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Mary Austin mette in vendita  ALL’ASTA TUTTI BENI PERSONALI di Freddie Mercury, un Museo no?

Freddie Mercury

Oltre 1.500 oggetti appartenuti a Freddie Mercury, saranno venduti all’asta.

30 anni di carriera che Freddie ha conservato nella sua casa di Londra.

Nel 1991in punto di morte lasciò sia la casa che il suo contenuto a una delle sue più vecchie amiche, Mary Austin.

“Possiamo vedere quanto erano vari i suoi gusti”, ha detto la Austin, parlando in esclusiva alla BBC. “È una collezione molto intelligente e sofisticata.”

Peccato che forse sarebbe stato meglio creare un museo per raccontare la vita di Freddie , piuttosto che venderli….

Uno dei punti focali vendita sarà il testo, scritto a mano, di We Are The Champions, incluse armonie e accordi, scritti su nove pagine.

Facciamo fatica a comprendere come una donna, miliardaria, e così vicina a Freddie possa solo pensare di smembrare un patrimonio di ricordi legati ad uno dei personaggi più amati della musica

La Austin ha avuto anche il coraggio di dire  che i testi scritti da Freddie sono stati gli oggetti dai quali è stato più difficile separarsi, perché mostrano “per lei, il lato più bello” dell’uomo a cui era devota.

La casa di Garden Lodge, a Kensington, è rimasta quasi interamente come Freddie l’ha lasciata, completa di mobili antichi, delle opere d’arte e vasi che ha collezionato e dei tessuti sontuosi che amava.

Stampe di Matisse e Chagall appese alle pareti della sala da pranzo, un ritratto di Picasso esposto sopra il tavolo della colazione in cucina. “Mi piace essere circondato da cose splendide”, usava dire Freddie. “

Ma ora Austin ha deciso di vendere la collezione, “perché devo mettere ordine nei miei affari”, spiega.

Austin, 72 anni, aggiunge: “È giunto il momento per me di prendere la difficile decisione di chiudere questo capitolo molto speciale della mia vita”.

E al di là di alcuni “regali personali” e fotografie della coppia insieme, Mary Austin venderà tutto.

Non ci rimane che sperare in un ripensamento, per il resto non andiamo oltre nel commentare un gesto che riteniamo fuori da ogni logica, e soprattutto contro la memoria di Freddie Mercury…

Ad oggi tutti gli oggetti saranno esposti da Sotheby’s a Londra in estate

L’asta dovrebbe fruttare oltre 6 milioni di sterline e parte “solo” del ricavato sarà devoluto in beneficenza.

No comment

Parte dei testo dell’articolo è stato preso dalla traduzione di Barbara Mucci dall’articolo della BBC.

Per meglio comprendere l’importanza degli oggetti che saranno messi all’asta vi consigliamo di leggere L’ULTIMO FREDDIE MERCURY di Roberto De Ponti.

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La mostra dei finalisti del Ro Plastic Prize 2023 (Rossana Orlandi Guiltless Plastic Prize) si è inaugurata a Palazzo Bandello (Via Bandello 22, Milano) ed è visitabile fino a domani 23 aprile, in occasione del Salone del Mobile 2023.

Francesco Maria Messina

Tra i finalisti del prestigioso premio spicca il lavoro di Francesco Maria Messina (FMM Design), finalista con la libreria Re-epples.

Il lavoro di FMM Design si presenta come un perfetto connubio tra arte e design, due dimensione che invece di affiancarsi, si fondono per la prima volta. Si può parlare infatti, per FMM Design, si un pioniere del “collectible design”, ovvero l’arte funzionale: il pezzo è unico e non a tiratura, non c’è la serialità tipica del design, e il concept di ogni opera della sua produzione, di volta in volta, si esplica attraverso una tensione concettuale innegabile, al contempo evidente e profonda; il pezzo d’arte diviene altresì funzionale in quanto utilizzabile dal collezionista-fruitore nella quotidianità.

Nel caso della libreria Re-epples, protagonista appunto nella sezione del collectible design/arte funzionale del prestigioso premio a firma di Rossana Orlandi, ci troviamo davanti ad una composizione di cerchi trasparenti di dimensioni differenti che imitano le onde concentriche generate dalle gocce di pioggia sull’acqua, e che di quest’ultima ne evocano il ciclo naturale.

Tali elementi circolari hanno uno scopo strutturale ed estetico al contempo, dando vita ad un oggetto d’arte, effettivamente utilizzabile come libreria, che sembra fluttuare per la sua profondità dinamica, esattamente come il dinamismo dell’acqua. La libreria presenta cerchi fissati verticalmente su ciascun lato, realizzati interamente in metilmetacrilato monomero (R-MMA) riciclato al 100% e sono autoportanti: attraverso un design innovativo è stata eliminata la struttura laterale dalla libreria e posizionata sulle facciate principali.

