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Con il disco Chopin Lieder OP 74 il Soprano Dominika Zamara entra nella collezione della Biblioteca dell’Accademia Teatro alla Scala.

Dominika Zamara

Un nuovo importante riconoscimento  per il Soprano Dominka Zamara , dopo il successo della Tournee appena conclusa negli U.S.A.

Il disco Chopin Lieder OP 74, registrato dalla soprano Dominika Zamara e dal pianista Franco Moro, edito da Elegia Classics è entrato a far parte della collezione della Biblioteca dell’Accademia Teatro alla Scala.

L’incipit fu un concerto che il Duo eseguì proprio nell”Accademia Teatro alla Scala con il ciclo dei lieder op 74 del grande compositore e pianista polacco.

Per meglio comprendere spieghiamo meglio cosa sono i Lieder Op 74 di Fryderyk Chopin.

Partiamo con una premessa, Chopin è famoso oltre modo per i brani per pianoforte: Notturni, Mazurche ecc. e due magnifici concerti per pianoforte e orchestra.

Ma esistono 19 perle che rimangono l’unica testimonianza di musica vocale di Chopin, (su testi di grandi poeti polacchi dell’epoca), ma non soddisfatto volle dare alle fiamme gli spartiti dell’op 74, fortuna vuole che qualcuno li salvò facendoli arrivare sino a noi e così all’incisione di questo disco.

Perché nasce la Biblioteca dell’Accademia Teatro alla Scala

creare e rafforzare la consapevolezza dell’eredità culturale e l’apprezzamento delle arti;

sostenere l’educazione individuale e l’autoistruzione fornendo base scientifica e spessore culturale all’attività formativa e professionale;

promuovere opportunità per lo sviluppo creativo e immaginativo della persona offrendo agli attuali e futuri professionisti dello spettacolo una possibilità di aggiornamento costante su metodi, problemi, prospettive e temi specifici.

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Musica

15/16 Luglio: laboratorio di Musica con Livio Magnini dei Bluvertigo.

Livio Magnini

🎵 Insieme a Livio Magnini dei Bluvertigo vivremo un’esperienza personale fatta di ascolto e scopriremo le sensazioni generate dalla Musica, dal timbro degli strumenti, dall’emissione di suoni, dalla voce.

🪷 Un viaggio dentro le frequenze più basse, alla scoperta della loro funzione, per giungere al suono musicale come terapia di corpo e anima, come per esempio i mantra.

👉 Iscrizioni aperte! Scopri il programma e come partecipare sul nostro sito: bit.ly/43JPIsH

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ArteMusica

Felipe Cardeña realizza la cover di “OBLADI OBLADA” il nuovo singolo dell’artista producer multiplatino CHARLIE CHARLES.

CHARLIE CHARLES

Charlie Charles in questi giorni ha disseminato indizi in giro: un cartonato con lo spoiler della strumentale al Parco Sempione di Milano, riferimenti ai Beatles inseriti in www.charliecharles.com e l’annuncio, tramite il sito, dei tre featuring d’eccezione presenti nel brano.

Adesso è finalmente arrivato il momento di ascoltare il suo nuovo singolo, “Obladi Oblada” feat. Ghali, thasup & Fabri Fibra (Island Records / Universal Music Italia), in radio e in digitale da oggi al seguente link: https://island.lnk.to/obladioblada

Il producer che ha rivoluzionato le sonorità del rap italiano, per l’occasione, ha deciso di chiamare: Ghali, l’artista più iconico della sua generazione, tra i più seguiti dell’ultimo decennio con 48 dischi di platino e 17 d’oro; thasup, con oltre 2,6 miliardi di stream totali, 58 platini e 16 ori, è considerato uno dei maggiori talenti europei, avendo sconvolto le logiche musicali dei nostri tempi, grazie alla sua capacità di trasmettere un immaginario completamente nuovo; Fabri Fibra, l’artista multiplatino che in vent’anni di carriera e 10 album ha contribuito alla nascita e alla consacrazione del rap italiano, portando al successo brani ormai diventati di culto nel panorama musicale italiano.

