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Attualità

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GIOSTRA STORICA DI SULMONA XXVI Edizione.

GIOSTRA STORICA DI SULMONA

Torna in una veste rinnovata il tradizionale evento di Sulmona che esce dai confini regionali e assume caratteristiche nazionali e internazionali. 

In programma un libro fotografico sulla Giostra Cavalleresca di Sulmona realizzato da Rogiosi Editore

Apertura calendario sabato 9 luglio con il vernissage della personale “L’assoluta Libertà” di Giordano Floreancig a cura di Alessandro Erra

La Giostra Cavalleresca di Sulmona

 ritorna dopo due anni di fermo con un’edizione in cui la tradizione incontra la contemporaneità e l’evento clou della gara, che avrà luogo il 30 e 31 luglio, preceduta dal corteo in costume guidato dalla Regina, sarà anticipato da un calendario di eventi culturali. La volontà degli organizzatori dell’edizione 2022 è quella di rendere internazionale l’immagine della Giostra Cavalleresca di Sulmona, con il coinvolgimento di partner di prestigio e di diffonderne la storia attraverso la pubblicazione di un volume fotografico e di racconti, affidata alla casa editrice Rogiosi, fondata da Rosario Bianco.  

Alcuni appuntamenti del programma sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa ospitata nell’Aula Consiliare del Comune di Sulmona alla presenza di Cristiano Gerosolimo, Presidente Consiglio Comune di Sulmona, delegato dal Sindaco di Sulmona Gianfranco Di PieroMaurizio Walter Vittorio Antonini,Commissario Reggente Associazione Giostra Storica di Sulmona; Rosario Bianco, Rogiosi Editore; Andrea De Capite, Mastrogiurato Giostra Cavalleresca di Sulmona; Alessandro Erra – Gallerie d’arte ERRA – curatore della mostra “L’assoluta Libertà” e gallerista di Giordano Floreancig; Giorgio Giangiulio, Ambasciatore dello Stile italiano e del Made in Italy, in rappresentanza del Cavalleresco Ordine dei Guardiani delle Nove porte; Domenico Taglieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

«Questa XXVI della Giostra Cavalleresca di Sulmona è il simbolo della ripesa dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia – racconta Cristiano Gerosolimo,

Presidente Consiglio Comune di Sulmona –. La Giostra è un evento culturale molto sentito sul territorio; è simbolo di appartenenza e testimonianza di aggregazione. Tutti i cittadini partecipano a questo grande evento. Lo sentono loro. Quest’anno il grande evento esce fuori dai confini regionali, grazie a partner importanti che ne hanno inteso il grande valore e hanno scelto di essere accanto alla Giostra, diventando anche veicolo di diffusione culturale».

«È un’edizione importante non solo perché è l’edizione della ripresa ma è anche quella in cui alla Giostra Cavalleresca di Sulmona viene davvero conferito il comito di volano turistico – Maurizio Walter Vittorio Antonini –. Il senso di appartenenza dei cittadini e la grande partecipazione ha reso negli anni la Giostra un importante momento di aggregazione, simbolo di appartenenza territoriale e di rispetto della tradizione e della storia. Con tutti i partner che sostengono la storia, abbiamo ora l’opportunità di diventare un’importante meta turistica».

«Sono onorato e orgoglioso di essere qui stamattina e di partecipare a una manifestazione che ha una grande valore storico e un grande potenziale di divulgazione culturale a tutela delle tradizioni – dichiara Rosario Bianco –. Con la mia casa editrice pubblichiamo la rivista l’Espresso napoletano, la cui mission è quella di divulgare la cultura campana. Leggendo nella giostra un grande potere di tutela e diffusione del patrimonio artistico di un territorio, ho accettato con entusiasmo l’idea e la proposta di pubblicare un libro fotografico e di racconti che ne potesse tramandare questa storia e portare avanti un discorso di identità, trasferirlo ai giovani. Con manifestazioni come la Giostra, i giovani recuperano la storia, le tradizioni e i valori. Pubblicheremo il libro che sarà presentato a Napoli, nell’ambito di Napoli Città Libro, che si terrà ad aprile 2023».

«La forza della giostra in questi anni è stata tutta nel grande coinvolgimento della cittadinanza – dichiara Andrea De Capite –. Un evento con un impatto sociale fortissimo, legato al volontariato di cittadini che lavorano tutto l’anno. La giostra non ha problemi di solidità in merito al popolo della giostra. Il livello di conoscenza e riconoscimento è altissimo, anche da un punto di vista tecnico. Ormai la giostra non è seconda a nessuno in Italia. Quello di cui ora la giostra ha bisogno è una rete di professionisti, proprio come quella che la supporta quest’anno: questa è la chiave del futuro; la chiave dell’evoluzione». 

«Floreancig è in mostra a Saint Tropez, Pordenone e Venezia. Ripartire con lo spirito di Giordano è una ripartenza internazionali – racconta Alessandro Erra –. Giordano ha realizzato un Palio inedito rispetto alla sua tecnica materica; però il suo tratto si riconosce nei colori e nelle forme. Il Palio realizzato da lui, un Palio che è un’opera d’arte, ha alzato la posta della competizione. Una delle due Regine in mostra a Sulmona sarà donata al Comune e potrebbe essere un’idea quella di creare un museo in cui possano essere custodite tutte le opere d’arte. L’arte è diffusione e aggregazione».

«La giostra è la città. Sono i quartieri, i sestieri, i borghi e i cittadini. È la città che vive tutto l’anno e poi si estrinseca in una grande manifestazione – racconta Domenico Taglieri –. Questa giostra ha sfilato nel giorno del Columbus Day e Boston, ha già dato il senso di quello che vuole fare. Con la Giostra Europea possiamo realizzare un grande progetto che è un progetto di pace e conoscenza. La giostra deve avere Palazzo Pretorio per fare la mostra degli abiti d’epoca. Sono molto contento della presenza dell’editore Rosario Bianco e la fondazione sarà accanto a Rogiosi Editore e sosterrà la realizzazione di questo volume storico». 

«Quando sono in giro per il mondo non dimentico mai di essere abruzzese – racconta Giorgio Giangiulio, ambasciatore dello stile italiano e del Made in italy nel mondo –. Fare appassionare i turisti alla nostra identità è la strada per farli venire nella nostra terra. Giro promuovendo il Made in Italy nello stile e nelle tradizioni. Invito a interpretare questa giostra come una grande opportunità per la crescita del turismo».

Giorgio Giangiulio ha rappresentato l’Ordine Cavalleresco dei guardiani delle nove porte con una dichiarazione del Gran Maestro Giancarlo Maresca

«Il Cavalleresco Ordine è una piccola, ma solida istituzione che si dedica ad approfondire e praticare i valori tradizionali, la cui gerarchia vede primeggiare dignità e onore. Per questo siamo vicini all’ambiente delle giostre, in cui si conservano sentimenti ed emozioni come l’appartenenza e il coraggio. Ecco, a questo proposito noi pensiamo che il mondo contemporaneo si stia specializzando nell’invenzione di nuove paure, mentre occorrerebbero nuove forme di coraggio. Qui, davanti a quelle più antiche, chi vuole può trovare la giusta ispirazione. Noi, nei giorni di Giostra, assegneremo un trofeo al cavaliere che si sarà distinto per valore, correttezza e portamento».

