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Redazione

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La Moda verso nuovi orizzonti a cura di Elisabetta Baou Madingou

Elisabetta Baou Madingou

Se la moda è per antonomasia anticipatrice di tendenze, cambiamenti e nuovi orizzonti, le conseguenze del terremoto che la pandemia ha causato alla moda stessa ci fanno scorgere lampi del nostro futuro come attraverso una palla di vetro…
La prima impressione è una totale mancanza di senso o significato nell’ostinarsi a mantenere lo schema delle fashion week come se dovesse realmente cambiare qualcosa nel mondo reale.

Dal momento che si tratta ormai soltanto di show virtuali, che possono essere svolti/registrati in qualsiasi location e mandati in streaming in differita o in diretta mentre il pubblico, di qualunque genere si tratti, è a casa propria, in tuta davanti ad uno schermo blu, perchè vige ancora l’obbligo di rispettare le scadenze del passato..?

Cosa cambia per le metropoli che un tempo le ospitavano ed in una settimana raggiungevano i massimi livelli di traffico, eventi, iniziative, ristoranti pieni, boutique affollate, alberghi fully booked, taxi introvabili, mostre d’arte i cui biglietti andavano esauriti come ad un concerto, star, addetti ai lavori, studenti, turisti, curiosi, appassionati e residenti apparentemente insofferenti a tutto il fashion circus ma che adesso vorrebbero che anche soltanto un frammento di quella frenesia tornasse a far resuscitare le nostre città fantasma, vuote e pericolose, le cui luci si sono spente da quasi un anno..?

Assolutamente nulla. Da questo vecchio calendario non è mai dipeso neanche il ciclo produttivo delle aziende manifatturiere dei vari marchi, che hanno sempre seguito una programmazione diversa, per cui il giorno della sfilata rappresentava la conclusione di un lavoro iniziato mesi prima che si apprestava ad essere distribuito e consegnato nel mondo nel giro di poco tempo.
Deve essersene accorto anche Tom Ford, che a poche ore dalla presentazione digitale che avrebbe dovuto avere “luogo” questa stasera, ha comunicato l’abbandono della New York Fashion Week mentre verrà condiviso un look-book della collezione il prossimo 26 febbraio. Un cambiamento repentino, giustificato adducendo “circostanze impreviste legate al Covid-19”, ma che aggiunge un ennesimo tassello alla progressiva disgregazione del sistema: se le fashion week non hanno più ragione di esistere, anche le sfilate non se la passano molto bene…In questi mesi di transizione le passerelle sono diventate degli spettacoli di dieci minuti che ricordano i videoclip di MTV degli anni ’90, mentre passavano a ripetizione tra una piattaforma ed un’altra il giorno del lancio, per poi essere rapidamente sostiuiti dalla hit successiva. E’ però evidente che le uniche impressioni virtuali che si traducono in un dato di realtà in materia, nascano dalle centinaia di pseudo sfilate che quotidianamente vengono messe in scena sui vari account Instagram.

Non abbiamo più bisogno di vedere quel determinato abito indossato da una modella x nel veloce passaggio in passerella, preferiamo scorrere i look post dopo post sulle nostre celebrities ed influencers preferite. I contenuti brandizzati generano milioni di interazioni, propagandosi come un’onda che raggiunge potenziali clienti a distanze che sarebbero irraggiungibili per il classico fashion show.
Il virtuale è il nuovo territorio vergine, aperto all’espansione e allo sfruttamento, di cui il sistema moda si è accorto per primo e in cui sta prosperando con margini di crescita esponenziali. Sfilate e fashion week non vi si possono adattare perchè rappresentano gli ultimi scampoli di una modalità di lavorare nata nel mondo della realtà e di cui avevano esaurito le risore già prima della pandemia.


Mentre la NYFW si riduce a quattro giorni di eventi digital dove mancano tutti i grandi nomi che hanno mantenuto alta la bandiera a stelle e strisce, da Marc Jacobs a a Ralph Lauren, passando per Michael Kors fino a Mr Ford,

Londra segue la scia quasi scomparendo dai riflettori per mancanza di nomi di richiamo, mentre Milano e Parigi sembrano voler mantenere il timone nella tempesta, con alcuni show fisici alternati a quelli virtuali. Senza dubbio peserà l’assenza di grandi firme come Gucci, Versace, Saint Laurent, Balenciaga ed Alexander McQueen, segnale inequivocabile di un cambiamento di rotta definitivo.
Elisabetta Baou Madingou

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Musica

Il Vuoto Temporaneo e “Apparente” di Max Rasa, nuovo singolo per il cantautore veneziano

Max Rasa

Mai come in questo momento, il nuovo singolo di Max Rasa pare essere vero e utile.