Nella traccia la psichedelia dei Beatles si unisce e si fonde allo stile dei quattro artisti, molto diversi fra loro, ma che in “Obladi Oblada” diventano una cosa sola, pur mantenendo gli stili di ognuno di loro ben distinti.

L’artwork del singolo e la grafica della foto di Charlie Charles sono state realizzate da Felipe Cardeña (courtesy Deodato Arte).

Il sound di Charlie Charles è così caratteristico e riconoscibile da renderlo a tutti gli effetti una delle figure di spicco nel panorama urban nazionale.

La sua carriera ha inizio nel 2015, quando realizza insieme a Sfera Ebbasta “XDVR” (acronimo di Per Davvero), che diviene ben presto album rap rivelazione dell’anno e consacra Charlie come producer tra i più apprezzati della scena italiana e internazionale. Tra le sue firme più importanti si annoverano “Ninna Nanna” di Ghali, “Bimbi” (doppio platino) – con Izi, Rkomi, Sfera Ebbasta, Tedua e Ghali -, la hit “Calipso” (quadruplo platino) – feat. Sfera Ebbasta, Mahmood e Fabri Fibra -, ma anche diversi featuring con noti artisti internazionali come SCH, Lacrim, Booba Quavo. Nel 2019, inoltre, firma la produzione di “Soldi” (quadruplo platino), brano con cui Mahmood vince la 69^ edizione del Festival di Sanremo.

Tra le diverse certificazioni collezionate dall’artista ci sono anche il triplo platino per Peace & love con Sfera Ebbasta e Ghali e quelle per le produzioni di album iconici come “Sfera Ebbasta” (tre dischi di platino), “Rockstar” (sette dischi di platino) e “Famoso” (cinque dischi di platino) di Sfera Ebbasta, “Album” di Ghali (tre dischi di platino), e di singoli come “s!r!” di thasup feat. Lazza e Sfera Ebbasta (quattro dischi di platino), “TU MI HAI CAPITO” di Madame feat. Sfera Ebbasta (tre dischi di platino) e il più recente “Hoe” di Tedua con Sfera Ebbasta.

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Musica

Numa Echos al festival multidisciplinare “VENEZIA SUONA 2023”

Numa Echos

Il festival multidisciplinare “VENEZIA SUONA” organizzato dalla scuola di musica “Il Suono Improvviso” sotto la direzione di Giannantonio De Vincenzo in collaborazione con il Comune di Venezia torna anche quest’anno nell’ex parco Umberto Primo.

Dal 16 al 25 Giugno, dieci giornate in cui ogni sera sarà un viaggio unico nel mondo 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲, con artisti di talento che sapranno coinvolgere ed emozionare.

Ogni serata avrà 𝘂𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, in cui la musica riuscirà a condurre gli spettatori in un viaggio attraverso tante sonorità e culture vivendo emozioni uniche e gustando 𝗱𝗲𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝘀𝗾𝘂𝗶𝘀𝗶𝘁𝗲𝘇𝘇𝗲 𝗲𝗻𝗼𝗴𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 immersi nella bellezza di una Venezia inaspettata.

Due saranno le serate che vedranno coinvolta Numa Echos che, oltre a collaborare in qualità di co-direttrice artistica con la sua agenzia Rechos Records & Promotion, parteciperà attivamente il 16 e il 19 giugno, nello specifico:

– venerdì 16 giugno 2023 | SERATA INAUGURALE – Spettacolo Teatrale Momaria “Prova d’amore” a cura della Compagnia de Calza “I Antichi”

– lunedì 19 Giugno 2023 | “Electro Waves Night” – live shows di In.Visible • PC-Newton – djset di Numa Echos.

Tutte le informazioni inerenti alla 𝗹𝗶𝗻𝗲-𝘂𝗽 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶 che si esibiranno a Venezia Suona 2023

Sono state pubblicate sul sito web ufficiale www.veneziasuona.com

Organizzatore:

– Scuola di Musica Il Suono Improvviso

Partners Ufficiali:

– Comune di Venezia

– The Secret Garden Venice

– Radio Marilù

– ArtNight Venezia

– Conservatorio Benedetto Marcello

– Rechos Records & Promotion

– Associazione Culturale Animare Venezia

– Asilo Bianco

– Wavents

– Ass.Motonautica Venezia

– Centro Ricerche Tai Chi A.S.D

– ARTE yoga studio

– Anffas Venezia Onlus

– Di San Marco

– Venezie Channel

16-25 giugno 2023

Dalle 17:00 alle 23:00

Fondamenta dei Riformati 3144, 30121 Venezia

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Musica

Musica e parole: “Ranzy” e le risposte che non ti aspetti…

Ranzy

Nella vita scrive canzoni, e non solo…

Lascia il lavoro di commesso in un negozio per dedicarsi solo alla musica.

