

Direi a seguito della mia esperienza che la moda va studiata, per avere delle infarinature, affinché ci siano basi per argomentare e creare, ma poi va anche praticata in campo in modo da poter mettere in auge ciò che si impara a scuola e non solo.

Studiare la moda può significare andare a scuola e prendere un diploma, fare un corso di aggiornamento, frequentare istituti professionali, questo è legato a ciò che si chiama teoria ma poi arriva la pratica, ed allora si che seguono le proprie passioni e si apre il proprio mondo creando una figura professionale e personale che nel mio caso viaggia sopra le righe.

La moda va vissuta, ma per viverla è necessario secondo il mio stile e punto di vista ricercare ciò che ha fatto la storia della moda, reinterpretandolo con un gusto personale per creare l’originalità, indossare un capo vuol dire animare quel capo, farlo proprio dare un tocco di sé stessi perché allora e solo allora il capo diventa perfettamente un tutt’uno con la persona.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Per creare deve piacere e questo è quello che mi succede quando creo, il capo o l’accessorio devono essere belli ed originali.

Quando vedo qualcosa che mi colpisce mi domando nella mia testa sempre: io lo metterei? ed allora parte la vena artistica, sfidare anche se stessi e gli altri nel far indossare cose che magari non metterebbero perché le vedono come irraggiungibili, o solo da passerella oppure vorrebbero ma non osano.

il messaggio che si cela dietro i mei accessori è che la donna non ha età, qualsiasi donna , ragazza o bambina può indossare l’accessorio sentendosi perfettamente a suo agio, si tratta di far leva su un gioco di colore e di abiti, in più gli accessori maschili possono essere indossati correttamente o per gioco anche dalle donne e per questo ho ricavato un mio brand La Maggy Style una fenice araba ad ali spiegati sulla bandiera tricolore per puntualizzare quello che può essere l’artigianalità del prodotto fatto veramente con mani esperte .

Tutto ciò che mi ispira emozioni viene riproposto nelle mie linee, per esempio i miei papillon, raccontano la storia di un uomo mio padre che ha indossato un papillon di quella forma nel giorno del suo matrimonio con mia madre e poi da quel felice giorno sono ancora insieme da 45 anni.

Nell’accessorio oltre che ricercatezza di materiali e tessuti c’è amore e emozione perché in fondo è questo quello che si cerca qualcosa che quando lo indossi ti faccia emozionare e che sia tuo.

Nel ricavare dall’armadio di mio padre questo papillon è stata per me un’emozione unica ed allora ho pensato di narrare questa storia bellissima al papillon che ho riprodotto in sartoria, applicando al centro però la mia fenice, come simbolo del frutto del loro amore.

Invece per esempio le fasce o foulard per capelli sono state da me create sia come accessorio di moda ma anche per esprimere un concetto di solidarietà per coloro che come me si sono trovate in un momento particolare della loro vita, nonostante tutto non ho voluto perdere la mia femminilità e vitalità ed allora giocando con i foulard e le fasce ho dato vita ad uno splendido movimento di armonicromia cercando di dare un nuovo spunto nell’indossare quello che può sembrare un banale foulard.

Quindi direi che per essere ispirata devo essere emozionata e vivere il capo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Quando vado a “rubare “le cravatte di mio padre mi f sorridere perché lui le conta tutte sa quante cravatte ci sono nel suo armadio e che tipo di cravatte mancano nel caso le prenda in prestito, nel suo armadio, puoi trovarne di stampate, di pelle, di cotone, ci sono cravatte che hanno fatto la storia ed a me piace andare a sceglier alcune volte le cravatte nel suo armadio ma puntualmente lui dice: “si chiamano Pietro e tornano indietro.”

Questa è una delle cose che facevo da adolescente ma che faccio ancora e sinceramente mi piace molto curiosare nel suo armadio, forse è proprio il suo carisma ad avermi così tanto incuriosito nell’indossare con piacere gli accessori maschili.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Oggi si parla di mondo tecnologico, senza quello sembra che non si possa fare più niente, sicuramente per una vendita o per far mostrare il prodotto sono importanti, con i social puoi raggiungere tipologie di mercato che mai avresti pensato e proporre i tuoi prodotti con semplicità ad una vasta fetta di clientela dico sempre che la tecnologia non può però sostituire la parte umana e alcune emozioni non si possono provare senza un contatto diretto.

È per questo che oggi forse si ricerca l’artigianalità, perché il contatto diretto con il sarto, lo stilista, il modellista etc.  serve per avere non solo la realizzazione del capo, ma soprattutto lo scambio emozionale tra il cliente e l’artigiano.

Anche il periodo Covid è stato molto duro a livello psicologico e lavorativo, potevi entrare in una piattaforma e vedere le sfilate tecnologiche meravigliose delle grandi case di moda, ma sicuramente la sfilata “alla vecchia maniera “ha un’emozione diversa, lo stare lì, aspettare, parlare e applaudire è tutta un’altra sensazione e noi umani abbiamo bisogno di queste emozioni per affrontare la vita.

Quindi direi vanno bene i follower ma non bisogna mai rinnegare le origini in nessun campo neanche nel mondo più all’avanguardia.

Cosa significa essere dandy oggi?

Essere dandy ….

In verità io non mi sento dandy, sono gli altri che mi dicono che sono una dandy moderna, a questo punto Francesco Maria Rossi ti direbbe; il vero dandy è colui che ostenta l’essere dandy, se fossimo al folk del dandy days.