Nelle note romantiche ma forti, nella melodia tra il tradizionale e il rock lento, nella voce profonda e toccante del cantautore, la canzone trova lo stesso coraggio dell’artista, esorcizzando – ma soprattutto sfidando – la malattia. 

Max, che è stato realmente in sala operatoria per un tumore, approda al mercato discografico con un brano tutt’altro che commerciale ma immediato e orecchiabile.

Ce la si può fare, esiste un’energia superiore chiamata VITA. Questo il senso del bellissimo messaggio che, in tale momento storico, pare dover diventare un mantra così che la malattia ti faccia sentire e vedere il tempo non più come una muraglia invalicabile, ma solo un intervallo di “vuoto apparente”.

Al brano hanno partecipato Michele Bonivento (arrangiatore, produttore e keyboards), Stefano Ottogalli (chitarra), Paolo Andriolo (basso) e Vincenzo Tosetto (attore nel videoclip). Realizzato nello studio Good Wind Music, il videoclip è stato prodotto da Pietro Vettore.

Note biografiche

Veneziano, è un cantante e autore di canzoni. 

Lui dice di sé: “Non vivo di musica, ma la musica è la mia vita”

Attualmente è il front man della “Cani Bastardi Band, con un progetto pop rock, finalisti quest’anno (2021) di Sanremo Rock e Trend Festival che si terrà al teatro Ariston di Sanremo. Collabora con il noto musicista Michele Bonivento il quale è suo arrangiatore e produttore artistico ufficiale. Ama scrivere poesie e pensieri che lo aiutano poi, attraverso la composizione a trasformare un’idea in una canzone.

Ufficio Stampa LC Comunicazione tel. +39333 7695979

contatti.lccomunicazione@gmail.com

www.lccomunicazione.com

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AttualitàModa

Laura Franceschi: Mamma Manager e Influencer quasi per caso.

Laura Franceschi

La storia di Laura Franceschi è una storia interessante da raccontare, e decisamente in linea con i nostri tempi “ DIGITALI”, per questo abbiamo deciso di intervistarla

Il tuo primo contatto con la moda?

Il mio primo contatto con la moda è con la moda bimbo 5 anni fa, essendo stata per 5 anni mamma manager dei miei due bimbi gemelli modelli internazionali. La moda non è solo ciò che si vede in passerella, ma anche tutto ciò che avviene dietro le quinte, ore di preparazione, prove, trucco e parrucco e cambio outfit rapidissimo, in 5 minuti tra un’uscita e l’altra. Un mondo veramente affascinate se pur impegnativo sul set.

Quando hai deciso di entrare nel mondo del web per promuovere prodotti?

Sono entrata nel web 5 anni fa, abbastanza lentamente perché con sono molto portata per tecnologia e sempre per promuovere l’immagine dei miei figli, sponsorizzando quasi principalmente brand kids.

Abbiamo fatto anche televisione, partecipando i miei bimbi a diversi spot televisivi, e ad alcuni film, due per i quali hanno partecipato due anni consecutivi al Festival del Cinema di Venezia.

Io ho partecipato a Hair Master 2 anni fa come protagonista principale.

Il tuo primo servizio fotografico?

Il mio primo servizio fotografico, pubblicato poi sui social, è abbastanza recente, l’ho fatto l’estate scorsa.

Ero abbastanza incerta sul farlo, avevo tantissimo desiderio di provare, ma anche qualche insicurezza, infatti l’ho posticipato un paio di volte.

Poi in realtà, quando sono riuscita a farlo è stato davvero una grande sorpresa e una rivelazione per me: innanzitutto mi sono divertita tanto mettendomi in gioco e una volta finito ero felice e soddisfatta. Sul set sono stata bene e sto bene ogni volta che scatto, provo felicità, mi sento libera.

Alcune delle foto del primo servizio fotografico mi piacciono moltissimo, ho rivisto me stessa come era da molto che non mi vedevo (è stato come vedere una persona della quale conosci tutto, ogni singola emozione, ogni singolo pensiero, ogni singolo sguardo; in questo senso è stata anche un’esperienza introspettiva) e mi sono vista come mi possono vedere anche gli altri.

