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Rosa Sorrentino tra passerella e obbiettivo

rosa sorrentino

Campana, un bellezza dolce, non aggressiva, un ottimo portamento e lineamenti perfetti, conosciamo meglio Rosa Sorrentino

Il tuo primo contatto con la moda?

Premetto che ho sempre trovato interesse per il mondo dello spettacolo, mi affascinava l’idea di poter sfilare sulle più grandi passerelle ; ma iniziò tutto così per caso. 

Ero piccola e amavo scattare foto e postarle sui social, proprio da lì un’agenzia mi notò e contattò, accordammo un colloquio e iniziai ad intraprendere questo percorso. 

Ero piccola avevo solo 14 anni, quindi anche scettica di questa grande novità, ma ho sempre amato tutto ciò.

Il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico fu all’età di 10 anni per un brand di abbigliamento, ero una piccola bambina ma con dei grandi sogni nel cassetto. 

Sono sempre stata attratta da foto e sfilate, mi piaceva il fatto di indossare dei vestiti particolari da mostrare poi durante uno shooting. 

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata fu a Salerno per Models Runway Italy con il fashion manager Giancarlo Presutto. Ricordo tutto: l’adrenalina prima della partenza, il backstage, l’ansia dietro le quinte, ma soprattutto la voglia di divertirmi, cercando di arrivare al pubblico essendo me stessa. Tanti pensieri mi turbavano, ma tutti pensieri positivi, ero impaziente, non vedevo l’ora di sfilare per la prima volta.

Il mondo del fashion system pregi e difetti

In questo settore ci sono tanti pregi quanti difetti. 

Come ben sappiamo prima la donna era considerata un’oca, tutta immagine senza cervello, per cui utilizzata come “un oggetto” un manichino che camminava senza ne spirito ne anima, difatti erano statuarie senza un’ombra di sorriso, non dovevano di certo far trasparire la loro personalità.

C’è chi purtroppo ha ancora questa concezione e chi invece associa alla parola moda, pensieri positivi. 

La moda influenza soprattutto noi adolescenti ed è un modo per mettere in luce la nostra personalità, fuoriuscendo dai soliti canoni portando novità ed esprimendoci al 100%. 

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Secondo il mio punto di vista i social hanno incrementato questo settore, risulta tutto molto più semplice, infatti ho iniziato il mio percorso proprio tramite questo mezzo.

Soprattutto in questo periodo,esigenza covid-19 è stato molto utile,sto lavorando molto anche a distanza, con collaborazioni e interviste online. I social, se si ha la capacità di usarli correttamente possono portarti in alto nel campo della moda; ad esempio nell’ultimo periodo è in tendenza TikTok, una piattaforma che permette di esibirti ad un pubblico molto ampio, internazionale, con contenuti vari tra cui anche la moda. 

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Si nasce con dei sogni ma per coltivarli ci vuole tempo, lavoro e sacrificio. 

È un’ambizione di tanti, ma per farla diventare professione, bisogna curare il proprio aspetto, arricchire il proprio bagaglio, ricercare e sperimentare, con lo scopo di portare novità e non confondersi.  

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Talento e bellezza sono sicuramente importanti, ma non essenziali; in quanto oltre a queste due qualità bisogna associare forza e tenacia, occorre lavorare sodo per raggiungere un obiettivo. Nel mondo dello spettacolo ci vuole dedizione, devi essere capace di far combaciare tutte le attività quotidiane, come lo studio, attività fisica,…

Ci vuole carattere, è necessario tirar fuori la propria personalità e distinguersi dalla massa, di ragazze belle ne è pieno il mondo; bisogna  mettere da parte timidezza e insicurezza , altrimenti non si arriverebbe a nulla. 

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso.

Il Red Carpet di Sanremo… che dire, non ci sono parole.

Sognavo sin da bambina di poterci sfilare e dopo aver vinto il concorso nazionale di Miss Principessa d’Europa, mi fu data questa grandissima opportunità che ho vissuto in pieno.  Ma c’è un episodio che ricordo particolarmente si Sanremo, cioè quando ho conosciuto Gianni Ippoliti, il quale ha voluto creare con me e una signora anziana una scena carina, in cui la signora doveva cedermi la corona, quante risate… troppo divertente, andò poi in onda anche in Tv e ne fui molto grata, splendida persona; inizialmente non credevo fosse cosi simpatico, ma mi sono ricreduta.

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Sicuramente Gianni Versace, sono ammaliata dalla sua vita, una persona molto umile che iniziò questa carriera per caso e che con grande successo e originalità si è distinto. 

Per lui lo stile è sinonimo di eleganza, la penso anch’io in questo modo, mi piace far emergere la semplicità e la classe, credo siano due aspetti altrettanto importanti per poter emergere. 

Cos’è per te la moda ?

Per me la moda è lo specchio dell’anima.

