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Moda

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Gugliemo Giovannoni e una passione chiamata “Moda”.

guglielmo giovannoni

Davanti ad un obbiettivo, su i social, indossatore ,influencer, per poi arrivare a stylist, conosciamo meglio

Guglielmo Giovannoni , lasciando a lui la parola :

Primo incontro con la moda ?

Circa 10 anni fa.

Ho iniziato come modello e fotomodello , successivamente come brand ambassador

Ora da qualche anno ho creato i miei marchi di alta sartoria sia femminile che maschile

Il talento nella mondo delle passerelle conta più dello studio?

Più che il talento è una questione di passione per l’estetica e per l’immagine.

Il mio motto infatti è non c’è mai una seconda occasione per fare una prima impressione

Gugliemo Giovannoni

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Ogni materia in ogni aspetto della vita ha bisogno di conoscenza sia teorica che pratica.

Dunque è necessario studiare e mettere in pratica ciò che si apprende.

Dove prendi l’ ispirazione per le tue creazioni?

Io personalmente prendo ispirazione soprattutto dall’eleganza del passato.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

È lo strumento pubblicitario principale.

Sono la fonte d’ispirazione di tutti

Che cos’è per te la moda?

Personalmente non seguo molto la moda soprattutto quella attuale.

Mi piace creare capi che esprimano la personalità dell’individuo

Un personaggio con il quale ti piacerebbe interagire e perchè?

Se andassi indietro nel tempo un po’ con tutti perché erano personaggi di spessore, pieni di individualità, ma se dovessi scegliere direi Rodolfo Valentino .

Qual’è il cliente che si rivolge a te ?

Professionisti che amano l’abito su misura ma soprattutto tutti coloro che amano distinguersi

Cosa non deve mancare in un guardaroba maschile ?

Lo stile.

Nel senso che deve seguire al meglio la propria personalità senza copiare le mode del momento

Grazie per il tempo a noi dedicato

www.williamroom.com

Lo stile è un modo semplice per dire cose complicate .

Jean Cocteau

Non seguire la moda , crea il tuo stile

Quentm Crisp

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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culturaEventiModa

– Forte dei Marmi- Sabato 11 settembre Villa Bertelli: Dresscode al femminile, le vite di Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli.

villa bertelli

Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli, protagoniste della rivoluzione nella moda femminile, rivali a Parigi e per certi versi complementari, minimalismo ed eccesso, due correnti che coesistono ancor oggi.

Siamo ad una svolta culturale e sociale che farà della moda non solo un abito ma un manifesto, un’espressione artistica. Se è vero che l’abito non fa il monaco; certo è che un abito racconta molto di una persona.

Fu con Coco Chanel ed Elsa Schiapparelli che le donne cominciarono ad essere vestite da donne e la moda abbandonò gli orpelli e le rigidità dei corsetti anche se, come accennato, con stili completamente diversi, quasi coetanee, attraversando un secolo.

Coco Chanel ebbe in antipatia “l’artista che cuce” come la definì con disprezzo, “l’italiana che fa vestiti”, un complimento per la Schiappa, come si faceva chiamare, certamente dotata di maggior ironia della collega francese.

Due personalità, due idee di stile diverso: il rigore, l’essenzialità di Chanel dialogherà con il colore della Schiapparelli, marchi che ancora oggi raccontano il fascino al femminile e che per la prima volta hanno reso il profumo un oggetto di culto facendone la cassa di risonanza di una maison: Chanel n. 5 e la bottiglia a forma di corpo femminile disegnata da Leonor Fini sono arrivate fino a oggi.

Donne ribelli, trasgressive ma anche grandi imprenditrici, impegnate nel sociale.

A parlarne sarà Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice, insieme alla Stiilista Mariateresa Grilli e alla Modella, fotografa e scrittrice Elisabetta Valentini ,un viaggio attraverso due vite, molte città e paesi e certamente lungo un secolo di storia della moda.

Guiderà la conversazione Alessio Musella per la serata in veste di moderatore .

