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Redazione

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“Lia Pascaniuc” il logo è più che la firma d’artista è un’opera d’arte.

Lia Pascaniuc

La L di Lia e la P di Pascaniuc si incontrano e intrecciano insieme fino a formare spontaneamente il simbolo dell’infinito: la totalità che nasce dall’incontro di due metà perfettamente speculari e che attraverso un flusso energetico creano equilibrio e armonia.

La filosofia artistica di Lia Pascaniuc rispecchia perfettamente tutto il simbolismo legato all’infinito, perché è una costante ricerca di equilibrio energetico e bellezza attraverso il movimento e la mutazione della natura.

L’ambiente naturale, in continua lenta mutazione è sempre diverso, ma sempre armonico.

Si adatta e cambia, reagisce con energia alle influenze esterne, trovando soluzioni perfette ed esteticamente uniche.

Ogni forma artistica delle visual artist nasce con la stessa motivazione della natura: creare l’artwork perfetto, secondo uno schema di equilibri naturali, ma in costante mutazione, seguendo il flusso energetico spontaneo delle cose.

C’è in ogni opera una sapiente fusione tra l’elemento naturale (pesci, legno, farfalle, luce, metallo) e la visione artistica di Lia Pascaniuc che si intrecciano e creano un artwork che racconta con il linguaggio delle tecnologie moderne la sua filosofia.

Il logo rappresenta quindi molto più della firma dell’artista: è esso stesso un’opera d’arte.

Il ricco simbolismo dell’infinito viene personalizzato dalla visione filosofica di Lia Pascaniuc, che lo ha trasformato in un’opera d’arte: la più rappresentativa di se stessa.

Firma e ricerca di un simbolo

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Rubrica di Elisa Volta

BON TON BON TON A CURA DI ELISA VOLTA: “L’ascolto è una silenziosa, ma elementare, espressione di buone maniere”.

ELISA VOLTA

“L’ascolto è una silenziosa, ma elementare, espressione di buone maniere”.

(Thaddäus Troll, pseudonimo di Hans Bayer)

Saper ascoltare, in un mondo dove tutti vogliono parlare, nella convinzione di avere qualche cosa da dire, ritengo sia una delle massime espressioni di buone maniere contemporanee.

Il miglior conversatore è chi sa ascoltare, accogliere, interessarsi sinceramente a ciò che l’altro sta offrendo di sé.

Nella frenesia della vita moderna capita spesso di sentire, ma non di ascoltare le persone intorno a noi.

Avviene con gli interlocutori occasionali, al lavoro con i colleghi, e purtroppo in famiglia con il partner e con i figli.

Mi auguro che a tutti, almeno una volta, sia capitato di incontrare qualcuno che mentre parlavamo ci osservava con attenzione, in silenzio e sinceramente interessato a ciò che stavamo dicendo.

Quella persona sicuramente non l’abbiamo scordata.

Mi tornano alla mente i ricordi da studentessa: durante le interrogazioni e poi agli esami universitari, alcuni docenti ascoltavano distrattamente, annoiati, annuivano con la mente occupata dai propri pensieri.

Alcuni invece (ahimè, pochi!), avevano un ascolto attento, empatico; ricordo con gratitudine i secondi, perché in quel loro ascolto c’era la fiducia che riponevano in me, nel mio pensiero, era come se mi dicessero: «ti sto ascoltando perché voglio entrare nel tuo mondo, sono interessato alle tue riflessioni, non solamente a verificare e dare un voto alle tue ore di studio». Ecco, è con questo garbo e questa delicatezza che dobbiamo porci nei confronti del nostro interlocutore. 

Ho accennato allo sguardo: nell’ascolto, il contatto visivo è fondamentale.

Sempre più spesso capita di notare persone con il capo abbassato sullo schermo dello smartphone e non con lo sguardo rivolto alla persona che sta parlando con loro.

Non mi riferisco solo ai figli adolescenti, ma purtroppo a persone adulte che spesso ricoprono anche incarichi di prestigio. Questo atteggiamento di totale disinteresse verso l’altro è estremamente sgarbato e aggiungerei, molto fastidioso.