Essa mi ha aperto molte porte che riflettono esattamente i miei desideri e le mie aspirazioni, cerco di apprendere qualcosa di nuovo da ogni esperienza e da ogni offerta lavorativa, a fine di potenziare le mie capacità.

Amo mostrare a chi mi segue e chi ho intorno la mia persona, difatti è uno degli ambiti in cui riesco ad esprimermi meglio. 

Grazie Rosa per il tempo che ci hai dedicato la redazione di WL-MAGAZINE continuerà a seguirti con piacere .

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Massimiliano Giangrossi Atelier

Abbiamo fatto qualche domanda a Massimiliano Giangrossi oggi è uno stimatissimo Stilista che contribuisce a tenere alto nel mondo il made in Italy quando si parla di abiti da sposa e alta moda, ma che fin da giovanissimo ha trasmesso le sue emozioni attraverso stoffe, disegni e colori indossabili

Primo incontro con la moda ?

io considero il mio primo incontro con la moda durante le lezioni di educazione artistica alle scuole medie avevo la tendenza a disegnare abiti L’insegnante ci diede un compito realizzare un cartello pubblicitario ricordo disegnare due pellicce.

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?
il talento è senza dubbio importante ma va nutrito con lo studio

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
la moda la si sente dentro è espressione e comunicazione sia sociologia che di se stessi ed è importante studiarla per comprenderla. Generalmente mi ispiro alle mie emozioni e a ciò che mi circonda chiudendo gli occhi e visualizzando i pensieri. 

Perché non esistono più le TOP ?

le top non esistono più come negli anni 80/90 perché siamo cambiati la società è cambiata è cambiata la lettura della moda non possiamo avere solo una top di riferimento ma abbiamo bisogno delle nostre personalità  

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
i social contano molto oggi  e lo vediamo e li usiamo tutti anche se io non sono d’accordo al 100%perché attraverso i social si fa fatica a far comprendere al consumatore ciò che c’è veramente dietro ad un’immagine il lavoro i sacrifici sui social un prodotto diventa vecchio dopo 5 minuti che lo hai postato cosa che non condivido pienamente. Per il resto sono utilissimi periti portano ovunque. 

Che cos’è per te la moda?
la moda per me è l’espressione e l’espansione di me stesso e credo di tutta la società è la nostra seconda lingua attraverso la moda comunichiamo chi siamo come stiamo cosa vogliono etc etc

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?
se potessi tornare indietro mi vorrei confrontare con Dior e Chanel Dior per la sartorialita e Chanel per il suo modo di pensare.

Cosa pensi dell’editoria di settore?
l’editoria di settore credo sia molto importate e utile quanto è ben fatta

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?
anoressia spero sparisca dalla faccia della terra e nella moda spero sia cambiato molto per quel che mi riguarda non amo le donne troppo magre le forme della femminilità se della sensualità ci vogliono. 

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….
Le curvy ben vengano sono adorabili e allegre in sartoria da me Io non devo giudicare la fisicità di nessuno ho il dovere di rendere belle con la mia arte

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Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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Alessandra Giulivo, una carriera per la moda .

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Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, una brillante giornalista, presentatrice, conduttrice televisiva, organizzatrice di eventi, laureata in scienze dello spettacolo e della comunicazione multimediale, per conoscerla meglio le abbiamo fatto qualche domanda :

Primo contatto con la moda?

La mia è stata una lunga parentesi nel mondo della moda, ho fatto la  modella  sfilando per grandi nomi. Terminata la laurea magistrale in comunicazione e spettacolo allo IULM di Milano ho seguito  la mia passione per la scrittura che mi ha portata ad intraprendere la via del giornalismo e il salto nel mondo della conduzione è stato immediato. In questi anni, ho avuto la fortuna di presentare moltissimi programmi, talkshow, eventi e format e di organizzarne altrettanti.

Sei di origini calabrese, quanto c’è di Calabria nella tua vita?

Sono molto legata alla mia terra e credo di portarmi dentro molte cose  di essa che contraddistinguono il mio modo di essere ed il mio carattere forte. La Calabria con i suoi paesaggi, i suoi profumi e i suoi colori, presenta panorami d’incomparabile bellezza e vastità. Io, esattamente, sono nata a Reggio Calabria, la città dei Bronzi di Riace, del bergamotto, affacciata sul magico scenario dello Stretto di Messina, famoso nella mitologia di Scilla e Cariddi. Reggio è tutta una fantasmagoria di marine, di colli, di monti, di costiere che s’immergono nel glauco mare e nelle quali sono qua e là incastonate, gemme preziose, le reliquie di grandi ed illustri città greche che resero famosa questa Italia antichissima, questa regione stupenda. Dopo la maturità ho studiato scienze delle comunicazioni e dello spettacolo allo IULM di Milano e sentivo molto la nostalgia dei miei affetti.

Adesso, grazie al mio lavoro, ho la possibilità di dividermi tra la mia terra ed il resto dell’Italia.