Dopo un paio di settimane ho fatto subito un secondo shooting.  

Cosa vuoi trasmettere attraverso la tua scelta di entrare personalmente nel mondo dei testimonial?

Diventare testimonial, e non mi riferisco a prodotti di mass market, è per me un ruolo importante e di fiducia reciproca con i brand, molti dei quali sono di nicchia e luxury.

Metto a disposizione la mia professionalità, che molte altre colleghe influencer/blogger non hanno.

Io sono una commerciale con 20 di esperienza; diplomata in Ragioneria nel 1991, mi sono occupata poi di import export per un lungo periodo, gestendo diverse aziende e viaggiando per mezza Europa.

Per quanto riguarda il settore beauty il mio plus è un diploma e una specializzazione in operatore del benessere settore estetico conseguiti nel 2007-2008.

Considero la professionalità indispensabile nei social così come in qualsiasi altro ambito; Sono tanti i riscontri positivi in questo senso, ricevo complimenti quasi quotidianamente e mi è anche capitato di recente che un’azienda ha rifiutato la collaborazione dicendo che il suo prodotto non era all’altezza della mia galleria.

La mia galleria nasce come impostazione posso dire per caso, nel senso che mi rappresenta, parla della mia personalità, parla del mio carattere, parla del mio essere anche donna.

Il fatto poi che molti siano i riscontri che la definiscono sobria (non eccessiva), elegante e raffinata mi fa un grande piacere perché significa che sono riuscita a trasmettere esattamente ciò che sono; mai avrei pensato che venisse notata e apprezzata così tanto. Questo significa per me che per essere notati a volte basta essere se stessi.

Come donna è anche questo che voglio trasmettere alle mie followers che su IG sono il 76%  del mio pubblico e tra l’altro di fascia d’età più giovani di me: “credete in voi stesse” e “siate quello che siete dentro”.

Voglio trasmettere determinazione “se vuoi, puoi.” e positività “never give up”.

Io sono fondamentalmente una persona semplice, amo le cose semplici e le persone alla mano; cresciuta in una famiglia autoritaria, ho studiato in collegio e ho sempre lottato e lavorato sodo per tutto ciò che mi sono prefissata di raggiungere, testarda e determinata. Sempre.

Nel mio profilo in tutto questo anno di pandemia, per scelta, non ho mai scritto un post o un caption riguardante il virus (anche il mondo dei social ne è attualmente ancora saturo) nonostante abbia perso il papà perché con la scusa del virus, avendo lui altra patologia, non l’hanno curato.

Voglio assolutamente mantenere nei miei profili social una linea positiva, considerando le lamentele inutili e il dolore un sentimento profondamente personale e soggettivo.

Com’è cambiata la moda con l’avvento dei social?

La moda con i social è sicuramente più seguita, vediamo le collezioni di tutte le maison comodamente dal divano di casa nostra. Da dire che sicuramente certe linee sono studiate esclusivamente per le campagne, poi personalmente non mi è mai capitato di vedere live certi look stravaganti.

Io non sono stravagante e non amo gli eccessi.

Mi racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso

Una cosa divertente che mi è capitata sul set della trasmissione televisiva Hair Master, è che sono stata selezionata, io ero convinta come comparsa o figurazione speciale, in realtà una volta arrivata sul set mi comunicano che ero io la protagonista principale della puntata. Esperienza top, perché per me come protagonista era la prima volta, ma avendo moltissima esperienza sul set con i miei figli, ero assolutissimamente a mio agio e preparata.

Avere l’attenzione esclusiva di tutta la produzione per tutto il pomeriggio e in più con l’effetto sorpresa, mi ha fatto sentire star per un giorno. Davvero un’esperienza super.

Come scegli un prodotto da proporre?

Per la scelta del prodotto da proporre evito il mass market e cerco generalmente prodotti non molto sponsorizzati dalla fascia media delle blogger/influencer, linee luxury e di nicchia e premiate nel loro settore, per quanto possibile; di recente sono stata la prima wine blogger italiana (grande soddisfazione) di una famosa cantina portoghese pluripremiata a livello mondiale.

Che rapporto hai con i followers?

Con i miei followers ho un buon rapporto, cerco di essere disponibile e collaborativa. Su IG il 76 % sono donne, mentre su FB ho anche molto maschi, tutti rispettosi e che oltre al complimento composto non vanno.