La Giostra Cavalleresca di Sulmona si rinnova anche nell’immagine e nella veste grafica, con un progetto di comunicazione visiva di grande impatto, ideato e realizzato dalla Beatrice Gigli Communication, a cui sono state affidate anche il management degli eventi, l’ufficio stampa e le media relations, le Relazioni Pubbliche con i brand. Partner: Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’AquilaCiesse, E. Marinella, Rummo, Floid, Icobit, Proraso, Rogiosi Editore, San Pellegrino, Acqua Panna, Zoomarine.

Ad aprire il programma culturale, sabato 9 luglio (vernissage alle 21.00), sarà il vernissage della mostra “L’assoluta libertà” di Giordano Florenacig, artista di fama internazionale che ha realizzato il Palio 2022. L’exhibition è composta da cinque quadri di grandi dimensioni e quattro quadri di piccole dimensioni esposti negli spazi della Cappella SS del Corpo di Cristo, presso il Complesso Santissima Annunziata; e sei quadri di grandi dimensioni e trenta quadri di medio e piccole dimensioni, che il pubblico della Giostra potrà ammirare alla Rotonda San Francesco.

Cittadini e turisti potranno ammirare la mostra, curata da Alessandro Erra, fino all’8 agosto.

Partner della mostra la galleria Erra di Milano. Tra le opere ci saranno due regine, una su sfondo fucsia e una su sfondo blu, olio su tela 100×100 cm. La Regina su sfondo fucsia sarà donata dall’artista e dalla galleria al Comune di Sulmona. La mostra potrà essere visitata in entrambi i luoghi tutti i giorni, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 20.00. 

Domenica 17 luglio, alle 21.00, nel Cortile del Complesso Santissima Annunziata si terrà la proiezione del docufilm “Una vetrina che guarda il mare”, curato nella regia da Massimiliano Gallo, che racconta la storia centenaria di uno dei più amati brand sartoriali Made in Italy, E. Marinella, che è anche partner di questa edizione della Giostra Cavalleresca di Sulmona, per la quale ha realizzato in esclusiva la cravatta in garza di seta tinta unita blu con dettaglio sottonodo del nuovo logo della Giostra. Racconta e modera Alessandro Iovino direttore di Real Inside Magazine. Giovedì 27 luglio, nella Villa Comunale, è in programma l’apertura della Grande Fiera Storica Città di Sulmona, che resterà allestita fino all’8 agosto. Venerdì 28 luglio, alle 21.00, il Cortile del Complesso Santissima Annunziata ospiterà la presentazione del libro “Un male purissimo” (Rogiosi Editore) di Gennaro Marco Duello, giornalista della redazione Cultura e Spettacoli di Fanpage.itVenerdì 5 agosto, a Largo Palizzi nel Sestiere Porta Manaresca avrà luogo La Panarda, cena rinascimentale a cura dello Chef Clemente Maiorano, durante la quale, tra le 60 degustazioni, sarà servita una pietanza preparata con gli spaghettoni RummoSabato 6 agosto e domenica 7 agosto è in programma la Giostra Cavalleresca d’Europa e dei Borghi più belli d’Italia.

Nei prossimi giorni altri eventi entreranno in calendario e saranno pubblicati sul sito ufficiale della storica manifestazione: https://www.giostrasulmona.it/

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Attualitàeconomia

Parliamone in Villa di Villa Bertelli a Forte dei Marmi: Carlo Cottarelli: uno studioso internazionale per capire dove va la nostra economia, Martedì 5 luglio ore 18.00 Giardino dei lecci

Carlo Cottarelli

Il docente che è stato anche premier incaricato, ospite alla rassegna

 Parliamone in Villa di Villa Bertelli a Forte dei Marmi.

Martedì 5 luglio ore 18.00 Giardino dei lecci

 Ingresso libero. Prenotazione 0584 787251

Carlo Cottarelli, uno dei più importanti economisti di livello internazionale sarà ospite martedì 5 luglio alle 18.00 al quarto appuntamento di Parliamone in Villa, il cartellone di talk show, organizzato dal Comitato Villa Bertelli. Nel salotto del Giardino dei lecci il professor Cottarelli risponderà alle domande del giornalista Enrico Salvadori che conduce gli incontri.

L’insigne docente, che insegna in affermate università americane, ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale. Il 28 maggio 2018 è stato nominato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per guidare un governo ad interim, che avrebbe dovuto portare l’Italia verso nuove elezioni. Dopo pochi giorni, il Movimento Cinque Stelle e la Lega, superando la fase di stallo che pareva irreversibile, raggiunsero un accordo per formare un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte.  In precedenza, nel 2013, Cottarelli è stato nominato dal governo Letta come commissario per la revisione della spesa e nel 2014 su incarico del governo Renzi è diventato direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale. Dal marzo 2021 presiede “Programma per l’Italia”, un comitato scientifico che ha tra i promotori Azione di Carlo Calenda, Più Europa, il Partito Repubblicano e Alleanza Liberaldemocratica.

Cottarelli è un grande studioso, un grande esperto di economia, capace di fare estrema chiarezza, con un linguaggio accessibile a tutti, sui punti delicati dell’economia che ci riguardano da vicino.

Quella di martedì pomeriggio sarà una bella occasione per chiarire le prospettive economiche dell’Italia tra pandemia e guerra. Un Paese, il nostro, dove dopo l’insperata ripresa del Pil, la guerra sta producendo gravissime conseguenze, in termini di inflazione e di calo della produzione.

L’incontro con Cottarelli, come tutti quelli di Parliamone in Villa, sarà a ingresso libero. Gradita la prenotazione allo 0584 – 78.72.51. Come sottofondo dell’incontro, le musiche del maestro Andrea Caciolli al pianoforte.

Gli appuntamenti di Parliamone in Villa vengono ripresi dall’emittente Noi Tv e proposti in differita il mercoledì e venerdì alle 21.15. Radio Bruno Toscana è radio partner del cartellone.

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AttualitàFood & Beverage

Livorno: a “La Persiana”, il fascino del mare da terra.

La Persiana livorno

La Persiana è un luogo che racconta la fusione intima della città di Livorno con il mare, da dove arrivano storie e racconti ma anche sapori e profumi, un dialogo costante, una porta sull’altrove e sulla voglia di scambio con altre genti. Livorno è l’emblema di cosa sia un porto di mare.

Nel Rione Borgo dei Cappuccini nella Darsena nuova, dove prossimamente ci sarà il porto turistico a breve, e un edificio ristrutturato era il posto del varo delle navi del Cantiere Orlando, compie dieci anni il locale, affacciato sul porto sotto le arcate, di Giovanni Neri.

Quest’avventura è nata dalla passione di un giornalista professionista da sempre amante del buon cibo e del buon bere, che oggi sta passando il testimone al figlio Alberto.

Il locale si sviluppa nel rimessaggio del nonno di proprietà della famiglia da 100 anni.

A seconda delle stagioni si mangia all’interno della cantina dalle volte basse o sotto gli archi per ripararsi dal freddo o dal troppo caldo o all’aperto sotto il cielo, che si colora di rosso al tramonto.

È qui sull’acqua che arrivano le competizioni, la più importante delle quali è il Palio marinaro e quest’anno il Rione bianco-nero del ristorante sta dimostrando tutta la sua grinta.

Il nome La Persiana è ancora un racconto del luogo perché indica la tipica bevanda femminile livornese, anice, menta e sassolino per la parte alcolica; uno dei liquori a base di anice, questo inventato a Sassuolo, che costellano il Mediterraneo nelle loro varietà dal Pastis all’Anisetta o Sambuca o l’Ouzo per citarne alcuni.

Un tempo in realtà si usava l’acquavite ma oggi la ricerca è verso una maggior leggerezza.

