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Moda

Intervista a Enrica Benedetta Vadalà, Fashion Designer Founder di Enrica BV

Enrica BV
Enrica BV

Enrica Benedetta Vadalà dopo anni di studio e gavetta presso grandi firme, nel 2017 decide di creare la sua prima linea di abbigliamento donna con il marchio Enricabv.

Primo incontro con la moda ?

A 11 anni! Ero andata con mio padre a visitare l’atelier di una sua amica e poi tornando a casa per la prima volta mi raccontò che da ragazzo aveva conosciuto Gianni Versace ( siamo entrambi di Reggio Calabria ) perché per un periodo erano nella stessa comitiva e che lui era anche andato a casa sua! Abbiamo ancora oggi le poltrone dove si è seduto, ahah! Da lì è iniziata la mia passione per il disegno di moda.

Poi il vero mondo del fashion system l’ho conosciuto trasferendomi a Milano a 18 anni per frequentare il corso di Fashion Design presso l’Istituto Marangoni e lavorando per 4 anni nei backstage delle sfilate come capo-vestiarista.

Il talento nel mondo delle passerelle conta più dello studio?

Il talento non basta mai, bisogna sempre studiare,  aggiornarsi e migliorarsi. Il mondo cambia velocemente e bisogna stare al passo con i tempi. Questo vale sia per le modelle che per gli stilisti.

Ovviamente per una modella il bell’aspetto conta, ma se non si studia il portamento, il modo giusto di posare per esaltare l’abito, si rimane bellissime  ma con poco lavoro.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Si, la devi conoscere. Un conto è esprimere un parere personale in base al proprio gusto, un altro è parlare di tutto ciò che riguarda la moda a livello professionale, bisogna sapere esattamente di cosa si parla. Quindi in base alla mia esperienza, bisogna prima studiare il passato e poi vivere il presente, immergersi in questo mondo e lavorarci.

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

ENRICA BV è un brand d’abbigliamento donna per occasioni, dal cocktail dress, al party dress fino all’abito da sera, quindi traggo ispirazione principalmente dalla luminosità e dall’allegria del sud Italia!

I miei abiti hanno colori vivaci, stampe fresche e sono pensati per le socialité, donne dinamiche, solari e ricche di impegni.

A questo mood generale accosto spesso l’arte, cantanti che hanno segnato un epoca in fatto di stile, un po’di storia, mitologia e poi i viaggi che mi hanno colpito particolarmente.

Perché non esistono più le TOP ?

Le top model non sono sparite, sono semplicemente più raggiungibili grazie ai social.

Quando Gianni Versace le inventò erano prima di tutto una novità e poi erano avvolte dal mistero, perché vi era solo la stampa o i paparazzi a fotografarle. Oggi invece possiamo vedere tutto di loro e non sono più un qualcosa di mai visto prima.

Ma ci sono eccome!

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Più che aneddoti ho tanti bei ricordi, soprattutto durante gli anni di studio.

Ricordo quando il mio appartamento si trasformava in una comune prima degli esami, senza orari di pasti e di sonno.

Quando lavoravo alle sfilate ed avevo accesso ai rispettivi party, ho potuto conoscere moltissimi stilisti, modelli e modelle.

Poi sono arrivate le soddisfazioni professionali che ti danno più di un sorriso! Dai primi lavori in aziende e studi stilistici tra Milano e Londra, fino alla creazione del mio brand, ENRICA BV ed alle pubblicazioni su Vogue.

Quanto contano i social oggi  nel mondo della moda?

Tantissimo!!! Instagram soprattutto. Sono strumenti molto potenti, fanno pubblicità, creano community, influenzano gli acquisti, fidelizzano le clienti e vendono prodotti.

Come azienda o professionista, non si può non essere presente sui social.

Che cosa è per te la moda?

Se penso a questa parola, la mia primissima associazione mentale è con il disegno di abiti. Perché è questo che faccio e per la quale sono portata. La moda è costruzione di un capo, è ideare, inventare, esprimersi! E’ specchio della società ed è anche libertà nel vestirsi. E’ vero che esistono le tendenze, ma sei tu, con la tua personalità, a scegliere cosa indossare ed in che modo. E’ libertà di espressione.  Ed infine, è un settore che dà lavoro a moltissime persone e speriamo tutti in tempi migliori.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perché?

Gianni Versace in primis, è il mio mito. Avrei voluto tanto lavorare con lui, era il mio sogno, ma purtroppo quando è morto avevo 13 anni. Se potessi averlo di fronte starei ore a parlare con lui di arte, moda e stoffe, a cucire e disegnare insieme…probabilmente non lo lascerei andare!

E poi Madeleine Vionnet, l’ideatrice del taglio in sbieco e di splendidi abiti femminili. Starei mesi a lavorare nel suo atelier per apprendere le tecniche sartoriali che inventò.

Sono entrambi stilisti che hanno esaltato il corpo della donna, per questo li amo.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Le riviste, come i libri di moda, sono da secoli importanti. Ci hanno sempre mostrato le nuove tendenze, fatto conoscere gli stilisti o aziende tessili. Sono uno strumento di informazione e di pubblicità, utili sia per i lettori che per gli addetti ai lavori.

L’anoressia spesso è stata associata al mondo della moda, qualcosa è cambiato oggi ?

Purtroppo ci sono state modelle anoressiche e qualcuna di loro oggi non c’è più. Qualcosa sta cambiando per fortuna, si stanno vietando modelle con taglie come la 36 o la 38, ma dipende da nazione a nazione. Ci sono movimenti come il #bodypositivity e sui social và molto il benessere fisico, un corpo tonico e muscoloso, con le forme naturali di una donna. Molti personaggi famosi sono fiere delle loro curve e quindi lentamente si sta abbandonando l’idea del corpo esile ed androgino. Sarà comunque un processo lungo.

Cosa pensi del fenomeno “Curvy”? la sensazione è che poco realmente cambi….

No la situazione sta cambiando, sono un po’ di anni ormai che spopolano le modelle curvy. Vogue Italia aveva dedicato loro una copertina ed a settembre scorso Versace ha fatto sfilare in contemporanea modelle curvy e non. Alla fine i corpi delle donne sono vari, per questo esistono tante taglie.

L’unica cosa che mi spaventa di questo fenomeno è che possa diventare l’eccesso opposto dell’anoressia. Essere troppo in carne o in sovrappeso come sappiamo non fa bene alla nostra salute e lo stesso vale per l’essere troppo magra. Bisogna sempre essere in salute e trovare un equilibrio.

Come dicevano gli antichi, “in media stat virtus”.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato Enrica

Intervista in collaborazione con Alessandra Giulivo Presidente della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer

Tags : Enrica BV

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