Serata promossa da Giulio Garsia www.prosperitas.info

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Modasalutespettacolo

Flavio, Hair Stylist, ti prende per la testa come nessuno fa!

flavio mammoletto

Un parrucchiere in primis cura, taglia i tuoi capelli ed è  è colui che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere oggi hair stylist  è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli.

Empaticamente interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello.

Conosciamo meglio Flavio Mammoletto, ma tutti lo conoscono semplicemente come Flavio,,Hair styilist con una lunga carriera alle spalle che lo ha portato a collaborare con i più importanti eventi nazionali e internazionali legati al mondo della moda e non solo…

Lasciamo che sia lui a raccontarsi in questa breve intervista per Wl-Magazine

Quando hai capito che sarebbe diventato da passione a professione?

Non avendo la passione di studiare (come quasi tutti da piccoli) il mio desiderio era istruttore sportivo.

Ma prima avrei dovuto raggiungere un diploma a quel punto ho ripiegato

Qual è il cliente più difficile ?

Non ci sono clienti difficili o clienti facili. i clienti sono tutti importanti poi ci sono situazioni lavorative che possono essere invece più impegnative.

Un aneddoto che ricordi col sorriso ?

Ricordo con piacere un aneddoto durante Open on Ice a Verona dove ho conosciuto il tenore Enrique Ferrer Il quale non voleva che ritornassi a casa.

Un altro ricordo piacevole è stato quando ho preparato la Giulia Salemi nella famosa uscita sul Red Carpet della quale tutta Italia parlò.

E sicuramente anche l’esperienza bellissima dello scorso anno dove ho avuto l’onore di fare il Red Carpet a Venezia.

Che formazione hai avuto ?

Inizialmente l’ accademia nazionale acconciatori misti a Mestre per poi proseguire in vari stage e formazione con aziende e stilisti internazionali

Come selezioni i tuoi collaboratori?

Voglia di fare voglia di imparare ed empatia

Cosa chiede più spesso un cliente quando si rivolge a te ?

Chiedono attenzione gli in quel momento, e di conseguenza avere un giusto taglio un giusto colore un qualcosa che gli dia soddisfazione

Grazie per il tempo a noi dedicato

NELLE MANI GIUSTE

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Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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AttualitàModasalute

Marialuigia Minato, professione Hair stylist.

Marialuigia Minato

Appartiene ad  una famiglia di artisti, suo padre era un noto antiquario di Asolo che con il suo talento sapeva trasformare oggetti antichi in capolavori di estrema bellezza.

Il restauro è l’arte legata al ridare la giusta luce a qualcosa che il tempo ha contribuito a rovinare , e  a ben vedere , fondamentalmente è quello che un Hair stylist fa con un suo cliente ..

Sua madre è una decoratrice su vasellame e tessuto.

Decorare un oggetto significa avere padronanza del colore, delle sfumature e dare libero sfogo alla creatività…

Da loro ha ereditato la passione per il bello e da questa sua passione innata è scaturito il suo personale percorso artistico ..

Conosciamo meglio Marialuigia Minato Hair stylist

Qual è il cliente più difficile?

Il cliente più difficile da trattare è quello che vuole un cambio di colore drastico in poco tempo, trascurando la salute del capello

Un aneddoto che ricordi col sorriso?

L’ incontro con Roberto Farruggia per essersi congratulato con me lodando il talento e le mie capacità.

Che formazione hai avuto?

Ho lavorato in diversi saloni di parrucchiera acquisendo diverse competenze nell’ambito professionale. 

L’arte vera e propria di trattare il capello la ho acquisita frequentando l’Accademia Aldo Coppola di Milano.

Ancora oggi sto frequentando i corsi che mi vengono proposti.

Un hair stylist, è diverso dal classico parrucchiere, infatti si tratta di una figura professionale dotata di ottime qualità sia pratiche, sia teoriche, in quanto ha la facoltà di tenersi sempre aggiornato sulle ultime tendenze, per quanto concerne i tagli più glamour.