Alessandra Giulivo, da quattro anni ricopri l’incarico di presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer. Che importanza ha per te questo traguardo?

Quattro anni fa ho accettato l’incarico di presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, spinta dalla passione che nutro per la moda, per la cultura e per l’arte. In questo scenario la Camera Nazionale Giovani Fashion Designer gioca un ruolo fondamentale. Come obiettivo principale ho voluto portare un messaggio concreto, stimolante, innovativo ed altamente qualitativo, capace di catalizzare attenzioni nazionali ed internazionali.

Un programma a cui credo molto e che mi appassiona, con argomenti che vanno dalla valorizzazione delle radici culturali e storiche alla sperimentazione di nuovi percorsi creativi, dalla formazione dei giovani alle forti potenzialità dei connubi tra moda, cinema, arte e cultura. Oltre a questi, è necessario creare, sempre, delle sinergie tra i principali soggetti se si vuole arrivare a nuovi e tangibili risultati. Quello che mi piace sottolineare è che la Camera Nazionale Giovani Fashion Designer non riguardi solo la moda ma si estenda alle realtà collaterali e come l’attenzione ai giovani non si limiti strettamente all’ambito creativo dell’abbigliamento ma si estenda alle iniziative indipendenti legate a questo settore, creando tutta una serie di eventi che consentono alla Camera di confermarsi uno spazio creativo, di accoglienza.

Perché molti brand faticano a decidere di arrivare a Milano?

Per molti stilisti non è facile decidere di arrivare a Milano soprattutto per i giovani fashion designer  

perché devono affrontare  molte difficoltà. La Camera Nazionale Giovani Fashion Designer  è nata per promuovere e valorizzare i talenti emergenti della classe creativa, dando vita ad iniziative, workshop ed eventi che tengano conto della nuova generazione, offrendo possibilità di confronto, formazione, crescita professionale e visibilità, poiché il proprio motto è: New Generation”. E’ importante investire nella valorizzazione dei giovani talenti e legare artigianato e cultura, tradizione e innovazione. Solo con il rafforzamento dell’impegno nell’epoca attuale, infatti, è possibile favorire ed auspicare la crescita delle future generazioni. Il progetto nasce dall’idea di ampliare l’osmosi  tra il mondo della moda e dell’ arte. Il progetto vuole, quindi, essere un trampolino di lancio per promuovere  i giovani stilisti, dando loro la possibilità di farsi conoscere e di confrontarsi  entrando in contatto con il panorama del design Made in Italy. Dunque un’idea vincente che vuole aiutare a concretizzare i sogni dei tanti giovani creativi, contribuendo a sostenere la produttività calabrese ed italiana.

L’International Fashion Week, che ogni anno organizziamo a Reggio Calabria,  rappresenta la punta di diamante della CNGFD, un evento oramai molto atteso, di grande risonanza, grazie anche alla sinergia che si è venuta a creare con gli stilisti, le accademie di moda, le associazioni di categoria e tutti coloro che credono in noi. Una rete che permette di realizzare un evento di grande spessore che dia risalto alla nostra città ed alle eccellenze e persone coinvolte.

Purtroppo a causa della pandemia non abbiamo potuto realizzare la quinta edizione dell’evento perché eravamo in pieno lock-down ma la macchina organizzativa si sta mettendo in moto per ripartire. Reggio Calabria  ha accolto l’alta moda con successo.  Il nostro obiettivo è far diventare Reggio la capitale della moda per le giovani generazioni. Diversi sono gli stilisti che giungono da ogni parte d’Italia e del mondo ai quali si uniscono i fashion designer calabresi. Parliamo di cinque giornate che  abbracciano la moda e l’arte in tutte le sue sfaccettature con sfilate, shooting, mostre, premi, eventi collaterali presentazioni di libri e workshop.

Eccellenze Internazionali e del Made In Italy, Fashion Designer ed Accademie di Modasono  i  contenitori in cui vengono divise le sfilate di Alta Moda che si svolgono presso l’incantevole salone Foyer del teatro Francesco Cilea, creando molteplici occasioni di incontro tra le storiche realtà italiane della moda e le nuove realtà produttive e creative internazionali. Durante le due giornate di sfilate, inoltre, viene consegnato il prestigioso premio Golden Muse Award a tutte quelle personalità che per alti meriti si sono contraddistinte nel mondo della moda, dell’imprenditoria e dell’arte.

Cos’ è per te la moda?