Ha compreo che se credi in qualcosa non puoi ne devi dividerti a metà

Naturalmente non è stato facile , ma per avere la giusta credibilità nel mondo della musica non puoi apparire come un improvvisato.

Dopo aver fatto una lunga gavetta iniziata a 17 anni si fa notare vincendo le Battle Di Freestyle e si conferma un talento, rilascia Mixtape e singoli con il nome di Gordon Ranzy. Successivamente decide di intraprendere un percorso più consapevole e nel 2019 cambia nome e diventa solo RANZY smette di fare battle di freestyle per concentrarsi solo sulle canzoni, prepara più di una quindicina tra canzoni e video, e si prepara per fare il grande salto, Il talento certo non gli manca.

Il resto lasciamo che sia lui a raccontarcelo attraverso le nostre domande

Il tuo primo incontro con la musica ?

Escludendo il flauto dolce durante la lezione di musica alle elementari il primo incontro che mi fece innamorare della musica fu quando avevo 13 anni. 

In quel periodo, era il 2003, vinsi un premio scolastico per il miglior tema e il LIONS CLUB di Busto Arsizio mi regalò 200€ e un lettore CD, allora dissi a mia mamma cosa me ne faccio del lettore CD se non ho i dischi?

Lei mi portò da Media World e mi comprò Eminem Show, Jovanotti Buon Sangue, Jamiroquai A Funk Odissey, Linkin Park Hybrid Therory, quello fu il mio primo incontro con la musica.

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?

Quando ho perso mia mamma per una malattia avevo 17 anni e capii subito che la musica era diventata la mia confidente come la mamma che ti ascolta e non ti giudica. 

Non avrei mai pensato di averne bisogno come necessità e invece è questo il motivo per il quale la musica è diventata parte integrante della mia vita. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

 Ricordo che quando ero piccolo guardavo il festival bar e amavo cantare le canzoni a squarciagola, peró mi vergognavo di farlo davanti alle persone, non immaginavo che un giorno avrei avuto il coraggio di farlo anche io. 

Come è cambiato il mondo della discografia?

 La discografia si è evoluta alla velocità della luce, dai dischi fisici allo streaming ed oggi grazie all’approccio fortemente orientato verso i social media la reazione del pubblico non è più una sorpresa.

I social sono diventati la prima opportunità per testare in modo diretto ed efficace, in real time, il feedback tra l’artista e i fan.

Credo che l’era dello streaming abbia cambiato drasticamente il mercato musicale dando più opportunità di emergere anche agli artisti indipendenti attraverso You Tube, Instagram, Tik Tok, gli artisti possono diventare virali e farsi notare velocemente dalle case discografiche. 

Cosa pensi dei video? 

Da anni la musica non si ascolta e basta, ma si guarda anche. I video danno all’ascoltatore una visione più ampia di quello che l’artista vuole comunicare con la canzone.

Molte persone ne vanno pazze per i video, altre non li guardano nemmeno e ascoltano solo la musica, credo che a loro piaccia più immaginare che guardare. 

Quanto conta l’immagine oggi? 

Penso che nella musica l’immagine sia sempre contata molto, ma dipende anche da che musica fai, ci sono artisti che vivono della loro immagine trasgressiva e fuori dai canoni e magari non sono grandi interpreti, mentre ci sono altri grandi artisti che hanno lasciato il segno anche se sono persone  comuni, acqua e sapone, ma hanno una voce che vale più della immagine trasgressiva. 

Hai un team che ti segue?

 Si ho un team di persone pazzesche, me lo sono creato negli anni.

Dietro RANZY c’è una squadra composta da amici e collaboratori.

Lavoriamo sia in studio che alle performance live minuziosamente per non lasciare nulla al caso. 