Io mi sono autoproclamata l’artista di me stessa con un graffio rock potrei dire ispirata agli ani 80, quegli anni del colore, della spensieratezza, del benessere e del bell’essere.

Non so se essere sé stessi vuol dire essere dandy, questo è ciò che mi contraddistingue, la mia energia e i miei colori sono ciò che mi rappresentano interiormente e che ritrovano un perfetto equilibrio esteriormente.

Tant’è che proprio per questo mio naturale movimento ho cercato attraverso l’uso del colore di aprire nuovi orizzonti che mi hanno portato a creare una mostra fotografica che parlerà a breve di come attraverso la mia vena e dote artistica, si possa sconfiggere anche il periodo più grigio che ti possa capitare nella vita, usando autoironia e attraversando un mondo diverso.

Penso che quando una persona si ami per com’è questo traspare in ogni modo, senza alcun tipo di condizionamento.

 Se devo dare una definizione di come posso vivere l’essere dandy posso dire che ciò che mi appartiene sono i sani principi, l’educazione, l’aiuto verso il prossimo, il mio modo di vedere trasversalmente le cose di andare oltre e di vivere sempre in positività, in aiuto di sé stessi e del prossimo quindi per me essere dandy è più un’espressione artistica di me stessa che si realizza attraverso i miei modi e i miei abiti colorati.

Ecco perché ho un nome d’arte che porto con molto vanto perché è il nome che gli altri hanno scelto per me ho lasciato libera interpretazione alle persone e da un nomignolo è nato un nome artistico la Maggy style che mi rappresenta in piena libertà.

Che cos’è per te la moda?

La moda per me è fonte di vita.

Quando apro l’armadio e creo i miei outfit è come vedere una bambina che gioca con i pennarelli e crea con la sua fantasia un disegno bellissimo.

È un incline sensazione naturale, qualcosa di innato in me che si chiama gusto.

La moda o meglio lo stile è ciò che mi permette di farmi sentire unica, giocando con i colori e i capi, il mio motto è l’originalità fa la diversità.

Mi piace molto ricercare e studiare i capi, capire l’emozioni con cui possano essere stati prodotti ed indossati.

Ciò che mi piace molto è dare nuova vita a capi vintage, la teoria del non buttare niente ma di riportare tutto ad una nuova realtà per essere poi sfoggiato ed allora si che quel capo vissuto è veramente unico.

Per me la moda è dare visibilità a ciò che è bello e vissuto.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perché?

Vorrei interagire con tutti ma forse mi piacerebbe scambiare due parole con Coco Chanel, colei che ha fatto la storia della moda con capi semplici ma intramontabili rivoluzionando il concetto di femminilità.

Mi rivedo molto in una delle sue frasi celebri, la moda passa lo stile resta.

Ecco potrei dire che anche per me è cosi in tutte le mie sfumature accentuate dal colore ma che non passano inosservate se dovessi parlare di un personaggio dandy invece vorrei interagire con David Bowie detto il duca bianco il dandy moderno che ha scritto la storia del pop con le sue canzoni e performance, usando il colore in varie forme artistiche.

Ogni persona ha sempre una storia da raccontare e questo arricchisce l’animo di chi ascolta quindi sarebbe bello viaggiare nel tempo e ascoltare tanti punti di vista diversi per sapere come magari si viveva nel mondo di allora, attraverso diverse epoche storiche, uno scambio culturale che sarebbe fato con i libri ma proprio attraverso il racconto vissuto e magari viverlo veramente.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Anche sé la domanda è riferita a ciò che non può mancare in un guardaroba, direi che in ogni guardaroba oltre alle cose speciali deve essere presente tutto ciò che ci fa stare bene, se poi andiamo nello specifico dico che nell’armadio di un uomo secondo me non deve mancare mai la cravatta, quell’accessorio prettamente maschile, simbolo di eleganza e mascolinità. anche solo aprire l’armadio e trovare cravatte colorate, di diverso stile, fantasia, grandezza qualcosa di meraviglioso.

Oggi si è un po’ perso l’uso della cravatta ma il fascino che trasmette non ha eguali è un accessorio bellissimo uno di quelli senza età.

Nell’armadio di una donna invece non può mancare il tacco 12 un decolleté tradizionale deve essere sempre presente, perché l’eleganza di un tacco dodici è pura femminilità.

Oggi c’è una cultura diversa nel modo di vestire soprattutto a livello generazionale le persone tendono a massificarsi ma per chi vive la moda con arte come me è un conetto sbagliato.

Bisogna saper indossare tutto con eleganza e sicuramente le scarpe con il tacco fanno la loro differenza.

Spero di avervi fatto capire come vivo la moda e ringrazio per l’opportunità data, mi auguro che nella lettura dell’articolo, i vostri lettori sviluppino curiosità.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato e per la piacevolissima chiacchierata.

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Moda

Phil Gervasoni, il re delle tendenze.

Phil Gervasoni

Abbiamo intervistato Phil Gervasoni, uno dei professionisti Italiani più richiesto quando parliamo di Tendenze.

Conosciamolo meglio attraverso le risposte alle nostre domande:

Primo incontro con la moda ?

Da subito credo, perche’ appena ho avuto la capacita’ di pormi domande mi sono chiesto come mai alcune persone vestivano e si muovevano in un modo piuttosto che in un altro.

Da li l incontro con l irrazionalita’ piuttosto che con la moda….