FMM Design si è reso protagonista anche di un altro importante evento, Design alabastro 22 un progetto curato da Luisa Bocchietto che coinvolge 11 designer e 11 alabastrai per la realizzazione di 11 nuovi inediti prodotti tutti con protagonista la “pietra di luce”. Fino al 23 aprile gli oggetti di Design alabastro 22 saranno alla Fabbrica del Vapore (Padiglione Messina, 2 PT) nell’ambito del programma Materia negli spazi di Sharing Design – 8° edizione appuntamento dedicato al design indipendente autoprodotto e organizzato da Milano Makers. Il progetto, nato lo scorso anno nell’ambito di Volterra22 prima Città toscana della cultura, è realizzato con il contributo della Regione Toscana, del Comune di Volterra e della Camera di Commercio della Toscana nord-ovest. Design Alabastro 22 coinvolge 11 designer e 11 alabastrai per la realizzazione di 11 nuovi inediti prodotti: il progetto riguarda il mondo dell’artigianato di eccellenza che si confronta con il design per individuare nuove modalità di realizzazione, produzione, distribuzione.

Autori degli oggetti in mostra sono i designer e gli alabastrai, in coppia tra loro, nell’autoprodurre il proprio lavoro.

FMM Design è presente con Arco di luce, lampada ispirata ad un arco costruito tra il IV e il III sec. a.C, principale accesso dal lato sud della cerchia muraria di Volterra, che, scampato ai bombardamenti, è divenuto il simbolo della città e una delle testimonianze più importanti della civiltà etrusca, oltre fonte di ispirazione della lampada odierna. Arco di luce è realizzata in alabastro bianco ed fedele nelle proporzioni all’arco originale, ha due basi cilindriche che si uniscono in un arco tridimensionale luminoso. Nata dall’unione di forme classiche e contemporanee, la risultante è un oggetto elegante e minimalista.

Oltre a FMM Design (Francesco Maria Messina), i designer coinvolti sono Fabrizio Loschi, Franco Raggi, Giovanna Talocci, Lorenzo Damiani, Luisa Bocchietto, Maria Christina Hamel, Roberta Verteramo, Roberto Marcatti con Cintya Concari, Setsu&Shinobu Ito, Vincent Martinez Sancho; affiancati ai maestri alabastrai Daniele Boldrini, Andrea Bianchi, Alessandro Corda, Romano + Roberto Bianchi, Giorgio Pecchioni, Lucia Niccolini, Michele Scali&Liceo Artistico Iis Carducci, Niccolò Nencioni&Gaia Favari, Giovanni Del Colombo, Marco Ricciardi, Elia Bavoni&Simone Fert.

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Il sindaco di Wadowice farà causa a TVN per aver calunniato San Giovanni Paolo II il Grande.

Giovanni Paolo II

Mercoledì 19 aprile 2023 i consiglieri comunali di Wadowice hanno adottato una risoluzione in difesa della chiesa di S. Giovanni Paolo II. Obbliga il sindaco a intentare causa civile contro gli autori del servizio di TVN24 su St. Giovanni Paolo II pt. “Francescani 3”.  “Non possumus, non possiamo permettere che il diluvio di false narrazioni e bugie su questo brav’uomo diventi il ​​messaggio principale in futuro” ha commentato il sindaco Bartosz Kaliński.

A questo punto è bene sottolineare che promotori della delibera sono stati gli assessori di Diritto e Giustizia. Quindici consiglieri hanno votato a favore, quattro contrari e uno si è astenuto.

Il rapporto di TVN ha causato un’enorme ondata di indignazione in tutta la Polonia. Migliaia di persone sono scese in piazza nelle Marce Pontificie in difesa del buon nome di JP2.

Si sono levate le voci dei critici, anche storici di professione, che sottolineano che il reportage è stato preparato per una tesi prestabilita e si basa su menzogne ​​e insinuazioni.

Allo stesso tempo, sottolineano che gli autori del rapporto si sono basati in gran parte su dei materiali del Servizio di sicurezza della Repubblica popolare di Polonia, uno dei cui compiti principali era combattere e calunniare la Chiesa cattolica.

La risoluzione adottata dai consiglieri di Wadowice mira a difendere il buon nome di St. Giovanni Paolo, che come è stato sottolineato proveniva da questa città. I funzionari dell’autogoverno non hanno alcun dubbio che il suddetto rapporto costituisse una “violazione del culto della memoria di una persona deceduta”, che richiede un’azione legale.

“San Giovanni Paolo II è cittadino onorario della città (dal 2 giugno 1981) e suo patrono (dal 18 maggio 2012). Il suo nome include Piazza del Mercato a Wadowice (Piazza Giovanni Paolo II),

Scuola elementare n. 1 nella tenuta Pod Skarpą, diverse associazioni e organizzazioni. Il compleanno del patrono di Wadowice il 18 maggio è legalmente riconosciuto come festa della nostra città.

Pertanto, il comune di Wadowice, in quanto città natale, ha il diritto e l’obbligo morale di preservare la buona memoria del defunto San Giovanni Paolo II il Grande, che secondo i ricorrenti, è un imperativo per agire come definito da questa risoluzione.

