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Ludmilla Voronkina: Dalle Passerelle all’Arte

​Ludmilla Voronkina Bozzetti non è solo una top model internazionale, ma una vera e propria musa contemporanea che ha saputo trasformare la moda in un linguaggio artistico.

Nata a Sochi, sulla riva russa del Mar Nero, ha iniziato a calcare le passerelle a soli 13 anni, viaggiando tra Parigi, Tokyo e Milano, città che oggi chiama “casa” da oltre tredici anni.
​Un’Icona di Eleganza e Impegno
​Sposata con l’imprenditore milanese Giovanni Bozzetti, Ludmilla è una figura centrale del jet set italiano.
La sua carriera è un mosaico di successi: dopo aver sfilato per i giganti del lusso come Armani, Dolce & Gabbana e Roberto Cavalli, ha scelto di dedicarsi a progetti fotografici d’autore che raccontano storie profonde.


​La sua capacità di bucare l’obiettivo l’ha resa la protagonista di mostre ed eventi di respiro internazionale:
​Il sodalizio con Max Vadukul: Nel progetto “Through Her Eyes – Timeless Strength”, Ludmilla si spoglia dei panni della modella tradizionale per interpretare la forza delle donne attraverso 40 ritratti in bianco e nero.


Un viaggio che intreccia la sua storia personale con le radici della sua terra d’origine.
​Omaggio all’Italia: Con la recente iniziativa “Italia di Moda”, scattata da Andrea Varani, ha celebrato la bellezza delle 20 regioni italiane. Un racconto visivo che unisce l’alta moda ai paesaggi più suggestivi del Bel Paese.


​Oltre la Bellezza: Il Cuore e la Ricerca
​Ludmilla è anche un’attiva sostenitrice della solidarietà.
Collabora strettamente con la Fondazione Umberto Veronesi, mettendo spesso all’asta le sue opere fotografiche per finanziare la ricerca scientifica contro i tumori femminili, dimostrando che l’estetica può essere un potente veicolo di sensibilizzazione.

Ludmilla Voronkina: From Catwalk to Art

​Ludmilla Voronkina Bozzetti is not just an international supermodel, but a true contemporary muse who has transformed fashion into an artistic language. Born in Sochi, on the Russian shores of the Black Sea, she began walking the runways at just 13 years old, traveling between Paris, Tokyo, and Milan, the city she has now called home for over thirteen years.
​An Icon of Elegance and Commitment
​Married to Milanese entrepreneur Giovanni Bozzetti, Ludmilla is a central figure in the Italian jet set.
Her career is a mosaic of successes: after walking for luxury giants such as Armani, Dolce & Gabbana, and Roberto Cavalli, she chose to dedicate herself to auteur photography projects that tell profound stories.

​Her ability to shine through the lens has made her the focus of international exhibitions and events:
​The partnership with Max Vadukul: In the project “Through Her Eyes – Timeless Strength,” Ludmilla sheds her traditional modeling cloak to portray the strength of women through 40 black-and-white portraits.

A journey that intertwines her personal story with the roots of her homeland.
​Homage to Italy: With the recent “Italia di Moda” initiative, photographed by Andrea Varani, she celebrated the beauty of Italy’s 20 regions. A visual narrative that combines high fashion with the most evocative landscapes of the Bel Paese.
​Beyond Beauty: The Heart and Research
​Ludmilla is also an active supporter of solidarity.

She collaborates closely with the Umberto Veronesi Foundation, frequently auctioning her photographic works to fund scientific research into women’s cancers, demonstrating that aesthetics can be a powerful vehicle for raising awareness.


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Nasir Khan: un volto dietro l’obbiettivo.

Nasir Khan rappresenta l’evoluzione perfetta di chi ha vissuto la bellezza davanti all’obiettivo e ha poi scelto di dominarla da dietro la lente.

La sua transizione da modello professionista a fotografo lifestyle non è stata solo un cambio di carriera, ma un’estensione naturale della sua sensibilità estetica.

​L’occhio di chi conosce la scena avendo calcato passerelle e set fotografici, Nasir possiede un vantaggio raro: la consapevolezza dello spazio.

Sa esattamente cosa prova un soggetto davanti alla fotocamera, riuscendo a guidare i modelli con un’empatia che trasforma una semplice posa in un momento autentico.

​Il lavoro di Nasir Khan si muove costantemente tra tre pilastri fondamentali:
​Volti : La sua ritrattistica è intima.

