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Redazione

Libripoesia

Il libro Amati tra Ombra e Luce della poetessa Maria Grazia Lamera.

Maria Grazia Lamera

Un fantasioso potpourri, tra ombra e luce, come recita il sotto titolo.

Tra il serio e il faceto un divertente gioco di incantevoli incastri e inevitabili disastri.

Motivo per cui ogni donna e ogni uomo imparino davvero ad amarsi.

Ci sono tutte le sensazioni che l’amore può dare anche quando si palesano disincanti.

É un libro che potete portare con voi e che potete leggere mentre prendete un drink da  soli o in compagnia

Leggetelo magari ascoltando della musica e magari, per magia, l’amore arriverà all’improvviso.

Non mancano poesie divertenti, ironiche e spiritose che vi faranno bene al cuore.  Nella vita niente é scontato. Maria Grazia dice:”

Un affettuoso grazie ai miei preziosissimi amici Mario e Daniela Javarone che mi hanno dato la possibilità di coronare un sogno.

Ringrazio mio marito Ivan Rota che mi ha supportato in questa mia passione per la poesia , tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto e i miei amici che hanno stimolato la mia creatività.”

Nata a Bergamo, ma milanese d’adozione, laureata in economia e commercio, ha svolto per anni nelle relazioni internazionali il ruolo di export manager.

Appassionata di letteratura , arte e cinema, ha deciso di seguire più da vicino gli affetti e gli interessi più stimolanti. Si é dedicata alla poesia scrivendo oltre mille testi che sgorgano dalla sua esperienza privata e di pubbliche relazioni.

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EventiMusica

Premio Microfono d’Oro 2022

Premio Microfono d’Oro 2022

Il Premio Microfono d’Oro, giunto alla sua dodicesima edizione, questo anno si svolgerà in un luogo prestigioso di Roma, la Sala della Protomoteca del Palazzo del Campidoglio nel cuore di Roma, una cornice esclusiva. Il 12 luglio si spalancheranno le porte della Sala e alle 17:00 inizierà la consegna dei premi accompagnata dalle celebrazioni di rito, il riconoscimento andrà premiare varie personalità del mondo dello spettacolo che si sono distinte in vari ambiti radiofonici e musica. Tra i premiati il soprano “Dominika Zamara”.

Organizzatore e ideatore Fabrizio Pacifici

Di seguito la lista completa:

– Premio Roma Capitale: Rossella Brescia (RDS)

– Personaggio femminile dell’anno: Ema Stokholma (Rai Radio 2)

– Personaggio maschile dell’anno: Mitch DJ (Radio 105)

– Premio rivelazione femminile: Aida Yespica per il brano “Bugatti”

– Premio rivelazione maschile: Marco Conidi per il brano “Mai sola mai”

– Premio alla Carriera Ezio Luzi (Tutto il Calcio Minuto per Minuto – Ora direttore Elleradio)

– Premio solidarietà: Annalisa Minetti per il brano “Invincibili”

– Premio cronaca: Prisca Civitenga

– Premio Internazionale: al soprano Dominika Zamara

– Storia: Il mio canto libero. Federico Vespa, Silvia Salemi.  Isoradio

– Sociale: Formato famiglia. Diana Alessandrini, Savino Zaba. Rai Radio 1

– Attualità: La versione delle due. Andrea Delogu, Silvia Boschero. Rai Radio 2

– Premio Speciale: 6 1 0. Lillo e Greg. Rai Radio 2

– Cult: Il ruggito del coniglio. Marco Presta, Antonello Dose. Rai Radio 2

– Notte: I Lunatici/Le Lunatiche. Roberto Arduini, Andrea Di Ciancio – Jodie Alivernini, Federica Elmi. Rai Radio 2

– Mattina: Radio 2 in un’ora. Francesca Parisella. Rai Radio 2

– Dance: Music Show. Sylvie Lubamba, Roby Giordana, DJ Jump. Radio Studio Più

– Gossip: VIPpiace. Danilo Brugia, Paciullo. Radio Roma

– Informazione: Andrea Pranovi. Radio Roma Capitale

– Intrattenimento: Cristiano Martinali, Giulia Luzi. Radio Italia Anni 60

– Rassegna Stampa: Viva la Domenica. Stefano Raucci. Radio Radio

– Roma calcio: Te la do io Tokyo. Mario Corsi, Jonathan Caló. Centro Suono Sport

– Lazio Calcio: La Banda dei Laziali. Danilo Galdino, Stefano Dito, Fabio Belli, Giorgio Cacialli. Radio Incontro Olympia

– Cultura Sportiva: Il mio canto libero. Alessandro Nini, Francesco Trinca. New Sound Level

– Cultura: Gli Insostenibili/Gli Inascoltabili. Roberta Lombardi, Rosa Lella, Morgana Mazzulla, Elisa Di Iorio, Blas Roca Rey, Romina Caprera. New Sound Level

– Approfondimento Sportivo: Guelfi e Ghibellini. Susanna Marcellini. Tutto Mercato Web (TMW) Radio

– Opinione: Cor Veleno Corve. Luca Casciani. RTR 99

– Cronaca giudiziaria: Diritto di cronaca. Michel Emi Maritato, Emanuela Maria Maritato, Carol Gabriella Maritato. Radiosanremoweb.it

– Show: Zara 87. Marco Baldini, Christian Lelli, Bruno Stanzione, Angelo Di Palma. New Souns Level-NSL TV

– Musica: The Rock Show. Emilio Pappagallo, Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi. Radio Rock

– Costume: Just Like Love. Barbara Fabbroni. Radiosanremoweb.it

– Under 18: Bambinando Oasi Park. Cristina Campagna, Radio Godot

– Menzione Speciale per 15 anni di attività: I Ghost

– Menzione Speciale: Andrea Del Monte (cantautore)

Enrico Bertato

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AttualitàLibri

Presentiamo il libro “Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II”

Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II

Moltissimo è stato scritto sulla figura emblematica di Papa Wojtyła, molto si, ma non tutte i suoi insegnamenti sono stati calcati sin ora.