Tuttavia, il consigliere Mateusz Klinowski, ex sindaco di Wadowice, si è espresso contro la risoluzione.

Secondo un politico di sinistra, la risoluzione adottata viola la libertà di parola e introduce il “perseguimento dei giornalisti”, come avviene, ad esempio, in Bielorussia. – A parte il procedimento illegittimo, che non può essere difeso, questa delibera è contraria alla legge sull’autonomia comunale.

Il compito dell’autogoverno non è quello di discutere di reportage giornalistici (…) Voi oggi (…) vi iscrivete per perseguire i giornalisti. Non so se ti rendi conto che la libertà di stampa e di parola sono garantite dalla costituzione. Ci ridicolizzi infrangendo gli standard e volendo perseguire i giornalisti”, ha detto Klinowski.

Il sindaco di Wadowice, Bartosz Kaliński, ha ringraziato i consiglieri per questa iniziativa e ha dichiarato di condividerla pienamente, visto che sono apparse nello spazio pubblico molte bugie sul papa polacco. Allo stesso tempo, ha osservato che durante l’attacco della Russia all’Ucraina, “noi polacchi litighiamo e tagliamo il ramo su cui siamo seduti”.  La difesa della buona memoria di Giovanni Paolo II non serve tanto al papa, perché la sua biografia si difende da sola. Noi polacchi abbiamo bisogno della memoria del santo  oggi e domani.

Noi polacchi decidiamo oggi su quali valori morali e su quali autorità verranno educati i nostri figli (…) Non possumus, non possiamo permettere che il diluvio di false narrazioni e bugie su questo brav’uomo diventi il ​​messaggio principale in il futuro. Chi oggi prova a raccontare un Giovanni Paolo II diverso da quello che conoscevamo,

Giovanni Paolo II e la Polonia, spina nel fianco dell’imperialismo russo

“San Giovanni Paolo II il Grande si difende dagli attacchi dei denigratori con le sue vere e indiscutibili conquiste. Ciò non significa, tuttavia, che la società polacca non debba reagire direttamente a questi insulti.

Dovrebbe esserlo, perché difendendo il buon nome di San Giovanni Paolo II, in realtà difendiamo l’identità e la sovranità polacca. Sia nella dimensione nazionale, sia in quella comunitaria ed europea. Difendiamo l’autentica civiltà occidentale contro l’assalto della mentalità “multi-polit-culti” piena di odio che serve a depravare l’Europa e ad aprire la strada a un’invasione dall’est.

Difendiamo dunque la Polonia dall’invasione del mir ruteno, invasione non solo militare, ma anche economica, informativa e propagandistica, e qualsiasi altra”,  sottolinea Michał Siwiec-Cielebon.

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L’ARTIGIANATO ARTISTICO AFRICANO La voce di Chouaibou Njoya.

Chouaibou Njoya

Abbiamo incontrato Chouaibou Njoya commerciante camerunense in Italia di artigianato artistico africano sorseggiando un bicchiere di Mimbo, vino di palma tipico del suo paese…

Quando hai capito che la passione dell’arte sarebbe divenuta una professione?

“Sono nato e cresciuto a Douala, in Camerun, e l’arte africana, ha sempre fatto parte della mia vita sin dalla prima infanzia. L’artigianato africano, in particolare, scorre nelle mie vene ed è stato quindi naturale per me, raggiunta la maturità, occuparmi professionalmente della compravendita di manufatti d’arte e artigianato africano”.

Credi sia corretto studiare l’arte cosiddetta “africana” prima di commercializzarla erroneamente come fosse un fenomeno unico?

“No, o almeno non credo sia così importante quanto, invece, la capacità di “sentire dentro” la cultura africana.

L’Africa è un coacervo di tradizioni, riti, credenze popolari e religiose, storie e miti locali.

La conoscenza di questo immenso patrimonio culturale sicuramente può essere “letta”, ma fornirà sempre un contributo superficiale rispetto al coinvolgimento e all’esperienza di chi è nato, vive e muore in quelle terre e che lascia in eredità alle generazioni che seguono i simboli della tradizione di appartenenza.”

L’arte, rispetto alla tua tradizione, ha un rapporto stretto con la musica?

“Certamente. L’Arte ha che fare con il ritmo, il colore, l’armonia … termini che caratterizzano la musica nel suo divenire nello spazio sonoro e nel tempo.

L’arte figurativa e l’arte performativa, come la musica, sono accomunate dal fatto di trasportare una qualità intrinseca dell’autore difficilmente apprezzabile obiettivamente: la sua sensibilità, la sua innata attitudine a percepire le sfumature più nascoste della vita.”

Come scegli cosa proporre come mercante d’arte del continente africano?

“’Ispirazione’ è un concetto difficile da definire.

Riguarda sia l’artista quando crea sia il mercante quando vende o compra.

