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Attualità

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Matteo Baudone, una passione chiamata: “Giornalismo”.

matteo baudone

E’ sempre interessante scoprire come si è deciso di diventare Giornalista, un ruolo che, nel bene o nel male è da sempre protagonista dei e dai tempi .

Oggi conosciamo meglio Matteo Baudone e come quando e perchè ha scelto di “essere” un giornalista , perchè per noi non lo si diventa, certo puoi imparare a scrivere, ma qual quid che ti vuole sempre in giro a caccia di notizie, quello è nel DNA.

Quale è stato il tuo primo incontro con il giornalismo?

Ero un adolescente quando casualmente ho trovato un libro nella Biblioteca Pubblica di Pietrasanta scritto dal giornalista e scrittore Enzo Biagi.

Si intitolava “L’albero dai fiori bianchi”.

Ed era una sorta di sua autobiografia-riflessione sul passato.

È stata quella storia che mi ha fatto innamorare del mio lavoro.

Che è un mestiere di m**da, come viene raccontato da uno dei personaggi del libro di un altro grande giornalista, Massimo Gramellini.

Ma non riuscirei a farne a meno.

La voglia di conoscere non è mai a termine…

Che formazione hai avuto?

Io attualmente sono un semplice diplomato di liceo.

Che ha fatto degli studi universitari molto bislacchi, visto che ho fatto la cavolata di buttare nel cassonetto degli esami universitari portati a buon fine. Il resto lo ha fatto la pratica quotidiana pomeridiana nei lunghi inverni fortemarmini.

L’aver fatto pratica su uno spazio blog tutto mio mi ha dato disciplina.

Ogni giorno devi dare qualcosa ai tuoi lettori.

Perché da te lo esigono.

Non serve a nulla scrivere due righe quando ti va. Serve costanza e disciplina. Magari un giorno salti.

Marco Damilano

Ma poi devi farti perdonare la mancanza.

Successivamente ho approfittato di un corso a pagamento con l’allora direttore dell’Espresso Marco Damilano.

E con quello ho colmato delle lacune.

La formazione è molto importante.

Anche non diretta di giornalismo.

Oggi la formazione, a parte quella dell’Ordine dei Giornalisti, è basilare.

Ho fatto corso di fotoritocco, fotocomposizione, videomaking, patente del computer europea e tanti altri. Perché chi fa questo lavoro la deve sapere lunga. Sia nel fare che nel conoscere.

Più lunga di tutti gli altri. E poi libri, film, serie tv, ecc… Non c’è limite a quello che devi sapere.

E puoi riuscirci anche senza spendere molto, se sai organizzarti con i mezzi legali che si possono trovare gratuitamente…

Quando hai capito che ti saresti occupato di giornalismo?

Io mi definisco il “giornalista di casa”. Perché all’interno della mia famiglia io sono quello che sa all’incirca quello che succede.

Sono quello che legge i giornali, che sente il telegiornale, che indaga le novità.

Che sa muoversi sulla rete, cosa che oggigiorno non è così scontata.

Che si informa sui cambiamenti. È un po’ il mio ruolo.

Se proprio devo darti un punto di non ritorno, è stato quando ho capito che il mio sapere quello che succede diventava importante per il mio nucleo familiare.

Ho sempre avuto fiducia da parte di mia madre e di mio padre.

E questo è tanto. Perché non hai la pressione di chi ti vorrebbe con il posto fisso o altre situazioni.

Nella mia vita ho anche fatto altri lavori.

E “lavorare” credo sia un consiglio che darei a chi vuole fare questo lavoro.

Dopo Beppe Severgnini che ha detto di prendere una laurea, anche solo triennale, che non faccia sbadigliare, cioè che appassioni, io dico di mettersi a fare un lavoro. Anche il più semplice. Perché se capisci la vera fatica lavorativa, non penserai mai che quello che fai sia tutto. Fare il giornalista è sì una professione.

Con delle difficoltà. Ma conoscere anche altre professioni fa capire cosa significa lavorare veramente. Con un capo e con delle direttive da portare avanti.

Quali argomenti potendo scegliere preferisci trattare?

Non ho preferenze. Io credo che ci faccia il giornalista debba sapere il più possibile. Ammiro molto i giornalisti sportivi, perché hanno quella conoscenza che non ho.

Quella capacità di interpretare una competizione sportiva. Soprattutto non ho la loro esperienza su calciatori, sportivi, dinamiche. E poi tanto altro. Ma questo mi autoconferma. Questo lavoro è fatto prima di tutto di conoscenza. E più se ne ha, meglio è per la propria capacità di raccontare.

I giornalisti, se uno ci pensa, sono una sorta di eredi dei cantastorie che andavano di villaggio in villaggio a raccontare le loro storie.

Una figura questa che ricordo di aver letto con piacere nel “Mistero Buffo” di Dario Fo. Che è anche un libro. E più si è capaci di raccontare, più si può fare bene il proprio lavoro. Particolare questo che si lega bene ad un altro particolare: la preparazione. Chi fa questo lavoro deve essere preparato, il più possibile aderente al personaggio di “Guglielmo il dentone” del film “I Complessi”.