Questo è il caso, un libro scritto dal Padre e Professore Bogdan Giemza, che nelle 215 pagine entra nell’universo dello sport attraverso gli insegnamenti dell’emerito Papa, non mi dilungherò a fare un excursus sulla vita di questo grande personaggio del 900, già che la sua fama lo precede. Entriamo nel vivo del racconto del presente libro.

Tutti sappiamo che San Giovanni Paolo II fu molto prolifico nel divulgare i suoi pensieri, lo testimoniano le innumere lettere, scritti e ogni genere di divulgazione che ha lasciato ai posteri, nelle quali intrecciava i vari argomenti da lui trattati, facendo capire che in ogni aspetto della vita la teologia è presentei.

Una cosa che egli amò in vita era lo sport si come praticante che come spettatore, fu un eccellente sciatore e praticò altri sport.

Nel lavoro del Padre Giemza si concentra proprio in questo aspetto: lo sport nella vita del Grande Papa. Il volume è diviso in due parti: la prima contiene in forma sintetica il suo rapporto con lo sport, le sue passioni e gli interessi, esplorando la sua intera esistenza, dalla sua giovinezza passando per il sacerdozio sino ad arrivare al suo papato.   

Il presente è uno studio approfondito del pensiero di San Giovanni Paolo II riguardo l’attività sportiva

“Si tratta di antropologia teologica, teologia del corpo e del lavoro umano” questa è la definizione che Padre Gimza da ai suoi insegnamenti. “Sono stati evidenziati l’assiologia dello sport, cioè i valori che, secondo il Papa aiuta a sviluppare lo sport stesso e la dimensione educativa e sociale dello sport.

È stata anche richiamata l’attenzione sui pericoli nello sport che il Santo Padre stava mostrando”. La prima parte quindi racchiude un’analisi di quello che lo sport rappresentò per lui.

La seconda parte contiene discorsi e telegrammi papali agli sportivi dal 1978 al 2005. Padre Gimza fa una scelta di questi ultimi materiali con uno specifico criterio per focalizare l’attenzione del lettore su ampio panorama del suo insegnamento pontificio.

“Tra gli atleti c’erano rappresentanti di sport sia amatoriali che professionali, atleti nel corso della loro carriera e quelli che hanno già finito di competere nelle arene sportive, giovani associati in varie associazioni sportive, così come disabili e portatori di handicap che praticano sport.

Hanno rappresentato varie discipline sportive, diversi club, associazioni o squadre nazionali. I partecipanti e i destinatari dell’insegnamento papale erano rappresentanti di federazioni e associazioni sportive internazionali e nazionali, allenatori, arbitri, medici e attivisti sportivi, nonché tifosi”.

Il volume è scritto in lingua polacca, solo il sommario è scritto in Italiano, Inglese e Tedesco, aspettiamo una versione completa nella nostra lingua.

Titolo: Lo sport nella vita e nell’insegnamento di San Giovanni Paolo II

Titolo originale: Sport w życiu i nauczaniu św. Jana Pawła II

Edizioni: Papieski Wydział Teologiczny we Wrocławiu

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Librispettacolo

Parioli: grande serata a Milano organizzata da Daniela Iavarone in onore di Barbara Bouchet.

Maria Grazia Lamera.

Grande serata a Milano organizzata da Daniela Iavarone in onore di Barbara Bouchet, icona del cinema amata da Quentin Tarantino e Woody Allen. Nel corso della serata è stato presentato il libro Amati tra ombra e Luce della poetessa Maria Grazia Lamera.

L’associazione Amici della Lirica ha deciso di premiare l’attrice amata da tutti per i suoi film, in primis Per le Antiche Scale di Mauro Bolognini.

Tra i presenti Francesco Alberoni ,Stefano Bolognini ,Monica Mazzoleni responsabile ricerca e sviluppo Aurora Biosearch, i gioiellieri di Lecco Sig Sella, il generale Mauro Del Vecchio con Anna Repellini, ed il generale Alfonso Miro, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, Alviero Martini, la nuora di Barbara Bouchet  Wilma Borghese (senza il marito che era  Venezia per l’apertura del suo nuovo ristorante ) e il figlio Massimiliano Borghese con Alessandra ,Mario Javarone ,Pietro Marrapodi ,Carlo Riva ,Sandro Neri, Massimo Crivelli con Mirko La Grassa, la grafologa Candida Livatino e Cesarina Ferruzzi. Musica e canzoni al Parioli Milano con la patronessa Francesca Leggieri e il concerto per violino di Leonardo Moretti. 

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eccellenze italianeFood & Beverage

Roberta Marchese Ragona “Wine Ambassador”.

Roberta Marchese Ragona

Abbiamo fatto qualche domanda a Roberta Marchese Ragona, esperta di vini, che ha trasformato questa sua passione in un lavoro.

Conosciamola meglio attraverso le sue risposte alle nostre domande

Primo incontro con il vino ?

Sono siciliana originaria di Canicattì, sì proprio Canicattì, provincia di Agrigento,  dove si produce l’uva Italia da tavola e dove la storia non ha fine, dai bizantini ai greci ai fenici ai normanni agli spagnoli, e di cui ancora oggi sentiamo il passaggio; da ragazza ho iniziato ad assaggiare vini di qualità grazie e dico grazie alla mia allergia, ovviamente prima era una moda per me e da quasi 15 anni è diventato un lavoro.

Che formazione hai avuto?