Non si limita a catturare i lineamenti, ma cerca l’emozione pura. La sua esperienza nella moda traspare nel modo in cui scolpisce i visi con la luce.
​Corpi : C’è una fisicità scultorea nei suoi scatti. Il corpo umano è trattato come un elemento architettonico, dove muscoli, curve e pelle diventano paesaggi da esplorare.
​Skyline : Le città sono i suoi secondi soggetti.
Il caos ordinato delle metropoli.
Le sue skyline non sono mai fredde cartoline, ma scenari vivi che interagiscono con l’osservatore.


​A differenza della fotografia di moda pura, spesso rigida e artificiosa, il lifestyle di Nasir è dinamico.
Le sue foto sembrano frammenti di una vita vissuta.
​”La sua fotografia è un dialogo costante tra la perfezione estetica della moda e l’imprevedibilità della vita quotidiana.”

Le sue composizioni sono pulite, moderne e cariche di una tensione narrativa che invita chi guarda a chiedersi cosa sia successo un istante prima e cosa accadrà un istante dopo lo scatto

Nasir Khan: a face behind the camera

Nasir Khan represents the perfect evolution of someone who experienced beauty in front of the lens and then chose to master it behind it. His transition from professional model to lifestyle photographer was not just a career change, but a natural extension of his aesthetic sensibility.

​The eye of someone who knows the scene
​Having walked the runways and been on photo shoots, Nasir possesses a rare advantage: spatial awareness.

He knows exactly what a subject feels in front of the camera, guiding models with an empathy that transforms a simple pose into an authentic moment.

​Nasir Khan’s work constantly moves between three fundamental pillars:
​Faces: His portraiture is intimate. He doesn’t simply capture features, but seeks pure emotion. His fashion experience shines through in the way he sculpts faces with light.

Bodies: There’s a sculptural physicality in his shots. The human body is treated like an architectural element, where muscles, curves, and skin become landscapes to explore.
Skylines: Cities are his second subjects.
The ordered chaos of metropolises.
His skylines are never cold postcards, but living scenarios that interact with the viewer.

Unlike pure fashion photography, often rigid and artificial, Nasir’s lifestyle is dynamic.
His photos seem like fragments of a life lived.
“His photography is a constant dialogue between the aesthetic perfection of fashion and the unpredictability of everyday life.”

His compositions are clean, modern, and charged with a narrative tension that invites the viewer to question what happened a moment before and what will happen a moment after the shot


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AttualitàModa

​Hayhu Lingerie: L’Arte dell’Intimo Artigianale tra Eleganza e Sensualità.

​Hayhu Lingerie, un brand che si distingue nel panorama dell’intimo artigianale per la sua estetica raffinata e la cura dei dettagli.

​Nel vasto mondo della moda digitale, dove il fast-fashion spesso domina le tendenze, emerge una realtà che fa della lentezza e della cura sartoriale il suo punto di forza: Hayhu Lingerie.

Attraverso il suo profilo Instagram, il brand racconta una storia fatta di pizzi pregiati, trasparenze studiate e un design che celebra la femminilità in modo autentico e sofisticato.

​Il nome “Hayhu” evoca qualcosa di esotico e prezioso, e le collezioni non smentiscono questa sensazione.

La proposta di Hayhu Lingerie si allontana dall’intimo seriale per abbracciare una dimensione artigianale.

Ogni pezzo sembra progettato per adattarsi non solo al corpo, ma anche alla personalità di chi lo indossa, trasformando il gesto quotidiano di vestirsi in un rito di self-love.

​Ciò che rende interessante il profilo di Hayhu Lingerie è il modo in cui comunica.

Non si tratta solo di vetrina: attraverso le storie e i post, il brand condivide spesso il “dietro le quinte”, mostrando la scelta dei tessuti e il processo creativo.

Questo approccio crea un legame di fiducia con le clienti, che cercano un prodotto unico, lontano dalle logiche della produzione di massa.

Hayhu Instagram

Se cercate un completo che vi faccia sentire sicure di voi stesse o un regalo speciale che parli di cura e passione, questo brand è sicuramente una realtà da tenere d’occhio nel panorama dell’underwear indipendente

Hayhu Lingerie: The Art of Handcrafted Underwear Between Elegance and Sensuality

Hayhu Lingerie, a brand that stands out in the world of handcrafted underwear for its refined aesthetic and attention to detail.