La moda è estro, creatività, intuito ma anche organizzazione, strategia, management. Tutte queste componenti, apparentemente contrastanti, devono convivere ed amalgamarsi per assicurare il successo di un’idea imprenditoriale. Il mondo della moda vive di tendenze e gusti che cambiano nel giro di una stagione. Quando parliamo di moda il nostro pensiero non deve essere rivolto soltanto al défilé o agli eventi, perché la moda rappresenta anche un fattore sociale, ambientale ed economico che riesce ad unire mondi differenti tra loro, quali la creatività e il consumo. La moda è un processo costante di innovazione e cambia velocemente con ritmi rapidissimi. Sappiamo tutti che la moda italiana ha sempre avuto un’ importanza più rilevante , non solo per il lavoro svolto dai nostri grandi stiliti ma proprio per la qualità e la preziosità delle manifatture. Come in tutte i campi, il futuro siamo noi giovani. E’ bene dunque assicurarsi che questo senso di artigianalità, di vera e propria ”arte manifatturiera”’ non venga perduto. Ho sempre creduto che la moda sia non solo una leva fondamentale per lo sviluppo del territorio ma anche un grande elemento di attrattività. Bisogna investire nella valorizzazione dei giovani talenti e legare artigianato e cultura, tradizione e innovazione. La moda è un volano produttivo incredibile e può rappresentare una risorsa per la disoccupazione giovanile

Che consiglio daresti ad un giovane fashion designer?

Diventare i protagonisti delle passerelle. Creare vestiti e modelli è il sogno di molti. Ma la creatività non basta: per diventare stilisti bravi ed affermati occorrono competenze specifiche e tanta esperienza.. Chi vuole intraprendere la carriera dello stilista di moda deve sottoporsi ad un determinato percorso di formazione e ad un periodo di tirocinio che permettono di far emergere l’eventuale talento nascosto. Quindi nel periodo si è studenti bisogna cercare di essere presenti ad incontri e sfilate, di proporre le proprie idee alle persone giuste, di osservare molto e apprendere quante più cose possibile su questo ambiente. In alternativa alla scuola, è possibile  fare uno stage durante il periodo estivo in quelle aziende o case di moda che cercano personale da assumere a tempo determinato nella produzione di tessuti e stoffe. Oppure lavorare per sarte o artigiani presso cui imparare i segreti del “mestiere” per cimentarsi concretamente nella produzione di abiti. Un aspirante fashion designer deve essere sempre informato sulle ultime tendenze in fatto di moda, leggendo le riviste di settore e guardando in tv i programmi più “trend” sulla moda. Questa professione è adatta proprio per chi è curioso e particolarmente perspicace. Frequentare corsi specifici nel settore è importante per acquisire le competenze necessarie per svolgere al meglio questa professione. Una volta terminato il corso di studi o lo stage formativo, il passo successivo è quello di specializzarsi in un settore specifico della moda. Lo stilista può lavorare anche per la televisione, il cinema e il teatro, disegnando i costumi di scena. Chi aspira a diventare stilista dovrà acquisire, durante il corso di studi e la pratica aziendale, una serie di competenze inerenti le tecniche di stilizzazione dei bozzetti, la progettazione grafica, il design. Inoltre deve conoscere le modalità di lavorazione dei materiali, come tagliare e confezionare i tessuti, deve avere conoscenza delle varie tipologie di tessuto, i cicli di lavorazione che conducono alla lavorazione in serie.

C’è differenza nel modo di percepire la moda al Sud rispetto al nord? 

No, personalmente non credo ci sia differenza, penso piuttosto che venga recepita ed assimilata in modi e tempi diversi. Anche la moda ha i suoi tempi.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ricordo che da bambina volevo fare la presentatrice, anche se non sapevo come. Mi divertivo molto ad imitare i grandi presentatori della televisione e a raccontare storie. Ricordo che a casa, spesso, la mia famiglia era il mio pubblico e intrattenevo tutti con le mie esibizioni. Quante risate. Già da piccola, in fondo, avevo capito quale sarebbe stato il mio destino.

Essere belle conta molto…ma quanto costa esserlo?

Credo che la bellezza sia qualcosa di più di un bel volto o un bel fisico.E’ qualcosa che coinvolge tutta la persona nel suo insieme. E’ la  mescolanza di fattori oggettivi e soggettivi che vanno dalle caratteristiche prettamente fisiche, all’avere un aspetto curato e che ti valorizza fino a trasmettere simpatia, positività e un’infinità di tante altre cose che costituiscono un valore personale diverso per ciascuno di noi. Tutti noi, nella nostra unicità possiamo definirci belli.

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Melania Iacobellis, uno “Sguardo” sulla Moda …

Melania Iacobellis

Dall’obbiettivo alla passerella, conosciamo meglio Melania Icobellis:

IL TUO PRIMO CONTATTO CON LA MODA

 Il mio primo contatto con la moda l’ho avuto all’età di 15 anni.

Lo storico inviato di Striscia la Notizia Edoardo Stoppa, ospite della mia zona promuove una sfilata per denunciare l’attività della caccia per ricavarne capi d’abbigliamento e per paradosso decide di far sfilare pellicce ecologiche accompagnate da animali domestici al guinzaglio. Una contrapposizione che riscuote molto successo e fa parlare diversi giornali locali. Da questo momento in poi il mio nome inizia a fare la prima comparsa nell’ambito della moda. –

IL TUO PRIMO SERVIZIO FOTOGRAFICO

Il mio primo servizio fotografico é all’età di 16 anni per un brand di intimo e lingerie…e da lì a poco inizierò poi a lavorare per diversi stilisti emergenti. –

LA TUA PRIMA SFILATA

La mia prima sfilata da “debuttante” la colloco all’età di 11 anni, quando un rinomato negozio di abbigliamento di lusso della città mi coinvolge in una sfilata di quartiere.