Sono un’ interprete, sono francofona e parlo inglese, questo mi ha agevolato negli “in coming” in Sicilia dove ho collaborato con l’Istituto regionale vini e oli di Sicilia ed ho avuto la possibilità di conoscere aziende che fanno prodotti di eccellenza oltre le grandi che già conoscevo.

Oggi faccio parte della DocItaly, ho ricevuto l’onorificenza di “Ambasciatrice del bere” del mio territorio e questo per me è un grande onore da donna siciliana quale sono.

Quando hai deciso di diventare brand ambassador ?

Mi sono sempre domandata perché al nord riuscivano a farti bere e mangiare quello che volevano loro, nonostante avresti voluto mangiare altro, così ho iniziato a farlo anch’io nel mio piccolo organizzando percorsi enogastronomici, mettendo in risalto il territorio e abbinando la tradizione e cultura siciliana.

Oggi porto a tavola calici e cibo di diversi territori.

Cosa significa brand ambassador nel mondo enogastronomico?

Non sono una sommelier, sono una wine e food lover, mi piace il buon bere e il buon mangiare e oggi è un lusso, soprattutto dopo la pandemia, sedendoti in un ristorante piuttosto che un wine bar o bistrot, devi stare bene.

Essere brand Ambassador significa “essere” l’azienda, essere parte integrante dell’azienda anche a diversi km di distanza,  vuol dire raccontare il territorio, il lavoro, la storia di quella tenuta e trasferirla ai commensali che non essendo operatori di settore ma sempre amanti del buon bere e del buon mangiare si incuriosiscono rispetto alla storia che c’è dentro al calice, ecco perché i miei percorsi si chiamano I Segreti In un Calice, quello che senti e ti arriva rimane un tuo segreto come quando ammiri un’opera d’arte, perché fare vino è arte.

Diverse persone tra amici, conoscenti, partecipano alla serata, ma anche clienti del ristorante che non conosco, alla fine viene fuori quello che esiste fin dai tempi più antichi , la convivialità, perchè non c’è cosa più bella che riunirsi attorno ad un tavolo mangiando e bevendo bene.

Mi piace e diventa quasi un gioco con lo chef, nei percorsi prima selezioniamo i vini e poi abbiniamo i piatti cercando di esaltare il calice che è il protagonista insieme al gusto del cibo.

Come selezioni le case vinicole con le quali collaborare ?

Sono molto appassionata di quello che è il prodotto alimentare tradizionale -PAT- che è la prima base per la denominazione d origine in poche parole prodotti di nicchia, quindi prodotti che vengono coltivati, lavorati e finiti con tradizione e cultura del luogo quindi vado a scovare le piccole aziende; non è semplice anche perché devi saper raccontare l’azienda, il prodotto, e fare innamorare la persona  che hai di fronte, soprattutto i ristoratori; ormai la. maggior parte di loro sono amici prima di essere clienti, ma a me sono sempre piaciute le strade in salita.

Un aneddoto che ti ricordi con il sorriso!

Tutti abbiamo dei sogni e io, in un periodo per me pesante, non ne ho più avuti, finché i miei figli e il mio lavoro me li hanno ridati …….

Ho gettato i miei sogni in questa vigna in cui si cammina dolcemente, camminando sui miei sogni …. 

Che importanza ha la presentazione anche “estetica” in un vino?

Come dico sempre una bella bottiglia di vino ti colpisce ma colpisce di più se il vino è molto buono e poi si può apprezzare la bellezza della bottiglia.

Anche perché tutto quello che estetica colpisce perché noi siamo condizionati dalla vista; mi è capitato di fare una degustazione alla cieca con uno degli chef più rinomati al mondo, in cui c’è stato chi ha imparato a versare il vino in un calice o imparato a mangiare senza vedere. Per noi è molto importante l’estetica ma ti assicuro che è molto più importante sentire il gusto e assaporare tutto quello che il prodotto ti dà.

Che rapporto hai con i clienti?
I clienti ristoratori che mi danno più soddisfazione sono quelli appassionati di vino, quelli che amano la storicità del posto, così torniamo sempre a raccontare tutto quello che è tradizione e cultura che si può trovare dentro ad un calice mentre per quanto riguarda i commensali, riesco a farli appassionare a quello che racconto, come per i wine and food lovers che ascoltano perché magari non avevano mai avuto la curiosità di andare a vedere che cos’è un taglio Bordolese e invece in quel racconto molto breve che io faccio, a fine serata escono fuori che sanno cos’è il taglio Bordolese e che non è un coltello ma è piuttosto un mix di vini.

Quanto conta il vino a tavola?

Io sono dell’avviso che se tu ti siedi a tavola, posto considerato sacro perché uno è uno dei dettami che la nostra religione ci ha insegnato, devi mangiare e bere bene quindi il vino deve accompagnare qualsiasi pasto che tu stia facendo; il vino è allegria, compagnia, anche se ovviamente, non bisogna esagerare.

Che differenza trovi tra il Sud , il centro e il nord quando proponi i vini scelti?

Non trovo grosse differenze nel presentare i vini nei vari punti d’Italia. Diciamo che quando racconto il percorso enogastronomico, i commensali mi guardano e vorrebbero immediatamente capire se quel vino che berranno è di loro gradimento o no o forse prenderanno la loro bottiglia preferita,  ma non appena scoprono che un vino è più buono dell’altro, quel briciolo di diffidenza passa, mentre racconti di quello che è la territorialità e quindi inizi a raccontare la storia perché oggi è quella che fa la differenza, e in alcuni casi li coinvolgi anche facendo delle domande.

E quando vedi che in tavola c’è il vino che hai presentato, vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro.

Grazie per il tempo a noi dedicato

Ambassador segnalato da Luis Franciacorta

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ArteAttualitàDesign

Marielle Stella:”U Mungibeddu”Arte Contemporanea e moda, il connubio perfetto.