Come mai alcuni vestivano e avevano un portamento regale ed erano poco influenti nella societa’ e altri vestiti da pagliacci erano invece ai vertici?

Dovevo scoprirlo….e ancora oggi non ho una risposta…..

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Credo di si se si vuole entrare nel mondo delle etichette,

No se si vuole essere liberi di esprimersi.

La medicina insegna.

Se vuoi essere un chirurgo devi imparare le migliori tecniche per eseguire delle operazioni importanti.

Se vuoi essere un bravo psicologo si, devi studiare la materia, ma la tua propensione all’analisi di chi hai davanti e’ un fattore extra libri.

Perché non esistono più le TOP ?

Perche’ sono tutte filtrate sui social o in giro fino a tardi la sera.

Ai tempi d’oro, della vera Milano da bere, le top non uscivano a fare ore piccole perche il giorno dopo erano sul set a fare shooting

Il viso e lo sguardo era la massima espressione nella foto.

Oggi e’ il sorriso, si quello verticale, ad essere seguito ergo un clone dopo l altro, anzi un c.lo dopo l altro.

Niente di che…..banali….

cos’è per te lo stile ?

Il sesto senso Umano.

Puoi averlo senza avere un euro e vestiti modaioli e viceversa puoi agghindarti da uovo di Pasqua e risultare ridicolo come da migliore tradizione di pagliacci da circo.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

In Russia, una sera mi trovavo ad una festa super esclusiva in una sala privata di un Casino’ molto importante della capitale. Seduto di fianco ad una celebrita’ molto conosciuta, forse la piu’ famosa del paese ( ma non lo sapevo),  aspettavo il mia cara amica Gisella , personal shopper n 1 ai tempi, espertissima ed introdotta nella movida Moscovita e anche utilissima per farmi da traduttrice visto che la mia conoscenza della lingua Russa ai tempi era pari a zero.

La cele b si dimostrava molto gentile, abbozzando un inglese molto elementare e io rispondevo, sempre in inglese per gentilezza. Vodka dopo Vodka eravamo diventati fratello e sorella. Quando arrivo’ Gisella le prese un colpo a vedermi di fianco ad una persona cosi importante….ma prima che dicesse qualcosa mi alzai in piedi dicendo : ECCO LA MIA AMICA GIELLA, GIS TI PRESENTO LA MIA CARA AMICA…..AMICA……… e chiesi in Inglese Whats your name dear once again i don t remember?

GELO TOTALE. E Fine della Fratellanza. Si era offesa quasi l ‘avessi pugnalata.

Era imperdonabile il fatto che non la conoscessi da quanto era famosa.

Per fortuna la Vodka mi costrinse a lasciare la festa prima della fine. E forse mi sono pure salvato la vita…..ah ah ah ah

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Tutto e niente. Importanti per far conoscere i trend ma inutili se questi ultimi si riducono a 4 balletti in loop.

Tutti vogliono essere giudici e scegliere le sorti di altri senza sapere che sono gia schiavi di un sistema che li controlla. Per me sono puro divertimento e ammetto di divertirmi. Se dovessero un giorno diventare il mio Capo allora Addio, tornerei sul mio pianeta FOLLIA.

Che cos’è per te la moda?

Un labirinto che porta a due uscite  Leader o Follower.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Nostradamus, per sapere in anticipo ogni tendenza del futuro.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Come sempre la solita fine con due porte : Zerbini servi dei grandi nomi e gruppi mondiali  e audaci combattenti che portano avanti idee, tendenze, battaglie .

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna^

Una giacca rosa per un uomo e un tacco 12 aggressivo per una donna.

Grazie Phil, alla prossima

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AttualitàbeautyModa

Sandra Baggio: una vita dedicata al bello…

Sandra Baggio

Abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla maglio a Sandra Baggio , indossatrice, insegnante di portamento , coreografa, beauty advisor , make up artist ….

Ma lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte  alle nostre domande:

Il tuo primo contatto con la moda?

Ho iniziato quando avevo 17 anni, ero alle supeiori e frequentavo il 3 anno di ragioneria. .

Un giorno la parrucchiera della mia adorata mamma, mi chiese di fare una sfilata .

Ero timidissima  perfino la mia ombra mi faceva paura, affrontare una sfilata non rientrava minimamente nei miei pensieri.

La mamma, che di certo in qualità di complimenti si è sempre classificata al primo posto, insistette così tanto dicendomi

” E muoviti cosi ti sbrani e soprattutto impari a camminare meglio”….. che sfida … e così affrontai la mia prima passerella, non sapendo nemmeno come dovevo mettere i piedi o meglio ancora dove nascondere le mani.

Ricordo benissimo un particolare, che per tutto il tragitto della passerella mi sono sempre morsa le labbra….semplicemente mi chiedevo perchè mi trovavo li e volevo sparire in un attimo.

La timidezza aveva preso il sopravvento.

Il tuo primo servizio fotografico?

Avevo sempre 17 anni e mi notò una pellicceria della zona.

La tua prima sfilata?

A 17 anni e non sapevo cosa volesse dire “passerella”

Preferisci stare davanti ad un obiettivo o una telecamera ?

Visto il mio carattere molto leonesco, quindi restia a restare in gabbia, adoro la telecamera perchè sono libera molto più libera di esprimere me stessa 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda negli ultimi anni ha dimostrato profondi cambiamenti orientando l’interesse verso il web, con la grande crescita dell’e-commerce adottando iniziative per pubblicizzare il proprio brand utilizzando Twitter, Facebook, Youtube, Instagram o Linkedin e queste nuove figure lavorative di influencer o blogger.