Il culto della bellezza è cambiato, forse merito della televisione, dei media e di internet, che ha trasformato il semplice parrucchiere  in un vero e proprio consulente di bellezza.

Se prima le signore andavano dal parrucchiere per fare la piega, oggi vanno dall’ hair stylist per ottenere un know-how tecnico fatto di trattamenti su misura.

E conoscere le ultime tendenze del mondo della moda e del beauty.

Le caratteristiche che non devono mancare in un Hair Stylist sono:

  • capacità di ascolto
  • creatività
  • fantasia
  • senso dell’estetica
  • propensione all’attività di impresa

Conditio sine qua non da non sotto valutare:

Deve instaurare con la propria clientela un rapporto di massima fiducia ma anche di massima riservatezza

In conclusione, l’ hair stylist è una figura di riferimento che ci permette di stare bene e questo basta a rendere di buon umore!

Marialuigia Minato Selezionata da Tiziana Noia ideatrice dell’evento e Flavio Barbiere Hair stylist internazionale e resposabile reparto “Trucco & Parrucco” dell’evento

sarà presente alla quarta edizione Paillettes Sorridenti a Jesolo sabato 18 Settembre 2021.

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ArteModa

Alida Liberale: artista e maestra artigiana

Alida Liberale

Il suo estro artistico spazia dalla pittura su seta alla pittura su corpo, e nutre un amore viscerale per il teatro.

Conosciamo meglio Alida Liberale attraverso le sue risposte alle nostre domande

Il tuo primo contatto con l’arte? E con la moda?
Il primo contatto significativo con l’arte è avvenuto con la frequentazione, una vita fa, della “Scuola d’Arte – Sello” di Udine, ora “Liceo Artistico – Sello”.
Con la moda non c’è un inizio vero e proprio ma un graduale inserimento e un connubio fra arte e moda frequentando il comparto artistico nella Confartigianato e contemporaneamente il comparto moda sempre nella Confartigianato.

Quando hai capito che sarebbe diventata da passione a professione?
Non posso dire di aver avuto un momento specifico per questa decisione, ma un passaggio, direi, naturale per poter valutare approfonditamente la mia creatività.

La conferma di aver fatto una giusta scelta è avvenuta con UFAHON quando ha selezionato il mio Brand in occasione della pubblicazione dell’editoriale di “UFASHON MAGAZINE HAUTE COUTURE Spring Summer 2020” realizzato a Parigi per completare l’outfit di Alta Moda di Jean Paul Gaultier.

Dopo questo evento si sono susseguiti altri di rilevata importanza.

Cosa ti ha spinto verso la seta?
La spinta verso la seta è avvenuta per la grande voglia di mettermi continuamente in gioco, la pittura ad olio su tela non mi appagava più, ho pensato prima di sperimentare dipingendo visi e corpi (body e face painting ) poi sperimentare la pittura su seta, amandola da subito.
Grazie a questa arte ho conosciuto la bellezza del Batik rendendo questa tecnica la mia preferita. Ultimamente, nei momenti di grande riflessione, mi dedico alla pittura iconografica.

A cosa ti ispiri quando crei?
Se non ci sono soggetti particolari e già prestabiliti mi ispiro a un colore, a una forma.

Siccome sulla seta è difficile fare correzioni ad ogni passaggio mi soffermo a guardare e valutare ciò che sto eseguendo così da accompagnare l’opera alla stesura finale.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?
Tempo fa ho dipinto delle sciarpe che avevano come soggetto “Pinocchio”, oltre aver dipinto il Gatto e la Volpe, la Lumachina o la Casa sul Lago una sciarpa l’avevo dipinta con la Fatina; a me non piaceva ciò che avevo fatto ed ero più che certa che nessuno l’avrebbe presa in considerazione, invece, con mio stupore, fu la prima ad essere notata, ammira e presa come regalo da donare ad un’altra persona.