Marielle Stella

Tutto parte da un viaggio, dal viaggio che congiungeva  di culture, due nazioni, da una città a 80 km da Parigi, il treno, doveva arrivare in Sicilia.

Marielle era piccola e per lei quello era il viaggio delle meraviglie, perché nelle lunghe ore in treno poteva vedere il mare, e una volta arrivata sulla punta dello stivale, l’Etna in lontananza, al di la dello stretto era il segnale che mancava poco all’a meta…

Questo breve racconto ci porta alle origini della creazione di “U Mungibeddu” una creazione che ha visto 3 eccellenze italiane collaborare insieme : Marielle Stella Designer internazionale, l’artista Pino Labarbera e il Cappellificio Cervo 1897 Biella.

L’approccio che l’artista calabrese ha quando descrive con i suoi pennelli l’Etna non è  per niente contemplativo, caratteristica che lo contraddistingua è il contrasto tra i colori forti ed essenziali, evocativi e simbolici  che rendono il vulcano quasi un entità divinatoria davanti alla quale l’osservatore deve accostarsi con timore e rispetto. 

Sono proprio quei tratti quasi primitivi  che appaiono sopiti che invece vengono stravolti dall’incisivo segno del colore rosso che sgorga direttamente e senza ostacoli dalle viscere della terra…

Questa stessa potenza Marielle è stata in grado di trasferirla in “U Mungibeddu”.

Il Risultato del connubio tra moda e arte ha sempre rappresentato un tributo importante per la creatività in tutte le sue forme e anche questa realizzazione racconta di una perfetta miscelanza tra la tradizione, la cultura e l’impeccabile sartorialità italiana.

Dobbiamo fare un salto temporale di qualche anno, e tornare  agli  anni Trenta, per parlare del sodalizio delle due arti , Moda e Design  grazie alla collaborazione tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí.

E’ stata proprio Elsa Schiaparelli  che sin da subito è stata in grado di  tradurre  l’arte in moda, ma è con Salvador Dalí che trova la sua massima espressione. Il primo capo iconico frutto del connubio tra moda e arte è stato l’Abito Aragosta 

“U Mungibeddu”

La base del mosaico è un capello in lana riciclata (feltro) quindi ecosostenibile come il resto dei materiali utilizzati considerando la malattia che da anno accompagna la Deisgner italofrancese (MCS sensibilità chimica multipla)

Marielle Stella da anni convive con questa patologia che porta il nostro organismo a non tollerare un certo ambiente chimico o una certa classe di sostanze.

Smalti di vari colori fatti di proposito, senza sostanze tossiche e dannose (piombo, arsenico ecc.)​

Argilla con polvere di metallo arrugginito.

Collante: Malta

La peculiarità dell’opera è l’effetto giorno e notte grazie agli smalti fosforescenti.

Marielle ha lavorato molto sul cappello di base per trasformalo in una base rigida perfetta per posizionare i tasselli scelti del mosaico.

Un perfetto connubio tra l’Arte musiva l’arte pittorica e la Moda.

Marielle Stella Classe 1967 nata in Francia a Chartres dove ha vissuto per 20 anni per poi trasferirsi in Sicilia, nel paese di origine dei suoi genitori.
Marielle ha sempre avuto la passione per l’Arte e il restauro e una manualità unica.

Non a caso fFin da piccola i suoi luoghi preferiti erano, infatti, il falegname, il ferramenta e il calzolaio.

Chiudiamo l’articolo con la visione notturna di “U Mungibeddu”


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Attualitàspettacolo

CELIACHIA: L’INFORMAZIONE SALVA LA VITA , La Maratona di Uno Mattina Estate.

Uno Mattina Estate

Stop a falsi miti e fake news e largo all’informazione sulla celiachia, l’intolleranza al glutine. “La celiachia non è una moda alimentare ma una malattia cronica sistematica e severa che se non diagnosticata precocemente porta a complicanze gravi per i celiaci. L’unica terapia è la dieta: eliminare rigorosamente  il glutine dalla propria alimentazione per sempre”.

Simonetta Mastromauro

Così avverte Simonetta Mastromauro, volontaria da 15 anni ed esperta di buone pratiche su come affrontare la celiachia. Il suo impegno nasce perché è mamma di una ragazza celiaca: Anna Paola Lamoure, che oggi ha 21 anni e che ebbe la sua diagnosi precocemente, poco dopo lo svezzamento.

Da allora questa ‘mamma gluten free’ si batte non solo per l’inclusione sociale e la tutela della salute della figlia, ma anche per tutti i celiaci, le loro mamme e papà, gli amici: perché l’informazione deve coinvolgere non solo la persona intollerante al glutine, ma l’intera società.

E proprio sul fronte informazione, la Mastromauro è stata impegnata – nella settimana dal 20 al 24 giugno – in una Maratona Celiachia, ospitata quotidianamente dalla trasmissione Uno Mattina Estate su Rai Uno, condotta da Massimiliano Ossini e Maria Soave: ogni giorno oltre dieci minuti di diretta (è possibile rivederli su Rai Play), in cui affrontare svariati temi: la celiachia e la dieta; l’impatto psicologico per un celiaco; i luoghi comuni da sfatare; la cucina di casa; la ristorazione e gli alimenti gluten free.

“Ringrazio ‘Mamma Rai’, quando nessuno credeva che la celiachia fosse un tema di interesse in TV, ci ha creduto davvero svolgendo un preziosissimo servizio di tv pubblica – sottolinea mamma Simonetta, che ha avuto al suo fianco nell’ultima puntata anche la figlia celiaca per una testimonianza – Le dirette tv hanno avuto un effetto immediato, con centinaia di messaggi e richieste di informazione. E’ la prima volta che un’intera settimana viene dedicata alla tematica della celiachia, un tema che riguarda direttamente la salute di mezzo milione di persone in Italia”.

