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Elleremodelista, la nuova collezione punta sulla giacca maschile rivisitata.

Elleremodelista

Presentata a Pietrasanta la collezione autunno inverno 2023-2024 di Laura Ciregia per Elleremodelista, nata da una sua idea otto anni fa, con un focus sul vintage e molto sensibile all’upcycle, che vede al centro i capispalla maschili, nei tessuti e nelle forme con le giacche “girate”. Molto colore, come sempre nella linea della stilista, grande assente il nero: i temi sono quelli della terra e del cielo, con un colore dominante e un block color, così il blu incontra l’ottanio; il marrone e i colori della terra il giallo limone; e poi ancora una gamma di verdi con alcune tonalità verdi acide e il prugna a spezzare toni tra il marrone e il grigio, fino al bordeaux.

La collezione è 100% una ‘produzione propria’ rigorosamente Made in Italy con manodopera toscana in particolare per i ricami e le finiture ricercate realizzate in collaborazione con l’azienda Officina Ciemmeci che appunto produce finiture di lusso per conto terzi.

Il cuore della proposta è legato al capospalla con l’agganciatura che resta maschile e la linea rigorosa che si reinventa con particolari estrosi: in particolare tre giacche originarie partoriscono tre nuove figlie che si scambiano le maniche dando luogo a un gioco di fantasie e arricchendosi di una tasca alta ricamata. I capi, dei quali Laura Ciregia ha acquistato i carta modello degli Anni Sessanta, sono quelli iconici così per il cappotto tipicamente la scelta è caduta su Loden autentico che viene reinterpretato mentre nella sezione maglieria il riferimento è il maglione norvegese che però diventa un poncho con una zip impreziosita da piccoli strass nella tonalità del bianco caldo della lana. I montoni invece si ridisegnano con un ricamo che cita il disegno tipico del cashmere”paizley”. Per l’impermeabile la scelta è inglese o in tessuto di gabardina, senza ’plastica’, per poterlo tagliare e lavorare, rimodellandolo.

L’idea è di restituire vita al passato come nel caso del cashmere rigenerato, della giacca da uomo che diventa gilet da donna, della tapestry che diventa una borsa, con un’attenzione a una moda ecosostenibile che nell’impegno ambientale trova uno stimolo alla creatività.

A cura di Giada Luni

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Modaspettacolo

Splendida Matilde Brandi sul red carpet a Venezia.

Matilde Brandi

A 22 anni era la star di Fantastico su Rai 1 il sabato sera con Raffaella Carrà, oggi è la direttrice artistico della scuola di danza e ballo del Circolo Aeronautica Militare di Roma

La sua è una grandissima carriera fatta di enormi successi, di gioie ma anche di delusioni.

Oggi a guardarla, sembra ancora una volta pronta a mettersi in gioco, e non certo da spettatrice, ma da protagonista , nella vita come nel lavoro .

Dal ballo alla conduzione, come stai vivendo questo tuo momento?

Amo ballare ma anche condurre, la danza è sempre stata la mia vita ora conduco spesso eventi mi piace, mi piace stare a contatto con le persone trasmettere ciò che sono.

Se potessi lavorare con un grande del passato, quale sceglieresti e perché?

Ho lavorato con i grandi della tv italiana, mi piacerebbe fare Studio 1 con Walter Chiari perché mi piace il vero varietà e condurlo con lui sarebbe stato sicuramente emozionante , lo ricordo molto bene un attore comico simpatico e carismatico

Se ti incontrassi a 18 anni cosa ti consiglieresti?

Di pensare di più alla mia felicità e non rifarei determinate scelte e di aver più amor proprio

Quanto conta il talento e quanto lo studio in una carriera legata al mondo dello spettacolo?

Lo studio è importante perché il talento va aiutato, ci vuole una buona base di conoscenza per coltivare il talento che già si ha dentro sé, il sacrificio, soprattutto in una disciplina come il ballo, è un compagno di vita che ti prende per mano per non lasciarti mai più, ma se ami quello che fai tutto diventa più semplice.

A Venezia  hai scelto di indossare un abito di Marta Jane Alesiani, ci racconti la tua scelta ?

Ho subito capito che l’abito di Marta mi avrebbe valorizzata nelle mie forme ed ho deciso di sfilare con quello.

Il Festival del cinema di Venezia, un fascino tutto italiano , che sensazioni ti trasmette?

Sono sempre felice di essere invitata perché amo il cinema italiano, il bel cinema

E anche se mi dicono: cosa ci vai a fare?

Io rispondo che sono un’attrice di teatro ed a breve farò un musical Hair Spray

Quando hai conosciuto Marta?