È quella sorta di impulso irrazionale interiore che ti porta a compiere una scelta, appunto, ‘ispirata’ , convincente e coinvolgente, che conduce al risultato voluto: l’opera acclamata per l’artista, la vendita importante per il mercante.

Posso dire quindi che cerco sempre di scegliere con…ispirazione.”

Che differenza c’è nella percezione dell’arte ‘africana’ tra Italia e estero?

” L’Italia è l’arte per eccellenza e la sensibilità degli italiani verso le le opere d’arte è incomparabile per tutta una serie di motivazioni storiche più che note.

Tuttavia, la condizione di vicinanza dell’Italia al continente africano e le conseguenze a volte “scomode” del continuo flusso migratorio dalle coste nordafricane, potrebbero contribuire a rendere il collezionismo di arte africana una sorta di “parente povero” di quello transalpino.

In realtà le cose stanno andando molto meglio negli ultimi tempi: la presenza in Italia di numerose collezioni private anche di altissima qualità dimostrano invece che l’interesse per questo tipo di arte si mantiene alto. Servirebbe, appunto, più comunicazione”

Quanto conta la comunicazione per la tua attività ?

“È un certamente una componente essenziale.

I fattori che frenano il mercato dell’arte e dell’artigianato africano si riferiscono anche alla scarsa disponibilità di media comunicativi efficaci che consentano di ricostruire la vita dell’oggetto artistico ai fini valutativi: è importante conoscere la provenienza, i collezionisti che hanno eventualmente posseduto quell’opera, le esposizioni, la presenza di cataloghi in cui è stata eventualmente pubblicata, tutti elementi informativi di fondamentale importanza che senza un adeguato sistema di comunicazione non possono circolare adeguatamente.”

Se incontrassi te stesso a 18 anni quale consiglio ti daresti?

“In realtà di fare ciò sto facendo attualmente come mercante d’arte africana, anche se a volte è difficile posizionare adeguatamente manufatti sul mercato, sebbene l’arte africana, non soltanto tradizionale ma anche contemporanea, abbia raggiunto negli ultimi tempi interesse e quotazioni considerevoli.”

Cos’è per te l’arte in generale ?

“È un linguaggio del tempo. Riflette i suoi avvenimenti sociali e li traduce in fatti liberamente emozionali.

Ciò che non può essere spiegato a parole può essere spiegato con l’arte. L’arte africana, tuttavia, è anche una delle modalità attraverso cui si esprime l’identità di un popolo.

L’arte in definitiva è libertà ed identità e speriamo non perderle mai.”

Grazie per il tempo a noi dedicato.

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Laurea Honoris Causa a Daniela Javarone.

Daniela Javarone

Ieri Daniel Iavarone, Presidente dell’ Associazione Amici della Lirica da sempre distintasi nel sociale e nella beneficenza, é stata onorata della laurea Honoris Causa La premiazione si è svolta presso lo studio legale del principe del Foro Avv. Giancarlo Cipolla anche lui insignito della laurea Honoris Causa, a Milano in corso Monforte 16,location super prestigiosa collocata in uno dei più bei palazzi storici di Milano. Le lauree sono state consegnate dal rettore dell’Università OMLID con sede Città del Messico e New York Dr.Fued Jalil Jassan coadiuvato dal Dr.Hanry Soria. Venerdí Daniela Iavarone sarà la madrina di un’ altro importante evento. Palazzo Reale di Milano ospita il grande evento internazionale per il conferimento del “DOTTORATO HONORIS CAUSA” a personalità e persone che si sono distinte per il loro lavoro. Il Consiglio dell’Istituto Iberoamericano per la Difesa dei Diritti Umani e delle Scienze Giuridiche (IIDHCJ),

Eccellentissimo Dottor Rettore Victor Hugo Gutierrez Yanez in collaborazione con il Comune di Milano, L’Associazione Casa della ModaMulticulturale Milanese, Presidente Marianna Veintimilla, L’AssociazioneImpegno Sociale Multietnico, Presidente Franco Tucci, organizza la Cerimonia di Conferimento del “DOTTORATO HONORIS CAUSA”, che si svolgerà venerdì 14 aprile 2023, ore 13.00 presso Palazzo Reale di Milano, in Piazza Duomo n°14, terzo piano/Sala Conferenze a Milano.

Il titolo verrà conferito da parte dell’Istituto Iberoamericano dei Diritti Umani e delle Scienze Giuridiche(IIDHCJ), in virtù del diligente lavoro svolto da anni al Servizio della Cooperazione Internazionale, promozione della salute, dell’altruismo, dei Diritti Umani, della Pace e del rafforzamento di una vita dignitosa nelle comunità emarginati, generando giustizia ed equità sociale nelle etnie più vulnerabili, alle seguenti personalità: al Diplomatico italiano Stefano Salmaso responsabile Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Albania, alla Dottoressa Beatrice Uguccioni, Consigliera Comunale di Milano, al Tenente Colonnello dei Carabinieri Giacomo Hazley Querini, alla Dottoressa Loredana Romeo, Ispettore Superiore della Polizia di Stato, alla Commissaria Silvia Terrana, a capo del Nucleo tutela donne e minori, a Gianfranco Tucci, già Vice Presidente del Consiglio di Zona 9 e attualmente Presidente della Cooperativa Editrice “Aurora”.