Quanto conta la comunicazione?

 Oggi la comunicazione è fondamentale, bisogna sapere come muoversi ed utilizzare i social media per farsi conoscere e creare un seguito in modo che il pubblico si appassioni a quello che fai. 

Che rapporto hai con il tuo pubblico?

Ho un bel rapporto con chi mi segue, saper interagire ed essere presenti è molto utile e stimolante e con l’avvento dei social il pubblico è sempre pronto a comunicare e puoi testare dai contenuti che crei in che modo vuole essere intrattenuto. Un tempo era difficile creare un rapporto in tempo reale.

Oggi basta fare una storia, un reel o un Tik Tok per capire il feedback dei tuoi seguaci. 

Cos’è per te la musica ?

La musica per me è il luogo dove evadere, dove mi posso sentire davvero me stesso senza avere paura di essere giudicato. 

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale artista ti piacerebbe interagire e perchè?

Mi piacerebbe tornare ai tempi di Bach, Mozart e Beethoven, per farmi insegnare a suonare il pianoforte con la loro disciplina. 

Grazie Andrea per la piacevole chiacchierata

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Musica

VIGOS VON LIES, FONDATORE E FRONTMAN DELLA BAND « PSYCHOLIES » RACCONTA NASCITA ED EVOLUZIONI DI UN PROGETTO CHE ABBRACCIA LE SONORITÀ OSCURE.

VIGOS VON LIES

Gli PSYCHOLIES – formati nel 2014 da Vigos Von Lies – sono una band di Bari proveniente da precedenti esperienze musicali, con un numero enorme di live shows sulle spalle. Il loro sound è caratterizzato da una miscela di Industrial Metal, Softcore, Dark e Glam fusi in uno stile unico e inconfondibile.

Intervista a cura di Numa Echos -Rechos Records & Promotion

Com’è nata l’idea di creare un progetto musicale con contaminazioni Industrial, Goth e Glam nel 2014 nonostante il mercato discografico fosse orientato verso altre direzioni e per quale motivo ti sei indirizzato verso sonorità più elettroniche dal 2016 in poi?

E’ nato tutto con molta spontaneitá. Era il sound che proveniva direttamente dalle viscere dei quattro componenti. Nessun pensiero dedicato al mercato discografico. Semplicemente era quello che in quel momento ci veniva meglio e senza filtri e ci piaceva suonare.

In seguito la scelta di utilizzare più elettronica non è stata realmente una cosa nuova per me poichè ho sempre amato le contaminazioni ed era già tutto nella mia testa, perciò anche in questo caso il sound Metal si è fuso con i loops moderni (con l’arrivo di Jesus) come un incastro perfetto, vedi Perfect Puppet.

Il periodo tra il 2019 e il 2020 è stato per te Vigos Von Lies, fondatore, vocalist, chitarrista e compositore all’interno del progetto, particolarmente critico e sofferente; in che modo il dolore e la mancanza possono contribuire all’espressione artistica?

E’ stato un periodo molto duro per tutti e una tragedia per gli artisti bloccati in casa.

Questa sofferenza è stata il motore che ha trasferito le mie emozioni nei brani contenuti in Perfect Puppet. Quindi, per quanto mi riguarda, l’espressione artistica sará sempre guidata da sentimenti dolorosi. Il dolore mi ispira. Senza quel periodo che tutti vogliamo dimenticare non ci sarebbe un disco come Perfect Puppet, ma qualcosa di molto diverso probabilmente e non altrettanto soddisfacente per me.

Quando chiesero ad uno tra i più grandi cantautori italiani, Luigi Tenco, perché scrivesse solamente cose tristi lui rispose – “Perché quando sono felice esco”. Condividi questo pensiero? Pensi che la vita mondana e sociale sia sintomo di benessere interiore o ritieni che il processo introspettivo e l’elaborazione del dolore e conseguentemente la fase creativa possano avvenire indipendentemente dal luogo in cui ci si trova e da chi ti circonda?

La vita mondana non sará mai sintomo di benessere interiore, ma puó servire spesso a mascherare il malessere.