Grazie Laura per il tempo che ci hai dedicato

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AttualitàFood & Beverage

Nuovi sbocchi commerciali per i piccoli e medi produttori italiani IL CONSORZIO GSL PONTE PER IL FOOD MADE IN ITALY NEGLI EMIRATI ARABI

La via dei Sapori Regionali


“La via dei Sapori Regionali” un progetto che nasce per l’esportazione di
prodotti del settore agro alimentare
Nell’anno dell’anniversario dei 30 anni GSL Export lancia un nuovo ambizioso progetto: unire i
migliori produttori di tipicità regionali italiane alla conquista del mercato
degli Emirati Arabi.

La sede operativa è a Dubai, la porta commerciale al mondo arabo.


Dopo tre decenni di successi occupandosi di supportare le aziende della piccola
e medio impresa metalmeccanica nello sviluppo del loro business nei mercati
internazionali, GSL Export, consorzio senza scopo di lucro, inaugura la
divisione Food. Le esperienze fatte dirette e indirette nel settore primario si
basano su un centinaio di soci, il cui indotto rappresenta il tipico esempio della
PMI italiana.
L’ente propone ai produttori un accordo grazie al quale le aziende potranno
sfruttare una struttura locale già rodata per la distribuzione dei prodotti
all’estero degli associati. L’obiettivo è un’azione commerciale finalizzata
all’internazionalizzazione dell’azienda che per questioni di costi e di tempo in
autonomia non riuscirebbe a sviluppare.
“Vogliamo portare sulle tavole degli Emirati le tradizionali, genuine e
autentiche eccellenze agroalimentari dei produttori locali di tutte le regioni
d’Italia. Ci rivolgiamo a quelle aziende che abbiano uno spirito orientato al
futuro con un’ambizione di crescita volta al raggiungimento di obiettivi
concreti. Il requisito minimo è che le aziende possiedano un packaging
adeguato alle normative vigenti nel Emirati, ma l’idea sarà replicabile anche
in altri mercati internazionali – dichiara il presidente, Cinzia Cagliani, –


Elemento di successo di questa operazione è da un lato la qualità dei prodotti
selezionati e dall’altro il fatto che i prodotti saranno venduti ad un prezzo
congruo, ma senza tutti i passaggi di gestione che riducono gli utili al
produttore. A supporto dell’iniziativa saranno utilizzati i decreti Legge Cura
Italia, di cui siamo in attesa della nuova apertura bando.”
Questo progetto si articolerà anche nella pubblicazione di un portale e-commerce che contribuirà alla distribuzione dei prodotti delle aziende italiane
associate fino a creare un vero e proprio “market place” con magazzino in comune.
Per maggiori informazioni,

info@gslexport.it

Comunicato segnalato da Ufficio Stampa MBComunicazione

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AttualitàMusica

Greta Lamay e Nando Bonini uniti ne “la luce dell’amore” per “gli amici di Davide”

Greta Lamay

È uscito il 21 febbraio 2021 un progetto musicale a scopo benefico che vede coinvolta la giovane cantautrice Greta Lamay insieme a Nando Bonini, lo storico chitarrista di Vasco Rossi, Franco Bontempi, Marco Maggi, Massimo Bagnardi e Andy Ferrera.

Dopo aver conosciuto Greta Lamay durante un intervista alla giovane cantante Nando  ha deciso di affidarle questo progetto.

Una canzone arrangiata da  grandi musicisti ed interpretata dalla splendida  voce di Greta dal titolo “La luce dell’amore”.

Lo scopo dell’associazione  è quello  di aiutare tanti altri ragazzi con disabilità come Davide a trovare persone volontarie che possano aiutarlo, seguirlo e donargli una vera e propria famiglia e fargli sapere che non sono soli.

L’associazione ha trovato una casa, grande, immersa nel verde, nella comunità parrocchiale di San Ruffino, qui sarà possibile  accogliere Davide con i suoi amici insieme alle loro famiglie, che potranno vivere una accanto all’altra  per confrontarsi, aiutarsi, condividere gioie e dolori, dare un futuro ai loro ragazzi. In poche parole ‘volersi bene’.

La casa però, ha bisogno di essere ristrutturata e adattata alle nuove funzioni di comunità della condivisione solidale.