Questa bevanda, gradita soprattutto d’estate, ha nel gusto maschile il corrispettivo con il ponce livornese. La vicinanza del mare ha spinto Giovanni Neri a una scelta radicale quanto naturale, una cucina di solo pesce, con qualche proposta vegetariana per andare incontro ai gusti che cambiano.

La tradizione è la voglia di cucina genuina incontra qui l’innovazione e così si è deciso di cuocere quasi tutto a bassa temperatura, per mantenere intatte le proprietà organolettiche e facilitare il servizio anche se la preparazione richiede maggior cura. Imperdibile il cacciucco con le 5 C come quelle che compongono la parola e come l’idea di “cucinarlo con cura”.

La voglia un po’ retrò è nel carrello del pesce portato a tavola per farlo scegliere ai clienti.

Grande cura nella scelta della materia prima con le crudità di mare mentre la fantasia anche nella decorazione in diversi piatti come le chips di riso con ceviche e aromi diversi.

L’ambiente allegro e l’idea della compagnia che evoca questo posto con i marinai e pescatori che la sera tornando dal mare si riunivano è ben presente nella cantina dedicata soprattutto al territorio, senza però dimenticare le bollicine, qualche birra e una selezione di liquori come il Mortella d’Elba, distillato di una pianta locale, assimilabile al mirto.

L’idea che il gusto non sia solo nei sapori ma anche nei saperi ha reso la carta dei vini anche un’istruzione per l’uso che accompagna la degustazione, corredata da proverbi in tema. Insomma un luogo di ritrovo per imparare curiosità e tradizioni oltre che per gustare prelibatezze.

Se passate da Livorno, non possiamo che suggerirvi una tappa del gusto proprio qui

La Persiana

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AttualitàLibri

Presentiamo il libro “Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II”

Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II

Moltissimo è stato scritto sulla figura emblematica di Papa Wojtyła, molto si, ma non tutte i suoi insegnamenti sono stati calcati sin ora.

Questo è il caso, un libro scritto dal Padre e Professore Bogdan Giemza, che nelle 215 pagine entra nell’universo dello sport attraverso gli insegnamenti dell’emerito Papa, non mi dilungherò a fare un excursus sulla vita di questo grande personaggio del 900, già che la sua fama lo precede. Entriamo nel vivo del racconto del presente libro.

Tutti sappiamo che San Giovanni Paolo II fu molto prolifico nel divulgare i suoi pensieri, lo testimoniano le innumere lettere, scritti e ogni genere di divulgazione che ha lasciato ai posteri, nelle quali intrecciava i vari argomenti da lui trattati, facendo capire che in ogni aspetto della vita la teologia è presentei.

Una cosa che egli amò in vita era lo sport si come praticante che come spettatore, fu un eccellente sciatore e praticò altri sport.

Nel lavoro del Padre Giemza si concentra proprio in questo aspetto: lo sport nella vita del Grande Papa. Il volume è diviso in due parti: la prima contiene in forma sintetica il suo rapporto con lo sport, le sue passioni e gli interessi, esplorando la sua intera esistenza, dalla sua giovinezza passando per il sacerdozio sino ad arrivare al suo papato.   

Il presente è uno studio approfondito del pensiero di San Giovanni Paolo II riguardo l’attività sportiva

“Si tratta di antropologia teologica, teologia del corpo e del lavoro umano” questa è la definizione che Padre Gimza da ai suoi insegnamenti. “Sono stati evidenziati l’assiologia dello sport, cioè i valori che, secondo il Papa aiuta a sviluppare lo sport stesso e la dimensione educativa e sociale dello sport.

È stata anche richiamata l’attenzione sui pericoli nello sport che il Santo Padre stava mostrando”. La prima parte quindi racchiude un’analisi di quello che lo sport rappresentò per lui.

La seconda parte contiene discorsi e telegrammi papali agli sportivi dal 1978 al 2005. Padre Gimza fa una scelta di questi ultimi materiali con uno specifico criterio per focalizare l’attenzione del lettore su ampio panorama del suo insegnamento pontificio.

“Tra gli atleti c’erano rappresentanti di sport sia amatoriali che professionali, atleti nel corso della loro carriera e quelli che hanno già finito di competere nelle arene sportive, giovani associati in varie associazioni sportive, così come disabili e portatori di handicap che praticano sport.

Hanno rappresentato varie discipline sportive, diversi club, associazioni o squadre nazionali. I partecipanti e i destinatari dell’insegnamento papale erano rappresentanti di federazioni e associazioni sportive internazionali e nazionali, allenatori, arbitri, medici e attivisti sportivi, nonché tifosi”.

Il volume è scritto in lingua polacca, solo il sommario è scritto in Italiano, Inglese e Tedesco, aspettiamo una versione completa nella nostra lingua.

Titolo: Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II

Titolo originale: Sport w życiu i nauczaniu św. Jana Pawła II

Edizioni: Papieski Wydział Teologiczny we Wrocławiu

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ArteAttualitàDesign

Marielle Stella:”U Mungibeddu”Arte Contemporanea e moda, il connubio perfetto.

Marielle Stella

Tutto parte da un viaggio, dal viaggio che congiungeva  di culture, due nazioni, da una città a 80 km da Parigi, il treno, doveva arrivare in Sicilia.

Marielle era piccola e per lei quello era il viaggio delle meraviglie, perché nelle lunghe ore in treno poteva vedere il mare, e una volta arrivata sulla punta dello stivale, l’Etna in lontananza, al di la dello stretto era il segnale che mancava poco all’a meta…

Questo breve racconto ci porta alle origini della creazione di “U Mungibeddu” una creazione che ha visto 3 eccellenze italiane collaborare insieme : Marielle Stella Designer internazionale, l’artista Pino Labarbera e il Cappellificio Cervo 1897 Biella.

L’approccio che l’artista calabrese ha quando descrive con i suoi pennelli l’Etna non è  per niente contemplativo, caratteristica che lo contraddistingua è il contrasto tra i colori forti ed essenziali, evocativi e simbolici  che rendono il vulcano quasi un entità divinatoria davanti alla quale l’osservatore deve accostarsi con timore e rispetto. 

Sono proprio quei tratti quasi primitivi  che appaiono sopiti che invece vengono stravolti dall’incisivo segno del colore rosso che sgorga direttamente e senza ostacoli dalle viscere della terra…

Questa stessa potenza Marielle è stata in grado di trasferirla in “U Mungibeddu”.

Il Risultato del connubio tra moda e arte ha sempre rappresentato un tributo importante per la creatività in tutte le sue forme e anche questa realizzazione racconta di una perfetta miscelanza tra la tradizione, la cultura e l’impeccabile sartorialità italiana.

Dobbiamo fare un salto temporale di qualche anno, e tornare  agli  anni Trenta, per parlare del sodalizio delle due arti , Moda e Design  grazie alla collaborazione tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí.

E’ stata proprio Elsa Schiaparelli  che sin da subito è stata in grado di  tradurre  l’arte in moda, ma è con Salvador Dalí che trova la sua massima espressione. Il primo capo iconico frutto del connubio tra moda e arte è stato l’Abito Aragosta 

“U Mungibeddu”

La base del mosaico è un capello in lana riciclata (feltro) quindi ecosostenibile come il resto dei materiali utilizzati considerando la malattia che da anno accompagna la Deisgner italofrancese (MCS sensibilità chimica multipla)

Marielle Stella da anni convive con questa patologia che porta il nostro organismo a non tollerare un certo ambiente chimico o una certa classe di sostanze.