In the vast world of digital fashion, where fast fashion often dominates trends, a brand emerges that makes slowness and sartorial care its strengths: Hayhu Lingerie.

Through its Instagram profile, the brand tells a story of fine lace, carefully crafted transparencies, and a design that celebrates femininity in an authentic and sophisticated way.

The name "Hayhu" evokes something exotic and precious, and the collections reflect this feeling.

Hayhu Lingerie's offerings move away from mass-produced underwear to embrace an artisanal dimension.

Each piece seems designed to adapt not only to the body, but also to the personality of the wearer, transforming the daily act of dressing into a ritual of self-love.

​What makes Hayhu Lingerie's profile interesting is the way it communicates.

It's not just about showcasing: through stories and posts, the brand often shares behind-the-scenes insights, showing the choice of fabrics and the process.


This approach creates a bond of trust with customers, who seek a unique product, far removed from the logic of mass production.

Whether you're looking for an outfit that makes you feel confident or a special gift that speaks of care and passion, this brand is definitely worth keeping an eye on in the independent underwear scene
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DUBAI: Saints Studio e Angelo Accardi, quando la moda dialoga con l’arte.

Il connubio tra Saints Studio e l’artista Angelo Accardi a Dubai rappresenta l’incontro perfetto tra streetwear d’avanguardia e arte contemporanea internazionale.

Le serate d’arte organizzate da Eden Gallery hanno celebrato il legame profondo tra il brand e l’universo artistico di Accardi.
Il brand non si limita a vestire, ma diventa parte integrante delle installazioni e della visione “pop-surrealista” dell’artista

Saints Studio è un brand italiano di fashion design che trasforma la moda in un’indagine antropologica e culturale.
​Si distingue per uno stile eclettico che fonde simbologia, folklore e psiche, creando capi dal forte impatto visivo.

L’uso iconico di bandane, denim laserato e mix di tessuti pregiati (come seta e jersey).

Ogni collezione è concepita come un racconto che unisce il mito alla cultura di strada (dal “Joga Bonito” brasiliano al denim vintage).

Dai capi “One of a Kind” alle collaborazioni internazionali , il brand punta su un lusso consapevole e distintivo.
​Un laboratorio creativo campano che veste chi cerca originalità e profondità culturale, lontano dal fast fashion.

​Il brand promuove un concetto di moda più consapevole e rilassata.
Attraverso i loro canali social e il sito ufficiale, invitano la propria community a un “2026 lento”, celebrando un lusso che non ha fretta e che valorizza la qualità e il significato di ogni singolo pezzo nel guardaroba.

​Saints Studio non è solo una casa di moda, ma un ponte tra l’arte e il vestire, pensato per chi cerca capi che abbiano un’anima, una profondità culturale e un design che non teme di essere fuori dagli schemi convenzionali.

www.saintsstudio.it

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​Elnaline Jewellery: L’Essenza della Luce e del Design.


​Elnaline Jewellery e’ un brand che nasce dalla visione di trasformare ogni creazione nel fulcro attorno a cui ruota l’intero concetto di bellezza contemporanea.

​Al centro di Elnaline c’è una filosofia chiara: il gioiello come estensione dell’anima, non apparire ma essere se stessi.

La caratteristica artigianale di Elnaline si manifesta in linee che sanno essere, allo stesso tempo, audaci e sinuose, riflettendo la personalità di chi ama il binomio tra tradizione e modernita’..

​Il carattere distintivo di Elnaline risiede nella cura meticolosa della materia:

Dalla scelta delle pietre più rare alla precisione millimetrica dell’incastonatura, ogni dettaglio racconta un tributo all’esperiemza creativa e alla tecnica.

Il suo stile è un linguaggio universale che parla di lusso consapevole e di una ricercatezza che non teme il tempo.

Che sia per una serata di gala o per un momento esclusivo, il gioiello Elnaline si trasforma nel punto focale sul quale gli sguardi si posano osservando il racconto di una storia di ricerca e raffinatezza.
​”In un mondo di riflessi, Elnaline genera la luce con semplicita’ ed eleganza.

Elnaline Jewellery: The Essence of Light and Design.

Elnaline Jewellery is a brand born from the vision of transforming each creation into the fulcrum around which the entire concept of contemporary beauty revolves.

At the heart of Elnaline is a clear philosophy: jewelry as an extension of the soul, not just appearances, but being oneself.