Ai miei tempi si girava con il composit e ci si andava a presentare personalmente nelle aziende.

Oggi si viene contattati direttamente per mail o messaggi tramite i social. Il tuo biglietto da visita è il social. 

Che differenza c’è tra uomo e donna in passerella?

Fondamentalmente nessuna, cambia giusto la posizione delle mani o dei piedi o meglio dello sguardo. 

L’eleganza, simpatia ed empatia che tu sia uomo o donna la devi trasmettere a chi ti guarda.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Per diventare “modella” non devi studiare, ma devi applicare tanta intelligenza e adattabilità a qualsiasi situazione.

Si sa anche e soprattutto la bellezza ci vuole, ma a quella provvede madre natura.

Ci vuole il buon senso e tanta educazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Come dicevo precedentemente la bellezza ed il talento sono l 50% ma come in tutti i lavori il percorso si chiude se mancano alcune caratteristiche.

Tra capi che non possono mancare in un guardaroba di una donna ?

Tailleur nero pantalone, decolletè nero e camicia bianca…vai ovunque e se vuoi aggiungiamo un paio di jeans

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Lo ricorderò fino a che porto memoria.

Durante una sfilata, appena entrata in pedana non mi accorsi di essere arrivata in fondo alla passerella e cascai come giù una mela cotta dall’albero.

Mi ritrovai a terra coperta dal cappotto e non capendo nulla dov’ero finita.

Solo le risate del pubblico e allo stesso tempo preoccupate mi fecero tornare in piedi e continuare come non fosse successo nulla la sfilata.

Ora che ci penso rido e poi rido ancora, ma non è stato di certo cosi .

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Potessi vorrei farmi una chiacchierata con Coco Chanel.

Ha una storia incredibile, una donna che ha sofferto molto ma ha saputo rialzarsi varie volta.

Oserei dire un esempio di vita.

Se avete 10 minuti leggetevi la storia di questa grande Donna.  

Cos’è per te la moda ?

E’ stata la mia  maestra e insegnante delle scuole elementari, medie, superiori e mettiamoci pure l’università…

Basta? 

Quando sei entrata nel mondo dell’estetica e perché?

Con l’età si matura e si cerca sempre di più un lavoro a te affine ma soprattutto cercare di fare ciò che realmente ti piace.

Gìà da piccola mi piacevano i cosmetici con contenuti green.

La mia passione l’ho poi tradotta nel lavoro.

Mi informo e mi perfeziono quotidianamente (nel frattempo sono anche diventata una make up artist).

Questo lavoro mi porta a chiudere il cerchio lavorativo…. moda, cosmetici, trucchi ….. What else?… Sono felice così, una felicità raggiunta a continui sacrifici ma rifarei tutto daccapo.

Quali sono i prodotti che non possono mancare in un beauty di una donna?

Detergente viso/corpo, deodorante, crema idratante viso, latte detergente, crema corpo,  mascara, fondotinta e terra

Mi racconti il mondo del fashion system pregi e difetti…

Anche il settore della moda ha inevitabilmente seguito il mondo digitale portando vantaggi e svantaggi…
Le esigenze di questo dinamico e frenetico mercato ha creato  “nuove figure professionali” con competenze sempre più specializzate legate al Fashion System.
Il cliente finale sempre più fruitore con il mondo digitale, rispetto il passato, ha moltissimi vantaggi: dalle innumerevoli proposte, alle svariate possibilità di acquisto per tutte le tasche ed età  24h su 24…

Per alcune aziende o figure professionali del settore che non sono in grado di adeguarsi alla rapidità e tipologia del nuovo marketing, purtroppo hanno notevoli svantaggi in quanto i tempi di realizzazione e proposta spesso hanno difficoltà nel sincronizzarsi con le nuove esigenze di mercato.

Contemporaneamente l’enorme sviluppo dell’offerta non solo non ha intaccato le nicchie che basano le loro produzioni sull’ altissima capacità creativa, ma le ha ancor di più elevate.
Per fortuna alcuni brand sono riusciti a salvare il patrimonio  dell’ artigianalita’ che  per curare la massima qualita‘, l’attenzione ai dettagli, avere l’unicità delle realizzazioni ha bisogno dei tempi giusti per produrre  (termine sconosciuto nel Fasshion System).

Davvero interessante chiacchierata, grazie Sandra per averci dedicato il tuo tempo

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Moda

Laura Fersini, Consulente d’Immagine, Personal Shopper e….

Laura Fersini

Oggi molti sono i nuovi ruoli che si sono affacciati al balcone del Fashion System.

Oggi conosciamo meglio Laura Fersini , lasciando, come sempre a lei la parola …

Primo incontro con la moda ?
Se per incontro con la moda intendiamo il mio primo passo verso il mondo della Moda posso confermare che, ad ottobre del 2018 , esattamente 3 anni fa, ho sentito l’esigenza di conoscere tutti i dettagli di questo meraviglioso mondo. 

Non avendo seguito un regolare iter formativo da adolescente, per ottimizzare le mie competenze ho potuto solo affidarmi ad una professionista del settore effettuando una Full Immersion forgiante .

Il mio primo corso è stato quello di Consulente d’Immagine e Personal Shopper nella Carla’s Academy di Reggio Emilia .