Marta l’ho conosciuta durante un evento ad Ascoli Piceno, sfilavano i suoi abiti e mi sono innamorata del vestito nero, è stato amore a prima vista

Un aneddoto nella tua carriera che ricordi con il sorriso

L’incontro storico con raffaella carrà che mi consacrò .

Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole entrare nel mondo dello spettacolo?

Di studiare studiare studiare e seguire sempre le proprie passioni. Di essere sempre se stessa e di trovare la propria strada

Sabato ti verrà consegnato il premio la Ginestra d’oro, cosa significa per te ?

È un premio che consegnano ai grandi della danza quindi sono felice di fare parte di riceverlo.

Dove ti vedi tra 10 anni ?

Mi vedo con la mia famiglia felice e realizzata nel mio lavoro magari alla conduzione di un programma mio

Grazie Matilde per il tempo a noi dedicato .

Gli abiti indossati in questo articolo sono di Marta Jane Alesiani

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ArteModa

MODA ARTE CULTURA by A CODED WORL in collaborazione con PAROSH, VENERDÌ 01 SETTEMBRE 2023 VILLA TAVERNA alle 18.30 Via Conte Paolo Taverna, 2 20844 TRIUGGIO MB

CODED WORL

A CODED WORLD unisce il mondo dei motori con quello di Moda Arte Cultura nella splendida Villa Taverna, in via Conte Paolo Taverna 2 a Triuggio MB, in occasione di un evento unico ed esclusivo che si terrà Venerdì 1 Settembre, alle ore 18.30.

Moda e Arte assieme in occasione della Formula Uno di Monza, una sfida che coinvolge due mondi competitivi e sempre pronti a nuove invenzioni.

Sport, moda e arte possono “correre” insieme per sottolineare la forza di un cambiamento.

Il piacere, quale sensazione, si prova con la velocità e con l’indossare un capo unico.

Il divertimento è una gara tra adrenalina e voglia di essere al top.

A CODED WORLD ODV

A Coded World è un ente no profit fondato da Bali Lawal. Dopo le passerelle Lawal, d’origine nigeriana e fino al 2013 top model per le principali maison (Armani, Krizia, Versace solo per citarne alcune), ha dato vita alla ODV il cui acronimo, “Coded”, sta per Combining Our Diverse Ethnicities Differently.

“La diversità è ciò che ci rende unici. Tante nazioni, differenti storie, culture ed esperienze si fondono tra di loro per costituire un team internazionale dove ognuno di noi contribuisce con il meglio di se stesso e del proprio paese” afferma Bali Lawal.

www.acodedworldprojects.com

P.A.R.O.S.H.

Quando l’essenza dell’Etnico e l’immortalità del Vintage si uniscono danno vita alla quintessenza di P.a.r.o.s.h.

Fondata da Paolo Rossello, P.a.r.o.s.h. arricchisce il panorama del mondo della moda con i suoi capi caratterizzati da un’ eterna raffinatezza e una vitalità irresistibile.

“Le cose che sono già vissute, e per questo hanno una storia propria, sono più vive. Hanno un’anima”.E’ il motto di Paolo Rossello, le cui creazioni maturano ed evolvono, ricercando sempre l’elaborazione di ricami di tessuti pregiati e intarsi fatti a mano. Un’haute couture che ama divertirsi e impreziosire la vita con nuove energie.

Il brand di Paolo Rossello, rappresenta la sua visione del mondo e il suo senso della vera moda.

www.parosh.com

FABBRICA EOS

La galleria d’arte Fabbrica Eos viene fondata a Milano all’inizio degli anni ’90 da Giancarlo Pedrazzini che, dopo l’esperienza presso una nota galleria milanese, inizia il proprio percorso autonomo promuovendo giovani artisti all’esordio grazie alla sua innata capacità di riconoscere potenziali talenti.

Questa attenzione al nuovo che ancora oggi caratterizza l’attività della galleria è punto in comune con il progetto A Coded World; per questa seconda edizione dell’evento, Fabbrica Eos propone, insieme alla curatrice Chiara Canali, la performance artistica di Alessandro Grimoldieu, giovane artista e designer la cui poetica è influenzata dalla teoria del Transumanesimo e dall’arte Post-Human.

La performance si concentra sul tema della Maschera intesa come prima tappa di un processo evolutivo di “artificializzazione” del corpo e di ibridazione uomo-macchina, fondamentale anche nella Formula

Uno dove il pilota si identifica totalmente con la propria “macchina” spingendosi oltre i propri limiti. Una riflessione dunque sull’umano e sulla rivoluzione della condizione umana nel segno del progresso scientifico e dell’integrazione tra corpo umano e tecnologia.