Se potessi incontrare un artista del passato, chi e cosa gli chiederesti?
Se per magia dovessi incontrare uno o più artisti del passato, non gli chiederei come sono riusciti a dipingere in maniera così sublime, le loro spiegazioni non farebbero di me una pittrice al loro livello, alla loro genialità, ma chiederei del loro stato d’animo, della loro esistenza interiore e se avrebbero vissuto bene senza poter esprimere la
loro arte o se avrebbero rinunciato ad essa.

Se incontrassi te stesso a 18 anni cosa gli consiglieresti?
Gli consiglierei, prima di decidere su cosa fare nella vita,  di frequentare dei corsi, sia in ambito artistico che in ambito teatrale così da essere in grado di scegliere la strada che più si avvicina alla sua personalità.

Facendo di una la professione e dell’altra l’hobby per eccellenza. Inoltre gli direi d’imparare molto bene l’inglese.

Quanto conta la comunicazione?
E’ fondamentale! In quasi tutte le sue forme.

Cosa è per te l’arte e la moda?
Senza l’arte in ogni suo aspetto il mondo sarebbe anonimo e triste.

Si vivrebbe nel grigiore e appiattimento dello spirito.
La moda dà personalità alle persone, non le rende uguali una all’altra, non le rende anonime.

Quanto contano per te la luce e il colore?
Cosa dire di quanto contano luce e colore è come dire quanto conta il cibo per l’essere umano o il coprirsi se fa freddo ecc.

Mi racconti cosa è il teatro per te?
Cos’è il teatro per me?

E’ Magia, è gioco di squadra, é introspezione è far diventare reale una interpretazione non vera ma costruita, è potersi perdere dentro.

E’ fantastico essere su un palcoscenico, non sei più tu, ma il personaggio che interpreti.

Grazie per la piacevole chiacchierata

Intervista in collaborazione con Paillettes Sorridenti

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Paillettes Sorridenti: la Moda per Sociale.

Paillettes Sorridenti

Paillettes sorridenti  una Serata di Gala che coinvolge Imprenditori, Professionisti, Politici, Giornalisti e Campioni dello Sport, oltre ad alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo e delle Arti, facendoli  sfilare nei panni di Modelli e Modelle d’eccezione.

I protagonisti indosseranno le griffe più note, con gioielli di brand prestigiosi, con accessori glamour.

Paillettes Sorridenti, l’evento ideato da Tiziana Noia unisce moda e sociale è giunto alla sua quinta edizione, con un fine nobile e benefico; quello di raccogliere fondi

“Una volta all’anno Tiziana ha deciso di dedicarsi ad una causa nobile che ogni volta individua tra le situazioni di emergenza e fragilità e sostegno”.

Tutti i protagonisti coinvolti hanno deciso di partecipare gratuitamente e donare il loro tempo e la loro immagine per attirare pubblico e donazioni;

Per meglio far comprendere l’importanza in continua ascesa di questo evento benefico diamo qualche numero:

La prima volta i modelli erano 40, le persone in piazza ad assistere alla sfilata erano 500, l’anno successivo i modelli erano 80 e il pubblico era composto da 4700 persone.

Il concept del Progetto Paillettes sorridenti nasce una decina di anni fa a Parigi legato alle Galéries Lafayette l’’idea da sviluppare all’interno dei magazzini doveva avere un appeal mondano ma legato al charity ..

Successivamente si spostò a Milano per poi arrivare nel Settembre 2018, a Grado,

Il claim paillettes sorridenti nacque una notte nella quale Tiziana Noia invitando una sua amica a sfilare si senti rispondere negativamente, perché in quel momento aveva un problema di salute, fu allora che Tiziana rispose: non ti preoccupare, prima o poi un abito di paillettes, ma paillettes sorridenti, perché significherà che stai bene, per te ci sarà sempre .

Il 18 Settembre 2021 sarà Iesolo protagonista dell’evento…..