È altrettanto maleducato alzare il tono di voce e sovrastare chi sta parlando, intraprendendo una competizione oratoria. Ascoltando attentamente le parole dell’altro/a, avremo l’opportunità di capire e conoscere maggiormente chi abbiamo di fronte e conversare quindi con lui/lei in maniera più appropriata e pertinente.

A tavola, quando i posti sono assegnati, chi si occupa delle disposizioni (operazione da compiere con la massima attenzione, perché potrebbe pregiudicare la riuscita del convivio) avrà cura di alternare, oltre che uomo e donna, anche parlatori e ascoltatori.

Ma provvederà anche, all’occorrenza, ad arginare il parlatore patologico, affinché la cortese pratica dell’ascolto, non si trasformi in tortura!

Elisa Volta

2 i libri scritti dall’autrice che trattano i temi del Bon Ton

“Gocce di Bon Ton” l’eleganza in 120 Aforismi 

Pillole di bon ton. Essere alla moda applicando il galateo

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AttualitàModa

AIKON #tide l’orologio “ecologicamente corretto” by Maurice Lacroix.

AIKON #tide

Maurice propone  la gamma di orologi brillante e originale e colorata, ideali per un’estate all’insegna dello sport e della salute.

L’AIKON #tide contribuisce a rendere gli oceani più puliti, grazie a una tecnologia rivoluzionaria che converte i rifiuti di plastica recuperati in mare  in orologi di design e  qualità svizzera.

Questi nuovi modelli sono formati da plastica riciclata legata all’oceano, che grazie ad una formula segreta e alla fibra di vetro creano un materiale composito  due volte più duro della plastica standard e cinque volte più resistente

La lunetta, la cassa, il fondello, la corona, il terminale e la fibbia sono tutti realizzati in questo materiale composito.

Occorrono 17 bottiglie per realizzare un orologio e la sua confezione su misura, il che significa 17 bottiglie in meno che inquinano l’oceano.

E nata una nuova ed esclusiva variante dell’AIKON #tide, in collaborazione con l’artista tailandese e membro della ML Crew, Benzilla.

Questo orologio in edizione speciale unisce il mondo della street art e dell’orologeria

In Thailandia, le attività del marchio includono anche dare lavoro alla popolazione locale fornendo loro barche a coda lunga, deposito e attrezzature per la raccolta dei rifiuti di plastica.

Maurice Lacroix finanzia anche programmi educativi nella regione.

Come parte di un impegno a lungo termine, il marchio del lusso si impegna a recuperare 10 milioni di bottiglie di plastica dall’oceano fornendo supporto finanziario.

www.mauricelacroix.com

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eccellenze italianeFood & Beverage

Forte dei Marmi: “Ristorante La Magnolia del Byron”, la raffinatezza della semplicità, i sapori del territorio, la riconoscibilità e una fantasia ben temperata i segreti del successo.

la magnolia forte dei marmi

L’hotel Byron di Salvatore Madonna aperto nel 1990 ricalca il fascino d’antan della villeggiatura sul lungomare di Forte dei Marmi, reinterpretato in chiave moderno.

L’atmosfera è soffusa, delicata, di grande relax e, con arredi lineari dai toni grigi resi brillanti dall’ottone e dalle vetrine della gioielleria esclusiva ma sempre dai toni discreti. Alle pareti le foto in bianco e nero ricordano che siamo in un ambiente storico.

All’interno il ristorante stellato Magnolia da maggio scorso guidato dal campano Marco Bernardo, con l’occhio attento di Salvatore appassionato di cucina e vini.

D’altronde confessa di aver fatto un tirocinio d’eccezione con Rolando Paganini, braccio destro di Paracucchi con il quale ha collaborato per un lungo periodo all’apertura della struttura.

Uomo della Lunigiana con una grande vocazione all’insegnamento. Salvatore Madonna, Amministratore delegato della Società Byron e Plaza Hotel de Russie, ha da sempre prediletto l’innovazione non velleitaria, senza artifici e il gusto della semplicità e della tradizione legata al luogo che racconta un dialogo tra terra e mare anche se lo sguardo è rivolto all’acqua. Marco Bernardo, una grande esperienza europea, segnatamente francese, in cucina ha il gusto deciso, una grande conoscenza delle tecniche, con la caratteristica di far maturare e frullare il pesce.