IL MONDO FASHION SYSTEM PREGI E DIFETTI

I tempi sono cambiati e con essi anche i meccanismi del fashion system. La moda ai tempi dei social é più veloce, più conosciuta, più creativa, più immediata e rivoluzionaria perché cambia il modo di comunicare che risulta più aperto rispetto alla comunicazione sui giornali…ma vive di esibizione e approvazione.

QUANTO É IMPORTANTE STUDIARE PER DIVENTARE MODELLA ?

Se si aspira a diventare una VERA professionista é molto importante studiare ! Bisogna prima di ogni cosa studiare portamento ! Bisogna imparare come sfilare ogni capo che si indossa. Bisogna soffermarsi sull’espressione del viso, sulla postura e sulla capacità di stare in equilibrio sui tacchi. Avere una preparazione adeguata così da poter affrontare nel modo giusto tutte le eventuali situazioni nel settore : casting , sfilate in passerella , passando poi per gli shooting fotografici in studio. La modella non é un gioco…é una professione !

TALENTO E BELLEZZA POSSONO BASTARE ?

Assolutamente no ! Ci vuole la personalità é questa che contraddistingue una modella da un’altra. E ci vuole tanta passione per questo lavoro…perché una modella professionista deve essere pronta in ogni momento a dare la migliore versione di sé passerella !

MI RACCONTI UN ANEDDOTO CHE RICORDI CON UN SORRISO

Ricordo un pomeriggio di pioggia durante una sfilata all’aperto di abiti scenografici…mi avvicino allo stilista e preoccupata gli faccio presente la mia paura di sporcare l’abito. Lo stilista si avvicina e sorridendo mi dice :” L’abito in questo momento non é altro che la tua cornice…se piove sopra all’abito saprai tu come far tornare il sole per asciugarlo”. Una frase inaspettata che mi ha dato tanta carica

SE POTESSI PARLARE CON UN GENIO DEL PASSATO …CHI E CHE COSA GLI DIRESTI ?

Mi piacerebbe poter avere un dialogo con il mitico Totò, perché per me con la sua semplicità era un vero genio ! E poi mi piacciono le persone sensibili , d’animo nobile.. proprio come lui ! Gli chiederei che opinione ha di questa epoca e gli chiederei molti consigli sia professionali che personali. –

CHE COS’È PER TE LA MODA ?

Per me la moda é la più bella rappresentazione di me stessa , é la mia passione da sempre e poter sfilare é ciò che mi da grande emozioni.

Grazie Melania per la tua disponibilità

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Marika Pia Fortino tra Passerella e Obbiettivo

Marika Pia Fortino

Quando si sceglie la Moda, i riflettori, le passerelle, i percorsi e le motivazioni sono sempre diversi, ma a volte la passione si trasforma in professione.

Abbiamo Fatto 4 chiacchiere con Marika Pia Fortino, per scoprire i suoi quando e i suoi perchè..

Il tuo primo contatto con la moda?

Ah…quanti ricordi mi riaffiorano.Fin da bambina ho sempre immaginato entrare a far parte di questo mondo. Crescendo ho maturato questa mia passione e proprio per questo tre anni fa, appena quindicenne, iniziai ad avvicinarmi a questo mondo iniziando a presenziare a sfilate di amiche e al contempo iniziai a fare diversi provini per poter entrare in un’agenzia di moda della mia regione e con grande soddisfazione e orgoglio posso affermare che entrai a farne parte.

Da quel momento iniziò la mia carriera da modella e fotomodella e tutt’ora sono contenta di poter affermare che questo percorso splendido continua egregiamente all’interno di un’altra agenzia: 2r comunicazione   

Il tuo primo servizio fotografico?
Il mio primo servizio fotografico lo ricordo con un mix di emozioni: tanta ansia, paura di fallire, ma parallelamente provavo tanta felicità ed emozione per ciò che stavo per fare, era arrivato il mio momento! Erano anni che giorno dopo giorno, mi mettevo in posa di fronte allo specchio, molte volte imitando anche gli atteggiamenti delle modelle più influenti che seguivo. Nonostante le mille paranoie, arrivai sul set e tutto svanì. Cercai di divertirmi e di godermi l’attimo. 

La tua prima sfilata?