Per farlo servono l’aiuto di tutti, tante risorse, famiglie disponibili a vivere questa esperienza comunitaria, e soprattutto tante persone disposte ad aggiungere il loro calore e affetto a Davide e ai suoi amici

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Attualitàviaggi

Federica Xotti, Founder di www.travelliamo.me

Federica Xotti

Federica Xotti alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Un amore sviscerato per i viaggi, che ha saputo trasformare in professione,

Abbiamo fatto qualche domanda a Federica per conoscerla meglio

Il tuo primo viaggio?

Come ho scritto nel mio libro “Il mio mondo è a colori” (2020, Eretica Edizioni), ho provato l’esperienza di un viaggio aereo piuttosto tardi nella vita, se consideriamo che poi tutto ciò è diventato col tempo il mio pane quotidiano.
Era il 2010, due settimane circa dopo essere diventata maggiorenne e la destinazione fu l’Egitto, il mio amatissimo Egitto, Paese che poi ho avuto modo di visitare per ben 10 volte – in lungo e in largo – e che ha assunto inevitabilmente un valore importante nel mio percorso sia personale che professionale.
Fu una vacanza di una settimana, in una nota località del Mar Rosso. Fu lì che sperimentai, inoltre, il mio primo snorkeling fra la barriera corallina (una passione che poi mi ha accompagnata ovunque, dai Caraibi alla Polinesia, dal Sud Est Asiatico all’Oceano Indiano) e in cui scoprii per davvero l’immensa gioia, soddisfazione e benessere che mi procurava – e mi procura tutt’ora – viaggiare e scoprire il mondo.


Quando hai deciso che viaggiare sarebbe diventato un lavoro per te?

Non so dire se l’ho proprio deciso ma so di per certo che l’ho tanto desiderato. Lo sognavo già da principio, quando ancora i social non c’erano, il digital marketing era un’utopia e vivere di blogging pareva folle.
Io però ci credevo, c’ho sempre creduto e mi sono impegnata molto per far diventare tutto ciò una piacevole realtà. C’è voluta anche un po’ di fortuna – certo – e sicuramente l’evoluzione della comunicazione e del web hanno giocato a mio favore ma ora, lo ammetto, mi capita di guardare con il sorriso chi al tempo mi derideva un po’, considerandomi solo una sognatrice.

come scegli i luoghi di cui parlare?

Spesso, per il tipo di attività che svolgo, sono i luoghi stessi a scegliere me, o meglio le realtà con cui collaboro in loco come gli enti del turismo, i tour operator e le strutture alberghiere che decidono di avvalersi della mia attività per promuovere il territorio e i servizi offerti.
Ed è così che mi sono trovata a viaggiare nei quattro angoli del globo, fino a Tahiti per celebrare il 50esimo anniversario dalla costruzione del primo overwater bungalow e poi tra i freddi paesaggi della Patagonia Cilena, provando l’esperienza di una crociera fra i ghiacciai della Terra del Fuoco fino a Ushuaia, la città argentina più a Sud del pianeta.
Per questo e per molte altre avventure ringrazio quotidianamente il mio lavoro che mi ha consentito e mi consentirà – pandemia permettendo – di vivere esperienze uniche, che mai avrei immaginato.

Come scegli le aziende da promuovere?

Ricevo abitualmente proposte e idee di collaborazione e quella che svolgo è una selezione piuttosto attenta. Mi focalizzo certamente sulla serietà dell’azienda stessa e sui suoi valori ma anche rifletto su quanto ciò che propone possa essere interessante per il mio target di pubblico. Cerco di viaggiare sempre su una lunghezza d’onda coerente con me stessa e con il mio stile perché, per quanto i social non siano ovviamente il perfetto specchio della realtà, a parer mio l’essere se stessi porta a vincere sempre, ad entrare per davvero nel cuore del pubblico, che finisce poi per affezionarsi e fidarsi per davvero. Ed è bello che sia così.

un aneddoto che ricordi con piacere?

Di ricordi di viaggio meravigliosi ne ho davvero valigie piene. Ogni esperienza è a sé, ogni partenza come un nuovo inizio.
Un momento particolarmente divertente e simpatico successe in Thailandia quando, nel pieno della China Town di Bangkok – fra l’altro sgranocchiando larve fritte – mi trovai a scambiare quattro chiacchiere con una famiglia statunitense per poi scoprire, per puro caso, che si trattava dei genitori di Hanna, un’exchange student americana che conoscevo benissimo in quanto frequentavamo insieme lo stesso liceo a Udine.