Evento segnalato da Fondazione Mazzoleni

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AttualitàModa

L’Esercito Italiano al Pitti Uomo

L'Esercito Italiano

Il brand “Esercito Sportswear” presenta la collezione upcycling primavera/estate 2022 alla 100esima edizione dell’evento dedicato alla modaRoma, 2 luglio 2021. Il 30 giugno 2021 il brand “Esercito Sportswear” ha inaugurato il suo stand, per la prima volta, all’evento Pitti Uomo presso gli spazi espositivi della Fortezza da Basso di Firenze.

Il passo di corsa e le note dei bersaglieri della fanfara della Brigata Garibaldi hanno dato ufficialmente il via all’evento in Piazza della Signoria, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico – Giancarlo Giorgetti, del Sindaco di Firenze – Dario Nardella e di Claudio Marenzi – presidente di Pitti Immagine.

Nei tre giorni in cui buyer, brand ed esperti del settore hanno avuto l’occasione di conoscere e conoscersi scoprendo in anteprima le tendenze per il prossimo anno, il brand Esercito ha presentato la collezione primavera estate 2022, pienamente in linea con la recente svolta green della Forza Armata e con gli intendimenti degli organizzatori del Pitti Uomo che hanno voluto caratterizzare la kermesse come un interessante mix tra reale, digitale e sostenibilità.

L’attenzione che la moda sta riservando al mondo green e al riciclo conferma che etica, sostenibilità e business possono e devono convivere.

Per questa ragione la collezione proposta dell’Esercito Sportswear è quasi interamente frutto di una sapiente trasformazione di capi ed equipaggiamenti militari non più idonei al servizio. E’ cosi quindi che paracadute in materiale sintetico diventano giacche performanti dall’elevata resistenza, mentre coperte, opportunamente trattate, e altri materiali destinati ad essere accantonati, si trasformano in cappotti, acquisendo un elevato valore rispetto all’originale.

Materiali che altrimenti non avrebbero goduto di una seconda vita, ma che in questo caso creano un profondo legame fondato su valori e su ideali comuni, diffondendo un messaggio positivo per le nuove generazioni.

Ma non solo, ciascun capo sarà unico perché riporterà al vissuto degli uomini e donne con le stellette: a titolo di esempio, ciascun capo realizzato con il tessuto dei paracadute, verrà consegnato completo del libretto matricolare originale che riporta tutti gli impieghi operativi, nazionali ed internazionali, in cui è stato utilizzato.

Questo è il risultato di un lavoro appassionato e appassionante svolto dalla società Officina Italia s.r.l. e dai titolari d’impresa, Patrizio e Lanfranco VILLA, in sinergia con l’Esercito, che hanno saputo creare e connotare le collezioni rendendole di forte appeal. E’ importante sottolineare che molti particolari sono frutto di elaborazioni stilistiche ispirate da progetti attivati con importanti istituti di formazione stilistica come lo IED, l’Istituto Europeo del Design, con la partecipazione di professionisti della moda affermati e di giovani studenti.

Il progetto dell’abbigliamento Esercito è nato nel 2018 con la stipula di un accordo di licenza per l’utilizzo commerciale dei marchi della Forza Armata tra la Società Difesa Servizi S.p.A e l’azienda Officina Italia s.r.l. di Bergamo. E’ un progetto giovane ma solido che, soprattutto nell’ultimo anno e nonostante le difficoltà affrontate dalle aziende nazionali, ha registrato risultati molto soddisfacenti soprattutto sui canali commerciali on line.

I capi di abbigliamento sono commercializzati, infatti, sul portale e-commerce esercitosportswear.it, oltre che presso alcuni punti vendita in Bellinzago Lombardo (La Corte Lombarda), Carvico (Factory Outlet), Orio al Serio (Oriocenter), Stezzano (Le Due Torri) e Vicolungo (Outlet Vicolungo).