La mia prima sfilata, il mio grande sogno! Ricordo ogni minimo dettaglio di quella giornata, dalla chiamata in sala trucco,dalle pettinatrici e dal momento della prova dell’abito con cui sfilai.Iniziarono le prove della mia prima sfilata…l’emozione era crescente, l’adrenalina ancor di più. Salì sulla passerella e cercai di essere attenta e professionale. Devo ammettere che l’impatto della prima sfilata è forte, ci sono tanti occhi che ti osservano, molte mani che ti applaudono, tanti sorrisi.Un ricordo che custodirò sempre nel mio cuore. 

Il mondo del fashion system pregi e difetti

Purtroppo questo settore è tanto amato così come criticato con pregi e difetti. La maggior parte delle volte la moda è considerata una componente superficiale e detiene tantissimi stereotipi su persone che fanno parte di questo mondo.

Tante persone hanno ancora la convinzione che le modelle si alimentano solo con diete drastiche e frullati, e ciò le porta all’anoressia o ancora vengono criticate fortemente persone in questo mondo per il guadagno che ricevano in merito al proprio lavoro.

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

Oggi i brand sono tantissimi, sono in continua crescita e attivano giorno per giorno strategie di comunicazione.Oggigiorno rispetto al passato la considerazione del web sta cambiando, siamo passati a considerare il web niente più che una vetrina virtuale ad un interesse crescente, con il lancio di e-commerce e iniziative online.I social sono apparsi ancora più inutili in questo periodo di covid-19, infatti tramite social si sono svolte numerose sfilate e shooting.

Quanto è importante studiare per diventare una modella?

Studiare per diventare una modella non so se sia il termine più giusto, ma sicuramente non sempre quando una modella entra in un’agenzia è già pronta per lavorare. A volte ci sono ragazze che riescono senza preparazione a soddisfare le richieste dei vari clienti, ma ci sono anche ragazze che hanno bisogno di un accurato percorso di preparazione.

Il talento e la bellezza possono bastare? 

Oggi giorno non è più come all’epoca per cui non basta avere solo un bel corpo esile o delle gambe lunghissime, viviamo in un mondo dove anche grazie ai social è possibile far conoscere le proprie passioni e soprattutto la propria personalità. Un ingrediente fondamentale per proseguire questo percorso al meglio è avere una forte determinazione.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso

Ci sono molti aneddoti che ricordo con il sorriso o meglio dire ogni lavoro in questo campo mi da forti soddisfazioni il che mi porta sempre a ricordare tutto con grande felicità.

Un aneddoto in particolare che ricordo con enorme sorriso fu quando, dopo vari provini,  entrai a far parte come modella nell’agenzia in cui sono attualmente.

Se potessi parlare con un grande del passato, chi e di che cosa?

Se potessi parlare con una grande del passato indubbiamente sceglierei Coco Chanel. Parlerei di moda, della sua capacità di rivoluzionare il concetto di femminilità.  


Cos’è per te la moda ?

La moda per me è la parte della mia personalità. Una forma d’arte che deve essere accompagnata da un particolare sentimento chiamato “passione”.Io penso di essere nata con questa passione, fin da bambina mettevo i tacchi di mamma e sfilavo lungo tutto il corridoio e mi divertivo tantissimo, era il mio “gioco” preferito. Ormai il mondo della moda è il mio stile di vita, qualcosa senza la quale non sarei più me stessa.

Grazie Marika

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Irene Tonelli- BL1T HANDMADE IN FUCKING ITALY –

BL1T

Irene Tonelli, un artigiana contemporanea Italiana, nata a Carrara, ma vive , lavora sogna e crea a Milano.

Si esprime attraverso ago e filo, lavorando con tanta passione e spontaneità.

Le sue idee e la creatività navigano verso un’ambizione: rendere la vita un po’ più colorata e divertente disegnando e ricamando immagini, per dare vita ad un personaggio curioso.

Abbiamo fatto qualche domanda a Irene Tonelli Founder e stilista di BL1T

Primo incontro con la moda?

Non so dirti esattamente il primo incontro, fin da piccola disegnavo vestiti ed ho sempre avuto un amore per i colori ,le stoffe e le forbici!! Assurdo, ma vero, tagliuzzavo tutto, per la felicità dei miei genitori!!!.

Tua prima creazione 

Le mie prime creazioni sono nate in accademia, per poi evolversi in piccoli progetti per amici e amiche.  

Quando hai scelto di far diventare passione in professione 

Non pensavo potesse diventare una professione. Vedevo la moda come un mondo inarrivabile per una ragazza di provincia. Tutto si è evoluto nel tempo, partendo dall’esperienza universitaria al Polimoda di Firenze, fino alle prime esperienze lavorative a Firenze e Bologna.

Poi è arrivato Bl1t.

Cos e per te la moda?

La moda è interpretazione di sogni ,visioni e stile. E’ un modo di esprimere la propria personalità. Non ci sono regole, ognuno può interpretarla a modo suo. Sinceramente mi dispiace vedere le nuove generazioni tutte uniformate e legate a trend dettati da altri, senza espressione del proprio essere e del proprio stile.

Talento o studio?