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Per parlare di moda penso sia utile avere una predisposizione personale , naturale, una passione che può esser trasformata in professione solo studiando tantissimo.

Da dove arriva l’ispirazione per le tue creazioni ?
La creazione di ogni singolo look è sicuramente frutto di un’accurata analisi della persona a cui è destinato : gusto , stile , forme , cromie, di una verifica delle tendenze del momento e della compatibilità con le caratteristiche appena elencate del beneficiario.

Perché non esistono più le TOP ?
Siamo nel periodo storico proiettato all’inclusività.il termine top in se significa superiore ed è discriminante.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Ricordo con il sorriso la prima diretta IG organizzata con Marco Giannetti in cui desideravo che, da stilista esperto dello Shirt World, dispensasse consigli utili alle mie collaboratrici del tempo  che , per motivi lavorativi, erano costrette ad indossare divisa con camicia quotidianamente.

Quella diretta, a causa della pessima linea internet, andò avanti per un’ora a dirci reciprocamente : – Mi senti? io ti vedo ma non ti sento…un disastro ma ci ha fatto tanto ridere.

A cosa ti ispiri per le collezioni?

La mia prima collezione è stata quella realizzata con gli stylists Marco Giannetti e Stefano Verolino e con il Maestro Carlo Farina, : EPDQ Shirt Collection , presentata a Paillettes Sorridenti 2021 lo scorso 18 settembre grazie alla illustre conduttrice Tiziana Noia.

Ci siamo ispirati , per la nostra capsule, alle esigenze ed alle richieste di mercato della società contemporanea: bisogno di energia, colore, bisogno di idee e stili innovativi, sensibilità verso l’ambiente  abbiamo puntato sulla creazione di capi di qualità e durevoli, ecosostenibili, a discapito del fast fashion eccessivamente aggressivo verso il Pianeta non solo nel momento della produzione e dello smaltimento di un capo ma anche durante l’utilizzo in cui un semplice lavaggio trasferisce sostanze nocive nelle acque reflue.

il claim del nostro lancio è stato proprio : scegli EPDQ Shirt Collection per una nuova esperienza di stile.

precedentemente mi limitavo, da consulente d’immagine,  ad interpretare e riadattare sui miei clienti collezioni create da altri stilisti professionisti.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono determinanti, posso non condividerne tutti gli aspetti  ma non posso negare che se non si è social  si è fuori dal mondo soprattutto nel Fashion per l’immediatezza della comunicazione e la propagazione fugace di una notizia.

Che cos’è per te la moda?

Se googliamo Moda è facile reperire informazioni legate al costume, al comportamento di una comunità sociale , influenzata da condizione storica, culturale, area geografica.

A mio avviso la moda è esattamente un’espressione di gusto e stile collettivo ma , soprattutto,  di singolare personalità 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Se potessi andare a ritroso nel tempo mi piacerebbe interagire con la stilista Coco Chanel per le sue capacità di rivoluzionare il concetto di femminilità, una dissidente.

Adoro gli stili un pò androgini, i tailleur con i pantaloni.

Per Coco Chanel un tacco ed un rossetto rosso o un tubino nero potevano esser sufficienti per dimostare femminilità e seduzione.

Adorava leggere, ed anche io , come lei, ho questa passione.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Dal 2018 la mia libreria si è moltiplicata con libri specifici nel settore Moda ( storia , colore , psicologia… e tante altre tematiche della Moda stessa)l’editoria di settore è INDISPENSABILE  per accrescere il mio scire 😀.

Come vivi il binomio arte/moda?


Lo considero un binomio che ha ispirato moltissimi stilisti.

Non nascondo che è necessario esser dotati di grande sensibilità per comprendere l’arte e riadattarla al mondo del Fashion ma se ci guardiamo indietro Elsa Schiaparelli, Yves Saint Lauren, Versace , ne sono stati un esempio eclatante.

Non dimentichiamo il risvolto sociale del Pop Art Look, del Mondrian Look...emblema di arte nella haute couture.

Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?

Nel guardaroba maschile e femminile non deve mancare una camicia bianca: il famoso MUST HAVE che in un contesto di strutturazione di un guardaroba funzionale è il capo che meglio si presta ad esser adattato a qualsiasi occasione d’uso e che meglio si abbina alle varie nuances di colore e looks.

Da dove nasce l’amore per la camicia ?

L’amore per la camicia è innato.

E’ un indumento  strategico che mi è sempre piaciuto per la sua versatilità, per la potenzialità di esser rappresentativo.

Una camicia , a seconda di come viene indossata può dare evidenza di una condizione  sociale, economica, diventando uno Status.

Devo confessare che da quando ho conosciuto Marco Giannetti ed il suo laboratorio sartoriale, l’amore per la camicia è diventato totalizzante.

Una shirt ad hoc per la quasi totalità dei miei outfits 😎

Grazie per la chiacchierata Laura

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Moda

Gugliemo Giovannoni e una passione chiamata “Moda”.

guglielmo giovannoni

Davanti ad un obbiettivo, su i social, indossatore ,influencer, per poi arrivare a stylist, conosciamo meglio

Guglielmo Giovannoni , lasciando a lui la parola :

Primo incontro con la moda ?

Circa 10 anni fa.

Ho iniziato come modello e fotomodello , successivamente come brand ambassador

Ora da qualche anno ho creato i miei marchi di alta sartoria sia femminile che maschile

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?