Il marchio “Esercito” che accompagna ciascun capo, identifica inequivocabilmente la Forza Armata, nella sua semplicità è stilisticamente coerente e d’impatto. Ideato e registrato nel 2015 ha sostituito il logo “EI Esercito” stilizzato nel 1985: si compone della stella a 5 punte che è volta a rappresentare i valori caratterizzanti dei soldati italiani quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato per la comunità nazionale e dalla scritta “Esercito”, un simbolo rassicurante soprattutto nell’attuale contesto, che rappresenta un’Istituzione sana e coesa, al servizio dei cittadini, sempre pronta ad intervenire in ogni tipo di scenario.“Esercito Sportswear” è il marchio commerciale dell’Esercito Italiano per la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento e accessori, prodotti da Officina Italia s.r.l., su licenza esclusiva concessa da Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa.

Comunicato segnalato da Paola Fiorido

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Moda

INTERVISTA A ROBERTO GUARDUCCI

ROBERTO GUARDUCCI
La sua carriera è iniziata nel 1978 disegnando pellicce.
Poi è entrato nella Maison Basile a Milano, dove ha imparato il mestiere da uno stilista del calibro di Luciano Soprani.

Per conoscerlo meglio lasciamo sia lui a raccontarsi attraverso questa intervista

Primo incontro con la moda ?

Ho sempre respirato aria di moda e di bellezza sin da quando ero piccolo a casa dei miei genitori perché mia madre era una persona estremamente raffinata che mi ha trasmesso il senso dell’estetica. Il mio primo vero approccio con la moda fu quando feci realizzare per mia madre il primo abito che riscosse grandi consensi da parte, soprattutto, di cari amici grandi cultori ed intenditori del settore fashion.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Lo studio deve essere alla base della ricerca creativa.

Senza il relativo apprendistato e l’acquisizione delle esperienze pratiche e storico-culturali non si può procedere a sviluppare nel modo più corretto questo lavoro, dando per scontato che si debba di base avere la giusta sensibilità e il talento senza i quali è impossibile poter intraprendere un lavoro così particolare e complesso.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

E’ fondamentale l’esperienza continua e la ricerca di nuove immagini estetiche soprattutto se si ha la possibilità di apprendere questa professione al fianco e alla visione diretta di stilisti importanti riconosciuti per la loro professionalità.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

L’ispirazione può partire da qualsiasi origine, dalla visione di immagini di vario tipo all’atmosfera patinata di un film o da immagini storiche di abiti d’epoca.

Naturalmente dipende dal tipo di lavoro che devi sviluppare e, in base a quello, cerchi di realizzare un’idea che unisca la creatività alla funzionalità coerente con il mood di ideazione.

Perché non esistono più le TOP ?

Perché ci sono alcuni stilisti che vedevano l’immagine di queste splendide donne eccessivamente rilevante rispetto all’immagine delle loro proposte moda e, quindi pensavano che l’attenzione mediatica fosse più indirizzata verso le modelle anziché verso le loro creazioni sartoriali.

Io personalmente non sono minimamente d’accordo con questo modo di pensare perché ritengo che la modella giusta completi in modo esponenziale quello che è il vero concetto di moda che desideri proporre, valorizzandolo al massimo livello.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Uno dei tanti ricordi che riaffiorano nella mia memoria è legato al grande costumista teatrale e cinematografico Piero Tosi, che si congratulò con me, insieme alle signore Fendi, per il lavoro che avevo svolto per una trasmissione televisiva che si chiamava “Buon compleanno TV” condotta e diretta da Pippo Baudo, dove collaborai per la Maison Fendi nella costruzione di alcuni importanti abiti di scena.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono diventati per la moda e per la vita attuale importanti e fondamentali canali di comunicazione, promozione e commercializzazione della persona e del brand creato. Sono mezzi che ti consentono di arrivare in brevissimo tempo a tantissime persone in modo diretto e di farsi conoscere. Ormai sono diventati elementi insostituibili rispetto ai comuni canali mediatici.

Che cosa è per te la moda?

La moda per me è comunicazione, espressione della figura e valorizzazione della persona.