I performance che indosseranno e interpreteranno le Maschere scultoree di Alessandro Grimoldieu sono: Woman with a Mask (SOST MI), Barbara Crimella e Alex Coma. www.fabbricaeos.it

ASSOCIAZIONE ASCOLTA E VIV

A Coded Word sostiene il lavoro dell’Associazione Ascolta e Vivi un’organizzazione di volontariato attiva dal 1999 nel settore audiologico.

Ascolta e Vivi aiuta chi ha problemi di udito in particolare bambini, nei paesi del sud del mondo sia con l’aiuto diretto sul campo, sia tramite la formazione di operatori sanitari e tecnici locali collaborando con scuole e ospedali con progetti di più anni.

Ascolta e Vivi è presente anche in Italia con il “Progetto Scuola”.

La sordità non colpisce solo gli anziani, stanno crescendo adolescenti con difficoltà uditive. Educarli a prendersi cura del proprio udito e prevenire problemi più gravi è fondamentale e con questo obiettivo Ascolta e Vivi entra nelle scuole del Milanese e Hinterland con lezioni colorate e coinvolgenti per educare i ragazzi su questo tema.

Da anni Loredana Lechiancole Vergani, Presidente di Ascolta e Vivi, con la collaborazione di volontari, è attiva nel seguire i progetti dell’Associazione al fine di poterli realizzare e tenerli vivi nel tempo.

“La sordità è un grande limite, lo scopo della nostra Associazione è di migliorare le condizioni di vita di chi ne è colpito!”. Aiutateci ad aiutarli, visita il sito www.aevo.org

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Moda

7 anni di successi Made in Italy targati Marta Jane Alesiani.

Marta Jane Alesiani

ll 2 Agosto ad Ascoli si è svolta la 37 Edizione di Moda sotto le Stelle, nella splendida e suggestiva Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, una delle piazze più belle d’Italia, regista della serata Chiara Nadenich che ancora una volta è stata capace di dirigere con maestria e creatività questa kermesse organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo.

Quasi 3 ore di Fashion Show in cui musica e moda si sono alternati ritmando perfettamente la serata.

L’evento ha portato in passerella il meglio delle produzioni moda del territorio marchigiano, ambasciatrici del made in Italy di qualità.

I meravigliosi abiti realizzati da più di 40 brand hanno sfilato davanti ad un ampio pubblico, tra cui spiccava il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: in prima linea, il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli.

Alla serata Presenti anche le immancabili telecamere di Tv Moda , realtà divulgativa importante nazionale e internazionale creata da Jo Squillo.

Questa 37esima edizione per Marta Jane è stata l’occasione per festeggiare i suoi 7 anni di attività.

Dopo aver lavorato in mason internazionali  che hanno fatto la storia della moda italiana, ha deciso di fare il grande passo, 7 anni fa , coraggiosamente ha scelto di mettersi in gioco, abbandonando ruoli di tutto rispetto per dare vita al suo mondo creativo.

Niente è facile, soprattutto quando da un giorno all’altro diventi responsabile delle tue scelte , un momento di crescita che spesso si trasforma in delusione.

Ma Marta, forte delle sue esperienze, del suo innato talento creativo e della sua tecnica realizzativa , ha puntato su se stessa , senza guardarsi in dietro, ambiziosamente, ma con la testa sulle spalle, ha iniziato il suo viaggio nel fashion system.

Dopo  7 anni, consapevole che il viaggio intrapreso e ancora lungo, ha la consapevolezza di aver creato qualcosa di unico, a partire dal pensiero che esiste dietro ad ogni suo abito, indossare Marta Jane Alesiani non è semplicemente avere addosso un vestito sartorialmente impeccabile , ma  entrare in contatto con l’anima che ogni suo capo porta con se, non a caso molti suoi abiti sono stati raccontati da un curatore come opere d’arte…

In questa 37esima edizione di Moda Sotto le Stelle , lei veterana, ha fatto sfilare in passerella abiti che ha creato in questi 7 anni, vi raccontiamo un segreto, stando dietro le quinte è apparso evidente che le modelle indossando il capo scelto per loro lo indossassero come una seconda pelle…trasformandosi e unendosi ai colori e ai tessuti… diventando tutt’uno.

Marta sceglie con cura le modelle e i modelli per rappresentare i suoi abiti, al di la dell’aspetto devono avere anima… ogni sua collezione è un mondo diverso, ma sempre legato alla natura e alla passione e deve essere interpretato.

Ha vestito molte celebrità , ma sempre restando se stessa, e ogni volta che un suo abito entra in scena fa la differenza, ultima in ordine di tempo a indossare i suoi abiti per la  sua Tournee Americana , il Soprano Dominika Zamara., che a Gennaio 2023 scelse proprio un abito di Marta per il concerto in ricordo del Santo Padre Giovanni Paolo II in campidoglio.

Marta ha scelto da sempre di essere se stessa  ed è proprio questo rende unico il suo stile.