È lì che mi sono detta per davvero: “Caspita quanto è piccolo il mondo!”.

che rapporto hai con i followers?

Con le persone che mi seguono, specie con quelle che sono solite interagire abitualmente con i miei contenuti, sviluppo spesso un piacevole rapporto di confronto e scambio di idee. Trovo sia arricchente, anche da parte mia, avere l’occasione di essere ascoltata da tanta gente e, al contempo, aver modo anche di sentire il loro punto di vista, che sia su argomenti più seri o su frivolezze.
È bello sapere che si fidano di me, che mi apprezzano e, se necessario, che mi supportano.
Sento molto affetto intorno, lo percepisco sempre, a volte anche in maniera molto forte come quando, circa un mese fa, ho perso all’improvviso mio madre. In quell’occasione è stato per me importantissimo il sostegno dei miei follower, sentire la loro vicinanza, le loro parole di conforto: come una sorta di mega abbraccio virtuale che m’ha scaldato il cuore.

Un luogo che ricordi con il sorriso?

Molti, forse tutti.
Sicuramente un Paese in cui ricordo tanta accoglienza, spensieratezza e – dunque – sorriso è il Senegal. Ho avuto modo di tornarci due volte, per due esperienze itineranti assolutamente meravigliose in collaborazione con l’ente del turismo. In quell’occasione non ho solo potuto scoprire una destinazione stupenda, ricca di meraviglie, ma anche di conoscere tante belle persone, quelle che viaggiavano con me (fra giornalisti e agenti di viaggio) e quelle locali, i senegalesi, un popolo di cuore.
Ci tornerei anche domani!

www.travelliamo.me

È uscito il 7 ottobre 2020, nelle librerie e online, “Il mio mondo è a colori”, il primo libro scritto da Federica Xotti edito da Eretica Edizioni.
Un desidero che si realizza, un lavoro ma anche un sogno che ha preso forma col tempo su carta e inchiostro .

Grazie Federica

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Moda

Intervista a Enrica Benedetta Vadalà, Fashion Designer Founder di Enrica BV

Enrica BV

Enrica Benedetta Vadalà dopo anni di studio e gavetta presso grandi firme, nel 2017 decide di creare la sua prima linea di abbigliamento donna con il marchio Enricabv.

Primo incontro con la moda ?

A 11 anni! Ero andata con mio padre a visitare l’atelier di una sua amica e poi tornando a casa per la prima volta mi raccontò che da ragazzo aveva conosciuto Gianni Versace ( siamo entrambi di Reggio Calabria ) perché per un periodo erano nella stessa comitiva e che lui era anche andato a casa sua! Abbiamo ancora oggi le poltrone dove si è seduto, ahah! Da lì è iniziata la mia passione per il disegno di moda.

Poi il vero mondo del fashion system l’ho conosciuto trasferendomi a Milano a 18 anni per frequentare il corso di Fashion Design presso l’Istituto Marangoni e lavorando per 4 anni nei backstage delle sfilate come capo-vestiarista.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Il talento non basta mai, bisogna sempre studiare,  aggiornarsi e migliorarsi. Il mondo cambia velocemente e bisogna stare al passo con i tempi. Questo vale sia per le modelle che per gli stilisti.

Ovviamente per una modella il bell’aspetto conta, ma se non si studia il portamento, il modo giusto di posare per esaltare l’abito, si rimane bellissime  ma con poco lavoro.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Si, la devi conoscere. Un conto è esprimere un parere personale in base al proprio gusto, un altro è parlare di tutto ciò che riguarda la moda a livello professionale, bisogna sapere esattamente di cosa si parla. Quindi in base alla mia esperienza, bisogna prima studiare il passato e poi vivere il presente, immergersi in questo mondo e lavorarci.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

ENRICA BV è un brand d’abbigliamento donna per occasioni, dal cocktail dress, al party dress fino all’abito da sera, quindi traggo ispirazione principalmente dalla luminosità e dall’allegria del sud Italia!

I miei abiti hanno colori vivaci, stampe fresche e sono pensati per le socialité, donne dinamiche, solari e ricche di impegni.

A questo mood generale accosto spesso l’arte, cantanti che hanno segnato un epoca in fatto di stile, un po’di storia, mitologia e poi i viaggi che mi hanno colpito particolarmente.

Perché non esistono più le TOP ?

Le top model non sono sparite, sono semplicemente più raggiungibili grazie ai social.