Più che il talento è una questione di passione per l’estetica e per l’immagine.

Il mio motto infatti è non c’è mai una seconda occasione per fare una prima impressione

Gugliemo Giovannoni

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Ogni materia in ogni aspetto della vita ha bisogno di conoscenza sia teorica che pratica.

Dunque è necessario studiare e mettere in pratica ciò che si apprende.

Dove prendi l’ ispirazione per le tue creazioni?

Io personalmente prendo ispirazione soprattutto dall’eleganza del passato.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

È lo strumento pubblicitario principale.

Sono la fonte d’ispirazione di tutti

Che cos’è per te la moda?

Personalmente non seguo molto la moda soprattutto quella attuale.

Mi piace creare capi che esprimano la personalità dell’individuo

Un personaggio con il quale ti piacerebbe interagire e perchè?

Se andassi indietro nel tempo un po’ con tutti perché erano personaggi di spessore, pieni di individualità, ma se dovessi scegliere direi Rodolfo Valentino .

Qual’è il cliente che si rivolge a te ?

Professionisti che amano l’abito su misura ma soprattutto tutti coloro che amano distinguersi

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?

Lo stile.

Nel senso che deve seguire al meglio la propria personalità senza copiare le mode del momento

Grazie per il tempo a noi dedicato

www.williamroom.com

Lo stile è un modo semplice per dire cose complicate .

Jean Cocteau

Non seguire la moda , crea il tuo stile

Quentm Crisp

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Modaspettacolo

Gabriella Chiarappa, Fashion Manager

Gabriella Chiarappa

Gabriella Chiarappa , fashion manager, presentatrice, giornalista, brand ambassador e creatrice  Le Salon de la mode.

Lasciamo volentieri che sia lei a raccontarsi rispondendo alle nostre domande.

Primo incontro con la moda? 

Sinceramente penso da bambina, pur appartenendo ad una famiglia umile, mia nonna era una grande sarta lavorava per grandi Maison, bravissima, nella cura dei dettagli era maniacale. Poi nel lavoro è stato un caso anche se in realtà credo che era scritto in una pergamena segreta. La verità è che le cose accadono quando le desideri realmente ma con rispetto e non con pretesa. Sono stata catapultata in un’Accademia di moda e poi un’evoluzione…ed oggi sono qui a parlarne.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Il talento è un elemento rilevante dopo questo però c’è la preparazione e la disciplina, di certo, nel momento in cui si scopre che il proprio futuro è questo è importante iniziare a studiare.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Viverla è importante come è importante ascoltare i racconti di chi ha avuto la fortuna di lavorare con i grandi della moda, studiarla direi proprio di si. Quindi un mix di tutto questo per parlarne con attendibilità

Quando hai iniziato a trasformare la tua passione per la moda in lavoro?

Quando ho conosciuto il grande manager del luxury Stefano Rocca: i suoi racconti, la sua competenza, la sua professionalità e la sua tenacia mi hanno talmente affascinato da convincermi ad abbandonare dopo poco tempo il mio ruolo dirigenziale in Accademia.

In contemporanea ho pensato “Voglio creare una mia organizzazione.

Un’organizzazione che è nata nel 2014 con Le Salon de la Mode, la quale promuove il Made in Italy in Italia e nel mondo, ed è in grande ascesa.

Che differenza c’è di percezione tra la moda vissuta al Sud e al Nord?

L’Italia è un Paese meraviglioso perché vario, si tende quindi a seguire le tendenze e gli insegnamenti mutevoli di una moda in continuo cambiamento. Le differenze tra nord e sud non sono una novità, sono dovute alle differenze culturali

Perché non esistono più le TOP?

Semplicemente perché il mondo è cambiato, sono cambiati i canoni estetici del fashion system, le nuove testimonial di bellezza sono molto più raggiungibili, come le attrici, le cantanti top, le influencer. Senza alcun dubbio le top model degli anni ’90 hanno lasciato un segno indelebile nella società e non solo nella moda.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Un ricordo da bambina, che mi riporta il sorriso e di quando cantavo con il mio papà, ho sempre amato cantare, era divertente farlo con il mio babbo che suonava la chitarra, facevo dei mini concerti in family.  In seguito ho studiato canto jazz e devo dire che mi manca molto la musica, anche se ho portato avanti l’altra mia passione la conduzione tv e il giornalismo.  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

Molto, credo che la rivoluzione dei Social Media nella Fashion Industry, sia diventato un vero vantaggio competitivo per le aziende. Instagram è sicuramente uno dei canali pubblicitari più utilizzati dalle aziende di moda per raggiungere il proprio target, perché gli instagrammer fashion-addicted sono tra i più assidui utilizzatori di questo social media.

Che cosa è per te la moda?

La moda è un’arte ed è sempre stata innata in me. L’arte attraverso la quale è possibile esprimere se stessi, il proprio umore, le proprie sensazioni, il proprio ego, credo che la moda sia un modo per poter esprimere la propria personalità. La moda mi diverte: la vedo e la vivo, amo il suo essere, piena di tradizione e novità, perfetta per chi ama sorprendere e sorprendersi.

In sintesi il mio mondo, fatto di alti e bassi e pieno di sorprese

Chiaramente se si parla del mio lavoro potrei scriverti un libro.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e perché?

Se potessi fare un salto nel passato, con la macchina del tempo, incontrerei ed intervisterei Audrey Hepburn, la sua eleganza discreta e il suo stile impeccabile, mi hanno affascinato sin da piccola.