L’ispirazione puó venirmi in qualsiasi luogo e in presenza di altre persone poichè riesco ad assentarmi mentalmente, ma probabilmente porterebbe a comporre un qualcosa di diverso rispetto ai momenti in cui sono solo con me stesso e affronto la mia parte interiore.

Tra le due preferisco elaborare il dolore in solitudine e provare a trascrivere in musica ciò che provo.

Il progetto Psycholies vanta di contributi internazionali come ad esempio quello di Chris Harms dei Lord of the Lost. Com’è nata la collaborazione?

La collaborazione con Chris mi rende molto fiero ed è un bel traguardo per me e per Psycholies.

In veritá ci conoscevamo già da qualche anno ma non avrei mai pensato ad un featuring.

E’ capitato che Chris pubblicò un post su Facebook offrendosi per dei featurings con bands meno note a sua scelta, voglioso di collaborare in altri progetti musicali offrendo visibilità. Quasi come una sfida, ho deciso di inviargli Take Me Back. Qualche tempo dopo mi ha contattato il suo manager dicendomi che Chris era felice di mettere la sua voce sul brano con la mia. Da lì abbiamo pubblicato il brano che conosci.

Dopo la pubblicazione dell’ultimo album Perfect Puppet si è notata un’ evoluzione a livello visual. Avete partecipato attivamente alla scrittura della sceneggiatura dei nuovi videoclips?

Si, ho partecipato personalmente alla scrittura delle sceneggiature dei video e abbiamo fatto un gran lavoro di selezione colori, luci, abiti e registi.

Credo che i nostri video rispecchino perfettamente ciò che siamo musicalmente.

Stiamo assistendo ad una metamorfosi della comunicazione mediatica in ambito musicale; quanto pensi sia promozionalmente importante l’aspetto videoclip nell’epoca contemporanea?

Credo che oggi i videoclips siano parte fondamentale nella carriera di una band. La gente è molto più interessata a guardarti suonare o ballare piuttosto che ascoltarti. Lo vedi anche quando pubblichi un brano o una foto… vince sempre la foto… ahah

Questo non mi piace, ma la parte visual oggi conta! I video fan si che la gente memorizzi il tuo volto e si invaghisca di te… forse dopo imparerà anche il testo della canzone… ahahah!

Quali sono le vostre priorità e gli obiettivi imminenti?

La nostra priorità è suonare, suonare, suonare dal vivo!

Tra qualche giorno uscirà il 5° video estratto da Perfect Puppet, il brano è Jenny (in the hole of sorrow).

Abbiamo appena pubblicato le date del nostro tour europeo e inglese a novembre 2023. Saremo supporto per i Gothminister, grande band Norvgese.

Date in aggiornamento! Entro novembre 2023 pubblicheremo altri tre brani con video e una cover molto speciale con video.

Riferimenti PSYCHOLIES

Sito ufficiale:

www.psycholies.com

Facebook:

www.facebook.com/psycholiesofficial

Instagram:

www.instagram.com/psycholies_official

YouTube:

www.youtube.com/psycholiesofficial

Riferimenti RECHOS RECORDS & PROMOTION

Facebook:

www.facebook.com/rechosrecords

Instagram:

www.instagram.com/rechosrecordsandpromotion

Twitter:

www.twitter.com/rechosrecords

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EventiMusica

Presentazione del libro: S-HEAVEN: SEA OF HEAVEN di Numa Echos | SICK TAMBURO – GINKO live + NUMA ECHOS Djset

NUMA ECHOS

Venerdì 5 Maggio 2023 alle ore 19.00 presso “THE CLEBBINO” di Parma Numa Echos presenterà il suo ultimo libro “S-Heaven: sea of heaven” (2019, Il Seme Bianco | Castelvecchi Editore).

Seguirà dalle 0re 22.00 presso lo “SPLINTER CLUB” di Parma il Djset di NUMA ECHOS in occasione della data del tour 2023 “Non Credere A Nessuno” dei SICK TAMBURO, storica band italiana punk / alternative rock. In apertura suoneranno i GINKO con la loro proposta musicale post punk / new wave.