Da vedere. È su Youtube. Un personaggio preparatissimo, che pur con una bocca superdentata da paura diventa all’epoca il lettore del telegiornale della Rai. Sbaragliando tutti gli altri con la sua immensa conoscenza delle cose. Soprattutto delle lingue, che andrebbero studiate anche se non a livelli altissimi.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

La mia prima intervista.

Ho avuto l’onore di intervistare Romano Battaglia.

Lui mi disse di si prima ancora che io glielo chiedessi.

Non so se dire che è stato una sorta di presagio oppure si è concesso come lo può aver fatto con altri giornalisti prima di me.

Mi piace pensare che può aver visto in me un degno collega a cui regalare la sua presenza per il mio lavoro. All’epoca per un piccolo giornale.

Quanto conta la comunicazione?

Dipende cosa si intende per comunicazione.

Se è la genericità del mondo, è molto importante perché il potere dell’informazione è gigantesco.

Bisogna avere delle basi per distinguere il vero dal falso, il buono dal cattivo.

Per questo studiare è fondamentale. Se hai accesso alle fonti di informazione, puoi orientarti meglio nella tua vita.

Se si parla della capacità umana di mettere in pratica, credo che chi voglia fare il mio lavoro, il nostro lavoro, deve in ogni momento saper avere a che fare con il proprio prossimo. Comunicare è la cosa più bella del mondo, ma bisogna rendersi conto che è anche una responsabilità. Faccio mia una frase di Lino Banfi: una parola è troppa e due sono poche.

Parlare tanto e saper stare zitto sono due facce della stessa medaglia.

Carta o web? Solo 10 anni fa sembrava che la carta dovesse sparire e invece…

Il mondo sempre più si sta digitalizzando. Internet permette di conoscere in spazi di manovra ridotti, visto che uno smartphone permette di indagare a proprio piacimento dalla propria tasca o dalla propria borsa. Fermo restando che il computer fisso non è cosi bypassabile.

La carta dall’altro lato è un ottimo supporto per tanti utilizzi.

Ma mettersi per lavoro ad aver a che fare con carta vuol dire che si ha spazio in cui gestirla. Quindi ognuno deve valutare come può muoversi.

E parlo sia dei giornali, dal quotidiano alla rivista, fino al libro.

Tutti supporti per cui esiste versione digitale.

E che possono convivere tranquillamente. A patto che si riscrivano le regole della loro produzione e commercializzazione. Stampare carta inquina.

Anche la corrente inquina.

E oggi l’inquinamento è una cosa che non si può prescindere.

Grazie Matteo per l”interessante chiacchierata

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Attualità

Forte dei Marmi: conosciamo meglio Simona Seveso, Assessore alle politiche sociali e salute.

Simona Seveso

In un piccolo centro come Forte dei Marmi, tanto famoso d’estate, quanto poco popoloso durante tutto l’anno, non sono i colori a fare la differenza, ma le persone, le idee e la disponibilità reale donata alla comunità togliendo spazio e tempo alla propria professione, non per interesse personale,, ma per dare il proprio apporto ai cittadini.

Abbiamo fatto qualche domanda a Simona Seveso, Assessore alle politiche sociali e salute dell’amministrazione Bruno Murzi.

Lasciamo sia lei a raccontarsi attraverso le sue risposte:

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Forte dei Marmi che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?

Occupandoti del sociale, quali  sono le iniziative che hai promosso  e gestito  in questi 5 anni ?

Le iniziative che ho promosso sono state veramente tante, non sto ad elencarle tutte ma in particolare ci tengo a ricordare che da tre anni ogni mese in collaborazione con ass, auser verde soccorso argento,

Croce verde e Misericordia riusciamo a sostenere famiglie in difficolta con spese mensili consegnate a casa modulate in base ai nuclei familiari.
Un altra importante progetto rivolto ai ragazzi autistici e stato il calore di un abbraccio con l,ass. autismo apuania e la Versilia in bocca, si tratta di un corso di teatro ormai da tre anni consolidato che ha dato ottimi risultati di socializzazione per i nostri ragazzi……e poi da 5 anni esclusi i periodi estivi e <natalizi ogni mese gite dedicate a gli over 65 sempre in stretta collaborazione con auser verde soccorso argento.

Tutte occasioni di vera aggregazione

Cosa ti lega a Forte dei Marmi?
A Forte dei marmi mi lega la vita….sono cresciuta qua…avevo 2 anni e mezzo quando i miei genitori ( padre milanese e madre fortemarmina) decisero di trasferirsi a forte da MIlano….

Quando e perché hai deciso di entrare in politica?
Nel 2002 fui avvicinata da Dot.t Roberto Bertola per entrare in lista per il suo secondo mandato e da li mi sono appassionata alle cose del mio paese.

3 pregi e 3 difetti di Forte dei Marmi?
Qualità della vita altissima,

Essendo un piccolo paese ci conosciamo tutti e quindi si può vivere veramente il senso di comunità
Il mare…come ogni località balneare vivi il bello sempre
 Scusami ma difetti non ne trovo, a volte forse, le persone che non si rendono conto della grande fortuna che hanno avuto a vivere a forte.

Come hai vissuto da cittadina il periodo legato al Covid?
Da cittadina ho vissuto un paese che più o meno in inverno era già cosi…intendo dire poco frequentato.