Elnaline’s artisanal signature is manifested in lines that are simultaneously bold and sinuous, reflecting the personality of those who love the combination of tradition and modernity.

Elnaline’s distinctive character lies in the meticulous attention to detail:

From the choice of the rarest stones to the pinpoint precision of the setting, every detail pays tribute to creative experience and technique.

Its style is a universal language that speaks of conscious luxury and timeless sophistication.

Whether for a gala evening or an exclusive occasion, Elnaline jewelry becomes the focal point where the gaze rests, watching a tale of sophistication and refinement unfold.
​”In a world of reflections, Elnaline generates light with simplicity and elegance.

https://www.instagram.com/elnaline_jewelry?igsh=YmplbzN6MGJ6anhh

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La creatività delle artiste Le Clochart per una capsule collection di Adrenalina in mostra al Fuori salone 2024.

artiste Le Clochart

Connessioni: Adrenalina / Le Clochart“, è la serie limitata di poltrone rivestite con le tele artistiche firmate Le Clochart, realizzata per il brand Adrenalina ed esposta nello spazio Decor Lab in via Tortona 37,

dal 15 al 21 aprile

Durante la Milano Design Week sarà esposta la capsule collection in edizione limitata realizzata da Adrenalina, una mini collezione di sedute rivestite con la trasposizione su tessuto delle opere artistiche di Ilaria Milandri e Jessica Di Vito, il duo Le Clochart.

Un appuntamento importante per le due artiste, entrambe con diverse esperienze personali nel mondo dell’arte e che dal 2020 hanno deciso di collaborare. “Abbiamo aperto le scatole di colori, gli album, i libri, soprattutto d’arte e ognuna ha attinto dal proprio vissuto e messo il presente su carta”.

Ilaria Milandri forlivese, laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Jessica Di Vito pesarese, di professione chinesiologa ma con una passione viscerale per il disegno e per la grafica, spiegano: “Abbiamo deciso di chiamarci Le Clochart perché siamo nomadi dentro e niente più dell’arte ci aiuta a viaggiare, oltrepassare, scardinare, per poter stare nel qui e oggi. Vorremmo che anche chi guarda le nostre opere sentisse la libertà di nutrirsi, di permettersi, di osare.

Le loro opere nascono su carta, tele, muri, con pennarelli acrilici o tempere tramite un processo creativo spontaneo, dove il disegno e il colore si mescolano per creare forme e dettagli intricati, le linee diventano temi, ossessioni che diventano poetica, cifra che si traduce in un ricamo fitto su campiture compatte, delimitate, dense. Facce, animali, spazi interni ed esterni, impossibili. Si scambiano i fogli, i disegni, i colori, i progetti, il lavoro finito a quattro mani libere ha sempre una doppia maternità: un incontro che è uno scontro con un risultato provocatorio, destabilizzante, dissacrante. Il loro tratto inconfondibile, caratterizzato dall’uso generoso dei colori viene poi trasposto su tessuti, quadri, oggetti, capi di abbigliamento, tutti in serie limitata. 

La forte propensione di Adrenalina per la sperimentazione, che ha sempre spinto il brand verso connessioni e sinergie creative con mondi espressivi paralleli al design, ha portato alla partnership con le due artiste. Alcuni modelli di poltrone del catalogo sono stati rivestiti con le loro tele ispirate alle opere di famosi artisti come Botticelli, Klimt, Matisse, Picasso, Michelangelo, Modigliani,  sapientemente riviste nell’ottica creativa Le Clochart.

In questa fusione di arte e design ogni poltrona diventa un simbolo di libertà e di espressione.

La poltrona Hammock, disegnata da Debonademeo, con le sue linee minimaliste e irregolari, accoglie un Modigliani nell’interpretazione audace e dalle forti cromie tipica delle due artiste.

La poltronaBoll, del designer Simone Micheli, ospita invece la Venere del Botticelli o il David di Michelangelo. I disegni reinterpretati da Le Clochart sono stati fedelmente trasportati su tessuto e rivestono le forme rotondeggianti della seduta che aggiunge alla sua funzione originaria quella di opera d’arte capace di animare ogni ambiente.

In anteprima le poltrone Nina e Lov, sempre di Simone Micheli, che si ispirano rispettivamente a Klimt e a Matisse.

