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Conosciamo meglio Michela Stefani. Candidata a Lucca per le Amministrative il 12 Giugno.

Michela Stefani
Michela Stefani

E’ sempre interessante cercare di capire i motivi per i quali un professionista affermato decide di scendere in politica,

Oggi intervistiamo Michela Stefani candidata per la Lega a Lucca.

Lasciamo che sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande

Cosa ti lega a Lucca?

Sono cresciuta con una parola amuleto: “indipendenza”, l’ho ricevuta da mia madre come monito fondamentale e la sto trasmettendo ai ragazzi nella mia professione di insegnante.

La mia città ha questa forte connotazione culturale. Mi appartiene perché è indipendente.

Lucca scelse di celebrare l’indipendenza e l’unità nazionale abbellendo e decorando con nuovi monumenti il proprio centro storico. Monumenti dedicati ai padri dell’indipendenza che si possono ammirare nelle piazze principali.

A cominciare dalla statua a Francesco Burlamacchi, eretta nel 1863 in Piazza San Michele. 

Si prosegue poi con il monumento al garibaldino-mazziniano Tito Strocchi realizzato da Artemisio Mani nel 1883, presente nel cimitero urbano.

Del 1885 è invece l’opera in bronzo che si erge sul baluardo di Santa Maria, realizzata dalla scultore Augusto Passaglia e dedicata a Vittorio Emanuele II.

In piazza del Giglio c’è invece la statua marmorea di Giuseppe Garibaldi, opera di Urbano Lucchesi.

L’eroe dei due mondi è rappresentato a figura intera e i due rilievi bronzei sul basamento rappresentano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi. 

Quando e perché hai deciso di entrare in politica?

Sono stata vicina al mondo della politica fin da giovanissima.

Sono iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti.

Ho seguito a lungo tempo le vicissitudini politiche del mio comune.

Collaboravo per un quotidiano locale. Ho avuto modo di conoscere tante persone che gravitavano nel mondo politico e così è nata la mia passione per quell’universo  che mi attirava e mi spaventava al tempo stesso.

Sono entrata nella Lega nel 2015, avevo deciso di rimanere dietro le quinte.

Sono insegnante, e storicamente il mondo della scuola è spostato a sinistra.

Poi un giorno discussi con una collega, la quale  criticava aspramente la mia appartenenza ad un partito di centro destra.

Da quel giorno decisi di uscire allo scoperto, di manifestare apertamente le mie idee, pensai che fosse un mio diritto inviolabile quello di poterle esternare e di dare un contributo fattivo attraverso le mie competenze ai cittadini e al mio partito.

3 pregi e 3 difetti di Lucca?

Per me è la capitale dell’Italia, una delle città più belle al mondo, vivibile e su misura.

Lucca è l’essenza del volontariato, e come dimenticare i componenti delle filarmoniche, i balestrieri, gli sbandieratori, le corali, esperienze che hanno valorizzato il territorio e che siamo stati in grado di esportare nel mondo.

Lucca ha saputo conservare nel tempo la sua inconfondibile identità, l’orgoglio e l’attaccamento alle sue tradizioni.

Fra i difetti penso al provincialismo, Lucca spesso è diffidente verso chi viene da “fuori”, a cominciare da quello che vive soltanto a qualche chilometro dalla cerchia urbana.

A volte è soporifera e inerte, spesso “avara”, intesa nel senso lucchese di parsimonia, che non è propriamente un difetto, ma un pregio.

Come hai vissuto da cittadina il periodo legato al Covid?

Il mio pensiero è sempre stato rivolto ai miei ragazzi e alle loro famiglie.

Davanti agli schermi, chiusi tra quattro pareti, mentre il mondo degli adulti era impegnato a barcamenarsi in ufficio, in fabbrica, nelle riunioni su Zoom, ho visto ragazzi annichiliti, e questo a volte ha generato in me un senso di colpa insostenibile.

E’ come se le nuove generazioni fossero state ricacciate indietro nelle loro stanze, nel ronzio monotono delle connessioni. La vita si differenzia dalla sopravvivenza perché contiene un sogno.

 Quanto è importante Lucca per la cultura Italiana e la cultura per una città come Lucca ?

Lucca rappresenta un perno fondamentale per la cultura italiana, città che mantiene intatto il suo fascino nei secoli, legata a una lunga tradizione musicale e artistica e patria internazionale del fumetto.

Ha dato i natali a Giacomo Puccini, Luigi Boccherini, Alfredo Catalani.

La musica è parte della vita dei lucchesi ancora oggi: piazza Napoleone è la sede prescelta per uno dei più famosi festival estivi di musica rock. Il settore della cultura è per Lucca l’ambito di maggiore visibilità, è forza motrice dello sviluppo, sia per quanto riguarda la crescita economica, che come strumento di arricchimento intellettuale.

Cosa consiglieresti a te stessa se potessi incontrarti a 18 anni?

Questa domanda suscita in me una forte emozione.

Consiglierei a me stessa di studiare, esattamente come  ho fatto, alacremente e senza sconti, di non cercare scorciatoie.  Chi non studia si trova impantanato nel tempo perso, nella mancanza di competenze.

Quello che ho imparato nella vita, io che di raccomandazioni non avrei mai potuto averne, è che la migliore raccomandazione, nel tempo, è quello che sappiamo fare. Ho verificato che il talento e la preparazione percorrono strade più tortuose, ma sono strade infinite, progressive, continuamente in ascesa.

Direi alla Michela adolescente di non scendere a compromessi, di vivere  come se il mondo fosse perfetto, giusto e meritocratico, che vivere così porta dove vogliamo, anzi dove sappiamo.

Quali sono i progetti ai quali tieni di più per Lucca che vorresti sviluppare e seguire nei prossimi anni?

Lucca deve diventare patrimonio dell’UNESCO.  Deve avere un ruolo fondamentale nella valorizzazione della creatività per lo sviluppo economico e sociale.

Deve creare sinergia fra enti pubblici e privati anche in vista degli anniversari pucciniani per il 2026, per questo è necessario lavorare  ad un progetto forte e articolato in grado di coinvolgere tutte le realtà presenti proiettate a livello nazionale e internazionale.

Vorrei poter realizzare per Lucca un progetto globale mirato all’aumento  della fruibilità del patrimonio artistico da parte della collettività, mirato a diffondere la conoscenza e la cultura secondo i principi dell’accessibilità e dell’interesse comune.

Grazie Michela per il tempo a noi dedicato

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