 E da politica?
Da politica ho avuto la grande opportunità di occuparmi in maniera fattiva dei miei concittadini…dando informazioni precise e puntuali., distribuzione di mascherine, organizzazione dei tamponi…

Come è cambiata Forte dei Marmi dagli anni 90 ad oggi?
Si e adeguata al mondo che va avanti cercando di dare un offerta turistica adeguata ai nostri graditissimi ospiti…..non si può pensare di rimanere come 20 o più anni fa.

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?
Di rispettare sempre il prossimo cercando di ascoltare il più possibile e porsi in maniera accogliente….e quello che cerco di insegnare ai miei figli  

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Forte dei Marmi che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?
Tutta la parte legata alle politiche sociali credo che sia proprio una mia particolare vocazione e penso che data l’esperienza acquisita non si può che migliorare. vorrei poter realizzare all’interno dl parco delle radici mediterranee un chiosco bar dove i ragazzi diversamente abili possano fare esperienze di inclusione lavorative. e riuscire finalmente ad avviare un progetto per il dopo di noi cosi da recare un pò di serenità alle loro famiglie

Grazie Simona, per il tempo a noi dedicato e per la piacevole chiacchierata

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AttualitàModa

Arezzo: la sesta edizione del DandyDays un successo per tutta la città. 

DandyDays

il 4 e il 5 giugno si è tenuta la 6° I DandyDays – Maestri d’eleganza per le vie del centro , una manifestazione che abbinata alla meravigliosa Fiera Antiquaria nella cornice storica di Arezzo, trasforma per un week la città Toscana il centro del Dandy style d’Europa.

Questa due giorni è dedicata a uomini e donne amanti dello stile e dell’eleganza con uno spiccato senso di creatività, ironici e eclettici che con la loro presenza ,  trasformano le strade del centro storico in un progetto ogni volta nuovo e sorprendente”.


Ancora una volta i  protagonisti  sono stati gentiluomini e stilose dandy lady arrivate da tutta Europa Italia e anche dall’estero.

Tra i presenti il Gran cerimoniere – Stefano Agnoloni, maestro di stile e buone maniere.

Niccolò Cesari brand ambassador internazionale , Mr JP , ambasciatore dell’artigianato italiano, fashion designer e referente nazionale per la Federazione Unimpresa moda uomo e donna Triveneto e Umberto Uliva gentleman e modello di successo, presente anche la scrittrice Elisa Volta esperte di Bon Ton.

Sabato 4 alle 10  è statoil “Club del Saracino” di Arezzo a fare  il suo ingresso al Prato accompagnato dalle splendide auto d’epoca per “lanciare” il primo Benefit “Rally automobilistico della moda”: una mostra statica di veicoli storici in sosta sino alle 23.30

Presenti anche gazebi espositivi e una piccola rappresentanza del Golf club Casentino.

Alle 11 all’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo c’è stato  il taglio del nastro in presenza delle autorità cittadine, dove artigiani e commercianti hanno esposto  capi di abbigliamento e accessori unici.

Dopo il  brunch di benvenuto i Dandy e le loro signore sono stati protagonisti di una passeggiata per le vie del centro storico con la guida turistica Debora Bresciani, alla scoperta della città.

Non poteva mancare il  consueto appuntamento con Francesco Maria Rossi sulla  terrazza della Fraternita dei Laici per una tavola rotonda “Dandy e potere: confronto, ribellione, rifondazione estetica?”.

Dopo aver premiato  l’auto storica più bella   arriva il momento della cena di Gala  curata dal ristorante “Logge Vasari” nel giardino di Casa Thevenin, arricchita dalla presenza dell’Associazione italiana sommelier (Ais Toscana), dall’associazione nazionale assaggiatori grappa e acquaviti (Anag Toscana) e la Compagnia toscana sigari (Cts)

Mattatrice della serata ancora una volta la  show girl Valentina Marconi e ospite d’onore la cantante elvetica  Sonia Mazza

Domenica sono scesi in campo amici a 4 zampe  con il primo “Dog exhibition show” al Prato di Arezzo, l’esposizione nazionale canina di bellezza organizzata dai responsabili dell’Arci Caccia Toscana

Molte sono state le situazioni che hanno coinvolto i Dandy anche in questa sesta edizione  e molte ancora saranno quelle che li attendono nella settima edizione che si preannuncia ancora più internazionale


Non è un caso che da sempre  questa manifestazione vada in scena   collateralmente alla Fiera Antiquaria  più famosa del bel paese , perché fin dalla prima edizione  questo binomio di è dimostrato vincente in termini di visibilità e pubblico .

Il Comune e la Provincia di Arezzo non mancano mai nel patrocinare questo incontro e la collaborazione della Fondazione Arezzo Intour aiuta ancora di più a trasformare un evento glamour miscelandolo con arte e cultura.