Della sua Campania che ha sposato alla Toscana porta il tarallo tipico napoletano friabile perché con poca acqua, strutto, pepe e mandorle; le linguine alle arselle dove la pasta di Gragnano incontra l’arsella versiliese di solito maritata allo spaghetto; le eliche, nome moderno per i fusilloni partenopei, con triglie e stringhe tipiche della Versilia e ancora il mosaico di pesce che richiama la zuppa di pesce locale ma trattata in modo personalizzato.

Tra le particolarità la carta dei caffè con il lista il caffè più buono del mondo e quello più caro.

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Moda

Aza Lea Italia Primavera/Estate 2023

Aza Lea Italia

Il brand Aza Lea presenta la collezione primavera estate 2023 in occasione di Showcase Roma, progetto espositivo ideato da AltaRoma e riservato a designer indipendenti ed emergenti.

Mente creativa di Aza Lea è Marta Liberatori che nel 2020 decide di fondare il brand con una visione ben precisa: abiti prêt à porter dove alta moda, tradizione artigianale e sartoriale dialogano con l’innovazione per creare una nuova storia dei paradigmi dell’eleganza, un’esperienza ritagliata e cucita sui tratti unici della donna per un classico contemporaneo senza tempo e fuori dalle mode. 

Marta Liberatori nelle sue collezioni dà risalto alla sua libertà artistica, infatti ogni capo è frutto di uno studio approfondito di sperimentazione e ricerca modellistica con linee geometriche pulite che donano forme sinuose alla donna che ritrova eleganza sartoriale in ogni occasione della giornata.
Per la primavera estate 2023 in scena una collezione dal carattere forte e contemporaneo. Un vero e proprio omaggio a capi e tessuti che esaltano il puro Made in Italy grazie ad una attenta ricerca della designer.

Abiti dalla linea semplice e pulita, quanto versatile, un minimal chic contemporaneo che trova il suo punto forza nella camicia, vero e proprio segno distintivo di Aza Lea.
Non mancano in collezione le gonne, pantaloni ed abiti che privilegiano tessuti come il popeline di cotone e le gabardine, viscose, sete e fibre esclusivamente naturali. Una collezione specchio di una donna contemporanea che nel futuro della moda ritrova nuovi stimoli ed opportunità miscelando stili eterogenei in un’unica armonia che genera un presente rinnovato ma quanto mai
sofisticato. La camicia Grace è il must have di Aza Lea, estremamente raffinata, in tutte le sue varianti, smanicata in cotone e in georgette di seta o a manica lunga di chiara ispirazione settecentesca con polsino alto arricchito dalla presenza di bottoncini ricoperti.

La sua particolarità, oltre all’estrema eleganza dei tagli, è la linea enfatizzata del collo cha dà maggiore importanza a chi lo indossa. In tutti gli abiti le tecniche utilizzate, dalla tradizionale a quella a inserti tipica della cultura giapponese, creano asimmetrie e geometrie minimali che spesso sono affiancate a volumi importanti, come quello delle maniche a palloncino o da gonne a ruota molto ampie che ricordano le forme tipiche degli anni ‘50.


Il lusso affordable si declina in un guardaroba contemporaneo curato in ogni dettaglio dove il carattere identitario esalta la qualità e ricerca, abiti dallo stile inconfondibile per l’abilità tecnica nella minuziosa lavorazione di alcuni dettagli a mano.

Tutta la produzione è eseguita esclusivamente in Italia con grande attenzione verso le materie prime, sempre di provenienza italiana.

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Moda

Conosciamo meglio Desy Stefanutti, la fondatrice di “Bastet-Torino”, la leggerezza da indossare.

Bestet-Torino


E sempre interessante capire da dove nasce l’idea di creare un brand, di cimentarsi in un progetto ambizioso e trasformarlo, step by step in realtà imprenditoriale,.

Da qui nasce il piacere di fare quattro chiacchiere con Desy, founder del brand “Bestet.Torino“.

Come sempre lasciamo sia lei a raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande :

Primo incontro con la moda ?

Nel primo periodo scolastico ebbi il mio rapporto con il mondo della moda e fu tutt’altro che pacifico.