Prenderanno parte alla Cerimonia:

– Testimonial dell’evento “Dottorato Honoris Causa” Daniela Girardi Javaroni, Presidente di “Amici della Lirica”, Madrina di “Stella Maris” dell’Associazione “City Angels” – Solidarietà è Sicurezza

– Relatrice della cerimonia l’Avvocato per le pari opportunità e titolare dello Studio Boffoli a Milano (Equity Partner di Grimaldi Studio Legale) Maddalena Boffoli.

Tra gli ospiti d’onore che parteciperanno alla cerimonia saranno presenti:

le LL. EE. i Consoli dell’Ecuador, Messico, Colombia, Perù, Argentina, Repubblica Domenicana e Bolivia.

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Milano: nasce “The Spot” il progetto di produzione pluriculturale artistica…

The Spot

“The Spot” è una “realtà” creativa specializzata in ambito musicale che segue lo sviluppo professionale di un’artista e che svolge una funzione aggregativa di player del settore.


La Mission di The Spot è portare a un livello successivo il tuo progetto artistico’
La prima proposta di valore del progetto è la costruzione di un “ecosistema” creativo che svolga qualunque tipo di servizio musicale necessario allo sviluppo professionale di un’artista (eccetto il ruolo di label) e che rappresenti un punto di riferimento anche per artisti emergenti.
E’ stato creato uno spazio
creativo che possa essere l’ “head quarter” di creativi e un punto di ritrovo per artisti di qualunque tipo, indipendentemente dall’età, sesso, etnia o genere musicale. Un punto di raccolta di player del settore che possa rappresentare per gli artisti coinvolti la loro “bussola” nel mercato musicale.
La location di The Spot prende vita in un luogo fisico sul territorio di Milano, al cui interno si trova lo studio di produzione e di registrazione, lo spazio fotografico, lo spazio adibito a ufficio per la parte gestionale, commerciale e promozionale e infine la zona living, oltre al locale cucina e sala riunioni.
Gli artisti che collaborano con The Spot potranno utilizzare questo spazio anche soltanto per aggregarsi con altri artisti o addetti ai lavori.


Lo spazio conta un totale di circa 150mq.
Il mercato a cui viene fatto riferimento è dato dall’unione del mercato musicale, unito al mercato dei creative media, unito alla ricerca musicale.
Innovazione, essere sempre un passo avanti alle aziende grazie al nostro framework flessibile ed in continuo cambiamento. The Spot accetta cryptovalute come  moneta di scambio.
Le dinamiche interne al gruppo si modificano di continuo per impedire un affossamento delle potenzialità.



The Spot è composto interamente e unicamente da un organico di ragazzi giovani e competenti, con l’obiettivo condiviso di puntare a una crescita collettiva nel settore di tutto il team.
Dal punto di vista sociologico, i giovani professionisti devono essere a loro agio nel contesto creativo progettato, devono avere la passione per la musica, un’ampia conoscenza del settore e molta voglia di emergere; ragazzi giovani ma talentuosi saranno più stimolati ed efficienti sul lavoro rispetto a professionisti già affermati, con ampi obiettivi professionali già raggiunti.
Nel team si trova la presenza di fonici, produttori, fotografi, videomaker, grafici, artists manager e responsabili della sezione promo e marketing.

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Intervista a Serena Fumaria :“Diventare coach: la crescita personale e il benessere”.

Serena Fumaria

Perché studiare per diventare un coach? Chi è questo professionista? Come aiuta le persone? Fa veramente la differenza?

Chiediamolo a Serena Fumaria, Coach, scrittrice e docente universitaria, e ai corsisti del suo nuovo Master in Mental Coach per l’università ISFOA che si è appena concluso.

1.Serena, questo percorso che la vede docente unica, permette agli studenti, oltre a implementare la cultura generale e comprendere maggiormente se stessi, di programmarsi alla professione di coach.

Quali sono gli sbocchi lavorativi che un coach professionista può avere?

La figura professionale del coach, è attualmente molto richiesta anche in italia. Anno dopo anno viene scoperta e compresa e acquisisce clientela.

Un coach professionista sostiene le persone nella crescita personale, professionale e relazionale.

Attraverso un sistema specifico di giuste domande, il cliente riscopre i suoi veri obiettivi.

Successivamente, con una strategia di gestione degli step intermedi per raggiungerlo, il coach lo sosterrà fino al successo. Questo permette al cliente di avere maggior autostima e implementare le sue performance.

La figura del coach è molto richiesta anche a livello aziendale.

Molte attività contattano un coach per migliorare le performance professionali e i rapporti interpersonali al fine di implementare i guadagni e raggiungere gli obiettivi comuni.