Quando Gianni Versace le inventò erano prima di tutto una novità e poi erano avvolte dal mistero, perché vi era solo la stampa o i paparazzi a fotografarle. Oggi invece possiamo vedere tutto di loro e non sono più un qualcosa di mai visto prima.

Ma ci sono eccome!

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Più che aneddoti ho tanti bei ricordi, soprattutto durante gli anni di studio.

Ricordo quando il mio appartamento si trasformava in una comune prima degli esami, senza orari di pasti e di sonno.

Quando lavoravo alle sfilate ed avevo accesso ai rispettivi party, ho potuto conoscere moltissimi stilisti, modelli e modelle.

Poi sono arrivate le soddisfazioni professionali che ti danno più di un sorriso! Dai primi lavori in aziende e studi stilistici tra Milano e Londra, fino alla creazione del mio brand, ENRICA BV ed alle pubblicazioni su Vogue.

Quanto contano i social oggi  nel mondo della moda?

Tantissimo!!! Instagram soprattutto. Sono strumenti molto potenti, fanno pubblicità, creano community, influenzano gli acquisti, fidelizzano le clienti e vendono prodotti.

Come azienda o professionista, non si può non essere presente sui social.

Che cosa è per te la moda?

Se penso a questa parola, la mia primissima associazione mentale è con il disegno di abiti. Perché è questo che faccio e per la quale sono portata. La moda è costruzione di un capo, è ideare, inventare, esprimersi! E’ specchio della società ed è anche libertà nel vestirsi. E’ vero che esistono le tendenze, ma sei tu, con la tua personalità, a scegliere cosa indossare ed in che modo. E’ libertà di espressione.  Ed infine, è un settore che dà lavoro a moltissime persone e speriamo tutti in tempi migliori.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perché?

Gianni Versace in primis, è il mio mito. Avrei voluto tanto lavorare con lui, era il mio sogno, ma purtroppo quando è morto avevo 13 anni. Se potessi averlo di fronte starei ore a parlare con lui di arte, moda e stoffe, a cucire e disegnare insieme…probabilmente non lo lascerei andare!

E poi Madeleine Vionnet, l’ideatrice del taglio in sbieco e di splendidi abiti femminili. Starei mesi a lavorare nel suo atelier per apprendere le tecniche sartoriali che inventò.

Sono entrambi stilisti che hanno esaltato il corpo della donna, per questo li amo.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Le riviste, come i libri di moda, sono da secoli importanti. Ci hanno sempre mostrato le nuove tendenze, fatto conoscere gli stilisti o aziende tessili. Sono uno strumento di informazione e di pubblicità, utili sia per i lettori che per gli addetti ai lavori.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?

Purtroppo ci sono state modelle anoressiche e qualcuna di loro oggi non c’è più. Qualcosa sta cambiando per fortuna, si stanno vietando modelle con taglie come la 36 o la 38, ma dipende da nazione a nazione. Ci sono movimenti come il #bodypositivity e sui social và molto il benessere fisico, un corpo tonico e muscoloso, con le forme naturali di una donna. Molti personaggi famosi sono fiere delle loro curve e quindi lentamente si sta abbandonando l’idea del corpo esile ed androgino. Sarà comunque un processo lungo.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

No la situazione sta cambiando, sono un po’ di anni ormai che spopolano le modelle curvy. Vogue Italia aveva dedicato loro una copertina ed a settembre scorso Versace ha fatto sfilare in contemporanea modelle curvy e non. Alla fine i corpi delle donne sono vari, per questo esistono tante taglie.

L’unica cosa che mi spaventa di questo fenomeno è che possa diventare l’eccesso opposto dell’anoressia. Essere troppo in carne o in sovrappeso come sappiamo non fa bene alla nostra salute e lo stesso vale per l’essere troppo magra. Bisogna sempre essere in salute e trovare un equilibrio.

Come dicevano gli antichi, “in media stat virtus”.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato Enrica

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

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ArteAttualità

#SAVETHEDATE Lunedí 22 Marzo (07:00 – 09:00) nella prossima puntata di #suonalasveglia su Radio88Italia

Donatella izzo

#SAVETHEDATE Lunedí 22 Marzo (07:00 – 09:00) nella prossima puntata di #suonalasveglia su Radio88Italia si tratterá un tema molto importante!