Mi piace definirlo “periodo di incubazione” per ciò in cui si sarebbe poi trasformato.

Ho subito bullismo per la mia estrema timidezza e il modo in cui vestivo e truccavo (non proprio alla moda), venivo derisa ed è forse da qui che nacque la mia mania per la perfezione, così nel tempo divenni un’esteta. Iniziai a sperimentare e fondere arte, fotografia e moda.

Questo mi diede un senso di accettazione da parte degli altri e fu il momento catartico che diede il via a una serie di avvenimenti e cambiamenti.

Per parlare di moda è necessario averla vissuta? Studiata?

Sicuramente la moda va vissuta, così come l’arte o qualsiasi altro settore, in prima persona.

Più che studiata va sperimentata, sentita, osservata, la devi sentire parte di te. Sono dell’idea che un infarinatura di base sia necessaria, ma la creatività e la passione non si imparano! L’emozione non si costruisce con schemi logici!

Quando hai deciso di diventare imprenditrice del settore?

In realtà ho sempre pensato di avere una vena imprenditoriale.

Non mi piace che altre persone decidano per me, che il mio tempo abbia un prezzo fissato da altri e soprattutto, essendo una creativa, ho sempre voluto vivere, trasmettere ed esprimere emozioni tramite le mie creazioni.

Sono le emozioni che fanno andare avanti il mondo!

Da dove prendi ispirazione per le tue creazioni?

Genericamente trovo gli stimoli giusti nell’arte, nella natura, nelle persone che mi circondano, nella storia, nelle emozioni che provo.

Senza neanche averci pensato mi sono ritrovata nella città dove ha sede il più grande museo egizio del Mondo, dopo il Cairo: Torino. Sono sempre stata affascinata dell’Antico Egitto: della loro intelligenza, del loro saper fare, della loro spiritualità e della loro magia.

Non poteva essere una coincidenza!

Così una sera scrissi tutto ciò che mi veniva in mente su un foglio e così nacque Bastet Torino: un incontro tra passione per l’Antico Egitto, amore per la moda e la sostenibilità, e infine simbolo di femminilità, forza e indipendenza per le donne, proprio come la Dea Bast da cui il brand prende il nome. 

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

A 9 anni indossavo i tacchi di mia mamma per correre in giardino e mi vestivo nelle maniere più disparate per andare a trovare l’amica vicino a casa.

Ricordo ancora gli stivali di serpente fino alla caviglia: ci ballavo dentro e un giorno rischiai anche una caviglia.

Quanto contano i social oggi nel mondo della moda?

I social sono indubbiamente uno strumento fondamentale al giorno d’oggi.

Non solo nella moda ma in tutti i campi. Sono un mezzo per creare un contatto diretto e più veloce con il cliente. Inoltre ci fanno avere un primo approccio con chi ancora non ci conosce. Il bacino di utenza è infinito ma in quanto tale occorre selezionare bene il target a cui vogliamo rivolgerci: Bastet Torino non vuole rivolgersi a tutti e non vuole essere per tutti.

Non bisogna scordare poi che il rapporto umano è e resterà sempre fondamentale.

Si può avere un approccio social e tecnologico ma il cliente deve sentirsi parte del brand, e questo si può ottenere solo con l’offline.

Noi lo facciamo offrendo un’esposizione ed un servizio face-to-face in uno degli showroom più centrali e conosciuti a Milano: Il Salotto di Milano.

L’abbiamo scelto appositamente per poter offrire ai nostri clienti una piccola coccola e la possibilità di conoscere il brand da vicino.

Che cosa è per te la moda?

La moda per me è creatività, collaborazione, evoluzione, un modo di esprimere se stessi e anche un modo per capire chi abbiamo di fronte.

Se potessi andare indietro nel tempo, con quale personaggio  ti piacerebbe interagire e perchè?

Più in generale sicuramente mi piacerebbe interagire con il mondo dell’antico Egitto per studiare e capire a fondo la loro cultura, la loro arte e intelligenza architettonica, la loro magia e la loro connessione profonda con ciò che li circondava. Ideologicamente parlando mi piacerebbe interagire con la Dea Bastet nel suo fantastico regno a Bubastis, circondata dai suoi sacri felini.