Tutte le attività  della due giorni dedicata ai Dandy hanno uno scopo benefico: i fondi raccolti vengono donati all’istituto “Casa Thevenin” di Arezzo – che accoglie bambini con problemi familiari e difficoltà scolastiche e ragazze madri in situazioni di disagio – per l’acquisto di un nuovo pulmino e questo è stato fortemente voluto da subito da Alessio Ginestrini e Stefania Severi da sempre attenti al bisogno della comunità-

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Attualitàcharityeccellenze italiane

“Nena” DEBUTTA LA PRIMA BAMBOLA CHARITY dedicata a FORTE DEI MARMI. Appuntamento 9 giugno alle 19 al Caffè Giardino da un idea di Michael Rothling.

Michael Rothling

Dopo il successo del Monopoly dedicato a Forte dei Marmi un’altra idea innovativa del giovane imprenditore Michael Rothling

Il 9 giugno alle 19 al Caffè Giardino la presentazione del giocattolo ideato da Michael Rothling, re delle bambole, ( vice presidente Dimian Toys ) per raccogliere fondi da destinare ad associazioni locali Bionda, sbarazzina e con il look da marinaretta.

E’ la prima bambola fortemarmina (a corpo rigido e quindi adatta per giocarci in spiaggia) che sarà presentata giovedì 9 giugno alle 19 – su invito – al Caffè Giardino in occasione di un cocktail al quale parteciperanno autorità, giornalisti e personaggi noti.

La scommessa e’ di Michael Rothling, ha creato questo primo giocattolo charity per sostenere le associazioni del paese. Infatti non solo alcuni pezzi saranno donati ad Auser, Misericordia e Croce Verde per raccogliere fondi ma la nuova bambola fortemarmina – in limited edition da 150 pezzi – sarà anche in vendita nel circuito degli sponsor. Rothling, che già sta portando avanti una campagna di beneficenza con il ‘Monopoly-

Un giorno a Forte dei Marmi’ in uscita entro la fine di giugno, rappresenta la terza generazione alla guida della Dimian che conta 60 anni di storia.

E già ha creato bambole special edition per bagno Alpemare, Twiga e Augustus hotel &resort. ‘I 150 pezzi – spiega Rothling – sono creati in materiali eco sostenibili, compreso il convenzionalmente in un sacchetto in tulle ecologico per rispettare l’ambiente’‘’

Abbiamo fatto una domanda a Micheal sulla scelta del nome e da dove nasce il suo amore infinito per Forte dei Marmi.

La scelta del nome Nena è legato al nomignolo in tedesco con il quale era chiamata da piccola mia mamma e ho deciso di creare questa bambola in memoria di mio Padre che proprio su queste spiagge nel 2016 a lui molto care è venuto a mancare.

Ogni oggetto che creeremo legato a Forte , sarà sempre dedicato a lui. e sarà sempre in aiuto della Croce Verde e la Misericordia che in quel giorno nefasto ci sono state vicinissime .

L’amministrazione sostiene fortemente questa originale iniziativa – evidenzia l’assessore al sociale Simona Seveso – che garantisce un aiuto concreto alle associazioni del paese che rappresentano un’energia importante per la nostra comunità’’

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Attualitàspettacolo

I bambini della classe 3 B della scuola Primaria di Ripa il 6 giugno alle ore 21 porteranno in scena, alle Scuderie Granducali di Seravezza “Il Principe e la Principessa che non sapevano mangiare” .

Il Principe e la Principessa che non sapevano mangiare

I bambini della classe 3 B della scuola Primaria di Ripa il giorno 6 giugno prossimo alle ore 21 porteranno in scena, alle Scuderie Granducali di Seravezza, uno spettacolo dal titolo “Il Principe e la Principessa che non sapevano mangiare” .

Il progetto, su cui hanno lavorato tutto l’anno, nasce da un’idea dell’insegnante di classe Rossana Mezzavia che ha creato un copione a loro misura prendendo spunto da una favola creata nel 2010 da tutte le classi del plesso di Ripa che, in una “staffetta narrativa”, si sono passate il testimone, raccontando le vicende di un principe e e di una principessa vittime di un’alimentazione scorretta.

Tale favola fu premiata a Firenze nel 2010 perché vincitrice di un premio regionale.

Lo spettacolo teatrale che andra’in scena è il frutto di un grande impegno da parte degli alunni di 3 B, dell’insegnante Rossana Mezzavia, degli esperti Ascania Roni, titolare di un centro di danza a Seravezza, di Marco De Novellis, prof di musica all’Istituto Comprensivo di Seravezza, dell’insegnante Sonia Domenici che ha curato il testo di alcune canzoni in lingua 2.

L’entusiasmo del team e dei piccoli attori ha dato vita ad una splendida favola in cui una dolce principessa dal nome evocativo,

Dolciumosa appunto, e il suo principe riescono con grande impegno a trovare il loro equilibrio alimentare. Certo non senza evitare pericoli nascosti o pozioni non sempre miracolose. Un bel racconto farcito, è proprio il caso di dirlo, anche da tante ricette e consigli sul mangiare bene per sta bene.

La valenza e la portata educativa di un progetto del genere é grande e coinvolge diverse aree disciplinari come italiano, arte e immagine, psicomotricità – danza, musica.

Ancora una volta il teatro si dimostra fonte inesauribile di insegnamenti.

Consente infatti lo sviluppo armonioso della personalità dei bambini.