Sicuramente tanto studio, ma soprattutto passione, dedizione e amore. Tutto quello che creo è fatto con il cuore.

Se potessi dialogare con un grande del passato?

Coco Chanel , una donna forte che ha saputo imporsi ed imporre il suo stile in una società decisamente maschile.

Ma la mia grande passione è l’interpretazione e la voglia di essere un opera d’arte della Marchesa Luisa Casati .Una donna incredibile, che ha interpretato e dettato stile, ha folgorato stilisti e artisti con la sua personalità e cultura. Il suo obiettivo era diventare un’opera d’arte e tutti i migliori artisti di inizio secolo, si sono confrontati rappresentandola, con stili e visioni differenti. Ma nulla è mai riuscito a coglierne l’anima. 

Dialogare e creare un abito per Lei, sarebbe ed è un sogno.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Appena arrivata in accademia, dopo un percorso di studi classici, mi sono confrontata con i miei compagni di corso, con molta più esperienza e studi più affini al mondo dell’arte e della moda. Lì ho imparato la differenza tra le matite H -HB – B ecc  , può sembrare stupido, ma , credimi, il primo giorno d’accademia mi sono sentita stupidissima e terribilmente inesperta!!!!

Ispirazione.. Da dive arriva quando crei 
Domanda difficilissima, tutto quello che creo nasce spontaneamente, sono visioni di quello che mi piacerebbe indossare. Tutto nasce un po’ per gioco , un po’ per amore.

Non ho regole o imposizioni. L’unico obiettivo è creare qualcosa di bello e particolare , che faccia stare bene le persone che indossano un capo Bl1t.E poi non dimentichiamo … è tutto fatto fottutamente in Italia con il cuore.

xxxx  BL1T HANDMADE IN FUCKING ITALY  xxxx

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Gabriele Vinciguerra, Fotografia e Moda .

gabriele vinciguerra

Ha trasformato la sua passione in professione, l’attenzione per il dettaglio, lo rende uno dei professionisti più preparati nel mondo del Fashion System, Abbiamo fatto qualche domanda a Gabriele Vinciguerra per conoscerlo meglio :

Il tuo primo contatto con la fotografia ?
“Da più di vent’anni mi occupo di comunicazione e marketing per l’Università di Pavia.

Ho sempre dato un grande valore all’immagine come forma di espressione, che unita ad una proprietà
di linguaggio scritto e verbale, assumono entrambe una forza emotiva di grande spessore
comunicativo. Da sempre sono un grande appassionato di tecnologia e dal momento in cui uscì la
prima fotocamera digitale l’acquistai. Avere quello strumento tra le mani era come sentirsi padroni
del tempo. Fermare istanti importanti erano e sono, un patrimonio di valore personale
inestimabile. Da quel momento non me ne sono mai separato. L’idea di avere sempre con me la
fotocamera mi completa nel rapporto che con lei. Il primo contatto che ho avuto con la fotografia è
stato di tipo commerciale, ma fin da subito mi sono reso conto che quello che volevo fotografare
erano gli esseri umani che, contestualizzati nella scena creassero quella comunicazione propria
della fotografia. Ovvero raccontare.”

Quando hai capito che la fotografia sarebbe diventata da passione a professione?
“ Ad un certo punto della mia vita mi sono reso conto che la fotografia doveva avere un ruolo
primario. Infatti spostai l’attenzione ad una ricerca più introspettiva dell’immagine che fosse
espressione estetica come la percezione attraverso i sensi. Ho fatto l’Accademia ed in quel
momento sono come rinato. Studiare la Storia della Fotografia i metodi di progettazione, la luce e
tanto altro, mi hanno permesso di iniziare ad essere ciò che volevo. Ecco perché tutto quello che
faccio è frutto prima di tutto di studio.”

Rough magazine editorial

Il tuo primo scatto?
“Riuscire ad essere se stessi non è sempre un inizio. A volte diventa un traguardo, una scelta, una
sfida non solo con se stessi ma anche con chi ti giudicherà per quello che farai. E questo quanto
condizionerà la tua capacità espressiva? Ci sarà un prezzo da pagare? E quale sarà? Il fotografo
in genere sente il bisogno di fare ricerca, sente il bisogno di potersi esprimere e di esprimere le
proprie emozioni racchiudendole in uno scatto. Questo processo non è per niente semplice.
Raccontare ciò che siamo, cercando di non essere scontanti, di non essere capiti, oppure stupire
chi guarderà quelle immagini perché mai si sarebbe aspettato da te che cosa avevi dentro, che cosa
avevi da dire. Sono convinto che in ognuno di noi ci sia una parte più sensibile, più fragile, più
emotiva il più delle volte deputata alle donne e che abbiamo paura a far emergere per il timore di
essere giudicati per quello che siamo. Quando, agli occhi altrui, devi essere inattaccabile, duro,
impavido. Noi siamo questo, ma siamo anche altro. E nel mio primo scatto ho voluto esprimere le
fragilità più nascoste, mostrando un modello umano per quello che è, e non per quello che ci si
aspetta. Dimostrando una consapevolezza che disarma nel sapersi mettere a nudo senza paura.”