Cosa pensi dell’editoria di settore?

Noto che negli ultimi anni arte e moda si stanno fondendo sempre di più.

Questo nell’editoria è molto evidente: le campagne fotografiche sono delle vere e proprie opere d’arte, vengono proposti eventi, mostre e allo stesso tempo si propongono nuovi brand e collaborazioni.

Penso anche che l’editoria oggi si stia focalizzando molto sul digital ma, per quanto possa contare la mia modesta opinione, la scelta della carta rimarrà sempre la prima scelta per creativi ed esperti del settore.

Cosa non deve mancare in un guardaroba  di una donna?

Ovviamente tanta stima e sicurezza in se stesse.

Un abito o un accessorio bisogna saperlo prima di tutto indossare!

E il foulard è l’accessorio per antonomasia che rappresenta questo; incarna ciò che è più intimo e femminile in noi e a volte aspetta solo emergere: sensualità e dolcezza, fascino e generosità, amore e passione, desiderio e il piacere. Bastet è una collezione di oggetti da collezione: pezzi unici, raffinati ma dal forte carattere, creati dai tessuti pregiati ma in modo sostenibile. La collezione vuole avere un punto di vista edonistico, per una donna che vuole sentirsi e sentirsi potente, indipendente, audace, raffinato, sensuale e fiducioso in ogni occasione. Bastet è non solo uno stile, ma un modo di essere!

Grazie Desy per la piacevole chiacchierata

Per saperne di più ecco il sito

www.bastet-torino.com

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Libri

Forte dei Marmi: Giorgia Surina parla del suo libro “In due sarà più facile restare svegli” alla rassegna Parliamone in Villa di Villa Bertelli Mercoledì 13 luglio alle 18 Giardino dei lecci.

Giorgia Surina

Un volto noto della televisione, in particolare della fiction e una voce conosciuta della radio, l’ospite dell’appuntamento di mercoledì 13 luglio alle 18.00 del cartellone di Parliamone in Villa di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Giorgia Surina, attrice, presentatrice, speaker e adesso anche scrittrice, salirà sul palco del Giardino dei lecci con   il suo romanzo d’esordio In due sarà più facile restare svegli (Giunti editore).  A presentare l’incontro, il giornalista Enrico Salvadori che conduce tutti i talk show della rassegna, promossa dal Comitato Villa Bertelli.

Giorgia Surina è nata a Milano, da padre croato e madre pugliese. Si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università IULM e alla fine degli anni ’90 ha cominciato a lavorare come conduttrice televisiva. È stata una delle prime VJ d’Italia, diventando il volto e la voce di un’intera generazione che ascoltava la stessa musica e si appassionava alle stesse serie tv. Sul piccolo schermo è entrata nel cast di Don MatteoNon dirlo al mio capo e Un medico in famiglia per poi approdare al cinema e alla radio.

Ha sempre mantenuto un dialogo costante con i fan attraverso il suo profilo Instagram, che raccoglie l’affetto di più di 640 mila seguaci. Attualmente conduce Shaker su RTL 102.5.  Impegnativo il suo primo lavoro da scrittrice.

Mettere al mondo un figlio: tutti prima o poi ci pensano.

E le risposte, le età, le modalità variano con le persone, con le loro esperienze, con i loro corpi.

Ma che succede per una donna alla soglia dei quarant’anni, che ha un grande desiderio di maternità e nessuna prospettiva immediata di realizzarlo? O, forse, una possibilità c’è? 

Gaia è stata appena mollata dopo una storia di dodici anni da quello che è stato ironicamente ribattezzato Capitan Schettino. Bea passa invece da un uomo all’altro e comincia a essere disillusa all’idea di trovare quello “giusto”. Le due sono legate da un profondo rapporto di amicizia e dalla stessa visione del futuro. Così, in un pomeriggio di lacrime condivise, nasce l’audace proposta:

«E se lo facessimo insieme?».

Se entrambe si sottoponessero alla procedura di procreazione assistita, mettessero al mondo un bambino e poi lo crescessero insieme?

Perché esistono tante forme di amore e tanti modi di diventare mamma e, in fondo, la famiglia è soprattutto quella che ci costruiamo. Un atto di puro egoismo?