Si tratta dell’incessante lotta contro la violenza sulle donne. Un tema che sta molto a cuore all’artista Donatella Izzo, e sul quale cerca di sensibilizzare tramite l’Arte Contemporanea, in particolare con il progetto fotografico (NO)portraits.

Per scoprirne di più non vi resta che sintonizzarvi! Un grazie infinito a Amanda Fagiani ❤️📻🎙

D.I.

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Musica

Dallas New Music Virtual Festival, Dal Civico Teatro Toselli di Cuneo a Dallas la musica che unisce terre lontane

Dominika Zamara

Quest’anno l’Italia in prima linea, toccherà al Bel Paese aprire la prima edizione del “Dallas New Music Virtual Festival” che si preannuncia di diventare una tradizione nel periodo primaverile di Dallas, attraverso la voce del soprano Dominika Zamara accompagnata al pianoforte dal Maestro Ippazio Ettore Ponzetta, la collaborazione artistica tra la Zamara e il Maestro Ponzetta nasce per questa occasione, destinati a divenire un Duo stabile che avremo il piacere di vedere spesso in azione in Italia e all’Estero.

Dominika Zamara Soprano

 Il concerto sarà registrato a Cuneo in una location d’eccezione quale: il Civico Teatro Toselli, collaborazione della Città di Cuneo, dell’Assessorato alla Cultura e del Teatro Toselli e a cura del “Mendelssohn Music Institute – APS” di Torino, pianoforte da concerto della collezione Bergamini Pianoforti di Pianezza (TO)

Il Festival è nato per la divulgazione della musica contemporanea di autori americani, i nostri si cimenteranno con brani di: William Vollinger, Wieslaw Rentowski e Carson P. Cooman.

La Kermesse musicale sarà trasmessa nei giorni di 14, 15 e 16 maggio, voci di corridoio ci informano che in Texas c’è grande fermento attorno al Festival che si preannuncia l’evento dell’anno, un monito in questi difficili tempi per rilanciare il concetto dell’importanza dell’arte oggi come ieri. Non sono trapelate informazione sullo stile musicale dei brani con i quali i nostri artisti si cimenteranno.  Tra le altre cose siamo lieti che sia stato scelto il nostro paese, culla della cultura musicale per il concerto di apertura, unico paese estero a prendere parte a questo Neo Festival targato USA.

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Moda

Malgrado il periodo difficile la moda non si ferma!

Romina Sirani

Il messaggio che questo settore sta dando è quello di reinventarsi ed investire, partendo dalla moda uomo che ha presentato le nuove collezioni autunno/inverno 2021/2022 tramite gli eventi digitali del Pitti Uomo e della Milano Fashion Week.

Le linee guida delle tendenze generali sono gli accoppiamenti tra passato-futuro e speranza-nostalgia realizzando outfit idonei a questo periodo incerto, instabile ed a uno stile di vita meno frenetico.

Brunello Cucinelli pensa al futuro, quando sarà passata la pandemia e torneremo alle nostra vita sociale, al calore degli abbracci, alle nostre passioni, rivisitando il suo stile con cappotti smilzi e blazer sciancrati in vita mentre i piumini sono leggermente imbottiti in maglia di cashmere per essere indossati sopra i completi eleganti.

Ermenegildo Zeglia invece è proiettato nel presente pensando sia al look per vivere la casa che in molti casi è diventata anche il nostro ufficio e l’esterno dove vige rigore delle normative, creando uno stile fino ad oggi contradditorio il “Comfort-fashion Style”  rappresentato con capi indefiniti come le giacche che sembrano camicie, cappotti disinvolti come se fossero vestaglie, pantaloni morbidi, il tutto realizzato con un nuovo tessuto pregiato: il jersey in cashmere mélange; il colore predominante è il cammello, la tonalità di color nude leggermente più rosato oltre al classico principe di Galles e il pied-de-poule con lavorazione in jacquard.

Fendi realizza una collezione il cui concetto base è l’ottimismo che ci serve per un futuro più vicino all’umanità, utilizzando capi avvolgenti, tessuti soffici, giacche dalle linee morbide, cappotti in seta imbottita, giacche reversibili senza spalline in cammello e pied-de-poule, camicie reversibili in cashmere, cappotti-vestaglia con cintura ad accappatoio e piumini in seta morbidissimi.  

Per concludere definirei l’uomo della prossima stagione invernale elegante grazie alla semplicità e ricercatezza dei tessuti e tagli.

Romina Sirani

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