Le foto del servizio ( copertina compresa) a cura di Andrea Nobili

Marta Jane Alesiani ha scelto da sempre di essere se stessa  ed è proprio questo rende unico il suo stile. ed è orgogliosa di rappresentare la sua amata regione , mettendo in evidenza le caratteristiche che le Marche portano con se: esperienza, professionalità , creatività e tradizione, un fiore all’occhiello tutto Italiano.

Questa Ph è stata scatta da Gabriele Vinciguerra

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Moda

Fashion System: Sofia Santolini, talento e passione.

Sofia Santolini

La passione e il talento l’hanno sempre accompagnata quando si parla di creare abiti, ma è stata notata e premiata durante il concorso, Fashion Mood, giovani stilisti alla ribalta promosso dalla CNA di Ascoli ,ma non solo per la sua capacità tecnica realizzativa, ma per come ha raccontato le origini del suo abito: frutto di una profonda riflessione artistica e stilistica.

«Sofia , studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha scelto di partire dal denim per esprimere il passaggio da tuta da lavoro a tessuto di riferimento nel mondo della moda ,

Il modello di riferimento per il suo outfit, composto da una salopette, un top e un cappotto, è stato Charlie Chaplin, in un viaggio nel tempo in cui queste suggestioni sono state ricontestualizzate nel mondo di Madeleine Vionnet, stilista che ha rivoluzionato il mondo della moda con i concetti di morbidezza e comfort».

La stilista Marta Jane Alesiani, membro della giuria, che da sempre sostiene che un abito nasce da dentro e non per caso, ha subito puntato su di lei..

Conosciamola meglio lasciando a lei il piacere di raccontarsi rispondendo alle nostre domande:

Primo incontro con la moda ?
Tutto è iniziato quando, all’età di 14 anni, ho dovuto scegliere il cammino scolastico giusto
per il mio futuro, ancora inconsapevole della mia meta.

Questa decisione è stata fortemente indirizzata da professori che non credevano nelle mie capacità, a tal punto che mi hanno
consigliato di non affrontare un percorso liceale, perché avrei avuto troppe difficoltà.

Ho deciso così di intraprendere una via professionale, quella più inerente a me, ovvero la moda.
Giorno dopo giorno ho consolidato le mie capacità ed ho confermato sempre di più la mia
scelta, grazie anche alla realizzazione dei miei primi capi.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?
Sicuramente per parlare di moda bisogna immergersi nell’ambito, non solo con la passione,
ovvero il fulcro da cui iniziare, ma l’esperienza e lo studio sono i due parametri fondamentali
che fortificano e ti aiutano a realizzare il tuo sogno.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?
Tutto parte da una frase che è “My time traveler”, cioè il mio viaggio. Cosa significa questo?
Sicuramente prima di ogni collezione faccio un viaggio interiore e mi domando: Che cosa ho
dentro di me? È da lì che inizia la mia avventura.

Sicuramente le mie origini sono la mia ancora di salvezza. Io amo la rusticità, ma allo stesso tempo deve essere integrata ad un concetto di classicità.

Perché non esistono più le TOP ?
Non ci sono più le top perchè sono un ideale sbagliato, visto che una modella non deve essere
limitata a rispettare determinati canoni fisici.

Ciò potrebbe condurre molte ragazze, che sognano di diventare modelle, a dimagrire a tal punto che rischiano di raggiungere
l’anoressia.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso
Mia nonna mi diceva sempre “del male non fare e paura non avere”, attraverso questa frase
mi incoraggiava nei momenti più difficili, a proseguire con le mie idee anche se non venivano
condivise con persone a cui stavo a contatto.

A cosa ti ispiri per le collezioni?
Alla base di tutto c’è il tessuto, tanti pensano che sia un fattore da valutare in seguito, invece
penso che sia uno degli elementi più importanti che si deve considerare in una collezione e
molto spesso è grazie ad esso che si riesce a creare delle meraviglie.

Non a caso nella collezione presentata per la sfilata, sono partita proprio dallo studio del denim, ripercorrendo
la sua storia e la sua evoluzione. Inoltre, un’altra fonte molto importante per me è l’arte,
perché da sempre la moda si esprime attraverso forme e colori.

Infine non posso tralasciare i luoghi da cui provengo, le marche sono la mia casa e rimarrò sempre nel mio cuore.


Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?
Ad oggi penso che i social siano uno strumento fondamentale nel mondo della moda, bisogna
investire su di essi perché possono dare un valore aggiuntivo a ciò che si è creato.


Che cos’è per te la moda?
La moda è tutto e niente. È nata per un fattore di bisogno come il coprirsi dal freddo, dalla
pioggia, ma ad oggi è diventata una forma per esprimersi e soprattutto per distinguersi dagli
altri.