Se con Matisse la cifra stilistica de le Clochart trova ampi spazi per i propri ricami e microdecori, con Klimt la fitta rete di dettagli, caratteristica del maestro viennese, s’intreccia con i segni ossessivi e ripetitivi delle mani di Jessica e Ilaria. È un rincorrersi senza sosta, un ritorno senza soluzione di continuità a un inizio che non ha mai fine. Oro e filigrana, preziosità di materia e di dettaglio.

Giovedì 18 aprile dalle 17.00 Le Clochart saranno presenti al Decor Lab offrendo al pubblico la possibilità di immergersi nel loro mondo creativo con una performance artistica live. 

About Le Clochart

Le Clochart è un progetto creativo nato nel 2020. Ilaria Milandri, forlivese diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Forlì e in seguito laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e Jessica Di Vito, pesarese di professione chinesiologa, con una innata propensione e passione per il disegno e per la grafica, nonostante esperienze artistiche e di vita completamente diverse hanno trovato nell’arte il loro punto d’incontro. Le artiste disegnano a 4 mani e le loro prime opere sono nate come per necessità, come via di fuga nei confronti di una realtà sempre troppo omologata. Arrivando da percorsi creativi diversi e lontani nel tempo e nello spazio i loro lavori producono risultati artistici che partono da uno scontro di strade che poi si uniscono e creano linee continue, che diventano temi, ricami fitti, forme dense, provocatorie e destabilizzanti riempite di colori accesi. La potenza delle loro opere è determinata proprio dall’impossibilità di distinguere la mano di ognuna, è una fusione di regole create e poi distrutte, ignorando il come, ma puntando sempre al cosa, a quello che rappresenta e che colpisce. Lavorano su carta, tele e muri, con acrilici e tempere e il loro tratto inconfondibile viene poi trasposto su tessuti, quadri, oggetti, capi di abbigliamento, tutti in serie limitata. 

About Adrenalina

Adrenalina è un brand nato nel 1999 con l’obiettivo di portare una ventata di novità nel mondo degli arredi imbottiti. Dirompente, scultorea e positivamente diversa, Adrenalina cresce negli anni proponendo forme inusuali e osando con entusiasmo da tutti i punti di vista: concettuale, stilistico e comunicativo, arredando spazi pubblici e privati. Adrenalina ha collaborato negli anni con designer italiani e stranieri portando sul mercato forme inusuali e anticonformiste. Dal 2022 la direzione artistica è stata affidata al duo italiano Debonademeo. Nel 2023 Adrenalina compie un’operazione di rebranding, un segnale di maturità a 24 anni dal primo lancio, che riconferma il superamento della fase più iconica verso un’epoca di garbo ed eleganza. Il rebranding del marchio interviene sul logo, e sull’immagine generale, ponendo l’oggetto seduta al centro di un dialogo con l’essere umano contemporaneo, immerso in ambienti fluidi e trasversali.

Ufficio stampa Le Clochart

Setteluci
press@setteluci.net
Manuelita Maggio – cell. +39 338 4132673

Chiara Bianchi – cell. +39 347 2909612

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ArteModa

Angela Simone, creatrice di gioielli alternativi.

Angela Simone

Sono nata ad Albenga (SV), città romana davanti al mare. 

Nel 1983, dopo il diploma magistrale mi trasferisco a Milano per iscrivermi al corso di grafica c/o l’Istituto Europeo di Design, Scuola Superiore di Comunicazione.

In quel periodo della mia vita sono molto attratta dal bianco e nero, dalle forme, dalla precisione e dal rigore; allo stesso tempo mi interessa apprendere tecniche di comunicazione e di psicologia.

Tra le materie scolastiche del corso di grafica mi interessa particolarmente: la fotografica, la gestalt, la teoria del colore, il lettering, la progettazione, l’immagine coordinata.

Dopo il 2do diploma superiore, cerco di capire quale evoluzione grafica sia più giusta per me. 

Ho la fortuna di iniziare il mio percorso lavorativo nello studio dell’Art Director Romano Carrier Ragazzi da cui imparo le basi dell’impaginazione, il restyling e la progettazione di testate edite da Mondadori, Fabbri, Rusconi etc… 

Progettare una pagina bianca per una rivista richiede la creazione di un layout chiaro e funzionale, allo stesso tempo accattivante, che attiri l’attenzione del lettore, un misto di tecnica e creatività; forse per questo o forse perchè predisposta alla ‘composizione’ scelgo di proseguire nella grafica editoriale piuttosto che pubblicitaria o televisiva che già prevedeva l’uso dei primissimi computer.