Una donna elegante e sofisticata, maestra nel creare outfit semplici che non hanno tempo né età.    

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Negli ultimi dieci anni c’è stata una grande rivoluzione, se una volta il pubbliredazionale era ben individuabile all’interno del giornale, ora non lo è più.  

Ci sono tremila esempi di cambiamenti che potrei fare, come il potenziamento delle riviste web.

Poi i blog sono diventati “lifestyle magazine” e i blogger stessi – quelli sopravvissuti all’implacabile selezione naturale – “influencer”, in un vorticoso ridefinirsi dei ruoli tuttora in mutamento.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

il mondo della moda rispetto al passato si è sensibilizzato fortemente sotto questo punto di vista. L’ambiente dell’“Haute Couture” ha cominciato a porsi qualche interrogativo sull’impatto che i modelli proposti potevano avere verso i più giovani. Per contrastare questa tendenza si è rivelato particolarmente utile l’outing di alcune modelle e modelli famosi, che hanno rivelato la loro lotta contro l’anoressia.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”?

Il mio pensiero a riguardo è decisamente positivo, sono sempre stata convinta che la moda fosse di tutti e che fosse profondamente sbagliato relegare le creazioni solo taglia 40 o 42.

Nel mondo ci sono donne meravigliose e ogni donna ha il diritto di essere rappresentata dalla moda e non esserne esclusa. Ricordo inoltre che ci sono aziende di moda che da anni indirizzano i loro prodotti a donne curvy come: (Marina Rinaldi, Elena Mirò) e, proprio qui in Italia, esistono agenzie di moda completamente dedicata alle donne curvy.

Grazie per il tempo a noi dedicato

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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AttualitàModa

La Gonna…

gonna

Per chi ama un look grintoso ed un po’ rock’n’roll tra i trend del momento troviamo la gonna in pelle od ecopelle!!

Trattandosi di un materiale piuttosto vistoso vi raccomando di scegliere il modello più adatto alla vostra fisicità ed all’occasione in cui la indosserete.

Gli stilisti propongono la gonna in pelle in diversi modelli che accontentano i gusti di tutte le donne: a ruota sia nella versione corta che lunga per un look più romantico; a matita con o senza spacco laterale per sprigionare sensualità; corta con frange sul fondo per sembrare più sbarazzine; stretta e lunga fino alle caviglie nel nome della sobrietà; plissettata ossia a pieghe per un effetto bon-ton ; a tubo con volante sul fondo per chi ama le novità.

I materiali vanno dalla classica pelle morbida e semi-opaca al lucidissimo vinile.

Per quanto riguarda i colori, oltre al classico nero, troviamo il rosso anche nella sfumatura del bordeaux, le tonalità del marrone e del beige, il viola e l’intramontabile grigio.

In fine consiglio per le calzature da abbinare, di optare per gli stivali ma sta a voi la scelta del modello ossia lunghi o alla caviglia con o senza tacco perché questo accostamento definisce il vostro stile quindi il vostro carattere!!

Romina Sirani

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“Moda, futuro, pandemia, opportunità: da dove ripartire?”,

alessandra giulivo

L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio diversi settori dell’economia italiana tra cui la moda che da sempre rappresenta l’orgoglio ed il fiore all’occhiello del Made in Italy in tutto il mondo.

Le criticità e le problematiche che sta attraversando l’intero comparto sono state affrontate nel corso di un incontro web organizzato da “Cambiamo!” Reggio Calabria, coordinato da Saverio Anghelone.  

Protagonista del confronto su: Moda, futuro, pandemia, opportunità: da dove ripartire?”,

Alessandra Giulivo, Presidente Camera Nazionale Giovani Fashion Designer e Responsabile Provinciale Settore Moda di ‘Cambiamo!’.

Sono intervenuti illustri esponenti del settore: Massimo Torti, Segretario Generale Federazione Moda Italia e Docente al Master Executive in “Management e Comunicazione per l’industria chimica del lusso”, Mariateresa Furfaro, apprezzata stilista palmese a livello nazionale del Brand FeMme e Remo Frisina, Presidente Federpreziosi di Reggio Calabria. A moderare i lavori del meeting Francesco Meduri  Responsabile Provinciale per l’Organizzazione e lo  Sviluppo Territoriale. Ad introdurre ed intervistare gli ospiti

Alessandra Giulivo. “La moda  rappresenta un settore di punta  per l’immagine del paese ed è ,anche, la seconda industria italiana. Come  sappiamo – ha evidenziato- è il primo paese produttore di moda del lusso al mondo ed il primo produttore di moda in Europa. Purtroppo, è uno dei settori che è stato  investito per primo  da questa situazione di emergenza poiché la diffusione della pandemia nel nostro Paese è avvenuta in concomitanza della settimana della moda milanese. La crisi economica  che  sta affrontando la nostra nazione- ha aggiunto la Giulivo- ha comportato per l’industria della moda italiana una serie di conseguenze inattese ed inevitabili che hanno impattato sull’equilibrio finanziario, la continuità produttiva ed occupazionale anche di medie e piccole imprese e realtà di eccellenza artigianale. Ad essere a rischio è la filiera produttiva. Il settore moda italiano in questo momento vive problematiche su diversi fronti: da una parte il calo di produzione, dall’altra quello della domanda,  in seguito ai diversi decreti, che hanno imposto la chiusura,  in maniera altalenante, in tutta Italia, dei negozi, degli atelier e lo shopping ha subito un’evidente e necessaria frenata.