Smalti di vari colori fatti di proposito, senza sostanze tossiche e dannose (piombo, arsenico ecc.)​

Argilla con polvere di metallo arrugginito.

Collante: Malta

La peculiarità dell’opera è l’effetto giorno e notte grazie agli smalti fosforescenti.

Marielle ha lavorato molto sul cappello di base per trasformalo in una base rigida perfetta per posizionare i tasselli scelti del mosaico.

Un perfetto connubio tra l’Arte musiva l’arte pittorica e la Moda.

Marielle Stella Classe 1967 nata in Francia a Chartres dove ha vissuto per 20 anni per poi trasferirsi in Sicilia, nel paese di origine dei suoi genitori.
Marielle ha sempre avuto la passione per l’Arte e il restauro e una manualità unica.

Non a caso fFin da piccola i suoi luoghi preferiti erano, infatti, il falegname, il ferramenta e il calzolaio.

Chiudiamo l’articolo con la visione notturna di “U Mungibeddu”


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Attualitàspettacolo

CELIACHIA: L’INFORMAZIONE SALVA LA VITA , La Maratona di Uno Mattina Estate.

Uno Mattina Estate

Stop a falsi miti e fake news e largo all’informazione sulla celiachia, l’intolleranza al glutine. “La celiachia non è una moda alimentare ma una malattia cronica sistematica e severa che se non diagnosticata precocemente porta a complicanze gravi per i celiaci. L’unica terapia è la dieta: eliminare rigorosamente  il glutine dalla propria alimentazione per sempre”.

Simonetta Mastromauro

Così avverte Simonetta Mastromauro, volontaria da 15 anni ed esperta di buone pratiche su come affrontare la celiachia. Il suo impegno nasce perché è mamma di una ragazza celiaca: Anna Paola Lamoure, che oggi ha 21 anni e che ebbe la sua diagnosi precocemente, poco dopo lo svezzamento.

Da allora questa ‘mamma gluten free’ si batte non solo per l’inclusione sociale e la tutela della salute della figlia, ma anche per tutti i celiaci, le loro mamme e papà, gli amici: perché l’informazione deve coinvolgere non solo la persona intollerante al glutine, ma l’intera società.

E proprio sul fronte informazione, la Mastromauro è stata impegnata – nella settimana dal 20 al 24 giugno – in una Maratona Celiachia, ospitata quotidianamente dalla trasmissione Uno Mattina Estate su Rai Uno, condotta da Massimiliano Ossini e Maria Soave: ogni giorno oltre dieci minuti di diretta (è possibile rivederli su Rai Play), in cui affrontare svariati temi: la celiachia e la dieta; l’impatto psicologico per un celiaco; i luoghi comuni da sfatare; la cucina di casa; la ristorazione e gli alimenti gluten free.

“Ringrazio ‘Mamma Rai’, quando nessuno credeva che la celiachia fosse un tema di interesse in TV, ci ha creduto davvero svolgendo un preziosissimo servizio di tv pubblica – sottolinea mamma Simonetta, che ha avuto al suo fianco nell’ultima puntata anche la figlia celiaca per una testimonianza – Le dirette tv hanno avuto un effetto immediato, con centinaia di messaggi e richieste di informazione. E’ la prima volta che un’intera settimana viene dedicata alla tematica della celiachia, un tema che riguarda direttamente la salute di mezzo milione di persone in Italia”.

Oggi sappiamo che su 600.000 celiaci stimati, soltanto 233.000 sono stati diagnosticati. Il che significa che ci sono ancora quasi 400.000 di diagnosi attese.

L’informazione è importante per permettere ai giovani e le loro famiglie di riconoscere eventuali sintomatologie latenti e avviare un idoneo screening per arrivare prima alla diagnosi e scongiurare la compromissione della loro salute. Fondamentale togliere i dubbi, in particolare ai neo diagnosticati. Mamma Simonetta si impegna su questo fronte da anni.

C’è anche un impatto sociale forte, specie sui giovani celiaci e sugli adolescenti, che hanno sempre la preoccupazione dell’appartenenza al gruppo. 

“L’adolescente in particolare – racconta mamma Simonetta nella sua testimonianza – si ritrova in uno stato d’ansia per paura di stare male a causa delle contaminazioni (si verificano quando ad esempio in cucina si utilizzano attrezzi, acqua o elementi che contengano glutine nella preparazione delle ricette e degli alimenti).

L’adolescente in particolare spesso rinuncia a pranzi fuori, uscite con gli amici perché si sente giudicato per la sua particolarità e rischia di sentirsi escluso. Diviene un soggetto a rischio – trasgressione (per non essere giudicato, consuma alimenti con glutine) con ripercussioni serie per la salute”.

La risposta a questi rischi sui giovani? “

Essere più aperti e inclusivi. Viene un amico di tuo figlio a casa e tu sai che è celiaco? Fai un bel risotto ed un arrosto che tutti possono mangiare.

Un menù inclusivo aiuta la salute e anche lo stato emotivo del ragazzo celiaco”.

Nella “Maratona celiachia” di Uno Mattina Estate, oltre a Simonetta Mastromauro e alla figlia celiaca Anna Paola Lamoure, sono intervenuti altri esperti e testimoni:

il professor Umberto Volta dell’Università di Bologna, 

il dietologo dottor Marco Missaglia, 

lo chef Marco Rossi, che cucina gluten free, 

Gloria Ferrari, una giovane celiaca la cui diagnosi è arrivata solo nel 2017, 

Gentian Ashiku, gelatiere che produce gelato senza glutine.

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Attualità

Tributo a Carlo Coccioli; un eroe dimenticato di Andrea Guerra.

Carlo Coccioli

Carlo Coccioli nasce a Livorno, il 15 maggio 1920, alle ore 4.25 del mattino. (specifico l’ora per tutti gli appassionati del Tema Natale) Il padre, Attilio, è un giovane sottotenente dei bersaglieri e la madre, Anna Duranti una livornese di origini ebraiche. Sarà proprio l’impiego del padre a far si che Coccioli, fin da bambino, inizi ad esplorare il mondo. Bengasi, Derna -dove frequenterà le scuole elementari- e poi ancora Parma, Tripoli, dove imparerà il francese. Successivamente Fiume, città in cui otterrà il diploma di scuole superiori e poi finalmente Napoli, dove nel 1939 inizierà a frequentare il Regio Istituto Universitario Orientale. Nel 1942 sarà chiamato al servizio di leva obbligatoria.

L’anno successivo -divenuto sottotenente- la caserma dove presta servizio verrà circondata dalle truppe tedesche; Carlo riesce a fuggire, raggiunge Cerbaia ed assume il comando, con il nome di battaglia di Francesco, di una brigata partigiana.

Nel 44 verrà catturato dai tedeschi in Toscana e condotto nella prigione di San Giovanni al Monte di Bologna, da dove, armi in pugno, riuscirà ad evadere guidando una drammatica rivolta, prima di tornare al fronte ad attendere gli alleati. A fine guerra, per i suoi meriti sul campo, gli sarà conferita la medaglia d’argento al valore militare.

Dopo aver reso onore -soltanto un accenno- alle gesta di questo strepitoso artista dalle mille vite, vorrei narrarne le non meno affascinanti gesta letterarie.

Coccioli esordisce come scrittore nel 1946, con il romanzo “Il migliore e l’ultimo” edito da Vallecchi, ma è con “Fabrizio Lupo” pubblicato in Francia nel 1952 e mai tradotto in Italia fino al 1978, che conoscerà la notorietà ed, ahimè, le sue conseguenze. Il romanzo, in cui Coccioli dichiara la sua omosessualità, susciterà un tale scalpore da “costringere” l’artista, nel 1953, ad un esilio forzato in Messico.