Per me la moda è costume, è storia, ma soprattutto posso esprimere il mio essere.

Con essa voglio far capire alle persone che dietro ad ogni capo realizzato c’è un significato che si
vuole trasmettere, è come se fossero tanti pensieri di una singola persona che vengono
esposti.

Questo vale anche per le persone, siamo tutte diverse e ognuna di noi ha un
sentimento e un proprio pensiero, che si riesce ad esprimere solo trovando le giuste persone.


Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe interagire e
perchè?

Se andassi indietro nel tempo mi piacerebbe interagire con Madeleine Vionnet, perchè in un
momento cosí difficile è riuscita a portare avanti la sua idea e soprattutto a dare una nuova
visione della donna, ma anche per aver portato quella leggerezza, morbidità nell’aderenza del
tessuto con il corpo della donna.


Cosa pensi dell’editoria di settore?
L’Editoria di moda penso che siano molto importanti e ci aiutano a comprendere sempre di
più la moda e il suo cambiamento nel corso degli anni.


Cosa non deve mancare in un guardaroba di un uomo? E di una donna?
Nel guardaroba maschile sicuramente non può non mancare un jeans, un capo definito per il
tempo libero, ma se abbinato adeguatamente si riesce a ricreare un outfit perfetto per tutte le
occasioni. Mentre quello femminile non può essere privo di un semplice abito nero, che può
essere personalizzato con accessori in base alle occasioni

Grazie Sofia per la piacevolissima chiacchierata, e se posso permettermi, ho apprezzato molto le tue risposte precise e dirette, hai le idee chiare, e questo è un ottimo punto di partenza

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eccellenze italianeEventiModa

Ascoli :Grande Successo per la “37esima edizione di Moda sotto le stelle’

37esima edizione di Moda sotto le stelle

l 2 Agosto si è svolta la 37 Edizione di Moda sotto le Stelle, nella splendida e suggestiva Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, una delle piazze più belle d’Italia, regista della serata Chiara Nadenich che ancora una volta è stata capace di dirigere con maestria e creatività questa kermesse.

Moda sotto le stelle’ organizzata da Confartigianato Imprese Macerata – Ascoli Piceno – Fermo.

Pubblico delle grandi occasioni

La conduzione della serata ancora una volta affidata a Marco Moscatelli  affiancato per questa edizione dalla showgirl Matilde Brandi.

Quasi 3 ore di Fashion Show in cui musica e moda si sono alternati ritmando perfettamente la serata.

Il ‘made in Italy’ ha sfilato in passerella  mettendo in evidenza la creatività che da sempre contraddistingue una regione come le Marche.

Quattordici stilisti rigorosamente made in Marche che hanno portato in passerella i loro capi, sette i giovani emergenti che su questo importante  palcoscenico hanno proposto le  loro creazioni, quattro gli orafi che hanno impreziosito con i loro manufatti gli abiti delle modelle e dei modelli, e dieci gli artigiani scelti che con i loro accessori, confezioni e calzature hanno completato ogni outfit che ha calcato la passerella.

In prima fila spiccava il vertice politico, istituzionale e imprenditoriale del territorio regionale e del Sistema Confartigianato: presenti il Presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Enzo Mengoni e la vicepresidente Natascia Troli, oltre al Segretario di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli, ma non sono mancati protagonisti del fashion system italiano e internazionale come la Presidente Gigliola Maule e il vice presidente Mauro Galligari e numerosi giornalisti internazionali.

Appare evidente come Natascia Troli la mente fervida del progetto, sia  riuscita a organizzare l’evento mettendo in evidenza l’artigianalità italiana con un focus speciale sul territorio”.

Ciliegina sulla torta la presenza ormai consolidata di Jo Squillo che con le telecamere del canale “TVModa”, contribuisce a veicolare l’evento a livello nazionale e internazionale mettendo in evidenza l’importanza dell’arte sartoriale del vero Made in Italy che da sempre ci ha reso unici nel mondo.

La moda è stata dunque la regina indiscussa della serata che, però, ha dato spazio anche al talento degli artisti ospiti.

Sul palco si sono alternati artisti di calibro come Thomas Grazioso cantante e showman romano, Italia Vogna e l’anima della bossa nova, Giorgia De Santis, in arte Desagio, una giovane, talentuosa cantautrice ascolana, ed infine una speciale performance di tango con il duo Tango Show.

Il Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, ha sottolineato il valore dell’artigianalità come punto di partenza per l’unicità di un prodotto che nasce ancora oggi in laboratori e sartorie dove passione, tradizione e tecnica tramandata da generazioni danno vita a splendide creazioni pronte per essere esportate con successo in tutto il mondo, concetto condiviso anche da Paolo Capponi, responsabile del settore Moda Export e Internazionalizzazione”.