Una straordinaria pazzia? Sono molti i dubbi, le domande e le paure, alle quali dovranno trovare una risposta le protagoniste di questa storia.

Un romanzo che tratta temi impegnativi e che Giorgia Surina ha scritto con grande partecipazione e forza narrativa.

L’incontro, come tutti quelli in cartellone, è a ingresso libero. Info e prenotazioni 0584 – 78.72.51. Gli incontri vengono ripresi dall’emittente Noi Tv e poi proposti in differita il mercoledì e il venerdì alle 21.15. Radio Bruno Toscana è radio ufficiale di Parliamone in Villa.

Un volto noto della televisione, in particolare della fiction e una voce conosciuta della radio, l’ospite dell’appuntamento di mercoledì 13 luglio alle 18.00 del cartellone di Parliamone in Villa di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Giorgia Surina, attrice, presentatrice, speaker e adesso anche scrittrice, salirà sul palco del Giardino dei lecci con   il suo romanzo d’esordio In due sarà più facile restare svegli (Giunti editore).  A presentare l’incontro, il giornalista Enrico Salvadori che conduce tutti i talk show della rassegna, promossa dal Comitato Villa Bertelli.

Giorgia Surina è nata a Milano, da padre croato e madre pugliese. Si è laureata in Scienze della Comunicazione all’Università IULM e alla fine degli anni ’90 ha cominciato a lavorare come conduttrice televisiva.

È stata una delle prime VJ d’Italia, diventando il volto e la voce di un’intera generazione che ascoltava la stessa musica e si appassionava alle stesse serie tv. Sul piccolo schermo è entrata nel cast di Don MatteoNon dirlo al mio capo e Un medico in famiglia per poi approdare al cinema e alla radio. Ha sempre mantenuto un dialogo costante con i fan attraverso il suo profilo Instagram, che raccoglie l’affetto di più di 640 mila seguaci.

Attualmente conduce Shaker su RTL 102.5.  Impegnativo il suo primo lavoro da scrittrice.

Mettere al mondo un figlio: tutti prima o poi ci pensano.

E le risposte, le età, le modalità variano con le persone, con le loro esperienze, con i loro corpi.

Ma che succede per una donna alla soglia dei quarant’anni, che ha un grande desiderio di maternità e nessuna prospettiva immediata di realizzarlo?

O, forse, una possibilità c’è? 

Gaia è stata appena mollata dopo una storia di dodici anni da quello che è stato ironicamente ribattezzato Capitan Schettino. Bea passa invece da un uomo all’altro e comincia a essere disillusa all’idea di trovare quello “giusto”. Le due sono legate da un profondo rapporto di amicizia e dalla stessa visione del futuro.

Così, in un pomeriggio di lacrime condivise, nasce l’audace proposta: «E se lo facessimo insieme?».

Se entrambe si sottoponessero alla procedura di procreazione assistita, mettessero al mondo un bambino e poi lo crescessero insieme?

Perché esistono tante forme di amore e tanti modi di diventare mamma e, in fondo, la famiglia è soprattutto quella che ci costruiamo. Un atto di puro egoismo?

Una straordinaria pazzia?

Sono molti i dubbi, le domande e le paure, alle quali dovranno trovare una risposta le protagoniste di questa storia.

Un romanzo che tratta temi impegnativi e che Giorgia Surina ha scritto con grande partecipazione e forza narrativa.

L’incontro, come tutti quelli in cartellone, è a ingresso libero. Info e prenotazioni 0584 – 78.72.51. Gli incontri vengono ripresi dall’emittente Noi Tv e poi proposti in differita il mercoledì e il venerdì alle 21.15. Radio Bruno Toscana è radio ufficiale di Parliamone in Villa.

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Attualità

“Death Valley Traverse 2022” la grande avventura di Stefano Gregoretti e Ray Zahab. 

Stefano Gregoretti e Ray Zahab

La Death Valley, fra California e Nevada, è un luogo da vedere. Sicuramente il suo nome “Death Valley” di primo acchito può non essere molto invitante, ma se il posto è famoso una ragione di certo ci sarà. In verità questo luogo caldo e desertico ha un fascino tutto particolare e fin da quando si comincia la discesa verso il centro della valle si comincia a percepirlo.