Sarà proprio qua, lo stesso anno del suo arrivo in terra Messicana, che il romanzo verrà pubblicato e diventerà -e lo rimane tutt’ora- uno dei più grandi classici della letteratura latino americana. Il successo in terra straniera non sarà gratuito, anzi, le maggiori conseguenze avverranno proprio nel paese adottivo, dove Carlo risiederà fino al 2003, anno della sua scomparsa. E’ qua, infatti, che farà più scalpore, addirittura inducendo al suicidio, come da lui stesso dichiarato dopo la lettura del testo, di un giovane ragazzo messicano, tale Ramon Zuniga Cordero, della città di Guadalajara, al quale Coccioli dedicherà il romanzo capolavoro “Un suicidio”.

Non basterebbe una vita intera per raccontare l’infinità di scritti che l’autore ha prodotto in terra Sud Americana, ed infatti non lo farò; l’unico che voglio ancora citare é “Manuel il Messicano”, a mio avviso uno dei più grandi romanzi mai editi. Ho voluto scrivere questo pezzo per rendere onore ad uno dei più grandi e sottovalutati scrittori del novecento italiano.

Mai, purtroppo, in terra natale gli è stato riscontrato il valore che meritava.

Coccioli era un “elemento scomodo”, difficile da catalogare, come ogni genio infatti sfuggiva a qualsiasi possibile catalogazione ed inoltre era omosessuale, cosa che in quegli anni era vista, persino dalle menti più evolute, come demerito e condanna.

Ma c’è di più; la cosa che mai, e dico mai, gli hanno perdonato è stata la sua passione per Dio. Gay e credente.

Quale peggiore sciagura si sarebbe potuta accostare, in quell’epoca, ad un uomo? Ma l’arte rifugge qualsiasi classificazione, ed oggi, a più di cento anni dalla sua nascita, una piccola, ma molto accalorata schiera di appassionati, sta riportando alla luce gli scritti di questo fantastico autore.

La scrittura di Coccioli è unica, non rassomiglia a nessun altro se non a se stesso; la sua narrazione, impagabile, alterna descrizioni talmente vivide da farti rivivere il momento esatto- ad un pensiero mistico-filosofico altissimo, per poi riportarti, di slancio, nella trama del romanzo.

Scaltro esploratore dell’animo umano, poliglotta, alcolizzato, omosessuale, eroe di guerra, esiliato, Ebreo, Induista, Buddista, Cristiano; Carlo Coccioli è tutto e niente, è la saggezza e il ridicolo che si intrecciano; sebbene da molti fosse definito uno sciocco, nessuno dei tanti detrattori si è mai avvicinato alla sua grandezza. Coccioli o lo ami o lo odi, non ci può essere via di mezzo, ed io, personalmente, lo amo alla follia.

Andrea Guerra.

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Attualità

La Fiat introduce la schiavitù direttamente dall’impero romano a Tychy!

Tychy

Il management di FCA Polonia, in un incontro online con le Organizzazioni Sindacali con sede nello stabilimento di Tychy, ha reso note le informazioni che avrebbe comunicato sull’inizio del terzo turno della domenica ore 22:00, con termine alle ore 6:00 della domenica successiva (sette giorni lavorativi), e il lavoro aggiuntivo della domenica sarà retribuito come straordinario. 

È stato annunciato che queste sarebbero state le domeniche del 15, 22 e 29 maggio 2022.

Annuncio del management di FCA Polonia sui lavori domenica 22 maggio 2022.

Von questo annuncio della direzione di FCA Polonia è emesso (foto sopra), ho deciso di chiedere un’opinione all’ex oppositore dei tempi della Repubblica popolare polacca, ex autogoverno e sindacalista MOZ NSZZ Solidarność FAP, e ora giornalista e scrittore: Cosa ne pensa a tutto il caso? “Rispondendo alle domande del Direttore, mi permetto di chiamare per nome questa cosa oltraggiosa. La Fiat introduce la schiavitù direttamente dall’impero romano a Tychy”, afferma Rajmund Pollak in un’intervista a Krzysztof Przybylak.

Krzysztof Przybylak: Come stabilito, i dipendenti di FCA Polonia a Tychy inizieranno a lavorare nel turno di notte domenica 22 maggio 2022 alle ore 22:00 e termineranno il loro lavoro continuativo in 2 settimane, il 4 giugno 2022 sul secondo turno alle 22:00, ovvero saranno obbligati dalla direzione della fabbrica a lavorare 13 giorni di seguito senza l’orario di riposo legale tra le singole settimane lavorative, nonostante in Polonia ci sia una settimana lavorativa di 40 ore! Ha sentito parlare di un tale sistema di lavoro al di fuori di FCA Polonia?

Rajmund Pollak : Un tale sistema di lavoro era obbligatorio per gli schiavi nell’Impero Romano anche prima della nascita di Gesù Cristo. Lo schiavo era a disposizione del padrone per un’intera settimana e non aveva un giorno libero, ma ciò che sta facendo la dirigenza FCA sia anche peggio della schiavitù, perché già prima della nostra era gli imperatori dell’antica Roma permettevano agli schiavi di dormire la notte, ei moderni feudatari torinesi sarebbero giunti alla conclusione che i polacchi possono essere trasformati in efficientissimi schiavi che costruiranno la potenza della Fiat (oggi gruppo Stellantis) anche a spese del proprio sonno.

La direzione del personale e dell’organizzazione spiega che bisogna essere flessibile e rispondere alle sfide del mercato, poiché c’è un crescente numero di ordini per le auto. Crede che il management di FCA Polonia abbia il diritto di obbligare i dipendenti a utilizzare un tale sistema di lavoro?

Il Diritto del Lavoro in vigore in Polonia prevede sia la domenica che il sabato siano giorni di riposo. In casi eccezionali può essere disposto un sabato lavorativo, se il datore di lavoro concede al lavoratore un giorno libero in cambio di un altro giorno della settimana. L’ordine di lavoro continuo per 13 giorni, sabato e domenica compresi, a mio avviso costituisce una grave violazione del Codice del Lavoro. Nel ventunesimo secolo, nessun amministratore ha l’autorità di emettere ordini per ripristinare temporaneamente

la schiavitù, anche quando è in stato di ebrezza dovuto all’alcol o temporaneamente sobrio. Gli italiani, come tutti sappiamo, bevono vino copiosamente a cena, quindi spesso non sono completamente sobri nel pomeriggio. Quando lavoravo all’Ufficio per il Commercio Estero di FSM, mi è capitato di incontrare a Torino rappresentanti della Fiat Auto che si trovavano in uno stato che indicava il consumo di almeno qualche bicchiere di vino. Consiglierei alla Polizia di Tychy di allestire un’auto della polizia con diversi etilometri davanti al cancello d’ingresso della FCA a Tychy almeno una volta alla settimana e di controllare la sobrietà di ogni rappresentante REPO e dirigente del personale che lascia la struttura tra l’1:00 e 19:00 .

Torniamo ad un sistema comunista del lavoro? Oppure è un’inefficienza nella gestione delle risorse umane e dei processi produttivi? O forse le corporazioni straniere in Polonia creano campi di lavoro e i polacchi saranno gli schiavi bianchi d’Europa?