Continuo come grafica free-lance per note testate di moda c/o Ed. Condè Nast, Gruppo Futura, Universo, Nuova Eri. 

Nel 2003 sono assunta come giornalista grafica nella redazione di ‘GLAMOUR’ e infine a ‘ELLE Italia’ fino al 2016. 

Nel frattempo la tecnologia avanza, il computer prende il posto della carta, il mouse il posto della matita e sento che quello che avevo scelto come il lavoro della vita ormai sta diventando altro. 

Ancòra una volta mi ascolto e nel 2003 (contemporaneamente al lavoro di grafica) scelgo di tornare alla manualità ricominciando ad utilizzare la carta in tutte le sue molteplici espressioni; per questo seguo corsi di legatoria, cartonnage, origami, tecniche di decorazione della carta (marmorizzazione, suminagashi etc…) fino all’incontro con la tecnica del ‘quilling’ che mi appassiona e mi dà la possibilità di creare resistenti perle di carta, le quali una volta infilate, diventeranno collane a ritmi differenti. 

E’ nel 2003 che inizio l’avventura da me chiamata ‘Gioiello di Carta’ e che, diventerà poco dopo ‘EMOTIONAL PAPER JEWEL’ perchè io per prima mi emozionavo ogni volta che ne nasceva uno.

Attraverso questa nuova espressione artistica e comunicativa prendo consapevolezza di me e riscopro il mondo artistico che mi aveva accompagnato fino a quel momento ma che era stata un po’ soffocata dal lavoro grafico seppur creativo.

Nel 2009, grazie alla Storica del Gioiello, Bianca Cappello e alla Storica d’Arte, Stefania Portinari, che curano rispettivamente la mostra ‘Il Gioiello di carta’ a Milano c/o il Palazzo della Triennale e una mostra personale a Vicenza c/o Casa Cogollo, entro ufficialmente nel mondo del Gioiello Contemporaneo. 

INTERVISTA

-Il tuo primo contatto con il mondo del gioiello alternativo?

Capitó tutto per caso (o forse il caso non esiste)

Avevo già cominciato a creare le mie prime collane di carta (2003/4) dopo un workshop sul ‘Quilling’ e avevo già presentato i primi lavori a MILANO c/o la Boutique FABRIANO, all’epoca in via Verri; c/o SURIMONO in via Monforte, con il FAI a Villa Panza, partecipato al ‘CLOUDNINE’ di Pitti Immagine in via Tortona,  quando incontrai Bianca Cappello (storica del Gioiello) che cominció ad interessarsi al mio lavoro (decisamente alternativo e soprattutto nuovo) sicuramente lontano dal mondo del Gioiello classico. Fu con lei che andai in visita allo Smuck di Monaco e scoprii un mondo a me totalmente sconosciuto, dato che fino ad allora mi ero occupata solo di grafica. 

Scoprii il Gioiello Contemporaneo anche la visita di SIERAAD ad Amsterdam non fu da meno! Ogni volta che avevo qualche giorno di ferie ne approfittavo per andare a visitare esposizioni di gioiello contemporaneo e artistico. Amsterdam la trovavo decisamente avanti!!! 

-Quando hai deciso di intraprendere il tuo percorso nel campo del gioiello d’ arte?

Non fu una vera e propria decisione, direi invece che la Vita mi stava portando verso una nuova situazione e, amando l’avventura ed essendo curiosa per natura, l’ho solo seguita. 

-La tua prima opera?

Se per opera consideriamo un’espressione di me stessa, un manifestarmi, un espormi e parlare attraverso di lei, allora è decisamente la collana in cartoncino ondulato argentato; è stata lei a portarmi fortuna! La posso considerare proprio il mio ‘cavallo di battaglia’, direi il mio marchio.

Ad ogni occasione espositiva ero certa che sarei stata selezionata grazie alla mia ‘SROTOLATA’ / ‘UNROLLER’ che molto mi ha insegnato in fase di lavorazione. Ho seguito semplicemente ciò che la carta in quel momento mi. chiedeva, tra le cose il ‘LASCIAR ANDARE’, la NON ostinazione nel pretendere un risultato deciso o disegnato da me in precedenza; mi ha insegnato ad ascoltare rispettosamente il materiale che in quel momento era tra le mie mani e ad assecondarlo, in una parola il ‘non controllo’ totale su ciò che si stava creando.

-A cosa ti ispiri quando crei?