Un aneddoto che ricordi con il sorriso ?
“Più che un aneddoto ricorderò per sempre lo shooting che feci in occasione del Festival del
Cinema di Venezia del 2016. Federica Strozzi protagonista femminile del Film Milano in The Cage
del regista Fabio Bastianello indossava la collezione della Fashion Designer Marta Jane Alesiani.
Tre giorni intensi dove tutti eravamo in simbiosi, dove il clima professionale, la voglia di fare bene
ed anche un po’ di ironia, non hanno mai intaccato il ruolo di nessuno del team. Anzi continuerò a
ringraziarli sempre per il contributo umano e professionale che hanno dimostrato e che per rispetto
tengo a citare:
La Fashion Designer: Marta Jane Alesiani, l’Attrice: Federica Strozzi, la Make up artist: Stefania
Molon
, l’Hair Stylist: Alessandro Torti ed il mio infaticabile assistente Andrea Cogotti.
Un’esperienza che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Grazie!”

Se potessi incontrare un personaggio del passato , chi e cosa gli chiederesti?
“Incontrare un personaggio… Se avessi potuto, avrei voluto non solo incontrare, ma condividere
tutto il periodo Pop di quel tempo con Andy Warhol. Non gli avrei chiesto nulla. Lo avrei solo
ascoltato.”

Quanto conta la comunicazione ?
“Oggi la comunicazione è la base fondamentale ed imprescindibile del rapportarsi agli altri in
ogni sua forma. Penso che sia un termine da molti inflazionato, nel senso che basta guardarsi
attorno e accorgerci di essere stati invasi da un esercito di predicatori troppo pieni di se stessi per
rendersi conto di quanto sia difficile comunicare in modo efficace. Comunicare… è una forma di
linguaggio dal potere incredibile.
Dove molte, se non in troppe occasioni, mette solo in evidenza l’impoverimento culturale ed il
decadimento sociale del nostro tempo.”

Che differenza c’è, nella percezione dell’arte e della fotografia , tra Italia e estero?
“L’Italia anche in questo ne è Maestra…, non nel senso artistico, ma nella mancanza di
opportunità che vengono date agli uni o agli altri. Troppo stereotipata e lobbizzata. Un peccato ed
un’occasione persa come contributo collettivo volto ad una crescita e ad un confronto che non può
che rivelarsi il divenire di un patrimonio artistico e culturale in continua evoluzione.”

Cos’è per te la fotografia ?
“La fotografia non l’ho mai vista solo come una professione, è la mia ossessione. Ho un rapporto
talmente intimo, forte e passionale con l’immagine per non lasciare spazio a niente altro. Vivo di
emozioni ed attraverso la fotografia cerco di esprimerle. Difficilmente commento pubblicamente
ciò che faccio perché l’utente finale (non gli addetti ai lavori) tende a giudicare secondo canoni
lontani anni luce da ciò che mi ha portato a fare quello scatto a prescindere che sia di reportage o
di moda. Oggi in troppi guardano la moda partendo dai modelli e questo ci fa capire
dell’ignoranza di chi non sa che tutto parte dall’abito. E’ l’abito che prende vita e non il contrario.
Siamo noi che con la nostra sensibilità abbiamo il dovere di saper scegliere chi potrà farlo. Quali
saranno i tratti somatici del modello/a che dovrà avere, che tipo di editorialità dovrà saper
esprimere, che capacità interpretativa dovrà incarnare. Quali sono le emozioni che deve
esprimere? Aspetti che il fotografo deve avere ben chiari nella scelta del dei modelli. Se tutto
questo viene a mancare è come se mancasse una parte di me.”

backstage

Per proporre fotografia bisogna studiarla?
“Per approcciarsi alle cose in modo coerente, bisogna studiare! Non c’è alternativa. Con questo
non intendo studiarsi il manuale del corpo macchina ma studiare la fotografia come mezzo di
comunicazione. Come un mezzo capace di esprimere, raccontare emozioni qualunque esse siano.
Se vogliamo esprimere una nostra attitudine, come facciamo se non studiamo? Come facciamo ad
esprimerla se non conosciamo e non impariamo il modo ed il mondo al quale vogliamo
rapportarci? Come un musicista può comporre se non impara la musica? Come può esprimere il
suo talento se non ne conosce gli strumenti per farlo? Studiare è fondamentale. E’ l’unico modo per
acquisire una consapevolezza che al contrario non avremmo. Diversamente penso che sia solo
presunzione nel senso che la vita dovrebbe essere scandita dal continuo apprendimento.”

Grazie Gabriele per il tuo tempo

Attraverso i tuoi occhi
“Il mio viaggio, le tue emozioni”

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