Il  ‘Decreto Natale’ varato dal Governo Conte- ha rimarcato- costretto a scegliere tra salute ed economia, ha comportato importanti ripercussioni su un settore già in ginocchio”. Il 2020 ha registrato, a causa del lockdown  un drastico calo del fatturato in tutti settori , dalla moda  che si aggirava nel 2019 attorno ai 100 miliardi di euro,  agli imprenditori del settore orafo e alle aziende legate al wedding.  “La moda è un settore che ha risentito moltissimo della crisi-  ha spiegato Massimo Torti- tanti i punti vendita che hanno chiuso.

Sono circa 50 mila persone che lavorano nel mondo della moda ed i 20 miliardi di consumi in meno del 2020, per quanto concerne il mondo fashion,  ha destato molta preoccupazione. Inoltre, l’eccessivo ricorso per le aziende allo smart working ha ridimensionato le occasioni di incontri e relazioni sociali provocando, quindi, un profondo calo degli acquisti. 

Anche il  turismo in questi mesi è venuto a mancare, circa 7 miliardi e mezzo in meno per  lo shopping degli stranieri. Pesanti perdite si sono registrate anche per le aziende del wedding essendosi ridotte drammaticamente le occasioni di feste tradizionali come le cerimonie. Le ripercussioni della crisi- ha continuato- si sono estese anche all’ingrosso, alle agenzie di rappresentanza sino ad arrivare alla manifattura di qualità. In questo momento anche l’utilizzo del digitale   sta garantendo un giro minimo d’affari per le imprese attive nelle vendite on-line. Si cerca di vendere con tutti gli strumenti a  disposizione”.

Per Remo Frisina è aberrante vedere le saracinesche dei negozi abbassate nelle vie dello shopping di Reggio: “Credo sia fondamentale attuare misure urgenti; i fatturati sono scesi e tutto il comparto è in crisi. In merito al web, per la categoria dei gioiellieri, costituisce una risorsa ma anche rappresenta la concorrenza. Il gioielliere da sempre  instaura un rapporto di fiducia con i propri clienti perchè regala  emozioni che il digitale non è in grado di sostituire. La nostra categoria non si limita a  vendere esclusivamente un prodotto  ma, spesso, costituisce  un investimento per l’acquirente, quindi, solo acquistando localmente si crea un indotto”.

Il bilancio di quest’anno è sicuramente negativo , innegabile il calo delle vendite ha rimarcato la stilista Mariateresa Furfaro: “Il settore del wedding è stato particolarmente colpito dalla crisi e le aziende sono state costrette a rimodulare la propria produzione. La rivoluzione digitale costituisce sicuramente uno sbocco per molte imprese ma non nel mio caso che vendo abiti da sposa in cui è imprescindibile il contatto con i clienti”.

Anche i saldi invernali  che solitamente costituivano per i commercianti un’occasione di sviluppo ed introiti   sono partiti sotto tono ed a macchia di leopardo.

Per il Segretario Generale di Federazione Moda Italia Torti, la stagione autunno- inverno non è mai decollata: “I negozi si ritrovano con  molta merce invenduta. Un giusto indennizzo destinato a tutta la filiera consentirebbe di acquistare le nuove collezioni ed i punti vendita potrebbero continuare a lavorare. Ritengo che la sostenibilità costituisca la chiave del reshoring in Italia, stiamo investendo in questa direzione. E’ fondamentale che le aziende tornino a operare  nel nostro Paese. Sono 78 anni che la nostra associazione è accanto agli imprenditori con forza e determinazione. Al Governo chiediamo maggiore attenzione e di essere ascoltati. Siamo allo stremo ma continueremo come sempre a lottare  guardando al futuro con ottimismo”.

Per il Presidente di Federpreziosi , Remo Frisina, i saldi solitamente non riguardano questo settore: “In generale riscontro solo una propensione maggiore all’acquisto in questo periodo. Concordo sull’importanza della sostenibilità che garantisce la qualità sulla produzione di tutta la filiera. Sono molti anni che la nostra categoria sopravvive a virus e pandemie, quindi, dobbiamo essere  positivi e fiduciosi”.

La stilista Maria Teresa Furfaro ha manifestato molta preoccupazione anche per il 2021. “I saldi aiutano di prassi un’azienda a recuperare liquidità ma non è stato così, anzi siamo stati costretti  a svendere l’ invenduto. Non dimentichiamoci che l’artigianato è un prodotto che si distingue per qualità  e  peculiarità. A differenza di altre aziende  che hanno aperto a singhiozzo, il settore del wedding- ha sottolineato- ha subito un fermo di un anno intero. Auspico ci sia una ripresa  ma credo sarà lenta. Dobbiamo resistere ottimizzando la nostra attività  sperando in incentivi da parte del Governo che ci consentano di dare linfa a nuovi progetti”.

Il Coordinatore provinciale di “Cambiamo!”, Saverio Anghelone, ha concluso il meeting ringraziando tutti gli ospiti per il pregevole contributo: “ Diverse le proposte e le idee  emerse da questo confronto. ‘Cambiamo!’ si farà portavoce delle vostre istanze attraverso un documento che arriverà sino ai tavoli nazionali”.

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Moda, futuro, pandemia, opportunità: da dove ripartire?”,

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