È una professione bellissima, che offre nuove opportunità sia al professionista stesso che a coloro, che evolve insieme al suo lavoro che per i clienti che lo contattano.

Avere un coach fa spesso la differenza tra il desiderare “qualcosa” e riuscire ad ottenerlo.

Lasciamo adesso la parola agli studenti:

1) Laura, Perché hai scelto di fare un Master in Mental Coaching? Quali erano le tue aspettative?

-La scelta d’affrontare un master in Mental Coaching, è stata dettata, senz’altro, dal desiderio di implementare la mia autoconsapevolezza ed il mio potenziale, individuare specificamente i miei obiettivi e rafforzare la volontà necessaria al loro perseguimento.

Le mie aspettative sono state abbondantemente soddisfatte, poiché,oltre alle strutture nozionistiche e agli strumenti pratici che questo percorso fornisce e potenzia, ho intrapreso uno straordinario viaggio introspettivo!

Ho regalato a me stessa nuovi “occhi” attraverso cui vedere, da diverse angolazioni, me stessa ed il mondo circostante.

(Laura Maria D’allura – giornalista)

2) Roberta, perché hai scelto proprio il percorso con Serena Fumaria e l’Universtita’ Isfoa?

-Ho scelto il percorso con Serena perché durante questi dieci meravigliosi anni nei quali ho avuto la fortuna di frequentarla, ho visto nascere e crescere in lei, attraverso le numerose tappe, la passione per questa professione.

Una passione che Serena, senza volerlo, ha saputo trasmettermi da subito, con quell’entusiasmo e quell’energia che le appartengono da sempre.

Un’esperienza, quella del master, che sento di consigliare a tutti,

Per me, ha rappresentato un’avventura meravigliosa, un’occasione di crescita personale davvero unica, sotto la guida di una docente di alto profilo professionale.

Ritengo che conseguire un master sotto l’egida di un Ateneo di prestigio internazionale abbia dato valore aggiunto ad un percorso che di per sé rappresenta un’eccellenza nel panorama della formazione di coaching.

Spero in futuro di poter nuovamente fruire di una formazione con questa Università, per il momento sono pienamente soddisfatta del traguardo raggiunto …ad maiora!!!

(Marta Roberta Tritto – asset manager)

3) Alessandro, Come ti sei trovato nella formazione? Era interessante?

-La formazione è stata molto interessante, ricca di contenuti formativi e al contempo utili per uso personale di crescita. Altissima Assistenza, contenuti spiegati in modo chiaro con slide esemplificative.

Grande componente aggiunta è la relazione con il gruppo “aula“ grazie ad esercitazioni comuni e sessioni ricche di pratica, confronto e crescita per un ottimale tirocinio interpersonale.

Lo studio è molto interessante e al contempo formativo.

Al termine del corso ci si sente più completi sotto diversi aspetti. La docente è sempre stata presente e attenta alle esigenze dell’alunno con immediatezza risolutiva e trascinante passione.

(Alessandro D’Herin – musicista )

4) Raffaella, il corso oltre a formarti ti ha dato modo di esercitarti e fare tirocinio, come ti sei trovata?

-Poter fare tirocinio e diverse esercitazioni durante la formazione è stata una componente di questo corso che è stata molto utile per poter sperimentare le tecniche studiate nei moduli e sul Manuale di coaching, scritto dalla nostra docente.

Confrontarmi con altre persone è stato utile e mi ha aiutato ad avere di molti spunti per un mio arricchimento.

Mi sono trovata molto bene, non è stato difficile organizzarsi e in aggiunta ho conosciuto persone nuove che sicuramente saranno dei colleghi/compagni di viaggio anche al di fuori di questo master.

(Raffaella Sauro – imprenditrice)

5) Maria Lucia, quali sono le caratteristiche per le quali questo corso è speciale secondo te? Perché lo consiglieresti a un amico?

-Questo master è stato una sfida contro le mie incertezze chiuse nella comfort-zone di atteggiamenti mentali. Lo definisco un viaggio verso studi e approfondimenti riguardo temi che mi hanno aperto gli occhi e affascinata circa gli aspetti del comportamento umano.

L’aiuto per la crescita personale è il dono più grande che questo master offre, insieme alla gestione ottimale di quei sogni che diventano concreti.

Consiglierei questa esperienza, con la stessa docenza, di Serena Fumaria, per il livello di assistenza che ha offerto e la serietà universitaria con cui mi ha guidata, durante l’intero studio, a trovare l’equilibrio interiore di cui avevo bisogno.

Inizialmente, creare esercitazioni insieme è sembrato particolare, ma per empatia è nato un rapporto immediato che ci ha permesso di scoprire la ricchezza dei valori di ognuno.

Sono convinta che se non si ha la conoscenza, prima, di se stessi non si potrà mai aiutare, motivare a una rinascita il prossimo.

(Maria Lucia Gabrieli – Gestione)

6) Isabella, come ti ha cambiato questa formazione?