Permette loro di esprimere le proprie inclinazioni esperendo emozioni in un percorso di scoperta di sé stessi e del proprio rapporto con l’Altro. Consente di aprirsi agli altri ed insegna l’empatia, la comprensione.

Tutto ciò è stato possibile grazie ad una scuola come quella del tempo pieno, dove i tempi, appunto, più lunghi a disposizione permettono di rispettare l’esigenza educativo formativa dei bambini che per crescere necessitano di fare esperienze con l’arte della musica, della pittura, della danza, del teatro.

Di seguito i nomi dei piccoli attori: Aurora Macchione, Yassmine Saki, Viola Verona, Giorgia Verona, Emma De Cesari, Valerija Shvets, Esmeraldo Kakija, Federico Berti, Samuele Di Cosmo. 

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animaliAttualitàeccellenze italiane

Villa Bertelli apre le porte della mostra Andy Warhol e la New Pop alla SICS – Squadra Italiana Cani Salvataggio – Scuola Italiana Cani Salvataggio.

SICS - Squadra Italiana Cani Salvataggio - Scuola Italiana Cani Salvataggio

Grazie al Presidente della Villa Bertelli Ermindo Tucci e al Vice Sindaco di Forte dei Marmi Graziella Polacci è stato possibile far visitare la Mostra in corso dedicata ad Andy Warhol. anche ai “nostri amici a 4 zampe”.

Le unità cinofile della Sezione Toscana della Scuola Italiana Cani Salvataggio vengono impiegate nella sorveglianza delle spiagge durante la stagione balneare, in virtù della pluridecennale collaborazione  con la Guardia Costiera formalizzato da un accordo quadro in essere tra la SICS ed il Comando Generale  delle Capitanerie di Porto ed un Disciplinare Attuativo con la Direzione Marittima della Toscana.

L’editore d’arte Alessio Musella si è prestato a fare da guida concordando la visita con il Vice Sindaco di Forte dei Marmi Graziella Polacci  e il Presidente di Villa Bertelli Ermindo Tucci , raccontando la mostra Andy Warhol e la New Pop a tutta la squadra, protagonisti indiscussi della situazione sono stati proprio i 50 cani, che in silenzio, seguendo i propri istruttori hanno partecipato alla visita in pena tranquillità.

La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Mazzoleni in collaborazione con la Villa Bertelli e patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi e dalla delegazione di Pisa dei Cavalieri di Malta

Una  vera e propria full immersion di quattro giorni partita il 25 Maggio che si concluderà domenica con la consegna dei brevetti. Verranno formati, attraverso esercitazioni in spiaggia, in acqua e sia con i cani che con i mezzi i nuovi operatori che poi troveremo sulle spiagge del litorale nei mesi estivi.

Cinquanta unità cinofile, insieme ai componenti del corpo didattico e a una quindicina di istruttori, protagonisti in Versilia.

Sono stati  formati, attraverso esercitazioni in spiaggia, in acqua e sia con i cani che con i mezzi i nuovi operatori che poi troveremo sulle spiagge del litorale nei mesi estivi.

Salvo Gennaro, presidente della Sics Scuola cani salvataggio è stato entusiasta con tutto il team di mettere a disposizione  Il loro  know how,  frutto di un’esperienza di 35 anni.

Hanno proposto al presidente della Regione, Eugenio Giani, la creazione di un registro unico delle unità cinofile di salvataggio a livello toscano, in modo che gli enti locali possano attingervi e rendere sicure le spiagge libere

Per questa iniziativa-full immersion hanno sia il patrocinio della Regione che quello della Guardia Costiera, con la quale hanno rinnovato un accordo quadro.

Ricordiamo che la Scuola Italiana Cani Salvataggio, è la più grande organizzazione nazionale dedicata alla preparazione dei cani e dei loro conduttori, le così dette Unità Cinofile, il cui obiettivo principale è l’addestramento al salvataggio nautico dei cani di tutte le razze, purché abbiano spiccate doti di acquaticità e un peso superiore ai trenta chili.

La scuola organizza, unica in Italia, corsi per istruttori, al fine di trasmettere ad altri le esperienze e la professionalità raggiunta in tutti questi anni di lavoro insieme ai cani rilasciando ogni anno, su esame, il Brevetto di Salvataggio S.I.C.S. riconosciuto dal Ministero Trasporti e Navigazione al fine del servizio di salvataggio, in accordo con il comando Generale delle Capitanerie di Porto – MARICOGECAP.

La Scuola Italiana Cani Salvataggio è  l’unica struttura a livello europeo ad organizzare annualmente corsi di Elisoccorso per Cani da Salvataggio e collaborare regolarmente nel corso di svariate esercitazioni con tutti i nuclei elicotteristi italiani (Soccorso Aereo Aeronautica Militare Italiana, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Carabinieri, Vigili del Fuoco Polizia, Eliwork, ecc.). 

A Massa la capitaneria ha previsto in un’ordinanza ad hoc che la Sics e i cani di salvataggio siano inquadrati come “dispositivo aggiunto di sicurezza“. Un presidio mobile, che ha la sua base a Forte dei Marmi e che si sposta lungo il litorale”.

www.canisalvataggio.it

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AttualitàEventiMusica

-7 Giugno 2022- 39° Premio Internazionale “Fontane Roma”.