Quello che propone la Fiat a Tychy è anche peggio del comunismo, o addirittura del feudalesimo, perché durante il regno dello zar russo il servo doveva lavorare sei giorni per te, ma il settimo giorno, cioè la domenica, era libero! Papa Francesco mette in guardia contro le forme moderne di schiavitù. Poiché la dirigenza di FCA Polonia ha emesso un’ordinanza sull’obbligo di lavoro domenicale, che comporterà un lavoro di 13 giorni senza interruzioni, oltre a 7 giorni sul terzo turno, questo è un esempio tangibile di un tentativo di trasformazione Dipendenti di FCA Polonia in schiavi di feudatari con sede a Torino.

Come valuta la situazione, cosa pensa che dimostri?

Ripeterò ciò che ho detto molte volte in pubblico. I governi della Terza Repubblica di Polonia dopo il 1989 hanno concesso troppi privilegi indebiti a multinazionali, società e banche. Devo dire con dolore che la Repubblica del 21° secolo purtroppo non è un paese, perché nel nostro paese ogni azienda, banca e anche una società sovranazionale è una specie di stato nello stato! Non dimenticherò fino alla fine della mia vita, come il direttore di Fiat Auto Poland, Marinsek, alla mia protesta contro il lancio di aquile nella corona dai muri degli uffici della direzione di Fiat Auto Poland (FAP), ha risposto sfacciatamente : “La Polonia non ci sarà più, perché d’ora in poi c’è un nuovo stato della Fiat! Chi tiene più agli interessi della Polonia che a quelli di Fabrica Italiana Automobili Torino, verrà buttato fuori dal marciapiede, e dietro il cancello c’è tutta una coda di coloro che in futuro si identificheranno con lo stato FIAT!”

Le istituzioni statali come il PIP o l’ufficio del pubblico ministero non agiscono in questi casi. Qual è il motivo?

-Come probabilmente il direttore sa, in FAP a Tychy, e poi in FCA Polonia a Tychy, il viceministro della giustizia Michał Wójcik ha incontrato il direttore Andrzej Piętka. Sono molto curioso di sapere se, dopo tali incontri, il viceministro della giustizia oserà chiedere alla Corte di arrestare Andrzej P. e Włodzimierz G. per il reato di grave violazione dei diritti dei lavoratori in FCA Polonia a Tychy mediante la forzatura loro di lavorare per 7 giorni di notte e per 13 giorni senza sabati liberi e senza domeniche libere? Una prova inconfutabile di reato è firmata a nome della dirigenza FCA dal Sig. Galas il 14 maggio 2022, sull’obbligo di lavorare sul 3° turno dal 23 al 27 maggio di quest’anno. A mio avviso, è sufficiente che ci sia anche un solo dipendente FCA che chiederà al PIP di intervenire in questa vicenda di violazione dei diritti del lavoro, e gli ispettori del PIP dovranno reagire. Lo stesso vale per la Procura della Repubblica. Se c’è un gruppo di dipendenti che, pur richiedendo l’anonimato, presenta una notifica scritta di un sospetto reato all’ufficio del procuratore distrettuale di Tychy, nessun pubblico ministero getterà tale notifica in un cassetto o la riporrà.

Lei è un oppositore dei tempi della Repubblica popolare polacca, durante il Carnevale della Solidarietà uno dei postulati parlava di sabati liberi. Tuttavia, dopo più di 40 anni, i dipendenti sono costretti a lavorare di nuovo, ma ora non solo il sabato, perché questo è uno standard (sistema di lavoro a 6 giorni) in FCA Polonia, ma si vuole costringere i lavoratori a lavorare la domenica e un Sistema di lavoro continuo di 13 giorni senza giorno libero. Cosa è andato storto nella Terza Repubblica Polacca?

Come ho detto prima, le multinazionali, le società e le banche sono completamente al di sopra della legge nella Polonia contemporanea e costituiscono tali stati che non tengono conto di alcun istituto giuridico della Terza Repubblica Polacca.

I sindacati in FCA Polonia sono passivi e non reagiscono a evidenti violazioni del diritto del lavoro e delle libertà civili, e legittimano tali azioni del management? Come chiamarlo?

L’unica arma efficace per un sindacato veramente indipendente è lo “sciopero”. Se un sindacato non ha la capacità di scioperare, cessa di essere preso sul serio dalla direzione della fabbrica e diventa solo un circolo di discussione o una società di mutua adorazione. Per quanto ne so, attualmente nessun sindacato con sede in FCA Polonia ha la capacità di scioperare, quindi la direzione della fabbrica può licenziare chi vuole, può emettere annunci di lavoro la domenica e il che si tradurrà in 13 giorni di lavoro senza interruzioni, perché è sicuro al 100% che nessun sindacato dichiarerà uno sciopero, perché non ci sono abbastanza iscritti per scioperare. Ecco perché REPO attraversa i dipartimenti e la direzione del personale organizza spettacoli di cabaret annuali dal titolo: trattative salariali.

Secondo una ricerca di mercato, affinché un dipendente di FCA Poland possa assemblare automobili per suo conto, 4 dipendenti devono lavorare per partner che producono parti. Cosa consiglieresti ai dipendenti di FCA Polonia e di altre aziende del settore automobilistico in una situazione del genere?

Esiste un modo efficace per contrastare l’ostinazione del management. È il cosiddetto Strike italiano, che in polacco chiamiamo resistenza passiva. Lascia che ti faccia alcuni esempi che sono stati utilizzati con successo sia in Italia che in Francia, e anche… in alcuni dipartimenti della FAP, quando ero ancora impiegato nel Gruppo Fiat polacco.

Il dipendente deve prendersi cura della qualità delle auto, quindi non avere troppa fretta e avvisare il supervisore e il controllo qualità di eventuali sospetti di un difetto. Se, ad esempio, lo standard sembra essere difettoso, inviare l’intero lotto al magazzino. Se il motore non è stato testato al banco dinamometrico si può sospettare che abbia dei difetti nascosti e questo è un motivo sufficiente per non installarlo sull’auto prima della prova al banco dinamometrico. Se ci sembra che un cuscinetto stia sferragliando, inviare l’intero lotto di cuscinetti al fornitore, ecc. ecc.

Il dipendente deve lavorare con strumenti puliti e funzionanti. In caso di sporco o polvere sull’utensile, pulirlo immediatamente o sostituirlo con uno pulito. Se il cacciavite è rumoroso, sostituirlo immediatamente! ecc ecc. Se è stato riscontrato un difetto in qualsiasi punto della catena di montaggio, per il bene dell’azienda e della qualità dell’auto nel suo insieme, non è consentito installare alcun dettaglio sui cavalletti rimanenti fino a quando il controllo qualità non elimini la fonte di il difetto. Le auto difettose non possono essere riparate a cottimo. Ogni meccanico che rimuove i difetti è obbligato a effettuare un test drive e segnalare eventuali altri difetti riscontrati. Il meccanico non può avere fretta, o rimuovere solo questo difetto, che è comune in un dato giorno, ma controllare a fondo tutti gli altri meccanismi e sistemi dell’auto, ecc. ecc.

Ogni dipendente ha il diritto di prendersi cura dei propri bisogni fisiologici senza fretta. Non ci sono abbastanza servizi igienici da nessuna parte, quindi se c’è una fila davanti al bagno a causa dell’improvvisa indolenza di uno dei dipendenti, non può essere un motivo per rimproverare i dipendenti

L’installatore è obbligato a verificare il proprio operato con la tecnologia applicabile, pertanto, una volta alla settimana prima dell’inizio dei lavori, ha diritto di richiedere l’accesso alla tecnologia di montaggio. La direzione non dispone di copie sufficienti della tecnologia per renderla disponibile a più dipendenti contemporaneamente, quindi anche un gruppo più numeroso di installatori interessati all’elevata qualità del proprio lavoro può riunirsi per una copia.