-Questa formazione è stata fondamentale per apprezzare me stessa,nel qui e ora,con le mie potenzialità,i miei pregi,i miei desideri ,le mie creatività e nel far si che mi concentrassi in maniera mirata è consapevole nel raggiungimento dei miei obiettivi.

Ho aumentato autostima e fiducia in me stessa.

Quindi direi che è stato un grande passo verso una mia evoluzione, perfetto per permettermi di migliorare le mie relazioni e le mie capacità nell’affrontare dei problemi. (Isabella Bechi Campriani- Formazione)

7) Maria, cosa desideri fare delle tue competenze, ora che hai concluso il corso?

-Desidero accompagnare le persone che ancora non sono in grado di vedere il proprio potenziale, a conoscersi meglio e ad avere la consapevolezza di quanto valgono, per sfruttare al meglio il loro pieno potenziale.

Desidero accompagnarle a sentirsi ogni giorno sempre più forti, autonome e dipendenti solo da loro stesse, senza avere influenze esterne.

Desidero accompagnarle ad amarsi incondizionatamente, a rispettarsi e a trovare gli strumenti interni per superare gli ostacoli così da renderle persone indipendenti, forti, coraggiose e con fiducia in loro stesse. Insomma… voglio diventare un Coach!

(Maria Messina- Commerciale)

Per informazioni

www.serenafumaria.com

mastermentalcoach@gmail.com

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Attualità

Non c’è niente nei file che Karol Wojtyła abbia cercato di nascondere!

Karol Wojtyła

La curia di Cracovia in difesa del buon nome di Giovanni Paolo II: “a tutti coloro che non comprendono il nostro attaccamento a S. Giovanni Paolo II, affermiamo: è impossibile sminuire il bene che è avvenuto grazie a lui, e solo Dio sa quanto di questo bene rimane nascosto nell’intimo del nostro cuore e della nostra coscienza” nel comunicato del metropolita di Cracovia (la curia), che sarà letta domenica nelle chiese dell’arcidiocesi. Il caso è legato alla trasmissione di un servizio dell’emittente TVN24 “Franciszkańska 3”, in cui, Karol Wojtyła è stato accusato di essere a conoscenza dei crimini di preti pedofili e di aver coperto questi scandali in diversi casi.

Di seguito il testo integrale del messaggio:

COMUNICAZIONE DELLA CURIA METROPOLITANA DI CRACOVIA AI FEDELI DELL’ARCIDIOCESANO DI CRACOVIA

Ai cari fedeli, che potrebbero sentirsi preoccupati per le informazioni che appaiono nello spazio pubblico sulla storia recente dell’Arcidiocesi di Cracovia, vorremmo presentare quanto segue:

L’Arcidiocesi di Cracovia resta infinitamente grata a Dio e orgogliosa della grande moltitudine dei soui veri pastori, che da secoli la presidiano, tra i quali il primo risulta essere il Cardinale Karol Wojtyła – Sant Giovanni Paolo II. Molte sue decisioni, soprattutto quelle di carattere pastorale, hanno ancora orientano la vita della nostra comunità diocesana. Il debito contratto da generazioni di cracoviani e polacchi, riconquistando grazie a Lui libertà, anche in campo internazionale, e dignità, anche in relazione alla giusta comprensione della nostra natura fisica e spirituale, possiamo ripagare con grata memoria, amore per ciò che lui ha lasciato come studio dei suoi insegnamenti.

A tutti coloro che non comprendono il nostro attaccamento a S. Giovanni Paolo II, affermiamo: è impossibile sminuire il bene che è avvenuto grazie a lui.

Il bilancio della vita e dell’attività dei vescovi della Chiesa, appartenenti in senso stretto alla Santa Sede, è stato fatto anche nell’arcidiocesi di Cracovia nel contesto storico.

Ciò è stato possibile grazie all’assiduo lavoro di specialisti in vari campi utilizzando le risorse dell’Archivio della Curia Metropolitana di Cracovia, operando secondo le disposizioni del diritto comune e canonico.

Questo lavoro scrupoloso di un gran numero di persone qualificate è stato e continuerà ad essere la base della ricerca storica critica basata su materiali originali.

D’altra parte, è difficile chiarire i tentativi osservati di recente di impersonare nervosamente il lavoro dei ricercatori, per strappare frammenti di informazioni usando metodi ingannevoli e usarli in modo non professionale, per definirla un’analisi affidabile e profonda del problema che tutti si aspettano.

Va sottolineato che durante la perquisizione ad casum dei fascicoli personali dei sacerdoti, i cui nomi compaiono nell’ambito di casi di reati sessuali commessi in passato nella comunità dell’Arcidiocesi di Cracovia, non è stato trovato alcun documento che possa attestare la veridicità delle gravi accuse attualmente mosse contro alcuni vescovi della Chiesa di Cracovia.