E’ passione, stile ed eleganza.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio ti piacerebbe  interagire e perchè?

Mi sarebbe piaciuto molto far indossare i miei abiti a Rita Hayworth perché era una donna bellissima, dotata di una personalità femminilità e un di sex-appeal eccezionale

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Penso che l’informazione e la visione diretta delle immagine fotografiche di moda, attraverso l’editoria di settore, siano di fondamentale importanza alla divulgazione del prodotto e dello stile dei brands.

Le immagini sono una sintesi pubblicitaria dello stile proposto dal marchio e ne consentono un maggiore apprezzamento in termini di qualità e di categoria merceologica.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi?

Ritengo che una figura longilinea ma strutturata nelle forme sia la base fondamentale per la costruzione di eleganti creazioni sartoriali. In passato alcuni stilisti prediligevano e proponevano modelle taglia 36/38 per le sfilate dei loro abiti perché pensavano che l’eccessiva magrezza rendesse le loro creazioni più sofisticate e promuovendo un’immagine femminile assolutamente inconsueta che, purtroppo, ha influenzato negativamente molti giovani all’imitazione e alla non accettazione della propria fisicità fino a portare all’anoressia.

Fortunatamente oggi, c’è un’attenzione maggiore alla scelta della fisicità delle modelle che pur essendo magre mantengono le loro forme naturali anche con una taglia 42.

 Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

E’ giusto che, chi ha una fisicità più accentuata sia valorizzata nella sua integrità e quindi poter sfilare o posare in modo naturale promuovendo la propria bellezza “morbida” con classe, eleganza e sensualità.  

CREDITS:

LUIGI D’ARCANGELO FOTOGRAFIA

SERGIO CANNIELLO FOTOGRAFIA

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-2 Luglio- Alpemare Forte dei Marmi ospita “Un’Estate Eccellente” la stilista Angela Bellomo presenta la sua nuova collezione.

Angela Bellomo

il 2 luglio a Forte dei Marmi nella meravigliosa cornice del “Bagno Alpemare” organizzato da “Il Salotto di Milano” e presentato da Jo Squillo , Angela Bellomo farà sfilare la sua nuova collezione ispirata al total color .

Prima di aprire il suo Atelier la stilista ha dedicato tutta la sua vita all’alta moda sartoriale rivestendo il ruolo di stylist e direttrice creativa per griffe di fama mondiale.

Angela Bellomo è diventata oggi un eccellenza nel panorama dell’haute couture sartoriale grazie alla ricercatezza e lo stile senza tempo che contraddistinguono da sempre le sue collezioni rigorosamente Made in Italy.

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Moda

Intervista a Mirko Geco Geco

Mirko Geco Geco

Nel Mondo della moda i protagonisti sono sempre alla ricerca di sperimentare , e questo vale anche perchè chi sta davanti ad un obbiettivo:

Lasciamo che sia il protagonista di questa intervista, Mirko Geco Geco a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande .

Il PRIMO CONTATTO CON LA MODA 

È stato con Elio Fiorucci ad una sfilata dove mi fu presentato 

Inaspettatamente Fiorucci dopo aver chiacchierato con me si incuriosì a tal punto da chiedermi una collaborazione nel disegnare costumi da bagno molto sgambati ..era un inizio di un era, la moda costume anni 80,, ma non si fermò unicamente alla spiaggia.

Conservo ancora gelosamente le bozze che disegnai per questo artista della moda. 

IL TUO PRIMO SERVIZIO FOTOGRAFICO 

Inizio’ a casa mia con una modella attratta dalla mia Location un pò barocca.

Fu cosi’ che la modella che volle la mia immagine accanto alla sua per postarla su i social e ricevere maggior attenzione dai fotografi   incuriositi dalla mia immagine retro’ ed elegante a detta loro.

In seguito fui portato da un mio amico fotografo alla Fashion Week di Milano.

Anche in questo caso inaspettatamente , l’attenzione mediatica si spostò verso me mettendo in secondo piano le modelle.