Oggi sappiamo che su 600.000 celiaci stimati, soltanto 233.000 sono stati diagnosticati. Il che significa che ci sono ancora quasi 400.000 di diagnosi attese.

L’informazione è importante per permettere ai giovani e le loro famiglie di riconoscere eventuali sintomatologie latenti e avviare un idoneo screening per arrivare prima alla diagnosi e scongiurare la compromissione della loro salute. Fondamentale togliere i dubbi, in particolare ai neo diagnosticati. Mamma Simonetta si impegna su questo fronte da anni.

C’è anche un impatto sociale forte, specie sui giovani celiaci e sugli adolescenti, che hanno sempre la preoccupazione dell’appartenenza al gruppo. 

“L’adolescente in particolare – racconta mamma Simonetta nella sua testimonianza – si ritrova in uno stato d’ansia per paura di stare male a causa delle contaminazioni (si verificano quando ad esempio in cucina si utilizzano attrezzi, acqua o elementi che contengano glutine nella preparazione delle ricette e degli alimenti).

L’adolescente in particolare spesso rinuncia a pranzi fuori, uscite con gli amici perché si sente giudicato per la sua particolarità e rischia di sentirsi escluso. Diviene un soggetto a rischio – trasgressione (per non essere giudicato, consuma alimenti con glutine) con ripercussioni serie per la salute”.

La risposta a questi rischi sui giovani? “

Essere più aperti e inclusivi. Viene un amico di tuo figlio a casa e tu sai che è celiaco? Fai un bel risotto ed un arrosto che tutti possono mangiare.

Un menù inclusivo aiuta la salute e anche lo stato emotivo del ragazzo celiaco”.

Nella “Maratona celiachia” di Uno Mattina Estate, oltre a Simonetta Mastromauro e alla figlia celiaca Anna Paola Lamoure, sono intervenuti altri esperti e testimoni:

il professor Umberto Volta dell’Università di Bologna, 

il dietologo dottor Marco Missaglia, 

lo chef Marco Rossi, che cucina gluten free, 

Gloria Ferrari, una giovane celiaca la cui diagnosi è arrivata solo nel 2017, 

Gentian Ashiku, gelatiere che produce gelato senza glutine.

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Attualità

Tributo a Carlo Coccioli; un eroe dimenticato di Andrea Guerra.

Carlo Coccioli

Carlo Coccioli nasce a Livorno, il 15 maggio 1920, alle ore 4.25 del mattino. (specifico l’ora per tutti gli appassionati del Tema Natale) Il padre, Attilio, è un giovane sottotenente dei bersaglieri e la madre, Anna Duranti una livornese di origini ebraiche. Sarà proprio l’impiego del padre a far si che Coccioli, fin da bambino, inizi ad esplorare il mondo. Bengasi, Derna -dove frequenterà le scuole elementari- e poi ancora Parma, Tripoli, dove imparerà il francese. Successivamente Fiume, città in cui otterrà il diploma di scuole superiori e poi finalmente Napoli, dove nel 1939 inizierà a frequentare il Regio Istituto Universitario Orientale. Nel 1942 sarà chiamato al servizio di leva obbligatoria.

L’anno successivo -divenuto sottotenente- la caserma dove presta servizio verrà circondata dalle truppe tedesche; Carlo riesce a fuggire, raggiunge Cerbaia ed assume il comando, con il nome di battaglia di Francesco, di una brigata partigiana.

Nel 44 verrà catturato dai tedeschi in Toscana e condotto nella prigione di San Giovanni al Monte di Bologna, da dove, armi in pugno, riuscirà ad evadere guidando una drammatica rivolta, prima di tornare al fronte ad attendere gli alleati. A fine guerra, per i suoi meriti sul campo, gli sarà conferita la medaglia d’argento al valore militare.

Dopo aver reso onore -soltanto un accenno- alle gesta di questo strepitoso artista dalle mille vite, vorrei narrarne le non meno affascinanti gesta letterarie.

Coccioli esordisce come scrittore nel 1946, con il romanzo “Il migliore e l’ultimo” edito da Vallecchi, ma è con “Fabrizio Lupo” pubblicato in Francia nel 1952 e mai tradotto in Italia fino al 1978, che conoscerà la notorietà ed, ahimè, le sue conseguenze. Il romanzo, in cui Coccioli dichiara la sua omosessualità, susciterà un tale scalpore da “costringere” l’artista, nel 1953, ad un esilio forzato in Messico.

Sarà proprio qua, lo stesso anno del suo arrivo in terra Messicana, che il romanzo verrà pubblicato e diventerà -e lo rimane tutt’ora- uno dei più grandi classici della letteratura latino americana. Il successo in terra straniera non sarà gratuito, anzi, le maggiori conseguenze avverranno proprio nel paese adottivo, dove Carlo risiederà fino al 2003, anno della sua scomparsa. E’ qua, infatti, che farà più scalpore, addirittura inducendo al suicidio, come da lui stesso dichiarato dopo la lettura del testo, di un giovane ragazzo messicano, tale Ramon Zuniga Cordero, della città di Guadalajara, al quale Coccioli dedicherà il romanzo capolavoro “Un suicidio”.

Non basterebbe una vita intera per raccontare l’infinità di scritti che l’autore ha prodotto in terra Sud Americana, ed infatti non lo farò; l’unico che voglio ancora citare é “Manuel il Messicano”, a mio avviso uno dei più grandi romanzi mai editi. Ho voluto scrivere questo pezzo per rendere onore ad uno dei più grandi e sottovalutati scrittori del novecento italiano.