Questa dichiarazione non è ancora un verdetto finale. Tuttavia, è sicuramente la più preziosa delle cosiddetto prove, sotto forma di frammenti di fascicoli, creati per le esigenze dell’apparato criminale del potere comunista, conservati negli archivi dell’Istituto di memoria nazionale.

Nei materiali dell’Archivio della Curia Metropolitana di Cracovia si richiama l’attenzione su alcune circostanze che provano la notevole sensibilità degli allora superiori ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Cracovia al problema degli abusi sessuali da parte del clero, allora non così a fondo compreso com’è oggi.

Nel caso di p. Józef Loranc negli anni ’70 fu processato senza indugio dal Tribunale che lo condannò, separandolo a vita dal ministero dai bambini. Nello stesso periodo, p. Eugeniusz Surgent per esami psichiatrici e psicologici, che a quel tempo non sembravano affatto scontati.

Alla fine, non gli è stato permesso di continuare il suo ministero nell’arcidiocesi di Cracovia. In molte situazioni, una gravità simile, l’ambiguità e la disciplina da parte delle autorità ecclesiastiche nei confronti del clero potrebbero diventare, ad esempio nella vicenda di p. Anatol Boczek, il motivo dei loro tentativi di vendetta sotto forma di false denunce presentate agli ufficiali del servizio di sicurezza.

Come giustamente viene sottolineato, nell’analisi dei casi di delitti commessi da ecclesiastici contro il 6° Comandamento del Decalogo, la massima attenzione va prestata alle vittime dei loro torti. Indipendentemente dal fatto che l’autore della violenza sia vivo o sia già morto, la comunità dell’Arcidiocesi di Cracovia, ispirata dall’esempio di sensibilità e cura per i più deboli da parte del suo Pastore più insigne di tutta la storia, cerca di circondare i feriti con il necessario supporto in vari modi. In primo luogo, contrariamente a quanto sostenuto dai critici, viene coerentemente attuata la modalità di ricezione delle denunce di abusi, comprovata nella pratica, nonché di presa di contatto con le persone offese, assicurandone la riservatezza e l’assistenza professionale. Convinti della necessità di aiutare le persone che subiscono violenze sessuali non solo da parte del clero.

Grato per ogni testimone della grandezza di S. Giovanni Paolo II, vi invitiamo ad esprimergli il nostro amore fedele nell’anniversario della sua morte, avvenuta il 2 aprile di quest’anno. sotto la Finestra Papale a Cracovia durante la tradizionale veglia, che avrà inizio alle 20.00.

San Giovanni Paolo II il Grande – prega per noi!

Fr. Łukasz Michalczewski

Direttore dell’Ufficio Stampa dell’Arcidiocesi di Cracovia

In collaborazione con Pressmania

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Attualità

Buon viaggio….

Ivan Damiano Rota

Quanto spesso parla, di continuo parla, la Carla!

Ti stupisce, ti stordisce: cara, buona e generosa,

antica rosa.

vitale ed orgogliosa, ti guarda con occhi di cielo, lo fa davvero,

con sorriso scaltro, intelligente e sincero.

M. G.

Non ci sono parole che possano raccontare l’abbandono….

Non c’è un’età nella quale il dolore è più sopportabile….

Non si è mai pronti a riconoscere che non ci sarà più un punto cardine della nostra vita

Ricordare il sorriso, gli abbracci, le lacrime aiutano a creare quell’immagine che si chiama anima e mai ci lascerà

Buon viaggio…..

A.M.

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AttualitàModaspettacolo

Gian Maria Sainato non smette di stupire.

Gian Maria Sainato

Pedro Almodóvar lo chiama.

È stato contattato per il prossimo film del grande regista spagnolo per interpretare la parte di se stesso nel film che parlerá del mondo dello web.

E ora é stato scelto come concorrente dell’ Isola dei Famosi.

Lo ammireremo con la sua bellezza, la sua ironia e i suoi bicipiti possenti.

Stiamo parlando di Gian Maria Sainato ,26 anni, influencer di moda e lifestyle, modello, imprenditore digitale e offline, attore, personaggio tv.

Milanese d’adozione da quasi 10 anni, Gian Maria  è arrivato giovanissimo dalla baia di Sapri a Milano.

Diventato fin da subito molto popolare nella città della moda, una vera e propria celebrity. Invitato ai party più esclusivi , presenza fissa ai grandi eventi.

Esattamente 10 anni fa è stato uno dei primi Fashion Blogger ad approdare sui social media, ad oggi conta quasi 600.000 followers su Instagram e 300.000 su Facebook.

Tutt’oggi è uno degli Influencer più famosi e quotati in Italia ma anche in Europa non poteva non approdare anche sul nuovo social dei giovani, Tik Tok, dove, in brevissimo tempo  i suoi video sono già visualizzatissimi nei trend con centinaia di migliaia di views.

Amico di varie star Internazionali, molti i gossip che lo hanno legato a flirt con famosi nomi tra cui Simon Nessman, Gabriel Garko, Roberto Bolle, Tommaso Zorzi, Marco Mengoni…

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