Dominika Zamara

Lo storico Premio Premio della Capitale avrà luogo il 7 giugno 2022 alle ore 16:30 presso l’Aula Magna Augustinianum della Pontificia Università Lateranense in Via Paolo VI, 25 00193 Roma.

Arrivato alla sua 39° edizione l’appuntamento vede coinvolti personalità del mondo dell’Arte, Cultura, Istituzioni Europee, Diplomatici, Autorità Civili, Militari, Solidarietà, Lavoro, Sport.

Come l’anno scorso la serata sarà arricchita da un recital del soprano Dominika Zamara che è stata insignita del premio l’anno scorso), accompagnata alla chitarra classica da Hernán Navarro (Argentina/Spagna)

Il tutto guidato dal Presidente il Dottor Benito Corradini, il Presidente Onorario Sua Eminenza il Cardinale Marcello Semeraro e il Presidente della Giuria Sua Eccellenza il Monsignore Gianfranco Girotti.

Non sono ancora trapelate indiscrezioni sui nominati. 

Per il soprano sarà un grande onore cantare quest’anno per la premiazione, anche perché quest’anno sarà dedicato a Papa Giovanni Paolo II e Madre Tersa di Calcutta, due personalità molto importanti.

Dominika Zamara è da sempre molto legata a Giovanni Paolo II e in particolare alla sua celebre frase: Non Abbiate Paura”.

Chiudiamo questo breve articolo con una domanda :

Che effetto le ha fatto la nomina e il conferimento del Premio Fontane di Roma l’anno scorso?

“É stato molto importante per me ricevere il premio, oltre tutto l’anno scorsa era dedicato a Giuseppe Verdi, un compositore che adoro e spesso e volentieri eseguo quindi una doppia gratificazione per me.

Ringrazio il Dottor Corradini”.

Enrico Bertato

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Attualità

E SE DOMANI… ore 21,00 serata in Capannina con il Sindaco Bruno Murzi e 4 architetti -FORTE DEI MARMI- 26 maggio – Raccontare la Forte dei Marmi di oggi e immaginare quella che potrà essere tra pochi anni.

Sindaco Bruno Murzi

Un appuntamento all’insegna della progettualità, quella già attuata e quella da portare a compimento nel prossimo mandato.

E’ la serata in programma giovedì 26 maggio, alle ore 21, alla Capannina di Franceschi, dal titolo “E se domani”, che vedrà protagonisti il candidato sindaco con la lista Noi del Forte Bruno Murzi e di quattro architetti, Lucilla Bonvicini, Michelangelo Chiti, Tiziano Lera e Marco Pacini.

Saranno questi ultimi a presentare le progettualità per la Forte dei Marmi del futuro prossimo.

E Bruno Murzi a spiegare come questi progetti potranno diventare realtà, sulla scia delle attività portate avanti in questi ultimi 5 anni che lo hanno visto protagonista come sindaco di Forte dei Marmi. L’evento è a 5 anni esatti da una analoga serata che Bruno Murzi tenne per presentare le proprie idee alla cittadinanza in occasione delle passate amministrative. “5 anni fa – dice il sindaco – ci incontravamo in Capannina per parlare di futuro di Forte dei Marmi… vi aspetto ancora una volta insieme agli architetti Bonvicini, Chiti, Lera e Pacini, per raccontarvi nuovi progetti e nuovi sogni da realizzare nei prossimi anni”.

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Attualità

Enrico Ghiselli e il suo impegno per Forte dei Marmi.

Enrico Ghiselli

Quando parliamo di politica, ci sono persone che rinunciano alla professione, per mettersi al servizio della comunità.

A parole molti, in verità, sono molto pochi.

Con piacere abbiamo fatto qualche domanda a chi , in una comunità estremamente piccola, ma famosa, come Forte dei Marmi, racconta quello in cui crede e quello che ha fatto in anni di politica sul territorio.

Come spesso accade, nelle comunità meno numerose, non è il partito a contare, ma la credibilità , l’esperienza e la professionalità del singolo individuo, pronto a mettersi in gioco , ogni volta che crede in un progetto politico, sociale e culturale .

Esperienza e conoscenza del territorio sono i punti cardine attorno ai quali ruota l’attività politca svolta da Enrico Ghiselli, ma conosciamolo meglio lasciando a lui il compito di raccontarsi

Essendo tu assessore , quali sono le iniziative che hai promosso e gestito in questi 5 anni ?

Per rispondere a questa domanda, avendo già trattato l’argomento in un precedente articolo riproponiamo il link in questione.

APRI IL LINK E BUONA LETTURA

Cosa ti lega a Forte dei Marmi?