Ed è per questo motivo che Stefano Gregoretti e Ray Zahab sono partiti il 5 luglio dall’Italia, per inoltrarsi in questa grande grande avventura, iniziata Giovedì 7 luglio 2022. Stefano e Ray sono due esploratori moderni amanti dell’avventura e dei luoghi più inospitali del pianeta.

Un elemento fondamentale della storia dell’uomo infatti è l’esplorazione.

Questa è la filosofia che alimenta lo spirito di Stefano e Ray veri cultori del “Trail running”, una disciplina giovane, in grande crescita, nei quattro angoli del globo, che conferma ormai l’interesse di migliaia di appassionati.  Per questa occasione l’obbiettivo dei due esploratori sarà quello di tentare la traversata integrale della Death Valley, nell’omonimo parco nazionale americano, dal confine ovest al confine est, nel mese più caldo lungo piste appena indicate, canyon e pianure infuocate.

La traversata sarà completamente unsupported, con rifornimenti idrici ogni 15-20 km nascosti e georeferenziati nel deserto che dovranno essere raggiunti obbligatoriamente per poter continuare.

La distanza sar di circa 130 km nel mese più caldo dell’anno. Lo scorso anno, un’ondata di caldo anomalo superiore alla media, che ha raggiunto i 61 gradi, ha costretto il team Zahab – Laughlin a sospendere la spedizione per l’impossibilità di raggiungere i check point idrici. 

Rischi e pericoli

A causa delle temperature estreme il consumo di liquidi per reidratare si aggirerà attorno ai 90 litri a testa. Un turn over idrico per il corpo superiore al proprio peso corporeo. Il team sarà raggiunto in alcuni punti da un documentarista che sarà in grado di riprendere e fotografare il tentativo di traversata. National Geographic Canada e Weather Channel saranno fra i partner principali.

Non ci rimane che attendere…

www.lesalondelamode.eu

Journalist
General manager
Gabriella Chiarappa

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Musicaspettacolo

Veronica Cece e una passione chiamata Musica.

Veronica Cece

Non sono molte le presenze femminili nel mondo del Rap, Veronica ha da sempre ascoltato musica melodica , pop, genere urban, rap e proprio questa sua curiosità artistica l’ha portata ad avere un suo stile .

abbiamo deciso di conoscere un pò meglio Veronica Cece , lasciando a lei il compito di raccontarsi attraverso le risposte alle nostre domande .

Veronica Cece
Veronica Cece

Il suo ultimo brano lo potete ascoltare Mezcal clikkando qui

Il tuo primo incontro con la musica ?

Sono da sempre innamorata dell’ r’n’b, in particolare di Alicia Keys.     

Quando hai capito che sarebbe stata parte integrante della tua vita la musica?                        La musica trova te, nasce cosi … passione, non si puo’ spiegare altrimenti. 

Quanto è difficile per una donna entrare nel panorama del rap italiano e perchè?                                                                               Per le donne e’ difficile in ogni settore purtroppo, siamo sempre sottovalutate.

La societa’ e’ maschilista.

Un aneddoto che ricordi con il sorriso?

La prima volta in studio, la prima volta che ho inciso un brano.

Ero emozionatissima, ripensandoci adesso e’ stata come il primo bacio, il primo appuntamento….non lo scordi mai 

Come è cambiato il mondo della discografia?

Secondo me e’ cambiato in meglio perche’ ha dato piu’ opportunita’ a tutti tramite internet e le piattaforme digitali.             

Quanto conta la comunicazione?

I social network sono diventati fondamentali per la promozione dell’artista, quindi  direi la comunicazione e’ tutto,

Puoi essere brava ma senza la giusta promozione i risultati non saranno mai eccellenti.     

Che rapporto hai con il tuo pubblico?                                                                  

Il pubblico, quello che si definisce “fan base”, ha un ruolo chiave!

Io ho i miei affezionati, spero di crescere sempre di piu’ ed arrivare a milioni di ascoltatori.                                                

Cos’è per te la musica ?

La musica e’ vita.

La musica ti accompagna in tutte le situazioni, sia quelle belle che quelle brutte.

La musica e’ cibo per l’anima.

Grazie Veronica per il tempo a noi dedicato

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