Mi porto il mare dentro, quel mare con il quale sono cresciuta in Liguria. 

Nei miei ‘Gioielli di Carta’ spesso si rincorrono le onde, anche quando creo forme nuove spesso il mio pensiero va a linee morbide e/o a forme che ricordano conchiglie, corallo, formazioni marine.

Sono comunque forme che ne richiamano altre, arrivando da una formazione grafica e gestaltica non posso fare a meno di comporre senza fare riferimento alle forme partendo dalle basiche ed evolvendo in più complesse.

-Conta più la tecnica o la creatività?

Non può esistere una senza l’altra. E’ la padronanza della tecnica che ti mette nelle condizioni di liberartene e creare altro

-Cos’è per te il gioiello?

Posso chiamare gioiello qualsiasi cosa che mi porti gioia.

Ogni cosa preziosa in quanto particolarmente bello, pregiato, eccezionale o a me molto caro.

-Cos’ è per te l’arte?

Espressione dell’Anima. 

La nostra vera Essenza resa visibile.

-Se potessi incontrare un artista/gioielliere del passato, chi e cosa gli chiederesti?

Hai detto bene, se potessi incontrare un artista/gioielliere chiederei a Renè Lalique di assumermi a tempo pieno 🙂

-Raccontami un aneddoto che ricordi con il sorriso.

Durante le varie esposizioni mi è capitato moltissime volte di vedere avvicinarsi non solo donne ma anche uomini incuriositi. 

Ho sorriso ogni volta che li ho visti impegnati a cercare di scoprire di che materiale si trattasse, per poi rimanere stupiti scoprendo che fosse carta.

-Quali sono i tuoi clienti principali?

Sono donne che amano sempre ‘giocare’ e stupire; un po’ fuori dalle regole, alternative e coraggiose.

-Che differenza c’è, nella percezione dell’arte del gioiello alternativo tra Italia ed estero?

Credo che in Italia si sia ancóra legati al concerto di gioiello = oro o pietre preziose, all’estero questo concetto invece è molto più sdoganato. 

-Quanto conta la comunicazione?

Tantissimo e sempre!!! Ma sono convinta che conti la relazione che si crea tra artista e il fruitore. 

La nuova comunicazione solo web si perde nell’etere, la relazione emotiva tra le persone crea un legame più profondo

Grazie Angela per il tempo a noi dedicato

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AccessoriModa

Annette K. Magnet, founder del brand “Magnet”, intervistata da Paola Fiorido.

Annette K. Magnet,

Il brand Magnet è nato a Milano durante la Pandemia dalla designer e creativa originaria della Germania Annette K. Magnet si contraddistingue per la sua linea di gioielli underground che rievocano gli anni 90 con  originali concetti che si fondono con materiali ricercati e anallergici. Indossare un gioiello Magnet vuol dire far parte di una tribù che si contraddistingue per lo stile, per la ricerca e l’innovazione.

Per saperne di più su Magnet ho intervistato Annette K 

Quando hai deciso di creare tua linea di accessori-gioielli Magnet ? 

Durante la pandemia, ho iniziato a creare collane.

È stato un processo naturale. Guardando un talent show musicale in TV (anche se di solito non guardo la TV, ma in quel periodo capitava), ho notato un ragazzo dallo stile molto rock indossare una collana di perle. Da lì ho iniziato a creare collane non solo per me, ma anche per molte altre persone.

Stava nascendo qualcosa che avevo desiderato da tempo.

Perché hai scelto di chiamare Magnet il tuo Brand ? 

  Avevo deciso di utilizzare una chiusura magnetica per i miei gioielli e volevo che il brand fosse legato alla mia persona, così è nata l’idea: il mio nome è Annette, e in Italia tutti mi chiamano Anet, che si trova all’interno della parola “magnet”.

 Quali designer e artisti hanno influenzato il tuo percorso ? 

 Il brand che mi ha influenzato all’inizio, soprattutto per l’uso delle perle, è stato A’N’D (design art fashion made in UK),di seguito mi sono ispirata a Alexander McQueen, AnnDemeulemeester, Justine Clenquet e altri ancora, compresi i gioielli vintage.

Qual’é la tua visione ? 

La mia visione è quella di creare gioielli contemporanei, con uno stile un po’ “post: rock, punk, rave”, che possano essere indossati in varie occasione, come quelle più quotidiane, lavorative, o anche in occasioni speciali.