“THE CLEBBINO” – Borgo Cocconi 3/D, Parma (PR) – Ingresso gratuito

“SPLINTER CLUB” – Via G. Meazza 33/a Parma (PR) – Ingresso 10 € + Tessera Arci

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ArteculturaMusica

“IL TANGO È ARTE” RUBRICA A CURA DI MARINELLA PUCCI (MA.PU.) “OPINIONI”.

MA.PU.

Una rubrica che racconterà i pensieri di chi da sempre ama la danza e si è innamorata del Tango… tutto partirà da un disegno, da segni grafici venuti dal cuore, niente di preparato, puro istinto..movenze catturate su un semplice foglio ascoltando parole, musica e respirando l’universo di emozioni che vive nella parola “Tango”..

Sara’ una rubrica scritta a 4 mani istinto e ragione, Marinella Pucci e Alessio Musella, curatore d’arte che ama scoprire da dove nascono le passioni…..

Un nuovo giorno pieno di emozioni, nella vivace Buenos Aires giunge al temine.

E’ l’ora di mettersi a dormire ed entrare nel mondo dei Dreamings.

Due figure avanzano e si dirigono verso un tavolo di un bar. Discutono animatamente e sembrano non accorgersi di me.

Sembrano essere in disaccordo e non c’è serenità nei loro occhi.

Mi avvicino per ascoltare e solo in quel momento ottengo il loro

sguardo, poi uno dei due mi rivolge la parola e dice:

“Sai che molti fans del tango in tutto il mondo sono stati piuttosto confusi con il concetto e si parla oggi di Tango Nuevo.

Ma ti do una notizia: Tango Nuevo non è uno stile diverso di Tango.

Il concetto di Tango Nuevo nasce fuori dall’Argentina dalla necessità di alcune persone di etichettare ciò che per loro era in qualche modo diverso. La realtà è che la sua essenza rimane la stessa. La novità (nuevo) è la maggiore quantità di informazioni che ora abbiamo su questo ballo. Queste informazioni ci aiutano ad avere una tecnica molto più ricca ma ancora basata sugli stessi concetti tradizionali del Tango. Quindi, Tango Nuevo, non è uno stile diverso, ma è semplicemente un Tango migliore.”

L’altra figura non lo lascia finire di parlare e dice:

“Non ascoltare quello che dice, non esiste un tango diverso che possa chiamarsi tango, il tango è uno solo ed è quello della tradizione.”

Ma l’interruzione è breve perché il primo personaggio aggiunge:

“Dal punto di vista del modo di ballare, c’è una grande confusione. Uno stile di danza si chiama Tango Nuevo, o è considerato tale, il che è un errore.

Tango nuevo è in realtà tutto ciò che è accaduto con il tango degli anni Ottanta. Non si tratta di stile.

Capita in molte occasioni che alcuni ballerini mediocri aggrappati irrimediabilmente a un tango semplice e triste, data l’impossibilità logica di distinguersi, si definiscano “tango tradizionale”, per darsi una sorta di categoria.

Allo stesso tempo, quando si trovano di fronte a bravi ballerini, dediti allo sviluppo del ballo e che mostrano abilità, cercano di incasellarli dando loro qualche nome sciocco come “nuovo tango”, per darsi un paragonabile status, confrontandosi con il tradizionale e il nuovo. Creando con questo una confusione infinita.

Il nuovo tango non è solo un altro stile, ma succede semplicemente che il tango ballato sta crescendo, migliorando, sviluppandosi, arricchendosi, e quindi stiamo andando verso una “nuova” dimensione del tango ballato.”

“Ma lo senti?

Cosa devono udire le mie orecchie!

Non posso lasciarti parlare oltre di un tango che ha radici lontane, il tango quello vero, quello degli anni Quaranta. quel tango era ed è quello “giusto”. si balla musica antica, quella del tango “originale”. Con cui il campo del tango di allora viene rimesso in funzione, la milonga è la stessa, la musica è la stessa, il salotto è lo stesso, i tavoli sono gli stessi… si balla allo stesso modo di sempre . Quindi non ascoltare lui perché io so e posso raccontarti il vero”.

Io che non mi aspettavo di essere al centro di una discussione non oso dare ragione o torto ma invito i due a guardare alla cosa da una nuova angolazione:

-Se c’è gioia e felicità nell’esprimere emozioni, che sia tango, Tango Nuevo, o altra danza, lo scopo sarà raggiunto: dare spazio alle emozioni e alla creatività, in fondo tutto porta ad esprimersi in un linguaggio che comunica con il corpo.