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Moda

Angela Alta Moda a Milano: una sfilata che profuma d’estate a casa di Cesarina Ferruzzi.

Angela Alta Moda

Sfilata di Angela Alta Moda sulla splendida terrazza di Cesarina Ferruzzi che per l’ occasione ha festeggiato anche il suo compleanno davanti a un parterre stellare.

Il tutto organizzato magistralmente da Daniela Iavarone con l’accompagnamento musicale di Rosmy, vincitrice del Premio Mia Martini, e di dj Alexander. Presente Filbert King, il fotografo conosciuto a livello mondiale. Angela ha sfilato abiti in stile balneare in tema con le prossime vacanze. Angelo del mitico Caffé Il Moro ha deliziato tutti con le sue favolose tartine.

Il terrazzo era un tripudio di fiori e piante, allestimento creato dalla padrona di casa. Tra gli intervenuti, Raffaello Tonon , Candida Livatino e il console onorario dell’ Islanda Clausen, le attrici Lea Seydoux e Rosario Dawson e il violinista prodigio Leonardo Moretti. Foto di Fedele Costadura.

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Artemisa Gentileschi: LA STORIA DELL’ARTE LETTA CON GLI OCCHI DELLA LOOK MAKER RAFFAELA GALLINA.

RAFFAELA GALLINA

Artemisia Gentileschi era primogenita nonché figlia femmina di Orazio Gentileschi, famoso pittore del 1600, che ne notò subito il grandissimo talento e cercò di incoraggiarla fin da piccola insegnandole tutti i trucchi del mestiere.

I due ebbero un rapporto padre e figlia molto conflittuale vista anche l’intraprendenza e l’orgoglio della ragazza,anche sul piano artistico, tant’è che, a volte, diventò difficile stabilire a chi appartenesse un dipinto, poiché in certi momenti la loro maniera di creare era del tutto simile.

L’episodio più noto della vita di Artemisia Gentileschi fu quello della violenza subita all’età di 17 anni per mano di Agostino Tassi (1580-1644), pittore di buon livello, amico del padre della ragazza e suo collaboratore.

Agostino Tassi era un pittore indiscusso ma dalla condotta poco esemplare e con precedenti penali.

L’artista si era invaghito di Artemisia e, secondo quanto raccontò la stessa ragazza, il 9 maggio 1611 violentò la figlia dell’amico.

Lo stupro all’epoca era un reato, ma allo stesso tempo era considerato infamante per la donna che lo subiva. Il disonore poteva essere in parte riparato con un matrimonio.

Inizialmente Tassi promise ad Artemisia di sposarla ed ella credendo alle sue promesse iniziò una relazione di pochi mesi, fino a quando si scoprì che l’uomo era già sposato.

Tassi fu dunque denunciato da Orazio Gentileschi ed il processo durò da marzo a novembre 1612. Artemisia dovette subire atroci torture perché, purtroppo, la Giustizia riteneva che durante la tortura gli interrogati dovessero per forza dire la verità.

Tassi fu condannato e costretto all’esilio da Roma, ma, grazie all’appoggio di personaggi potenti, riuscì a rientrare.

In seguito Artemisia si sposò, costretta dal padre, con Pierantonio Stiattesi, un giovane pittore fiorentino di scarso livello con il quale si trasferì a Firenze.

Nel 1615 eseguì due dipinti per l’amico Michelangelo Buonarroti. Nel 1616 venne ammessa all’Accademia del disegno di Firenze, dove rimase iscritta fino al 1620, anno in cui lasciò Firenze e tornò a Roma dove dovette convivere con i pettegolezzi ma ormai era un’artista affermata.

Il marito, pittore appena mediocre, non tollerò più il suo successo e se ne andò.

Nel 1627 andò a vivere a Venezia e nel 1630 si trasferì a Napoli dove diventò una delle personalità artistiche più importanti della città eseguendo varie opere per la Cattedrale di Pozzuoli.

Nel 1636 si trasferisce a Londra per raggiungere il padre Orazio, per aiutarlo a terminare alcune opere per Re Carlo I e per restargli vicino fino al 1639 anno della sua morte. Tornò a Napoli e vi restò fino alla fine dei suoi giorni (tra il 1652 ed il 1656).

Subito dopo aver subito la violenza, Artemisia, si esprime in maniera brutale ma la sua espressione artistica di rabbia si stempera con il “periodo fiorentino” e diventa più elegante per arrivare a Venezia ed avvicinarsi all’influenza dei grandi Maestri come il Tintoretto e il Veronesi.

Analizziamo inanzi tutto l’autoritratto del 1615-17 nelle due versioni dai colori freddi e caldi per determinare la Tipologia Cromatica di Artemisia.

