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Federica Xotti
Federica Xotti

Federica Xotti alla continua ricerca di nuove esperienze ed avventure da condividere.

Un amore sviscerato per i viaggi, che ha saputo trasformare in professione,

Abbiamo fatto qualche domanda a Federica per conoscerla meglio

Il tuo primo viaggio?

Come ho scritto nel mio libro “Il mio mondo è a colori” (2020, Eretica Edizioni), ho provato l’esperienza di un viaggio aereo piuttosto tardi nella vita, se consideriamo che poi tutto ciò è diventato col tempo il mio pane quotidiano.
Era il 2010, due settimane circa dopo essere diventata maggiorenne e la destinazione fu l’Egitto, il mio amatissimo Egitto, Paese che poi ho avuto modo di visitare per ben 10 volte – in lungo e in largo – e che ha assunto inevitabilmente un valore importante nel mio percorso sia personale che professionale.
Fu una vacanza di una settimana, in una nota località del Mar Rosso. Fu lì che sperimentai, inoltre, il mio primo snorkeling fra la barriera corallina (una passione che poi mi ha accompagnata ovunque, dai Caraibi alla Polinesia, dal Sud Est Asiatico all’Oceano Indiano) e in cui scoprii per davvero l’immensa gioia, soddisfazione e benessere che mi procurava – e mi procura tutt’ora – viaggiare e scoprire il mondo.


Quando hai deciso che viaggiare sarebbe diventato un lavoro per te?

Non so dire se l’ho proprio deciso ma so di per certo che l’ho tanto desiderato. Lo sognavo già da principio, quando ancora i social non c’erano, il digital marketing era un’utopia e vivere di blogging pareva folle.
Io però ci credevo, c’ho sempre creduto e mi sono impegnata molto per far diventare tutto ciò una piacevole realtà. C’è voluta anche un po’ di fortuna – certo – e sicuramente l’evoluzione della comunicazione e del web hanno giocato a mio favore ma ora, lo ammetto, mi capita di guardare con il sorriso chi al tempo mi derideva un po’, considerandomi solo una sognatrice.

come scegli i luoghi di cui parlare?

Spesso, per il tipo di attività che svolgo, sono i luoghi stessi a scegliere me, o meglio le realtà con cui collaboro in loco come gli enti del turismo, i tour operator e le strutture alberghiere che decidono di avvalersi della mia attività per promuovere il territorio e i servizi offerti.
Ed è così che mi sono trovata a viaggiare nei quattro angoli del globo, fino a Tahiti per celebrare il 50esimo anniversario dalla costruzione del primo overwater bungalow e poi tra i freddi paesaggi della Patagonia Cilena, provando l’esperienza di una crociera fra i ghiacciai della Terra del Fuoco fino a Ushuaia, la città argentina più a Sud del pianeta.
Per questo e per molte altre avventure ringrazio quotidianamente il mio lavoro che mi ha consentito e mi consentirà – pandemia permettendo – di vivere esperienze uniche, che mai avrei immaginato.

Come scegli le aziende da promuovere?

Ricevo abitualmente proposte e idee di collaborazione e quella che svolgo è una selezione piuttosto attenta. Mi focalizzo certamente sulla serietà dell’azienda stessa e sui suoi valori ma anche rifletto su quanto ciò che propone possa essere interessante per il mio target di pubblico. Cerco di viaggiare sempre su una lunghezza d’onda coerente con me stessa e con il mio stile perché, per quanto i social non siano ovviamente il perfetto specchio della realtà, a parer mio l’essere se stessi porta a vincere sempre, ad entrare per davvero nel cuore del pubblico, che finisce poi per affezionarsi e fidarsi per davvero. Ed è bello che sia così.

un aneddoto che ricordi con piacere?

Di ricordi di viaggio meravigliosi ne ho davvero valigie piene. Ogni esperienza è a sé, ogni partenza come un nuovo inizio.
Un momento particolarmente divertente e simpatico successe in Thailandia quando, nel pieno della China Town di Bangkok – fra l’altro sgranocchiando larve fritte – mi trovai a scambiare quattro chiacchiere con una famiglia statunitense per poi scoprire, per puro caso, che si trattava dei genitori di Hanna, un’exchange student americana che conoscevo benissimo in quanto frequentavamo insieme lo stesso liceo a Udine.

È lì che mi sono detta per davvero: “Caspita quanto è piccolo il mondo!”.

che rapporto hai con i followers?

Con le persone che mi seguono, specie con quelle che sono solite interagire abitualmente con i miei contenuti, sviluppo spesso un piacevole rapporto di confronto e scambio di idee. Trovo sia arricchente, anche da parte mia, avere l’occasione di essere ascoltata da tanta gente e, al contempo, aver modo anche di sentire il loro punto di vista, che sia su argomenti più seri o su frivolezze.
È bello sapere che si fidano di me, che mi apprezzano e, se necessario, che mi supportano.
Sento molto affetto intorno, lo percepisco sempre, a volte anche in maniera molto forte come quando, circa un mese fa, ho perso all’improvviso mio madre. In quell’occasione è stato per me importantissimo il sostegno dei miei follower, sentire la loro vicinanza, le loro parole di conforto: come una sorta di mega abbraccio virtuale che m’ha scaldato il cuore.

Un luogo che ricordi con il sorriso?

Molti, forse tutti.
Sicuramente un Paese in cui ricordo tanta accoglienza, spensieratezza e – dunque – sorriso è il Senegal. Ho avuto modo di tornarci due volte, per due esperienze itineranti assolutamente meravigliose in collaborazione con l’ente del turismo. In quell’occasione non ho solo potuto scoprire una destinazione stupenda, ricca di meraviglie, ma anche di conoscere tante belle persone, quelle che viaggiavano con me (fra giornalisti e agenti di viaggio) e quelle locali, i senegalesi, un popolo di cuore.
Ci tornerei anche domani!

www.travelliamo.me

È uscito il 7 ottobre 2020, nelle librerie e online, “Il mio mondo è a colori”, il primo libro scritto da Federica Xotti edito da Eretica Edizioni.
Un desidero che si realizza, un lavoro ma anche un sogno che ha preso forma col tempo su carta e inchiostro .

Grazie Federica

Tags : Federica Xottitravelliamo

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