Mai, purtroppo, in terra natale gli è stato riscontrato il valore che meritava.

Coccioli era un “elemento scomodo”, difficile da catalogare, come ogni genio infatti sfuggiva a qualsiasi possibile catalogazione ed inoltre era omosessuale, cosa che in quegli anni era vista, persino dalle menti più evolute, come demerito e condanna.

Ma c’è di più; la cosa che mai, e dico mai, gli hanno perdonato è stata la sua passione per Dio. Gay e credente.

Quale peggiore sciagura si sarebbe potuta accostare, in quell’epoca, ad un uomo? Ma l’arte rifugge qualsiasi classificazione, ed oggi, a più di cento anni dalla sua nascita, una piccola, ma molto accalorata schiera di appassionati, sta riportando alla luce gli scritti di questo fantastico autore.

La scrittura di Coccioli è unica, non rassomiglia a nessun altro se non a se stesso; la sua narrazione, impagabile, alterna descrizioni talmente vivide da farti rivivere il momento esatto- ad un pensiero mistico-filosofico altissimo, per poi riportarti, di slancio, nella trama del romanzo.

Scaltro esploratore dell’animo umano, poliglotta, alcolizzato, omosessuale, eroe di guerra, esiliato, Ebreo, Induista, Buddista, Cristiano; Carlo Coccioli è tutto e niente, è la saggezza e il ridicolo che si intrecciano; sebbene da molti fosse definito uno sciocco, nessuno dei tanti detrattori si è mai avvicinato alla sua grandezza. Coccioli o lo ami o lo odi, non ci può essere via di mezzo, ed io, personalmente, lo amo alla follia.

Andrea Guerra.

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Attualità

La Fiat introduce la schiavitù direttamente dall’impero romano a Tychy!

Tychy

Il management di FCA Polonia, in un incontro online con le Organizzazioni Sindacali con sede nello stabilimento di Tychy, ha reso note le informazioni che avrebbe comunicato sull’inizio del terzo turno della domenica ore 22:00, con termine alle ore 6:00 della domenica successiva (sette giorni lavorativi), e il lavoro aggiuntivo della domenica sarà retribuito come straordinario. 

È stato annunciato che queste sarebbero state le domeniche del 15, 22 e 29 maggio 2022.

Annuncio del management di FCA Polonia sui lavori domenica 22 maggio 2022.

Von questo annuncio della direzione di FCA Polonia è emesso (foto sopra), ho deciso di chiedere un’opinione all’ex oppositore dei tempi della Repubblica popolare polacca, ex autogoverno e sindacalista MOZ NSZZ Solidarność FAP, e ora giornalista e scrittore: Cosa ne pensa a tutto il caso? “Rispondendo alle domande del Direttore, mi permetto di chiamare per nome questa cosa oltraggiosa. La Fiat introduce la schiavitù direttamente dall’impero romano a Tychy”, afferma Rajmund Pollak in un’intervista a Krzysztof Przybylak.

Krzysztof Przybylak: Come stabilito, i dipendenti di FCA Polonia a Tychy inizieranno a lavorare nel turno di notte domenica 22 maggio 2022 alle ore 22:00 e termineranno il loro lavoro continuativo in 2 settimane, il 4 giugno 2022 sul secondo turno alle 22:00, ovvero saranno obbligati dalla direzione della fabbrica a lavorare 13 giorni di seguito senza l’orario di riposo legale tra le singole settimane lavorative, nonostante in Polonia ci sia una settimana lavorativa di 40 ore! Ha sentito parlare di un tale sistema di lavoro al di fuori di FCA Polonia?

Rajmund Pollak : Un tale sistema di lavoro era obbligatorio per gli schiavi nell’Impero Romano anche prima della nascita di Gesù Cristo. Lo schiavo era a disposizione del padrone per un’intera settimana e non aveva un giorno libero, ma ciò che sta facendo la dirigenza FCA sia anche peggio della schiavitù, perché già prima della nostra era gli imperatori dell’antica Roma permettevano agli schiavi di dormire la notte, ei moderni feudatari torinesi sarebbero giunti alla conclusione che i polacchi possono essere trasformati in efficientissimi schiavi che costruiranno la potenza della Fiat (oggi gruppo Stellantis) anche a spese del proprio sonno.

La direzione del personale e dell’organizzazione spiega che bisogna essere flessibile e rispondere alle sfide del mercato, poiché c’è un crescente numero di ordini per le auto. Crede che il management di FCA Polonia abbia il diritto di obbligare i dipendenti a utilizzare un tale sistema di lavoro?

Il Diritto del Lavoro in vigore in Polonia prevede sia la domenica che il sabato siano giorni di riposo. In casi eccezionali può essere disposto un sabato lavorativo, se il datore di lavoro concede al lavoratore un giorno libero in cambio di un altro giorno della settimana. L’ordine di lavoro continuo per 13 giorni, sabato e domenica compresi, a mio avviso costituisce una grave violazione del Codice del Lavoro. Nel ventunesimo secolo, nessun amministratore ha l’autorità di emettere ordini per ripristinare temporaneamente

la schiavitù, anche quando è in stato di ebrezza dovuto all’alcol o temporaneamente sobrio. Gli italiani, come tutti sappiamo, bevono vino copiosamente a cena, quindi spesso non sono completamente sobri nel pomeriggio. Quando lavoravo all’Ufficio per il Commercio Estero di FSM, mi è capitato di incontrare a Torino rappresentanti della Fiat Auto che si trovavano in uno stato che indicava il consumo di almeno qualche bicchiere di vino. Consiglierei alla Polizia di Tychy di allestire un’auto della polizia con diversi etilometri davanti al cancello d’ingresso della FCA a Tychy almeno una volta alla settimana e di controllare la sobrietà di ogni rappresentante REPO e dirigente del personale che lascia la struttura tra l’1:00 e 19:00 .