Nella versione dai colori caldi, il suo viso appare più luminoso, con un sottotono dorato insieme ad una leggera ramatura di capelli e sopracciglia; il blush sullo zigomo la fa apparire più sana; le sue forme generose risultano armoniche; l’ampia scollatura del vestito dal colore freddo allontana dal viso l’illusione ottica dissonante; il turbante ecru’ dalle decorazioni arancioni e dorate, in abbinamento ai suoi orecchini, le incorniciano il volto aiutando a definire nitidamente i contorni.

Nel ritratto dai colori freddi, l’incarnato è diafano; il blush rosato sullo zigomo mette in risalto le borse sotto gli occhi; la bocca è poco valorizzata apparendo meno carnosa; i capelli e le sopracciglia più scure; II contorni del viso sono poco definiti e le sue forme appaiono più prosperose; la prima cosa che salta all’occhio è il colore freddo dell’abito che distoglie l’attenzione dallo sguardo e dai lineamenti di Artemisia; il turbante e gli orecchini dalle tonalità chiare, calde e dorate diventano poco influenti nell’armonizzare le cromie.

Artemisia era senza dubbio una Donna AUTUNNO come traspare nell’autoritratto come martire del 1615 e nell’autoritratto in veste di pittura del 1638.

Quest’ultimo è uno dei miei preferiti perché Artemisia si ritrae in tre quarti, anziché frontalmente o di profilo e soprattutto in posa.

Lei decide di rompere la tradizione dipingendosi con i suoi strumenti di lavoro tra le mani mentre esegue un dipinto.

Per rappresentarsi in questa posa avrà dovuto ricorrere ad un gioco di specchi ed il risultato è molto realistico con l’artista con le maniche rimboccate fino al gomito; una catena d’oro con un ciondolo a forma di maschera; un abito verde e marrone; le sue labbra ed il blush aranciati; il tutto sottolinea la sua Tipologia Cromatica rendendola semplicemente meravigliosa!!!

RAFFAELA GALLINA
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eccellenze italianeModa

Il Soprano Dominika Zamara anche a New York ha scelto di indossare un Abito della stilista Marta Jane Alesiani.

Marta Jane Alesiani

L’abito si chiama “ MIELE “ e proviene dalla collezione Safari inspirata alle grandi avventure descritte nei libri , ai pirati e alle loro intramontabili mappe dei tesori nascosti ai romanzi di Salgari..

L’abito Miele è davvero un piccolo tesoro, tra le trame di questo tessuto prezioso si nascondono filamenti di puro rame cangiante.

Frutto di nuove tecnologie all’avanguardia, questo tessuto leggerissimo incanta per i suoi meravigliosi giochi cromatici capaci di variare a seconda della luce che si riflette su di esso; Il colore infatti, passa dal color bronzo all’oro , da colore ambrato della terra al nero bruno.

Il modello resta lineare ed essenziale, al fine di rendere protagonista indiscusso questo prezioso binomio di trama ed ordito.

Il Rame è da sempre riconosciuto come il più grande conduttore di energia, veniva chiamato oro rosso ed è il metallo tra i più utilizzati dell’umanità.

A lui sono legate innumerevoli proprietà benefiche e magiche , tra cui favorire l’armonia del corpo fisico con quello astrale stimolando le attività del cervello , contribuendo alla regolazione della frequenza cardiaca e alla produzione dei globuli rossi , contrastando l’anemia.

Foto di Gabriele Vinciguerra, Modella Mua Stafania Molon, Hair Alessandro Torti.

I colori di questo oro speciale li ritroviamo su questo abito arricchito anche delle sue magiche proprietà.

Si tratta di un abito fuori produzione, creato esclusivamente per la sfilata della Fashion Week di Milano, quando la stilista Marta Jane decise di aggiungere all’intera collezione gioielli ed accessori di rame purissimo realizzati da artigiani marchigiani. questo abito rappresentava un grazie alla sua terra natia e alla sua meravigliosa influenza artistica.

Il nome “ Milele” deriva appunto dalla similitudine tra i colori del rame e del miele stesso , chiamato nell’antichità, “ l’oro degli dei “.

siamo tutti sognatori, guerrieri, avventurieri e maghi, figli della terra e del sole

basta soltanto riuscire a ricordarlo.

Dominika indossa anche una cintura dorata con cordone e nappe di pelle dell’ultima collezione Magicland

Ancora una volta, come il più sapiente degli scrittori Marta in questo abito descrivere la dolcezza della natura è come se afferrasse un pennello e spandesse su una tela vergine macchie di colore monocromo…

Sapientemente costruisce un’immagine della natura così vera e viva.