I due non sembrano convinti e come se non esistessi più riprendono a discutere e si allontanano nel buio della notte..

Ma.pu

Nota storica:

Le origini della storia della milonga sono deduttive, si dice che la parola Milonga o Tango Milonga abbia origini africane, dove il significato della parola è casino, confusione e che nacque ai primi del ‘800 nei bordelli, della gente come ballo del basso ceto dove la parola stessa “Milonga” indicava le prostitute.

Il ritmo della milonga è regolare e sincopato, le figure sono semplici, ogni passo è spezzato, tagliato, portato alla chiusura, non esiste la sospensione perché ogni spostamento dell’asse è indirizzato al pavimento.

Questo è il Tango, la cultura del Tango, al di la delle varianti che inevitabilmente vengono applicate come in ogni forma di arte..

Con il termine Nuovo si intende un’evoluzione o un voler dare nuova linfa a qualcosa che ha fatto storia, non va mai interpretato come accezione negativa.

Ricordo che la milonga mantiene, al di la dei vari stili, il suo cuore legato alla Passione di un movimento danzante unico al mondo per intensità.

Il ritmo della milonga rallentato, diventa più morbido ed elegante, più adatto alla borghesia che andava a ballare con un bel vestito in saloni sempre più curati e ricercati, portando quindi la milonga su un ritmo apparentemente più facile: per alcuni esperti proprio da qui nasce Il Tango.

Una Curiosità:

La sala dove si balla il Tango prende il nome di Milonga.

Essendo dei luoghi sociali dove si ritrovavano persone di ceti diversi si adottavano dei comportamenti estremamente formali, i Codigos, elencati nel famoso Galateo della Milonga di Carlos Gavito.

A.M.

Rubrica

In collaborazione con Ese Parlassimo di Tango?” su FB 

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AttualitàMusica

Da un Intuizione del Soprano Dominika Zamara: un ambizioso progetto musicale targato Chopin & Bellini, Due Geni a Confronto

Dominika Zamara

Un progetto che nato in Italia, a opera del soprano Dominika Zamara, esportato in gran parte d’Europa e Usa. Nella fattispecie si tratta di concerti eseguiti con i lieder di   Fryderyk Chopin e le arie da concerto di Vincenzo Bellini.

La Zamara, memore dei sui studi sui due compositori e su quel filo che li leggo nel rispetto reciproco, amicizia e nella loro professione, ideò questo particolare connubio.

Abbiamo incontrato la diretta interessata per capirne di più

Dal suo punto di vista quale è il punto di incontro tra questi lavori di Chopin e Bellini?

Tra i due compositori ci fu una grande e reciproca ispirazione.

Entrambi appartenevano al periodo del Romanticismo, entrambi furono dei grandi melodisti, per entrambi la cosa principale era appunto la melodia e la sua bellezza e il sentimentalismo. Chopin non scrisse mai opere, anche se attratto dalla musica vocale, egli scrisse soprattutto brani strumentali per pianoforte, due concerti per pianoforte e orchestra.

I diciannove Lieder sono l’unica testimonianza di musica vocale scritta dal compositore, nella quale si sente l’ispirazione della linea di Bel Canto tipica di Bellini, viceversa in nelle arie da concerto di Bellini si sente l’influenza degli accordi di Chopin.

Oltre che dalla professione ci fu amicizia tra i due?

Certo, ci fu una grande amicizia tra loro, ma il punto focale fu la reciproca ispirazione. Sono rimaste molte lettere a testimoniare questo fatto, quindi sia l’amicizia che l’ispirazione.

Questo progetto come è nato?

Questo progetto nacque molti anni fa, nel lontano 2013/14.

Successivamente registrai un disco con il completo ciclo dei lieder di Chopin in tonalità originale, il progetto è stato eseguito in molti luoghi: l’Accademia del Teatro La Scala di Milano, ma ancora prima ho eseguito queste magnifiche musiche in Messico, nella Manu Ponce Hall, la sala da concerti più importante di Mexico City, ma poi in America: Los Angeles, New York e Philadelphia, in Italia in molti Teatri e molte parti d’Europa, anche in Cina.