Puoi chiamare la guardia aziendale quando qualcuno pensa che, ad esempio, ci siano troppo pochi standard sul posto di lavoro ecc, ecc.

Se c’è il sospetto che il rappresentante del REPO, che gironzola per la sala, beva una birra al lavoro, è necessario informare la direzione del personale e dell’organizzazione ecc. ecc. Il principio più importante della resistenza passiva è che il servizio di controllo qualità non tiene il passo con la verifica dell’ammontare dei vizi presunti ed effettivi denunciati.

Grazie mille per l’intervista.

Viva la libertà. Saluto tutti i dipendenti di FCA Polonia e dichiaro che, se necessario, offro il mio supporto e la mia esperienza per difendere gli inalienabili diritti sindacali e civili che la direzione dello stabilimento di assemblaggio auto di Tychy con il logo Fiat così prepotentemente infrange.

Krzysztof Przybylak ha parlato con Rajmund Pollak.

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ArteAttualità

Sandra Menoia: Talento e perseveranza nell’Universo Arte premiano sempre.

Sandra Menoia

Molti, forse troppi, sono gli artisti che in questo periodo hanno trovato un muro creativo di fronte alle difficoltà dovute al Covid e non solo:


Wl-Magazine ha scelto di raccontare gli ultimi dieci mesi della Pittrice Sandra Menoia, che decisamente contro tendenza , sono stati fitti di impegni e di soddisfazioni, ma non certo per grazia ricevuta, il suo successo è legato ad una pianificazione precisa relativamente a eventi e mostre alle quali partecipare , scelte artistiche nuove, e collaborazioni “Un-conventional “ con aziende non ufficialmente legate al mondo dell’arte, e professionisti del settore accuratamente selezionati.
Sandra Menoia ha iniziato da giovanissima a dipingere olio su tela paesaggi, nature morte, ma ha capito presto che questo stile non le apparteneva, a quel tempo non considerava nemmeno l’arte astratta, adorava l’impressionismo.
Ha un talento naturale che la porta ad utilizzare il colore in modo personale e passionale, attraverso strumenti e tecniche affinate nel tempo.


Settembre 2021 nasce sotto il segno di Venezia, nella collettiva Venice StArt organizzata da Mario Mazzoleni espone 5 opere ,una delle quali nei successivi mesi, “Bellezza Imperfetta” è entrata a far parte di un importante collezione privata.

Dal Settembre 2021 al 10 Gennaio 2022 espone alla PRIMA BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA MURGIA -AMBIENTE – MEMORIA – FUTURO

Da Novembre a Dicembre partecipa a Venezia alla collettiva al femminile sull’astrattismo “Il Mondo Invisibile” organizzata da “LO SPAZIO SV – CENTRO ESPOSITIVO SAN VIDAL”

La sua decisione di far dialogare il suo astrattismo con immagini iconografiche legate al mondo dell’arte a 360 gradi la porta a creare senza il timore di rispettare l’immagine retrostante, che alla fine del quadro, sarà riconoscibile da dettagli non coperti , ma impregnata della creatività e dalla miscelanza dei colori dell’artista veneta..
Attraverso i suoi gesti , il suo danzare con i colori sulla tela Sandra Menoia riesce a trasportare l’arte “che fu” dal passato al nostro tempo.


Crea così 3 versioni della Marylin di Warhol …una delle quali è entrata a far parte, anche lei , di un’importante collezione privata il dipinto è A.W.M. 3
Dal Febbraio a Maggio è presente alla mostra Wow collettiva d’arte a Villa Bertelli a Forte dei Marmi a cura di Alessio Musella
Da gennaio ad Aprile è stata presente ad Alicante in Spagna alla collettiva “Frammenti dell’Io” a cura di Maria Marchese e Valeriano Venneri

Maggio la ritrova ancora a Venezia in una collettiva patrocinata dalla Fondazione Amedeo Modigliani.
Giugno è il momento della Svizzera ad Ascona dove sta tutt’ora esponendo nella Collettiva Renaissance a cura della Fondazione Mazzoleni.


Ora parliamo delle collaborazioni di cui abbiamo accennato in precedenza “un-conventional”.
Il Trascorso da Manager di Sandra Menoia l’ha sicuramente aiutata ad aprirsi verso opportunità che, per snobbismo, molti artisti non amano prendere in considerazione :


Ha esposto con successo in diversi Locali che le hanno dedicato intere pareti e ha realizzato in partnership con Macino Food and counseling una confezione d’artista.
L’ opera ” PIANETA NEVOSO” è stata scelta affinchè potesse trasformarsi in un meraviglioso contenitore all’interno del quale sono stati inseriti diversi prodotti eno-gastronomici scelti tra le eccellenze italiane.


Insomma , se il talento c’è, la voglia di sperimentare anche e la creatività va a braccetto con l’essere imprenditori di se stessi, tutto può accadere.

Tanti sono i progetti dell’artista Veneta in cantiere anche per i prossimi mesi ….

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Attualità

Sławomir Ciebiera: Il management di FCA Polonia è una patologia!

Sławomir Ciebiera

“I lavoratori non sono robot, un lavoratore stanco è PERICOLOSO! Perché rappresenta una minaccia per se stesso e per i suoi colleghi. Costringere le persone a lavorare in condizioni disumane è una forma schiavitù moderna!” Afferma Sławomir Ciebiera, ex vice capo di Śląsko-Dąbrowska di NSZZ Solidarność. “Vorrei suggerire ai dirigenti di FCA Polonia che la cosiddetta disponibilità delle persone a fare gli straordinari non ha nulla a che fare con la pratica Flexsibiliti (la pratica del lavoratore flessibile), che va di moda tra voi. C’è più lavoro?

Assumiamo più lavoratori” sottolinea in un’intervista a Krzystzof Przybylak, sindacalista noto in Polonia, soprattutto in Slesia, che da anni conosce il sistema del lavoro in FCA Polonia.

Di cosa si tratta?

La direzione dello stabilimento Fiat di Tychy in Polonia pensava che avessi già messo l’argomento nel cassetto. Tuttavia, questa non è la fine della serie, dove rivelo la patologia che è diventata una soluzione sistemica in FCA Polonia. Inoltre, ora il mio alleato, a quanto pare, l’Ispettorato nazionale del lavoro (PIP) che per qualche motivo (hahaha) è entrato nello stabilimento lunedì (6 giugno 2022) con un controllo dell’orario di lavoro.

Presto conosceremo i risultati, di cui non mancherò di informarvi. Oggi vi invito a un colloquio con un uomo che per molti anni ha messo in guardia i lavoratori e il management della Fiat in Polonia, e alla fine ha detto basta e ha lasciato il suo lavoro a tempo pieno nel sindacato Solidarietà, perché…. Qui lascio per il momento il velo del silenzio, perché questo è un argomento per un’altra intervista.

Sig. Sławomir, come concordato, i dipendenti di FCA Polonia a Tychy avrebbero dovuto iniziare un turno da domenica notte alle 22:00 per finire il lavoro in 2 settimane sul secondo turno alle 22:00, ovvero la direzione della fabbrica voleva costringere i dipendenti a lavorare per 13 giorni consecutivi senza il giorno di riposo legale tra le singole settimane lavorative, nonostante ci sia una settimana lavorativa di 40 ore in Polonia! Ha sentito parlare di un tale sistema di lavoro al di fuori di FCA Polonia?