Chi si trova di fronte l’abito è come se avesse di fronte un quadro fatto di sfumature, profumi, suoni e sensazioni grazie ai quali la natura diventa poesia.

USA Mozart Coronation Mass concert.
Great orchestra and conductor Maestro Jason Tramm
W. A. Mozart Coronation Mass
8 May 2023 USA
The Seton Hall University, South Orange, NJ
Maestro Jason Tramm conductor
Dominika Zamara soprano
Kimberlee Korzelius mezzosoprano
Rider Foster tenor
Christian Arenciba baritone
MidAtlantic Chamber Orchestra
University Chorus and Chamber Choir

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ArteModa

Vincent Van Gogh: LA STORIA DELL’ARTE LETTA CON GLI OCCHI DELLA LOOK MAKER RAFFAELA GALLINA.

RAFFAELA GALLINA

Cari lettori, ci immergeremo nuovamente nell’affascinante Mondo dell’Arte con il gioco dei colori dell’Armocromia e, quando si parla di colori e di Arte, l’associazione è immediata: “Vincent Van Gogh”.
Questo artista (1853-1890) è considerato oggi uno dei più grandi pittori di sempre, ma nel corso della sia vita, le sue opere, ben 1900 tra dipinti e disegni, sono state poco conosciute e poco apprezzate.
Pare infatti che l’artista, sia riuscito a vendere, soltanto un dipinto.
Figlio di un religioso e nipote di commercianti di oggetti artistici, Vincent Van Gogh, si appassiona al disegno fin da bambino, ma comincia a dipingere verso i 30 anni.
Le sue opere più conosciute sono quelle create tra il 1888 ed il 1890, pochi anni prima di morire.
Svolge diversi lavori fino a quando decide di studiare teologia e diventare predicatore, vivendo in un villaggio di minatori. Prende a cuore le sorti di questi lavoratori e, partecipando a scioperi e proteste, viene considerato dalle gerarchie ecclesiastiche socialmente pericoloso, quindi è licenziato e da qui ricomincia a dipingere.
Si trasferisce con il fratello Theo a Parigi dove conosce la pittura degli impressionisti, ricavando notevoli stimoli.
Vi rimane due anni per poi trasferirsi ad Arles, nel sud della Francia, e insieme a Paul Gauguin inizia un sodalizio artistico. Ma quando la collaborazione si interrompe, per l’artista inizia un periodo di nuova crisi, sottolineato dal taglio del lobo dell’orecchio.
Intervalla crisi intense a momenti di euforia aiutato dall’uso dell’assenzio, un distillato ad alta gradazione alcolica, diffuso in Francia tanto da diventare moda e leggenda. Verde, amaro, dal vago sapore di anice, si pensava contenesse erbe che creavano allucinazioni, assuefazione e pazzia.
Vincent si ricovera in ospedale per crisi depressive, con alti e bassi , fino ad interrompere la propria vita sparandosi al cuore a 37 anni. La malattia, l’affetto di suo fratello Theo, l’amicizia burrascosa con Gauguin, la vocazione religiosa, i viaggi in solitaria nel cuore dell’Europa, l’autolesionismo, l’abuso di assenzio, tutto questo irrompe nelle opere che colpiscono gli occhi ed il cuore di noi spettatori.
In questo caso, vi invito ad osservare due dei suoi autoritratti del 1887, che ho scelto tra oltre 35.


A sinistra (dipinto esposto al Van Gogh Museum Amsterdam), Vincent si rappresenta come Uomo “Estate”, valorizzandosi con colori tenui e freddi per far sì che il suo incarnato risulti più roseo, levigato e con meno discromie; i suoi occhi malinconici verde smeraldo, più vibranti; il suo colore di barba e capelli smorzato ma luminoso.


Nel ritratto a destra (dipinto esposto al The Art Institute of Chicago) l’artista sembra che abbia le orecchie più arrossate, il colore della barba prende il primo piano distogliendo l’attenzione, disturbando l’armonia delle sue cromie; le palpebre, il naso e le guance sono violacee; il suo occhio più scuro e meno luminoso; il suo viso appare più scarno e stanco; le pennellate brevi con colori scuri, caldi, accostati non mischiati, lo fanno risultare più rozzo.


Ho analizzato alcune opere che ritraggono fedelmente vari paesaggi in forme, proporzioni, colori e, di conseguenza, immagino la sua attenzione altrettanto maniacale nell’autoritrattarsi guardandosi allo specchio, carpendo ogni dettaglio del suo profilo fisico e psicologico.
Inevitabilmente l’accostamento e l’armonia dei colori fa la differenza rappresentandosi in modi diversi in base a ciò che lo circonda.
Incredibile come la vena artistica si sposi bene con la scienza dell’Armocromia, all’epoca ancora sconosciuta.

RAFFAELA GALLINA
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