A Forte mi lega un grande amore per la sua collocazione sul mare e le montagne vicinissime (ambedue danno il senso della libertà e dell’immensità);

Quando e perchè hai deciso di entrare in politica?”:

In età giovanile mi sono sempre interessato della “cosa pubblica” senza entrare direttamente in politica, finchè alla fine anni ’70 ho fatto il passo di “buttarmi” nella politica, presentandomi alle Comunali del 1980 e risultando eletto e facendo il Consigliere Comunale dal 1980 al 1985, inviato poi a fare l’assessore all’Ambiente e alla Casa nell’Intercomunale Versilia dove ho fatto fare il Primo studio sul Cuneo Salino in Versilia, e fatto approvare la prima discarica lei residui della lavorazione lapidea che ha permesso di eliminare gli sversamenti di marmettola nel fiume Versilia e quindi anche il “polverone” sulle nostre spiagge. A inizio anni ’90 ho lasciato la politica perchè schifato dai fatti di corruzione emersi con le indagini di Tangentopoli.
Da lì mi sono dedicato alla mia attività professionale di architetto ed alla famiglia, fino a che (nel dicembre 2012) mi sono fatto convincere a partecipare al Forum della Partecipazione risultandone eletto Presidente, carica che ho ricoperto fino alla primavera 2015 quando la A.C. allora in carica ha deciso di sciogliere tale organismo partecipativo.

Nel 2017 sono stato contattato da Murzi per rendermi disponibile per una competizione amministrativa con la proposta che in caso di vittoria della lista sarei stato nominato assessore esterno; ho dato la mia disponibilità solo a condizione di essere inserito in lista perchè ho ritenuto più giusto sottopormi al giudizio dei cittadini perchè per svolgere il ruolo di assessore era giusto avere il preventivo consenso degli stessi, cosa che è avvenuta, risultando il secondo degli eletti della lista.

3 pregi di Forte dei Marmi?

3 pregi: il mare, il verde molto diffuso, la qualità dell’aria e delle acque;

3 difetti di Forte dei Marmi”?

Non riesco a vedere 3 difetti; l’unico difetto che ravvedo è determinato da un graduale “sfaldamento del senso di comunità” determinato da un volersi adeguare ai desiderata dei villeggianti anche quando questo portava a distruggere valori identitari importanti. Infatti, oggi, molti villeggianti rimpiangono (come il sottoscritto) la perdita di tali valori (e come amministratori stiamo cercando -seppur con fatica- di recuperarne alcuni).

Come hai vissuto da cittadino il periodo legato al Covid? E da politico?

Il periodo Covid l’ho vissuto da amministratore impegnato a seguire l’evoluzione della pandemia e a cercare di sostenere la cittadinanza, e anche quando nel marzo 2021 sono stato colpito dalla stessa, ricoverato con polmonite bilaterale per 12 giorni, ho continuato ad impegnarmi (in modo da sentirmi utile e non un peso per la comunità);

Come è cambiata Forte dei Marmi dagli anni 90 ad oggi?

Forte è cambiata dagli anni ’90, e purtroppo la comunità si è gradualmente “sfaldata” cambiando per compiacere i villeggianti rinunciando troppo a mantenere la ns identità e “vendendo” le proprie abitazioni;

Cosa consiglieresti a te stesso se potessi incontrarti a 18 anni?

Se fossi un giovane di 18 anni, mi consiglierei di lottare per ricreare una “socialità” che è venuta gradualmente ad assottigliarsi;

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Forte dei Marmi che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?

il progetto più importante per me è sicuramente la realizzazione del “centro di socializzazione” previsto agli ex macelli all’angolo tra via XX settembre e via Della Barbiera, recuperando anche la vasca del depuratore che attraverso adeguata insonorizzazione e copertura, potrebbe essere destinata a sale prove di musica per gruppi di giovani (questo intervento è stato inserito anche nelle richieste di finanziamento con il PNRR, ed è un mio “sogno” da diversi anni tant’è che lo avevo pubblicato più di tre anni fa su un quotidiano locale).

Ma anche altri due progetti rivestono per me una enorme valenza: Realizzare (recuperando edifici esistenti anche di proprietà di altri Enti, con operazioni in Joinventure), alloggi per giovani coppie da assegnare in affitto a prezzi calmierati e con possibilità di riscatto finale, e l’interramento dell’elettrodotto (ex FF.SS.) che attraversa tutto il territorio comunale da Marina di Pietrasanta al Cinquale, e per il quale stiamo predisponendo un Piano di Fattibilità.

Grazie per il tempo a noi dedicato

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Attualitàcultura

Conosciamo meglio Michela Stefani. Candidata a Lucca per le Amministrative il 12 Giugno.

Michela Stefani

E’ sempre interessante cercare di capire i motivi per i quali un professionista affermato decide di scendere in politica,

Oggi intervistiamo Michela Stefani candidata per la Lega a Lucca.

Lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande

Cosa ti lega a Lucca?

Sono cresciuta con una parola amuleto: “indipendenza”, l’ho ricevuta da mia madre come monito fondamentale e la sto trasmettendo ai ragazzi nella mia professione di insegnante.

La mia città ha questa forte connotazione culturale. Mi appartiene perché è indipendente.

Lucca scelse di celebrare l’indipendenza e l’unità nazionale abbellendo e decorando con nuovi monumenti il proprio centro storico. Monumenti dedicati ai padri dell’indipendenza che si possono ammirare nelle piazze principali.

A cominciare dalla statua a Francesco Burlamacchi, eretta nel 1863 in Piazza San Michele. 

Si prosegue poi con il monumento al garibaldino-mazziniano Tito Strocchi realizzato da Artemisio Mani nel 1883, presente nel cimitero urbano.