Per questo motivo, mescolo spesso perle di fiume (o di vetro, madreperla, resina) con pezzi di acciaio o altri metalli (sempre nickel free), aggiungendo anche paracord, delle corde che richiamano quelle sportive per l’arrampicata o altro. Il mio colore preferito è il rosa, che si vede spesso come predominante nelle mie creazioni e nelle foto. Nonostante l’utilizzo dell’acciaio, le mie creazioni hanno un aspetto leggero e delicato.

A cosa ti ispiri per le tue creazioni ? 

Le mie ispirazioni vengono dai libri, dai giornali, dalle mostre, dalle ricerche online e dall’osservazione delle persone.

Mi piace molto osservare e frequento luoghi legati alla cultura underground.

Ci introduci alla tua ultima collezione ? 

La mia ultima collezione si concentra sulla mescolanza e sull’armonia del caos. Mescolo acciaio dorato e argentato, uso maglie di catene di diversi spessori, pesi e lunghezze per la stessa collana, unendo elementi con caratteri differenti in modo non convenzionale, ma riuscendo comunque a creare qualcosa di armonioso.

 A chi sono destinati i tuoi accessori ?

I miei gioielli sono pensati a chi vuole distinguersi dal resto aggiungendo un dettaglio particolare al proprio abbigliamento. Sono unisex, poiché non faccio distinzione tra accessori per uomo e donna. Il mio target è ampio (no distinzione di genere e d’età), ma rivolto a chi ha una mente un po’ trasgressiva e non uniformata .

Paola Fiorido

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AccessoriModa

DISLIKE ME, il bello del rebranding…

DISLIKE ME

Il rebranding DISLIKEME si concentra sull’idea di abbracciare l’autenticità in un mondo dominato dalla ricerca frenetica dei like sui social media. un pollice verso, simbolo del “dislike”, stilizzato in modo unico e accattivante. storie di persone che abbracciano la loro unicità, incoraggiando gli utenti a “dislikare” la pressione sociale e ad abbracciare ciò che li rende veramente unici. DISLIKEME diventa un marchio che celebra l’autenticità in un modo originale e anticonformista.

non si tratta di una capsule ma di rebranding. Le persone mi danno dei loro capi che io rebrandizzo. adesso ne ho fatti un pò per fare un pò di esempi di come verrebbe e per mostrare il mio stile. per un momento è una idea embrionale che vorrei far correre nel mondo della musica dei dj, tutto lo strato underground

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ModaMusicaspettacolo

In Campidoglio Dominika Zamara ha indossato l’abito “Il fuoco di Prometeo”creato dalla stilista Marta Jane Alesiani.

Marta Jane Alesiani

Il Campidoglio è il più importante e incantevole dei sette colli su cui fu fondata Roma. Ha simboleggiato l’epicentro dell’impero romano con i templi più importanti della città

Il tempio di Giove….non poteva che essere un palcoscenico perfetto per ricordare Prometeo

“La mitologia da sempre affascina e guida la creatività di Marta Jane Alesiani ogni abito porta con se ricerche iconografiche, storiche e soprattutto cromatiche.

Col fuoco gli uomini avrebbero potuto scaldarsi d’inverno, tenere lontane le fiere, illuminare le caverne e la notte…

Ma esso apparteneva agli Dei ….

Fu Prometeo a farne dono agli uomini ..

L’abito il fuoco di Prometeo indossato dal Soprano Dominika Zamara in occasione del Gran Gala Business Woman & life è una fusione che porta con se il fascino della divinità e delle leggende. il calore scelto è l’arancio fortemente comunicativo e caldo.

I drappeggi sono di un arancio fortemente comunicativo e caldo che ricordano le fiamme che avvolgono e proteggono il corpo della donna armonizzandone le forme senza alterare la morbidezza dei movimenti,

La parte superiore, nonostante appaia agli occhi di chi guarda semplice e morbida, nasconde origami interni piegati ad arte con lo scopo di modulare il colore dell’abito a seconda della luce creando giochi tra ombre e luminosità

Il bracciale a forma di serpente mostra l’’energia vitale che scorre attraverso tutti gli esseri viventi il costante ciclo di mutazione.

La cintura ad intreccio con le nappe dorate e cordoni di seta sono una fedele riproduzione iconografica della cintura greca di Athena )

Ancora una volta l’abito scelto è divenuto tutt’uno con chi lo ha indossato, ogni occasione nella quale il Soprano e la stilista si incontrano, le parole non servono…

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