Come si trova vocalmente a passare dai lieder e le arie da concerto?

Molto comoda, c’è un legame tra i lieder e le arie da camera. In entrambe vi sono bellissime melodie, anche se abbastanza difficili musicalmente, c’è comunque una grande comodità vocale. Il legame tra i tra queste opere sono le melodie e i testi poetici.

Due dei più grandi compositori dell’ottocento, uno italiano e l’atro polacco, quali sono le diversità e similitudini stilistiche

Allora, nei lieder di Chopin vi sono ispirazioni alle danze popolari polacche, a esempio la mazurca, i testi sono in polacco e la fonetica polacca e molto complessa. Invece le arie da camera di Bellini sono più lineari e i testi sono molto più comodi da cantare

Come il pubblico dei diversi paesi ha reagito sentendo un concerto di questo calibro?

Il pubblico è sempre pieno di entusiasmo a scoprire le similitudini di due geni a confronto.

Ricordo quando cantai a Mexico City, li c’era un pubblico misto, sia maturo che giovane, mi dissero “meraviglioso, un ispirazione”. La stessa cosa successe all’Accademia del Teatro La Scala di Milano e in altre parti dove ho proposto questo programma

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AttualitàMusicaspettacolo

Mary Austin mette in vendita  ALL’ASTA TUTTI BENI PERSONALI di Freddie Mercury, un Museo no?

Freddie Mercury

Oltre 1.500 oggetti appartenuti a Freddie Mercury, saranno venduti all’asta.

30 anni di carriera che Freddie ha conservato nella sua casa di Londra.

Nel 1991in punto di morte lasciò sia la casa che il suo contenuto a una delle sue più vecchie amiche, Mary Austin.

“Possiamo vedere quanto erano vari i suoi gusti”, ha detto la Austin, parlando in esclusiva alla BBC. “È una collezione molto intelligente e sofisticata.”

Peccato che forse sarebbe stato meglio creare un museo per raccontare la vita di Freddie , piuttosto che venderli….

Uno dei punti focali vendita sarà il testo, scritto a mano, di We Are The Champions, incluse armonie e accordi, scritti su nove pagine.

Facciamo fatica a comprendere come una donna, miliardaria, e così vicina a Freddie possa solo pensare di smembrare un patrimonio di ricordi legati ad uno dei personaggi più amati della musica

La Austin ha avuto anche il coraggio di dire  che i testi scritti da Freddie sono stati gli oggetti dai quali è stato più difficile separarsi, perché mostrano “per lei, il lato più bello” dell’uomo a cui era devota.

La casa di Garden Lodge, a Kensington, è rimasta quasi interamente come Freddie l’ha lasciata, completa di mobili antichi, delle opere d’arte e vasi che ha collezionato e dei tessuti sontuosi che amava.

Stampe di Matisse e Chagall appese alle pareti della sala da pranzo, un ritratto di Picasso esposto sopra il tavolo della colazione in cucina. “Mi piace essere circondato da cose splendide”, usava dire Freddie. “

Ma ora Austin ha deciso di vendere la collezione, “perché devo mettere ordine nei miei affari”, spiega.

Austin, 72 anni, aggiunge: “È giunto il momento per me di prendere la difficile decisione di chiudere questo capitolo molto speciale della mia vita”.

E al di là di alcuni “regali personali” e fotografie della coppia insieme, Mary Austin venderà tutto.

Non ci rimane che sperare in un ripensamento, per il resto non andiamo oltre nel commentare un gesto che riteniamo fuori da ogni logica, e soprattutto contro la memoria di Freddie Mercury…

Ad oggi tutti gli oggetti saranno esposti da Sotheby’s a Londra in estate

L’asta dovrebbe fruttare oltre 6 milioni di sterline e parte “solo” del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

No comment

Parte dei testo dell’articolo è stato preso dalla traduzione di Barbara Mucci dall’articolo della BBC.

Per meglio comprendere l’importanza degli oggetti che saranno messi all’asta vi consigliamo di leggere L’ULTIMO FREDDIE MERCURY di Roberto De Ponti.

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