Del 1885 è invece l’opera in bronzo che si erge sul baluardo di Santa Maria, realizzata dalla scultore Augusto Passaglia e dedicata a Vittorio Emanuele II.

In piazza del Giglio c’è invece la statua marmorea di Giuseppe Garibaldi, opera di Urbano Lucchesi.

L’eroe dei due mondi è rappresentato a figura intera e i due rilievi bronzei sul basamento rappresentano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi. 

Quando e perché hai deciso di entrare in politica?

Sono stata vicina al mondo della politica fin da giovanissima.

Sono iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti.

Ho seguito a lungo tempo le vicissitudini politiche del mio comune.

Collaboravo per un quotidiano locale. Ho avuto modo di conoscere tante persone che gravitavano nel mondo politico e così è nata la mia passione per quell’universo  che mi attirava e mi spaventava al tempo stesso.

Sono entrata nella Lega nel 2015, avevo deciso di rimanere dietro le quinte.

Sono insegnante, e storicamente il mondo della scuola è spostato a sinistra.

Poi un giorno discussi con una collega, la quale  criticava aspramente la mia appartenenza ad un partito di centro destra.

Da quel giorno decisi di uscire allo scoperto, di manifestare apertamente le mie idee, pensai che fosse un mio diritto inviolabile quello di poterle esternare e di dare un contributo fattivo attraverso le mie competenze ai cittadini e al mio partito.

3 pregi e 3 difetti di Lucca?

Per me è la capitale dell’Italia, una delle città più belle al mondo, vivibile e su misura.

Lucca è l’essenza del volontariato, e come dimenticare i componenti delle filarmoniche, i balestrieri, gli sbandieratori, le corali, esperienze che hanno valorizzato il territorio e che siamo stati in grado di esportare nel mondo.

Lucca ha saputo conservare nel tempo la sua inconfondibile identità, l’orgoglio e l’attaccamento alle sue tradizioni.

Fra i difetti penso al provincialismo, Lucca spesso è diffidente verso chi viene da “fuori”, a cominciare da quello che vive soltanto a qualche chilometro dalla cerchia urbana.

A volte è soporifera e inerte, spesso “avara”, intesa nel senso lucchese di parsimonia, che non è propriamente un difetto, ma un pregio.

Come hai vissuto da cittadina il periodo legato al Covid?

Il mio pensiero è sempre stato rivolto ai miei ragazzi e alle loro famiglie.

Davanti agli schermi, chiusi tra quattro pareti, mentre il mondo degli adulti era impegnato a barcamenarsi in ufficio, in fabbrica, nelle riunioni su Zoom, ho visto ragazzi annichiliti, e questo a volte ha generato in me un senso di colpa insostenibile.

E’ come se le nuove generazioni fossero state ricacciate indietro nelle loro stanze, nel ronzio monotono delle connessioni. La vita si differenzia dalla sopravvivenza perché contiene un sogno.

 Quanto è importante Lucca per la cultura Italiana e la cultura per una città come Lucca ?

Lucca rappresenta un perno fondamentale per la cultura italiana, città che mantiene intatto il suo fascino nei secoli, legata a una lunga tradizione musicale e artistica e patria internazionale del fumetto.

Ha dato i natali a Giacomo Puccini, Luigi Boccherini, Alfredo Catalani.

La musica è parte della vita dei lucchesi ancora oggi: piazza Napoleone è la sede prescelta per uno dei più famosi festival estivi di musica rock. Il settore della cultura è per Lucca l’ambito di maggiore visibilità, è forza motrice dello sviluppo, sia per quanto riguarda la crescita economica, che come strumento di arricchimento intellettuale.

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?

Questa domanda suscita in me una forte emozione.

Consiglierei a me stessa di studiare, esattamente come  ho fatto, alacremente e senza sconti, di non cercare scorciatoie.  Chi non studia si trova impantanato nel tempo perso, nella mancanza di competenze.

Quello che ho imparato nella vita, io che di raccomandazioni non avrei mai potuto averne, è che la migliore raccomandazione, nel tempo, è quello che sappiamo fare. Ho verificato che il talento e la preparazione percorrono strade più tortuose, ma sono strade infinite, progressive, continuamente in ascesa.

Direi alla Michela adolescente di non scendere a compromessi, di vivere  come se il mondo fosse perfetto, giusto e meritocratico, che vivere così porta dove vogliamo, anzi dove sappiamo.

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Lucca che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?

Lucca deve diventare patrimonio dell’UNESCO.  Deve avere un ruolo fondamentale nella valorizzazione della creatività per lo sviluppo economico e sociale.

Deve creare sinergia fra enti pubblici e privati anche in vista degli anniversari pucciniani per il 2026, per questo è necessario lavorare  ad un progetto forte e articolato in grado di coinvolgere tutte le realtà presenti proiettate a livello nazionale e internazionale.

Vorrei poter realizzare per Lucca un progetto globale mirato all’aumento  della fruibilità del patrimonio artistico da parte della collettività, mirato a diffondere la conoscenza e la cultura secondo i principi dell’accessibilità e dell’interesse comune.

Grazie Michela per il tempo a noi dedicato

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