Le patologie sociali sono comportamenti che ne l’equilibrio delle persone. La patologia è il non rispetto di norme e valori generalmente accettati. Parlo in modo così tagliente, ma torno al giugno 2012, quando ho preso parte l’ultima volta a un picchetto nella FCA a Tychy, posso dire che da allora, sono passati quasi 10 anni e la situazione non è troppo cambiaa. Anche se vivo e lavoro in Germania, non ho perso i contatti con i miei colleghi in Polonia. So cosa sta succedendo, specialmente nel mio settore preferito: l’industria automobilistica.

Rispondendo alla lettera alla sua domanda, purtroppo mi devo pentire (attualmente non sono rappresentante sindacale) di dire che situazioni simili a FCA Polonia (enorme quantità di straordinari) sono un fenomeno quasi comune in Polonia. Può essere una piccola consolazione, ma in Germania è lo stesso, anche se i sindacati tedeschi SEMBRANO FORTI (ma questo potrebbe essere un argomento per un’intervista a parte).

Quanto al sistema stesso (13 turni), non ho sentito che sia stato introdotto nella “motorizzazione polacca”. Ma sui tentativi di introdurre già sistemi simili (ad esempio una volta, anni fa, un sistema simile è stato provato in Opel a Gliwice).

Secondo lei, il management di FCA Polonia ha qualche diritto di obbligare i dipendenti ad una tale mole di lavoro, perché, come spiega, il personale deve essere flessibile e rispondere alle sfide del mercato, perché c’è un notevole incremento negli ordini di auto?

Gli straordinari sono purtroppo ovunque. E questo argomento in FCA è un incubo che vedo e sento da anni. Il lavoro straordinario può essere più o meno gravoso. Purtroppo questo sistema introdotto in FCA è sicuramente molto gravoso, perché sorge subito la domanda, come si relaziona la giustizia sociale con esso? Dov’è il tempo per la famiglia? E la domanda più importante, quando un dipendente deve riposare e rigenerarsi? Torniamo al sistema comunista del lavoro? Oppure è un’inefficienza nella gestione delle risorse umane e dei processi produttivi? O forse le corporazioni straniere in Polonia creano campi di lavoro e i polacchi saranno gli schiavi bianchi d’Europa? La risposta deve essere inequivocabile: ncapacità, sì, questa è la caratteristica propria del Management Board di FCA Polonia. Incapacità di gestire le persone, di condurre il dialogo sociale. Io stesso di dieci anni fa, ho chiesto personalmente alla Direzione Fiat di utilizzare i sistemi umani che c’erano in Fiat e ho avvertito che altrimenti sarebbero stati visti come un campo di lavoro. Saranno paragonati al sistema dei banditi che era già in Polonia, impostoci da due occupanti (lavoro forzato, lavoro schiavo).

E cosa le hanno detto, ascolteranno i consigli e gli avvertimenti?

Sfortunatamente, non hanno ascoltato e sono persino passati a un livello più alto del “campo di lavoro”.

Come valuta la situazione che le è stata descritta? Cosa ne pensa di tutto questo?

Mi riferirò solo a questa situazione specifica, l’introduzione di questo sistema a 13 turni. Questo è un fallimento totale del dialogo sociale. Purtroppo mi dispiace dire che è anche un fallimento dei sindacati. Nonostante il mio carattere (arrabbiato contro un sistema che non ascolta), credo che solo il dialogo sia ancora oggi il metodo migliore per risolvere i conflitti, discutendo le questioni più difficili.

L’esempio più vivido del fallimento del dialogo sociale e internazionale, di tutta questa cosiddetta diplomazia, è oggi la guerra in Ucraina, ad esempio dove qualsiasi forma di dialogo e diplomazia sia fallita.

Le istituzioni statali come il PIP o l’ufficio del pubblico ministero non agiscono in questi casi. Qual è il motivo?

Come ho detto prima, quella degli straordinari senza considerazione della persona e della sua vita è una vera piaga, ma è un argomento estremante difficile. Ci sono sempre dipendenti in ogni stabilimento che vogliono fare gli straordinari e alcuni che non vogliono fare.

Un ruolo enorme in questa materia spetta sempre ai sindacati e, naturalmente, al PIP e alla procura come ultima risorsa, ma qui a FCA Polonia, qualcosa non funziona da anni.

Il Sig. Sławomir, durante il Carnevale della Solidarietà, uno dei postulati ha parlato di sabati liberi. Tuttavia, dopo più di 40 anni i dipendenti sono costretti a lavorare di nuovo i sabati.

Ma ora non solo il sabato, perché questo è uno standard (sistema di lavoro a 6 giorni) in FCA Polonia, ma si vuole costringere i dipendenti a lavorare la domenica e un Sistema di lavoro continuo di 13 giorni senza giorno libero. Cosa è andato storto nella Terza Repubblica Polacca?

Oggi, gli affari in Polonia così, come nel resto dell’Europa e penso che siano molti i predatori in tutto il mondo, questa predazione ha molti ingredienti. Alcuni di questi sono la massimizzazione del profitto, la minimizzazione dei costi, la competitività. Guardando FCA Polonia, purtroppo il nostro stato consente tali attività. Varie istituzioni lo consentono, anche i sindacati stessi purtroppo. Lavoro la domenica, lavoro il sabato.

Non dovrebbe essere così. Che cosa è andato storto?

Per viziarti, rovinare la Polonia con una cattiva legge, che ha danneggiato, tra l’altro l’etica negli affari, questo è particolarmente visibile  tra imprese e istituzioni statali.

Gli affari devono essere etici! Perché senza buoni rapporti tra datore di lavoro e dipendenti e senza il rispetto reciproco di entrambe le parti è impossibile gestire un’impresa senza gravi conflitti.

E ignorare l’etica porta direttamente al confitto.

I sindacati in FCA Polonia sono passivi, e sembra che abbiano sventolato bandiera bianca e non reagiscano a evidenti violazioni del diritto del lavoro e delle libertà civili, e nemmeno legittimano tali azioni del management? Come chiamarlo?

 C’è bisogno di sindacati forti e saggi, brave persone devono essere riunite. Serché sono arrivati ​​tempi molto difficili, il mio appello a tutti i sindacati di FCA Polonia: lasciare andare i pregiudizi, dimenticare ciò che ci separa.

Solo uniti si sarà forti e si potrà aiutera i dipendenti, le loro famiglie. Lottare insieme. Questi non sono slogan. “Guarda ad est, è giunto il momento”.

Secondo una ricerca di mercato, affinché un dipendente di FCA Poland possa assemblare un’automobile, 4 dipendenti devono lavorare per produrre le parti.

Cosa consiglierebbe ai dipendenti di FCA Polonia e di altre aziende del settore automobilistico in una situazione del genere?

La cosa bella sarebbe unire tutti i lavoratori! Quelle delle principali società e imprese, società madri, con società figlie.

Tutti i dipendenti delle aziende che hanno collaborato, in un unico sindacato che riunisse le aspettative dei dipendenti.

A quale scopo?

Trattare tutti allo stesso modo. Gli stessi salari, lo stesso “welfare”, gli stessi sistemi di lavoro.

C’è un modo indiretto per farlo: un contratto collettivo di lavoro.

Sì, un contratto collettivo di lavoro di settore. È tempo di soluzioni del genere, certo si dovrebbero cambiare le regole in questo caso!

Grazie per il suo tempo.

Krzysztof Przybylak ha intervistato Sławomir Ciebiera.

In collaborazione con Pressmania

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