Torniamo ad un sistema comunista del lavoro? Oppure è un’inefficienza nella gestione delle risorse umane e dei processi produttivi? O forse le corporazioni straniere in Polonia creano campi di lavoro e i polacchi saranno gli schiavi bianchi d’Europa?

Quello che propone la Fiat a Tychy è anche peggio del comunismo, o addirittura del feudalesimo, perché durante il regno dello zar russo il servo doveva lavorare sei giorni per te, ma il settimo giorno, cioè la domenica, era libero! Papa Francesco mette in guardia contro le forme moderne di schiavitù. Poiché la dirigenza di FCA Polonia ha emesso un’ordinanza sull’obbligo di lavoro domenicale, che comporterà un lavoro di 13 giorni senza interruzioni, oltre a 7 giorni sul terzo turno, questo è un esempio tangibile di un tentativo di trasformazione Dipendenti di FCA Polonia in schiavi di feudatari con sede a Torino.

Come valuta la situazione, cosa pensa che dimostri?

Ripeterò ciò che ho detto molte volte in pubblico. I governi della Terza Repubblica di Polonia dopo il 1989 hanno concesso troppi privilegi indebiti a multinazionali, società e banche. Devo dire con dolore che la Repubblica del 21° secolo purtroppo non è un paese, perché nel nostro paese ogni azienda, banca e anche una società sovranazionale è una specie di stato nello stato! Non dimenticherò fino alla fine della mia vita, come il direttore di Fiat Auto Poland, Marinsek, alla mia protesta contro il lancio di aquile nella corona dai muri degli uffici della direzione di Fiat Auto Poland (FAP), ha risposto sfacciatamente : “La Polonia non ci sarà più, perché d’ora in poi c’è un nuovo stato della Fiat! Chi tiene più agli interessi della Polonia che a quelli di Fabrica Italiana Automobili Torino, verrà buttato fuori dal marciapiede, e dietro il cancello c’è tutta una coda di coloro che in futuro si identificheranno con lo stato FIAT!”

Le istituzioni statali come il PIP o l’ufficio del pubblico ministero non agiscono in questi casi. Qual è il motivo?

-Come probabilmente il direttore sa, in FAP a Tychy, e poi in FCA Polonia a Tychy, il viceministro della giustizia Michał Wójcik ha incontrato il direttore Andrzej Piętka. Sono molto curioso di sapere se, dopo tali incontri, il viceministro della giustizia oserà chiedere alla Corte di arrestare Andrzej P. e Włodzimierz G. per il reato di grave violazione dei diritti dei lavoratori in FCA Polonia a Tychy mediante la forzatura loro di lavorare per 7 giorni di notte e per 13 giorni senza sabati liberi e senza domeniche libere? Una prova inconfutabile di reato è firmata a nome della dirigenza FCA dal Sig. Galas il 14 maggio 2022, sull’obbligo di lavorare sul 3° turno dal 23 al 27 maggio di quest’anno. A mio avviso, è sufficiente che ci sia anche un solo dipendente FCA che chiederà al PIP di intervenire in questa vicenda di violazione dei diritti del lavoro, e gli ispettori del PIP dovranno reagire. Lo stesso vale per la Procura della Repubblica. Se c’è un gruppo di dipendenti che, pur richiedendo l’anonimato, presenta una notifica scritta di un sospetto reato all’ufficio del procuratore distrettuale di Tychy, nessun pubblico ministero getterà tale notifica in un cassetto o la riporrà.

Lei è un oppositore dei tempi della Repubblica popolare polacca, durante il Carnevale della Solidarietà uno dei postulati parlava di sabati liberi. Tuttavia, dopo più di 40 anni, i dipendenti sono costretti a lavorare di nuovo, ma ora non solo il sabato, perché questo è uno standard (sistema di lavoro a 6 giorni) in FCA Polonia, ma si vuole costringere i lavoratori a lavorare la domenica e un Sistema di lavoro continuo di 13 giorni senza giorno libero. Cosa è andato storto nella Terza Repubblica Polacca?

Come ho detto prima, le multinazionali, le società e le banche sono completamente al di sopra della legge nella Polonia contemporanea e costituiscono tali stati che non tengono conto di alcun istituto giuridico della Terza Repubblica Polacca.

I sindacati in FCA Polonia sono passivi e non reagiscono a evidenti violazioni del diritto del lavoro e delle libertà civili, e legittimano tali azioni del management? Come chiamarlo?

L’unica arma efficace per un sindacato veramente indipendente è lo “sciopero”. Se un sindacato non ha la capacità di scioperare, cessa di essere preso sul serio dalla direzione della fabbrica e diventa solo un circolo di discussione o una società di mutua adorazione. Per quanto ne so, attualmente nessun sindacato con sede in FCA Polonia ha la capacità di scioperare, quindi la direzione della fabbrica può licenziare chi vuole, può emettere annunci di lavoro la domenica e il che si tradurrà in 13 giorni di lavoro senza interruzioni, perché è sicuro al 100% che nessun sindacato dichiarerà uno sciopero, perché non ci sono abbastanza iscritti per scioperare. Ecco perché REPO attraversa i dipartimenti e la direzione del personale organizza spettacoli di cabaret annuali dal titolo: trattative salariali.

Secondo una ricerca di mercato, affinché un dipendente di FCA Poland possa assemblare automobili per suo conto, 4 dipendenti devono lavorare per partner che producono parti. Cosa consiglieresti ai dipendenti di FCA Polonia e di altre aziende del settore automobilistico in una situazione del genere?