Alcune mie foto vennero pubblicate generando molta curiosità  tra fotografi dell’ambiente e non solo.

LA MIA PRIMA SFILATA 

Premetto che fin da giovane venivo invitato a qualche sfilata locale senza aver fatto nessuna scuola di portamento non avendo oltretutto timore delle persone che mi osservavano, diciamo che quella che mi ha dato maggiore visibilita’ e’ stata alla fashion Week Milanese a Palazzo Marini per un evento che trattava di disabilita e di ugualianza, argomenti che mi stanno a cuore da sempre . 

ILMONDO DEL FASHION SYSTEM PREGI E DIFETTI 

Innanzi tutto sostengo che “nel mondo moda non e’ facile rimanere di moda” poiche’ e’ un corsa continua ad una evoluzione costante ampliata sicuramente dalla visibilità dei web.

Credo che il peggior difetto del sistema sia ’ quello di avere trasformato il nostro modo di vivere e di indossare a volte ridicolizzante per  la propria personalita’ annullata dal web per rendersi alla moda.

QUANTO E’ IMPORTANTE STUDIARE PER DIVENTARE UNA MODELLA/O 

Questa domanda la lascierei nell’ambito femminile posso solo sostenere che lo studio in qualsiasi materia perfeziona e cmq  serve sottolineando che non tutte le modelle hanno frequentato corsi di portamento per anni ma forse a volte per qualche mese per correggere la postura di sfilata ribadendo che la classe e’ innata ci devi nascere e non essere una manichino da sfilata perche’ devi creare vita al vestito che indossi. 

IL TALENTO E LA BELLEZZA POSSONO BASTARE?

Diciamo che sono un ottimo connubio che si completa anche con la fortuna ovviamente la bellezza nel campo moda influisce molto se no non parleremmo del bello Moda!

Possiamo sostenere che un individuo meno bello si puo’ completare indossando un capo che la abbellisca ma la personalità o la hai o non l’hai

Io sono consapevole dei miei limiti estetici , ma il giusto outfit e la personalità, come accennato prima, valgono più della fredda bellezza

Mi RACCONTI UN INEDITO CHE RICORDI COL SORRISO

Diciamo che non ho molti aneddoti particolari posso solo sostenere che a volte mi viene da sorridere quando arrivo su alcuni set fotografici e ci sono alcuni fotografi imbarazzati all’inizio per scattare qualche foto e sono io che li devo tranquillizzare.

Un bellissimo aneddoto che ricordo con emozione è quando conobbi Giovanni Gastel che quando mi vide la prima volta mi disse per mettermi a mio agio “NON SEI COSI’ VECCHIO COME APPARI IN ALCUNE FOTO” accostando il braccio sulla mia spalla.

Poi con qualche sua battuta rassicurante e il sorriso mi mise nella condizione migliore per essere fotografato.

Ricordo ancora il primo scatto di prova che fece, per il secondo mi spiegò, posizionandomi personalmente quale fosse il mio lato migliore ,  di quel servizio scegliemmo 2 foto che mi regalò insieme ad un suo libro dicendosi disponibile per un secondo intro per concordare la presenza di questi scatti in una futura mostra. Scoprire il sabato successivo , quando avrei dovuto incontrarlo ,appresi della sua scomparsa , inutile dirvi che fu un colpo all’anima anche se conosciuto da poco…non voglio pensare a tutti i suoi collaboratori e amici come possano essersi sentiti.

Una cosa è certa: :manchera’ all’ arte.

SE DOVESSI PARLARE CON GRANDI DEL PASSATO

Beh sicuramente l’estro e la pazzia di Salvador Dali’ ed Andy Warhol che hanno rivoluzionato a livello Artistico le leggi della fotografia e della pittura.

COSA PENSO DELLA MODA?

Che sia un mezzo inconscio  per raccontare un’epoca e in questo suo ruolo trova come splendida compagna di viaggio l’Arte.

Grazie per la piacevole chiacchierata

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