Esiste un modo efficace per contrastare l’ostinazione del management. È il cosiddetto Strike italiano, che in polacco chiamiamo resistenza passiva. Lascia che ti faccia alcuni esempi che sono stati utilizzati con successo sia in Italia che in Francia, e anche… in alcuni dipartimenti della FAP, quando ero ancora impiegato nel Gruppo Fiat polacco.

Il dipendente deve prendersi cura della qualità delle auto, quindi non avere troppa fretta e avvisare il supervisore e il controllo qualità di eventuali sospetti di un difetto. Se, ad esempio, lo standard sembra essere difettoso, inviare l’intero lotto al magazzino. Se il motore non è stato testato al banco dinamometrico si può sospettare che abbia dei difetti nascosti e questo è un motivo sufficiente per non installarlo sull’auto prima della prova al banco dinamometrico. Se ci sembra che un cuscinetto stia sferragliando, inviare l’intero lotto di cuscinetti al fornitore, ecc. ecc.

Il dipendente deve lavorare con strumenti puliti e funzionanti. In caso di sporco o polvere sull’utensile, pulirlo immediatamente o sostituirlo con uno pulito. Se il cacciavite è rumoroso, sostituirlo immediatamente! ecc ecc. Se è stato riscontrato un difetto in qualsiasi punto della catena di montaggio, per il bene dell’azienda e della qualità dell’auto nel suo insieme, non è consentito installare alcun dettaglio sui cavalletti rimanenti fino a quando il controllo qualità non elimini la fonte di il difetto. Le auto difettose non possono essere riparate a cottimo. Ogni meccanico che rimuove i difetti è obbligato a effettuare un test drive e segnalare eventuali altri difetti riscontrati. Il meccanico non può avere fretta, o rimuovere solo questo difetto, che è comune in un dato giorno, ma controllare a fondo tutti gli altri meccanismi e sistemi dell’auto, ecc. ecc.

Ogni dipendente ha il diritto di prendersi cura dei propri bisogni fisiologici senza fretta. Non ci sono abbastanza servizi igienici da nessuna parte, quindi se c’è una fila davanti al bagno a causa dell’improvvisa indolenza di uno dei dipendenti, non può essere un motivo per rimproverare i dipendenti

L’installatore è obbligato a verificare il proprio operato con la tecnologia applicabile, pertanto, una volta alla settimana prima dell’inizio dei lavori, ha diritto di richiedere l’accesso alla tecnologia di montaggio. La direzione non dispone di copie sufficienti della tecnologia per renderla disponibile a più dipendenti contemporaneamente, quindi anche un gruppo più numeroso di installatori interessati all’elevata qualità del proprio lavoro può riunirsi per una copia.

Puoi chiamare la guardia aziendale quando qualcuno pensa che, ad esempio, ci siano troppo pochi standard sul posto di lavoro ecc, ecc.

Se c’è il sospetto che il rappresentante del REPO, che gironzola per la sala, beva una birra al lavoro, è necessario informare la direzione del personale e dell’organizzazione ecc. ecc. Il principio più importante della resistenza passiva è che il servizio di controllo qualità non tiene il passo con la verifica dell’ammontare dei vizi presunti ed effettivi denunciati.

Grazie mille per l’intervista.

Viva la libertà. Saluto tutti i dipendenti di FCA Polonia e dichiaro che, se necessario, offro il mio supporto e la mia esperienza per difendere gli inalienabili diritti sindacali e civili che la direzione dello stabilimento di assemblaggio auto di Tychy con il logo Fiat così prepotentemente infrange.

Krzysztof Przybylak ha parlato con Rajmund Pollak.

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eccellenze italianeFood & Beverage

Chef Donata Rizzo: il cibo è cultura e come tale va rispettato, studiato e raccontato a tavola…

Donata Rizzo

Donata Rizzo, salentina  Chef rinomata, ama definirsi una “cuoca di casa”, perché nonostante la sua carriera parli chiaro sulla qualità e professionalità del suo operato in cucina, la conditio sine qua non per chi vuole avvalersi della sua creatività culinaria è lasciarla fare a modo suo…

Fin dall’inizio, la sua scelta è stata di rendere le ricette essenziali, di ” togliere aggiungendo”, attualizzando la tradizione,  rinnovare con rispetto, perché le donne in cucina mettono soprattutto amore e passione

Per lei seguire in cucina  il ciclo delle stagioni è il primo passo per potersi esprimere al meglio in cucina  selezionando con cura le materie prime e  facendo particolare attenzione alle cotture .

Oggi la Cheff Donata Rizzo è la regina della cucina al  Le Cinque Vele Restaurant una tra le location più esclusive della costa Ionica del Sud Salento

Il suo segreto ?

Cucinare col cuore e con la testa,

Il rispetto profondo per la materia prima e la conoscenza delle tecniche le permettono, contemporaneamente, di non sbagliare e di avvicinarsi a sapori , quelli veri, Il desiderio di fare le cose bene, di esprimersi con gentilezza , di essere in fondo modesta, ma nello stesso  tempo  intransigente nel perseguire lo scopo prefissato

Per Donata il  cibo è cultura e  la sua è una cucina cerebrale , ma di cuore, una passione, un gesto d’amore, che non può ne deve prescindere da un grande rispetto per il cibo e la tradizione , ma per lo Chef  Salentino non deve mai mancare lo stimolo per la  ricerca costante finalizzata a  far provare all’ospite  una vera “experience”  gastronomica indimenticabile, da raccontare con il sorriso  

Il cibo, ricorda Lo Chef , ha il potere e il dovere  di  parlare dei luoghi in cui nasce, racconta le storie delle persone che lo hanno accudito e per questo il dialogo tra chi cucina e gli ingredienti scelti diventa poesia“

Autentico è chi sa da dove viene e capisce dove soprattutto dove sta andando e questo Donata Rizzo lo sa molto bene

Lunga vita alla Buona cucina….

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